Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

tifosi

Belgrano vs River Plate

Incidenti nei match che hanno portato alla retrocessione del celebre team argentino…all’andata…

e al ritorno….

e dopo la retrocessione la beffa…
Secondo il quotidiano argentino “Ole’”, il Monumental, mitico stadio del River Plate, rimarrà a porte chiuse almeno per un anno. E’ la squalifica anticipata dal quotidiano per gli incidenti provocati dai tifosi dopo il pareggio con il Belgrano che ha decretato la clamorosa retrocessione del club. Il River rischia anche penalizzazioni in classifica. Dopo la gara di domenica, terminata 1-1, settantadue persone sono rimaste ferite negli incidenti, tra queste anche 25 poliziotti.
In Argentina con il calcio non si scherza: baciare la maglietta del River Plate di fronte ai tifosi del Boca Juniors puo’ costare molto caro, come conferma quanto accaduto a Matias Almeyda, nuovo allenatore della squadra di Buenos Aires appena retrocessa in serie B. La giustizia argentina lo ha infatti multato per circa 3500 dollari considerando il gesto come una pericolosa provocazione ed un potenziale incitamento alla violenza.


Torneo estivo???

Doveva essere un torneo a scopo benefico, un modo per raccogliere fondi da devolvere ai bisognosi e allo stesso tempo per stare in compagnia e divertirsi. Invece è bastata una scintilla durante una delle partite per scatenare un parapiglia che ha coinvolto decine e decine di persone.

E’ successo ieri pomeriggio sul campo dell’ex Fulgor Cavi, in via del Crocifisso a Borgo Piave. L’evento è la quarta edizione del torneo «Ultras & oltre», torneo a scopo benefico con incasso da devolvere alla Diaphorà Onlus, associazione di familiari di persone diversamente abili. Il fischio d’inizio è per le ore 15, con le partite da disputare a oltranza. Tante le squadre partecipanti: oltre al Latina, squadra che ha ospitato e organizzato l’edizione 2011, ci sono anche Juventus, Bari, Casarano, Gaeta, Foggia. E soprattutto ci sono le squadre dei tifosi del Milan e della Pro Sesto. La scintilla che dà il là al caos scocca proprio durante la partita tra queste due squadre, tra l’altro composte da tifosi che si conoscono personalmente dato che Sesto San Giovanni dista pochi chilometri da Milano. A quanto pare un giocatore avrebbe colpito l’arbitro (con una testata o con uno schiaffo, non è chiaro) per una decisione a suo parere non corretta. Cose che succedono su tutti i campi di calcio e in molti altri tornei. Ma ieri pomeriggio sul prato a ridosso del campo della Fulgor Cavi c’erano circa settecento persone, tifosi ultras provenienti da tutta Italia. E la scintilla, per motivi da chiarire, forse per vecchie ruggini tra tifoserie, ha scatenato un vero e proprio caos. Il litigio ha coinvolto proprio la compagine di tifosi più numerosa al raduno, quelli del Milan. Arrivati con un pullman a due piani, secondo quanto raccontato da molti testimoni sarebbero stati proprio loro a farla da padroni. All’improvviso sono spuntati bastoni di ferro e coltelli. Lo scontro tra i tifosi ha provocato diversi feriti, uno dei quali raggiunto all’occhio da un coltello e medicato sul posto dal personale del 118. Molti altri sono stati invece soccorsi dal Gsp della protezione civile, presente sul posto sin dall’inizio della manifestazione. Altre voci, nella concitazione del momento, parlavano di un tifoso ferito alla coscia che si sarebbe allontanato prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Volante, gli uomini della Squadra Mobile, i carabinieri della compagnia di Latina e la Polizia Stradale. E’ stato lo stesso comandante Francesco Cipriano a guidare la scorta che ha accompagnato il pullman dei tifosi milanisti sulla Pontina, dove sono stati tutti identificati


Why???

E una sciarpa dei Pescara Rangers fece la sua apparizione a Milano nel comitato festante del candidato sindaco di centrosinistra Giuliano Pisapia. Qual’e il senso di tutto cio???Un pescarese in visita a Milano???Un milanese appassionato delle sorti della compagine biancazzurra?


La Nostra Risposta

Ascoli vs PESCARA

Salernitana vs COMO

PARMA vs Palermo


T’immagini???

Immagina…

… di voler seguire la tua squadra in trasferta ma che le autorità vietino a tutti i tifosi di farlo, o di dover fornire tutti i tuoi dati personali prima di poter comprare un biglietto!

… che il tuo club venga sanzionato con l’obbligo di giocare una partita a porte chiuse, punendo così l’intera tifoseria per le azioni di una minoranza in occasione dell’ultimo incontro!

… che all’ingresso dello stadio, e senza nessun preavviso, vi venga proibito di introdurre le vostre bandiere e i vostri striscioni, senza alcuna ragione comprensibile

… di aver preso posizione contro il razzismo con uno striscione allo stadio e di essere arrestato per questo!

… di non poter andare a vedere gli incontri della tua squadra allo stadio perché il prezzo dei biglietti è decisamente troppo elevato!

… di essere trattato aggressivamente dagli steward o dalla polizia o di dover sopportare perquisizioni indecorose – ad esempio realizzate dai militari o con l’obbligo di spogliarsi completamente in una tenda all’ingresso dello stadio!

Vi sembrano casi limite? Purtroppo non lo sono affatto. In molte nazioni europee, casi come questi si registrano realmente o sono addirittura un’evenienza più o meno abituale per i tifosi di calcio. Tutto questo, nonostante sia stato scientificamente provato come repressione e pessima accoglienza nei confronti dei tifosi abbiano un’elevata probabilità di peggiorare lo stato delle cose e generare ulteriori problemi.

E qual è la conseguenza ultima della repressione collettiva e del maltrattamento dei tifosi e delle loro varie forme di espressione tradizionali? La creazione di un calcio senza atmosfera, in cui gli spettatori sono solo consumatori occasionali di un evento. Un calcio senza tifosi!

Fortunatamente, in un crescente numero di nazioni, grazie soprattutto all’impegno dei tifosi ma anche a quello di autorità e istituzioni calcistiche, si sono intraprese iniziative tese ad arginare forme di trattamento inique e migliorare l’accoglienza, la comprensione ed il dialogo con i tifosi. Si è compreso come i tifosi siano un fattore importante per l’atmosfera complessiva e come le loro forme di espressione siano un elemento essenziale per l’interesse del calcio, non certo un problema.

Grazie al lavoro svolto dai gruppi di tifosi Alpha e Brøndby Support, e con il sostegno dell’associazione nazionale di tifosi DFF, oltre che di Brøndby IF, Copenhagen FC e UEFA, potremo trovarci e parlare di tutto ciò in occasione del 4° EFFC, l’Assemblea Europea dei Tifosi di Calcio, in programma a Copenhagen e Brøndby dall’1 al 3 luglio 2011!

Con il sostegno dei tifosi danesi, abbiamo organizzato per voi un programma di eventi mai visto finora! Si comincia venerdì mattina (1 luglio) con un torneo tra tifosi, per prendere posizione contro tutte le forme di discriminazione in nome dello slogan “All Colours Are Beautiful”; sabato 2 luglio si terranno i nostri tradizionali workshop, con la creazione di conseguenti iniziative comuni in tutta Europa; domenica 3 luglio sarà poi il turno del Congresso di FSE, per concludere alla grande un weekend pieno di eventi, tra i quali una grigliata, visite guidate allo stadio, una festa intorno al Copenhagen FC e pure un evento a sorpresa!

Come per le precedenti edizioni, non vediamo l’ora di accogliere tutti voi tifosi di tutta Europa e oltre! Stiamo inoltre invitando rappresentanti di varie istituzioni e organismi calcistici, per creare un’occasione di dialogo per i rappresentanti dei tifosi provenienti da un massimo di 40 nazioni europee e promuovere un confronto di esperienze e di opinioni.

La partecipazione all’EFFC 2011 è gratuita e possiamo contribuire con piccole forme di supporto economico alle spese di viaggio e di pernottamento di quei tifosi che ne avessero necessità. Ricordate che è comunque necessario iscriversi per poter partecipare all’evento!

Potete trovare tutte le informazioni sul programma dell’EFFC e il modulo di iscrizione online sul nostro sito www.footballsupporterseurope.org

Termine ultimo per iscriversi è il 12 giugno 2011!

Vi aspettiamo in Danimarca!


Solo in Perù

In Perù nascono gli ultras per l’arbitro

Solitamente l’arbitro sul campo di calcio è indifeso e il primo a essere insultato. In Perù, però, non è più così. Soprattutto per Victor Rivera che durante la partita San Martin-Leon Huanuco è stato sostenuto in tutto e per tutto da un vero gruppo ultras. Il direttore di gara peruviano veniva inneggiato dai cori: “Rivera, il miglior arbitro del mondo! Rivera siamo con te” o “Arbitro! Arbitro!”. Le curve di tutto il mondo hanno ora un ‘nemico’ in più.

Victor Rivera è rimasto incredulo per l’accaduto. Contatto da Globoesporte ha rivelato: “Me l’hanno detto prima della gara e ridevo, poi li ho sentiti. Ho pensato che li avessero assoldati per condizionarmi, ma loro andavano avanti a cantare. E ho capito che erano seri. Mi hanno dato coraggio, è stato bello”.

Un gruppo ultras organizzatissimo con tanto di bandiere, striscioni, magliette e tifosi vestiti da cartellino. Ora andrà pensato un settore anche per loro. Chissà come la prenderanno le curve delle squadre…

(sportmediaset.it)


Coppa Svizzera

Due match di coppa svizzera sono stati giocati e caratterizzati dalla interperanze dei sostenitori elvetici…

Disordini dopo partita YB-Zurigo: 11 fermi
Disordini sono scoppiati ieri sera a Berna dopo la partita di Coppa svizzera tra lo Young Boys e lo Zurigo, persa dalla squadra di casa per 3 a 4. La polizia ha fermato, e poi rilasciato, undici persone.
Gli atti di violenza sono avvenuti mentre i tifosi zurighesi, lasciato lo stadio, si stavano dirigendo verso la stazione di Berna-Wankforf, dove li attendeva un treno speciale. Per separare le opposte fazioni le forze dell’ordine sono intervenute con idranti, lacrimogeni e proiettili di gomma.
Un gruppo di tifosi dello Young Boys ha inoltre lanciato sassi contro la polizia, quando il convoglio speciale dei supporter zurighesi già aveva lasciato la stazione. I fermi sono stati operati in base alle riprese delle telecamere di sorveglianza.
(ats)

Basilea fuori, violenti scontri
La sconfitta contro il Bienne 3-1 scatena gli hooligan
BIENNE – Dopo la partita di calcio di Coppa svizzera ieri sera a Bienne tra i locali e il Basilea, vinta inaspettatamente dai primi per 3 a 1, allo stadio vi sono stati scontri. Scalmanati tifosi della compagine renana hanno invaso il campo. Sul grado di violenza dei tafferugli, tra hooligan delle squadre rivali e con la polizia, le informazioni divergono a seconda delle fonti.


Habemus Papam

Chi potra mai essere il nostro nuovo papa???il salvatore della patria e della sua stessa idea…Roberto M….ma ricapitoliamo le cose con ordine…

  • Due anni orsono ormai il nostro papa e la sua mente creano una cosa chiamata tessera del tifoso uno strumento grazie al quale il nostro papa stabilisce che chiunque ne sia in possesso possa recarsi in tutte le trasferte del territorio italiano anche per le partite cioe a porte chiuse
  • 8 maggio 2010 Il giorno prima della partita tra genoa e milan il prefetto di genova decide di chiudere lo stadio e di giocare la partita a porte chiuse nonostante i tifosi rossoneri fossero in possesso della tessera del tifoso
  • campionato 2010 2011 parte in tutto il territorio nazionale il progetto inaugurato dal nostro santissimo papa ed ecco i primi effetti gli stadi si svuotano e gli abbonamenti salvo qualche rara eccezione calano ma il nostro papa continua a ritenere che va tutto bene anzi egli proclama : sono calati gli incidenti…
  • 29 dicembre a pochi giorni dal derby tra Lecce e Bari il prefetto della citta salentina per evitare sconti ed incidenti decide di chiudere le porte dello stadio a tutti i ffosi giocando di fatto la partita a porte chiuse
  • l’opinione pubblica insorge…il progetto del nostro illustrissimo papa e’ fallito…e il nostro papa non ci sta tutta l’italia pensa che sia un coglione per colpa di un prefetto lui fa un piccolo cenno ed ecco la novita
  • i prefetti si riuniscono e la partita verra giocata a porte aperte solo per i possessori della tessera fornita dal nostro illustrissimo papa

adesso pero non ditelo al papa ma c’e gia piu di qualcuno che fa in modo diverso dalle sue direttive…altrimenti egli potrebbe bandirli come eretici….comunicato per la partita genoa bari 3 ottobre 2010

L’As Bari comunica che da oggi 28 settembre, a partire dalle 15.30, sono in vendita i tagliandi del Settore Ospiti PL6 riservato ai possessori della tessera del tifoso, per la gara GENOA – BARI del prossimo 3 Ottobre 2010.
La vendita sarà attivata come di seguito specificato:
1.Nei punti vendita Lottomatica Italia abilitati sul territorio nazionale.

2.Il Settore Ospiti PL6 ha una capienza di 1.167 posti al prezzo di € 25,00 + diritto di prevendita, sostenitori muniti di tessera del tifoso.

3.I sostenitori ospiti potranno accedere nell’apposito Settore Ospiti PL6 dello Stadio Ferraris attraverso l’ingresso n. 8 varchi 83 e 84.

Per la suddetta gara non sono previste restrizioni per la vendita dei biglietti dei Tifosi Ospiti, si suggerisce quindi a coloro privi della Tessera del Tifoso intenzionati ad accedere allo Stadio Ferraris, di acquistare i tagliandi dei Settori TL6 e OL6 al prezzo di € 25,00 + diritto di prevendita, la cui capienza è pari a 906 posti.
L’ingresso nei Settori TL6 e OL6 è previsto attraverso l’ingresso n. 8 varchi 81 e 82.

oppure questa e’ gia piu recente…

E’ stata avviata la prevendita dei biglietti per l’incontro in programma a Padova (Stadio Euganeo) l’8 gennaio, secondo le seguenti modalità:

# Settori Locali

In vendita on line sul sito TicketOne.it con modalità Stampa@casa e presso i punti vendita TicketOne della provincia di Padova.

# Settore Ospiti – Tribuna Ovest Nord

In vendita presso i punti vendita TicketOne di Torino per i soli titolari di Tessera del Tifoso.

# Curva nord

In vendita presso i punti vendita TicketOne di tutta italia senza obbligo di tessera del tifoso.

ahhhhh….eretici….lode al nostro papa…


Est Europa

Due video dall’est europa…

In uno striminzito spicchio di stadio, gli ultras del Lech Poznan assistono al match riempiendo la piccola curva, dando vita ad un appariscente spettacolo coreografico, contornato da un tripudio di bandiere, fumogeni ed entusiasmanti cori da stadio, il tutto per una partita di Lech Cup, competizione a cui prendono parte le migliori squadre d’Under 12 d’Europa, tra cui Tottenham, Dinamo Kiev, Sporting Lisbona e appunto Lech Poznan. Il video che testimonia l’incredibile ardore dei tifosi polacchi dimostra quanto il tifo, nella sua forma più pura e franca, non abbia limiti.

Circa 5 mila tra i sostenitori dello Spartak Mosca uniti ad estremisti di destra si erano radunati in piazza del Maneggio, vicino al Cremlino, in una manifestazione non autorizzata per ricordare la morte di Yegor Sviridov, un ultras dello Spartak morto in una rissa con alcuni immigrati del Caucaso. Quando la polizia è intervenuta per disperdere i manifestanti, questi hanno risposto con slogan nazionalisti e con aggressioni a persone di “aspetto non slavo”, ha riferito un portavoce delle forze dell’ordine. Il bilancio finale degli arresti parla di qualcosa come 1346 persone arrestate


Maroni Gira la …Fritatta!!!

