Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

tifosi

Udinese vs Celtic

Un mese fa la squadra scozzese era stata multata dalla uefa per presunti cosi a favore dell’IRA cosi nella recente trasferta in italia i tifosi hanno esposta uno striscione polemico nei confronti dell’organismo sportivo ed acceso attorno un buon numero di fumogeni…di sicuro sara inflitta un’altra multa al club quello che invece i tifosi non si aspettavano è stata la reazione di staff e giocatori della squadra che hanno preso le distanze dal loro gesto …li hanno condannati all’unanimità definendoli una minoranza dei tifosi  ,qualcuno addirittura dicendo che loro non sono tifosi del celtic , e sperano che possano essere identificati per essergli vietato l’accesso a vita alla squadra…incredibile…

“Any fans identified will be banned from Parkhead for life.” “It is a very small minority and that is an advantage, there are so few of them that we can identify them to make sure that they don’t appear back at Celtic Park or travel with us and that is what we are going to do, we cannot tolerate it.”

Ian Bankier, chairman of Celtic: “We will weed them out and these guys will not get back into Celtic Football Club.”

“It is not only doing us harm, it is doing harm to the whole of Scottish football.”

“We are looking to take every measure we can take to stop this.”

Neil Lennon, Celtic Manager: “My only surprise is that they got the spelling (on the banner) right.”

“I am very disappointed, they have let me down, they have let the board, players and background staff down and 99.9% of the support down.”

“It is very frustrating. Those people are not Celtic supporters and we will do all we can to identify them and take the appropriate action.”

@scottishsun
@dailyrecord
@bbc

Udinese-Celtic “da sballo”: tifoso scozzese
trovato con un tasso alcolemico da coma

Misurata dai medici una concentrazione di 8,3. Ma l’uomo
non ha battuto ciglio e dopo una dormita ha preso l’aereo

UDINE – Un tasso alcolemico impressionante, da coma etilico: 8,3. Infatti, a misurarglielo, sono stati i medici dell’ospedale di Udine dove è stato portato privo di conoscenza.
Ebbene, il protagonista, un tifoso scozzese, non ha battuto ciglio e non ha riportato conseguenze particolari. Dopo un paio d’ore di sonno, l’uomo si è svegliato e, consapevole di aver recuperato le forze, ha rassicurato i medici di potercela fare e tranquillamente è uscito dall’ ospedale sulle proprie gambe.

Tranquillamente ha raggiunto l’aeroporto e stamani era già di nuovo in Scozia. Non é stato l’unico tifoso scozzese a non godersi la partita: un altro, un 29enne di Glasgow, ha trascorso la serata in Questura, aveva aggredito due steward del suo stesso Paese che, al seguito della squadra, a inizio gara sono intervenuti nel settore ospiti per rimuovere lo striscione “Fuck Uefa” che i tifosi biancoverdi avevano appena srotolato. Il giovane avrebbe spintonato uno dei due steward facendolo cadere oltre i sedili della gradinata, e colpito a calci sulla schiena il secondo. Denunciato, è stato liberato dopo le formalità di rito ed è già a casa anche lui. A suo carico verrà emesso un Daspo.

@gazzettino.it


Fc Union Berlin

Nemmeno due anni fa era balzata alle cronache la squadra tedesca militante in seconda divisione dopo che i suoi tifosi si erano armati di buona volontà e si erano adoperati a ricostruire lo stadio

E’ la storia di una squadra di calcio tedesca, la FC Union Berlin, i cui tifosi, stanchi di aspettare finanziamenti pubblici promessi e mai arrivati, si sono uniti al grido di“ricostruiamo lo stadio”, rimboccandosi le maniche e mettendosi in gioco in prima persona.

Ed eccoli qui dal 2 giugno scorso, presentarsi tutte le mattine alle 6:30, armati di martelli, scalpelli, trapani e cemento per contribuire alla ricostruzione della propria tana. Momentaneamente la squadra gioca nell’ex stadio della BFC Dinamo, un vero oltraggio per molti dei tifosi, visto che tale club apparteneva alla Stasi e tra le due tifoserie non c’è mai stato un buon feeling. E allora meglio sbrigarsi e terminare in fretta i lavori, per permettere alla gloriosa società di riprendere possesso del mitico Alte Försterei.

