Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Archivio per gennaio, 2008

Happy Weekend

In queste settimane di pausa dal calcio giocato l’attenzione dei media si e’ spostata verso temi legati al mondo degli stadi e delle pay tv argomenti che sembrano cosi distanti tra di loro ma cosi legati come ribadito piu e piu volta su queste pagine…che gli stadi italiani italiani appaiano sempre piu vuoti e’ un dato di fatto e finalmente pare che anche qualche giornalista se ne sia accorto…subito dopo l’episodio della morte di Raciti l’attenzione dei giornalisti si era focalizzata verso il mondo inglese dove secondo l’opinione pubblica erano stati eliminati gli hooligans violenti….
Ritornano dopo un paio di post di assestamento i post settimanali…post breve ma circonciso…tante cose accadute come al solito in questa settimana…partiamo da domenica…partita casalinga per l’udinese contro il milan…poco da raccontare se non una quantita elevata di alcool nel sangue il motto – sambuca + montenegro non viene rispettato e se ne vedono le conseguenze nel secondo tempo e nel post partita…alla fine usciamo sconfitti sul campo grazie ad una perla di obodo che pensa bene di mantenere palla nel minuto finale al limite dell’aera bianconera perdendo palla e regalando la possibilita al milan di segnare il goal decisivo…mercoledi invece grande prova di carattere dei bianconeri che nonostante la presenza di obodo in campo sostituito tra il primo e il secondo tempo e chimenti in porta dopo l’uno a zero iniziale si fa rimontare e superare dal catania ma nel secondo tempo complici l’ingresso si quagliarella e pepe si pareggia e si passa al 3 a 2 che fa ben sperare per il ritorno mercoledi a catania,,,tocchera saltare invece napoli visto l’anticipo a sabato alle 8.30…oggi sono anche finito a vedere gli allenamenti complice un intervista per il guerrin sportivo a Inler sono anche finito negli uffici della societa…prima o poi postero delle foto che ho fatto qua e la…sta settimana e’ incominciato il g.f. tralasciando il mio pensiero su questo programma…pensiero gia ben espresso un paio di anni fa anche dalla curva romana…


l’inizio e’ stato con il botto…sul ponte milvio…quello dei lucchetti di moccia avevano sistemato una bolla con alcuni ragazzi all’interno…il botto l’anno fatto alcuni ragazzi di fiamma tricolore che hanno pensato bene di far ricordare che la casa non e’ un gioco…
ben fatto non c’e che dire…poi subbugli nella politica italiana…e’ caduto dopo un governo instabile fin dall’inizio in governo prodi…non per una spallata della destra ma per una scissione al suo interno…visto che ne ho capito poco di mastella e famiglia ne ho capito poco tralascio l’argomento…..siamo in italia…pare che gli unici che pagano sono quelli con una sciarpa al collo…nessuna novita nemmeno sulla vicenda di gabriele…chi deve pagare continua ad essere mantenuto dallo stato…e mentre l’osservatorio continua a vietare le trasferte convinta che in questo modo si riducano gli incidenti…non si accorge che i veri tifosi si muovono lo stesso alla faccia di questi decreti… singolare l’inziativa dei tifosi pisani che dopo il divieto di seguire la propria squadra a La Spezia per il derby si sono presentati non allo stadio ma fuori dalla questura spezzina lasciano un segno del loro passaggio…

Da sempre Spezia rappresenta per noi una trasferta particolare sia per il campanilismo che ci divide che per i ricordi legati a Maurizio. Quest’anno Osservatorio e Prefettura spezzina hanno pensato “bene” di vietarci la trasferta. Quest’atto è solo l’ultimo tassello di una serie di negazioni e divieti che il decreto Amato ha imposto: stadi blindati, striscioni, megafoni, tamburi e coreografie abolite e pene “ergastolane” per qualsiasi atto di presunta violenza compiuta allo stadio. Riteniamo tutti questi provvedimenti anticostituzionali, in quanto il diritto di espressione e di muoversi liberamente sarebbe garantito dalla costituzione italiana. Invece qui siamo all’assurdo: dopo gli incidenti di Catania il calcio è stato stravolto: tolleranza zero su tutto e tutti, dura condanna da parte di mass-media dell’intero mondo ultras. Nelle ore successive agli incidenti il presunto omicida di Raciti è finito subito in carcere additato da tutti come il colpevole e schiaffato su tutte le prime pagine dei giornali. In seguito è stato verificato che non è stato lui a colpire mortalmente Raciti, ma ancora non sappiamo cosa sia realmente accaduto quella sera.
