Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Archivio per febbraio, 2007

28/02/2007

Prima di iniziare il post odierno ecco che pubblico un bell’articolo che parla ancora dei fatti di catania…qualcuno dira ancora quelli basta…qulacuno si sara gia dimenticato di quello che  e’ successo qualcuno no ….qualcuno ha ancora voglia invece di parlarne…

Come tanti altri ultras, siamo esterrefatti sbigottiti attoniti incazzati ed impauriti da quello che è successo a Catania e da quello che sta accadendo in questi giorni.Avversiamo al 100%, da sempre, chi – pseudo ultras compresi – usa il calcio per traffici vari e/o per fare violenza gratuita, al di fuori di ogni codice, ma il gioco al massacro dei mass media e di quasi tutto il mondo politico è semplicemente scandaloso.Nulla, sia chiaro, può giustificare quello che è accaduto a Catania, a prescindere dal fatto che sia morto l’Ispettore Raciti e nemmeno se si scoprisse che altro ha causato la sua morte (vedere alla voce “lacrimogeni sparati ad altezza d’uomo”), ma siamo pronti a scommettere che il 90% di quei ragazzi (e soprattutto ragazzini) che hanno messo a ferro e fuoco una città non sono gli ultras per come siamo e come li intendiamo noi. E se tali essi si definiscono (o si credono…) ci chiediamo se magari non sia proprio una conseguenza del fatto che i media hanno dato, negli anni, questa immagine stereotipata dell’ultrà: il maledetto, il violento, il “protagonista” del casino domenicale. E a qualcuno questo protagonismo, questa visibilità mediatica può piacere o può servire, ed anche molto.Certo è cosa completamente diversa dal vivere ultras sette giorni su sette: partecipare alle riunioni, preparare la coreografia, organizzare la trasferta, viaggiare in lungo ed in largo a proprie spese, così, “solo” per il gusto di stare dentro a qualcosa di importante, che ti riempie, che ti fa crescere, che da semplice individuo ti trasforma in Persona. E da Persona capisci anche il valore della vita ed il rispetto dell’altro.Noi pensiamo, senza criminalizzare la realtà Ultras (con la U maiuscola) catanese, che i protagonisti dei fatti di venerdì siano individui senza cervello, che hanno agito senza pensare alle conseguenze delle proprie azioni sconsiderate.Gente pericolosa, dunque; colpevole, certo; da condannare, senza se e senza ma.Diciamo di più, pur consapevoli delle critiche che qualcuno senz’altro ci farà: di fronte ad episodi che mettono a rischio la vita di una persona dove sta il limite tra reticenza ed omertà?! Non prendere concretamente le distanze da certa gente significa esserne complici: alzare le spalle e dire “Io non lo faccio” di fronte a chi, magari nostro vicino in curva, usa le lame o le bombe carta, non basta più. Questa teppaglia non merita alcun tipo di solidarietà, nessuna impunità, costi quel che costi.Ed infatti il problema è che ora l’italiano medio, che ha ricevuto la solita informazione sensazionalistica, superficiale e supina agli interessi politici ed economici, se la prende con gli ultras nel loro complesso, indistintamente e aprioristicamente, e chiede più repressione, stadi militarizzati, modelli spagnoli e inglesi, senza sapere un accidenti di quello che dice.Perché l’italiano medio che sbraita (o vede sbraitare) in tv allo stadio non è mai andato, non sa di cosa parla ed ascolta cronache o, peggio, analisi di giornalisti che per la maggior parte non hanno mai messo il piede in una curva e forse qualcuno nemmeno in uno stadio: parlano per sentito dire, di quello che gli fa comodo dire (la dura legge dell’audience…), si richiamano a teorie sociologiche arcaiche e superate, non sanno distinguere (scusate se è poco) un fumogeno da un razzo, una torcia da un lacrimogeno. Un ultras da un teppista, appunto.Parlano e scrivono a vanvera, ed ovviamente senza contraddittorio, di impunità e di accondiscendenza nei confronti dei tifosi. Ma quando? Ma dove? Non sono al corrente dei sequestri di persona, delle condanne senza processo, dei pestaggi gratuiti e feroci, delle limitazioni delle libertà personali che non solo gli ultras, ma spesso chiunque si reca allo stadio, deve subire. Ricordate il “derby del bambino morto” a Roma? Poichè nessuno di questi benpensanti del giorno dopo si è mai domandato come mai uno stadio intero ha chiesto di sospendere la partita, inveendo pesantemente contro le Forze dell’Ordine, ve lo diciamo noi: perché, vivendo lo stadio e conoscendo certi modi spicci (per non dire altro…) di gestire l’ordine pubblico, hanno creduto verosimile che ci potesse capitare il morto, e non per colpa dei semprecolpevoli ultras. Poteva essere l’occasione per riflettere, invece si è parlato solo del potere di ricatto dei violenti e di uno pseudo complotto ordito dalle due tifoserie.Ed ancora: i nostri politici e giornalisti non sanno, o forse (peggio) fingono di non sapere delle gabbie, da dove la partita la vedi col binocolo anche se hai pagato 40 euro; non sanno che il modello inglese significa sospensione della libertà per 90 minuti; non sanno che il modello spagnolo significa interdizione anche di portare una bandierina allo stadio e partite giocate in un silenzio surreale; non sanno che significa partita a porte chiuse, tanto il business si fa con le pay-tv…Ma è possibile che ancor oggi nessuno (o quasi) si interroghi sul fatto che la repressione scientifica, arrogante, spesso illegittima ed incostituzionale di questi ultimi 15 anni altro non ha fatto che alzare un muro di odio tra gli ultras (che pagano in quanto tali, a prescindere dalle loro eventuali cattive azioni) e lo Stato, rappresentato fisicamente dalle Forze dell’Ordine? Ma non ci avevano garantito, volta per volta, che le varie (cinque!!!) leggi speciali emanate avrebbero definitivamente risolto il problema del tifo violento? E allora che risultati hanno dato l’abolizione dei treni speciali, le diffide, il divieto di accendere un fumogeno, il biglietto nominale, la legge sugli striscioni violenti?! Perché non capire che a quella strada, cieca eppure percorsa sempre oltre, occorreva sostituire altri metodi, a cominciare dal dialogo e dall’ascolto del mondo del tifo?Gli Ultras hanno indubbiamente tante colpe, noi stiamo con quegli Ultras che riconoscono certi errori, si sono assunti le proprie responsabilità ed oggi sono pronti ad assumersene di nuove per evitare che, davvero, non si ripeta più nulla di tanto grave. Con loro vogliamo combattere la violenza sconsiderata perchè amiamo questo sport e la sua forza di aggregazione. Non lo facciamo certo per i ronaldi-vieri-inzaghi, non per i cannavari-po,po,po, non per il giornalismo asservito e schiamazzante, ma per i colori della nostra squadra, per i ricordi da bambino, quando andavamo allo stadio con nonno che non c’è più, per la pastasciutta ingollata a 100 all’ora per correre allo stadio, per le trasferte di 20 ore, i campi bianchi delle serie cosiddette inferiori, i gol all’ultimo minuto ecc. ecc. ecc.Siamo pronti, da Ultras e con gli Ultras, a pagare anche oltre le nostre colpe, ma passare come il Male Assoluto non solo del mondo del calcio ma dell’intera società italiana, ebbene ce ne passa…Fermarsi è stato giusto, ma il baraccone già riparte e le bastonate alla fine arrivano sempre ai soliti, maledetti ed indifendibili ultras. I Presidenti starnazzano per ricominciare come se nulla fosse, come se il problema non li riguardasse: del resto a quanti di loro fa persino comodo non avere più gli ultras tra i piedi, gli stessi ultras che magari hanno avversato e contestato (cosa ben diversa dal ricattare) certe loro pratiche speculative…Vedendo i provvedimenti contenuti nell’ennesimo Decreto antiviolenza ci verrebbe da dire “Aridatece Pisanu”, pur sapendo bene quanto negli anni abbiamo osteggiato la legge del Ministro poi scoperto a sussurrare con Lucky Luciano…Assolutamente d’accordo pretendere che gli stadi siano a norma e che le partite si disputino tutte al pomeriggio (tra l’altro una causa cara al mondo ultras…), ma per il resto è un colpire nel mucchio, come sempre, il mondo ultras, criminalizzando migliaia di persone colpevoli non già di essere realmente responsabili di atti violenti ma di essere Ultras. Se applicassimo questo metro di misura, allora, dovremmo dire che tutti i politici sono corrotti, che tutti i giornalisti sono prezzolati, che tutti i preti sono pedofili, che tutte le star dello spettacolo sono cocainomani, e l’elenco andrebbe avanti all’infinito. E ancora, chiediamo ai nostri parlamentari: come vi sareste sentiti se, negli anni di piombo, la vostra militanza, quand’anche un pochino agitata, fosse stata equiparata alle pistolettate ed alle bombe che hanno insanguinato il nostro Paese!?Prendiamo atto, nuovamente, che contro gli ultras si applicano provvedimenti di limitazione della libertà (di azione, e forse anche di pensiero…) mille volte più pesanti di quelli utilizzati per combattere la mafia ed il terrorismo (vecchio e nuovo).Non paghi delle diffide tradizionali, già vulnus del nostro ordinamento e molto spesso utilizzate al di fuori di ogni presupposto legale e sostanziale, ecco oggi la “diffida preventiva”: bel colpo signori, avete trovato la formula per farci fuori! Inutile dire che i primi a pagare saranno proprio i ragazzi che si prendono più responsabilità nei gruppi, i ragazzi che in questi anni non hanno accettato in silenzio gli abusi ed il malaffare, quelli che “disturbavano i manovratori” del calcio italiano, e che manovratori: Carraro, Moggi, Matarrese… dobbiamo continuare?! Ops, ma di cosa ci lamentiamo… siamo o non siamo Campioni del Mondo?!C’era una volta la libertà di parola e di pensiero anche per gli ultras, ma da oggi il solerte funzionario, magari provvidamente imbeccato, ci potrà diffidare per una critica poco gradita dal presidente, per un “signornò” di sacrosante ragionei per una t-shirt un po’ sopra le righe, per uno sguardo minaccioso (beh, questo a qualcuno già è capitato …).Invitiamo i nostri politici, così attenti a tranquillizzare l’ondata di moral panic, a fare molta attenzione, perché questa norma – al pari di quella che vieta, di fatto, le trasferte – oltre che essere ingiusta e degna di uno Stato Militare rischia di essere controproducente, elevando all’ennesima potenza la violenza.Certamente una larga parte di Ultras, proprio perché cervelli pensanti, donne e uomini veri, si chiamerà fuori dalla “guerra totale”: anche questo vorrà dire avere mentalità. Ma ci saranno frange, più o meno manovrate, più o meno controllabili, che avranno campo aperto per le loro azioni delinquenziali: spazzato via il folclore delle bandiere ed i canti della curva, verrà avanti la logica della coltellata a tutti i costi, della bomba carta, della bottiglia molotov e forse anche peggio.Noi non chiediamo, non abbiamo mai chiesto, impunità: chiediamo giustizia. Pene anche più dure per chi approfitta dello stadio per compiere dei reati, ma che vengano scontate dopo un normale processo: basta con i DASPO a tradimento o, peggio, preventivi. E cosa tanto impossibile?!Chiediamo che le Istituzioni si interroghino seriamente sul fatto che le curve rappresentano da quasi quarant’anni un luogo ed un momento di aggregazione per decine di migliaia di ragazzi e ragazze che qui, e non più altrove (partiti, oratori, ecc.), trovano stimoli e possibilità di crescita, partecipazione, socialità.Se si vogliono davvero evitare nuove tragedie, senza distinzione di colori e di divise, è necessario ripartire da qui, dalle forze positive, talvolta forse troppo esuberanti, che sprigiona il mondo ultras. Per non dire poi di quanto può sembrare schifoso per un ragazzo, e non è retorica, il mondo fuori dalle curve: la coca che da anni scorre a fiumi (se ne è accorto anche Lei signor Ministro degli Interni?!) e che ti brucia gli amici, un lavoro a giorni alterni e con poche tutele, continuate voi se volete…Su questi ed altri temi è necessario, prima che il Decreto venga convertito in Legge, fare partire un confronto tra Istituzioni ed Ultras e siamo certi che quest’ultimi (sempre con la maiuscola!) saranno pronti a fare la loro parte.Nel chiudere, un forte abbraccio alla famiglia dell’Ispettore Racidi: a loro lo stesso pensiero profondo che riserviamo alle famiglie di Stefano Furlan, Celestino Colombi, Fabio Di Maio, Sergio Ercolano e di tutti i tifosi vittime di una violenza che non ci appartiene. 