L’estate e’ trascorsa tra tornei vari e amichevoli ma da agosto il calcio “ufficiale” e’ tornato a far parlare di se con i primi turni di coppa italia giocati tra squadre di serie C e B in attesa della squadre di prima fascia poi e’ iniziata la serie B e una settimana fa si e’ giocato il primo turno di serie A…in questo post vediamo di ricapitolare un paio di notizie che hanno coinvolto gli ultras in giro al di qua e al di la dello stivale…. due settimane fa e’ stata giocata a milano la supercoppa italiana…quella che doveva essere l’ultima partita senza la famigerata tessera del tifoso…all’ingresso in campo la curva nord interista presentava un insolito copricurva …’Inter, societa’, istituzioni – così recita lo striscione – scudetto, coppa Italia e coppa dei Campioni avrebbero meritato la coreografia più bella di sempre. Il triste spettacolo di questa sera è il risultato del ricatto della tessera del tifoso che ci toglie il diritto di essere normali tifosi e la voglia di festeggiare! Lo spettacolo del calcio non merita questo schifo. Curva Nord (in attesa di rispetto degni di normali liberi cittadini)’..premesso che di solito non mi piace commentare l’operato altrui c’e da dire che uno striscione cosi scritto da una delle prime curve che si sono piegate a maroni e company quando c’era da chiedere autorizzazioni per striscioni e coreografie e tra i primi ad adottare la tessera del tifoso e’ poco coerente…la risposta romanista non si e’ fatta attendere con un eloquente Interista tesserato servo dello stato…al quale gli interisti hanno provato a rispondere con un …”Anoi la tessera a voi il tesserino romanista cellerino” ncando cioe a confermare la teri giallorossa che loro nonostante la coreografia alla tessera hanno aderito…la partita non si e’ conclusa senza incidenti una 50 di daspo sono arrivati ai tifosi romani per aver lanciato oggetti ai rivali e circa 200 tifosi fermati e seganalti per presunti furti presso un’autogrill…con quello che costano i panini han fatto solo che bene…giovedi e venerdi scorso giornata di sorteggi per la champions league e per la coppa uefa la sampdoria e’ stata eliminata dal werder brema ma i tifosi blucerchiati si sono recati fuori dalla sede dei sorteggi per protestare contro la tessera riuscendo addirittura a parlarne con Platini…questo il testo del loro volantino…

AI MEMBRI DELLA UEFA E AI DIRIGENTI DEL CALCIO EUROPEO

“Tessera del tifoso? La UEFA non fa schedature.”
“I tifosi sono la linfa vitale del calcio professionistico – sono l’identità dei club. Presidenti, allenatori e giocatori cambiano, ma i tifosi restano sempre”
Michel Platini
Presidente UEFA

Noi siamo qui a chiedervi attenzione: il nostro paese, l’Italia, da sempre tra i più importanti tra quelli europei a livello calcistico sta rapidamente perdendo tutte le sue qualità. Tra queste, oltre all’abilità tecnica dei propri giocatori (anch’essa in gravissimo declino, peraltro), grande importanza ha sempre rivestito la componente del tifo, entusiasta, passionale, colorata, caldissima dei nostri stadi. Ecco, i nostri stadi si stanno pian piano svuotando di spettatori e ancor più di colori. Ecco alcune cause:

_impianti inadeguati per cui si chiedono prezzi improponibili che convincono la gente a restare a casa, biglietti nominativi che costringono i tifosi a inutili burocrazie per acquistarli senza che ciò influisca sulla sicurezza degli stadi stessi, all’interno dei quali da anni non succede nulla di violento;

_tornelli, gabbie, recinti, gli animali dello zoo sono più comodi dei tifosi che entrano allo stadio. Mediamente li attende un’ora prima di poter entrare per poi essere poi perquisiti da un plotone di polizia in assetto antisommossa;

_da quest’anno la Tessera del Tifoso, schedatura obbligatoria e preventiva per acquistare l’abbonamento ed i biglietti per i settori ospiti, senza la quale si rischia di non poter entrare in uno stadio. Presentata come una tessera fedeltà, si è rivelata in realtà uno strumento di polizia;

_il CASMS, un organismo arbitrariamente creato dal Ministero degli Interni che senza nessun potere affidatogli dal popolo decide per la libertà dei cittadini/tifosi, vietando a proprio piacimento trasferte, chiudendo interi settori dei nostri stadi.

Su tutto questo, siamo qui per chiedervi attenzione e di fare tutto il possibile per tutelare i tifosi italiani sanzionando la Federazione Italiana Giuoco Calcio complice di questo scempio. Avere il piacere di tornare nel clima autentico del calcio italiano, che il vostro Presidente di certo ricorda di persona, invece della pallida imitazione di oggi.

Non e’ stata tutta pacifica la protesta dei tifosi bergamaschi ai danni di maroni e company…si sono presentati ad una festa della lega in provincia di bergamo e hanno tesntato di parlare con il ministro tra cariche della polizia lacrimogeni petardi il colloqui non c’e stato…un paio di macchine sono state date alle fiamme e maroni ha cosi risposto “io con i violenti non parlo”..ah ben proprio lui il pregiudicato maroni che va a fare la morale alla gente…

Ma vediamo con i dettagli come e’ andato il weekend calcistico si e’ giocato nella capitale Atletico Roma-Taranto. Partita valevole per il turno di Lega Pro (300 tifosi in tutto) i tifosi di casa, che in teoria avrebbero potuto entrare anche senza tessera, sono stati tenuti fuori perché lo Stadio Flaminio – privo di tornelli e di video sorveglianza – non era stato ritenuto idoneo a una “totale apertura”. Stessa sorte è toccata a molti sostenitori del Taranto, senza le tessere del club (che non erano pronte) ma con il “foglio provvisorio”, sono stati tenuti fuori perché il suddetto foglio incompleto. Alla fine in un modo o nell´altro è stato chiuso un occhio (alla faccia della tolleranza zero) e quasi tutti sono stati fatti entrare . In serie B la partita piu calda era Varese-Atalanta la citta di maroni contro la squadra che lo aveva consentito…dopo i fatti di mercoledi partita consentita solo per i tesserati…chissa come mai il settore era pieno a meta…500 persone circa…forse perche a Bergamo la tessera non la vogliono…Ad Ascoli scaramuccie tra tifosi locali e una  quarantina di tifosi ospiti che arrivati senza tessera sono stati messi nel settore dei tifosi di casa, a  dividerli un cordone di steward. Sono volati calci e spintoni, prima dell’intervento degli assistenti e della polizia. A Crotone, dopo un viaggio infinito, i sostenitori del Padova privi della card non hanno potuto acquistare il biglietto per il settore riservato a loro in curva nord, quindi sono finiti nella stessa zona dei supporter di casa. La polizia ha dovuto invitare circa 200 tifosi del Crotone a spostarsi in tribuna. Saranno tutti diffidati???nessuno di loro si trovava al proprio posto…In teoria spostandosi hanno violato il regolamento dello stadio…A Udine i sostenitori friulani e quelli del Genoa si sono ritrovate prima della partita poi di comune accordo hanno prima osservato cinque minuti di silenzio e poi intonato cori offensivi contro maroni e la tessera del tifoso per poi mettersi a sostenere le rispettive squadre…Per Roma Cesena la curva giallorossa passa il primo tempo fuori da settore scandendo cori contro il ministro e la tessera per poi entrare nel secondo tempo i tifosi del cesena erano invece divisi i tesserati dentro il settore ospiti e i gruppo dei non aderesti all’iniziativa di fianco a loro nel settore in tribuna nonostante avessero acquistato i biglietti per i settore distinti…Stessa iniziativa per i tifosi bersciani presenti a Parma…il gruppo della curva sud che aderisce alla tessera tra gli ospiti mentre la parte “ribelle” della nord nel settore parmigiano accanto a quello degli ospiti…stanno cercando in questo modo di frammentare tra loro le curve tra chi adrisce al loro progetto e chi no…Striscioni di dissenso anche a Firenze dove una parte dei viola e’ entrata a partita inoltrata appendendo uno striscione “tifosi non tesserati ” e a Bari dove la nord ha inscenato uno sciopero del tifo per una ventina di minuti con uno striscione “Qualcuno ci vuole cosi” …E come puo salvare la faccia maroni con una richiesta di circa 500 mila tessere tra serie A B e lega pro???visto che poi la meta sono solo rossonere sponda milan???Lui che era quello che con questa iniziativa doveva riempire gli stadi e portare le famiglie negli stadi???

“Non ci sono stati incidenti ne’ problemi, ma la cosa piu’ significativa e’ che ci sono stati piu’ spettatori ieri della prima giornata del campionato dell’anno scorso. Questo a proposito del fatto che si diceva che la tessera del tifoso avrebbe svuotato gli stadi” . Ma dai???? Ma sei un genio caro ministro e se io non ho la tessera ma la mia squadra la voglio seguire lo stesso e’ logico che mi prendo il biglietto…non sara mica una tessera a fermare la mia passione…E per il prossimo futuro anche le partite di coppa giocate all’estero come per il caso della roma potrebbero venire vincolate alla vendita solo per i possessori della tessera e il casmmsss e’ gia tornato a fare le sue prime vittime…le prime partite solo per i possessori del telepass e gli altri tutti a casa a guardare la partita su sky che ringrazia….


E’ nato l’Atletico Arezzo

L’Atletico Arezzo adesso ha un proprio stemma. L’appuntamento nella sede dell’Arbitro Club ha permesso ai tifosi sia di poter incontrare il Presidente Massetti e il suo vice, Daniele Lami, sia di poter scegliere il nuovo logo della società amaranto. Al suo arrivo in sala la dirigenza è stata accolta da un lungo applauso e dai cori dei tifosi presenti.

Vogliamo ringraziare per l’ospitalità l’Arbitro Club a cui facciamo le nostre condoglianze per la scomparsa di Lorenzo Mori“, ha esordito Paolo Zoeddu, il quale ha poi ricordato che l’azionariato popolare aretino è il primo caso di tifoseria in Italia a possedere una quota societaria. “Un grazie alla dirigenza dell’Atletico Arezzo perché il comitato a partire da oggi ha la possibilità di essere il valore aggiunto di questa società”. Soddisfatto anche il Presidente dell’Arbitro Club Giancarlo Chiappini che ha voluto salutare e fare il proprio in bocca al lupo a Massetti e Lami.

Finalmente si parte. In queste settimane siamo passati dall’accarezzare il sogno della serie B a dover scongiurare l’incubo dell’Eccellenza – ha dichiarato il patron amaranto. Ho messo cuore e prima ancora soldi per garantire l’iscrizione visto che nessuno in città si era ancora mosso, ma adesso dobbiamo guardare la realtà dei fatti. Prima ero solo e adesso non più grazie al lavoro dei tifosi e del comitato”.

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lo stemma scelto dai tifosi

L’ingresso di Orgoglio Amaranto in società rappresenta una svolta nel modo di fare calcio ad Arezzo e non solo. Il comitato, grazie alla propria quota, garantirà infatti la trasparenza del sodalizio e al tempo stesso, attraverso incontri con i propri sostenitori, comunicherà le decisioni della società in ambito economico. Di fatto le scelte per così dire tecniche saranno un aspetto che verrà curato esclusivamente dalla dirigenza come hanno più volte spiegato i consiglieri.

Abbiamo voluto i tifosi con noi anche nella scelta dello stemma. Confesso che anche io avrei scelto questo logo - ha proseguito Marco Massetti che adesso guarda ovviamente al passo successivo. L’apporto dei tifosi sarà decisivo per la realizzazione del progetto e proprio con loro parleremo e valuteremo le iniziative da attuare per la campagna abbonamenti. L’idea è quella di creare un’impresa calcio dove dobbiamo tenere sempre sotto controllo il bilancio evitando di superare il budget a disposizione”.

Chissà poi se nelle prossime settimane altri imprenditori non decidano di dare una mano all’Atletico Arezzo. Lo stesso Massetti ha confessato che qualcosa si sta muovendo, segno che il suo arrivo potrebbe aver mosso qualcosa in città.


Modello Inglese vs Modello Italiano

Si fa tanto parlare di questo modello inglese in italia per poter eliminare la violenza negli stadi…come abbiamo ripetutto piu di una volta sono stati introdotte le telecamere i gliglietti nominativi i prefiltraggi i tornelli da quest’anno anche la tessera del tifoso tutto con l’idea di poter riportare la gente allo stadio oittenendo invece il risultato opposto…stadi che invece di assomigliare ad un posto tranquillo assomigliano a lagher con lunghe cancellate quasi a paragonarle ad aree militari allontanando le famiglie quelle che invece si voleva tentare di riportare e lasciando spazio solo ai tifosi abbonati visto che con i costi che hanno i biglietti sempre piu gente preferisce starsene al bar piuttosto che tentare tutta la trafila…il modello inglese da ieri ha una nuova variante per spingere i tifosi allo stadio…nonostante i costi proibitivi dei biglietti 30 35 sterline in un settore popolare appaiono piu pieni di quelli italiani ecco la novita del Tottenham i tifosi degli Spurs potranno stamparsi da soli il biglietto (o i biglietti), senza fare inutili file ai botteghini . Grazie al nuovo sistema di ingressi installato a White Hart Lane , coloro che acquisteranno il singolo biglietto per le gare casalinghe degli Spurs, potranno stamparsi da soli, a casa o a lavoro, il tagliando.Basta andare sul sito del club nella sezione biglietti, cliccare sulla partita a cui si vuole assistere (se non è sold-out ovviamente) e selezionare la funzione “TicketFast – Print at Home” come modalità di spedizione desiderata e il biglietto  sarà spedito come allegato all’indirizzo di posta elettronica indicata dall’utente. Una volta stampato il tagliando, il tifoso si deve solo presentare ai varchi di ingresso dello stadio e passarlo nel sistema che apre il tornello.Serve una stampante super moderna per la stampa del biglietto? Assolutamente no, bastano un normale foglio bianco formato A4 ed una normale stampante, a colori o in bianco e nero, ad inchiostro o laser. Per quanto riguarda il formato dell’allegato che uno riceve  è stato scelto il PDF: basta la versione 4.0 del programma Acrobat (scaricabile gratuitamente).Mentre invece in italia si pensa a come cercare di non far franare il  progetto tessera del tifoso che adesso garantira pure sconti con le ferrovie dello stato e gli autogrill …guarda caso due dei membri del CASASKJSDHSJKMMMSSSS …chi non lo ricorda…il mitico organo creato super partes che giudicava se una ttifoseria potesse o mano andare in trasferta…quell’organo che adesso non dovrebbe piu esistere visto che la tessera del tifoso ora e’ stata introdotta ed nel settore ospiti potranno recarsi solo coloro che la posseggono…ma torniamo alla novita del modello italiano…con questa si che si riempiranno gli stadi…Allo stadio Marassi quello di Genova via libera ai matrimoni allo stadio . A causa della mancanza di soldi per mantenerlo la novita prevede il pacchetto completo nozze e giro di campo tra gradinate e tribune con nozze fino ad un’ora prima dell’inizio del match e giro di campo tra gradinate e tribune. Poi, tutti a tifare. Che bello uno fissa la data del matrimonio e poi sky sposta la partita…voglio proprio vedere quanto dura sta buffonata…e voglio prorpio vedere chi oltre alla cena paga pure il biglietto della partita a tutti gli ospiti…

Shock: l’Arezzo non c’è più ? Probabile !

Sono notizie molto tristi…ogni fine stagione bisogna fare i conti con squadre che scompaiono a causa degli scarsi introiti finanziari…mentre in serie A si puo spendere e spandere senza nessun problema basta scendere di una sola categoria e l’iscrizione al campionato diventa piu difficile che vincere il campionato stesso…figurarsi poi quando si scende ancora di piu di categoria…e adesso si ci mettono i presidenti a non iscriverle proprio…lasciandole scomparire nel nulla…

Sportivi sotto shock alla notizia del comunicato reso noto dalla AC Arezzo intorno alle 19. Rabbia e dolore, questi sono i sentimenti dei più. L’Arezzo in sostanza, sta per scomparire. Ancora una volta. Ancora un incubo. Chissà per quanto e soprattutto ci si chiede perché.

