Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Archivio per novembre, 2007

In silenzio per chiedere giustizia…

L’avvocato ”Altro che Daspo, serve una legge che non c’è”
La toga degli ultrà dice che una risposta ci sarebbe: «Una parola in più, cento manganellate in meno». Forse è una strada per il dialogo, ma di questi tempi è piena di insidie. Giovanni Adami fa l’avvocato, ha uno studio a Udine, la sua città, un altro a Monza. Se c’è un casino in curva il suo telefonino squilla. «Difendo circa 30-40 tifoserie, altre 30-40 le difende il mio maestro, Lorenzo Contucci. Non mi chiedete perché?». Fa l’avvocato. «Anche, ma il vero motivo è che nasco lì, in quel contesto. Sono un ultrà dell’Udinese. Ho iniziato a difendere i miei amici, poi gli amici degli amici. È un magnifico circolo vizioso dal quale non ti tiri più fuori ».
Intanto lei tira fuori gli ultrà dalle prigioni. Il problema è che ora le leggi ci sono, mai fermati vengono subito lasciati liberi.
«È un luogo comune. Non ho mai visto sconti in un’aula di tribunale perché davanti al giudice c’era un ultrà. Anzi, a differenza di altre categorie qui ci troviamo spesso davanti a una anticipazione di pena. C’è il Daspo, che limita le libertà di circolazione e personali di un cittadino ».
Se c’è il Daspo ci sarà anche un reato?
«Per stabilirlo serve un processo. Semplifichiamo: domenica ci sono degli scontri, giovedì la diffida e magari dopo un anno il processo ».
Ha appena fatto uscire dal carcere 9 tifosi dell’Atalanta?
«Sono difesi da me e dall’avvocato Riva. Quattro sono agli arresti domiciliari, 4 sono liberi e uno ha l’obbligo di firma. Erano solo presenti ai fatti e infatti sono accusati di “concorso morale”. Lo ha scritto il gip».
Eppure qualcuno ha fatto sospendere Atalanta-Milan.
«Non i 9 indagati. Evidentemente 48 ore non bastano per riconoscere i responsabili di questi atti».
Lei difende anche quattro ultrà del Catania, dopo gli scontri che hanno causato la morte dell’ispettore Raciti.
«Il 31 ottobre scorso, un collega della vittima, ha detto in aula in un’udienza pubblica che Raciti alle 19.08 non ha avuto nessun contatto con la tifoseria locale, ma è invece morto alle 20.20, in un’altra zona del quartiere. Mi sembra una novità rilevante. Intanto due ragazzi che assisto sono in carcere, accusati di concorso morale in resistenza aggravata a pubblico ufficiale».
Mentre l’agente Spaccarotella, accusato dell’omicidio volontario di Sandri, è in libertà.
«Sono un avvocato, non auguro il carcere per nessuno. E non si possono paragonare i processi».
Cosa pensa della legge Amato?
«In Italia non c’è una legge, ma solo un articolo che parla di sicurezza negli stadi: articolo 6, legge 401 del 1989. Poi c’è stato un provvedimento d’emergenza dietro l’altro. Serve una legge capace di ascoltare tutte le parti in causa, anche i tifosi. Una legge che prima di essere approvata segua un regolare iter parlamentare».
e notizie positive emergono sul fronte striscioni…
In epoca di fantomatiche leggi speciali e improbabili accuse di terrorismo, si crea un importante precedente sulla questione ‘daspo’, il “Divieto di Accedere alle manifestazioni Sportive”, ovvero le famigerate diffide che vengono recapitate agli ultras.
Dopo i fatti di Catania che hanno portato alla morte dell’ispettore di polizia, Filippo Raciti, il governo aveva visto bene di inasprire le leggi contro il tifo organizzato. E insieme al nuovo pacchetto “anti violenza” erano state approvate alcune norme assurde che prevedono l’impossibilità di far entrare gli striscioni allo stadio e il materiale coreografico.
In particolare, gli striscioni devono essere “ignifughi” (?!) e soprattutto devono essere approvati preventivamente dalla questura. Pena quanto meno la diffida se non peggio. E questo era già successo in casi anche ironici come quello della curva Sud di Roma con l’esposizione della scritta “ci si è rotto er fax”, visto che lo striscione non era stato anticipato alle forze dell’ordine.
In quel della Puglia si scrive un precedente proprio su questa materia. I tifosi del Manfredonia Calcio, serie C-1, avevano esposto durante una partita lo striscione “mentalità sipontina”. Subito erano scattate le diffide con obbligo di firma in commissariato per i supporters ‘rei’ di non aver rispettato tutto l’iter.
Un giudice di Foggia, invece, non ha convalidato l’obbligo di firma e adesso i legali dei tifosi faranno ricorso al Tar per far annullare anche il provvedimento di diffida.
Il giudice ha motivato la decisione dicendo che “anche se i tifosi non hanno rispettato le procedure previste dall’Osservatorio, lo striscione non è razzista e non inneggia alla violenza, quindi non è un valido motivo per la diffida”. Chapeaux.
Tommaso Della Longa

e le societa hanno tirato fuori dal cilindro una grande idea per riportare i tifosi la stessa che era stata proposta dalla melandri dopo l’episodio raciti…portare le famiglie allo stadio da domani allo stadio di udine 400 bambini entreranno gratis…una classe incontrera addirittura Cristian Zapata…il comandante colombiano della difesa bianconera…speriamo non succeda loro come ai bambini di modena…
Mio figlio e gli azzurri: cronaca di un tradimento
Sono una mamma di un bambino di 10 anni che, come la maggior parte dei coetanei, gioca a calcio e lo adora. Sabato pomeriggio, durante una partita di campionato, arriva un comunicato dalla federazione che invitava 15 bambini di ogni società di Modena a partecipare ad una splendida iniziativa organizzata dalla Figc e dal comune di Modena: andare a giocare al parco Novi Sad una partitella con tutte le società sportive e poi incontrare gli azzurri, i loro idoli. Vi lascio immaginare la gioia che i piccoli avevano negli occhi. Bisognava saltare la scuola, per ragioni di orario, ma io, mamma, posso negare a mio figlio il suo desiderio più grande? Certo che no. Allora mercoledì ci prepariamo per il grande evento: mio figlio prepara lo zaino con bandiera, quaderno e penna per autografi, magliette da far autografare e portare a scuola come cimelio, macchina fotografica. Alle 14 siamo al campo della società, tutti pronti: anche i suoi compagni di squadra erano organizzati con allo stesso modo. Arrivati al parco vengono formate le squadre: centinaia di bambini euforici. Sono le 15.30 e si inizia a giocare con una temperatura esterna di 7 gradi: ma loro non lo sentono il freddo, tanta è la gioia. Il tempo passa, ma della Nazionale, neanche l’ombra. Sono ormai le 17 e i bambini cominciano a interrogarsi delusi, quando arriva il pulmann. Eccoli! finalmente dopo tanto tempo e tanto freddo, vedo avverarsi il sogno del mio bambino e dei centinaia di ragazzi lì con lui. Invece no: il dirigente della federcalcio, visto il numero imponente delle persone in attesa, (com’era normale che succedesse), per la sicurezza dei giocatori, decide di non farli scendere dal pullman e di portarli direttamente allo stadio. Pensate la nostra delusione, ma soprattutto quella dei piccoli. Poi però arriva la notizia che, tutti i bambini, accompagnati dagli allenatori, potevano entrare nello stadio per vedere ed incontrare i giocatori. Meno male, penso io. Si entra nell’impianto in una ressa disumana, perché oltre ai bambini ed agli allenatori c’era anche una massa di tifosi che voleva il suo posto. Una calca indescrivibile. Riescono ad entrare: bambini da una parte e genitori dall’altra. In teoria. In pratica una volta dentro lo stadio, un casino pazzesco: gente che spingeva, che correva e nessuno, fossero poliziotti o altri addetti, che dirigesse le cose. Una vera vergogna, ma comunque andiamo avanti: se questo serve per realizzare il sogno del mio bambino… Arrivano le 18, i bambini seduti sulle tribune in alto ed i giocatori che fanno riscaldamento in campo. Si alza un boato disumano: centinaia di bambini che cantano, urlano e chiamano i loro eroi. Risposta? Nulla, i giocatori continuano i loro esercizi senza ascoltare queste vocine. La mia pazienza sta per esaurirsi, ma resisto. Quando, all’ennesimo invito a girarsi per salutare i bambini ed avvicinarsi alle tribune (protette da recinzioni trasparenti), loro cosa fanno? Si voltano senza spostarsi dalla metà campo ed alzano una mano e salutano. E questo è l’incontro sognato? Nn vi vergognate di avere illuso centinaia di bambini, facendogli pure saltare la scuola, per cosa? Per centinaia di foto a dei puntini blu su un campo verde e foglietti pieni di autografi falsi da portare a scuola da far vedere ai compagni. Vergogna! E questo sarebbe il sano calcio italiano? Complimenti. Adesso cosa spiego a mio figlio? Ditemelo voi.
P.S: forse questa mail non verrà neanche presa in considerazione, o magari verrà letta, e poi cestinata, però volevo proprio sfogarmi. Mi piacerebbe che tutti sapessero. Perché non si scherza con i sentimenti e le aspettative dei bambini. Poi ci lamentiamo dei giovani.