Lo staff di Sport People  http://www.sportpeople.net

NB chiunque, singoli tifosi e/o gruppi ultras, condivida il contenuto di questo comunicato è libero di diffonderlo nel modo che più ritiene opportuno ed utile (siti web, volantini, lettere a giornali e tv locali, ecc.) e di portarlo a conoscenza dei parlamentari eletti sul proprio territorio e/o al proprio partito politico di riferimento.

 

Questo dovrebbe essere uno degli ultimi accenni alla vicenda mi pare di aver affrontato abbastanza l’argomento e i suoi strascichi li si vivra ancora per lungo tempo…e mentre l 17enne indagato per l’omicidio resta ancora in carcere nonostante nessuno abbia ancora dimostrato che sia colpevole io domenica finalmente sono tornato allo stadio ma se devo essere sincero non e’ andata come me l’aspettavo…non sono riuscito ad esultare a nessuno dei gol…non so che cazzo abbia nella testa…sono tre settimane che cho una voglia matta di andare allo stadio e adesso che ci sono tronato non mi ha fatto nessun effetto particolare..ai tornelli nessun problema sara che sono entrato prestissimo alle due meno un quarto ero gia dentro a vendere fanzine..sara ke ero smonato visto che ero la da solo e mi parlave di gettare parole al vento…bisognava fare la coreografia per il fex se no me ne sari rimasto volentieri fuori…sono anche venuti tutti i giocatori con un mazzo di fiori sotto la curva…qualcuno dice che erano venuti a riappacificarsi con i tifosi dopo lo striscione …ce tra l’altro e’ stato fatto dai club che in curva non centrano un cazzo cmq la coreografia come la ha definita il gazzettino era “indimenticabile” secondo me e’ venuta la solita merda…la gente veniva da me e mi chiedeva chi fosse il feccia..mah secondo me c’e gente che viene allo stadio e non si rende neanche conto che c’e della gente che canta sotto..come se fossimo la classica orchestra che c’e in un teatro …la gente sa che c’e ma tutti se ne fottono se quelli si stanno sbattendo l’anima per suonare gli attori dello spettacolo sono da un altra parte…sara che non trovo nemmeno una foto sul web delle foto di domenica sara che ho visto un’immagine del settore della curva ad un gol e mi pareva piu vuota del solito…sara che non c’e l’entusiasmo di una volta sara colpa degli stornelli ma un sacco di gente mi ha detto che il prox anno non vuole piu venire ..sara che mancavano i mignon…sara che avevo fatto tardi la sera prima  e mi ero svegliato presto per portare a spasso loris…sara che era nuvoloso e quindi ero di pessimo umore…sara che avevo bevuto una birretta e non ero molto carico…sara che quei mercenari non danno l’anima per la maglia che indossano…sara che e’ quello che vogliono …sara che mi sono tagliato i capelli e mi stanno di merda…sara che non saro mai come mi vogliono sara che mercoledi si va a milano e magari un po di entusiasmo visto che siamo in trasferta magari mi viene…cmq che dire ieri per una volta che potevo vedermi in tranquillezza la partita non ho visto un cazzo…la partita e’ finita 3 a 3 che dire pareggio con l’ascoli e il parma rispettivamente ultima e penultima della serie cosa faremo a milano???la partita della vita???quella che interrompera la serie positiva di 17 vittorie dell’inter???credo proprio che se ci deve essere una squadra che dovra fermare l’inter quella non e’ la nostra…ma nel prossimo post avremo la risposta…intanto si vociferano cose strane sulla nostra trasferta di domani ma fino al ritorno non dico nulla…ed ora un giochino carino carino che ho trovato sul web…

Tienimi la birruria

Volete bere una buona birruria fresca? Andate al bar…spiacenti, qui si tratta di tenere una birruria ad un vostro amico… facile???


ed ora un omaggio al festival di san remo che e’ iniziato oggi…questo e’ il primo video che era la sigla del vecchio festival…la canzone e’ Gioca Jouer…canzone di claudio cecchetto tratto da san remo del 1981 che e’ anche nella colonna sonora di notte prima degli esami…nel prossimo post un’altra sigla …


ed ora trattiamo un tema caro a tutti gli innamorati…il comune di roma vuole eliminare tutti i lucchetti messi dagli innamorati sull’ “ormai famoso” ponte Milvio…ecco la risposta di Moccia l’autore del libro da cui e’ nata l’idea…fonte tgcom naturalmente…. 

Salviamo i lucchetti sul ponte

Federico Moccia sul Messaggero di martedì 27 febbraioBene. Sai quando non sai veramente cosa dire? Ecco, questa è una di quelle volte. Ieri mi hanno chiamato molti amici giornalisti: «Hai saputo, Federico? Ma ti rendi conto! Ma come? E’ il sogno più bello, ma come è possibile che arrivino a tanto». E io, che non sapevo che cosa stava accadendo, mi trovavo spiazzato.«Ma insomma si può sapere cosa sta succedendo?». «Ma sul serio non lo sai? Hanno deciso di tagliare i lucchetti del terzo lampione di Ponte Milvio». Rimango così, in silenzio. Allora mi faccio mandare un comunicato via email. Aspetto seduto nel mio terrazzo mentre bevo un po’ d’acqua. Poi guardo lontano. Quanto è bella Roma. Poi alzo le spalle. Chissà cosa ci sarà veramente dietro tutta questa storia. Alla fine apro il computer e finalmente lo leggo. «E incredibilmente pervenuta adesso una richiesta da parte del Gruppo Consiliare “l’Uli-vo per Veltroni” del XX Municipio con la quale si chiede di “procedere urgentemente alla rimozione dei lucchetti presenti sui lampioni di Ponte Milvio”». Rimango senza parole. O meglio guardo allibito proprio quelle. Ma come? Ma non può essere. Ma proprio da questo sindaco che è uno scrittore, un uomo sensibile che ha affrontato nel suo romanzo, La scoperta dell’alba, il tema delle difficoltà proprio tra giovani e adulti. Ma no, non ci posso credere. E’ uno scherzo. Poi continuo a leggere. Marco Daniele Clarke, assessore ai Lavori pubblici del Municipio XX, risponde così: «Quella dell’Ulivo è una iniziativa retriva e miope che offende i tanti innamorati che hanno collocato un lucchetto su Ponte Milvio».Mi ricordo che l’anno scorso avevo chiesto a mia zia Annamaria Amenta, grande prof di italiano, latino e storia, se c’era qualche leggenda d’amore a Roma perché volevo legare la storia d’amore tra Step e Gin a qualche famoso bene culturale per esaltarlo, non certo per rovinarlo! Ma la mia amata prof mi ha detto che non c’era niente. Comunque, prima dell’uscita del libro “Ho voglia di te”, ho fatto un giro per tutti i possibili quartieri alla ricerca di qualunque posto che potesse diventare un nuovo simbolo per quei giovani che si sono così appassionati alla mia storia e soprattutto alla voglia di leggere e di sognare.Poi sono tornato verso casa e mi sono fermato a Ponte Milvio. E improvvisamente ho sorriso. Non c’è niente da fare, cerchiamo tante cose in giro, magari lontano da noi, e spesso ce le abbiamo sotto il naso! Quale posto può essere meglio di questo? Eccolo il nuovo simbolo per quei giovani che voglio romantici sognare! Sì, questo ponte sarà il ponte degli innamorati! E così sono tornato a casa e ho scritto quella pagina dove Step e Gin si fermano a quel terzo lampione, chiudono il lucchetto e buttano la chiave nel Tevere giurandosi amore per sempre. Da quando è uscito il libro, ragazzi è ragazze vengono a quel terzo lampione e mettono un lucchetto buttando nel Tevere la chiave. E’ capitato perfino a spagnoli, tedeschi, perfino dei giapponesi, ve lo giuro li ho visti io con i miei occhi.E’ bello sognare. E’ bello pensare che quel gesto possa durare, che quel gesto non vada perso nel tempo, che un giorno quella semplice promessa diventi un giuramento, magari proprio da quel semplice lucchetto nascerà un solido e duraturo matrimonio. Lo so, qualcuno mi dice che sono un sognatore. Però Paulo Coelho ha detto che è proprio la possibilità di realizzare un sogno che rende la vita interessante. So che lei signor Sindaco ci sta pensando su, che sta valutando la situazione e soprattutto il “rischio” che questi lucchetti possono comportare. Ma anche lei ha riconosciuto che sono una cosa «bella e spontanea». Io semplicemente le chiedo: mi scusi, signor Sindaco, non pensa che qualche volta qualche “rischio” lo si debba correre? Anche perché se ci levate anche i sogni, cosa ci resta?

la canzone di tiziano ferro ti scattero una foto che ultimamente mi ha preso un casino e ke e’ ambientata sul ponte….ed ora prima di chiudere un tributo ad un grande musicista che finalmente ha vinto un premio oscar…al grande ennio morricone in uno dei suoi film…indagine su di un cittadino al di sopra di ogni sospetto…


Dieci Cento Mille

Baggio: “Calcio ha perso la passione”

Dopo mesi di silenzio assoluto, Roberto Baggio è tornato a parlare, alla vigilia del 40° compleanno: “Gli scandali? Mi ha fatto pensare molto il fatto che ai Mondiali del 2002 io non ci sono andato – ha detto al Tg1 – E chissà perchè…“. L’ex fuoriclasse sul momento del calcio italiano, dopo gli episodi di Catania: “Ha perso la parte più importante che è la passione. Credo sia la base da cui ripartire“.Sono ormai passati quasi tre anni da quel 16 maggio 2004, quando per l’ultima volta calcò i campi di calcio da giocatore professionista, ma resta un tarlo nella mente di Roberto Baggio: i Mondiali 2002. La mancata avventura in Corea e Giappone, quello che doveva essere l’ultima rassegna iridata della carriera, non l’ha mandata giù e non perde l’occasione per rinfacciarla a Giovanni Trapattoni, l’allora ct che l’ha lasciato a casa.Questa volta è abbastanza pesante, perchè accomuna a quella esclusione lo scandalo di calciopoli, che la scorsa estate ha sconvolto il calcio italiano: “Mi ha fatto pensare molto soprattutto al fatto che ai Mondiali del 2002 non ci sono andato e chissà perchè“. Ad un altro Mondiale, quello del 1994, è legato il ricordo più brutto: “quel rigore sbagliato a Pasadena“. Un altro sogno svanito, questa volta all’atto finale.L’ex divin codino parla anche del momento attuale del nostro pallone, dopo i gravissimi fatti di Catania: “Si parla poco di passione. Credo che al di fuori del calcio si possono cogliere sfumature che non si possono cogliere quando sei dentro“. La chiusura è dedicata al suo futuro: “Cosa farò? Devo pensarci bene, è difficile, perchè un errore può costare moltissimo“.