E’ probabile che la disponibilità finanziaria di Mancini non sia più quella di un tempo. In effetti molte sono le aziende che ruotano attorno al gruppo guidato dal presidente dell’Arezzo, mentre tutti abbiamo la consapevolezza che stiamo attraversando un momento di crisi economica che non ha pari dal secondo conflitto mondiale, una crisi che non permette di distogliere capitali, ora più che mai necessari a sostenere attività decisamente più produttive e importanti.

Non è pensabile correre il rischio di far saltare il banco confondendo i bilanci delle varie aziende con quelli della squadra del cuore. I costi economici del calcio nelle serie minori, che non hanno alcuna forma di introito economico, hanno ormai passato ogni decenza. In questo senso il comunicato di Mancini, nella sua stringatezza, la dice lunga sulla scelta che è stata effettuata.

I costi della Prima e Seconda Divisione di Lega Pro sono asfissianti e impediscono ogni forma di programmazione. Milioni di euro ogni stagione vengono spesi tra steward, utenze, adempimenti strutturali per adeguarsi a quella follia burocratica che chiamano Tessera del tifoso, incassi ormai ridotti all’osso, spese di gestione incomprensibili, fideiussioni, stipendi ormai fuori controllo, procuratori vampiri che succhiano il sangue alle società, e lanciano, spesso bluffando, brocchi strapagati sul mercato. Braccia rubate all’agricoltura con ingaggi così alti che un Nobel per la fisica spesso nemmeno si sogna, mentre un ricercatore universitario impiega 3 anni per guadagnare ciò che queste stelline del calcio guadagnano in un mese. Ad occhio e croce saranno oltre 250 i giocatori in cerca di sistemazione, in questo caldo mese di luglio. Qualcuno credo che dovrà accontentarsi. Questo è un mondo alla resa dei conti con se stesso. 

Oltre l’Arezzo infatti, non si iscriveranno quattro squadre di Prima Divisione e cioè Perugia, Rimini, Gallipoli e Mantova, queste ultime due appena retrocesse dalla Serie B e quattro di Seconda Divisione e cioè Itala San Marco, Monopoli, Pescina e Scafatese. La situazione non è migliore per alcuni club di Serie B: il Modena è riuscita a ristabilire gli equilibri economici, mentre le due marchigiane – Ascoli ed Ancona – sono a forte rischio. Sembra che entro martedì le due squadre dovranno presentare un pagamento di circa 2 milioni di euro, pena l’esclusione dai campionati che favorirebbe il ripescaggio della Triestina. 

Ormai l’iscrizione alla Lega Pro sta diventando un bollettino di guerra. I presidenti, quasi per un effetto domino, si rendono conto che non possono più continuare e si ritirano. Mai come quest’anno il rischio di non vedere iscrivere la propria città è in crescita. La causa: i costi insostenibili del calcio moderno e a questi livelli, la quasi mancanza di ritorni.

Ma il pericolo più grande, grazie all’incolpevole beneplacito di tifoserie che sperano in un improbabile miracolo, è l’arrivo degli avvoltoi che, con regolare codazzo di nani e ballerine, sono pronti a mettere le mani sui colori delle nostre città per i più disparati motivi. Ovviamente c’è chi si rallegra di quanto sta accadendo. C’è chi si ritrova in una categoria superiore senza averne merito, per il solo effetto dei ripescaggi, e si indebita ancora una volta alla follia per poter sfruttare l’occasione; per finire però ben presto avvolto nella spirale dei debiti, e soccombere definitivamente. La federazione cerca di mettere toppe come può: nel prossimo campionato le società Prima e Seconda Divisione dovranno obbligatoriamente avere in rosa un numero preciso di under. I club di Prima Divisione dovranno tesserare almeno 8 calciatori nati dal 1987 in poi (10 per la Seconda Divisione). Logica conseguenza dello stato di crisi che ha investito nelle ultime stagioni la Lega Pro e che ha visto fallire tante squadre. Mentre l’altra novità è che in ogni partita, e per gli interi 90’, le squadre di Prima Divisione dovranno avere in campo due giocatori nati dal 1989 in poi (tre quelle di Seconda Divisione). Se le formazioni non rispettano tale regola non scatterà la partita persa a tavolino ma la Lega Pro, in compenso, non verserà i contributi ai club per il minutaggio. 

Questo scorcio d’estate ci ha mostrato un calcio alla deriva, incapace di pensare in prospettiva, incapace di curare i suoi vivai, incapace di generare ricchezza, incapace di costruirsi un futuro sostenibile a cominciare dalla Nazionale, che ci ha fatto fare una figura tragicomica a spasso per il mondo. Ma sono convinto che siamo solo all’inizio. Ben presto questa crisi, forse in modo ancor più grave, travolgerà anche le serie superiori. Soltanto chi si rifiuta di guardare 30 centimetri oltre il proprio naso, può ancora far finta di non vedere. 


SouthAfrica 2010

Che il modiale in Sud africa presentasse gravi falle ne sistema della sicurezza ne avevamo parlato gia nell’occasione di un match amichevole giocato una settimana prima dell’inizio poi per du settimane e piu il blog non e’ stato per nulla aggiornato quindi in un post un psio di news dal mondiale sudafricano su cui ritorneremo con una rubrica apposita…

Un tifoso inglese e’ piombato nello spogoliatoio dopo il match giocato dalla sua squadra a e pareggiato 0 a 0 con l’algeria…molto deluso per l’andamento della gara dopo una lunga chiacchierata con David Beckham e’ stato allontanato…chissa se fosse entrato dopo l’eliminazione della sua squadra ai danni della germania…il tifoso  dopo la sua irruzione , da qualche parte era girata voce che ci fosse finito per sbaglio alla ricerca del bagno , non è stato fermato ma solo allontanato, la polizia si e’ messa alla sua ricerca l’uomo indossava indossava una maglietta rossa e dei jeans. Alla faccia della sicurezza..

Non hanno avuto la stessa sorte 36 modelle olandesi che sponsorizzavano la birra Bavarian nel match d’esorido della loro squadra contro la danimarca sono state prima espulse dallo stadio e poi sarebbero state trattenute per alcune ore in un ufficio della Fifa l’accusa??? aver infranto le ferree regole di marketing. La Federcalcio internazionale tra i propri sponsor ha infatti la Budweiser, brand concorrente di Bavaria.

Due tifosi italiani vincitori di un viaggio premio con uno striscione contro la tessera del tifoso hanno avuto la stessa sorte ferati dalla digos italiana non hanno potuto assistere al match e sono stati trattenuti per tutto il tempo della partita…
invasione di campo senza daspo per i tifosi algerini nel match vinto contro la slovenia dovrebbe esserci un video cliccando sulla foto….
presenti pure i barras bravas argentini e i loro tamburi pare fossero qualcosa come 800 e alcuni di loro abbiano viaggiato addirittura nell’aereo con la squadra , la polizia ha fatto irruzione nell’albergo dove dormivano  e ne ha mandati a casa una cinquantina circa bollandoli come pericolosi per l’ordine pubblico e per il buon proseguimento dell’evento avrebbero arrecato danni alla struttura che li ospitava e si sarebbero messi in evidenza con comportamenti violenti ai danni di tifosi di altre nazionalità .
Incidenti si sono verificati al termina del match tra Germania e Australia non tra tifosi ma bensi tra la polizia e gli steward infuriati per non essere stati pagati . I poliziotti hanno fatto esplodere due granate a percussione provocando enormi boati, in risposta al lancio di pietre e mattoni degli steward. 
e come se non bastasse le tifose immortalate sugli spalti pare abbiano qualcosa che non quadra…notare la somiglianza tra le due foto…sembra sempre la stessa ragazza…che sia un caso????

Vaffanculo alle doppiofediste…


Remuntada

Dopo aver eliminato lo Xerez i giocatori del barcellona si sono presentati in campo con delle magliette per invitare i tifosi a sostenerli nel match di stasera . Per questa difficile partita di rimonta promettono di “vendere cara la pelle” e chiedono l’aiuto di tutti ed e’ cosi che stanotte e’ andato di scena un ‘concertino’ notturno inscenato da 50 tifosi blaugrana sotto l’albergo Don Juan Carlos I, dove ha alloggiato l’Inter.Il gruppetto ha provato infatti a togliere il sonno alla squadra di Mourinho con un continuo trambusto a base di cori, tamburi e anche col lancio di qualche petardo. Lo spettacolo è andato avanti fino alle 3 del mattino, sotto lo sguardo della polizia iberica che è rimasta ferma in attesa di ordini . E’ dovuta intervenire addirittura la sicurezza dell’Inter per fermare il baccano .


Cagliari vs Lazio

Cellino presidente del cagliari era molto convinto e aveva promesso prima della partita di domenica contro la lazio «Se loro sono affamati, lo siamo anche noi. Dobbiamo tornare alla vittoria e per questo dobbiamo tornare a giocare con la stessa serenità delle prime partite». E aveva annucniato, in caso di sconfitta, che avrebbe rimborsato il biglietto ai tifosi, promettendo: «Non chiederanno il rimborso, saranno soddisfatti della squadra».e invece Rocchi Floccari 2 a 0…e Cellino???

“La Cagliari Calcio mantiene la parola” e comunica che sarà possibile ottenere il rimborso del biglietto per la partita Cagliari-Lazio nel corso di questa settimana. Alla vigilia del match casalingo contro i biancocelesti il presidente dei sardi, Massimo Cellino, si era detto “prono a rimborsare il biglietto ai tifosi se perdiamo anche con la Lazio”. Promessa che il club rossoblu è stato costretto a mantere dopo la sconfitta per 2-0 subìta ieri. “Verrà rimborsata la cifra del biglietto, a parte i diritti di prevendita”, si legge dal sito web, “presentando la matrice del tagliando al Point di viale La Playa”

Febbre a 90°

Mi perdonera Nick Hornby…ma se non e’ passione questa…

LONDRA, 30 settembre 2009 – Quella del signor Nesan Sinnadurai per l’Arsenal non è una semplice passione. La sua è una vera e propria “ossessione”, che lo ha spinto a collezionare oltre 6 milioni di miglia di volo (ovvero, più di 9.600.000 chilometri) negli ultimi 31 anni per non perdere nemmeno una gara casalinga dei Gunners, prima ad Highbury e poi all’Emirates Stadium.

LEVATACCIA OGNI WEEKEND — Già, perché il nostro uomo vive negli Stati Uniti, e precisamente a Columbus, in Georgia, e ogni sabato di partita lui si sveglia alle 5 del venerdì mattina, corre a prendere la navetta per l’aeroporto di Atlanta, quindi sale sul volo delle 1.35pm per Houston, nel Texas, e da qui su quello per Heatrow delle sette di sera, dove sbarca alle 4.30 del mattino successivo, in tempo per il treno che lo porta a Wimbledon, a casa della nipote, dove si prepara per la partita. Ma il tour-de-force non è mica finito, perché poi Sinnadurai deve pensare anche al ritorno negli States: poche ore di sonno il sabato sera, quindi levataccia alle 5.30 della domenica per fare il percorso inverso e presentarsi davanti alla porta di casa 30 ore dopo il fischio finale.

LO STEMMA DELL’ARSENAL SUL MURO — “Lo so che per mia moglie sono un pazzo – ha ammesso il 62enne tifoso al “Daily Express” – e lo stesso pensano i miei fratelli, le mie sorelle e i miei amici, ma per me vale la pena fare tutto questo, perché una partita dell’Arsenal è la cosa più importante del mondo. Mio figlio, che è un pittore, mi ha pure dipinto una foto di Cesc Fabregas e il logo dell’Arsenal sul muro della mia stanza”. Certo, si tratta di una passionaccia di quelle costose, visto che per assecondare le sue voglie Gunners, l’uomo ha speso qualcosa come 660.000 euro in tre decenni (pari a 23.000 l’anno). Non solo.

SENZA LAVORO, USA LA PENSIONE — Per seguire la sua squadra del cuore (il suo idolo è stato Thierry Henry), la scorsa stagione il superfan è rimasto assente dal lavoro per così tanto tempo che è stato licenziato, ha perso la casa da 550.000 euro e il terreno da 42 acri che gli stava attorno, eppure non gli è affatto passata: infatti, nell’ultimo biennio ha usato il suo fondo pensione per finanziare i suoi spostamenti intercontinentali (vive negli Usa dal 1978). Tutto è cominciato nel 1966, quando il signor Nesan è sbarcato a Londra dalla natia Sri Lanka e l’anno dopo ha cominciato ad andare allo stadio di Highbury, visto che viveva poco distante, rimanendo letteralmente affascinato dall’atmosfera che vi si respirava, tanto da non saltare nemmeno una gara casalinga nei successivi 12 anni che ha vissuto nella City e da rischiare addirittura di perdersi la nascita del figlio nel marzo del 1975 perché era allo stadio.

HA RISCHIATO DI PERDERE LA NASCITA DEL FIGLIO — “Mia moglie ha avuto le doglie la mattina del 15 marzo – ha raccontato Sinnadurai – così l’ho portata in ospedale e poi sono corso allo stadio a vedere la partita. Temevo di non farcela a tornare in tempo per assistere al parto, ma mio figlio ha aspettato altri tre giorni prima di nascere, così sono riuscito ad andare allo stadio e a ritornare in ospedale prima del lieto evento. Lo ammetto, mia moglie era furibonda, ma io non avrei mai potuto sopportare di perdere la partita”. E lo stesso vale ora che vive dall’altra parte dell’Atlantico: “L’Arsenal è il mio mondo – ha spiegato – e per la mia squadra farei davvero qualunque cosa”.


E io NON tifo napoli…tiè

Il sito web napoletano si indigna perchè il portiere orobico originario della città campana finita la partita saluta e festeggia la vittoria contro la squadra della sua città nonostante a detta loro durante la partita la città sia stata ripetutamente offesa dai tifosi atalantini…in compenso qui a udine i tre la davanti dichiarano che in caso di goal non esulteranno…

Atalanta, Coppola: “Napoli, io devo lavorare…”

Al 94° l’arbitro Brighi fischia la fine della partita Atalanta – Napoli, gli orobici hanno appena vinto 3 – 1, apriti cielo! Colleghi giornalisti insultati, bersagliati da innumerevoli oggetti, impossibilitati nel fare il loro lavoro, stuward scomparsi come d’incanto, ecco cosa era la tribuna stampa a Bergamo dopo pochi secondi dal fischio finale, ma il peggio doveva ancora arrivare per l’ignaro tifoso napoletano, che dalla TV seguiva le sorti della propria squadra, l’ultimo giocatore ad uscire dal campo è Nando Coppola, napoletano di nascita, portiere del Napoli in tempi non molto lontani, ora estremo difensore della porta atalantina, viene acclamato dalla propria tifoseria e lui risponde alzando i pugni e mandando baci, apriti cielo !!! I siti, le radio e TV private, mettono in risalto le immagini, ma come un napoletano che dopo le offese razziste vomitate per tutta la partita dai tifosi bergamaschi invece di lasciare il campo con la testa china, esulta e manda baci?

Proviamo a chiamarlo per sapere e conoscere i motivi di quei gesti, alle 14,00, molto gentilmente ci risponde una voce femminile che ci invita a riprovare in quanto Nando era impegnato con lo sponsor dell’Atalanta, molto carinamente venuto a conoscenza della nostra telefonata, ci richiama e confessa a Pianetanapoli la sua verità su quanto accaduto ieri

Ciao Nando, ma ieri come ti è saltato in mente di gioire in quel modo a fine partita?

“Guarda che di solito lo faccio sempre, senza guardare se è questa o quella squadra, è capitato che sono stato l’ultimo ad uscire, la curva mi ha chiamato ed io ho risposto, non vedo cosa ci sia di male”.

Di male, Nando, ci sono gli insulti vomitati per tutta la partita sulla gente della tua città, Napoli e di conseguenza anche verso di te…

“Sai quante ne sentiamo in giro per l’Italia? Sai quante volte hanno gridato contro i napoletani ed in quel momento il Napoli, Napoli, non c’entravano perfettamente nulla? Atalanta – Lazio, Atalanta – Milan, le due curve unite nel coro contro Napoli, gli azzurri stavano giocando da un’altra parte”

Quindi stai dicendo che è una moda, una prassi inveire contro Napoli anche se non ci sono i tifosi o calciatori azzurri in campo?