Il vino, dicono, aiuta a raccontare la verità. E allora dopo due prosecchi, una bottiglia di Valcalepio, sette grappe “morbide”, tre caffè corretti con Vecchia Romagna Etichetta Nera, una boccia di Brunello e una di Barbera (annata 2003), qualcosa di vero deve saltar fuori.
Il primo punto è questo: se vuoi trascorrere una giornata con quelli della Curva Nord Atalanta 1907, con il Bocia e i suoi bocia, non puoi essere astemio. Benvenuti nelle giungla di Bergamo, tra quelli che prima di Atalanta-Milan già aveva fatto a botte con la polizia, quelli che poi hanno tirato su un tombino, hanno spaccato un plexiglass. Benvenuti tra le belve nerazzurre, tra gli ultrà duri e puri, quelli che se c’è un casino ci sono. “Noi siamo atalantini, poi anche bergamaschi”, racconta Claudio Galimberti, 34 anni, giardiniere, detto il Bocia perché lui in curva è entrato che era un ragazzino. Il presidente Ruggeri vuole riempire la Nord di bambini. “Che novità è questa? Io non avevo neppure la carta d’identità, ma già giravo l’Europa. Sono andato a Malines, a Lisbona. E quella volta che volevo dare dei calci contro la portiera di una Ritmo bianca, contro quelli che erano saliti da Bari per una cazzo di partita di coppa Italia? E’ successo che mi sono preso uno schiaffone dai miei capi, perché quelli erano in cinque e avevano fatto tutta quella strada e io li dovevo rispettare”. Il Bocia conosce a memoria ogni formazione della Dea, che poi è l’Atalanta e conosce pure ogni angolo della sua città e non vede l’ora di farti scoprire le vie strette e le piazze e i ciottoli di Bergamo Alta, “che è tutta una città di preti, ma non potrei mai vivere altrove”.
LA ROCCA – Il Bocia conosce la città Alta e quando passa davanti ai portici della biblioteca Angelo Maj racconta: “Qui ho fatto il militare”. Sì, il leader riconosciuto degli ultrà dell’Atalanta ha fatto servizio civile, “perché sarà difficile da credere, ma a me non mi piace la violenza, a me piacciono gli scontri, che sono una forma di protesta contro una società di merda”. Il concetto va approfondito. Ma intanto sei già alla Rocca, che pare il punto più alto di Bergamo Alta. “Qui noi diffidati veniamo a vedere la partita. Vediamo le coreografie, sentiamo i cori e vediamo solo metà del campo, ma se sei “daspato” non hai alternativa e devi fartelo bastare. Veniamo qui, portiamo una “boccia” di vino, godiamo se l’Atalanta vince e godiamo comunque, perché quel che conta è stare insieme, fare gruppo”.
IN MORTE DI UN ULTRA’ – Ah, il Bocia alla Rocca non va spesso. Lui ha la diffida, ma alla domenica gioca a pallone. Fa il centrocampista “di quantità”, nel Bonate, in prima categoria. La squadra la allenava suo fratello, ma domenica scorsa lo hanno esonerato. Due domeniche fa stava in panchina: numero 15, la distinta l’hanno mandata subito in questura, come sempre. Ma ieri la Digos ne ha richiesta un’altra copia. Due domeniche fa, all’autogrill di Badia al Pino, un colpo sparato da un agente della Polstrada ha ammazzato Gabriele Sandri, 28 anni, ultrà della Lazio. La storia del tombino e del plexiglass è iniziata così. Il Bocia allo stadio non ci poteva andare e non c’è andato, ma prima di giocare si è visto con quelli del suo gruppo, vicino al Baretto (ora chiuso per “aggregazione ultrà”), davanti allo stadio Atleti Azzurri d’Italia. Il Bocia racconta: “Quella mattina sono arrivate tutte le notizie più disperate, distorte ad arte, sbagliate. Prima hanno detto che uno juventino aveva sparato a un laziale e allora ho pensato che tutto era davvero finito. Poi hanno raccontato una mezza verità e quando hanno seppellito quel ragazzo hanno tirato fuori la storia delle pietre nelle tasche. Come puoi avere fiducia in questo Stato? La partita contro il Milan non si doveva giocare, non si doveva giocare nessuna partita. Hanno fatto così per la morte di Raciti ed era giusto fare così anche per un ultrà. Non abbiamo rimorsi. Voglio solo chiedere scusa a quelli che erano nella curva e non erano d’accordo, voglio solo chiedere scusa ai tifosi dell’Atalanta, questo sì. Ma ora ci trattano come le nuove Brigate Rosse e questo per un pezzo di plastica spaccato. No, non è giusto”.
L’INCONTRO CON CASTELLI – Fuori dall’ultimo bar, davanti alla fontana del Delfino, sotto un ombrello, passa Castelli, l’ex ministro di Grazia e Giustizia. “Oh, ministro diglielo tu che a Bergamo non siamo dei delinquenti”. Il ministro saluta e sorride. “Che cazzo avrai da ridere…”. Il Bocia non ne ha più voglia, sente una “strana aria”, sa che arriveranno altre diffide e che altri finiranno in carcere. “Se tocca a me stavolta mollo tutto”. Lo dice e ci beve su.(gazzetta.it)








