Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Archivio per agosto, 2007

L’importante e’ il viaggio non dove andro…

Post breve vista la solita fretta che alleggia nell’aria a poche ore dalla partenza per le vacanze fuori dai confini nazionali…meta prevista quest’anno la Croazia e piu precisamente l’isola di Pag eancora piu precisamnete Novaljia…quella che ierisera ho scoperto essere stata definita la ibiza della croazia.. sperin ben..che nn sia il solito taccone di lucangeli…l’unica cosa da dire…partenza prevista finito di lavorare e poi via via verso la meta sperando che al confine nn rompano troppo il cazzo che nn ho voglia stasera di stare la in coda…soprattutto al confine …che poi sara da aspettare all’imbarco per la nave…e dalle immagini che arrivano in webcam in tempo reale improvvisamente dalle strade vuote di mezzora fa ora sembra che un po di coda si sia creata anche se sembra tutto abbastanza scorrevole…cmq se stasera a qualcuno nn passa un cazzo puo sempre andare a questo indirizzo dove ci sono le webcam dal porto e controllare se passo o meno in tempo per l’ultimo traghetto…orario previsto l’1 di notte…se no tocca aspettare quello delle 3… per il resto che dire mi sono ripreso dopo dalla settimana scorsa e a ferragosto sono ritornato giu a lignano serata tranquilla tranquilla siamo anche andati a vedere per Lacoste ed ora dopo una medicazione del sottoscritto sembra tranquillo…a domani per la prova in mare…per il resto che dire manca poco all’inizio del campionato manca meno di una settimana alla prima trasferta e nn si sa ancora come si andra a milano…l’idea e’ quella di andare in treno tutti insieme…ma visti i prezzi di trenitalia la vedo costosa come trasferta…e intanto a riguardo sull’argomento ho trovato un paio di video…

l’arrivo dei veronesi in stazione a napoli..

davvero spettacolari e i padovani all’arrivo del treno diretto a venezia per il derby…