“Ti dirò di più, quando vengono a giocare a Bergamo i nostri avversari se tra le loro fila ci sono calciatori di colore, vengono insultati, con noi gioca Ferreira Pinto, non mi pare sia bianco, Lui è osannato, è immune da tali insulti, poi quando sono venuto a Napoli a giocare, non è che sia stato trattato da Napoletano, anzi…nell’aria aleggia sempre quel ricordo dei cinque gol presi in quella maledetta partita, a volte ho l’impressione che è molto più facile perdonare o dimenticare gli errori dei non napoletani che dei napoletani”.

Ma tu a Bergamo hai mai avuto problemi?

“Se entri in un bar o ristorante che sia, la parola “terrone” è normale, che faccio io non esco più? Non vivo più, perché sono un “terrone”, mi offendo ogni volta che la sento dire agli altri o a mE sibillinamente? Io qui ci vivo, questo è il mio lavoro, un lavoro che mi ha portato dopo tanto peregrinare a difendere la porta atalantina, cosa devo fare? Certe cose ti fanno male, ma il calcio è anche questo, ti da tanto, ma se offri il fianco sbagliato…”

Nando, lo sai che la gente ti ha paragonato a Gattuso? Ti aspettano per fischiarti.

“Non mi meraviglio affatto, ti ripeto, non è che io a Napoli sono stato accolto da napoletano nel corso delle poche partite da me giocate, so che fa parte del gioco, ma non ti nascondo però che un applauso, un gesto mi avrebbe fatto piacere, mi accusano anche di fare delle super prestazioni quando gioco contro il Napoli, ma vi rammento che ho cercato di farle anche contro le altre squadre, non ho assolutamente niente contro nessuno, figurarsi poi contro la mia città o la squadra che mi ha lanciato nel mondo del calcio”.

@pianetanapoli.it


I Tifosi

Qualcuno li definisce la parte sana di questo calcio moderno…qualcuno appena puo li fa stare a casa per arricchiere le industrie televisive…qualcuno non riescie  a starne senza e qualcuno li vede come dei delinquenti…quelli che rovinano lo sport…oggi un paio di notizie che parlano appunto di loro…i tifosi…

Comunicato Curva Nord “Maurizio Alberti”
Pisa-Ascoli: 45 minuti di silenzio

I gruppi della Curva Nord “Maurizio Alberti” comunicano che sabato 8 novembre, nella partita casalinga Pisa-Ascoli, effettueranno 45 minuti di sciopero del tifo per protestare contro le nuove recenti restrizioni del CASMS e i vari divieti emanati sulle trasferte. A Spezia lo scorso anno, a Livorno e Bari quest’anno ci hanno vietato la trasferta, stessa sorte tocca agli ascolani sabato a Pisa. Addirittura a questa partita potranno assistere soltanto i residenti di Pisa e provincia. Così anche a numerosi tifosi neroazzurri non residenti sarà negato l’accesso allo stadio. Lo stadio sarà negato anche alle nostre tifoserie gemellate, che come spesso è accaduto, erano pronti a venirci a trovare. E sarà vietato anche a quei ragazzi senegalesi senza residenza che ogni domenica sono presenti in Curva Nord. Il calcio, come lo pensiamo noi, è passione, aggregazione, rivalità, campanilismo, colore, trasferte, ma tutto questo, un pezzo alla volta, ce lo stanno levando. Che rabbia vedere l’Arena Garibaldi, già privata degli striscioni e dei tamburi, col proprio settore ospiti tristemente vuoto! “Ma è questo il calcio che volete?”: la frase era scritta su un nostro striscione esposto nella partita Cittadella-Pisa, nell’ultima giornata prima dell’entrata in vigore del Decreto Amato. A un anno e mezzo di distanza da quello striscione pensate a cosa siamo arrivati: prima gli stadi sono stati svuotati da tutti gli strumenti per fare tifo e spogliati del loro abituale colore; poi sono arrivati i continui divieti per le trasferte; e adesso l’ultima trovata che dovrebbe entrare in vigore dal prossimo campionato: la TESSERA DEL TIFOSO! Non è ancora molto chiaro cosa realmente comporterà questa tessera e Maroni ha provato a spiegarlo, senza farsi molto intendere. A quanto sembra, secondo le parole del “pregiudicato” Ministro, questa tessera sostituirà i biglietti almeno per le partite in trasferta; per le partite casalinghe invece non è chiaro come vogliano procedere. La tessera, dice, non sarà concessa a chi ha commesso qualche “reato” o ha avuto un Daspo negli ultimi 5 anni. Se pensiamo alla situazione a Pisa dove solo negli ultimi 2 anni sono stati addirittura considerati “reato” e puniti col Daspo il lancio di carta igienica, l’esibizione di striscioni d’incitamento alla squadra e di richiesta di giustizia per Gabriele Sandri, l’aver suonato il tamburo e sventolato bandierine argentine con l’effigie del “Che”, è facile dedurre che se entrerà davvero in vigore questa tessera, con tale regolamento, “lo zoccolo duro” del tifo neroazzurro subirà un colpo durissimo, difficile prevedere ora di quali proporzioni. Saranno ben poche le persone del tifo organizzato che potranno accedere alle trasferte e ribadiamo anche che in casa non sappiamo ancora se potranno entrare i soli possessori della tessera. È palese quanto sia anticostituzionale questo provvedimento, perché una persona che ha già scontato il Daspo, e quindi la sua “punizione”, dovrebbe godere degli stessi diritti degli altri. È chiaro perciò l’intento di segare a priori il movimento ultras e quindi il tifo organizzato.
Per questi motivi, pur capendo l’importanza della partita, abbiamo deciso di fare questi 45 minuti di silenzio. Alla fine della protesta, nel secondo tempo, l’Arena dovrà essere la solita “bolgia” e dovrà colorarsi di sciarpe e bandierine. Bisogna far vedere a tutti chiaramente la differenza fra uno stadio senza tifo (come lo vogliono loro) e uno stadio che canta, urla, balla e avvolge la sua squadra con il consueto calore che da anni ci contraddistingue.

I giocatori rimborsano i tifosi

Virtus Pallacanestro Bologna comunica che i giocatori hanno deciso di sostenere a proprie spese il rimborso ai tifosi della trasferta di Pesaro annunciato dalla società, come parziale risarcimento per la cattiva prestazione data in occasione dell’incontro.


Mamma li Turchi…

Stasera Croazia Turchia ma il problema maggiore non appaiono i tifosi turchi ma bensi quelli croati….giunti in massa in Austria….

I tifosi croati aspettano la sfida
a Vienna tensione con la polizia

dal nostro inviato CORRADO ZUNINO 

VIENNA - La comunità croata, con i suoi striscioni portati fin qui da Mostar e i fan che indossano anche le mutande a scacchi bianchi e rossi, questo pomeriggio ha occupato il centro pedonale di Vienna. Sotto la cattedrale, in Stephansplatz, quando mancano pochi minuti alle tre, e più di cinque ore a Croazia-Turchia, e i vuoti a rendere delle birre bevute sono già cocci di vetro, si rischia lo scontro.

Croati contro polizia austriaca, determinata e poco avvezza all’hooliganismo internazionale. Due mortaretti degli ultras esplodono in aria, la polizia lascia la sua postazione e le camionette sotto la cattedrale: avanza verso il centro della piazza. Il gruppo d’avanguardia delle migliaia di croati, tutti festanti, molti con un’aggressività manifesta, si schiera a sfida, come da abitudine ultras. Due, tre lattine partono verso la polizia, poi qualche getto d’acqua contro gli agenti.

I reparti U32 sono pronti alla carica, la mimano: la folla, fatta di molti ventri gonfi, splendide ragazze filiformi e bimbi con le gote pittate di bianco e rosso, ondeggia. Una sedia del caffè affacciato sulla cattedrale si spezza in due, ma il responsabile del servizio d’ordine del ministero dell’Interno ferma i suoi: una carica lì in mezzo farebbe molti danni. Troppi.

E’ il momento di più acuta tensione dei due giorni di sbarco di croati a Vienna. Quattro ore d’auto, ci sono tra Zagabria e l’Happel Stadion. Un po’ di più da Spalato. E da ieri sera i bar all’aperto del centro sono un unico canto slavo. Il più famoso dei cori lo intonano anche le signore al seguito e parla di una città assediata dalle gang e da dove gli abitanti devono scappare. Popolare e premonitore.

Sono le ore della vigilia di Croazia-Turchia, e sono una festa fatta di medie lager e bandiere al vento. Si vedono pochi turchi in giro, anche se la comunità viennese ne conta sessantamila, concentrati nel quartiere di Ottraking, quello degli immigrati. La compagnia della polizia di Vienna ne avvista una mezza dozzina in Stephansplatz: cercano un abbraccio di festa con i croati, la polizia li ferma, li fa retrocedere.

La situazione è già al limite. Arrivano due ambulanze, ma non caricano feriti. Poi i cellulari con la scritta “Polizei”, uno dopo l’altro: spingono la folla e vanno a parcheggiare al lato sud della piazza. La birra si vende a fiumi, senza regole: i commercianti viennesi sono disposti al rischio di qualche bicchiere rotto, un paio di tavolini sfondati. I croati hanno occupato primo e secondo piano del Mc Donald’s centrale e da lassù ragazzi pelati e seminudi lanciano l’inno.

Nella tifoseria croata, a fortissima e comprensibile emozionalità nazionalista, l’estrema destra è egemone. Senza liquidare la questione con facili definizioni “neonazi”, in realtà qui il nazionalismo anti-comunista e anti-serbo regna sovrano tanto che un allenatore irrequieto e diverso come Slavan Bilic, leader del gruppo heavy metal Rawbaw, ama caricare i suoi giocatori con le canzoni di Marko Perkovic, creatore di liriche pro-ustascia contro tutto e tutti. “Lo faccio per tirare fuori le emozioni più vivide dei miei ragazzi”, dice l’allenatore Bilic, neppure quarant’anni, fino a ieri difensore della nazionale. Il problema è che quelle emozioni in una piccola nazione dove le cicatrici della lunga guerra balcanica sono tutt’altro che rimarginate possono aizzare sentimenti collettivi violenti.

La piazza è loro, dei croati, quasi tutti senza biglietto per la partita. Ufficialmente la federazione ne ha distribuiti 5.400, ma tra Internet, sponsor e bagarini lo stadio sarà a scacchi bianchi e rossi. La memoria, qui, è cosa importante e la maggior parte delle magliette indossate dai tifosi celebra ancora “Zvonimir”, il Boban eroe nazionale che non gioca da anni ma prima di una squadra ha difeso un popolo.

A metà pomeriggio il richiamo della partita salva il centro di Vienna dai disastri. Tutti si avviano verso la metropolitana, guida il corteo un grande tamburo di guerra. C’è il quarto di finale del campionato europeo e una piccola patria da difendere.



Ci perdono loro

Ci perdono loro va alla giustizia italiana che ha non ha ancora incarcerato spaccarotella ma gli ha consentito di tornare a lavorare …

Ci perdono loro va alla giustizia italiana che he pensato bene di condannare il programma “Le Iene”

CASSAZIONE:CONDANNATE LE ‘IENE’,ILLECITO TEST DROGA A POLITICI 
Hanno violato le regole sulla privacy raccogliendo campioni organici di 50 deputati e 16 senatori per fare un test su eventuali tracce di stupefacenti. Per questo la Cassazione ha confermato la pena inflitta a Davide Parenti, autore del programma ‘Le Iene’, e alla ‘iena’ Matteo Viviani, che avevano patteggiato davanti al gup di Roma nell’ottobre scorso la condanna a 5 mesi e 10 giorni di reclusione, convertita in pena pecuniaria. La Suprema Corte (terza sezione penale, sentenza n.23086) ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso presentato dagli imputati, che avevano ideato un servizio televisivo (mai andato in onda) in cui, attraverso un tampone, erano state prelevate particelle di sudore su diversi parlamentari. I campioni organici erano dunque stati analizzati, senza il consenso degli interessati e l’autorizzazione del Garante per la privacy, e alcuni politici erano risultati positivi al test antidroga. “Il giornalista – ricordano gli ‘ermellini’ – deve rispettare i limiti del diritto di cronaca, in particolare, quello dell’essenzialita’ dell’informazione riguardo a fatti di interesse pubblico” e “puo’ trattare i dati personali relativi a circostanze o fatti resi noti direttamente degli interessati o attraverso un loro comportamento pubblico”. Questa condizione, pero’, non e’ stata rispettata da ‘Le Iene’, poiche’ “i campioni biologici sono stati carpiti con un comportamento ingannevole e fraudolento”. Gli imputati, inoltre, osservano ancora i giudici di ‘Palazzaccio’, “hanno diffuso la notizia che alcuni senatori e deputati, pur rimasti anonimi, erano positivi all’analisi per l’individuazione di sostanze stupefacenti” e in tale situazione “tutti i parlamentari potevano essere indiscriminatamente sospettati di assumere stupefacenti con la conseguenza – conclude la Cassazione – che ogni membro del Senato o della Camera dei Deputati, nonche’ l’istituzione parlamentare, ha subito un nocumento alla sua immagine pubblica ed onorabilita’”.

Ci perdono loro va anche agli azzurri che sono scesi in campo ma si sono dimenticati di giocare…

Ci perdono loro va a quelli che sono andati a seguirli a Berva vestiti o conciati cosi…lasciando la dignita e la personalita a casa…


Ci perdono loro va a tutti quelli che da casa finita la partita hanno iniziato a criticare la nazionale quando 2 anni fa gli stassi giocatori erano i piu forti del mondo…
e l’ultimo Ci perdono loro va al vecchio marchio “Sergio Tacchini” comprato dallo strapotere cinese…

Sergio Tacchini parlerà cinese
Il marchio del tennis passa di mano 

L’italianissimo marchio della Sergio Tacchini sta passando in mani cinesi. La notizia è ufficiale: la celebre azienda, legata a tanti campioni di tennis, è stata rilevata dalla Hembly International, gruppo quotato ad Hong Kong, che in precedenza aveva già salvato l’azienda dall’insolvenza. La Hembly ha già una sede in provincia di Treviso e adesso, con questa operazione, si “italianizzerà” ulteriormente. Già si sapeva che la Sergio Tacchini, la marca di abbigliamento sportiva nata su iniziativa del famoso tennista Sergio Tacchini (nel ’60 era stato campione d’Italia) oltre quarant’anni fa, era stata salvata dalla bancarotta con un’iniezione di capitali proveniente dalla Cina. Ma solo adesso è arrivata la notizia che il top manager Ngok Yan Yoe ha preso ufficialmente il controllo dell’azienda di Bellinzago, spendendo 27 milioni di euro.
LA STORIA Il marchio Sergio Tacchini era nato inizialmente per il tennis, ma aveva poi esteso le sue attività ad altri settori sportivi e al tempo libero: uno dei suoi meriti, secondo gli stilisti, è stato quello di aver introdotto nell’abbigliamento tennistico i colori. A lungo infatti l’abbigliamento legato al campo da tennis era stato rigorosamente bianco. Particolarmente in auge negli anni Ottanta, prediletta da campioni come Jimmy Connors, John Mc Enroe e Ilie Nastase, la Tacchini era poi stata schiacciata dalla concorrenza dei colossi dello sportswear, e nel 2006, con un fatturato di 100 milioni, i debiti dell’azienda novarese ammontavano addirittura a 70 milioni. In un primo momento, si era ipotizzato il suo acquisto da parte del gruppo Orlando, il fondo guidato da Pierdomenico Gallo e Gianni Mion, poi invece il 4 giugno 2007 il marchio è entrato ufficialmente nel gruppo Tacchini H4T (Hembly for Tacchini), società cinese controllata da Billy Ngok, presidente di Hembly International Holding Limited. L’operazione aveva fatto scalpore perchè si trattava della prima volta che i cinesi riuscivano a mettere le mani su un brand italiano di fama internazionale.