Silenzio e Verita per chiedere Giustizia

Ci sono momenti per tifare, per manifestare, per urlare la propria rabbia o il proprio silenzio.
Oggi noi sacrifichiamo la voglia di urlare e di tifare, o meglio, il diritto di urlare e di tifare, per chiedere giustizia e verità per chi non può farlo, perché è stato ucciso.
Oggi e domani il silenzio dei gruppi ultras in tutti gli stadi e in tutte le categorie (dalla A ai dilettanti) sarà un altissimo grido di giustizia e una grandissima richiesta di verità, grazie ad ogni persona che si unirà al nostro silenzio e alla nostra voglia di non fare finta di nulla dopo i fatti dell’11 novembre.
I FATTI DELL’11 NOVEMBRE:
– L’11 novembre verso le ore 9,00, un agente di polizia uccide Gabriele Sandri, 28 anni, tifoso.
– l’11 novembre dalle 9 di mattina in poi, il Questore di Arezzo inizia a costruire un castello di informazioni frammentarie, incomprensibili, false, confuse e incerte e andrà avanti cosi fino a sera, raccontando di un fantomatico colpo sparato in aria che – chissà perché e chissà come – ha ucciso una persona…
– l’11 novembre il Responsabile della Polizia decide – nonostante alcune pressioni della Federazione Calcio – che non è il caso di fermare il campionato, un “simbolico” ritardo di 10 minuti (peraltro solo per le partite di serie A, perché per le altre serie nemmeno quello) è più che sufficiente per uno che poi alla fin fine era nel migliore dei casi “solo” un tifoso e nel peggiore magari anche un po’ ultras….
– l’11 novembre sono (siamo) in tanti quelli che sanno che l’unica cosa giusta e civile sarebbe non giocare ! Non hanno nessun senso queste partite davanti ad un omicidio come quello che è appena avvenuto: comincia a salire subito la richiesta di GIUSTIZIA che nelle prime ore di quella maledetta domenica significa, semplicemente, “NON GIOCARE”….
– l’11 novembre si reagisce con rabbia alla ignobile decisione di far giocare il campionato: le reazioni più clamorose (da Bergamo a Taranto, dove comunque l’unico scopo era quello di non far giocare la partita) fanno subito il giro delle televisioni, dell’informazione, dei perbenisti e moralisti dell’ultima ora. La reazione rabbiosa, e sicuramente in alcuni casi estrema, diventa il pretesto per provare a far passare in secondo piano il motivo e in primo piano le conseguenze: GLI ULTRAS distruggono il calcio… sono un pericolo pubblico… fermiamoli….
– l’11 novembre ha confermato, nella sua drammaticità, (se mai ce ne fosse stato bisogno) che le norme e i provvedimenti del “dopo-Raciti” sono solo un guazzabuglio di provvedimenti anticostituzionali che si sono dimostrati clamorosamente sbagliati. I provvedimenti cautelari basati sulla presunzione di pericolosità, i tornelli, i biglietti nominali, i controlli e i divieti per i bambini di entrare allo stadio con bandiere della propria squadra, il divieto di esporre striscioni con nomi di gruppi e di suonare tamburi, il divieto di comperare i biglietti per la trasferta nel giorno della partita e via di questo passo, i sequestri di decine e decine di sciarpe con la sola scritta ultras e l’assoluta disparità e soggettività di comportamenti da uno stadio all’altro e da una partita all’altra … a cosa sono serviti?
DOPO L’11 NOVEMBRE
– il fatto è che c’è una persona di 28 anni uccisa … uno di quelli che allunga la lista delle “morti per caso” come Aldrovandi a Ferrara e dei “morti per stadio”.
– il fatto è che le conseguenze per la “gente da stadio” (per tutti, non solo per gli ultras) saranno sempre peggiori: adesso sbandierano la “Card del tifoso” (strumento di controllo e in pratica di annullamento di diritti costituzionali quali la libertà di circolazione, di parola, di espressione ecc), la security privata, il divieto di trasferte a decine di tifoserie.
– il fatto è che, per l’ennesima volta, mentre dagli ultras arriva chiaro il messaggio che NESSUNO può morire per una partita (sia questo un poliziotto oppure un ultras) e che per noi i morti sono tutti uguali (se è vero che dopo Raciti moltissimi gruppi avevano deciso un’ autosospensione) per la “parte bene e ufficiale” del calcio, e dello Stato, la morte non è certo uguale per tutti.
– il fatto è che domenica 18 novembre il campionato si ferma (per altro – per caso?- proprio nella giornata in cui la Serie A – unica con un valore economico – già non avrebbe giocato) e non per rispetto verso un ragazzo morto ma per protestare verso “la violenza nel calcio”…
– il fatto è che con orgoglio non ci siamo mai adeguati alle “norme dell’Osservatorio” e abbiamo preferito rinunciare (con grandissimo sacrificio) a tutti gli storici mezzi di espressione del nostro tifo (striscioni, bandiere, fumogeni, megafoni, coreografie ecc) pur di non “accettare”, e quindi implicitamente condividere, delle misure che, di fatto, erano il contrario di tutto quello che è lo spirito ultras o semplicemente il libero tifo da stadio. Per questo, mentre rispettiamo tutti i clubs “non-ultras” che hanno deciso di sottostare alle norme dell’osservatorio chiedendo i rispettivi permessi, non possiamo condividere assolutamente la scelta di “gruppi ultras” che hanno “svenduto” uno striscione per un permesso chiesto alle Questure, né possiamo pensare di portare avanti le nostre idee assieme a loro….
E ADESSO, DOPO L’11 NOVEMBRE, NOI CHIEDIAMO :
– Giustizia vera per Gabriele Sandri, e Giustizia vera significa non solo l’imputazione di omicidio volontario a carico di chi ha ucciso (quella è la minima applicazione della legge, non giustizia) ma anche che emergano in tutta la loro drammaticità le esagerate responsabilità di chi prima ha cercato di falsare o non divulgare la notizia e di chi dopo ha ritenuto che era più importante giocare qualche partita, che rispettare un morto da stadio
– Giustizia e Verità sul caso-Raciti: venga finalmente fatta luce sui fatti (ma quelli veri, non quelli che fanno comodo) e si dica, senza paura, come sono andate veramente le cose, uno Stato libero e democratico non ha paura della verità.
E se GIUSTIZIA (ma quella vera, quella con tutte le lettere maiuscole) verrà fatta, allora questa sarà la nostra unica e migliore “vendetta“. Lotteremo per ottenere questa Giustizia, la invocheremo a gran voce, la porteremo tra la gente che con noi condivide la passione per la nostra squadra e che, siamo certi, non può volere questo “modo di andare allo stadio”. E a tutti quelli che hanno già strumentalizzato questa vicenda o che l’hanno utilizzata o l’utilizzeranno per provare a dimostrare “che è tutta colpa degli ultras” e che senza di loro “tutto è perfetto, bello e sicuro”… a tutti questi possiamo solo dire una cosa: VERGOGNATEVI!!!
I gruppi ultras della Curva Andrea Costa