e mentre non hanno ancora dato l’agibilita dello stadio per la prima casalinga scoppia oltre al caso di natale di cui non so quindi non parlo il caso Vasco…io l’avevo detto..di non fare il concerto…e infatti l’udinese pare abbia detto di no al concerto del rocker emiliano visto che il concerto si terrebbe nel mezzo tra due incontri casalinghi e il campo in cosi poco tempo non sarebbe pronto agli eventi calcistici….oggi la risposta degli organizzatori del concerto… Il concerto di Vasco in programma il 26 settembre ha aperto il dibattito con l’Udinese, che si è opposta perchè il campo da gioco va preservato, soprattutto pensando agli impegni della squadra in quel epriodo. Ma l’organizzazione del concerto ora lancia un appello alla società bianconera, dopo che per quella data sono già stati venduti oltre 25 mila biglietti. “l’erba del Friuli nonsarà danneggiata dal concerto: sport e musica convivono senza difficoltà in tutta Italia, per cui ci auguriamo che Udine non faccia eccezione”. Così Loris Tramontin dell’Azalea, l’azienda che sta organizzando l’evento. “non si può di certo spostare la data o cambiare sede. O il concerto si fa mercoledi 26 al Friuli o non si fa. MA si tratterebbe i un precdente gravissimo che metterebbe a repentaglio anche i concerti futuri nella nostra regione”. Ma senza l’OK dell’Udinese (difficile che arrivi) il concerto non si può fare, e nemmeno il Comune può intervenire, secondo la convenzione con la società bianconera, nella quale si precisa che non ci possono essere altre manifestazioni che contrastino con il calendario della prima squadra. L’Azalea garantisce che il manto erboso non verrà rovinato ed anzi rivela che per i Police si è rifiutato di organizzare l’unico concerto in Italia proprio perchè il palco entrava di un metro sul campo.
e problemi li hanno anche i tifosi del milan visto che notizia di oggi non sapranno se potranno sostenere la moro squadra nella prima di campionato infatti
Lo stadio Marassi di Genova potrebbe essere interdetto ai tifosi rossoneri per l’incontro valido per la prima giornata di campionato tra Genoa e Milan previsto il 26 agosto. È questo il senso dell’ordinanza del prefetto di Genova Giuseppe Romano che verrà discussa nella seduta del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica previsto a Genova per lunedì prossimo. L’ordinanza prefettizia, che dovrebbe esser già stata redatta, ma che sarà resa esecutiva solo dopo la discussione del rapporto della Digos e conseguente relazione del questore di Genova, prevede la chiusura del settore ospiti del Ferraris e l’inibizione della vendita dei biglietti fuori Genova. Mercoledì è poi in programma un vertice a Roma dell’Osservatorio del ministero dell’Interno. Secondo quanto appreso, il clima nel quale si giocherebbe la partita non è dei migliori: sui muri dello stadio e nelle immediate vicinanze si ricorda tra l’altro la morte di Vincenzo Spagnolo, detto “Spagna” accoltellato a morte il 29 gennaio 1995 negli scontri che precedettero la partita Genoa-Milan. “Segnali pessimi” dicono in Questura, segnali che potrebbero determinare l’interdizione del Ferraris ai rossoneri per motivi di ordine e sicurezza pubblica.
e non e’ andata troppo bene neppure ad un telecronista napoletano….
Sono le 17.50, adesso possiamo dirlo: Giulietta è na….”. Nello Odierna, telecronista di Telecapri Sport, il 26 maggio scorso al termine della gara tra Verona e Napoli, pronunciò quella frase davanti alle telecamere. Ne seguì una specie di rissa con gli steward del Bentegodi. Ora al giornalista “tifoso” è arrivata una multa di 200 euro come sanzione amministrativa. “Pagherò senza fare ricorso, ma non volevo insultare”. Goliardia, razzismo, insulti. Una cosa è certa, in ogni situazione c’è da dare un colpo al cerchio e uno alla botte. Il fenomeno dei telecronisti-tifosi è sicuramente pittoresco, piace ai tifosi e innesca nella gente scariche di adrenalina tali da riempire le riserve per tutto il campionato. Dall’altra parte, però, c’è il fatto che a volte in una tribuna stampa spesso si trascende ed è difficile inquadrare il sottile filo che divide l’essere tifoso dall’essere giornalista, visto che in quel settore si entra (almeno si dovrebbe) entrare solo se in possesso di accredito e di tessera stampa. Questa la doverosa premessa, ma la battuta può scappare e non sempre deve essere legata a episodi di intolleranza. Quel “Giulietta è na….” pronunciato da Nello Odierna sugli spalti del Bentegodi alla fine di Verona Napoli, vinto dai partenopei, è stata figlia della tensione del momento e di un risultato importante per la squadra che poi è stata promossa in serie A. Tensione da una parte e dall’altra. Molti tele o radiocronisti locali vengono spesso “apostrofati” dai tifosi avversari e l’ideale sarebbe non rispondere alle provocazioni. Odierna, probabilmente, da napoletano verace, non ce l’ha fatta a tenersi tutto dentro e alla fine ha voluto sdrammatizzare la cosa indirizzando i proprio strali verso la signorina Capuleti, la sfortunata fidanzata di Romeo Montecchi. Ora, la Questura di Verona ha fatto recapitare al giornalista una multa di 200 euro, come sanzione amministrativa. Offendendo Giulietta, avrebbe offeso una città intera. “Non sono un provocatore, l’ho fatto per sdrammatizzare e ci abbiamo riso sopra -ha detto Odierna- non farò neppure ricorso, pagherò e basta: per 200 euro non conviene. Però voglio dire che appena entrato allo stadio gli steward mi hanno tolto la sciarpa del Napoli e molti tifosi mi coprirono d’insulti. Io volevo solamente reagire con l’arma dell’ironia”.
ed ora ultima news dal web….solita fonte naturalmente tgcom….
Mangia pizza a marijuana:ricoverato Bologna, l’aveva cucinata il padre Un uomo è stato denunciato a Bologna dopo che il figlio si era sentito male: gli aveva cucinato una pizza alla marijuana. Il 18enne è stato portato al pronto soccorso del Policlinico Sant’Orsola con alterazioni sensoriali. Il genitore, 49 anni, bolognese, abitante alla periferia est della città, in effetti coltivava piante dello stupefacente sul terrazzo di casa, dove sono state rinvenute foglie per oltre sette grammi. I sanitari hanno riscontrato nel ragazzo uno stato confusionale accompagnato da alterazione della sensazione tattile e del tempo e lo hanno giudicato guaribile in 7 giorni. In casa il 13 ha trovato alcune piante di marijuana per 7 grammi di peso e hanno denunciato il padre, bolognese di 49 anni, per lesioni e detenzione e cessione di sostanza stupefacente. L’uomo ha spiegato che la sera prima aveva impastato la pizza con foglie fresche di marijuana bollite e che il ragazzo nel mangiarla non si era sentito male. Problemi invece insorti il giorno dopo quando ha mangiato un pezzo di pizza avanzato. A chiamare i soccorsi è stato un amico del figlio che si era sentito male dopo aver mangiato la pizza. Il padre del ragazzo, arrivato successivamente in ospedale, ha ammesso con tranquillità, davanti agli investigatori, di aver aggiunto la sostanza stupefacente nella pizza
e visto che la settimana prossima nn ci saro ecco la seconda puntata della nuova rubrica”I Nuovi Mostri”…
questa settimana dedicata a Steven Bradbury campione di pattinaggio alle olimpiadi di salt lake city del 2002…