e se lo dice anche baggio uno dei pochi che di calcio se ne intende forse una ragione c’e…uno dei pochi vekki giocatori ..no di quelli ke forse era attaccato alla maglia che indossava …mica come adesso dove tutti sono dei mercenari e non vedono l’ora di andarsene verso il migliore offerente…cmq come dicevo nell’ultimo post the shows must go on...e cosi dopo la farsa iniziale prima la minaccia di sospendere tutti i campionati di calcio poi la parziale ripresa a porte chiuse…poi l’apertura solo per gli stadi a norma …poi solo quella per gli abbonati e mentre vaiaggiamo verso la totalita della riapertura di tutti gli impianti forse qualcuno si e’ dimenticato della morte di un poliziotto 14 giorni fa…i giornalisti forse si che appena sono spuntate le br si  sono dimenticati di tutto il polverone di una settimana fa….e cosi dopo che tutto e’ come prima …e visto che sky trasmettendo tutte le partite alle 15 ci perdeva un casino…dopo la farsa di domani con 3 anticipi alle 3 di pomeriggio adesso…

Finisce il coprifuoco per il calcio

Via a partite serali il 24-25 febbraio

Buone notizie dall’Osservatorio del Viminale, che si è riunito nella giornata di giovedì: dal prossimo turno, quello del 25 febbraio, torneranno a giocarsi le partite in notturna. Si riprenderà, dopo tre settimane dai tragici fatti di Catania, sabato 24 alle 18 con Chievo-Torino, lo stesso giorno, ma alle 20.30, si disputerà invece Atalanta-Palermo. Il posticipo della domenica vedrà in campo Milan e Sampdoria.Il calcio si è fermato per un turno dopo la morte dell’ispettore Raciti, poco più è durato il “coprifuoco”, ovvero la decisione di non far disputare le partite dei massimo campionato di calcio in notturna. Il 24-25 febbraio si riparte infatti, lo ha stabilito il Viminale e la Lega calcio, per voce del presidente Matarrese si dice molto soddisfatta. “E’ un fatto molto positivo – ha spiegato – l’Osservatorio si è dimostrato molto attento alle nostre esigenze e questo è molto importante. Torniamo agli anticipi e posticipi anche perché non dobbiamo dimenticare che ci sono dei contratti televisivi da rispettare”. Il Viminale ha spiegato in una nota che “in relazione all’esigenza di un graduale ritorno alla programmazione, anche serale, degli incontri di calcio l’Osservatorio ha stabilito che vengano favorevolmente valutate le proposte delle competenti leghe esclusivamente per gli incontri che interessano squadre le cui tifoserie in passato hanno tenuto comportamenti corretti e sempre che non ostino motivi di ordine e sicurezza pubblico”.

Tutto bene così per anticipi e posticipi della 25esima giornata.

e guarda un po casualmente giusto 3 giorni dopo c’era un fantastico turno infrasettimanale…ma per evitare incidenti forse non era il caso di far giocare tutti alle 15???un bel match in mezzo al pomeriggio…ma chi cazzo ci andra allo stadio???solo un branco di malati…e invece no perche a casa davanti a sky ci sara un aflusso maggiore alle 2030…e chissenefrega se qual giorno i tifosi si devono sobbarcare una trasfertina lontana dalla mura di casa???noi per fortuna si va a milano…sperando solo nella totale riapertura degli impianti e nel posto per gli ospiti…in champion lo danno per legge agli ospiti ma in campionato???chi lo sa chi lo sa…

nell’ultimo post avevo ricordato che di fronte alla morte eravamo tutti ugali sia se con addosso una divisa sia se con una sciarpa al collo e i tifosi della samp domenica hanno ribadito il concetto ..loro che allo stadio ci sono potuti entrare…noi invece dovevamo giocare in quel di firenze….ma lo stadio era a porte chiuse…e mentre i tifosi viola aspettavano fuori con una delgazione di club in giro per la citta noi siamo rimasti a casa anzi alcuni di noi siamo andati a vicenza dai nostri gemellati che dopo aver festeggiato un ottimo pareggio con i gobbastri maledetti avevano organizzato una festa anche per noi…siamo rimasti in giro fino alle 7 di mattina…e poi ci siamo riposati in una camera d’albergo solo per noi…e il pomeriggio seguente tutti al carnevale di malo o schio…non mi ricordo dove…fatto sta che dovevo tornare a casa per la cena di domenica invece all’1.30 di notte ero a udine…mia madre non mi voleva piu a casa e il lunedi mattina con una faccia che non vi dico a lavorare…il carro del drago…in onore al gruppo e a carletto in primis…la birra dell’orso polare….il pablo davanti al carro per moggi…cmq tornando ai fatti di catania voglio ricordare che c’e un ragazzo in carcere….

Raciti, pm: “Convinti colpevolezza”

“Ammissioni del 17enne significative”

Il procuratore di Catania, Renato Papa, ha ribadito la convinzione che il 17enne fermato sia l’autore dell’omicidio di Filippo Raciti. “In base alle prove di cui disponiamo siamo fermamente convinti della colpevolezza del minorenne indagato. Poi dovrà decidere un giudice”, ha detto. Anche il pm Gaspare La Rosa è sulla stessa lunghezza d’onda: “Dall’interrogatorio emergono ammissioni corpose e significative”.”Le ammissioni si stanno verificando anche per la configurazione dell’ipotesi di reato. Noi procediamo per diverse ipotesi di reato e riteniamo di poter individuare i correi che con il minorenne hanno ucciso l’ispettore. I reati per cui si procede sono per omicidio e devastazione. L’indagato si è riconosciuto nel soggetto che brandisce in mano il pezzo di metallo con il quale sarebbe stato colpito il poliziotto. Tutto porta alla conclusione anche sulla base delle ammissioni del ragazzo che lui ha spinto l’ispettore”, ha aggiunto lo stesso procuratore capo della Repubblica del tribunale.Agli atti dell’inchiesta non c’è, perché allo stato non esiste, un fotogramma che mostri l’impatto tra l’ultrà che lo colpisce e il poliziotto. Il dato è emerso durante un incontro dei magistrati delle procure distrettuale e per i minorenni di Catania. ”Attraverso testimonianze ed altri elementi che abbiamo – ha spiegato La Rosa – possiamo dire che c’è stato un solo contatto fisico con l’ispettore”. Il magistrato ha poi confermato che ”non esiste un fotogramma dell’impatto”. ”Ma – ha aggiunto il procuratore Renato Papa – è rigorosamente logico che, per le immagini che abbiamo, ci sia stato l’impatto”. Le immagini, secondo la ricostruzione fornita dai magistrati, riprenderebbero l’organizzazione degli scontri avvenuta tra gli ultras del Catania che erano dentro lo stadio e la polizia che cerca di impedire loro di uscire per raggiungere le altre persone che li stavano aggredendo. Tra questi uno che, secondo l’accusa, brandisce un oggetto metallico e si dirige verso la porta d’uscita. Il contatto avviene all’ingresso, proprio sulla porta e quindi la telecamera che è posta in alto non può riprendere la scena perché coperto dallo spesso del muro di cinta. ”Una persona sola – ha sottolineato il questore Michele Capomacchia – è arrivata alla porta…””Le intercettazioni ambientali fatte dalla polizia sono fragilissime dal punto di vista processuale. Da quello che ha riferito la polizia ci sono due ragazzi terrorizzati di 14 e 17 anni in camera di sicurezza che non dicono nulla di sostanziale. Prima però voglio vedere il filmato, ma non è vero che dall’ambientale emergano delle ammissioni”, ha detto l’avvocato Giuseppe Lipera.nessuno ha ancora dimostrato che il colpevole sia questo ragazzo…nessun video lo riprende mentre compie il gesto anzi dopo lunghe indagini il risultato che gli investigatori sono riusciti a fornire e’ il seguente…che vi posso assicurare non e’ un fotomontaggio ma e’ una ricostruzione che potete trovare anche sul sito di  prepubblica…repubblica.it/2006/05/gallerie/calcio/disegno-aggressione-catania/ansa97357730902140952_big.jpgora l’italia e’ l’italia pero….si poteva fare di meglio mi pare…chissa perche nessuno ne ha parlato di questo capolavoro…immagino lo studio dietro questo elaborato…e invece ecco che piano piano emergono alcune voci strane…notinia tratta da tuttosport…giornale che di solito spara un sacco di cazzate….cmq io riporto…notizia tratta da asromaultras.it

L’autopsia rivela: l’ispettore Raciti non è morto per una bomba cartaUcciso da una sprangataUn colpo violento, fegato spappolato. Usata una grossa pietra o una sbarraPAOLO COLAIACOMOCATANIA. Non è stata la bomba carta a uccidere l’ispettore capo Filippo Ra­citidurante la guerriglia del Cibali. Ma è stata un’aggressione in piena regola, mirata, preparata, non contro il poliziotto Raciti ( « non era un bersaglio identificato, che un ultrà palermitano nel tribunale del capoluogo siciliano gli abbia riso in faccia mentre patteggiava per essere stato identificato proprio dall’ispettore è cosa estranea all’omicidio » spiega Giuseppe Gambuzza, vice questore aggiunto dirigente del decimo reparto mobile di Catania) ma contro un poliziotto, odiato alla pari di tutti i suoi colleghi. Un’aggressione che, dopo l’autopsia, può essere ricostruita detta­gliatamente. Filippo Raciti è morto per un violento colpo all’addome che gli ha letteralmente spappolato il fegato. E il corpo contundente, più che un sasso, un macigno, una grossa pietra o un pezzo di marmo staccato dai bagni della Cur­va Sud e lanciato dall’alto, sembra più una sbarra, una specie di piccone con estremità larga, non in grado di ferire, di tagliare, ma di procurare danni letali da sfondamento. La parte lesa non supera i dieci centimetri di lunghezza e la tumefazione è catalogata con la sigla: a stella. Un colpo violento, micidiale, mortale che l’ispettore sul momento ha assorbito. Incredibilmente è rimasto in piedi, ha continuato a lottare con i tre agenti che erano con lui sul Land Rover circondati da una ventina di sciacalli, ne stava arrestando uno quando rientrando in auto è esplosa la bomba carta, lui è riuscito ancora ad uscire dal mezzo ma dopo qualche attimo, cianotico, si è accasciato. Inutili i soccorsi quando è arrivata l’ambulanza e i tentativi disperati nel reparto ria­nimazione dell’ospedale San Giovanni Vecchio i cui responsabili accertavano la morte dopo quasi due ore di terapie intensive.Ieri mattina il medico legale Giuseppe Ragazzi, ha iniziato all’alba l’esame necroscopico, che si è concluso poco dopo le 12. La diagnosi ufficiale recita “ trauma addominale e fratture multiple del fegato, compatibili con un corpo contundente di importante adeguatezza lesiva”. Filippo Raciti è morto perché colpito molto probabilmente da spranga durante la guerriglia della teppaglia che lottava al grido « morte, morte » . Il medico legale ha prelevato anche dei tessuti dal corpo di Filippo Raciti, e li sottoporrà a esami istologici. Lo stesso medico peritale, si è riservato di dare delle risposte alla magistratura nei tempi tecnici di 60 giorni. Esclusa quindi la prima ipotesi che parlava di morte per esalazione della bomba carta. Verosimilmente, infatti, Filippo Raciti, era stato colpito, forse in corpo a corpo, mentre tentava di arrestare un catanese, intorno alle 20 le 20.15, nei pres­si di piazza Spedini, in via D’Emanuele, sotto il muro della Curva Sud, dove erano già in corso da almeno un’ora dei disordini, tra tifosi del Catania e le forze dell’ordine. Pare che la squadra dell’ispettore, morto, composta da dieci agenti, ha affrontato un gruppo di facinorosi, che cercava di entrare in contatto con le forze di polizia, ma ancora tutta la dinamica è poca chiara. Infatti: il procuratore aggiunto della Repubblica di Catania Renato Papa, che attualmente è reggente dell’ufficio di procura, ha dichiarato in conferenza stampa che le indagini si dovranno allargare: « All’inizio pensavamo che il decesso fosse dovuto allo scoppio della bomba carta, è quindi in un arco temporale che poteva variare tra le 20,31 e le 20,34. Ora, invece, dobbiamo prendere in esame un arco di tempo che precede l’esplosione della bomba, il colpo che ha causato la morte di Filippo Raciti potrebbe esser stato sferrato anche un quarto d’ora, mezz’ora prima della perdita dei sensi dell’ispettore ( anche se continuando a lottare contro gli ultrà in quelle condizione non si sarebbe potuto resistere oltre il quarto d’ora). Ma non importa, stiamo scandagliando tutto e non ci fermeremo » .Più complicato sembra presentarsi il lavoro di inquirenti e investigatori, e per meglio proseguire nelle ricerche da Roma il Ministero dell’Interno, ha inviato a Catania, un gruppo specializzato per sottoporre a verifica e carpire le modalità dell’aggressione subita dalla squadra di Raciti, facendo dei rilievi sui mezzi di servizio che sono stati posti sotto sequestro. Ma di fatto ora il cerchio si stringe e saranno visionati tut­ti i filmati relativi a via D’Emanuele compresi nella fascia orararia delle 20­ 20.34. Nella prima fase non si riusciva a trovare il fermo immagine dell’ispettore colpito, ma adesso che si ipotizza possa essere precedente, si capisce perché non si riusciva a trovarlo: poteva risalire anche a quasi mezz’ora prima e sarà più facile individuarlo”.Oggetto cilindrico di dieci cm. a forma di stella? Forse qualcosa di simile a questo?