Ora l’acquisizione fa praticamente parte della storia ma invece di salvare l’Alitalia con tutto quello che costa perche nessuno ha pensato bene di salvare il marchio???


Derby

Bellissima coreografia per il derby di Bologna tra le due squadre di basket…particolare anche il tema..sul tema de”Il pranzo e’ servito….”
La Coreografia: Un Anno di Secondi… PER UNA CURVA DA SEMPRE ALLA FRUTTA

MACEDONIA???
per quelli di roma poco da spiegare…per gli altri non resta che tentare di capirla…presto tutti gli aggiornamenti…


28/02/2007

Prima di iniziare il post odierno ecco che pubblico un bell’articolo che parla ancora dei fatti di catania…qualcuno dira ancora quelli basta…qulacuno si sara gia dimenticato di quello che  e’ successo qualcuno no ….qualcuno ha ancora voglia invece di parlarne…

Come tanti altri ultras, siamo esterrefatti sbigottiti attoniti incazzati ed impauriti da quello che è successo a Catania e da quello che sta accadendo in questi giorni.Avversiamo al 100%, da sempre, chi – pseudo ultras compresi – usa il calcio per traffici vari e/o per fare violenza gratuita, al di fuori di ogni codice, ma il gioco al massacro dei mass media e di quasi tutto il mondo politico è semplicemente scandaloso.Nulla, sia chiaro, può giustificare quello che è accaduto a Catania, a prescindere dal fatto che sia morto l’Ispettore Raciti e nemmeno se si scoprisse che altro ha causato la sua morte (vedere alla voce “lacrimogeni sparati ad altezza d’uomo”), ma siamo pronti a scommettere che il 90% di quei ragazzi (e soprattutto ragazzini) che hanno messo a ferro e fuoco una città non sono gli ultras per come siamo e come li intendiamo noi. E se tali essi si definiscono (o si credono…) ci chiediamo se magari non sia proprio una conseguenza del fatto che i media hanno dato, negli anni, questa immagine stereotipata dell’ultrà: il maledetto, il violento, il “protagonista” del casino domenicale. E a qualcuno questo protagonismo, questa visibilità mediatica può piacere o può servire, ed anche molto.Certo è cosa completamente diversa dal vivere ultras sette giorni su sette: partecipare alle riunioni, preparare la coreografia, organizzare la trasferta, viaggiare in lungo ed in largo a proprie spese, così, “solo” per il gusto di stare dentro a qualcosa di importante, che ti riempie, che ti fa crescere, che da semplice individuo ti trasforma in Persona. E da Persona capisci anche il valore della vita ed il rispetto dell’altro.Noi pensiamo, senza criminalizzare la realtà Ultras (con la U maiuscola) catanese, che i protagonisti dei fatti di venerdì siano individui senza cervello, che hanno agito senza pensare alle conseguenze delle proprie azioni sconsiderate.Gente pericolosa, dunque; colpevole, certo; da condannare, senza se e senza ma.Diciamo di più, pur consapevoli delle critiche che qualcuno senz’altro ci farà: di fronte ad episodi che mettono a rischio la vita di una persona dove sta il limite tra reticenza ed omertà?! Non prendere concretamente le distanze da certa gente significa esserne complici: alzare le spalle e dire “Io non lo faccio” di fronte a chi, magari nostro vicino in curva, usa le lame o le bombe carta, non basta più. Questa teppaglia non merita alcun tipo di solidarietà, nessuna impunità, costi quel che costi.Ed infatti il problema è che ora l’italiano medio, che ha ricevuto la solita informazione sensazionalistica, superficiale e supina agli interessi politici ed economici, se la prende con gli ultras nel loro complesso, indistintamente e aprioristicamente, e chiede più repressione, stadi militarizzati, modelli spagnoli e inglesi, senza sapere un accidenti di quello che dice.Perché l’italiano medio che sbraita (o vede sbraitare) in tv allo stadio non è mai andato, non sa di cosa parla ed ascolta cronache o, peggio, analisi di giornalisti che per la maggior parte non hanno mai messo il piede in una curva e forse qualcuno nemmeno in uno stadio: parlano per sentito dire, di quello che gli fa comodo dire (la dura legge dell’audience…), si richiamano a teorie sociologiche arcaiche e superate, non sanno distinguere (scusate se è poco) un fumogeno da un razzo, una torcia da un lacrimogeno. Un ultras da un teppista, appunto.Parlano e scrivono a vanvera, ed ovviamente senza contraddittorio, di impunità e di accondiscendenza nei confronti dei tifosi. Ma quando? Ma dove? Non sono al corrente dei sequestri di persona, delle condanne senza processo, dei pestaggi gratuiti e feroci, delle limitazioni delle libertà personali che non solo gli ultras, ma spesso chiunque si reca allo stadio, deve subire. Ricordate il “derby del bambino morto” a Roma? Poichè nessuno di questi benpensanti del giorno dopo si è mai domandato come mai uno stadio intero ha chiesto di sospendere la partita, inveendo pesantemente contro le Forze dell’Ordine, ve lo diciamo noi: perché, vivendo lo stadio e conoscendo certi modi spicci (per non dire altro…) di gestire l’ordine pubblico, hanno creduto verosimile che ci potesse capitare il morto, e non per colpa dei semprecolpevoli ultras. Poteva essere l’occasione per riflettere, invece si è parlato solo del potere di ricatto dei violenti e di uno pseudo complotto ordito dalle due tifoserie.Ed ancora: i nostri politici e giornalisti non sanno, o forse (peggio) fingono di non sapere delle gabbie, da dove la partita la vedi col binocolo anche se hai pagato 40 euro; non sanno che il modello inglese significa sospensione della libertà per 90 minuti; non sanno che il modello spagnolo significa interdizione anche di portare una bandierina allo stadio e partite giocate in un silenzio surreale; non sanno che significa partita a porte chiuse, tanto il business si fa con le pay-tv…Ma è possibile che ancor oggi nessuno (o quasi) si interroghi sul fatto che la repressione scientifica, arrogante, spesso illegittima ed incostituzionale di questi ultimi 15 anni altro non ha fatto che alzare un muro di odio tra gli ultras (che pagano in quanto tali, a prescindere dalle loro eventuali cattive azioni) e lo Stato, rappresentato fisicamente dalle Forze dell’Ordine? Ma non ci avevano garantito, volta per volta, che le varie (cinque!!!) leggi speciali emanate avrebbero definitivamente risolto il problema del tifo violento? E allora che risultati hanno dato l’abolizione dei treni speciali, le diffide, il divieto di accendere un fumogeno, il biglietto nominale, la legge sugli striscioni violenti?! Perché non capire che a quella strada, cieca eppure percorsa sempre oltre, occorreva sostituire altri metodi, a cominciare dal dialogo e dall’ascolto del mondo del tifo?Gli Ultras hanno indubbiamente tante colpe, noi stiamo con quegli Ultras che riconoscono certi errori, si sono assunti le proprie responsabilità ed oggi sono pronti ad assumersene di nuove per evitare che, davvero, non si ripeta più nulla di tanto grave. Con loro vogliamo combattere la violenza sconsiderata perchè amiamo questo sport e la sua forza di aggregazione. Non lo facciamo certo per i ronaldi-vieri-inzaghi, non per i cannavari-po,po,po, non per il giornalismo asservito e schiamazzante, ma per i colori della nostra squadra, per i ricordi da bambino, quando andavamo allo stadio con nonno che non c’è più, per la pastasciutta ingollata a 100 all’ora per correre allo stadio, per le trasferte di 20 ore, i campi bianchi delle serie cosiddette inferiori, i gol all’ultimo minuto ecc. ecc. ecc.Siamo pronti, da Ultras e con gli Ultras, a pagare anche oltre le nostre colpe, ma passare come il Male Assoluto non solo del mondo del calcio ma dell’intera società italiana, ebbene ce ne passa…Fermarsi è stato giusto, ma il baraccone già riparte e le bastonate alla fine arrivano sempre ai soliti, maledetti ed indifendibili ultras. I Presidenti starnazzano per ricominciare come se nulla fosse, come se il problema non li riguardasse: del resto a quanti di loro fa persino comodo non avere più gli ultras tra i piedi, gli stessi ultras che magari hanno avversato e contestato (cosa ben diversa dal ricattare) certe loro pratiche speculative…Vedendo i provvedimenti contenuti nell’ennesimo Decreto antiviolenza ci verrebbe da dire “Aridatece Pisanu”, pur sapendo bene quanto negli anni abbiamo osteggiato la legge del Ministro poi scoperto a sussurrare con Lucky Luciano…Assolutamente d’accordo pretendere che gli stadi siano a norma e che le partite si disputino tutte al pomeriggio (tra l’altro una causa cara al mondo ultras…), ma per il resto è un colpire nel mucchio, come sempre, il mondo ultras, criminalizzando migliaia di persone colpevoli non già di essere realmente responsabili di atti violenti ma di essere Ultras. Se applicassimo questo metro di misura, allora, dovremmo dire che tutti i politici sono corrotti, che tutti i giornalisti sono prezzolati, che tutti i preti sono pedofili, che tutte le star dello spettacolo sono cocainomani, e l’elenco andrebbe avanti all’infinito. E ancora, chiediamo ai nostri parlamentari: come vi sareste sentiti se, negli anni di piombo, la vostra militanza, quand’anche un pochino agitata, fosse stata equiparata alle pistolettate ed alle bombe che hanno insanguinato il nostro Paese!?Prendiamo atto, nuovamente, che contro gli ultras si applicano provvedimenti di limitazione della libertà (di azione, e forse anche di pensiero…) mille volte più pesanti di quelli utilizzati per combattere la mafia ed il terrorismo (vecchio e nuovo).Non paghi delle diffide tradizionali, già vulnus del nostro ordinamento e molto spesso utilizzate al di fuori di ogni presupposto legale e sostanziale, ecco oggi la “diffida preventiva”: bel colpo signori, avete trovato la formula per farci fuori! Inutile dire che i primi a pagare saranno proprio i ragazzi che si prendono più responsabilità nei gruppi, i ragazzi che in questi anni non hanno accettato in silenzio gli abusi ed il malaffare, quelli che “disturbavano i manovratori” del calcio italiano, e che manovratori: Carraro, Moggi, Matarrese… dobbiamo continuare?! Ops, ma di cosa ci lamentiamo… siamo o non siamo Campioni del Mondo?!C’era una volta la libertà di parola e di pensiero anche per gli ultras, ma da oggi il solerte funzionario, magari provvidamente imbeccato, ci potrà diffidare per una critica poco gradita dal presidente, per un “signornò” di sacrosante ragionei per una t-shirt un po’ sopra le righe, per uno sguardo minaccioso (beh, questo a qualcuno già è capitato …).Invitiamo i nostri politici, così attenti a tranquillizzare l’ondata di moral panic, a fare molta attenzione, perché questa norma – al pari di quella che vieta, di fatto, le trasferte – oltre che essere ingiusta e degna di uno Stato Militare rischia di essere controproducente, elevando all’ennesima potenza la violenza.Certamente una larga parte di Ultras, proprio perché cervelli pensanti, donne e uomini veri, si chiamerà fuori dalla “guerra totale”: anche questo vorrà dire avere mentalità. Ma ci saranno frange, più o meno manovrate, più o meno controllabili, che avranno campo aperto per le loro azioni delinquenziali: spazzato via il folclore delle bandiere ed i canti della curva, verrà avanti la logica della coltellata a tutti i costi, della bomba carta, della bottiglia molotov e forse anche peggio.Noi non chiediamo, non abbiamo mai chiesto, impunità: chiediamo giustizia. Pene anche più dure per chi approfitta dello stadio per compiere dei reati, ma che vengano scontate dopo un normale processo: basta con i DASPO a tradimento o, peggio, preventivi. E cosa tanto impossibile?!Chiediamo che le Istituzioni si interroghino seriamente sul fatto che le curve rappresentano da quasi quarant’anni un luogo ed un momento di aggregazione per decine di migliaia di ragazzi e ragazze che qui, e non più altrove (partiti, oratori, ecc.), trovano stimoli e possibilità di crescita, partecipazione, socialità.Se si vogliono davvero evitare nuove tragedie, senza distinzione di colori e di divise, è necessario ripartire da qui, dalle forze positive, talvolta forse troppo esuberanti, che sprigiona il mondo ultras. Per non dire poi di quanto può sembrare schifoso per un ragazzo, e non è retorica, il mondo fuori dalle curve: la coca che da anni scorre a fiumi (se ne è accorto anche Lei signor Ministro degli Interni?!) e che ti brucia gli amici, un lavoro a giorni alterni e con poche tutele, continuate voi se volete…Su questi ed altri temi è necessario, prima che il Decreto venga convertito in Legge, fare partire un confronto tra Istituzioni ed Ultras e siamo certi che quest’ultimi (sempre con la maiuscola!) saranno pronti a fare la loro parte.Nel chiudere, un forte abbraccio alla famiglia dell’Ispettore Racidi: a loro lo stesso pensiero profondo che riserviamo alle famiglie di Stefano Furlan, Celestino Colombi, Fabio Di Maio, Sergio Ercolano e di tutti i tifosi vittime di una violenza che non ci appartiene. 

Lo staff di Sport People  http://www.sportpeople.net

NB chiunque, singoli tifosi e/o gruppi ultras, condivida il contenuto di questo comunicato è libero di diffonderlo nel modo che più ritiene opportuno ed utile (siti web, volantini, lettere a giornali e tv locali, ecc.) e di portarlo a conoscenza dei parlamentari eletti sul proprio territorio e/o al proprio partito politico di riferimento.

 

Questo dovrebbe essere uno degli ultimi accenni alla vicenda mi pare di aver affrontato abbastanza l’argomento e i suoi strascichi li si vivra ancora per lungo tempo…e mentre l 17enne indagato per l’omicidio resta ancora in carcere nonostante nessuno abbia ancora dimostrato che sia colpevole io domenica finalmente sono tornato allo stadio ma se devo essere sincero non e’ andata come me l’aspettavo…non sono riuscito ad esultare a nessuno dei gol…non so che cazzo abbia nella testa…sono tre settimane che cho una voglia matta di andare allo stadio e adesso che ci sono tronato non mi ha fatto nessun effetto particolare..ai tornelli nessun problema sara che sono entrato prestissimo alle due meno un quarto ero gia dentro a vendere fanzine..sara ke ero smonato visto che ero la da solo e mi parlave di gettare parole al vento…bisognava fare la coreografia per il fex se no me ne sari rimasto volentieri fuori…sono anche venuti tutti i giocatori con un mazzo di fiori sotto la curva…qualcuno dice che erano venuti a riappacificarsi con i tifosi dopo lo striscione …ce tra l’altro e’ stato fatto dai club che in curva non centrano un cazzo cmq la coreografia come la ha definita il gazzettino era “indimenticabile” secondo me e’ venuta la solita merda…la gente veniva da me e mi chiedeva chi fosse il feccia..mah secondo me c’e gente che viene allo stadio e non si rende neanche conto che c’e della gente che canta sotto..come se fossimo la classica orchestra che c’e in un teatro …la gente sa che c’e ma tutti se ne fottono se quelli si stanno sbattendo l’anima per suonare gli attori dello spettacolo sono da un altra parte…sara che non trovo nemmeno una foto sul web delle foto di domenica sara che ho visto un’immagine del settore della curva ad un gol e mi pareva piu vuota del solito…sara che non c’e l’entusiasmo di una volta sara colpa degli stornelli ma un sacco di gente mi ha detto che il prox anno non vuole piu venire ..sara che mancavano i mignon…sara che avevo fatto tardi la sera prima  e mi ero svegliato presto per portare a spasso loris…sara che era nuvoloso e quindi ero di pessimo umore…sara che avevo bevuto una birretta e non ero molto carico…sara che quei mercenari non danno l’anima per la maglia che indossano…sara che e’ quello che vogliono …sara che mi sono tagliato i capelli e mi stanno di merda…sara che non saro mai come mi vogliono sara che mercoledi si va a milano e magari un po di entusiasmo visto che siamo in trasferta magari mi viene…cmq che dire ieri per una volta che potevo vedermi in tranquillezza la partita non ho visto un cazzo…la partita e’ finita 3 a 3 che dire pareggio con l’ascoli e il parma rispettivamente ultima e penultima della serie cosa faremo a milano???la partita della vita???quella che interrompera la serie positiva di 17 vittorie dell’inter???credo proprio che se ci deve essere una squadra che dovra fermare l’inter quella non e’ la nostra…ma nel prossimo post avremo la risposta…intanto si vociferano cose strane sulla nostra trasferta di domani ma fino al ritorno non dico nulla…ed ora un giochino carino carino che ho trovato sul web…

Tienimi la birruria

Volete bere una buona birruria fresca? Andate al bar…spiacenti, qui si tratta di tenere una birruria ad un vostro amico… facile???


ed ora un omaggio al festival di san remo che e’ iniziato oggi…questo e’ il primo video che era la sigla del vecchio festival…la canzone e’ Gioca Jouer…canzone di claudio cecchetto tratto da san remo del 1981 che e’ anche nella colonna sonora di notte prima degli esami…nel prossimo post un’altra sigla …


ed ora trattiamo un tema caro a tutti gli innamorati…il comune di roma vuole eliminare tutti i lucchetti messi dagli innamorati sull’ “ormai famoso” ponte Milvio…ecco la risposta di Moccia l’autore del libro da cui e’ nata l’idea…fonte tgcom naturalmente…. 