Gli operai improvvisati sono ben 900, tutti appassionati che mettono a disposizione il proprio tempo libero, le domeniche, le ferie, pur di raggiungere l’obiettivo finale. Chi poi, per un motivo o per l’altro non ha potuto partecipare al progetto, ha comunque contribuito con donazioni dai 10 ai 25 euro. E c’è anche chi si adopera portando agli operai dolci e the caldo nelle lunghe giornate di lavoro.

Alla fine è arrivato anche un finanziamento di 600.000 euro da Berlino, ma anziché affidare i lavori ad una ditta, i tifosi dell’FC Union Berlin preferiscono ultimare i lavori per conto proprio. Finora sono state spese circa 45.000 ore di lavoro e molte ancora ne sono previste prima dell’inaugurazione del prossimo febbraio. Alla fine il nuovo stadio avrà le tribune completamente coperte e sarà in grado di contenere più di 20.000 persone.

ma nemmeno tre anni dopo i soldi raccolti non sono abbastanza ed ecco che la società e costretta a tornare a chiedere l’aiuto del pubblico…ma non di tutti…

Un nuovo caso di società sportiva che propone ai suoi tifosi l’acquisto di azioni per finanziare non la costruzione ma il riammodernamento dello stadio: è quello dell’Union Berlin, che si è rivolta ai propri sostenitori-soci per reperire parte delle risorse necessarie per i lavori che renderanno lo Stadion an der Alten Försterei più fruibile e redditizio.

L’Union Berlin gioca nella 2.Bundesliga, la Serie B tedesca, dove è riuscito a risalire dopo essere finito nelle categorie regionali. Era uno dei principali club di Berlino Est, legato all’unione dei sindacati, mentre i rivali della Dinamo erano vicini alla Stasi. Storicamente l’Union, fortemente radicata nelle classi lavoratrici, ha rappresentato l’opposizione non ufficiale al sistema socialista e alla repressione. Tutti aspetti che hanno rafforzato il senso di appartenenza e la sensazione di unicità che caratterizzano la tifoseria.

I tifosi dell’Union hanno un forte legame di appartenenza con il loro stadio. Negli anni ’90 furono loro a ricostruirlo, con migliaia di ore di lavoro volontario. Era un periodo in cui il club andava bene sul campo ma malissimo nei conti, e furono necessarie raccolte fondi da parte dei sostenitori.
L’iniziativa ha una base democratica: si potrà acquistare al massimo dieci azioni: il numero minimo degli azionisti sarà quindi mille, e per ciascuno l’investimento potrà andare da 500 a 5.000 euro, cifre alla portata di tutti. Potranno comprare azioni solo i soci del club (associazione sportiva come tutti i club tedeschi) e gli attuali sponsor: si evitano così le speculazioni mettendo lo stadio in mano a chi lo ha a cuore.

Sulla cessione dei naming rights dello stadio si deciderà con la maggioranza dei due terzi. L’argomento è particolarmente importante per i tifosi. In Germania, dove i club hanno la maggiore percentuale di ricavi commerciali e da sponsor in Europa, dare agli stadi i nomi di grandi sponsor è qualcosa che i tifosi sopportano come un male necessario, ma talvolta rifiutano. La Germania è considerata – e per molti aspetti è – una roccaforte del calcio a misura di tifosi, ma non è certo immune dagli effetti della commercializzazione.

In totale dai tifosi si spera di raccogliere 5 milioni di euro. Altri 15 sono già stati trovati e la riuscita dell’operazione tra i supporters non influisce sul piano di miglioramenti dello stadio, che verrà comunque realizzato, ma potrebbe ridurre il relativo indebitamento, oltre ad avere significati più profondi.
Il progetto prevede una nuova tribuna (che permetta nuove opportunità di business), nuovi spazi dedicati dai tifosi (sede del fan club, bar e negozio di merchandising) ed accessi all’impianto più comodi e funzionali.

Mentre molti tifosi sono entusiasti dell’offerta da parte del club, e si sono messi in fila dalle prime ore del mattino per acquistarle, qualcuno si domanda se sia necessario pagare per qualcosa che si sente già proprio e che in parte già si possiede in quanto soci, e se la dirigenza non stia chiedendo un po’ troppo.
Ne vale la pena. Investire nello stadio significa investire nel futuro della propria squadra, e poter dire la propria quando si tratta di tutelarne la tradizione e l’identità, ma anche, almeno in parte, lo stato di salute economico-finanziaria. vale ancora di più la pena se ci sono delle misure di tutela per i tifosi ed una proprietà che sia veramente collettiva. Si tratta di una operazione, in pratica, win-win: ne guadagna il club e ne guadagnano i suoi sostenitori.