per chi non lo sapesse quasti solo i famosi lacrimogeni in dotazione alla polizia italiana…oggetti cilindrici a forma di stella…mah…chissa quanti altri ce ne sono…per tirarsi su di morale….una notizia presa da tgcom…

A mani nude su squalo:era ubriaco

Pescatore diventa eroe grazie a vodka

E dopo mister crocodile, l’Australia trova anche mister shark: si tratta di Philip Kerkhof, un pescatore 41enne della piccola cittadina di Louth Bay, a nord di Adelaide. A Mani nude ha attaccato uno squalo di 1,3 metri diventando un eroe per tutto il paese. Ma il pescatore ha confessato il suo segreto: la vodka. Quando ha deciso di scagliarsi contro lo squalo era infatti completamente ubriaco.Kerkhof stava pescando con cinque amici da un pontile quando ha visto lo squalo. Ha detto di essere sceso da una scala e di aver inseguito lo squalo bronzeo che nuotava nell’acqua bassa, perché gli ‘rubava’ le esche artificiale per che usava per pescare calamari.”E’ stato un colpo di fortuna, gli sono andato dietro e l’ho preso per la coda perché lo volevo tirare sopra il pontile”, ha raccontato alla radio Abc. “Ma poi si è girato e ha cercato di mordermi e ho pensato: beh, è incredibile cosa può fare la vodka”. Il solo danno dal pericoloso animale è stato un morso che gli ha strappato i jeans.”Non è una cosa che consiglio di fare. Quando sono tornato sobrio ci ho pensato e mi sono detto: sono stato un po’ idiota a farlo”. Lo squalo bronzeo, che si vede spesso vicino alla riva al seguito di branchi di pesci come il salmone, raggiunge una lunghezza di 3,5 metri ed un peso di 300 kg. Molte specie di squali sono comuni  nelle acque australiane, e la media degli attacchi all’uomo e’ di 15 l’anno. Circa una persona ogni anno in Australia e’ uccisa da uno squalo.e poi l’ultima news per confermare le puntate precedenti….e’ un mese che lo dico io…

Cocaina sul 97% delle banconote

Roma, analizzati 100 tagli da 20 euro

Dopo l’allarme cocaina lanciato dal ministro dell’Interno Amato nei giorni scorsi, da Roma arrivano nuovi dati che testimoniano il boom del consumo della polvere bianca in Italia. Stando a un’analisi del Ris di Roma, che ha analizzato 100 banconote da venti euro, più di nove biglietti su dieci recano tracce di cocaina. Per gli esperti, le banconote spesso vengono utilizzate per sniffare la droga.Passando al setaccio la filigrana delle banconote, nel dettaglio i Ris di Roma hanno rinvenuto tracce millesimali di cocaina su 97 esemplari analizzati. Su otto, in particolare, la quantità registrata era più consistente (poco meno di un grammo complessivamente) e soltanto tre biglietti sono risultati “pulite”.Il campione di riferimento non è certamente sufficiente per fare una valutazione a livello nazionale, ma dà comunque un’idea del fenomeno. “La partita di banconote che abbiamo analizzato è troppo esigua perché il dato possa assumere valore scientifico ma, poiché conferma i valori europei, dimostra in modo efficace l’estrema diffusione raggiunta da questa sostanza stupefacente”, ha spiegato il colonello Luigi Ripani.Del resto, è sufficiente fare una piccola ricerca online per scoprire che, da un’analoga indagine inglese, su due miliardi di banconote in circolazione, il 99,9% reca tracce di polvere bianca. Dati simili si registrano anche in Spagna, dove il 94% dei tagli da venti euro è risultato positivo ai test, ma le statistiche vanno comunque interpretate per comprendere meglio la diffusione del consumo.“Non vuol dire che tutte le banconote esaminate sono venute in contatto diretto con la droga, potrebbero essere state contaminate passando di mano in mano o per contatto cona ltre banconote”, ha spiegato il tenente colonnello Giuseppe Peluso. Nella ricerca dei Ris di Roma, il lavoro degli esperti si è così concentrato sui tagli con maggiore quantità di stupefacente (otto banconote su cento). “Potrebbero essere state usate per sniffare, non ne abbiamo la certezza, ma non lo possiamo escludere”, ha concluso Peluso.bene questo post mi pare ababstanza lungo…ora un 2 cose prima di andare a dormire….una canzone….che mi pare che sia un po che non ne piazzo nessuna…Brothers – Dieci Cento Mille cosa mi aspettavoquesto non lo so’è strano questo mondosogno ancora un po’e penso tutta nottea cosa non si sa’cerco di svegliarmiadesso non mi va’sogno solamente fantastiche poesiein un mondo pazzo e pieno di bugievivo intensamente ogni piccola folliavedo solo gente capace di magiaChorus :Dieci Cento Millemani che si alzanopoi si muovonoquante sono non lo so’I protagonisti oggi siamo solo noivivi come vuoi e non fermarti mai….x2dove stiamo andandoquesto non si saio scappo dai confini delle banalita’Dieci Cento Milleci manca ancora un po’io son’ vicino al soleproblemi non ne hovivo il mio momento in mezzo a tanti semi chiedo se il destino ha deciso gia’ per meadesso sono sveglio e distinguo la realta’il mondo che volevo lo sto vivendo gia’Chorus :Dieci Cento Millemani che si alzanopoi si muovonoquante sono non lo so’I protagonisti oggi siamo solo noivivi come vuoi e non fermarti mai….mi sa molto da disco ma anche ad una curva va a genio…ed ora un ultimo video preso da youtube


09/02/2007

Una settimana e’ passata dall’ultimo post..una settimana in cui sono successe parecchie cose a livello di ultras e tifosi normali…giusto una settimana fa dovevo fare tante cose…tanti progetti mi ero gia pianificato tutte le trasferte…la domenica arriivava la samp e ci si doveva trovare la mattina presto per preparare la coreografia per ricordare il fex…venerdi  sera dovevamo fare tavolo al royal il pomeriggio dovevo tornarmene a pordenone…e invece la mia colelga si ammala quindi mi ha toccato sostituirla…niente tavolo al royal ma decido finito di lavorare di tornarmene giu arrivo e mia madre mi avvisa della partita sospesa…ma come dico ma nn dovevano gocarla alle 15 x motivi di ordine pubblico???mah cmq a catania x il derby match sopseso…della partita alla fine me ne frego altamente ma prima di andare via ricevo una telafonata…hanno appena fatto uno speciale al tg domenica nn si gioca…partite sopese e’ morto un poliziotto…ma come muore un poliziotto e si sospendono i campionati ma se la settimana prima un dirigente di una società era rimasto ucciso a causa delle percosse subite in una rissa???il poveretto era rimasto colpito da due calciatori al culmine di una rissa scoppiata al termine di Cancellese-Sammartinese di Terza Categoria. Ma non e’ anche lui un essere umano???Ma allora perche se muore un dirigente colpito da 2 caciatori era previsto unminuto di silenzio mentre se muore un poliziotto ucciso da alcun teppisti che con il calcio non centrano un cazzo si ferma il mondo del pallone???ma non siamo tutti uguali di fronte alla morte???no per i giornalisti il tema principale della settimana e’ stato sparare a 0 sugli ultras..ma che cazzo ne sapeta voi di cosa vuol dire essere ultras???voi che siete degli avvoltoi pronti a scrivere parole parole a  favore di una o dell’altra parte???avete mai fatto una trasferta con gli ultras???siete mai andati una domenica a sostenere la vostra squadra del cuore sotto la pioggia o sotto la neve ???no voi siete li nella vostra tribuna del cazzo dove arrivate la mezzora prima della partita per poi andarvene dopo le vostre interviste del cazzo…ma che cazzo na sapete voi di cosa di cosa significa prendere un furgone il sabato sera per attraversare tutta l’italia per vedere pareggiare dei mercenari dall’altra parte dell’italia e poi rifarsi tutta l’italia al contario perche il lunedi si deve tornare a lavorare…che cosa ne sapete voi di cosa sia un turno infrasettimanale???quando finito di lavorare si parte e si va a vedere una partita…si arriva in tempo per la partita e finita si ritorna a casa e la mattina dopo si va a lavorare???
in giro per il web …dal sito dei Boys Parma 1977 ho trovato questo articolo…