Salviamo i lucchetti sul ponte

Federico Moccia sul Messaggero di martedì 27 febbraioBene. Sai quando non sai veramente cosa dire? Ecco, questa è una di quelle volte. Ieri mi hanno chiamato molti amici giornalisti: «Hai saputo, Federico? Ma ti rendi conto! Ma come? E’ il sogno più bello, ma come è possibile che arrivino a tanto». E io, che non sapevo che cosa stava accadendo, mi trovavo spiazzato.«Ma insomma si può sapere cosa sta succedendo?». «Ma sul serio non lo sai? Hanno deciso di tagliare i lucchetti del terzo lampione di Ponte Milvio». Rimango così, in silenzio. Allora mi faccio mandare un comunicato via email. Aspetto seduto nel mio terrazzo mentre bevo un po’ d’acqua. Poi guardo lontano. Quanto è bella Roma. Poi alzo le spalle. Chissà cosa ci sarà veramente dietro tutta questa storia. Alla fine apro il computer e finalmente lo leggo. «E incredibilmente pervenuta adesso una richiesta da parte del Gruppo Consiliare “l’Uli-vo per Veltroni” del XX Municipio con la quale si chiede di “procedere urgentemente alla rimozione dei lucchetti presenti sui lampioni di Ponte Milvio”». Rimango senza parole. O meglio guardo allibito proprio quelle. Ma come? Ma non può essere. Ma proprio da questo sindaco che è uno scrittore, un uomo sensibile che ha affrontato nel suo romanzo, La scoperta dell’alba, il tema delle difficoltà proprio tra giovani e adulti. Ma no, non ci posso credere. E’ uno scherzo. Poi continuo a leggere. Marco Daniele Clarke, assessore ai Lavori pubblici del Municipio XX, risponde così: «Quella dell’Ulivo è una iniziativa retriva e miope che offende i tanti innamorati che hanno collocato un lucchetto su Ponte Milvio».Mi ricordo che l’anno scorso avevo chiesto a mia zia Annamaria Amenta, grande prof di italiano, latino e storia, se c’era qualche leggenda d’amore a Roma perché volevo legare la storia d’amore tra Step e Gin a qualche famoso bene culturale per esaltarlo, non certo per rovinarlo! Ma la mia amata prof mi ha detto che non c’era niente. Comunque, prima dell’uscita del libro “Ho voglia di te”, ho fatto un giro per tutti i possibili quartieri alla ricerca di qualunque posto che potesse diventare un nuovo simbolo per quei giovani che si sono così appassionati alla mia storia e soprattutto alla voglia di leggere e di sognare.Poi sono tornato verso casa e mi sono fermato a Ponte Milvio. E improvvisamente ho sorriso. Non c’è niente da fare, cerchiamo tante cose in giro, magari lontano da noi, e spesso ce le abbiamo sotto il naso! Quale posto può essere meglio di questo? Eccolo il nuovo simbolo per quei giovani che voglio romantici sognare! Sì, questo ponte sarà il ponte degli innamorati! E così sono tornato a casa e ho scritto quella pagina dove Step e Gin si fermano a quel terzo lampione, chiudono il lucchetto e buttano la chiave nel Tevere giurandosi amore per sempre. Da quando è uscito il libro, ragazzi è ragazze vengono a quel terzo lampione e mettono un lucchetto buttando nel Tevere la chiave. E’ capitato perfino a spagnoli, tedeschi, perfino dei giapponesi, ve lo giuro li ho visti io con i miei occhi.E’ bello sognare. E’ bello pensare che quel gesto possa durare, che quel gesto non vada perso nel tempo, che un giorno quella semplice promessa diventi un giuramento, magari proprio da quel semplice lucchetto nascerà un solido e duraturo matrimonio. Lo so, qualcuno mi dice che sono un sognatore. Però Paulo Coelho ha detto che è proprio la possibilità di realizzare un sogno che rende la vita interessante. So che lei signor Sindaco ci sta pensando su, che sta valutando la situazione e soprattutto il “rischio” che questi lucchetti possono comportare. Ma anche lei ha riconosciuto che sono una cosa «bella e spontanea». Io semplicemente le chiedo: mi scusi, signor Sindaco, non pensa che qualche volta qualche “rischio” lo si debba correre? Anche perché se ci levate anche i sogni, cosa ci resta?

la canzone di tiziano ferro ti scattero una foto che ultimamente mi ha preso un casino e ke e’ ambientata sul ponte….ed ora prima di chiudere un tributo ad un grande musicista che finalmente ha vinto un premio oscar…al grande ennio morricone in uno dei suoi film…indagine su di un cittadino al di sopra di ogni sospetto…


09/02/2007

Una settimana e’ passata dall’ultimo post..una settimana in cui sono successe parecchie cose a livello di ultras e tifosi normali…giusto una settimana fa dovevo fare tante cose…tanti progetti mi ero gia pianificato tutte le trasferte…la domenica arriivava la samp e ci si doveva trovare la mattina presto per preparare la coreografia per ricordare il fex…venerdi  sera dovevamo fare tavolo al royal il pomeriggio dovevo tornarmene a pordenone…e invece la mia colelga si ammala quindi mi ha toccato sostituirla…niente tavolo al royal ma decido finito di lavorare di tornarmene giu arrivo e mia madre mi avvisa della partita sospesa…ma come dico ma nn dovevano gocarla alle 15 x motivi di ordine pubblico???mah cmq a catania x il derby match sopseso…della partita alla fine me ne frego altamente ma prima di andare via ricevo una telafonata…hanno appena fatto uno speciale al tg domenica nn si gioca…partite sopese e’ morto un poliziotto…ma come muore un poliziotto e si sospendono i campionati ma se la settimana prima un dirigente di una società era rimasto ucciso a causa delle percosse subite in una rissa???il poveretto era rimasto colpito da due calciatori al culmine di una rissa scoppiata al termine di Cancellese-Sammartinese di Terza Categoria. Ma non e’ anche lui un essere umano???Ma allora perche se muore un dirigente colpito da 2 caciatori era previsto unminuto di silenzio mentre se muore un poliziotto ucciso da alcun teppisti che con il calcio non centrano un cazzo si ferma il mondo del pallone???ma non siamo tutti uguali di fronte alla morte???no per i giornalisti il tema principale della settimana e’ stato sparare a 0 sugli ultras..ma che cazzo ne sapeta voi di cosa vuol dire essere ultras???voi che siete degli avvoltoi pronti a scrivere parole parole a  favore di una o dell’altra parte???avete mai fatto una trasferta con gli ultras???siete mai andati una domenica a sostenere la vostra squadra del cuore sotto la pioggia o sotto la neve ???no voi siete li nella vostra tribuna del cazzo dove arrivate la mezzora prima della partita per poi andarvene dopo le vostre interviste del cazzo…ma che cazzo na sapete voi di cosa di cosa significa prendere un furgone il sabato sera per attraversare tutta l’italia per vedere pareggiare dei mercenari dall’altra parte dell’italia e poi rifarsi tutta l’italia al contario perche il lunedi si deve tornare a lavorare…che cosa ne sapete voi di cosa sia un turno infrasettimanale???quando finito di lavorare si parte e si va a vedere una partita…si arriva in tempo per la partita e finita si ritorna a casa e la mattina dopo si va a lavorare???
in giro per il web …dal sito dei Boys Parma 1977 ho trovato questo articolo…

SANGUE ED IPOCRISIA

Venerdì sera 2 febbraio, a Catania, un agente di Polizia è rimasto ucciso durante gli scontri a margine di Catania-Palermo. La morte di una persona è un fatto irreparabile, che ferisce tutti gli uomini di cuore e di buonsenso. Ma gli uomini di buonsenso non sopportano l’ipocrisia, che puzza più della morte.
Il dolore è di chi piange il proprio caro, agli altri spetta un rispettoso silenzio. Ma certe persone non si fermano neppure dinnanzi al più nefasto degli accadimenti. E parlano, parlano, per cercare di trarre qualche vantaggio da una tragedia. Anche questo è un crimine (per lo meno morale), si chiama: sciacallaggio.
Parla l’ex ministro Pisanu. Parla di giustizia, lui, che chiedeva aiuti fraudolenti a Moggi. E parla di privatizzare gli stadi, perché è un affare di miliardi. Grazie ai suoi decreti, si può ora dotarli di qualsiasi struttura commerciale.
Parlano il presidente del consiglio e il ministro dello sport. Parlano di decisioni drastiche contro un crimine, loro, gli artefici dell’indulto, quelli che garantiscono impunità ai terroristi sfuggiti alla legge.
Parla il ministro della giustizia. Definisce gli Ultras (milioni di persone totalmente estranee ai fatti) un cancro e dice di voler salvare il calcio. Vuole salvare il calcio, lui, un ex Dc, ex ministro della destra e attuale ministro della sinistra, fautore dell’indulto e strenuo difensore dei corrotti di calciopoli (che voleva tutti amnistiati).
Parla il presidente del Catania. Parla di ricatti, lui, che aveva “minacciato” di non presentare la squadra se lo Stato non avesse acconsentito a far svolgere Catania-Palermo alle 18 di venerdì (così com’è stato).
Parlano i giornalisti, quelli che hanno coperto calciopoli 2006 e tutte le nefandezze operate per insabbiarlo; quelli rimasti in silenzio quando Paolo di Brescia veniva spedito in coma, o quando veniva ucciso Federico Aldovrandi, o quando un tifoso del Napoli finiva in coma per un lacrimogeno sparato ad altezza uomo.
Filippo Raciti, ispettore capo di 38 anni con una moglie e due figli, non doveva essere ucciso; così come non doveva esserlo Federico, un ragazzo di soli 18 anni. Entrambi meritano giustizia; tutti la meritano. Ma la giustizia, per essere giusta, deve fondarsi su di una legge uguale per tutti (e non solo in teoria). Chi enfatizza certi fatti e ne omette altri, chi colpisce talune categorie e ne amnistia arbitrariamente altre, non fa giustizia.
Sono state varate tante leggi speciali in merito alla “violenza negli stadi”, alcune palesemente anti-costituzionali. Eppure non sono servite, perché erano profondamente sbagliate. Hanno colpito ingiustamente Ultras e tifosi, hanno criminalizzato chi affronta un altro uomo, con coraggio e lealtà, secondo un preciso codice d’onore. Ed ecco, è rimasta proprio la violenza, quella che va oltre il pugno e arriva alla tragedia. Telecamere e biglietti nominali possono aver spostato il problema fuori dai cancelli, ma niente di più. Una cultura non si cambia spiando le persone.
Ogni giorno si commettono omicidi, stragi e stupri in tutto il Paese. In Sicilia (la regione di Catania) si verifica in media più di un omicidio alla settimana. Ma lo stadio è uno dei posti più sicuri del Paese. Possono esserci alcune scazzottate tra giovani ma i fatti di sangue sono estremamente rari. In Italia si viene uccisi prevalentemente in famiglia (al primo posto), oppure dalla mafia o dalla criminalità comune; questo dicono le statistiche. Dicono che il nucleo alla base della nostra società, la famiglia, ha gli elementi sempre più instabili e in conflitto (si uccidono), e che le organizzazioni criminali dettano la loro legge in buona parte del Paese. Quisquiglie? Per questo Stato sembra di sì, perché le leggi speciali le adotta solo contro Ultras e tifosi.
Domenica 28 gennaio a Luzzi (Calabria), il dirigente di una società calcistica è rimasto ucciso a causa delle percosse subite in una rissa, scoppiata al termine di Cancellese-Sammartinese di Terza Categoria. Due giocatori sono stati indagati per tale omicidio. Ma non saranno varate leggi speciali per i calciatori.
Noi chiediamo giustizia e verità, per tutti. Giustizia e verità anche per Filippo Raciti. Chiediamo che chi ha sbagliato paghi (sempre) e comunque (senza privilegi per nessuno). Chiediamo siano accertate le responsabilità di tutti. Di chi ha ucciso, innanzitutto. Ma anche di ha gestito l’ordine pubblico, di chi ha fatto svolgere una partita a rischio alle 18, di chi ha fatto perdere metà partita ai palermitani (strategia del sopruso che serve solo a surriscaldare gli animi).
Volere la verità in un Paese abituato alla menzogna è un desiderio rivoluzionario. Volere la verità, qualunque essa sia, è un desiderio inusitato. Anche per questo siamo Ultras
.

e cosi va a finire che mi ritrovo diperato senza un cazzo da fare x la domenica..mentre sto gia meditando di scegliere una partita tra solvenia o austria ecco mi arriva un messaggio..noi domenica allo stadio ci andiamo lo stesso per ricordare il fex…e cosi ci ritroviamo in un centinaio di noi fuori dal settore curva nord

e con un buon numero di striscioni spiegiamo agli increduli passanti il perche quel giorno noi siamo li…

Una giornata dedicata ad un amico che non c’è più, Roberto Ciani, che avrebbe dovuto essere ricordato con musiche cori e striscioni e per il quale i tifosi della curva Nord avevano organizzato una coreografia speciale.Ieri si sono dati appuntamento fuori dallo stadio (nella foto) e assieme hanno trascorso il pomeriggio senza calcio, ma con uno spirito diverso da quello che avrebbe dovuto contraddistinguere la loro giornata. Una serena domenica di sport per dare uno spettacolo anche alle tante famiglie che di solito frequentano lo stadio, curva Nord compresa. Invece ieri c’erano solo loro e tutti ripetevano la stessa cosa: «A Udine le regole vengono applicate, in altre parti di Italia questo non acccade. Ora tutti dovremmo pagare per quei gesti che nulla hanno a che vedere con lo spirito che ci contraddistingue.Secondo i tifosi della Nord, essere accusati indistintamente «colpisce profondamente chi cerca di diffondere una mentalità completamente diversa e si reca allo stadio per passione.E proprio la passione per l’udinese e l’amore per la curva hanno contraddistinto la vita di Roberto Ciani, detto Feccia: «Oggi siamo qui solo per lui, per dargli omaggio nel modo che gli sarebbe piaciuto, per condividere con dei semplici gesti il ricordo di un legame che non si recidera mai Adesso, come tutti, i tifosi dell’Udinese attendono le decisioni che verranno prese, consapevoli che quando riprenderà il campionato tutto sarà diverso: «Ma continueremo a seguire la nostra squadra come abbiamo sempre fatto, augurandoci di non dover più vedere delle immagini come quelle di Catania e di vivere serenamente altre domeniche di sport».