Mesi dopo muore un tifoso davanti a un autogrill, colpito a morte da un colpo di pistola sparato da un poliziotto dalla carreggiata opposta dell’autostrada davanti a decine di testimoni. Nelle ore successive a quest’omicidio c’è stata una chiara volontà degli organi competenti d’insabbiare l’accaduto, parlando di casualità, d’incidente, di colpi sparati in aria, scaturendo così la prevedibile reazione di tanti tifosi. C’è stata la volontà di cambiare le carte in tavola, il problema non era più il poliziotto che spara ad altezza uomo ad un innocente di ventotto anni, ma la cosa grave da reprimere e condannare era il fenomeno ultras. Infatti il poliziotto che ha sparato anche se indagato è in totale libertà e ancora in servizio, mentre da allora per gli ultras e per tutti i tifosi hanno ancora di più inasprito le pene, alzato la repressione e vietato anche le trasferte.
Come mai solo per arginare il problema ultras si adottano leggi speciali, decreti, divieti, e invece per tutti i problemi ben più gravi che affliggono il mondo del calcio e l’Italia in generale finisce sempre tutto in una bolla di sapone? Pensiamo a moggiopoli e al doping per rimanere nel calcio, ma pensiamo anche a tutti i morti sul lavoro, lì si che ci vorrebbero più sicurezza, controlli e leggi speciali!! Siamo stanchi e sdegnati da tutta questa ipocrisia, da QUESTE VERITA’ INSABBIATE, ribaltate, offuscate!!
Nove anni fa a Spezia scomparve Maurizio, anche lui trattato da ultras e non da libero e normale cittadino meritevole di soccorsi e cure appropriate, anche a lui, nonostante tutto quello che abbiamo fatto, è stata negata verità e giustizia con una vergognosa archiviazione. Ci auguriamo che per Sandri non sia così, come è gia successo in tanti altri casi, dove persone hanno subito torti, ingiustizie, abusi di potere o cure inappropriate senza mai poi ottenere giustizia.
OGGI NOI A SPEZIA CI SIAMO, la nostra trasferta è questa qui, a protestare di fronte alla Prefettura spezzina, a manifestare il nostro sdegno per quest’assurda decisione, ad urlare ancora a tutti che questo decreto va contro la Costituzione, che il calcio è passione e tifo. La curva come la intendiamo noi è un luogo d’aggregazione e d’espressione dove persone di diverse età si incontrano per condividere una passione, per fare tifo, riunioni settimanali, striscioni in cui esprimere le proprie idee, coreografie spettacolari, TRASFERTE, progetti di solidarietà e collaborazione in tutto il mondo, aiuti a persone e strutture sanitarie locali sostituendoci di fatto allo stato che dovrebbe garantirle….
Noi non possiamo accettare che tutto questo ci venga negato! COMBATTIAMO QUESTO DECRETO!!!
Curva Nord Maurizio Alberti
I giornalisti invece di scagliarsi contro questi assurdi decreti si sono scagliati per l’ennesima volta contro gli ultras rei di essere andati fino a La Spezia…nonostante non abbiano commesso nessun reato…e non sta avendo fortuna nemmeno l’iniziativa della lega del fair play…l’idea di trovarsi a fine partita per stringersi la mano in mezzo al campo..nessuno ne ha capito ancora bene il meccanismo…alcuni lo trovano un momento come un’altro per scagliarsi contro gli arbitri per complimentarsi per l’ottima direzione della gara…VAFFANCULO AL FAIR PLAY…ultimo pensiero per i tifosi dell’Havant & Waterlooville, squadra di Non-League che oggi in FA Cup sfiderà ad Anfield Road il Liverpool…che dire spettacolo….ed ora l’ultima chicca..da ascoltare rigorosamente domenica sera…


Tour De Forces