Giustizia

Ci sono delle volte che per scrivere un post dei miei bastano quattro articoli e quattro racconti del cazzo e uno li legge tutti in fretta senza darne il massimo risvolto…ci sono invece delle volte in cui le parole non escono come se fossero bloccate…come se fosse difficile tirarle fuori..ed e’ cosi che si inizia a scivere questo post…un post che viene fuori dopo un avvenimento difficile da dimenticare cosi come e’ difficile da racconare…un po perche di versioni sull’accaduto ormai se ne sono sentite tante…dalla prima uscita mentre si era sulla strada verso firenze fino alle notizie odierne…ma di racconatare cosa e’ accaduto con esattezza quella maledetta domenica non spetta a me…spetta ai soliti pescivendoli di turno…a me non resta che ricorare un ragazzo Gabriele la cui unica colpa era di seguire la sua squadra del cuore in trasferta…e di aver trovato quella gelida mattina alle 9.10 la morte in un’autogrill nei dintorni di arezzo colpito da un proiettile giunto dall’autogrill posto sulla carreggiata opposta..sparato dal solerte uomo in divisa che chissa con quali intenzioni brandiva una pistola ad altezza d’uomo…se in italia esiste una giustizia , anche se ormai non credo che nessuno ci creda piu , ecco penso che quella giustizia fara in modo che l’assassinio di Gabriele non resti l’ennesimo abuso di potere…la stessa giustizia che dovrebbe condannare gli abusi di potere sia da unlato che dall’altro della barricata…ma che pendera solo dalla parte dei cittadini…e la mente va …va a Genova dove mentre ai manifestanti arrestati vengono inflitti 225 anni di carcere per i 25 manifestanti nessuna decisione viene presa per i poliziotti accusati del massacro della Diaz o delle successive torture alla caserma di Bolzaneto…la stessa giustizia che permette a Mario Placanica ex carabiniere al g8 di incontrare il padre di Carlo GIuliani …il cui figlio e’ stato ucciso dallo stesso assassino in divisa…ed e’ la stessa  giustizia che permette che non si sia ancora fatta giustizia per il caso di Federico il ragazzo morto in seguito ad un controllo da pate delle forze dell’ordine…la stessa giustizia che permette ad un rom che giudava ubriaco e che ha investito 4 ragazzi uccidendoli si stare agli arresti domiciliari in un residence e che uno stronzo da ergastolo a vita ne curi gli interessi procurandogli intervist e permettendogli di scivere un libro…beh se ci fosse una giustizia non esiterebeb a dare l’ergastolo a lui al suo pseudoagente e a tutti quelli che compreranno il libro…seci fosse una giustizia in italia forse non permetterebbe che tante famiglie siano rovinate dal cragnotti e dal tanzi di turno e mentre loro sono agli arresti domiciliari nelle loro megaville milioni di famiglie siano al lastrico per colpa loro…se ci fosse una giustizia ..ma siamo in italia ed e’ cosi che mentre un poliziotto spara da un lato all’altro della strada..anzi dell’AUTOSTRADA A1 quella che congiunge Milano e Roma quindo non una portoguaro sacile est dove ci sono tratti in cui puo capitare di non trovare nessuno.una delle autostrade piu trafficate…uccedendo un ragazzo senza nessun motivo apparentemente logico questo debba possa dormire a casa tranquillamante nonosatnte l’accusa di “omicidio colposo”…la stessa giustizia italiana quella che nell’occasione della morte dell’ispettore raciti prima ha arrestato un giovane e lo ha accusato di aver ucciso il poliziotto senza nessuna prova..basandosi esclusivamante su di uan ricostruzione fatta con un disegno…nonostante i Ris abbiano provato che la morte del poliziotto sia avevnuta per altri motivi indipendenti dal ragazzo…e cosi va la giustizia in italia…la legge e’ ugale per tutti campeggia fuori dai tribunali…e la morte nepure quella e’ uguale per tutti..ci sono morti di serie a e morti di serie b …ci sono morti che fanno sospendere un campionato intero e provocano un inaspriemnto di pene per i tifosi e morti dei serie b che provocano l’inizio delle partite con 10 minuti di ritardo e provocano l’inasprimento delle pene per i tifosi…2 morti vissute in modo diverso ma con un obbiettivo comune..inaspire le pene per i tifosi…allora forse ci si arriva a dimostrare che la legge e’ ugale per tutti…sempre i tifosi devono pagare…ma una giustizia la metitano anche i fatti di guerriglia scoppiati a roma il giorno dell’assassinio del tifoso laziale…si perche non si puo nemmeno dire che la soluzione per la totale mancanza di giustizia da parte delle istituzioni sia quella di farsela da soli …e in pochi si sono posti il problema su questa ricerca di giustizia da parte di tutti questi fifosi ..l’unico problema e’ inasprire le pene …accusarli di terorismo accusalri di tentare di condizionare lo Stato…e la stessa giustizia dovrebbe mandare anche loro a dormire tranquillamente nelle loro casuccie con le proprie famiglie non permettere che uno di essi debba essere trasferito dal carcere all’ospedale perche versi in gravi condizioni…la stessa giustizia che permette che nemmeno un morto possa riposare in santa pace…quella che permette che i giornalisti speculino sulla morte di una persona uscendo prima con una notizia poi con un’altre…la stessa giustizia che permette a certe persono di nascondere la verita manomettendo con prove a prorpio carico i fatti…la stessa giustizia che permette a gente come quella che va in campo..quelli che dovrebbero rappresentarci di uscire con certe sparate quando lo sanno benissimo che sono solo dei burattini mercenari che si offrono a chi paghera di piu…Cannavaro che dichiara di sentirsi fortunato di non giocare piu in italia…seedorf che si rifiuta di indossare una fascia nera di lutto al braccio quando muore un tifoso uscendone con frasi tipo”mi spiace ma non lo conosco” mentre invece era grande amico sia del papa che del poliziotto catanese quando portava la fascia nera al braccio…ed ora le cose cambieranno cosi dicono…la giustizia pende dalla parte dei tifosi quelli buoni quelli che non fanno casino in giro per l’italia e cosi si dividono le tifoserie ..le buone possono andare in trasferta le cattive devono rimanere a casa…e non mi stanchero mai di ripeterlo ma tutti quei lavori per rendere gli stadi piu sicuri a che cosa sono servito se poi adesso si e’ arrivati a questa situazione???ma come dice la Melandri il problema e’ di questi stadi che ormai sono vecchi bisogna ammodernizzarli…la stessa idea che aveva portato per tentare la candidatura dell’italia per gli europei ma poi sappiamo tutti com’e’andata…almeno lei e’ coerente con le stesse idee…ma non tutti sono dalla parte buona..c’e ancora chi sta dalla arte dei cattivi…le classiche pecore nere ci sono dappertutto…qualcuno magari ha assistito alla puntata di AnnoZero …
“Se è vero quello che ha detto Giuliano Amato che ci sono associazioni delinquenziali che si infiltrano tra gli ultrà, addirittura con una finalità terroristica, allora bisogna raccogliere le prove, procedere subito. Ma sparare nel mucchio, a Genova come ad Arezzo, è sbagliato. Ed è sbagliato anche perché potrebbe creare un muro tra la società chiamiamola per bene e un pezzo di gioventù che sicuramente avrà le sue contraddizioni e i suoi difetti ma che continua anche a credere in una società che non è soltanto fondata sul denaro”.
È cominciata così la puntata di ieri sera di Annozero. Titolo: Attenti ai nostri. Una puntata a senso unico. Anche a seguirlo distrattamente sfogliando un giornale o stirando camicie, il Santoro visto ieri sera era decisamente sopra le righe. L’argomento erano le forze dell’ordine. O, meglio, il bersaglio. Robusto e impietoso il reportage di Sandro Ruotolo e Alberto Nerazzini sui fatti e fattacci del G8. Complesso e coraggioso il (primo) confronto tra Giuliano Giuliani (padre di Carlo) e Mario Placanica (il carabiniere che l’ha ucciso). Commovente la testimonianza di Patrizia Moretti, la madre di Federico Aldrovandi, il ragazzo morto a Ferrara nel settembre del 2005 dopo un “controllo della Polizia, che ha scritto una lettera ai genitori di Gabriele Sandri, il tifoso ucciso domenica scorsa. In studio Ignazio La Russa, Vittorio Agnoletto, un ultras del Potenza e uno che le manganellate del G8 le ha sentite sulle proprie ossa.
Risultato: al netto del contraddittorio di La Russa (perché anche l’ex carabiniere Placanica ha gettato ombre sull’Arma), si è trattato di una lunga, sottilissima e scientifica lavata di capo alle Forze Armate, alle Istituzioni e a chi le difende a prescindere. Come Raoul Bova che nel corso della conferenza stampa di presentazione di Milano-Palermo il ritorno ha detto: “Nonostante i rischi di vita, i guadagni bassi (i tutori dell’ordine, ndr) tengono alta la loro missione. Ci sono tante persone che fanno bene questo lavoro, che ci credono. Non bisogna, per un singolo episodio, andare contro di loro”.
Tanto per intendersi sul concetto di “sottilissima e scientifica lavata di capo”, quando Sandro Ruotolo ha riportato la notizia che nella tasche di Gabriele Sandri, in sede di autopsia, sono state trovate delle pietre, Santoro ha commentato: “Questo è tutto da vedere. Le pietre in tasca ce le può mettere chiunque”. Punto a capo.
e si sono concluse in modo positivo alcune condanne inflitte ad alcuni tifosi in giro per l’italia…revocato il daspo ai 58 trevigiani che erano stati condannati perche durante il tragitto tra la stazione e lo stadio avevano acceso un fumogeno…revocato il daspo anche ai tifosi interisti accusati di aver fatto cori razzisti a Messina per il caso Zoro…sembra infatti che non abbiano realmente fatto questi cosi…ma ai tifosi che hanno perso le proprie domeniche in questura a firmare invece di seguire la propria squadra del cuore non sara previsto nessun rimborso…e sembra anche che adesso in italia sia possibile la class-action
la possibilita cioe per un insieme di cittadini di fare causa ad una societa…chissa che qualcuno non inizia a tremare…ed ora un paio di link..tutto per non dover riportare gli articoli dei soliti pescinvendoli di turno…
come e’ stata vista la cosa dai giornalisti stranieri…in spagna e in francia…nessun riferimento ad articoli inglesi o tedeschi….strano ultimo link per il resoconto dell’intera vicenda tratto dall’almanacco giallorosso…tra le foto presente anche il figlio segreto del barone…