L’offerta delle azioni ai tifosi è stata pubblicizzata con cartelloni per tutta la città, che ritraggono tra diavoli del mondo del calcio (Blatter, Berlusconi e Red Bull), e con uno spot per il cinema in cui il presidente Zingler liquida le proposte dei consulenti di marketing con l’idea di vendere lo stadio ai tifosi. Una scenetta che riprende l’annuncio “L’FC Union vende la sua anima. Ai tifosi”. Zingler ha presentato il progetto ai 2mila tifosi intervenuti all’assemblea straordinaria ed il presidente onorario Mielis – da oltre 70 anni legato al club, anche come giocatore – ha dato una benedizione particolarmente significativa per i tifosi: il suo sostegno rappresenta una sorta di garanzia di continuità dello spirito del club anche in futuro.

@thepeoplesgame


Real Madrid vs Barcellona

I tifosi del Real Madrid
imbrattano il centro storico

scritte in via Pantaneto

E’ il 66’ minuto della partita: Dani Alves crossa il pallone nel mezzo, Fabregas anticipa la difesa del Real Madrid e infila il pallone in rete. E’ il gol del definitivo 1-3, il Barcellona sbanca il Bernabeu e mette una serie ipoteca nella vittoria del clasico, la sfida tra le due maggiori formazioni spagnole e quelle che in questo momento sono tra le più forti squadre del continente. Mister Mourinho scuote la testa, il Barcellona festeggia, in città si sente un boato. In città, sì, ma non parliamo di Madrid, bensì di una località ricca di storia e tradizione distante 1750 chilometri dalla capitale spagnola.

Siena, per fortuna, è piena di studenti e studentesse spagnole che scelgono la città del Palio come metà del loro periodo Erasmus. Sono richiamati dalla bellezza di questa città dal fascino e dal sapore medievale e arrivano a frotte. Spesso seguono per alcuni mesi corsi di lingua e cultura italiana all’Università per stranieri. Sabato sera ne abbiamo visti tanti per le vie del centro. Sono arrivati a notte inoltrata, perché prima dovevano guardare el grande clasico, il Real Madrid che sfidava il Barcellona, cercando di prenderne definitivamente lo scettro dopo anni di sconfitte e umiliazioni. Ma la partita ha seguito lo stesso spartito di sempre, con Guardiola e Messi che alla fine hanno esultato, mentre Mourinho e Cristiano Ronaldo hanno avuto l’ennesima delusione. Ma veniamo a noi. Molto delusi saranno anche stati al termine del match i tifosi del Real Madrid. Tristi saranno stati i sostenitori delle merengues che attualmente vivono a Siena, per passare alcuni mesi misti tra studio e feste. Però non è il caso di andare ad imbrattare dei palazzi storici nel cuore della città. Questo è successo sabato notte.


scritte in via Pantaneto

In via Pantaneto c’è la casa di nascita di Lelio e Fausto Socini (o Sozzini), i filosofi, letterati e liberi pensatori che fondarono la scuola sociniana nel corso del sedicesimo secolo. E’ un luogo importante per Siena, gli amministratori cittadini tre secoli dopo la loro nascita decisero di realizzare due targhe da sistemare sopra il palazzo per ricordarli e tributare loro i giusti meriti. In una di queste si vede anche l’immagine dei due uomini, scolpiti sulla targa. Sabato notte alcuni tifosi del Real Madrid hanno lasciato delle scritte brutte e poco rispettose proprio all’ingresso del palazzo. E non si dica che sono poco evidenti: tra i passanti di via Pantaneto era ieri un continuo commentare queste scritte. Le scritte inneggiano a Raul e a Guti, ottimi calciatori che hanno fatto grandi imprese per il Real Madrid. La voglia di questi tifosi di “timbrare” così la propria presenza nasce certamente da un amore forte per la squadra del cuore e dalla delusione per l’ennesima sconfitta rimediata contro i cugini catalani del Barcellona. Ma non è bello né rispettoso del prossimo rovinare in questa maniera un pezzo della storia di Siena.