Le prime trasferte dell’anno sono anche due delle piu lontane dal nord est italiano…la squadra bianconera si trova infatti a dover affrontare in rapida successione Cagliari e Palermo per l’incontro di coppa Italia…cosi si cerca di organizzarsi e di affrontare in un qualche modo il doppio impegno cercando magari di spendere il meno possibile…cosi dopo la ricerca su internet dei voli si aspetta la conferma dei partecipanti e ad affrontare il doppio impegno si rimane solo in 2… poco male si parte lo stesso…i voli piu convenienti partono da milano…scartata fin da subito l’idea di lasciare la la macchina visti gli 80 euro da lasciare si opta per viaggiare fino in treno…partenza prevista sabato sera 22.28 diretto fino a bologna tre ore di sosta nella citta emiliana e poi direzione milano…arrivo a casa il sabato sera e gia si parla di rischio per la partita visti gli scontri che si stanno verificando al porto di cagliari all’arrivo della nave carica di rifiuti proveniente da napoli …poco male noi si parte lo stesso ma fin dall’arrivo in stazione emergono gli intoppi…erano previsti degli scioperi il 10% circa e infatti il nostro treno era cancellato…non ci si perde d’animo e si prende il primo disponibile per mestre certi che almeno da la ci si potra’ muovere di piu rispetto a pordenone…arrivo a mestre attorno a mezzanotte chiediamo conferma sull’eventuale partenza dei nostri treni e poi scatta la ricerca ad un bar dove bere qualcosa…ci si incammina lungo il viale di fronte alla stazione per una buona mezzoretta ma incontriamo solo trans e consci dell’esperienza milanese di un paio di post fa ce ne stiamo belli lontani…svegliamo i ragazzi che ci aspettano a cagliari invidiandoli un poco e non ci resta che aspettare altre 2 ore in stazione…cosi ci sediamo nell’unica sala d’aspetto in attesa che il tempo scorra…alle 3 e 11 finalmente partiamo in direzione Bologna…viaggio stancante ormai si chiudono gli occhi ma si cerca di resistere …arrivo alla stazione e la sala d’aspetto la stanno pulendo…meglio allora essersi fatti le tre ore a mestre piuttosto che in questa stazione…dopo una ventina di minuti si parte in direzione Milano…tempo per l’acquisto di un paio di tramezzini al salmone e si riparte…e finalmente si dorme un po sono ormai le cinque di mattina…alle sette il treno ferma si ferma nella stazione centrale…tempo di prendere i biglietti e gia fuori i bigliettai con un “malpensa???dai dai che parte subito” ci invitano a salire sul bus in direzione Malpensa …arrivo in aeroporto e si preferisce scendere al terminal 2 scelta sbagliatissima ce ne accorgiamo troppo tardi che il nostro volo parte dall’altro terminal…ci informiamo allo sportello dell’alitalia dove un apprezzabile ragazza ci avvisa che “c’e la naveeetta gratuita “ con un accento milanese che ricorderemo per tutto il viaggio…arrivo in aeroporto e rapido check-in ce la prendiamo con calma chiamiamo i ragazzi a cagliari e mangiamo qualcosa…poi decidiamo che sia il caso di andare e facciamo bene visto che l’ultima chiamata era gia stata fatta senza che noi ce ne accorgessimo…tempo di salire sull’aereo e 10 minuti dopo stiamo partendo…durante il viaggio si cerca di dormire almeno un po…arrivo a cagliari e troviamo un ragazzo ad aspettarci per portarci nella casetta dove avremmo dovuto passare la nottata e dove ci aspettavano gli altri ragazzi del gruppo..mangiamo una pasta e ci raccontano dei 4 collegamenti di studio aperto dallo stadio sant’elia durante i quali sembrava addirittura che non si dovesse nemmeno giocare e con il finale “previsti 20 (tifosi…ndr..) dal nord italia ma non sono loro il vero obbiettivo degli sconvolts…”…finito di pranzare si parte in direzione stadio e dopo essere entrati in settore dopo la perquisizione durante la quale ci viene permesso di portare all’interno le nostre pezze ci raggruppiamo con gli altri ragazzi del settore…siamo circa 25 ragazzi…e siamo ben colorati con un buon numero di bandiere del friuli che sventoleranno per tutta la durata della partita..a livello di cori cerchiamo di farci sentire il piu possibile ma il nostro tifo non risultera’ continuo dall’altra parte la curva appare piuttosto compatta nel settore centrale e scandisce subito cori per i fatti accaduti nei giorni precedenti al porto…l’udinese rimane in 10 uomini prima della fine della prima frazione ma nonostante tutto sul campo riesce a privilegiare e passa addirittura in vantaggio…poi sul campo mantiene il predominio…il primo tempo