La Tragica Domenica Del Qualunquismo

Gabriele Sandri, tifoso della Lazio, è stato assassinato in un’area di servizio dell’Autostrada del Sole domenica 11 novembre da un agente della Polizia Stradale.
I media hanno parlato di scontri furiosi tra tifosi e di un accidentale intervento delle Forze dell’Ordine che, nel parapiglia, hanno esploso un colpo che ha troncato la vita di un delinquente, di un violento. E i blablabla presuntuosi si sono sprecati.
I testimoni, dal canto loro, hanno parlato di un semplice diverbio scoppiato tra tifosi – i sostenitori della Lazio diretti a Milano per vedere Inter-Lazio e i fans della Juventus, diretti a Parma – e di un colpo sparato su un innocente da un poliziotto, pronto a risolvere il pericoloso litigio scoppiato tra una decina di persone.
Sono occorse diverse ore perché la vicenda fosse ricostruita e per diverse ore la furia violenta dei benpensanti da salotto ha ucciso barbaramente per la seconda volta chi aveva già perso la vita per uno scherzo del destino e per un colpo sparato da quaranta metri da uno sceriffo che è pagato per difendere i cittadini dai malviventi e non per farsi esplodere le armi in mano.
Il questore di Arezzo, Vincenzo Giacobbe, ha parlato di tragica fatalità, di “tragico errore” e ha raccontato una storia in cui un poliziotto della stradale (“un ottimo elemento che di solito opera benissimo”) ha sparato due colpi in aria ma, non si sa come, ha colpito un giovane tifoso laziale seduto sul sedile posteriore della macchina che stava lasciando l’area di servizio di Badia al Pino, spiegando anche che “l’agente era intervenuto per evitare che i tafferugli tra due esigui gruppi di persone che non erano stati individuati come tifosi degenerassero con gravi conseguenze per entrambi”; il portavoce della Polizia, Roberto Sgalla, in conferenza stampa ha chiesto ai cronisti di non fare domande! e il Ministro Amato non ha saputo dire di meglio che il fatto “è avvenuto in circostanze legate alla violenza che ruota intorno al calcio”. Questi signori dovrebbero vergognarsi.
Per ore gli agitatori delle tribune popolari hanno sproloquiato, parlando a sproposito di ultras, di delinquenti e di tante altre panzane. Peccato per loro che di delinquenti in quel momento proprio non ve ne fossero in quella piazzola di Badia al Pino. E peccato che a detta del questore di Arezzo le persone nell’area di servizio non erano state nemmeno identificate come tifosi.
E allora da chi è partita la gogna mediatica nei confronti dei supporters violenti? Perché tante ore di silenzi e di disinformazione? Cosa si voleva coprire? Quello che il legale della famiglia Sandri ha definito un omicidio volontario?
La decisione della Federazione Italiana Gioco Calcio, della Lega e del Ministero degli Interni è stata ignobile: la giornata calcistica sarebbe iniziata con dieci minuti di ritardo e la partita di Milano non sarebbe stata disputata.
A nulla sono valsi gli appelli dei tifosi che in tutta Italia hanno chiesto la sospensione del campionato per un evento tragico, drammatico, impensabile, accaduto senza alcun motivo.
La richiesta era in linea con quanto accaduto all’indomani della morte dell’agente di Polizia rimasto ucciso a Catania in condizioni ancora misteriose. In quella occasione il campionato fu sospeso per un turno.
Il Governo, le Forze dell’Ordine e i vertici del calcio, invece, hanno dato l’ennesima prova di immaturità decidendo di far disputare le partite. Come dire i morti non sono tutti uguali.
In tutta Italia le tifoserie hanno protestato togliendo gli striscioni, non entrando nelle tribune e nelle curve.
Purtroppo, a Bergamo sono stati registrati degli incidenti che hanno spinto l’arbitro Saccani a sospendere la partita e a Roma nel pre-partita di un match che si era deciso di non far disputare, si sono verificati gravi scontri con le Forze dell’Ordine.
Tutti fatti di violenza che hanno solo convalidato le tesi dei buffoni radiotelevisivi pronti a raccogliere argomenti a sostegno delle proprie tesi, secondo le quali i tifosi sono tutti delinquenti.
Ancora una volta hanno vinto le chiacchiere e la pochezza di chi parla senza conoscere i fatti.
Ancora una volta l’assassino resterà impunito, coperto dall’ipocrisia benpensante.
Un ragazzo è morto mentre si raccontavano bugie di ogni sorta.
La sfiducia nei confronti della Polizia e delle istituzioni è sempre più grande.
Action Now – Play old style è profondamente vicina alla famiglia di Gabriele Sandri, ai suoi amici, ai tifosi della Lazio e a quanti si vergognano per quello che è successo in Italia, sull’autostrada del Sole.
Se a nessuno interessa sospendere il campionato per la morte di un tifoso, forse sarà il caso di iniziare a disertare gli stadi per far capire che i tifosi meritano rispetto e non revolverate.
GIUSTIZIA PER GABRIELE da Action Now