Gennaro Groppa @sienanews


Curva Nord Ancona

Ancona, la resa forzata del tifo biancorosso

Gli ultras: “Troppe diffide, non andremo in trasferta”

I tifosi dell'Ancona

I tifosi dell’Ancona

Ancona, 18 novembre 2011 - Basta trasferte vietate. Stavolta però non è la contrarietà alla repressione che ormai da due anni sta colpendo la tifoseria dell’Ancona. No, stavolta è la decisione della Curva Nord. Dalla prossima partita esterna della squadra di mister Favo, a Riccione, e fino a data da destinarsi, gli Ultras hanno deciso di non presenziare più. Troppe le pressioni, o le minacce, di diffide arrivate sulla testa degli anconetani se avessero proseguito questa protesta.

“La situazione per noi è ormai insostenibile — scrivono in un comunicato —. Da Fermo ad oggi abbiamo subito e finiamo di subire in questi giorni, quaranta diffide e più, tutte con obbligo di firma e tutte superiori a tre anni, che si andranno a sommare a quelle che già avevamo. I procedimenti penali aperti nei nostri confronti non si contano più, arresti, perquisizioni domiciliari a distanza di mesi dopo che i soggetti erano già stati identificati,denunciati e diffidati; volanti che ti vengono a prendere a casa se salti una firma (cosa unica in Italia)”.

Dalla prima volta, lo scorso anno in Eccellenza a Montegranaro, all’ultima domenica scorsa fuori dal Benelli di Pesaro. Per ogni trasferta che veniva vietata, la Curva Nord si è messa in marcia ed è rimasta fuori dai vari stadi, sotto gli occhi, spesso troppi, delle forze dell’ordine. Ma è in questo 2011 che si è arrivati all’apice della repressione.

ComplicI gli incidenti con la polizia prima del derby di Coppa Italia contro la Sambenedettese e soprattutto i fatti di Rimini sui quali ancora i tifosi aspettano si faccia chiarezza. “Continuare in questo modo — spiegano gli Ultras dorici — sarebbe stata una lenta agonia che avrebbe portato alla morte del movimento che con tanto sacrificio abbiamo creato e cercato di portare. Impiegheremo tempo per ricostruire, per fare aggregazione e per coltivare ancora in maniera più forte e determinata il nostro amore per la maglia biancorossa”.

In attesa che il clima si ammorbidisca e che i divieti cessino, l’Ancona in casa avrà come sempre il supporto del pubblico amico, mentre fuori casa avrà l’obbligo di vincere per la propria tifoseria.

Andrea Fiano @ilrestodelcarlino.it


Sempre Meno

Solo 23.065 spettatori-gara
Stadi, tifosi, tv: ecco cosa fare

Non crescono gli spettatori in serie A: dalla seconda giornata alla decima (come noto, la prima è saltata per lo sciopero) le media-gara è di 23.065 spettatori. Facendo il confronto con le prime nove giornate degli anni scorsi, avevamo 23.338 spettatori-gara nel 2010-11 e 23.200 nel 2009-10. Per quanto riguarda la passata stagione, al termine del campionato gli spettatori medi per gara erano stati 23.541. Insomma, quest’anno c’è un leggerissimo calo, anche se ci sono state partite importanti rinviate come Napoli-Juventus e una partenza è stata a singhiozzo, con la prima giornata che verrà recuperata a dicembre. Si parla tanto del tema-stadi: se la Juventus, col suo nuovo impianto, ha fatto davvero un salto di qualità (e quantità), ecco che l’Olimpico di Roma è quasi sempre mezzo vuoto e anche a San Siro, fra Inter e Milan, faticano a superare quota 60-65.000 spettatori, tranne in rare occasioni (vedi il derby d’Italia, Inter-Juventus). Bene invece al San Paolo di Napoli.