finisce e durante la seconda frazione di gioco l’udinese sembra subire l’iniziativa rossoblu che sfiora piu e piu volte il pareggio per poi sfiorare il raddoppio in contropiede…il cagliari rimane in 10 e tenta nel finale di segnare un goal ma la porta verra ben difesa strenuamente fino alla fine …nel finale esordio per il fair play ennesima cazzata inventata dai benpensanti e dopo i saluti tra i giocatori in mezzo al campo si passa a salutare i tifosi sugli spalti con lancio di magliette…grazie a Lukovic ne porto a casa una…finita la partita risaliamo in macchina e torniamo verso il nostro appartamento…tempo per vedere i goal in televisione e per mangiare un boccone e alcuni ragazzi devono gia ripartire verso l’aeroporto…per per noi la trasferta non e’ ancora finita…si salutano anche i ragazzi cagliaritani ringraziandoli per l’ospitalita e dopo un tea alla grappa di pepe si va a dormire finalmente in un letto…ci si sveglia la mattina dopo che e’ gia mezzogiorno tempo di andare a prendere la nostra cena e i biglietti del bus …si ritorna a casa si pranza e ci si prepara per la lunga traversata tra le isole..per arrivare al porto tocca prendere 2 autobus e si arriva giusto giusto mezzora prima che la nave parta..lunga corsa da un alto all’altro del porto alla ricerca dello scalo giusto poi finalmente troviamo la biglietteria della tirrenia e dopo una perquisizione con metal detector stile aeroporto ci si imbarca nella “Toscana”…la nave pare piu lussuosa del previsto sara’ che ci dobbiamo passare tutta la notte ci accomodiamo nelle poltroncine e mentre si guarda il Gerry Nazionale lentamente dopo che e’ stato caricato tutto si parte…rimaniamo nella sala bar un paio di orette poi saliamo nella sala dove avremmo dovuto dormire molto stile cinema tv con le poltrone reclinabili e tre televisori ai lati…due seu tre trasmettono canale 5 con la fiction per fortuna italia 1 trasmette i fantastici 4…trascorriamo cosi la serata poi pian piano un po di gente va a dormire e la nostra attenzione viene attratta dai televisore centrale da dove sentiamo qualcosa di familiare Anna Ciriani…la pornoprof in tv da Maurizio Costanzo…il sonno prevale su di noi e lentamente ci addormentiamo…risveglio la mattina presto attorno alle 6 quando la nave doveva sbarcare ma dopo una rapida occhiata in giro la terra appare molto lontana e solo alle otto si sbarchera in terra sicula…niente navetta coma a cagliari dall’ingresso all’uscita dell’aeroporto e nemmeno controlli stile aeroporto…l’uscita e’ tutta un programma con bande di cani randagi che girano attorno ai camion impegnati nello sbarco…riusciamo a raggiungere la stazione di trapani e cerchiamo un treno per palermo…saliamo sul primo che troviamo ma scopriamo che fa 70 chilometri piu del normale e arriveremmo attorno a mezzogiorno e mezzo ci informiamo a che ora sarebbe il diretto ma prima delle due e mezza non parte….saliamo allora sul primo treno che troviamo…viaggio ingannato da una partita e l’altra a briscola poi finalmente arriviamo a palermo…recuperiamo un primo autobus che ci porta fino allo stadio poi con il secondo il mitico 628 giriamo su e giu per la citta quando appare il cartello per la fine della citta appare anche il nostro ostello…aspettiamo di sbrigare le procedure d’ingresso e dopo essere entrati in possesso della nostra stanza sistemiamo le nostre cose e poi ritorniamo a palermo…per ingannare il tempo ci mettiamo alla ricerca del settore ospiti ma dopo aver girato per un oretta e mezza abbondante non ne riusciamo a venire fuori..scartiamo quindi l’ipotesi corteo a piedi decidiamo quindi di mangiare qualcosa sono ormai le otto e piu di una pasta a trapani oggi non abbiamo mangiato..riusciamo a trovare una pizzeria per asporto e mangiamo aspettando che passi l’autobus verso l’ostello…serata trascorsa prima a fare il tifo per l’empoli ma complice l’infortunio di pratali lo vediamo soccombere …poi nella stanza sparando cagate …la mattina seguente sveglia presto andiamo a