SANGUE ED IPOCRISIA

Venerdì sera 2 febbraio, a Catania, un agente di Polizia è rimasto ucciso durante gli scontri a margine di Catania-Palermo. La morte di una persona è un fatto irreparabile, che ferisce tutti gli uomini di cuore e di buonsenso. Ma gli uomini di buonsenso non sopportano l’ipocrisia, che puzza più della morte.
Il dolore è di chi piange il proprio caro, agli altri spetta un rispettoso silenzio. Ma certe persone non si fermano neppure dinnanzi al più nefasto degli accadimenti. E parlano, parlano, per cercare di trarre qualche vantaggio da una tragedia. Anche questo è un crimine (per lo meno morale), si chiama: sciacallaggio.
Parla l’ex ministro Pisanu. Parla di giustizia, lui, che chiedeva aiuti fraudolenti a Moggi. E parla di privatizzare gli stadi, perché è un affare di miliardi. Grazie ai suoi decreti, si può ora dotarli di qualsiasi struttura commerciale.
Parlano il presidente del consiglio e il ministro dello sport. Parlano di decisioni drastiche contro un crimine, loro, gli artefici dell’indulto, quelli che garantiscono impunità ai terroristi sfuggiti alla legge.
Parla il ministro della giustizia. Definisce gli Ultras (milioni di persone totalmente estranee ai fatti) un cancro e dice di voler salvare il calcio. Vuole salvare il calcio, lui, un ex Dc, ex ministro della destra e attuale ministro della sinistra, fautore dell’indulto e strenuo difensore dei corrotti di calciopoli (che voleva tutti amnistiati).
Parla il presidente del Catania. Parla di ricatti, lui, che aveva “minacciato” di non presentare la squadra se lo Stato non avesse acconsentito a far svolgere Catania-Palermo alle 18 di venerdì (così com’è stato).
Parlano i giornalisti, quelli che hanno coperto calciopoli 2006 e tutte le nefandezze operate per insabbiarlo; quelli rimasti in silenzio quando Paolo di Brescia veniva spedito in coma, o quando veniva ucciso Federico Aldovrandi, o quando un tifoso del Napoli finiva in coma per un lacrimogeno sparato ad altezza uomo.
Filippo Raciti, ispettore capo di 38 anni con una moglie e due figli, non doveva essere ucciso; così come non doveva esserlo Federico, un ragazzo di soli 18 anni. Entrambi meritano giustizia; tutti la meritano. Ma la giustizia, per essere giusta, deve fondarsi su di una legge uguale per tutti (e non solo in teoria). Chi enfatizza certi fatti e ne omette altri, chi colpisce talune categorie e ne amnistia arbitrariamente altre, non fa giustizia.
Sono state varate tante leggi speciali in merito alla “violenza negli stadi”, alcune palesemente anti-costituzionali. Eppure non sono servite, perché erano profondamente sbagliate. Hanno colpito ingiustamente Ultras e tifosi, hanno criminalizzato chi affronta un altro uomo, con coraggio e lealtà, secondo un preciso codice d’onore. Ed ecco, è rimasta proprio la violenza, quella che va oltre il pugno e arriva alla tragedia. Telecamere e biglietti nominali possono aver spostato il problema fuori dai cancelli, ma niente di più. Una cultura non si cambia spiando le persone.
Ogni giorno si commettono omicidi, stragi e stupri in tutto il Paese. In Sicilia (la regione di Catania) si verifica in media più di un omicidio alla settimana. Ma lo stadio è uno dei posti più sicuri del Paese. Possono esserci alcune scazzottate tra giovani ma i fatti di sangue sono estremamente rari. In Italia si viene uccisi prevalentemente in famiglia (al primo posto), oppure dalla mafia o dalla criminalità comune; questo dicono le statistiche. Dicono che il nucleo alla base della nostra società, la famiglia, ha gli elementi sempre più instabili e in conflitto (si uccidono), e che le organizzazioni criminali dettano la loro legge in buona parte del Paese. Quisquiglie? Per questo Stato sembra di sì, perché le leggi speciali le adotta solo contro Ultras e tifosi.
Domenica 28 gennaio a Luzzi (Calabria), il dirigente di una società calcistica è rimasto ucciso a causa delle percosse subite in una rissa, scoppiata al termine di Cancellese-Sammartinese di Terza Categoria. Due giocatori sono stati indagati per tale omicidio. Ma non saranno varate leggi speciali per i calciatori.
Noi chiediamo giustizia e verità, per tutti. Giustizia e verità anche per Filippo Raciti. Chiediamo che chi ha sbagliato paghi (sempre) e comunque (senza privilegi per nessuno). Chiediamo siano accertate le responsabilità di tutti. Di chi ha ucciso, innanzitutto. Ma anche di ha gestito l’ordine pubblico, di chi ha fatto svolgere una partita a rischio alle 18, di chi ha fatto perdere metà partita ai palermitani (strategia del sopruso che serve solo a surriscaldare gli animi).
Volere la verità in un Paese abituato alla menzogna è un desiderio rivoluzionario. Volere la verità, qualunque essa sia, è un desiderio inusitato. Anche per questo siamo Ultras
.

e cosi va a finire che mi ritrovo diperato senza un cazzo da fare x la domenica..mentre sto gia meditando di scegliere una partita tra solvenia o austria ecco mi arriva un messaggio..noi domenica allo stadio ci andiamo lo stesso per ricordare il fex…e cosi ci ritroviamo in un centinaio di noi fuori dal settore curva nord

e con un buon numero di striscioni spiegiamo agli increduli passanti il perche quel giorno noi siamo li…

Una giornata dedicata ad un amico che non c’è più, Roberto Ciani, che avrebbe dovuto essere ricordato con musiche cori e striscioni e per il quale i tifosi della curva Nord avevano organizzato una coreografia speciale.Ieri si sono dati appuntamento fuori dallo stadio (nella foto) e assieme hanno trascorso il pomeriggio senza calcio, ma con uno spirito diverso da quello che avrebbe dovuto contraddistinguere la loro giornata. Una serena domenica di sport per dare uno spettacolo anche alle tante famiglie che di solito frequentano lo stadio, curva Nord compresa. Invece ieri c’erano solo loro e tutti ripetevano la stessa cosa: «A Udine le regole vengono applicate, in altre parti di Italia questo non acccade. Ora tutti dovremmo pagare per quei gesti che nulla hanno a che vedere con lo spirito che ci contraddistingue.Secondo i tifosi della Nord, essere accusati indistintamente «colpisce profondamente chi cerca di diffondere una mentalità completamente diversa e si reca allo stadio per passione.E proprio la passione per l’udinese e l’amore per la curva hanno contraddistinto la vita di Roberto Ciani, detto Feccia: «Oggi siamo qui solo per lui, per dargli omaggio nel modo che gli sarebbe piaciuto, per condividere con dei semplici gesti il ricordo di un legame che non si recidera mai Adesso, come tutti, i tifosi dell’Udinese attendono le decisioni che verranno prese, consapevoli che quando riprenderà il campionato tutto sarà diverso: «Ma continueremo a seguire la nostra squadra come abbiamo sempre fatto, augurandoci di non dover più vedere delle immagini come quelle di Catania e di vivere serenamente altre domeniche di sport».

fonte il gazzettino…
articolo di una giornalista che per una volta non spara cazzate…sara perche era in mezzo a noi???tornando alla my life dopo il venerdi sera trascorso con l’amarezza addosso per quello accaduto sabato sono tornato a lavorare sabato sera in giro per il centro poi per dara un senso alla serata l’unica e’ stata andare a prendere una mina al royal…peccato che dovevo anke guidare ma come al solito e’ andata bene anche sto giro…domenica giornata trascorsa allo stadio…da cui si ritorna a casa a mezzanotte circa…era meglio se si giocava cosi almeno si tornava a casa prima…e nel frattempo a catania e in giro per l’italia succede un po di tutto…mentre prima era stato dichiarato da molti che la causa della morte del poliziotto era stata unabomba carta piano piano la versione cambiava…si e’ scoperto che il poliziotto era morto per lo spappolamento del fegato causato forse da una spranga o forse da un rubinetto…beh che dire chi vive la curva sa come ci si comporta..non conosco nessuno che si possa definire ultras che va in giro con queste cose…queste cose a mio giudizio non le fanno gli ultras…e nonostante alcuni la pensino cosi…

io questo pensiero non lo condivido…e con me tanti altri che si possono definire ultras…si perche saranno anche vere le voci che questi pseudo “tifosi” sanno anche dove colpire ma queste non sono cose da ultras…e cmq tra i vari sfoghi in questi giorni eccone uno che mi ha colpito molto…

Che vergogna, mio figlio arrestato tra gli ultras

Il dramma di un agente sessantenne: ha scoperto che il figlio maggiore, 28 anni, è stato arrestato per i disordini dello stadio. ‘Filippo era un amico, non sono riuscito neppure ad andare al suo funerale…’HA IL VOLTO DISPERATO il signor Giuseppe. Il suo dolore in questo momento è doppio: per la morte di un collega e amico e per la notizia che tra i teppisti da stadio arrestati la sera di venerdì c’era anche suo figlio.Giuseppe ha quasi sessant’anni, buona parte dei quali trascorsi nella Polizia di Stato. Da venerdì sera, improvvisamente, la sua vita è diventata un inferno.Quella notte la ricostruisce così. Sono da poco passate le 2 quando squilla il telefono, lui risponde e all’altro capo sente una voce amica: «Pippo ciao sono io, il dottore Gambuzza, ho bisogno di te puoi arrivare un attimo?».Giuseppe non sa nulla dei disordini fuori dallo stadio, lui fa servizio presso il Commissariato di Catania Nesima. Si alza e corre in Questura, pensa a un impegno di lavoro, ma quando arriva la sorpresa è amara. Il figlio maggiore, Paolo, 28 anni, è stato appena arrestato dagli agenti del reparto Mobile diretto da Gambuzza, che fu suo dirigente alle volanti tanti anni fa.L’accusa è infamante per il figlio di un poliziotto: «Oltraggio, resistenza e violenza aggravata ai danni delle forze dell’ordine». Intanto Giuseppe apprende della morte del collega Filippo Raciti e capisce che suo figlio potrebbe essere uno dei responsabili.Si accascia su una sedia, cerca di farsi forza, con un filo di voce chiede: «Scusate, ma è sicuro»? La risposta, affermativa, arriva come una pugnalata al cuore del vecchio poliziotto.Non riesce a vedere il figlio, non gli è consentito, ma forse, ammette ora, forse è stato meglio cosi: «In quel momento non so cosa gli avrei fatto». Chiedergli ora come si sente è come riaprire una ferita: «Mi vergogno anche ad uscire di casa, come farò ad affrontare i mie colleghi, con quale faccia mi presenterò davanti a loro»?È un uomo distrutto, straziato da un doppio dolore. Non riesce a capire cosa sia potuto passare per la testa del figlio. Pensa un attimo poi dice: «In quel momento mi sono sentito come ripudiato da mio figlio. Come se lui mi avesse tirato le pietre addosso».Con gli occhi piccoli di chi non ha il coraggio guarda Pietro Gambizza, che è li seduto accanto, e gli dice: «Come riuscirò a fare le condoglianze alla vedova di Filippo? Mi sono talmente vergognato che non sono neanche riuscito ad andare ai funerali».Affrontare i colleghi è una cosa che al momento non si sete di fare. Ha già chiesto scusa al Questore, ora si chiude nel suo dolore, nelle sue lacrime per un figlio che credeva di aver cresciuto con sani principi e ora si ritrova dietro le sbarre.

fonte il resto del carlino…

beh io penso che la vergogna maggiore la debba provare il figlio…dopo che un padre si rivolga ai giornalisti in questo modo non saprei proprio cosa dire…gia mia madre solo perche le avevo acennato al fatto di andare allo stadio mi aveva criminalizzato perche secondo lei andavo a festeggiare la morte di un poliziotto…ma the shows must go on…e cosi dopo le prime minaccie di chiudere tutti gli stadi di bloccare i campionati e cosi via gia da sabato si torna a giocare..alla faccia di tutti quei finti moralisti per cui il giocattolo si e’ rotto e cazzate simili…ma mentre prima si doveva giocare tutti a porte chiuse ora visti gli interessi dietro la cazzata …le partite con gli stadi agibili a porte aperte per gli stadi inagibili tutti a casa…ma nessuno ti vieta di andare fuori dallo stadio e in piu i nuovi decreti legge…e qui si ride…

Divieto di accesso alle manifestazioni sportive preventivo (Daspo) innalzato a sette anni ed esteso a coloro che sono sospettati di aver preso parte a episodi di violenza durante le partite; arresto in flagranza di reato differita da 36 a 48 ore; giudizio per direttissima anche per chi viene trovato in possesso di razzi, bengala e «fuochi» pirotecnici in genere; pene da 5 a 15 anni (anziché da 3 a 15) per chi commette violenza e resistenza a pubblico ufficiale con armi ma anche con il «lancio di corpi contundenti e altri oggetti, compresi gli artifici pirotecnici». ecco 7anni in questura mi pare siano proprio la pena ideale…arresto per razzi bengale e fuochi pirotecnici mi pare di averle gia provate sulla mia pelle…le pene per aver commesso violenza e resistenza a pubblico ufficiale solo perche indosso una sciparpa al collo???mi fa venire in mente un LIBERO CITTADINO???NO ULTRAS…che campeggiava un paio di anni fa in giro per gli stadi…quando a pn meno di un mese fa dei ploiziotti venivano colpiti da cittadini extracomunitari non mi pare sia stata applicato lo stesso metodo…allora meglio extracomunitario che ultras a quanto pare…

PARTITE A PORTE CHIUSE – «Fino all’esecuzione degli interventi strutturali e organizzativi richiesti» per attuare quanto previsto dai decreti Pisanu, le partite di calcio «possono essere svolte esclusivamente a porte chiuse». ma che centrano i tifosi con gli stadi non a norma???ma non sono i prefetti che hanno concesso le deroghe fino ad adesso???