Ma cosa fanno i club per venire incontro ai loro tifosi? Cosa fanno per controbattere la vantaggiosa offerta tv? Ancora troppo poco: ottima l’iniziativa del Milan in occasione della supersfida col Barcellona, va premiata la tifoseria più fedele, quella che non ha mai tradito nemmeno nei momenti di difficoltà. Ma non basta. Perché non lo fanno anche altri club, come Roma e Lazio? Lo stadio Olimpico è enorme, ha una capienza di più di settantamila posti ma è sempre, o quasi, mezzo vuoto. Ora la Roma ha fatto un accordo con il Coni, sino al 2015 per “sfruttare” nel migliore dei modi l’impianto. Vedremo. L’Italia è ancora terribilmente lontana dalla Premier League e dalla Bundesliga: ad ogni fine partita casalinga Sir Alex Ferguson ringrazia i tifosi del Manchester United che puntualmente riempiono l’Old Trafford. La tv in Italia la fa da padrone, con ascolti sempre in crescita: d’accordo che un miliardo all’anno mantiene il Circo del pallone. Ma perché non si fa un progetto-stadi serio? Perché non si creano dipartimenti tifosi come all’estero? Si potrebbe investire qualche soldino, anziché spenderli tutti per comprare calciatori stranieri. Inoltre, la Lega di B ha già un progetto per scendere, nel giro di un paio di stagioni, da 22 squadre (una follia) a venti. La Lega Pro ha tagliato e taglierà club in default. La Lega di A invece ha un progetto chiuso da anni in un cassetto per ridurre gli organici a 18 (ora, come noto, sono venti). Ma nessuno ha il coraggio di tirarlo fuori.

Fulvio Bianchi @repubblica.it


Juventus Stadium

Doveva essere uno stadio bellissimo pieno di gente bellissima che faceva un tifo bellissimo o almeno cosi ci avevano detto…poi invece gli addetti ai lavoro…

Conte bacchetta lo Juventus Stadium:
“Mi sembra di essere a teatro, non sento il tifo che vorrei”

L’allenatore bianconero incita il pubblico ad incitare maggiormente la squadra quando gioca e quando si trova in difficoltà tra le mura amiche.

Alla Juventus, nonostante il primato in classifica, manca qualcosa secondo il suo tecnico Antonio Conte. E’ questo qualcosa è il dodicesimo uomo. L’allenatore bianconero ‘bacchetta’ infatti il pubblico dello Juventus Stadium, che a suo modo di vedere non crea quell’atmosfera che invece potrebbe ulteriormente dare una spinta alla squadra ed intimorire gli avversari.

“E’ fondamentale il pubblico per la mia squadra. Ho chiesto alla gente che viene allo stadio di tifare come matti dall’inizio alla fine. In realtà però, come già accaduto contro il Genoa, ho visto un certo atteggiamento sugli spalti che non mi è piaciuto. Non si incita la squadra solo quando vince, ma anche quando è in difficoltà. Dopo il pareggio martedì mi è sembrato di vedere il pubblico di un teatro. Non ho sentito la bolgia che volevo sentire”.

Conte ha poi continuato: “Mi rendo conto di dire delle cose di un certo peso ma derivano dal fatto che io devo fare tutto il possibile per far rendere la squadra al massimo, e quindi mi preme migliorare anche da questo punto di vista. Siamo comunque noi a dover invogliare la gente a venire allo stadio ed a fare il tifo giocando un buon calcio”.

Ma cosa pensano i tifosi di questa uscita di Conte. Ha parlato il comico, sfegatato tifoso bianconero, Max Pisu: “Conte ha ragione, ma secondo me non dipende dallo scarso attaccamento. Dipende dal fatto che i tifosi della Juventus hanno paura, si sono scottati troppe volte in questi ultimi anni perchè hanno visto una squadra incapace di gestire le vittorie”.

goal.com


Napoli febbre champions….

Allo stadio con la pistola.