recuperare gli altri ragazzi in aeroporto…raggiungiamo con il 628 lo stadio poi pensiamo bene di prendere un onestissimo autobus dal modico prezzo di 5.30euri fino all’aeroporto…ci raggruppiamo con gli altri..saremo in 8 ragazzi oggi a sostenere la squadra a palermo…scartiamo l’ipotesi bus per raggiungere la citta e optiamo per il trenino ciuf ciuf…ci fermiamo al primo centro utile per mangiare un boccone…ce la caviamo anche abbastanza bene con un primo accompagnato da dell’ottimo vino locale…poi recuperiamo una decina di birrette al modico prezzo di 10 euro e riprendiamo il trenino …alla stazione successiva troviamo il comitato d’accoglienza ad aspettarci rapido controllo dei biglietti poi dopo aver essiccato le birre saliamo sul pullman a noi assegnato…mezzora prima della partita siamo fuori dal settore ospiti…l’ingresso e posto accanto all’ippodromo in una strada nemmeno asfaltata davvero difficile da trovare..problemi all’ingresso dove non vogliono far entrare i nostri striscioni per la mancanza del permesso…il permesso noi non lo chiediamo e alla fine entriamo senza nulla…lo stadio e’ gremito grazie alla politica dei biglietti omaggio per gli under14 e biglietti a prezzi popolari…nel settore davanti a noi gli ultras di casa sono scesi dal secondo anello a quello sottostante…mentre in quello accanto al settore ospiti la gente e’ sistemata su entrambi i due piani…i tifosi di casa non sono compatti ma sono suddivisi in gruppetti che cantano per conto proprio…e anche nel settore attiguo al nostro il tifo non e’ compatto…noi siamo in 8 e cerchiamo di tifare nonostante l’esiguo numero con cori contro il calcio moderno cori a sostegno della squadra—nel secondo tempo caliamo vistosamente ma ecco che durante l’intervallo i nostri accompagnatori si prodigano per portarci degli abbeveraggi e il paninaro di turno accompagnato dal fido scudiero ci porta borghetti e sambuca…poi alla fine decide anche di regalarci la bottiglia in plastica…ecco che noi ci riprendiamo e partono cori goliardici per portarci alla vittoria..prima cori pro severino poi improvvisiamo il classico pro silvia ma la squadra non si sblocca…quando ormai i ragazzi che devono prendere l’aereo stanno optando per andarsene lasciandoci in due dentro il settore grande cross di candreva e floro flores inzucca il goal della vittoria…il settore esplode nel poco che si puo e la partita finisce…finita la partita i giocatori passano a lanciare la maglia…siamo in 8 ragazzi ma nemmeno 8 magliette vengono lanciate solo in 5 piu un paio di pantaloncini per festeggiare il passaggio del turno anzi un giocatore preferisce lasciarla ad un raccattapalle locale…aspettiamo nel settore ospiti per una buona ventina di minuti conversando con i nostri accompagnatori che ci fanno i complimenti per i cori goliardici invitandoci a portare tranquillamente uno striscione “con silvia al centro e 5 euro ai lati” che entrerebbe senza problemi nelle prossime occasioni a palermo senza nessun problema di permessi…finita la partita risaliamo sul pullman e si festeggia a modo nostro salutando i ragazzi rimasti a casa…poi veniamo riaccompagnati nella stazione da cui siamo scesi e velocemente riprendiamo il trenino che ci riporta in aeroporto per salutare i ragazzi che tornano a casa..beati loro…per noi ancora un giorno in terra sicula…riprendiamo in trenino e puntiamo verso palermo centro per mangiare qualcosa…alla fine non troviamo nulla di aperto e non resta dopo una camminata che ritornare verso lo stadio …nemmeno la pizzeria della sera precedente e’ aperta e non resta che incamminarci alla ricerca di qualcosa di aperto…dopo una bella camminata troviamo una pizzeria che fa al caso nostro…pizza al taglio e dopo aver ripreso il bus si torna verso l’ostello…arrivano i primi messaggi di ragazzi che ci consigliano di rimanere in terra sicula vista l’eliminazione del milan ai danni del catania…serata tranquilla…la mattina dopo ci tocca lasciare alle 10 l’ostello e mentre inizia a scendere