Ciao Gabriele…

UNA PARTITA SI PUO PERDERE…LA VITA NO…


3/11/2007 part one

Post come al solito piuttosto lungo…settimana piena di cose da raccontare…ma partiamo con calma…c’e da raccontare ancora la trasferta di domenica la partita di mercoledi piu un sacco di notizie varie…domenica mattina partenza molto presto..gia alle cinque ci si ritrova per il viaggio verso roma…raccogliamo un po di gente verso il tragitto e alla fine della conta siamo una trentina circa…il viaggio e’ lungo e scorre tranquillo tra soste e feste si arriva alle porte di roma attorno alle due…subito veniamo fermati e ci viene intimato di lasciar bottiglie e lattine dopo una perquisizione sul pullman dove rovistano negli zaini alla ricerca di chissa che cosa..ci scoliamo un paio di birre poi grazie al prode intervento del buon severino che chiama non si sa chi riusciamo a caricare le birre rimaste nel bagagliaio e ripartire…severino 2 fdo 0…dopo un giro panoramico per le vie della tangenziale arriviamo quando manca un solo quarto d’ora alla partita ai piedi dell’olimpico…riusciamo a far entrare i drappi mentre delle bandierine ne passa solo una ci compattiamo e gia la partita inizia…cerchiamo di farci sentire ma al presenza friulana e’ abbastanza scarsa una sessantina i tifosi presenti alcuni dei quali preferiscono seguire la partita seduti …l’udinese macina gioco ma si trova davanti la saarcinesca di ballotta che non fa entrare nulla…nel secondo tempo l’udinese continua a macinare gioco quando entra in settore l’uomo chiave del match…il prode severino entra e subito spontaneo parte il coro a suo favore..l’udinese si sveglia e asamoah sblocca la partita..grande festa in settore con i giocatori che vengono a festeggiare sotto il settore…la lazio si sveglia e cerca di pareggiare e l’udinese cerca il raddoppio in contropiede e dove non arriva ballotta ci pensa il palo a fermare le incursioni bianconere…finisce la partita e i giocatori passano sotto il settore a festeggiare…dalla parte opposta la nord si presenta con tutti gli striscioni al contrario…noi il permesso non lo chiediamo…il settore centrale erca di coinvolgere tutto il settore ma difficilmente ci riescie…in alto un gruppetto sembra abbastanza numeroso sventolando un bandierone per buona parte del match…la nord continua nella sua protesta contro lotito metre dalla parte opposta nei laterali sud invece il solito gruppetto come l’anno scorso continua a scotenerlo…nei distinti al centro del campo era esposto uno striscione pro lotito rimosso al nostro gola lasciando la sola dicitura contro lotito…pare che si siano svegliati anche loro…finita la partita veniamo trattenuti una mezzoretta in settore poi quando il pubblico laziale e’ andato a casa saliamo sul pullman e dopo un giro attorno allo stadio veniamo scortati verso il casello…nel viaggio di ritorno grande festa con le poche birre rimaste e della grappetta alle more…poi dopo la prima sosta ci spegniamo lentamente e arriviamo a  destinazione verso le due…nel weekend da segnalare l’accoltellamento di un tifoso napoletano accoltellato dai suoi stessi tifosi sembra infattti che i malviventi accertati dell’accento non partenopeo pensassero di trattase di un tifoso juventino ma invece era solo originario di potenza da segalare inoltre l’episodio di una pietra lanciata dalla Curva B che ha colpito un operatore Sky resta da capire come faccia una pietra ad entrare in uno stadio…singolare la protesta degli ultras ducali che hanno atteso il pullman del Parma all’ingresso dello stadio, poi lo hanno bloccato e obbligato i giocatori ad entrare nell’impianto del Tardini a piedi  hanno prima esposto uno striscione all’ esterno dello stadio con la scritta ‘11373 abbonati: meritateli’ sta di fatto che il parma e’ riuscito a vincere…merito forse dell’inizativa ducale???e’ costata cara invece a Padra fedele la sua presenza in curva che e’ stato  espulso dall’Ordine generale dei Frati minori cappuccini. Il provvedimento è stato adottato dal Padre generale dell’ordine in seguito ai comportamenti tenuti dal frate negli ultimi mesi, non ultimi la conferenza stampa di una settimana fa e l’avere assistito dalla curva ad una partita del Cosenza, che hanno fatto scattare il terzo ammonimento che porta all’espulsione.Mercoledi turno infrasettimanale questa volta casalingo per l’udinese che si e’ trovata davanti il torino dell’odiato Novellino…doveva esserci anche di michele ma sembra che il torino non sapesse se la data del termine della squalifica fosse il 31 ottobre compreso o meno…la famosa partita a rischio 4 nella quale si era ipotizzato di ospitare i tifosi granata in curva con noi viste alcune amicizie tra le due tifoserie peccato che il prefetto abbia cercato di limitare al massimo la presenza granata in curva nord limitando addirittura la vendita dei biglietti per il settore ai soli residenti nella provincia di udine…tutti questi decreti che cercano di impedire ai tifosi di comprare i biglietti non fanno altro che provocare una diminuzione del pubblico negli stadi…non e’ servito a nulla limitare l’anno scorso la presenza di pubblico ai soli abbonati perche lo stadio non era a norma se poi alla prima occasione si pensa addirittura di chiudere settori interi…si spinge solo piu gente davanti alle televisioni cheportano di certo introiti maggiori rispetto al pubblico pagante che preferisce andare allo stadio…tornado a mercoledi causa impegni lavorativi arrivo allo stadio a partita gia iniziata…l’udinese pare carica e riescie a comandare per gran parte del match portandosi in vantaggio di due reti che entusiasmano il tifo..devo dire non male nonostante l’unico da insultare fosse novellino..poi nel finire del match il torino segna e cerca di pareggiare ma la difesa riescie mantenere solo uno i gol di scarto…i granata vista l’impossibilita di sistemarsi in settore con noi si accomodano nella curva sud nel settore dei tifosi friulani…dicisi solo da una fila di steward…un centinaio circa tutti con biglietto comprato il giorno della partita …alla faccia dal decreto…almeno una volta se non si aveva il biglietto non si partiva nemmeno…ora invece ci si puo accomodare in qualsiasi settore e tifare..complimanti ai granata per il numero di presenze alla faccia dell’osservatorio…post partita molto aggressivo..festa con alcuni ragazzi granata fino a notte inoltrata…poi verso l’una partono anche loro in parcheggio si rimane in pochi…qualcuno ubriachissimo per il suo compleanno dorme in macchina poi visto il freddo che si fa sentire mi offro di portarlo a casa…e cosi viaggio su e giu per il friuli con ritorno nella destra tagliamento alle quattro e mezza…sempre piu tardi…alcuni incidenti hanno caratterizzato anche questo turno infrasettimanale soliti incidenti due tifosi viola sono entrati per sbaglio nell’area del settore ospiti e sono stati malmenati dai tifosi napoletani…ma gli steward dirgli che non era il loro settore???se no a cosa servono???un tifoso napoletano si e’ fratturato il femore dopo essere caduto mentre cercava di scavalcare una recinzione dello stadio perche’ non aveva il biglietto…anche qua gli steward cosa ci stanno a fare se la gente scavalca tranquillamante dove vuole???e dire che e’ successo a Firenze…i tifosi doriani hanno invece interrotto l’allenamento della Samp chiedendo maggiore impegno dopo i cinque goal subiti la sera prima contro il Milan i tifosi hanno espressamente chiesto alla squadra e a Mazzarri un maggiore impegno nelle gare a venire affinchè non si ripetano brutte figure come quella di ieri coi rossoneri…la sponda neroazzurra di milano si era ritrovata invece con il settore della curva chiuso…i tifosi sono entrati lo stesso mettendosi nella curva opposta e hanno distribuito un volantino per spiegare il loro gesto contro questo decreto…
ADESSO BASTA !!!
Come volevasi dimostrare Inter-napoli è stata l’ennesima dimostrazione dell’inefficacia dei decreti e dell’ignoranza dell’osservatorio.
La chiusura del settore ospiti non ha impedito l’acquisto dei biglietti da parte dei napoletani che si sono ritrovati sparsi per lo stadio e spesso a contatto coi Tifosi Interisti.
La polizia ha dovuto “correggere” l’errore dell’osservatorio creando un settore ospiti in curva sud al fine di limitare i rischi per i tifosi partenopei e creando al contempo disagi per gli abbonati di quel settore.
Il secondo anello si è trasformato spesso in un far west con inseguimenti di tifosi napoletani a destra ed a sinistra.
La presenza di 900 stewards (invece dei 200 abituali) si è dimostrata assolutamente inutile data l’incapacità dimostrata di contenere i movimenti dei Tifosi ed il concetto di “biglietto nominale” è andato a farsi benedire come sempre.
Tornelli, filtraggi e prefiltraggi non sono stati capaci di impedire che in Curva Nord ed in altri settori dello stadio fossero esposti svariati striscioni con ingiurie verso i napoletani e che in diversi momenti fossero accese le vietatissime torce illuminanti.
Tutto questo è accaduto in una partita vinta dalla squadra di casa ed in un momento storico particolarmente sereno, si pensi cosa sarebbe potuto succedere nel clima che si viveva a Milano sulla sponda Inter fino a 4-5 anni fa.
L’osservatorio ha dimostrato ancora una volta come sia completamente impotente oltre che incapace di creare delle reali premesse per la gestione dell’ordine pubblico a margine degli incontri di calcio.
Dulcis in fundo, in Inter-Napoli i decreti sono riusciti ad avere un effetto che mancava da tempo … il ritorno del rischio violenza all’interno degli stadi.
Ciliegina sulla torta l’ha poi messa la Lega con la decisione, presa per la prima volta nella storia, di chiudere la Nord in occasione di Inter-Genoa illudendosi che gli Ultras sarebbero rimasti a casa a meditare sui propri presunti errori commessi.