fonte il gazzettino…
articolo di una giornalista che per una volta non spara cazzate…sara perche era in mezzo a noi???tornando alla my life dopo il venerdi sera trascorso con l’amarezza addosso per quello accaduto sabato sono tornato a lavorare sabato sera in giro per il centro poi per dara un senso alla serata l’unica e’ stata andare a prendere una mina al royal…peccato che dovevo anke guidare ma come al solito e’ andata bene anche sto giro…domenica giornata trascorsa allo stadio…da cui si ritorna a casa a mezzanotte circa…era meglio se si giocava cosi almeno si tornava a casa prima…e nel frattempo a catania e in giro per l’italia succede un po di tutto…mentre prima era stato dichiarato da molti che la causa della morte del poliziotto era stata unabomba carta piano piano la versione cambiava…si e’ scoperto che il poliziotto era morto per lo spappolamento del fegato causato forse da una spranga o forse da un rubinetto…beh che dire chi vive la curva sa come ci si comporta..non conosco nessuno che si possa definire ultras che va in giro con queste cose…queste cose a mio giudizio non le fanno gli ultras…e nonostante alcuni la pensino cosi…

io questo pensiero non lo condivido…e con me tanti altri che si possono definire ultras…si perche saranno anche vere le voci che questi pseudo “tifosi” sanno anche dove colpire ma queste non sono cose da ultras…e cmq tra i vari sfoghi in questi giorni eccone uno che mi ha colpito molto…

Che vergogna, mio figlio arrestato tra gli ultras

Il dramma di un agente sessantenne: ha scoperto che il figlio maggiore, 28 anni, è stato arrestato per i disordini dello stadio. ‘Filippo era un amico, non sono riuscito neppure ad andare al suo funerale…’HA IL VOLTO DISPERATO il signor Giuseppe. Il suo dolore in questo momento è doppio: per la morte di un collega e amico e per la notizia che tra i teppisti da stadio arrestati la sera di venerdì c’era anche suo figlio.Giuseppe ha quasi sessant’anni, buona parte dei quali trascorsi nella Polizia di Stato. Da venerdì sera, improvvisamente, la sua vita è diventata un inferno.Quella notte la ricostruisce così. Sono da poco passate le 2 quando squilla il telefono, lui risponde e all’altro capo sente una voce amica: «Pippo ciao sono io, il dottore Gambuzza, ho bisogno di te puoi arrivare un attimo?».Giuseppe non sa nulla dei disordini fuori dallo stadio, lui fa servizio presso il Commissariato di Catania Nesima. Si alza e corre in Questura, pensa a un impegno di lavoro, ma quando arriva la sorpresa è amara. Il figlio maggiore, Paolo, 28 anni, è stato appena arrestato dagli agenti del reparto Mobile diretto da Gambuzza, che fu suo dirigente alle volanti tanti anni fa.L’accusa è infamante per il figlio di un poliziotto: «Oltraggio, resistenza e violenza aggravata ai danni delle forze dell’ordine». Intanto Giuseppe apprende della morte del collega Filippo Raciti e capisce che suo figlio potrebbe essere uno dei responsabili.Si accascia su una sedia, cerca di farsi forza, con un filo di voce chiede: «Scusate, ma è sicuro»? La risposta, affermativa, arriva come una pugnalata al cuore del vecchio poliziotto.Non riesce a vedere il figlio, non gli è consentito, ma forse, ammette ora, forse è stato meglio cosi: «In quel momento non so cosa gli avrei fatto». Chiedergli ora come si sente è come riaprire una ferita: «Mi vergogno anche ad uscire di casa, come farò ad affrontare i mie colleghi, con quale faccia mi presenterò davanti a loro»?È un uomo distrutto, straziato da un doppio dolore. Non riesce a capire cosa sia potuto passare per la testa del figlio. Pensa un attimo poi dice: «In quel momento mi sono sentito come ripudiato da mio figlio. Come se lui mi avesse tirato le pietre addosso».Con gli occhi piccoli di chi non ha il coraggio guarda Pietro Gambizza, che è li seduto accanto, e gli dice: «Come riuscirò a fare le condoglianze alla vedova di Filippo? Mi sono talmente vergognato che non sono neanche riuscito ad andare ai funerali».Affrontare i colleghi è una cosa che al momento non si sete di fare. Ha già chiesto scusa al Questore, ora si chiude nel suo dolore, nelle sue lacrime per un figlio che credeva di aver cresciuto con sani principi e ora si ritrova dietro le sbarre.

fonte il resto del carlino…

beh io penso che la vergogna maggiore la debba provare il figlio…dopo che un padre si rivolga ai giornalisti in questo modo non saprei proprio cosa dire…gia mia madre solo perche le avevo acennato al fatto di andare allo stadio mi aveva criminalizzato perche secondo lei andavo a festeggiare la morte di un poliziotto…ma the shows must go on…e cosi dopo le prime minaccie di chiudere tutti gli stadi di bloccare i campionati e cosi via gia da sabato si torna a giocare..alla faccia di tutti quei finti moralisti per cui il giocattolo si e’ rotto e cazzate simili…ma mentre prima si doveva giocare tutti a porte chiuse ora visti gli interessi dietro la cazzata …le partite con gli stadi agibili a porte aperte per gli stadi inagibili tutti a casa…ma nessuno ti vieta di andare fuori dallo stadio e in piu i nuovi decreti legge…e qui si ride…

Divieto di accesso alle manifestazioni sportive preventivo (Daspo) innalzato a sette anni ed esteso a coloro che sono sospettati di aver preso parte a episodi di violenza durante le partite; arresto in flagranza di reato differita da 36 a 48 ore; giudizio per direttissima anche per chi viene trovato in possesso di razzi, bengala e «fuochi» pirotecnici in genere; pene da 5 a 15 anni (anziché da 3 a 15) per chi commette violenza e resistenza a pubblico ufficiale con armi ma anche con il «lancio di corpi contundenti e altri oggetti, compresi gli artifici pirotecnici». ecco 7anni in questura mi pare siano proprio la pena ideale…arresto per razzi bengale e fuochi pirotecnici mi pare di averle gia provate sulla mia pelle…le pene per aver commesso violenza e resistenza a pubblico ufficiale solo perche indosso una sciparpa al collo???mi fa venire in mente un LIBERO CITTADINO???NO ULTRAS…che campeggiava un paio di anni fa in giro per gli stadi…quando a pn meno di un mese fa dei ploiziotti venivano colpiti da cittadini extracomunitari non mi pare sia stata applicato lo stesso metodo…allora meglio extracomunitario che ultras a quanto pare…

PARTITE A PORTE CHIUSE – «Fino all’esecuzione degli interventi strutturali e organizzativi richiesti» per attuare quanto previsto dai decreti Pisanu, le partite di calcio «possono essere svolte esclusivamente a porte chiuse». ma che centrano i tifosi con gli stadi non a norma???ma non sono i prefetti che hanno concesso le deroghe fino ad adesso???

STOP A VENDITA BIGLIETTI IN BLOCCO A SQUADRE OSPITI – Le società che organizzano le competizioni non possono più vendere ,«direttamente o indirettamente», alla squadra ospitata, biglietti in blocco. È vietato inoltre «vendere o cedere» alla stessa persona un numero di biglietti superiore a dieci. In caso di violazione si rischia da 10 mila a 150 mila euro di multa. Il divieto è immediato per cui i biglietti ceduti o venduti prima dell’entrata in vigore del decreto «non possono essere utilizzati».

con questo decreto non ti vietano di cmprare i biglietti per il settore ospiti…semplicemnete le societa di casa non li mandano piu alla societa che e’ in trasferta…ora pero il problema e’ il seguente e dove li compro io i biglietti???la seconda parte la vedo un po da bagarino…chi e’se no quello che va in giro con piu di 10 biglietti per il settore ospiti???

DASPO PREVENTIVO FINO A 7 ANNI – Il divieto di accesso negli stadi viene innalzato fino a sette anni e presuppone non più soltanto l’accertamento di un reato, ma «può essere altresì disposto nei confronti di chi, sulla base di elementi oggettivi (come ad esempio un rapporto di polizia pure su minorenni, ndr), risulta avere tenuto una condotta finalizzata alla partecipazione attiva a episodi di violenza in occasione o a causa di manifestazioni sportive o tali da porre in pericolo la sicurezza pubblica in occasione o a causa delle manifestazioni stesse». Previsto l’obbligo di firma in un comando di polizia durante la partita. Chi viola il ‘Daspò rischia da 6 mesi a tre anni di reclusione e una multa fino a 10 mila euro.

questa e’ la parte migliore il Daspo preventivo…cioe io non ho commesso nessun reato inerente allo stadio ma solo perche ho partecipato ad un altro episofio di violenza e casualmente vado anche allo stadio allora mi obbligano a firmare…ecco che dire dire che e’ una mazzata e’ poco..speriamo solo che qualcuno si accorga di cosa stanno approvando e che qualcuno blocchi in tempo questa situazione…ma la violenza appartiene solo al mondo delle curve???nooo..guardate cosa si trova sul web…

Le risse dei ragazzi-bene: «E’ bello fare a botte»
Milano, due casi in pochi giorni: minorenni feriti e fermati

MILANO— Sono i bad boys in divisa: giacca blu e camicia bianca. Età 16, 17 e 18 anni. Sabato erano ai «Magazzini Generali» e nel parcheggio della discoteca hanno scatenato una rissa a pugni e calci, con insulti ai poliziotti. Tredici gli arrestati: figli di professionisti e scarcerati, in attesa del processo a primavera. L’altra notte, i bad boys—una buona parte di loro— si sono concessi il bis: al «Luminal», altro locale à la page. Festa dei diciott’anni. È bastato un pacchetto di sigarette gettato in strada. «Non devi buttare le cose quando passo io». Una testata. Schiaffi. In quaranta sono partiti all’inseguimento dei due «provocatori ». Alle 2, in viale Monte Grappa, nel quartiere dei locali alla moda, dopo una festa con tra i partecipanti anche personaggi dello spettacolo, figli di esponenti politici e noti dee-jay, ecco motociclette sbattute per terra, cestini dei rifiuti divelti. E una scazzottata generale. Sedata, a fatica, dalla polizia locale, con un coraggioso agente che s’è buttato nel mezzo, finendo contuso. Sei pattuglie.
Più una dei carabinieri. «Via, c’è madama». Dei ragazzini, uno non ce l’ha fatta. Gli altri scappavano. Ha alzato le mani: «Non ho fatto niente ». Due i denunciati, altrettanti i feriti. LE RISSE — C’è una nuova mania tra i minorenni milanesi: la festa con rissa annessa. Una movida della testata in itinere. I bad boys non hanno modelli come «Fight Club», il film dove ci si massacrava di botte. Ma sanno con precisione cosa fare e dove andare. Esempio: per oggi pomeriggio, hanno un’altra bellicosa ideuzza. Presentarsi davanti all’Istituto San Carlo, scuola privata, frequentata dagli odiati «fighetti ». Ma anche loro sono «fighetti», figli di professionisti, insomma la famosa Milano-bene. In gran parte, frequentano l’istituto privato De Amicis. «Lo facciamo perché è divertente, perché sei pieno d’alcol, perché è bello fare a botte» spiega eccitato Marchino, 17 anni. La scorsa notte, Marchino era al «Luminal» con la fidanzata. Solo che «stavolta non c’entro».
La stessa risposta resa ai vigili dagli altri 40. Forse, c’è da credergli, a Marchino: se nega le botte di viale Monte Grappa, rivendica con orgoglio la maxi-rissa dei Magazzini Generali: «Quella l’ho fatta scoppiare io e voi giornalisti scrivete un mucchio di cazzate». Gli piace raccontare, a Marchino. «Ero fuori dal locale con la mia ragazza e un amico. È arrivato uno, più grande. Le ha detto qualcosa. Sono andato lì e gli ho dato una testata. Sono arrivati i buttafuori. Ci hanno diviso ». I body guard muscolosi hanno chiesto chi fosse stato a iniziare. «Ho risposto che era colpa dell’altro. Sono entrato nel locale. L’altro mi ha aspettato fuori. Sono usciti prima i suoi amici e lui se l’è presa con loro perché lo avevano lasciato solo. Si sono menati ». IL «NEMICO» — Cambio di scena. Dai Magazzini Generali al Luminal. «Le prendi e le dai — filosofeggia Marchino —. È così. Conoscevamo i due che sono stati presi a botte. Erano alla festa con noi.
Ma sono stati loro a provocare, i fighetti, quelli con la puzza sotto il naso». Eccolo il nemico: «Sono i più grandi, quelli tra i 22 e 23 anni, che fanno i brillantoni, che sono figli di papà. Quelli che non si fanno i fatti loro. Quelli che vengono davanti a scuola a fare i ganassa». Quale scuola? «In molti stiamo al De Amicis». Istituto nel cuore della città. Generazioni di studenti. Quelli di oggi se le danno. «Il motivo? Mah. Ci si diverte. Siam zeppi d’alcol. E sai una cosa? Basta che uno ti guardi storto. Non capisci più niente, scoppia il casino». Paura o solo adrenalina? «Certo che hai paura. Quando sei 40 contro 40 non sai mai cosa può succedere.Manon puoi tirarti indietro». Perché bisogna guardare sempre avanti: «Oggi abbiamo l’appuntamento davanti al San Carlo». Due ammucchiate di boxe dilettantistica in tre giorni. Che cosa succede? Il Comune pensa a un piano speciale. Il vicesindaco Riccardo De Corato: «Reprimeremo le violenze. Ma non può essere l’unica strada. C’è una escalation di violenze. Dobbiamo coinvolgere scuola e famiglie». Già: le famiglie. «Mi domando: dov’erano mamma e papà di questi giovani? Sapevano che i figli erano fuori?». Fuori casa. Fuori dalla discoteca. Fuori controllo.fonte corriere.it