bene vado…buona vacanze …ci vediamo a milano per chi verra…per tutti gli altri continuate a parlare e a scrivere in giro che tanto in trasferta ci andiamo noi….

Nuovi Mostri

Causa problemi vari il blog non e’stato aggiornato in tempo…
e non c’e nemmeno la voglia di raccontare la settimana passata visto che poi non e’ successo nulla di particolare non rimane quindi che aprire una nuova rubrica  citando un celebre film “I Nuovi Mostri”e per l’esordio non c’e uomo migliore di “Alan Tonetti”

E dopo questo grande esordio con questo grande telecronista  visto che e’ gia ora di Coppa Italia 2007 una bella favoletta…
Questa è una di quelle favole che tutti vogliono sentire raccontare, perchè parla di un gruppo di persone normali che, contro ogni pronostico, raggiunge un traguardo considerato impossibile. Sembra un copione per un film sportivo, dove noi possiamo immedesimarci con i protagonisti e parteggiare per loro, invece è la realtà, che a volte supera anche l’immaginazione. Il Calais è una piccola squadra di provincia, milita in un campionato regionale ed i suoi calciatori hanno tutti un altro lavoro: lavori normali come l’impiegato o l’operaio. Ebbene, questa squadra (che potrebbe essere quella del nostro paese o del nostro rione) ha raggiunto nel 2000 la finale di coppa di Francia!
Infatti il meccanismo delle coppe nazionali, in quasi tutti i paesi europei, consente di partecipare in un unico torneo, a tutte le squadre di professionisti e dilettanti, permettendo – qualche volta – alle squadre minori di andare a giocare partite importanti contro squadre di rango. Mai però si era verificata l’eventualità di una squadra di dilettanti in finale: qualche eliminazione eccellente c’era già stata, qualche squadra delle serie minori aveva prolungato il proprio cammino sino agli ottavi o ai quarti di finale, ma mai fino alla finale di Parigi. Senza alcuna presunzione nè alcun clamore, i dilettanti del Calais hanno eliminato dieci squadre, tra cui spiccano quelle di prima divisione come lo Strasburgo e il Bordeaux, per ritrovarsi in finale il sette di maggio contro Nantes. Il cammino di questi ragazzi è stato esemplare, hanno vinto le partite mostrando un buon calcio contro le squadre del loro stesso livello o leggermente superiori, mentre contro le grandi hanno sfoderato una grinta e una voglia di farcela davvero commoventi: è il caso della semifinale contro il Bordeaux quando, arrivati ai supplementari sull’uno a uno, hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo della fatica e della paura, segnando ben due reti alla squadra di prima divisione. A questo punto avevano già ottenuto più di quanto avessero mai potuto desiderare: la finale allo stade de France. Il tecnico della squadra si è anche preoccupato, perchè alcuni dei suoi ragazzi erano andati in discoteca ed altri erano stati fermati per gli autografi oppure ospitati in trasmissioni tv…. Il sogno sembrava davvero a portata di mano: da tutto il mondo, la sera della finale, milioni di persone facevano il tifo per quei ragazzi di provincia, lavoratori normali come tutti noi….. e come tutti noi suggestionabili: l’ingresso in campo deve essere stato micidiale, il trovarsi di fronte un muro umano formato da ottantamila tifosi, calcare lo stesso prato in cui si era giocata la finale mondiale due anni prima.
Insomma, la situazione era condizionante, perciò i tifosi di calcio di tutto il mondo (si sa che si tifa sempre per chi è sulla carta il più debole!) pensarono che i giocatori del Calais potessero crollare di fronte a tutto questo. Con il passare dei minuti però il sogno ricominciò a correre: non solo il Calais sembrava aver assorbito tutta l’emozione, ma anzi il gioco era ordinato, difensivo ma ordinato. Come in una favola i piccoli stavano tenendo testa ai grandi, gli operai abituati a giocare di fronte a 300 spettatori stavano lottando alla pari dinanzi ad un pubblico di migliaia di persone. Ma, si sa, le favole non sempre hanno un lieto fine: il Calais mostrò un buon gioco ordinato e passò addirittura in vantaggio al 34′ del primo tempo con Dutitre e chiuse il primo tempo sul punteggio di 1-0. L’impresa era sempre più fattibile, ed era distante solo 45 minuti; anche Lozano ne era convinto, tanto da affermare “se riusciamo a non prendere gol nei primi 15 minuti potremmo anche farcela”. Ma poco dopo l’inizio del secondo tempo, al 49′, Sibierski pareggio per il Nantes. I giallorossi contennero a fatica gli attacchi degli avversari, finché all’89’ l’arbitro Colombo assegnò un rigore dubbio al Nantes, per un sospetto fallo su Cavéglia trasformato da Sibierski
La partita si chiuse sul punteggio di 2-1 per il Nantes, e al Calais non restava che l’onore di essere arrivati al secondo posto in una competizione così importante. Per premiare comunque, in qualche modo, l’impresa di questi giocatori, il capitano e il portiere avversario Mikhail Landreau al cielo la Coppa di Francia insieme al capitano del Calais, Reginald Becque.
Al loro ritorno a Calais, i giocatori e l’allenatore, artefici di questo miracolo calcistico, furono accolti nel Palazzo del Comune, e salutati calorosamente da una enorme folla di tifosi accorsa per vedere i propri paladini affacciarsi sulla piazza principale.
Nessuno di questi giocatori decise di passare a giocare da professionista, nonostante le numerose richieste; l’unico che era stato in procinto di farlo era Mickael Gerard il gioiellino della squadra, che però ci ha poi ripensato.