Inutile aggiungere che una scelta di questo tipo scredita automaticamente e completamente la Lega in termini di capacità in merito alla gestione dell’ordine pubblico, capacità che per altro non le competono minimamente.
Se si volesse stilare un veritiero “bilancio” a distanza di quasi un anno dall’applicazione dei nuovi decreti per prevenire la violenza ed allontanare gli Ultras dagli stadi si potrebbe dipingere un unico scenario i cui effetti prodotti sono insindacabilmente stati:
riduzione della presenza di Tifosi negli stadi a causa di tutti gli impedimenti creati nell’acquisto biglietti e nell’accesso agli stadi;
aumento degli incidenti nelle zone limitrofe e molto distanti dagli stadi ed ora pure il rischio del ritorno anche all’interno di essi;
aumento del clima di tensione e di risentimento verso le forze dell’ordine che dal canto loro concordano ovunque sull’inefficacia delle medesime disposizioni che dovrebbero far rispettare;
impennata d’orgoglio da parte delle realtà Ultras a livello nazionale che si stanno perfettamente adattando ai decreti camuffandosi, fingendo scioglimenti, togliendo gli striscioni di riferimento ma mantenendo completamente integra la propria Mentalità e dimostrandosi più attive che mai all’insegna de “fatta la legge trovato l’inganno”, gli Ultras oggi si sentono innegabilmente l’ultimo baluardo a difesa del Diritto d’Espressione negli stadi;
indiscutibile incompetenza dimostrata da un organo che poteva fare molto come l’osservatorio ma che nei fatti si è dimostrato assolutamente inefficace per non parlare della Lega che si permette di giudicare senza neppure averne competenza (cosa dovrebbe aver a che fare un organo “Sportivo” con l’ordine pubblico?);
Tutto questo per dire che cosa?
Pisanu, Amato, Melandri e Lega hanno fallito e continueranno ad aggiungere errori ad errori fino a che non capiranno che la risoluzione del problema Ultras (se problema deve essere chiamato) passa da un’unica via che è quella del DIALOGO.
Osservatorio e Lega invece che guardare da lontano, dovrebbero fare un bagno d’umiltà e confrontarsi col mondo Ultras per rivedere certi provvedimenti e porre fine ad una vera e propria persecuzione che non giova a nessuno.
La Curva Nord auspica che la pluralità d’errori di pianificazione e di strategie fallite per prevenire il rischio violenza negli stati solleciti gli organi di comunicazione a sostenere la linea del confronto e della “ritrattazione” di tutti quei provvedimenti liberticidi che stanno danneggiando tutto il mondo di coloro che frequentano gli stadi e che hanno sortito solo effetti controproducenti perché
PIU’ REPRESSIONE HA PORTATO SOLO PIU’ RIBELLIONE !!!
Se vi fossero ulteriori dubbi sull’incapacità dell’osservatorio dopo quanto accaduto in Inter-napoli si cominci a riflettere su quanto potrà accadere il 4 novembre per juve-Inter o il 24 novembre per Inter-Atalanta e stiamo parlando “solo” di casa nostra …
MA LE SOCIETA’ COSA POSSONO FARE PER I PROPRI TIFOSI ???
Consci d’aver un valore commerciale infinitamente inferiore a quello costituito dai finti tifosi che si abbonano alle pay tv, Noi Tifosi Veri che frequentiamo lo Stadio è ora che ci facciamo sentire perché anche le Società possono fare la loro parte.
Chi scrive è chi ha patito e sopportato Calciopoli e l’impossibilità d’esser mai risarciti per tutti i sacrifici fisici ed economici consumati in Campionati falsi e pilotati oltre che l’impotenza sportiva non sempre imputabile a fattori esterni alla società Inter del recente passato.
Chi scrive è chi non ha mai smesso di percorrere chilometri, spendendo soldi e facendo ogni tipo di sacrificio per non far mancare Mai il proprio incitamento alla Squadra senza mai chiedere ad Essa altro che Onorare la Maglia.
Chi scrive è chi non ha Mai mancato di sottoscrivere il proprio abbonamento per poter esserci sempre e comunque a qualunque incontro casalingo.
Chi scrive è chi si sente defraudato di quello che universalmente gli è sempre stato riconosciuto come il ruolo del 12° uomo in campo e che oggi pare esser divenuto appannaggio di chi la partita la guarda in tv.
Chi scrive è chi si sente abbandonato da una Società che almeno moralmente gli dovrebbe rispetto e riconoscimento per la dedizione e l’inesauribile passione da sempre dimostrate per l’Inter.
Chi scrive è chi ha sempre mostrato la signorilità di sopportare i momenti difficili ma che in un momento storico in cui tutti i mali del calcio paiono esser ricondotti ai Tifosi organizzati non può esimersi dal lanciare un grido di dolore per l’indifferenza mostrata da una società che pare cieca e sorda davanti alle difficoltà che si stanno creando e che non ha Mai mostrato un minimo di sostegno neppure in occasione della Trionfale stagione appena conclusa nella quale la Nord ha fatto letteralmente Scuola nel mostrare cosa significa non lasciare mai sola una Squadra.
In diversi stadi d’Italia abbiamo verificato come l’impegno delle società locali abbia consentito ai Tifosi di superare gli ingiusti vincoli inerenti striscioni e coreografie imposti dal decreto amato.
Noi Interisti vogliamo riappropriarci del Diritto alla Libertà d’espressione del Nostro attaccamento ai Colori Nerazzurri e ritornare a Tifare col pieno vigore che ci ha contraddistinti nella scorsa stagione ma abbiamo bisogno dell’impegno di tutti.
Ad oggi ogni tentativo di sensibilizzare opinione pubblica e società riguardo le ingiustizie che stiamo subendo è risultato vano, è arrivato il momento di mettersi tutti in gioco attraverso uno sforzo comune tra tutti coloro che veramente Amano l’Inter nessuno escluso e la Società non può più stare alla finestra.
Ciò che Noi “Interisti da Stadio” vogliamo non sono agevolazioni ne contributi di alcun tipo, ciò che chiediamo è un atto di fiducia ed una semplice riprova di quel Rispetto che riteniamo d’esserci abbondantemente meritato dopo anni di mortificazioni sopportate a testa alta senza mai aver fatto mancare la Nostra presenza ovunque.
Curva e Club invitano la Società Inter ad adoperarsi per abbattere tutti gli ingiusti vincoli burocratici legati alle modalità d’esposizione di striscioni e coreografie e ripristinare la libertà di scelta nei contenuti e nei tempi d’esposizione dei medesimi.
I controlli ai cancelli d’accesso sono più che sufficienti per valutare l’opportunità degli eventuali contenuti e pertanto le “dichiarazioni” anticipate di una settimana sono assolutamente superflue.
La “corda” si sta rompendo, i Tifosi cominciano a non iscriversi più ai Club del Coordinamento mentre la Curva che qualcuno vorrebbe non esistesse più, continua ad esistere malgrado tutto più unita che mai.
In sostanza in casa Inter, i decreti hanno sortito il solo effetto di svuotare S.Siro ad eccezione dell’unico settore che si voleva colpire, la Curva.
Gli effetti del malcontento creato dall’applicazione di assurde regole si stanno già manifestando a danno della Squadra che è già stata privata del colore e che se continueranno certe tensioni, presto verrà privata anche del sostegno vocale per non parlare della festa del Centenario che nessuno in questo momento ha certo voglia di festeggiare.
Ci rendiamo conto che le Società sono ormai diventate vittime di un vero e proprio ricatto da parte di un osservatorio e di una Lega che le punisce ogni volta che tentino un dialogo col Tifo organizzato ma a tutto ci deve essere un limite.
Il rigetto del ricorso presentato dall’Inter contro la chiusura della Nord per Inter-Genoa ha confermato ancora una volta l’assoluta impotenza dei veri protagonisti del Calcio innanzi alla prepotenza delle istituzioni nazionali ed ora anche di quelle sportive.
Le Società si sono rese conto come non si possa più continuare così ed il calcio si stia snaturando quindi hanno cominciato a muoversi per difendere il loro “diritto d’impresa” chiedendo maggior flessibilità ad osservatorio e lega in merito alle decisioni che riguardano le scelte per la gestione dell’ordine pubblico negli stadi, in pratica stanno facendo la cosa giusta per la ragione sbagliata.
Gli effetti della presa di posizione dei Club si sono visti subito con la riapertura del settore ospiti di Firenze per accogliere i Tifosi Napoletani, la concessione (prima revocata) ai Granata di andare ad Udine e l’abbassamento a “rischio 3” del derby si Roma che consentirà lo svolgimento dell’incontro in notturna.
Questo “successo” delle Società va però interpretato nella giusta misura.
Se da un lato si è dimostrato che i Club possono molto per cambiare lo stato delle cose, dall’altro si sono offerti all’ennesimo ricatto dell’osservatorio che ora potrà far ricadere su di loro le responsabilità di eventuali disordini futuri.
Se come dimostrato le Società possono incidere in maniera determinante sulla gestione delle scelte inerenti la pianificazione dell’ordine pubblico, la Curva Nord intende rinnovare il proprio invito all’unica via che realmente può contribuire ad attenuare il clima che si respira da tempo negli stadi … il DIALOGO.
Tornando ai fatti di casa Nostra dopo le innumerevoli attestazioni di stima alla Curva recapitate alla Società Inter, la Nord ed i tantissimi Inter Club che ci hanno contattato, auspicano che l’invito a costituire un tavolo di confronto coi rappresentanti del Club venga accolto in tempi brevi.
L’assurda repressione in vigore negli stadi ha innescato un’ingiustificata caccia alle streghe che sta letteralmente calpestando la Costituzione Italiana, è possibile che i Cittadini che frequentano gli stadi continuino a tollerarlo?
Con l’Inter sempre nel Cuore,
la Curva Nord Milano 1969