STOP A VENDITA BIGLIETTI IN BLOCCO A SQUADRE OSPITI – Le società che organizzano le competizioni non possono più vendere ,«direttamente o indirettamente», alla squadra ospitata, biglietti in blocco. È vietato inoltre «vendere o cedere» alla stessa persona un numero di biglietti superiore a dieci. In caso di violazione si rischia da 10 mila a 150 mila euro di multa. Il divieto è immediato per cui i biglietti ceduti o venduti prima dell’entrata in vigore del decreto «non possono essere utilizzati».

con questo decreto non ti vietano di cmprare i biglietti per il settore ospiti…semplicemnete le societa di casa non li mandano piu alla societa che e’ in trasferta…ora pero il problema e’ il seguente e dove li compro io i biglietti???la seconda parte la vedo un po da bagarino…chi e’se no quello che va in giro con piu di 10 biglietti per il settore ospiti???

DASPO PREVENTIVO FINO A 7 ANNI – Il divieto di accesso negli stadi viene innalzato fino a sette anni e presuppone non più soltanto l’accertamento di un reato, ma «può essere altresì disposto nei confronti di chi, sulla base di elementi oggettivi (come ad esempio un rapporto di polizia pure su minorenni, ndr), risulta avere tenuto una condotta finalizzata alla partecipazione attiva a episodi di violenza in occasione o a causa di manifestazioni sportive o tali da porre in pericolo la sicurezza pubblica in occasione o a causa delle manifestazioni stesse». Previsto l’obbligo di firma in un comando di polizia durante la partita. Chi viola il ‘Daspò rischia da 6 mesi a tre anni di reclusione e una multa fino a 10 mila euro.

questa e’ la parte migliore il Daspo preventivo…cioe io non ho commesso nessun reato inerente allo stadio ma solo perche ho partecipato ad un altro episofio di violenza e casualmente vado anche allo stadio allora mi obbligano a firmare…ecco che dire dire che e’ una mazzata e’ poco..speriamo solo che qualcuno si accorga di cosa stanno approvando e che qualcuno blocchi in tempo questa situazione…ma la violenza appartiene solo al mondo delle curve???nooo..guardate cosa si trova sul web…

Le risse dei ragazzi-bene: «E’ bello fare a botte»
Milano, due casi in pochi giorni: minorenni feriti e fermati

MILANO— Sono i bad boys in divisa: giacca blu e camicia bianca. Età 16, 17 e 18 anni. Sabato erano ai «Magazzini Generali» e nel parcheggio della discoteca hanno scatenato una rissa a pugni e calci, con insulti ai poliziotti. Tredici gli arrestati: figli di professionisti e scarcerati, in attesa del processo a primavera. L’altra notte, i bad boys—una buona parte di loro— si sono concessi il bis: al «Luminal», altro locale à la page. Festa dei diciott’anni. È bastato un pacchetto di sigarette gettato in strada. «Non devi buttare le cose quando passo io». Una testata. Schiaffi. In quaranta sono partiti all’inseguimento dei due «provocatori ». Alle 2, in viale Monte Grappa, nel quartiere dei locali alla moda, dopo una festa con tra i partecipanti anche personaggi dello spettacolo, figli di esponenti politici e noti dee-jay, ecco motociclette sbattute per terra, cestini dei rifiuti divelti. E una scazzottata generale. Sedata, a fatica, dalla polizia locale, con un coraggioso agente che s’è buttato nel mezzo, finendo contuso. Sei pattuglie.
Più una dei carabinieri. «Via, c’è madama». Dei ragazzini, uno non ce l’ha fatta. Gli altri scappavano. Ha alzato le mani: «Non ho fatto niente ». Due i denunciati, altrettanti i feriti. LE RISSE — C’è una nuova mania tra i minorenni milanesi: la festa con rissa annessa. Una movida della testata in itinere. I bad boys non hanno modelli come «Fight Club», il film dove ci si massacrava di botte. Ma sanno con precisione cosa fare e dove andare. Esempio: per oggi pomeriggio, hanno un’altra bellicosa ideuzza. Presentarsi davanti all’Istituto San Carlo, scuola privata, frequentata dagli odiati «fighetti ». Ma anche loro sono «fighetti», figli di professionisti, insomma la famosa Milano-bene. In gran parte, frequentano l’istituto privato De Amicis. «Lo facciamo perché è divertente, perché sei pieno d’alcol, perché è bello fare a botte» spiega eccitato Marchino, 17 anni. La scorsa notte, Marchino era al «Luminal» con la fidanzata. Solo che «stavolta non c’entro».
La stessa risposta resa ai vigili dagli altri 40. Forse, c’è da credergli, a Marchino: se nega le botte di viale Monte Grappa, rivendica con orgoglio la maxi-rissa dei Magazzini Generali: «Quella l’ho fatta scoppiare io e voi giornalisti scrivete un mucchio di cazzate». Gli piace raccontare, a Marchino. «Ero fuori dal locale con la mia ragazza e un amico. È arrivato uno, più grande. Le ha detto qualcosa. Sono andato lì e gli ho dato una testata. Sono arrivati i buttafuori. Ci hanno diviso ». I body guard muscolosi hanno chiesto chi fosse stato a iniziare. «Ho risposto che era colpa dell’altro. Sono entrato nel locale. L’altro mi ha aspettato fuori. Sono usciti prima i suoi amici e lui se l’è presa con loro perché lo avevano lasciato solo. Si sono menati ». IL «NEMICO» — Cambio di scena. Dai Magazzini Generali al Luminal. «Le prendi e le dai — filosofeggia Marchino —. È così. Conoscevamo i due che sono stati presi a botte. Erano alla festa con noi.
Ma sono stati loro a provocare, i fighetti, quelli con la puzza sotto il naso». Eccolo il nemico: «Sono i più grandi, quelli tra i 22 e 23 anni, che fanno i brillantoni, che sono figli di papà. Quelli che non si fanno i fatti loro. Quelli che vengono davanti a scuola a fare i ganassa». Quale scuola? «In molti stiamo al De Amicis». Istituto nel cuore della città. Generazioni di studenti. Quelli di oggi se le danno. «Il motivo? Mah. Ci si diverte. Siam zeppi d’alcol. E sai una cosa? Basta che uno ti guardi storto. Non capisci più niente, scoppia il casino». Paura o solo adrenalina? «Certo che hai paura. Quando sei 40 contro 40 non sai mai cosa può succedere.Manon puoi tirarti indietro». Perché bisogna guardare sempre avanti: «Oggi abbiamo l’appuntamento davanti al San Carlo». Due ammucchiate di boxe dilettantistica in tre giorni. Che cosa succede? Il Comune pensa a un piano speciale. Il vicesindaco Riccardo De Corato: «Reprimeremo le violenze. Ma non può essere l’unica strada. C’è una escalation di violenze. Dobbiamo coinvolgere scuola e famiglie». Già: le famiglie. «Mi domando: dov’erano mamma e papà di questi giovani? Sapevano che i figli erano fuori?». Fuori casa. Fuori dalla discoteca. Fuori controllo.fonte corriere.it