Ufo a Pordenone

Io l’ho sempre pensato che della categoria dei giornalist ci si possa fidare poco per non parlare di studio aperto un tg inutile che gonfia le notizie all’inverosimile e mentre mi aggiravo su youtube ne ho riavuto la riprova…ecco cosa ho trovato…

un fantastico servizio nel quale viene mostrato un filmato amatoriale girato nei pressi di vajont nel quale viene filmato un ufo e un esperto lo definisce addirittura AUTENTICO….ma andando avanti con la ricerca sull’argomento ecco apparire la verita ….svelata niente meno che da il giornalista pordenonese per eccellenza GIGI DI MEO noto direttore dell’emittente locale….il filmato e’ tutto un bluff…ma il fenomeno ufo nella destra tagliamento non e’ una novita…ed ora veniamo ad argomenti un attimo piu seri…la gazzetta dello sport si e’ creata un nuovo gioco per tentare di aumentare le vendite la Dream Cup una specie di sfide tra le migliori squadre del passato e tra queste squadre c’e anche l’udinese 83/84 . Stagione ’83-’84: il brasiliano, Causio, Mauro e Virdis impazzano. I friulani di Ferrari divertono e segnano tanti gol. L’avventura finisce troppo presto. E male, con guai giudiziari per tasse non pagate per il brasiliano.