Sugli spalti del San Paolo, tra la folla dei tifosi, con indosso un’arma utilizzata per minacciare alcuni addetti agli ingressi dell’impianto sportivo di Fuorigrotta, e per estorcere loro l’ingresso senza biglietto. È successo appena 13 giorni fa, a Napoli, a pochi minuti dal fischio d’inizio della partita serale tra la squadra azzurra e il Parma.Sull’incredibile episodio indaga ora la polizia, e questo nuovo caso è destinato a confluire nel più copioso fascicolo d’inchiesta che è già all’attenzione dei pubblici ministeri della Procura della Repubblica del capoluogo partenopeo che indagano su una presunta truffa ai danni della Società Sportiva Calcio Napoli. Procediamo con ordine. Il fatto risale, come detto, al 15 ottobre e vede protagonisti due uomini, non ancora identificati, i quali avrebbero esplicitamente rivolto minacce di morte a due steward che prestavano servizio presso uno dei varchi del settore «distinti» del San Paolo. Mancavano circa 40 minuti al fischio d’inizio della partita che il Napoli avrebbe poi concluso con la sconfitta casalinga per 1 a 2 quando gli addetti con la pettorina gialla che sorvegliavano uno degli accessi sono stati avvicinati dai due uomini; i due, di età presumibilmente compresa tra i 25 e i 30 anni, avrebbero prima rivolto pesanti insulti agli steward (apostrofandoli «mariuoli»), sostenendo di aver notato nei loro comportamenti qualcosa di anomalo. Uno dei due addirittura avrebbe detto loro: «Vi ho ripreso pure con il telefonino, voi siete quelli che si pigliano i soldi per fare entrare chi non ha il biglietto: adesso fate entrare pure noi o vi denunciamo». Netto e immediato il rifiuto dei due malcapitati addetti. A quel punto le minacce si sono fatte più concrete. E «visibili». E più che le parole, a questo punto, ha potuto quel gesto inequivocabile: uno dei due delinquenti apre il giubbotto e solleva la felpa, quel che basta a far intravedere il calcio di una pistola, forse una 7,65. Da questo momento il resto, cioè il finale di questa storia incredibile e ancora tutta da approfondire, si fa più confuso: non si comprende bene se i due addetti abbandonino il varco per invocare l’intervento delle forze dell’ordine o se cedano semplicemente alla minaccia, facendo passare i due. Un fatto è certo: sabato 15 ottobre qualcuno è riuscito a entrare nello stadio e ad assistere a Napoli-Parma con indosso una pistola. E questo nuovo caso non fa che riproporre l’urgenza di due argomenti scottanti: la sicurezza all’interno e all’esterno dello stadio, ma anche quella degli stessi addetti ai varchi, con tutti i risvolti (già evidenziati dall’indagine del pool «reati da stadio» della Procura di Napoli) che riguardano un manipolo di presunti steward che intascano mazzette per consentire a chi non ha un regolare biglietto di entrare senza problemi a vedere le partite. Ma il quadro tratteggiato da quest’ultima vicenda è veramente allarmante. Perché se era purtroppo nota la circostanza delle falle che restano ancora aperte in quello stadio-colabrodo che è il San Paolo (struttura vetusta e perforabile in più punti da eventuali malintenzionati), ora accanto a coltelli, bombe carta e sostanze stupefacenti fanno la comparsa le armi da fuoco. Con buona pace per il ritrovato pubblico pagante, e della stragrande maggioranza dei tifosi che in una partita di pallone cercano solo 90 minuti di divertimento e di sport.

Tensione allo stadio San Paolo
tafferugli tra polizia e tifosi

Migliaia di persone si accalcano ai botteghini dove è in corso la vendita dei biglietti per Bayern-Napoli. Uno steward ha accusato un malore ed è stato portato via in barella
La polizia ha effettuato alcune manovre di alleggerimento per respingere le migliaia di persone presenti all’esterno del botteghino 3 dello stadio San Paolo dove è in corso la vendita dei biglietti per la sfida di Champions league di mercoledì a Monaco di Baviera contro il Bayern.
Uno steward ha accusato un malore, è stato portato via in barella e trasportato in ospedale. Il botteghino 5, a causa dello scavalcamento della recinzione esterna allo stadio da parte dei tifosi, è stato chiuso. La vendita prosegue solo al botteghino 3. La polizia, presente in assetto antisommossa, sta cercando di indirizzare il flusso in maniera ordinata per consentire una vendita regolare.

Molte persone che si trovavano in fila già dalla fine del match di ieri sera con l’Udinese hanno denunciato di essere stati scavalcati dalle persone arrivate in mattinata. I 500 biglietti messi in vendita sul web sono immediatamente andati esauriti.

repubblica.it

Napoli-Bayern, questura emette 13 daspo

Altrettanti in arrivo per partita ieri con Udinese (ANSA) – NAPOLI, 27 OTT – Tredici provvedimenti di divieto di accesso alle manifestazioni sportive (Daspo) a carico di altrettanti tifosi del Napoli sono stati emessi oggi dal questore della citta’ in relazione all’incontro di Champions League Napoli-Bayern dello scorso 18 ottobre allo stadio San Paolo. I supporter azzurri sono accusati di avere scavalcato le recinzioni. Altri 13 analoghi provvedimenti inibitori sono previsti per l’incontro Napoli-Udinese svoltosi ieri.

tuttosport.com


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