 


3/11/2007 part two

…ma l’osservatorio continua imperterrito per la sua strada nuove partite a porte chiuse anche nei prossimi turni…restrizioni per Palermo – Napoli il motivo principale sarebbe la mancanza di un traghetto che riacompagni i supporters partenopei a casa dopo la partita controllarli durante la notte potrebbe essere difficoltoso, ed ecco che si starebbe pensando a questa soluzione basterebbe magari sposatre la partita alla domenica ma forse sky non vuole???non mi pare una soluzione difficile..si preferisce assecondare sky piuttosto che i tifosi???e quando noi giocheramo a catania ???difficeilmente troveremo un aereo di ritorno entro la mezzanotte che ci vietino la trasferta anche a noi???sembrerebbe prevista la chiusura del settore ospiti dovrebbe infine fare il suo battesimo al San Paolo in occasione di Napoli-Catania, visti i non buoni rapporti esistenti tra i tifosi vesuviani e quelli etnei.Terminata la pagina che riguarda l’osservatorio e le sue decisioni una notizia dal mondo internazionale ….in Germania, 229 fermati …
Gravi disordini a Dresda nel fine settimana tra tifosi della Dinamo e della seconda squadra della città tedesca e le forze dell’ordine, che hanno dovuto fermare gli assalti di centinaia di hooligans e naziskin in occasione delle partite di campionato contro Union Berlino e Lokomotiv Lipsia. Il bilancio è di 229 fermati e 10 feriti Una due giorni di incidenti da far impallidire chi sostiene che il tifo sia marcio solo in Italia ha sconvolto la città di Dresda, nella Germania orientale. Il bilancio è di 229 fermati e 10 feriti, tra cui quattro poliziotti, che per tutto il fine settimana hanno dovuto fronteggiare gli assalti di hooligans e naziskin prima della Dinamo Dresda, storica squadra dell’ex Ddr, e poi del Dresda, seconda squadra della città tedesca. Motivo del contendere, oltre agli intrecci politici del mondo ultrà di quella zona tedesca con forze politiche di estrema destra, anche la rivalità delle squadre cittadine con l’Union Berlino, vittoriosa 1-0 sulla Dinamo in un incontro di Regional Liga Nord (la terza divisione) e con la Lokomotiv Lipsia, che affrontava il Dresda in una divione minore. Sono stati in totale circa 500 i teppisti che hanno affrontato le migliaia di poliziotti accorse a Dresda per impedire scontri tra le tifoserie.
ora torniamo in Italia per una notizia che a qualcuno fara sicuramante piacere..a quelli che hanno la mortadella negli occhi e non vogliono vedere la verita…a quelli che guardano solo un lato della medaglia …a tutti quelli che otto stronzi possono governare il mondo…beh ora sarete contenti…
Camera, stop a inchiesta su G8
ROMA – La commissione Affari Costituzionali della Camera boccia la proposta di legge per istituire una commissione di inchiesta sul G8 di Genova con i voti della Cdl e di Di Pietro e Mastella è scoppia una feroce polemica nell’Unione. Con 22 voti contrari e 22 voti favorevoli la commissione non è riuscita ad affidare il mandato al relatore a riferire in aula. Quanto basta per far insorgere la sinistra radicale che lancia l’accusa: “Idv e Udeur sabotano il programma”. “Un atto gravissimo, preferiscono insabbiare”, il commento deluso del ministro Paolo Ferrero di Rifondazione comunista mentre il suo partito per bocca del capogruppo Gennaro Migliore attacca: “Per noi è un fatto di gravità assoluta, intervenga Prodi”. “Clamoroso non voler trovare la verità”, aggiunge il segretario del Pdci Oliviero Diliberto. Ed anche il presidente della Camera Fausto Bertinotti fatica a tenere a freno l’irritazione. “Cosa penso? – ha detto ai giornalisti – Non dovreste fare fatica ad immaginarlo”. Ma il ministro Mastella cade dalle nuvole: “La commissione? Nel programma non l’ho vista”. E Antonio Di Pietro aggiunge: “Volevano indagare solo sulla polizia, una giustizia a metà. Noi vogliamo una commissione che indaghi sia sui manifestanti che sugli abusi delle forze dell’ordine”. Insomma uno sfregio alla sinistra radicale di cui Romano Prodi capisce tutta la pericolosità tanto che in serata da Palazzo Chigi lasciano trapelare un’indiscrezione: “La decisione è del parlamento ma il governo valuterà e si esprimerà”. Di più Palazzo Chigi non può dire. A scatenare il putiferio in commissione Affari costituzionali sono stati il dipietrista Carlo Costantini che ha detto ‘no’ insieme all’unico deputato dell’Udeur, mentre l’altro esponente dell’Idv, il capogruppo alla Camera Massimo Donadi, non si è presentato. I due esponenti della Rosa nel Pugno, Cinzia Dato e Angelo Piazza, non hanno preso parte alle votazioni. Per fare il colpaccio i parlamentari dell’opposizione sono ricorsi ad un espediente. Infatti mezz’ora prima del voto i parlamentari del centrosinistra erano in sovrabbondanza. Nessuno temeva per il peggio visto che mancavano all’appello sette esponenti di Forza Italia. Pochi minuti prima della conclusione dei lavori si è presentata in commissione una nutrita ‘pattuglia’ di deputati azzurri guidati dal capogruppo Elio Vito. E il loro arrivo ha fatto la differenza. A quel punto anche nell’Unione si è cominciato a telefonare freneticamente agli assenti per vedere di non andare sotto su un provvedimento tanto delicato. Ma non c’è stato nulla da fare perché l’ultimo “convocato” dell’Unione è arrivato troppo tardi, subito dopo il voto. Su 44 votanti 22 hanno detto sì e 22 ‘no’ e quando si arriva alla parità, per regolamento, il mandato al relatore a riferire in Aula non viene conferito. La Cdl ha esultato per questa bocciatura, mentre la maggioranza ha lasciato la commissione piuttosto delusa ed inizia la resa dei conti. La Sinistra radicale infuriata carica a testa bassa dipietristi e mastelliani colpevoli, secondo il Verde Paolo Cento, di “aver sabotato il programma dell’Unione”. Haidi Giuliani parla di “indignazione fortissima per il comportamento di Idv e Udeur che disattendono gli accordi comuni firmati nel programma dell’Unione”. E Cento aggiunge: “Ora la parola passi ai movimenti e alla mobilitazione popolare che mi auguro sia grande in occasione della manifestazione del 17 già convocata a Genova nella quale sfileranno i protagonisti di quelle giornate. Le istituzioni si impegnino alla piena agibilità delle piazze in quella giornata”. Nella maggioranza anche Ermete Realacci parlamentare del Pd è critico con gli alleati. “Quello che accade nei giorni del G8 – dice – rimane una ferita aperta nella nostra storia e nel rapporto tra cittadini e forze dell’ordine. Ancora oggi abbiamo la necessità di avere massima trasparenza e conoscere la verita”. In serata, il vicepremier Rutelli parla di “situazione che si può recuperare” – senza però precisare la natura di successivi sviluppi – e poi commenta: “Forse qualcuno si è distratto”. Di parere opposto la Cdl che commenta: “Sconfitto chi voleva processare le forze dell’ordine” con il leader di An Gianfranco Fini che si spinge ancora più in là: “La commissione d’inchiesta sul G8 era unicamente una cambiale che si pagava agli amici dei black bloc: alla sinistra più radicale”.


per concludere merita un commento la scomparsa di Guido Nicheli l’attore famoso per il personaggio di “Zampetti”… Lo sguardo intenso, serio nelle sue iperboli parlando di soldi e cose da comprare, gioielli per tacitare la moglie come “fabrichette”, dei suoi maiali, ma più spesso di “maiale”, ovvero donne e amanti, Nicheli aveva una gestualità continua delle mani che sono la vera caratteristica del personaggio, assieme all’intonazione e l’inflessione lombarda…
per chi domani e’ a livorno ci vediamo la…o in viaggio chi lo sa…per tutti gli altri appuntamento tra una decina di giorno a quando ritorno dalle ferie…