Arthur Antunes Coimbra, più noto come Zico, stella dell’Udinese.
La Juve di Platini. La Roma di Falcao. La Fiorentina di Passarella. L’Inter di Altobelli&Beccalossi. Ma questa è soprattutto la stagione dell’Udinese di Arthur Antunes Coimbra detto Zico. Il campione brasiliano è il numero 10 più famoso del mondo, assieme a Diego Maradona. L’Udinese lo prende dal Flamengo, ma la Federcalcio blocca il trasferimento. La gente scende nelle strade e protesta. Zico diventa un caso nazionale, politico. Cortei per le strade al grido: “Zico o Austria”. Si risolve bene e diventa un grande lancio di immagine per Udine e il Friuli. E l’Udinese.
FANTASIA – Zico fa impazzire un’intera regione. L’uomo di Rio de Janeiro, che nel 1983-84 ha già collezionato 59 gol nel Brasile, incendia subito il campionato. L’Udinese gioca la prima a Marassi contro il Genoa e vince 5-0. Lui fa due gol. L’allenatore dei friulani è Enzo Ferrari. Racconta: “Era molto bello, è stata una avventura bellissima, diciamo quasi una guerra corsara senza conquista della città. Quell’Udinese era un formazione fantasiosa, goliardica. Io davanti facevo giocare assieme Causio e Mauro, Zico e Virdis…”. In porta c’è Brini, dietro Galparoli e Tesser, stopper Cattaneo, libero Edinho (brasiliano). A centrocampo Miano, Marchetti, Gerolin, De Agostini. Causio è il capitano, vecchio campione pieno di scudetti (juventini) ed entusiasmo. Pietro Virdis segna dieci gol. L’elegante e intelligente Mauro vive momenti magici e lo ricorda spesso anche a Sky, da commentatore: “Io ho avuto la fortuna di giocare con Zico a Udine, con Maradona a Napoli e Platini alla Juve”.
SPETTACOLO – Quell’Udinese è pazza e divertente. Pareggia in casa con l’Inter (2-2), batte la Roma (1-0), pareggia in casa con la Juve (2-2), travolge la Fiorentina (3-1) e va a dare spettacolo a San Siro contro il Milan. Rossoneri in vantaggio 3-1 sino all’84’, poi Zico e Causio fanno 3-3. L’Udinese segna 47 gol, ma ne subisce 40. Zico al suo primo anno in Italia ne fa 19, superato soltanto dall’altra grande stella, Platini. Ma Zico ha già passato i trent’anni, gioca una stagione grandissima e, l’anno successivo (allenatore il brasiliano Vinicio), soltanto 16 partite e 2 gol. L’avventura finisce troppo presto. E male, con guai giudiziari per tasse non pagate. Con Zico in campo, la bella Udinese non va oltre il nono posto, ma si conquista una pagina da ricordare nel calcio italiano.
oltre alle solite grandi c’e anche qualche squadra d’annata che merita menzione ….il Real Vicenza 77 78 e il Verona Campione d’italia 1985. L’udinese nonostante la stella brasiliana non e’ riuscita a superare il Parma ’98-’99 impattando la prima partita 1 a 1 …vedremo in seguito cosa combinera…e sempre sul tema del campione brasiliano su youtube ecco un’altra perla d’annata ….

l’arrivo di sua maesta’ ZICO … e mentre io scrivo questo post qualcuno che e’ piu fortunato di me e’ in Inghilterra per la partita…

Coventry Udinese e pensare che dovevo essere in ferie e invece le ho scambiate con la mia collega…averlo saputo prima col cazzo che gliele cedevo….e cosi mi trovo qua davanti a questo pc sognando un match inglese…e ho saltato anche la scorsa trasferta in quel di monaco…pareggiata 1 a 1 ..ennesimo video da youtube con la chicca finale….