e allora da domani tornelli fuori da tutte le discoteche e per tutti quelli fermati un bel controllino e se ridultanoa che abbonati un daspo preventivo non glielo leva nessuno…..prima di chiudere un pensiero va a tuti quei ragazzi che sono morti ma che purtoppo solo perche non indossavano una divisa ma solo la sciarpa della squadra del cuore non vengono ricorati come tali e la loro morte invece di portare a qualche cambiamento nelle forze del (dis)ordine anzi non hanno provocato neddun effetto…Dopo pochi giorni però il “caso” viene archiviato. La versione? Poco convincente, o quantomeno non attinente ai fatti e alle testimonianze dell’epoca: il decesso dello sfortunato tifoso campano viene attribuito a un collasso cardiaco o allo schiacciamento del torace. Dallo stesso Plaitano prese il nome un gruppo ultras salernitano.Ottobre 1979 Vincenzo Paparelli è la seconda vittima del teppismo calcistico in Italia. Paparelli, tifoso laziale, poco prima delle 13.30, quando manca un’ora all’inizio del derby capitolino, viene colpito a un occhio da un razzo sparato dalla Curva Sud, tradizionale sede dei sostenitori romanisti più accesi. Il razzo, sparato da un ragazzo di appena 18 anni, attraversa tutto lo stadio e finisce la sua tragica “corsa” sul volto del povero Paparelli, causandogli lesioni gravissime. Per l’uomo, trasportato immediatamente in ospedale, non c’è nulla da fare.Aprile 1963 Giuseppe Plaitano, 48enne tifoso della Salernitana, è il primo morto da stadio in seguito ai sanguinosi scontri tra la polizia e i tifosi. E’ il 28 aprile del ’63 e allo stadio Vestuti (l’impianto che precedette l’attuale Arechi), si disputa un incontro decisivo ai fini della promozione in serie B tra la Salernitana e il Potenza. In vantaggio gli ospiti, al minuto 42, ma il gol è viziato da un evidente fuorigioco. Nella ripresa i padroni di casa provano in tutti i modi a pervenire al pareggio. Quando manca una manciata di minuti alla fine un attaccante granata viene atterrato in piena area di rigore potentina. Sembra rigore, ma l’arbitro Gandiolo di Alessandria lascia proseguire. Il pubblico del Vestuti si rivolta: vengono divelte le reti di protezione del settore distinti e comincia l’invasione di campo dei tifosi di casa. Ha inizio la guerriglia che coinvolge le due tifoserie e la polizia. Un poliziotto spara in aria: tragica fatalità il colpo raggiunge la tribuna, dove è seduto Plaitano.Febbraio 1984 Triestina-Udinese, partita di Coppa Italia. Le due tifoserie sono divise da una nota rivalità. Dopo il 90° scoppiano gravi incidenti che obbligano le Forze dell’Ordine ad intervenire. Nel corso di questi scontri il tifoso triestino Stefano Furlan muore in seguito a delle gravi lesioni cerebrali, causati dalle percosse infertegli dalla Polizia. L’episodio ebbe una rilevanza mediatica inferiore rispetto a quella che fece seguito al citato Paparelli, probabilmente proprio perché la responsabilità dell’accaduto venne attribuita alle Forze dell’Ordine.Da allora la curva dei tifosi triestini è intitolata proprio a Stefano Furlan.Ottobre 1984 Dramma fuori dallo stadio San Siro di Milano. Al termine della partita Milan-Cremonese un giovane tifoso rossonero viene accoltellato a morte da un altro tifoso del Diavolo. Assurda la dinamica dell’episodio: Marco Fonghessi, questo il nome dello sfortunato ragazzo, da Cremona si reca a Milano insieme a un gruppo di amici per assistere alla partita del Milan. La targa della loro auto attira l’attenzione di un gruppo di tifosi meneghini, che circondano la vettura e con un coltello tagliano le gomme della stessa. Fonghessi reagisce e viene raggiunto da una coltellata, sferrata da un giovane di appena 18 anni. Trasportato in ospedale muore dopo poche ore. Le reazioni dell’opinione pubblica? Di condanna, anche se il mondo del calcio, nella persona del Presidente del CONI Carraio commenta così: «E’ un fatto che ci addolora e allarma, ma è accaduto fuori dallo stadio».Campionato 1988-89 Stagione tristissima per il calcio italiano, alla luce di tre tragedie. La prima, in ottobre, allo stadio Del Duca di Ascoli, al termine della partita tra i bianconeri e l’Inter. Nazzareno Filippini, tifoso bianconero di 32 anni, resta gravemente ferito nel corso di una violenta rissa scoppiata tra le opposte fazioni. Vennero arrestati quattro esponenti della curva nerazzurra.Il 4 giugno ’89, prima di Milan-Roma muore Antonio De Fanchi, tifoso giallorosso di 18 anni. De Falchi raggiunge lo stadio con tre amici; una ventina di ultras milanesi tentano di aggredirli e durante la fuga De Falchi viene stroncato da un arresto cardiaco. Dei tre tifosi milanisti finiti a processo, solo uno venne arrestato e poi condannato a 7 anni di reclusione.Passano pochi giorni e il 18 giugno, penultima giornata di campionato tra Fiorentina e Bologna, avviene un’altra tragedia. Il treno coi tifosi emiliani diretti in Toscana subisce un agguato da parte degli ultras fiorentini. Alla fitta sassaiola segue il lancio di una bottiglia molotov che esplode all’interno di un vagone e provoca il ferimento di due tifosi toscani, uno dei quali risponde al nome di Ivan Dall’Oglio, appena quattordicenne. Non ci “scappa” il morto, ma Dall’Oglio rimane irrimediabilmente sfigurato al voltoGennaio 1993 A Bergamo, al termine di Atalanta-Roma muore, colto da infarto, il 42enne Celestino Colombi, coinvolto nelle cariche della Celere mentre si trovava casualmente nei pressi dello stadio. Il fatto non trovò vasta eco sui mezzi di informazione, che parlarono genericamente della morte di un “tossicodipendente” che “quattro giorni prima era uscito dal carcere per tentato furto”.Gennaio 1994 Salvatore Moschella ha 22 anni quando muore, la sera del 30 gennaio 1994, gettandosi dal treno su cui viaggia. Il ragazzo ha un diverbio con alcuni tifosi del Messina di ritorno dalla trasferta di Ragusa i quali, prima lo picchiano e poi continuano a infastidirlo. Il povero Moschella, nel cercare una via di fuga, si getta dal finestrino, mentre il treno rallenta in prossimità della stazione di Acireale. Cinque le persone arrestate, delle quali due minorenni.Gennaio 1995 Prima della partita Genoa-Milan viene accoltellato a morte un giovane tifoso rossoblu, Vincenzo Spagnolo, detto “Spagna”. L’omicida è un ragazzo di appena 18 anni che all’epoca frequentava solo da qualche mese la curva del Milan. Recatosi a Genova con una settantina di persone, su un treno di linea, senza sciarpa né nessun altro segno di riconoscimento, ma armato di coltello e, deciso, come i suoi compagni, di attaccare i rivali genoani. Arrivati in Liguria, i tifosi milanisti raggiungo la Gradinata Nord, tempio del tifo rossoblu, provocando gli ultras di casa. Spagnolo, colpito in pieno petto da una coltellata, muore dopo poche ore all’ospedale.Febbraio 1998 Nel dopopartita di Treviso-Cagliari muore il tifoso veneto Fabio Di Maio, 32 anni, per un arresto cardiaco in seguito all’intervento della polizia per sedare un accenno di rissa tra le opposte tifoserie. Allo stesso Di Maio è stata poi intitolata la curva degli ultras trevigiani.Maggio 1999 La mattina seguente la partita tra il Piacenza e la Salernitana, sfida decisiva per la permanenza in serie A, il treno speciale che riporta a casa gli oltre 3 mila tifosi campani, proprio in prossimità della stazione di Salerno, prende fuoco in una galleria. Nel rigo perdono la vita quattro giovani tifosi granata.Pochi giorni dopo e indagini svelano che l’incendio è stato appiccato da alcuni tifosi nel tentativo di sfuggire alle Forze dell’Ordine, sul treno per sventare alcuni episodi i vandalismo che stavano distruggendo il convoglio.Giugno 2001 E’ il 17 giugno del 2001 e allo stadio Celeste di Messina, si disputa l’acceso derby tra i giallorossi e il Catania, peraltro decisivo per la promozione in serie B. Tra le due tifoserie prima della partita si verifica un reciproco lancio di oggetti. La situazione arriva a una svolta drammatica quando dal settore degli ospiti viene lanciata all’indirizzo dei tifosi di casa una bomba-carta che esplode in mezzo ai tifosi della Curva Nord e ferisce mortalmente Antonino Currò, 24 anni, il quale finisce in coma e dopo pochi giorni muore. A seguito delle indagini viene arrestato un tifoso minorenne di Catania, riconosciuto nelle immagini girate dalla Polizia Scientifica.Settembre 2003 Stavolta a finire in tragedia è il derby Avellino-Napoli, datato 20 settembre 2003. Muore Sergio Ercolano, ventenne tifoso partenopeo. La dinamica dell’incidente: Ercolano entra nel settore ospiti dello stadio irpino, insieme ad altri ultras napoletani che hanno sfondato i cancelli senza pagare il biglietto. La polizia carica e il tifoso salta su un muretto, trovandosi in un attimo sopra un tunnel di plastica con il fondo che viene meno: Ercolano fa un volo di almeno dieci metri. L’impatto è violentissimo. Viene subito ricoverato all’ospedale di Avellino, ma non ce la fa. Scoppiano roventi polemiche in merito ai soccorsi, tardivi, prestati al tifoso.
bene ora una notizia che con tutto questo non c’entra un emerito cazzo ma se tgcom l’ha pubblicata un motivo ci sara sicuramente…

Che fine ha fatto Mauro Repetto?Tgcom intercetta il biondino degli 883

Da quando Max Pezzali ha successo come solista, la domanda per l’ex 883 è sempre la stessa: che fine ha fatto Mauro Repetto, il biondino che si scalmanava al suo fianco ai tempi di “Hanno ucciso l’uomo ragno”? Tgcom l’ha intercettato a Parigi, dove vive da tanti anni. Ha una moglie, Josephine, un bambino e un altro in arrivo e lavora per la Disney. “Organizzo spettacoli”, dice lui. “Si traveste da orso Baloo” giurano altri.

Foto tratte dal sito di Mauro Repetto

Proprio così: qualcuno dice di avere riconosciuto Repetto nei panni del protagonista del Libro della Giungla, ma la Disney ha precisato che Repetto è il responsabile degli eventi speciali del parco Disneyland. Certo è che in questi ultimi anni il desaparecido (di cui molti fan invocano il ritorno, ndr) si è messo a lavorare a Parigi, dove vive da tempo. La musica? Una storia da dimenticare.“Sono dodici anni che non ho alcuna attualità musicale in Italia – spiega l’ex cantante a Tgcom. “Non mi interessa che si parli di me, nè che qualcuno mi riporti in una dimensione pubblica”.Insistiamo. Cosa fa a Parigi? E’ vero che si traveste da cartone animato per le strade di Eurodisney? “Faccio l’organizzatore di spettacoli e il direttore di una ditta di design e decorazione dove lavoro con mia moglie Josephine. Ormai sono nel dietro le quinte”.Tutto qui. E la vita privata? “Sono sposato felicemente, ho un bel bambino e un altro in arrivo. Sono una persona normale”.Normale? Oggi forse, ma negli anni Novanta, quando Repetto lascia il collega Max Pezzali, tutta Italia canta e balla sulle note di “Hanno ucciso l’uomo ragno” o “Nord Sud Ovest Est” e il successo degli 883, giovane band di Pavia, è inarrestabile. Repetto però vive all’ombra dell’amico d’infanzia e da molti è considerato solo una comparsa, buffa per giunta. La scusa ufficiale dell’addio a Pezzali è la voglia di Repetto di scrivere per il cinema dopo un fantomatico viaggio a Los Angeles. Secondo Wikipedia, avrebbe perso la testa per Brandy, modella conosciuta alle sfilate parigine, e avrebbe lasciato tutto per lei. Recatosi negli Stati Uniti per produrre un film sarebbe stato raggirato da un presunto avvocato, avrebbe perso 20.000 dollari e sarebbe tornato nuovamente in Italia.Nel 1995 Repetto torna a pensare alla musica. In fondo molti dei testi degli 883 sono stati scritti da lui anche se era il collega a raccogliere la maggior parte degli applausi. Tenta la carriera da solista, lanciando, nel 1995, l’album “Zucchero filato nero”, prodotto da Claudio Cecchetto e registrato e mixato tra New York e Milano. Con pezzi come “Voglia di cosce e di sigarette”, “Porno a Las Vegas”, “Nual” e “Ma Mi Caghi” fa uno scivolone colossale. Così passa al parco dei divertimenti più grande d’Europa, qualcuno dice nel settore Frontierland, dove tutto ricorda il Far West. In fondo, sempre di sogno americano si tratta…

ecco se qualcuno non come me che l’ha scaricato dal mulo ha per caso intenzione di scaricarsi l’album sopracitato beh se volete un consiglio lasciate stare,,,un disco orribile,,,,ed ora l’ultima news e poi dopo una canzone il post odierno si conclude….

E’ morta Anna Nicole Smith

Florida, è stata una famosa playmate

E’ morta improvvisamente, in Florida, Anna Nicole Smith, una della più famose playmate della storia. Lo ha confermato il legale della soubrette. La Smith, che aveva 39 anni, è stata trovata priva di sensi nella sua stanza d’albergo all’Hard Rock Cafè and Casino, a Hollywood, a nord di Miami. E’ stata ricoverata ma i tentativi di rianimarla sono stati inutili: si è spenta prima dell’arrivo nel vicino ospedale.Secondo un portavoce dell’Hard Rock Casino, l’ex playmate è stata trasportata al Memorial Regional Hospital, nei pressi di Miami Beach, dopo un disperato tentativo di rianimarla. Le cause del decesso sono ancora misteriose e si attende qualche chiarimento dall’autopsia in programma per venerdì. La Smith è stata dichiarata morta in un ospedale locale alle 14:45 locali di giovedì (le 20:45 in Italia), dove era stata ricoverata mezz’ora prima priva di sensi. Secondo quanto riferiscono i media sul posto, alle 13:38 un’assistente che si trovava con l’ex modella in una camera d’albergo ha chiesto aiuto. Un addetto alla sicurezza di Anne Nicole Smith ha tentato di praticarle un massaggio cardiaco, ma con esito negativo, e il ricovero in ospedale è stato inutile. L’ex modella era ospite da lunedì scorso dell’albergo, dopo essere arrivata con il suo avvocato e compagno Howard Stern e con persone del proprio staff.L’ultimo anno è stato molto difficile per la Smith. Aveva perso il figlio ventenne, Daniel, all’inizio di settembre. Il ragazzo è morte di overdose (un cocktail letale di metadone e antidepressivi) nella stanza dell’ospedale delle Bahamas dove la madre aveva, pochi giorni prima, dato alla luce la figlia Dannielynn. E’ stata fissata una conferenza stampa dei medici dell’ospedale della Florida.Nata Vickie Lynn Hogan, era divenuta celebre per il matrimonio con il petroliere miliardario J. Howard Marshall, di 63 anni più vecchio e per la battaglia legale che, alla morte del marito, aveva ingaggiato con i figliastri. La sfida in tribunale si era conclusa con un suo trionfo: 800 milioni di dollari di eredità, pari alla metà del patrimonio dei Marshall. Il figlio del petroliere, Pierce, ha avuto ancora meno tempo della playmate per godersi quella fortuna: nel giugno scorso è morto per un’infezione fulminate. Aveva 67 anni.Il cordoglio di Hugh Hefner
Il fondatore di “Playboy” ha espresso il proprio cordoglio per la morte dell’ex coniglietta, una delle assidue sulle pagine del giornale negli anni novanta. Hefner l’ha definita “una cara amica che significava molto per la famiglia della rivista e per me personalmente”. “I miei pensieri e le mie preghiere vanno ai suoi amici e alle sue persone care, in questo difficile momento”, ha aggiunto Hefner. Fu “Playboy” a far conoscere ad Anna Nicole la fama, dopo la sua prima copertina nel marzo 1992. La sua ultima apparizione sulla rivista risale al 2001.
La madre e la sorella: “E’ stata la droga”A uccidere Anna Nicole Smith è stata la droga. Ad esserne convinte sono la sorella minore e la madre dell’ex playmate. “Ho il cuore che mi batte all’impazzata e sono molto giù – ha detto Donna Hogan – ma del resto non posso dire di essere veramente stupita, per via del suo stile di vita”. A chi le ha chiesto se crede che a uccidere la sorella siano stati gli stupefacenti, ha risposto: “E’ stato il primo pensiero”. La madre, Virgie Arthur, intervenendo al programma “Good Morning America”, ha detto che Anna “usava troppe droghe. Ho cercato di avvertirla circa gli stupefacenti e sulle persone che frequentava, ma lei non ha voluto ascoltare”.

ed ora one song prima di andare a dormire…un pezzo che non va mai out….