e allora da domani tornelli fuori da tutte le discoteche e per tutti quelli fermati un bel controllino e se ridultanoa che abbonati un daspo preventivo non glielo leva nessuno…..prima di chiudere un pensiero va a tuti quei ragazzi che sono morti ma che purtoppo solo perche non indossavano una divisa ma solo la sciarpa della squadra del cuore non vengono ricorati come tali e la loro morte invece di portare a qualche cambiamento nelle forze del (dis)ordine anzi non hanno provocato neddun effetto…Dopo pochi giorni però il “caso” viene archiviato. La versione? Poco convincente, o quantomeno non attinente ai fatti e alle testimonianze dell’epoca: il decesso dello sfortunato tifoso campano viene attribuito a un collasso cardiaco o allo schiacciamento del torace. Dallo stesso Plaitano prese il nome un gruppo ultras salernitano.Ottobre 1979 Vincenzo Paparelli è la seconda vittima del teppismo calcistico in Italia. Paparelli, tifoso laziale, poco prima delle 13.30, quando manca un’ora all’inizio del derby capitolino, viene colpito a un occhio da un razzo sparato dalla Curva Sud, tradizionale sede dei sostenitori romanisti più accesi. Il razzo, sparato da un ragazzo di appena 18 anni, attraversa tutto lo stadio e finisce la sua tragica “corsa” sul volto del povero Paparelli, causandogli lesioni gravissime. Per l’uomo, trasportato immediatamente in ospedale, non c’è nulla da fare.Aprile 1963 Giuseppe Plaitano, 48enne tifoso della Salernitana, è il primo morto da stadio in seguito ai sanguinosi scontri tra la polizia e i tifosi. E’ il 28 aprile del ’63 e allo stadio Vestuti (l’impianto che precedette l’attuale Arechi), si disputa un incontro decisivo ai fini della promozione in serie B tra la Salernitana e il Potenza. In vantaggio gli ospiti, al minuto 42, ma il gol è viziato da un evidente fuorigioco. Nella ripresa i padroni di casa provano in tutti i modi a pervenire al pareggio. Quando manca una manciata di minuti alla fine un attaccante granata viene atterrato in piena area di rigore potentina. Sembra rigore, ma l’arbitro Gandiolo di Alessandria lascia proseguire. Il pubblico del Vestuti si rivolta: vengono divelte le reti di protezione del settore distinti e comincia l’invasione di campo dei tifosi di casa. Ha inizio la guerriglia che coinvolge le due tifoserie e la polizia. Un poliziotto spara in aria: tragica fatalità il colpo raggiunge la tribuna, dove è seduto Plaitano.Febbraio 1984 Triestina-Udinese, partita di Coppa Italia. Le due tifoserie sono divise da una nota rivalità. Dopo il 90° scoppiano gravi incidenti che obbligano le Forze dell’Ordine ad intervenire. Nel corso di questi scontri il tifoso triestino Stefano Furlan muore in seguito a delle gravi lesioni cerebrali, causati dalle percosse infertegli dalla Polizia. L’episodio ebbe una rilevanza mediatica inferiore rispetto a quella che fece seguito al citato Paparelli, probabilmente proprio perché la responsabilità dell’accaduto venne attribuita alle Forze dell’Ordine.Da allora la curva dei tifosi triestini è intitolata proprio a Stefano Furlan.Ottobre 1984 Dramma fuori dallo stadio San Siro di Milano. Al termine della partita Milan-Cremonese un giovane tifoso rossonero viene accoltellato a morte da un altro tifoso del Diavolo. Assurda la dinamica dell’episodio: Marco Fonghessi, questo il nome dello sfortunato ragazzo, da Cremona si reca a Milano insieme a un gruppo di amici per assistere alla partita del Milan. La targa della loro auto attira l’attenzione di un gruppo di tifosi meneghini, che circondano la vettura e con un coltello tagliano le gomme della stessa. Fonghessi reagisce e viene raggiunto da una coltellata, sferrata da un giovane di appena 18 anni. Trasportato in ospedale muore dopo poche ore. Le reazioni dell’opinione pubblica? Di condanna, anche se il mondo del calcio, nella persona del Presidente del CONI Carraio commenta così: «E’ un fatto che ci addolora e allarma, ma è accaduto fuori dallo stadio».Campionato 1988-89 Stagione tristissima per il calcio italiano, alla luce di tre tragedie. La prima, in ottobre, allo stadio Del Duca di Ascoli, al termine della partita tra i bianconeri e l’Inter. Nazzareno Filippini, tifoso bianconero di 32 anni, resta gravemente ferito nel corso di una violenta rissa scoppiata tra le opposte fazioni. Vennero arrestati quattro esponenti della curva nerazzurra.Il 4 giugno ’89, prima di Milan-Roma muore Antonio De Fanchi, tifoso giallorosso di 18 anni. De Falchi raggiunge lo stadio con tre amici; una ventina di ultras milanesi tentano di aggredirli e durante la fuga De Falchi viene stroncato da un arresto cardiaco. Dei tre tifosi milanisti finiti a processo, solo uno venne arrestato e poi condannato a 7 anni di reclusione.Passano pochi giorni e il 18 giugno, penultima giornata di campionato tra Fiorentina e Bologna, avviene un’altra tragedia. Il treno coi tifosi emiliani diretti in Toscana subisce un agguato da parte degli ultras fiorentini. Alla fitta sassaiola segue il lancio di una bottiglia molotov che esplode all’interno di un vagone e provoca il ferimento di due tifosi toscani, uno dei quali risponde al nome di Ivan Dall’Oglio, appena quattordicenne. Non ci “scappa” il morto, ma Dall’Oglio rimane irrimediabilmente sfigurato al voltoGennaio 1993 A Bergamo, al termine di Atalanta-Roma muore, colto da infarto, il 42enne Celestino Colombi, coinvolto nelle cariche della Celere mentre si trovava casualmente nei pressi dello stadio. Il fatto non trovò vasta eco sui mezzi di informazione, che parlarono genericamente della morte di un “tossicodipendente” che “quattro giorni prima era uscito dal carcere per tentato furto”.Gennaio 1994 Salvatore Moschella ha 22 anni quando muore, la sera del 30 gennaio 1994, gettandosi dal treno su cui viaggia. Il ragazzo ha un diverbio con alcuni tifosi del Messina di ritorno dalla trasferta di Ragusa i quali, prima lo picchiano e poi continuano a infastidirlo. Il povero Moschella, nel cercare una via di fuga, si getta dal finestrino, mentre il treno rallenta in prossimità della stazione di Acireale. Cinque le persone arrestate, delle quali due minorenni.Gennaio 1995 Prima della partita Genoa-Milan viene accoltellato a morte un giovane tifoso rossoblu, Vincenzo Spagnolo, detto “Spagna”. L’omicida è un ragazzo di appena 18 anni che all’epoca frequentava solo da qualche mese la curva del Milan. Recatosi a Genova con una settantina di persone, su un treno di linea, senza sciarpa né nessun altro segno di riconoscimento, ma armato di coltello e, deciso, come i suoi compagni, di attaccare i rivali genoani. Arrivati in Liguria, i tifosi milanisti raggiungo la Gradinata Nord, tempio del tifo rossoblu, provocando gli ultras di casa. Spagnolo, colpito in pieno petto da una coltellata, muore dopo poche ore all’ospedale.Febbraio 1998 Nel dopopartita di Treviso-Cagliari muore il tifoso veneto Fabio Di Maio, 32 anni, per un arresto cardiaco in seguito all’intervento della polizia per sedare un accenno di rissa tra le opposte tifoserie. Allo stesso Di Maio è stata poi intitolata la curva degli ultras trevigiani.Maggio 1999 La mattina seguente la partita tra il Piacenza e la Salernitana, sfida decisiva per la permanenza in serie A, il treno speciale che riporta a casa gli oltre 3 mila tifosi campani, proprio in prossimità della stazione di Salerno, prende fuoco in una galleria. Nel rigo perdono la vita quattro giovani tifosi granata.Pochi giorni dopo e indagini svelano che l’incendio è stato appiccato da alcuni tifosi nel tentativo di sfuggire alle Forze dell’Ordine, sul treno per sventare alcuni episodi i vandalismo che stavano distruggendo il convoglio.Giugno 2001 E’ il 17 giugno del 2001 e allo stadio Celeste di Messina, si disputa l’acceso derby tra i giallorossi e il Catania, peraltro decisivo per la promozione in serie B. Tra le due tifoserie prima della partita si verifica un reciproco lancio di oggetti. La situazione arriva a una svolta drammatica quando dal settore degli ospiti viene lanciata all’indirizzo dei tifosi di casa una bomba-carta che esplode in mezzo ai tifosi della Curva Nord e ferisce mortalmente Antonino Currò, 24 anni, il quale finisce in coma e dopo pochi giorni muore. A seguito delle indagini viene arrestato un tifoso minorenne di Catania, riconosciuto nelle immagini girate dalla Polizia Scientifica.Settembre 2003 Stavolta a finire in tragedia è il derby Avellino-Napoli, datato 20 settembre 2003. Muore Sergio Ercolano, ventenne tifoso partenopeo. La dinamica dell’incidente: Ercolano entra nel settore ospiti dello stadio irpino, insieme ad altri ultras napoletani che hanno sfondato i cancelli senza pagare il biglietto. La polizia carica e il tifoso salta su un muretto, trovandosi in un attimo sopra un tunnel di plastica con il fondo che viene meno: Ercolano fa un volo di almeno dieci metri. L’impatto è violentissimo. Viene subito ricoverato all’ospedale di Avellino, ma non ce la fa. Scoppiano roventi polemiche in merito ai soccorsi, tardivi, prestati al tifoso.
bene ora una notizia che con tutto questo non c’entra un emerito cazzo ma se tgcom l’ha pubblicata un motivo ci sara sicuramente…

Che fine ha fatto Mauro Repetto?Tgcom intercetta il biondino degli 883

Da quando Max Pezzali ha successo come solista, la domanda per l’ex 883 è sempre la stessa: che fine ha fatto Mauro Repetto, il biondino che si scalmanava al suo fianco ai tempi di “Hanno ucciso l’uomo ragno”? Tgcom l’ha intercettato a Parigi, dove vive da tanti anni. Ha una moglie, Josephine, un bambino e un altro in arrivo e lavora per la Disney. “Organizzo spettacoli”, dice lui. “Si traveste da orso Baloo” giurano altri.

Foto tratte dal sito di Mauro Repetto

Proprio così: qualcuno dice di avere riconosciuto Repetto nei panni del protagonista del Libro della Giungla, ma la Disney ha precisato che Repetto è il responsabile degli eventi speciali del parco Disneyland. Certo è che in questi ultimi anni il desaparecido (di cui molti fan invocano il ritorno, ndr) si è messo a lavorare a Parigi, dove vive da tempo. La musica? Una storia da dimenticare.“Sono dodici anni che non ho alcuna attualità musicale in Italia – spiega l’ex cantante a Tgcom. “Non mi interessa che si parli di me, nè che qualcuno mi riporti in una dimensione pubblica”.Insistiamo. Cosa fa a Parigi? E’ vero che si traveste da cartone animato per le strade di Eurodisney? “Faccio l’organizzatore di spettacoli e il direttore di una ditta di design e decorazione dove lavoro con mia moglie Josephine. Ormai sono nel dietro le quinte”.Tutto qui. E la vita privata? “Sono sposato felicemente, ho un bel bambino e un altro in arrivo. Sono una persona normale”.Normale? Oggi forse, ma negli anni Novanta, quando Repetto lascia il collega Max Pezzali, tutta Italia canta e balla sulle note di “Hanno ucciso l’uomo ragno” o “Nord Sud Ovest Est” e il successo degli 883, giovane band di Pavia, è inarrestabile. Repetto però vive all’ombra dell’amico d’infanzia e da molti è considerato solo una comparsa, buffa per giunta. La scusa ufficiale dell’addio a Pezzali è la voglia di Repetto di scrivere per il cinema dopo un fantomatico viaggio a Los Angeles. Secondo Wikipedia, avrebbe perso la testa per Brandy, modella conosciuta alle sfilate parigine, e avrebbe lasciato tutto per lei. Recatosi negli Stati Uniti per produrre un film sarebbe stato raggirato da un presunto avvocato, avrebbe perso 20.000 dollari e sarebbe tornato nuovamente in Italia.Nel 1995 Repetto torna a pensare alla musica. In fondo molti dei testi degli 883 sono stati scritti da lui anche se era il collega a raccogliere la maggior parte degli applausi. Tenta la carriera da solista, lanciando, nel 1995, l’album “Zucchero filato nero”, prodotto da Claudio Cecchetto e registrato e mixato tra New York e Milano. Con pezzi come “Voglia di cosce e di sigarette”, “Porno a Las Vegas”, “Nual” e “Ma Mi Caghi” fa uno scivolone colossale. Così passa al parco dei divertimenti più grande d’Europa, qualcuno dice nel settore Frontierland, dove tutto ricorda il Far West. In fondo, sempre di sogno americano si tratta…

ecco se qualcuno non come me che l’ha scaricato dal mulo ha per caso intenzione di scaricarsi l’album sopracitato beh se volete un consiglio lasciate stare,,,un disco orribile,,,,ed ora l’ultima news e poi dopo una canzone il post odierno si conclude….

E’ morta Anna Nicole Smith

Florida, è stata una famosa playmate

E’ morta improvvisamente, in Florida, Anna Nicole Smith, una della più famose playmate della storia. Lo ha confermato il legale della soubrette. La Smith, che aveva 39 anni, è stata trovata priva di sensi nella sua stanza d’albergo all’Hard Rock Cafè and Casino, a Hollywood, a nord di Miami. E’ stata ricoverata ma i tentativi di rianimarla sono stati inutili: si è spenta prima dell’arrivo nel vicino ospedale.Secondo un portavoce dell’Hard Rock Casino, l’ex playmate è stata trasportata al Memorial Regional Hospital, nei pressi di Miami Beach, dopo un disperato tentativo di rianimarla. Le cause del decesso sono ancora misteriose e si attende qualche chiarimento dall’autopsia in programma per venerdì. La Smith è stata dichiarata morta in un ospedale locale alle 14:45 locali di giovedì (le 20:45 in Italia), dove era stata ricoverata mezz’ora prima priva di sensi. Secondo quanto riferiscono i media sul posto, alle 13:38 un’assistente che si trovava con l’ex modella in una camera d’albergo ha chiesto aiuto. Un addetto alla sicurezza di Anne Nicole Smith ha tentato di praticarle un massaggio cardiaco, ma con esito negativo, e il ricovero in ospedale è stato inutile. L’ex modella era ospite da lunedì scorso dell’albergo, dopo essere arrivata con il suo avvocato e compagno Howard Stern e con persone del proprio staff.L’ultimo anno è stato molto difficile per la Smith. Aveva perso il figlio ventenne, Daniel, all’inizio di settembre. Il ragazzo è morte di overdose (un cocktail letale di metadone e antidepressivi) nella stanza dell’ospedale delle Bahamas dove la madre aveva, pochi giorni prima, dato alla luce la figlia Dannielynn. E’ stata fissata una conferenza stampa dei medici dell’ospedale della Florida.Nata Vickie Lynn Hogan, era divenuta celebre per il matrimonio con il petroliere miliardario J. Howard Marshall, di 63 anni più vecchio e per la battaglia legale che, alla morte del marito, aveva ingaggiato con i figliastri. La sfida in tribunale si era conclusa con un suo trionfo: 800 milioni di dollari di eredità, pari alla metà del patrimonio dei Marshall. Il figlio del petroliere, Pierce, ha avuto ancora meno tempo della playmate per godersi quella fortuna: nel giugno scorso è morto per un’infezione fulminate. Aveva 67 anni.Il cordoglio di Hugh Hefner
Il fondatore di “Playboy” ha espresso il proprio cordoglio per la morte dell’ex coniglietta, una delle assidue sulle pagine del giornale negli anni novanta. Hefner l’ha definita “una cara amica che significava molto per la famiglia della rivista e per me personalmente”. “I miei pensieri e le mie preghiere vanno ai suoi amici e alle sue persone care, in questo difficile momento”, ha aggiunto Hefner. Fu “Playboy” a far conoscere ad Anna Nicole la fama, dopo la sua prima copertina nel marzo 1992. La sua ultima apparizione sulla rivista risale al 2001.
La madre e la sorella: “E’ stata la droga”A uccidere Anna Nicole Smith è stata la droga. Ad esserne convinte sono la sorella minore e la madre dell’ex playmate. “Ho il cuore che mi batte all’impazzata e sono molto giù - ha detto Donna Hogan - ma del resto non posso dire di essere veramente stupita, per via del suo stile di vita”. A chi le ha chiesto se crede che a uccidere la sorella siano stati gli stupefacenti, ha risposto: “E’ stato il primo pensiero”. La madre, Virgie Arthur, intervenendo al programma “Good Morning America”, ha detto che Anna “usava troppe droghe. Ho cercato di avvertirla circa gli stupefacenti e sulle persone che frequentava, ma lei non ha voluto ascoltare”.

ed ora one song prima di andare a dormire…un pezzo che non va mai out….

Stessa storia stesso
posto stesso bar
stessa gente che vien dentro
consuma poi va
non lo so che faccio qui
esco un po’
e vedo i fari dell’auto che mi
guardano e sembrano chiedermi chi
cerchiamo noi
gli anni d’oro del grande real
gli anni di Happy Days e di Ralph Malph
gli anni delle immense compagnie
gli anni in motorino sempre in due
gli anni di “che belli erano i films”
gli anni dei Roy Rogers come jeans
gli anni di qualsiasi cosa fai
gli anni del” tranquillo, siam qui noi”
siamo qui noi
stessa storia stesso
posto stesso bar
una coppia che conosco
c’avran la mia eta’
come va salutano
cosi’ io
vedo le fedi alle dita dei due
che porco giuda potrei essere io
qualche anno fa
gli anni d’oro del grande real
gli anni di Happy Days e di Ralph Malph
gli anni delle immense compagnie
gli anni in motorino sempre in due
gli anni di “che belli erano i films”
gli anni dei Roy Rogers come jeans
gli anni di qualsiasi cosa fai
gli anni del” tranquillo, siam qui noi”
siamo qui noi
stessa storia stesso
posto stesso bar
stan quasi chiudendo
poi me ne andro’ a casa mi
solo lei davanti a me
cosa vuoi
il tempo passa per tutti lo sai
nessuno indietro lo riportera’
neppure noi
gli anni d’oro del grande real
gli anni di Happy Days e di Ralph Malph
gli anni delle immense compagnie
gli anni in motorino sempre in due
gli anni di “che belli erano i films”
gli anni dei Roy Rogers come jeans
gli anni di qualsiasi cosa fai
gli anni del” tranquillo, siam qui noi”
siamo qui noi.
siamo qui noi.

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