basta alzare un po il volume e subito dopo il goal si sentono bene dei cori in italiano…15 ragazzi infatti avevano stavano sostenendo la squadra nonostante l’esiguo numero…grani grandi che dire…. a udine abbiamo invece chiuso la prima parte della campagna abbonamenti che quast’anno appaiono decisamente in calo ….ed ennesima notizia deludente i ragazzi della North East Coast hanno perso il famoso derby che avevo citato la scorsa settimana e adesso sono finito 3o…male male…mentre e’ stato ufficialmente stipulato il nuovo calendario della seie A tim….sinceramente l’ho visto poco …prima e ultima a Milano , cagliari a gennaio e io che volevo andare al mare a cagliari , poi mi hanno citato in quel periodo tutta una serie di trasferte vicine vicine tipo catania palermo se si passa la coppa italia cagliari e anche reggio per non parlare di napoli…di mercoledi genova parma e mi pare torino …male male…una speranza appare invece nell’argomento striscioni …ll ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive Giovanna Melandri apre al ritorno degli striscioni. Gli stadi senza colore non piacciono ai tifosi. Per questo, nella giornata odierna, il ministro Melandri, il sottosegretario Lolli ed una rappresentanza del comitato ‘Il tifo popolare nel calcio che vogliamo’ si sono incontrati.
Il comitato ha segnalato, in vista della ripresa del campionato, la necessità di rivedere le disposizioni che regolano l`introduzione degli striscioni negli stadi.
Il ministro Melandri è parso possibilista sul loro ritorno negli impianti italiani: “Condivido le ragioni che sono alla base delle proposte del comitato e credo sia opportuno aprire una riflessione, passata la fase emergenziale, sulle disposizioni assunte dall`Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive in merito agli striscioni”. I desideri dei tifosi potrebbero essere esauditi: “Sono certa che il ministro Amato e gli organismi preposti, sapranno cogliere i suggerimenti che oggi ci sono stati presentati da esponenti di quelle tifoserie appassionate e pacifiche con le quali vogliamo stringere un’ alleanza strategica”.
e fioccano invece le notizie inutili in giro per il web…
Insulti nello sport?Il Times sceglie Materazzi
Il quotidiano inglese ha scelto le 50 peggiori offese in ambito sportivo. Al primo posto il difensore dell’Inter, in riferimento all’episodio con Zidane nella finale dei Mondiali. La spiegazione: “Non si sa di preciso cosa gli abbia detto, ma se il francese ha reagito in quel modo..”
LONDRA (Inghilterra), 2 agosto 2007 – Il bello è che “il peggior insulto nella storia dello sport” è una frase che nessuno ha mai saputo di preciso. Casomai solo interpretato. Ma per il quotidiano inglese Times, che ha stilato la classifica delle 50 peggiori offese dette in ambito sportivo, basta e avanza, e ha deciso di incoronare Marco Materazzi: il riferimento, l’episodio nella finale dei Mondiali di Germania l’anno scorso, quando il difensore della nazionale venne colpito al petto da una testata da Zidane. Ecco la motivazione della scelta: “Non si sa cosa abbia detto Materazzi a Zidane, se sulla madre o sulla fidanzata o sul terrorismo. Di certo se il francese ha reagito con una testata così violenta, vuol dire che l’offesa era molto forte”.
LA CLASSIFICA – Passando agli insulti “veri” e non ipotizzati, il secondo posto della classifica è occupato da uno scambio di vedute tra due giocatori di cricket. L’australiano Mc Grath a Brandes, dello Zimbabwe: “Come mai sei così grasso?”. Risposta: “Perché ogni volta che vado a letto con tua moglie mi dà un biscotto”. Al 13° posto troviamo Maria Sharapova e il suo: “Non sarò una seconda Kournikova, io le partite le vinco”. Cinque posizioni più in basso ecco Giovanni Trapattoni. Anno, 2004. Alla domanda “Convocherà Paolo Di Canio per gli Europei?” l’allora c.t. della Nazionale rispose: “Nemmeno in caso di peste bubbonica”.
DA MC ENROE A BEST – Scorrendo la classifica si trovano delle vere e proprie perle. Non poteva mancare John Mc Enroe (22°), tanto talentuoso sul campo da tennis quanto indisciplinato. “Che problemi hai, a parte essere disoccupato, idiota e cretino?”, disse il mancino statunitense a uno spettatore. Niente male nemmeno la battutaccia del comico Nick Hancock nei confronti di David Seaman dopo l’ennesima papera del portiere della nazionale inglese. “Se suo padre avesse messo il preservativo quando l’ha concepito saremmo campioni del mondo”. George Best invece si espresse così nei confronti di David Beckham: “Non sa calciare col piede sinistro, non sa colpire di testa, non è bravo nei tackle e non segna molto. A parte questo è ok”. Ma lo Spice Boy è protagonista in prima persona, 48° in classifica. Un insulto semplice, efficace, intraducibile, rivolto a un guardalinee: “Hijo de puta”.
e in inghilterra e’ caccia all’uomo che ha paleggiato in diretta una giornalista….

dopo l’ennesimo video preso da youtube concludiamo con un’altra news ..
La gaffe di Kakà. , il fantasista brasiliano si è reso protagonista di un siparietto che non farà altro che aumentare le indiscrezioni della stampa spagnola. E’ successo a Mosca, dove Milan e Real Madrid sono atterrate per disputare un quadrangolare amichevole assieme a Lokomotiv Mosca e Psv. All’uscita dall’aeroporto, Kakà ha sbagliato pullman ed è salito su quello del Real Madrid. Il tempo di accorgersi di volti poco familiari e divise diverse dalla sua, e Kakà era già oggetto di battute da parte dei dirigenti del Madrid: “Basta aspettare, vieni con noi”, gli avrebbero detto scherzando. Kakà, un po’ imbarazzato, ha subito tolto il disturbo ma all'”adios” degli spagnoli, avrebbe risposto con un “arrivederci”. Lo riporta il quotidiano spagnolo  As. Ancelotti invece non sa più in che lingua dirlo: “Nessuna trattativa c’è mai stata e mai ci sarà. E’ impossibile che Kakà vada al Real Madrid: per noi è un simbolo, ha un contratto lungo, lo rispetterà”. bien bien bien e’ il caso che levo le tende …c’e gente che e’ costretta ad andare a lavorare…