Stessa storia stesso
posto stesso bar
stessa gente che vien dentro
consuma poi va
non lo so che faccio qui
esco un po’
e vedo i fari dell’auto che mi
guardano e sembrano chiedermi chi
cerchiamo noi
gli anni d’oro del grande real
gli anni di Happy Days e di Ralph Malph
gli anni delle immense compagnie
gli anni in motorino sempre in due
gli anni di “che belli erano i films”
gli anni dei Roy Rogers come jeans
gli anni di qualsiasi cosa fai
gli anni del” tranquillo, siam qui noi”
siamo qui noi
stessa storia stesso
posto stesso bar
una coppia che conosco
c’avran la mia eta’
come va salutano
cosi’ io
vedo le fedi alle dita dei due
che porco giuda potrei essere io
qualche anno fa
gli anni d’oro del grande real
gli anni di Happy Days e di Ralph Malph
gli anni delle immense compagnie
gli anni in motorino sempre in due
gli anni di “che belli erano i films”
gli anni dei Roy Rogers come jeans
gli anni di qualsiasi cosa fai
gli anni del” tranquillo, siam qui noi”
siamo qui noi
stessa storia stesso
posto stesso bar
stan quasi chiudendo
poi me ne andro’ a casa mi
solo lei davanti a me
cosa vuoi
il tempo passa per tutti lo sai
nessuno indietro lo riportera’
neppure noi
gli anni d’oro del grande real
gli anni di Happy Days e di Ralph Malph
gli anni delle immense compagnie
gli anni in motorino sempre in due
gli anni di “che belli erano i films”
gli anni dei Roy Rogers come jeans
gli anni di qualsiasi cosa fai
gli anni del” tranquillo, siam qui noi”
siamo qui noi.
siamo qui noi.

03/02/2007

il post di oggi sara’ un po lungo…anzi molto lungo…c’e da riaggiornare i conti dopo quasi 2 settimane di su e giu per il friuli…con un breve pensiero sull’episodio di ieri sera…

allura lo scorso sabato…no questo…quello prima…serata tranquilla sono finito prima a dipingere il bandierone su in sede…e devo dire che il lavoro sembra niente male…dovevamo tirarlo fuori domenica ma eravamo presi male in tutto e niente copricurva niente striscione premesso ke c’era un nebbione e quindi nn l’avrebbe visto nessuno..cmq l’altro e’ stato tirato fuori a torino e sembra venuto ok….

lo striscione “incriminato e’ quello in alto” sembra quasi stampato invec e’ fatto a mano da un paio di giovani volenterosi il testo e’ molto semplice e mai piu attuale “L’UOMO SANO E’ NELL’ULTRAS” che dire…
2 settimane fa e’ arrivato il nuovo mister all’udinese tale Malesani…ed e’ riuscito anke a vincere un paio di partite…la prima contro il messina…1 a 0 di  partita come al solito visto poco anzi pochissimo ma sta volta la colpa e’ piu della nebbia che ha coinvolto la zona…cosi allo stadio sono nati gruppi ultras spontanei…


era dai tempi della champions che nn si vedeva cosi tanta gente in basso…che sia la nascita di un nuovo gruppo???ne dubito visto ieri sera…cmq poi serata in parcheggio e poi su e giu x la regione in compagnia della bassa e di alcuni ragazzi vicentini si va prima a cormons poi a mariano del friuli , il paese di Dino Zoff; per i plebei di fuori regione e poi ritorno a udine x lasciare glia altri e via verso osoppo dove dopo una visita al parco del sunsplash si torna a casa…il lunedi la tragica notizia della morte del Fex che rovina tutta la festa della serata precedente….sabato scorso l’udinese ha giocato a torino…il fex e’ stato ricordato come e’ giusto ke sia…

qui di natale sullo striscione  a lui dedicato…grande ricordi per il fex da tutte le curve che lo hanno potuto conoscere vicentini in primis…presenti anche al funerale e anche dagli aretini , granata e clan1977 della sambenedettese

dal canto mio niente trasferta ..tutta colpa di sky di merda che ha fatto anticipare tutto al sabato alle 18..e quindi niente trasferta….si resta a casa e la destinazione della serata e’ Biauzzo di Codroipo alla “Casa Matta” locale trovato dal sottoscritto su youtube…il locale nn e’ male e troviamo anche il tavolo con lo spinabirre…azzerano il conatore e in 10 di noi riusciamo a bere circa 6 litri che in realta nn sono molti…ma ci accontentiamo…poi la serata finisce la visto che a me scappava da cagare e quindi sono tornato a casa…ieri sera sono tornato a pordenone  poco prima di uscire mi arriva la tragica news della sospensione dei campionati…bene penso..the $how$ must go on…e invece e ‘ realta…muore un poliziotto e rimaniamo tutti a casa…invece adesso i e’ appena arrivato un messaggio …domani allo tsadio si va lo stesso…grigliata con i ragazzi della bassa…bene…giusto cosi…avevo proprio voglia di andare allo stadio…sui fatti di ieri sera mi dilunghero un’altra volta …ieri sera ero nervosissimo..ke dire 2 pesi 2 misure???quando muore un dirigente , la scorsa settimana…dopo che i dati del viminale parlavano di uan diminuzione dei reati…fonte tgcom naturalmente..la scorsa settimana…

Calcio: meno feriti, più arresti

Sono aumentati gli incontri a rischio

Dati contrastanti dal Viminale sulla violenza negli stadi, al termine del girone d’andata. La buona notizia arriva dal numero di feriti, sceso dai 94 dell’anno scorso ai 65 di quest’anno, ma ci sono più gare considerate “a rischio” da 211 a 298. Inoltre, è aumentato il numero di arresti (da 96 a 108) e di denunce (da 256 a 486). E’ stata incrementata del 4% la presenza di forze dell’ordine negli stadi.Gli stadi italiani appaiono un po’ più sicuri, anche se sono aumentate le partite a rischio e gli arresti: questi sono i dati forniti dal Viminale, dopo il primo bilancio dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive a conclusione dei gironi d’andata dei campionati di calcio (anche se la B terminerà il prossimo 27 gennaio). In questa prima parte dei campionati, si sono svolte 1.163 gare, di cui 190 di serie A, 208 di serie B e 765 di serie C, alle quali hanno assistito oltre 7 milioni di spettatori, di cui circa 420 mila in trasferta.Come detto, sono aumentati gli incontri a rischio, per la presenza in A del Catania (tifoseria considerata a rischio) e per l’inusuale composizione della B, con squadre come la Juventus, il Napoli ed il Genoa che, tradizionalmente, sono seguite da un elevato numero di spettatori.Da questo primo bilancio, tuttavia, ci sono meno feriti: sono diminuiti in media del 7%, passando dai 59 dell anno scorso ai 55 di quest’anno. Particolarmente significativa la diminuzione del 31% dei feriti tra i civili passando dai 94 dello scorso anno agli attuali 65. Risultano invece aumentati del 42% quelli tra le Forze dell’ordine.Quanto all’attività di contrasto, il numero dei tifosi arrestati è aumentato del 12,5%, passando da 96 a 108. Aumentato del 90% anche il numero delle persone denunciate, passando da 256 a 486. Infine sono stati oltre 1.400 sono i tifosi sottoposti a Daspo, il provvedimento che vieta ai violenti di assistere agli incontri di calcio.

beh dai solo ieri 100 feriti tra tifosi e poliziotti…un poliziotto morto……e pisanu???ma il suo mitico decreto ieri nn valeva???ah gia lui aveva progettato i biglietti nominativi…

immagine presa da www.asromaultras.org

e in curva sud va lui a vedersi le partite???non lo sapevo…cmq prima di chiudere il post metto un’altro articolo…sempre fonte tgcom…

Cocaina, Amato lancia l’allarme

“Gigantesco consumo in Italia”

In Italia c’è “un consumo gigantesco di cocaina”. L’allarme è stato lanciato dal ministro dell’Interno, Giuliano Amato, a Napoli per fare il punto sul patto per la sicurezza. “Non si può chiedere alle forze dell’ordine di contrastare se c’è una tale domanda che viene dalle famiglie, dagli italiani adulti”, ha detto Amato prendendo ad esempio la Campania, dove in un anno è stata sequestrata una tonnellata di cocaina.

“Tutta questa cocaina forse non era destinata alla regione ma vuol dire comunque che c’è un consumo gigantesco nel Paese – ha detto Amato nel corso della conferenza stampa seguita agli incontri in prefettura a Napoli – non si può chiedere alle forze dell’ordine di contrastare se c’è una tale domanda che viene dalle famiglie, dagli italiani adulti, dagli italiani giovani adulti”. Un terreno, questo, dice Amato, in cui “l’azione di contrasto si intreccia con le azioni di natura pubblico-private”.

Sette italiani su cento l’hanno provata

Ormai gli esperti paragonano la cocaina all’influenza: facile da prendere, veloce nel diffondersi e in grado di colpire tutti, indipendentemente da età o classe sociale. Secondo i dati più recenti riferiti al 2005, ben 7 italiani su 100 dichiarano di averne fatto uso. L’allarme-cocaina è stato lanciato a dicembre anche dal generale Carlo Gualdi, direttore centrale per i servizi antidroga: nel 2006 è stata sequestrata la maggiore quantità di cocaina degli ultimi 25 anni e nel 2005 il 16% delle 20 mila operazioni condotte in Italia contro il traffico di droga è stato effettuato nel Napoletano.

Secondo quanto sottolineato sempre a dicembre dal procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, si stima che nel mondo siano 250 milioni le persone che fanno uso di sostanze stupefacenti. In Italia nel corso del 2005 sono stati complessivamente sequestrati 31.597 chili di sostanze stupefacenti con un aumento del 21,8% rispetto al 2004. I dati riferiti al primo semestre 2006 confrontati con l’analogo periodo precedente denotano un aumento del 35,2%.

e poi nn dite che io nn l’avevo gia detto…qualche post fa parlavo della canzone della pausini che mi sembrava che dicesse qualcosa di strano…cmq prima di chiudere un video per tirarsi su…

con una cosi saremmo tutti daccordo…bon vado a lavorar…buon weekend