la pioggia ritorniamo verso lo stadio…trascorriamo la giornata in giro alla ricerca di arancini poi quando la pioggia aumenta puntiamo verso la stazione…alla fine nel tardo pomeriggio prendiamo il treno verso l’aeroporto…scesi dal treno incontriamo tre ragazzi dei fas venuti giu lo stesso allo stadio per una foto di rito con lo striscione che ci raccontano della giornata trascorsa in giro per la citta…tempo di bere una birra con loro e devono gia ripartire in direzione venezia…il nostro aereo segna gia mezzora di ritardo…disperati per le due ore mancanti alla partenza trascorriamo le ore che passano in giro per l’aeroporto…l’aereo ritarda di un’altra mezzora la partenza poi finalmente verso le nove partiamo dalla sicilia anche noi…il comandante comunica che la partenza e’ stata ritardata a causa di nebbia nella cabina la mattina nella partenza dell’aereo dall’olanda…mah…arrivo alla malpensa terminal 2 attorno alle undici mezza fuga alla ricerca del bus verso la stazione…il primo parte pieno e senza di noi riusciamo a salire sul secondo arrivo in stazione dieci minuti prima che il nostro treno debba partire…corsa su e giu per i biglietti e poi per i binari visto che pensano bene di aprire solo le prime due carrozze poste alla fine…riusciamo anche a partire con mezzora di ritardo…poco male…alle tre di notte dopo aver dormito per tutto il viaggio si arriva a verona…la stazione e’ chiusa e non c’e nemmeno una sala d’aspetto per i passeggeri…qualcuno dorme sui treni in sosta poi dopo due ore di attesa al freddo si riparte verso mestre e poi finalmente alle 8 si ritorna a pordenone…
Bilancio della doppia trasfera km
treno pn-ve 93 ve bo 154 bo mi 210 mi vr 163 vr pn 192 tp pa 177 km
aereo mi ca 695 pa mi 887 km
nave ca tp 321 km
Senza calcolare le i viaggi su e giu con gli autobus….bien bien bien…


Roby Feccia is my friend


Io mi chiamo Pasquale Cafiero
e son brigadiere del carcere oinè
io mi chiamo Cafiero Pasquale
sto a Poggio Reale dal ’53
e al centesimo catenaccio
alla sera mi sento uno straccio
per fortuna che al braccio speciale
c’è un uomo geniale che parla co’ me
Tutto il giorno con quattro infamoni
briganti, papponi, cornuti e lacchè
tutte l’ore cò ‘sta fetenzia
che sputa minaccia e s’à piglia cò me
ma alla fine m’assetto papale
mi sbottono e mi leggo ‘o giornale
mi consiglio con don Raffae’
mi spiega che penso e bevimm’ò cafè
A che bell’ò cafè
pure in carcere ‘o sanno fa
co’ à ricetta ch’à Ciccirinella
compagno di cella
ci ha dato mammà
Prima pagina venti notizie
ventuno ingiustizie e lo Stato che fa
si costerna, s’indigna, s’impegna
poi getta la spugna con gran dignità
mi scervello e mi asciugo la fronte
per fortuna c’è chi mi risponde
a quell’uomo sceltissimo immenso
io chiedo consenso a don Raffaè
Un galantuomo che tiene sei figli
ha chiesto una casa e ci danno consigli
mentre ‘o assessore che Dio lo perdoni
‘ndrento a ‘e roullotte ci tiene i visoni
voi vi basta una mossa una voce
c’ha ‘sto Cristo ci levano ‘a croce
con rispetto s’è fatto le tre
volite ‘a spremuta o volite ‘o cafè
A che bell’ò cafè
pure in carcere ‘o sanno fa
co’ à ricetta ch’à Ciccirinella
compagno di cella
ci ha dato mammà
A che bell’ò cafè
pure in carcere ‘o sanno fa
co’ à ricetta ch’à Ciccirinella
compagno di cella
ci ha dato mammà
Qui ci stà l’inflazione, la svalutazione
e la borsa ce l’ha chi ce l’ha
io non tengo compendio che chillo stipendio
e un ambo se sogno ‘a papà
aggiungete mia figlia Innocenza
vuo’ marito non tiene pazienza
non chiedo la grazia pe’ me
vi faccio la barba o la fate da sé
Voi tenete un cappotto cammello
che al maxi processo eravate ‘o chiù bello
un vestito gessato marrone
così ci è sembrato alla televisione
pe’ ‘ste nozze vi prego Eccellenza
mi prestasse pe’ fare presenza
io già tengo le scarpe e ‘o gillè
gradite ‘o Campari o volite ‘o cafè
A che bell’ò cafè
pure in carcere ‘o sanno fa
co’ à ricetta ch’à Ciccirinella
compagno di cella
ci ha dato mammà
A che bell’ò cafè
pure in carcere ‘o sanno fa
co’ à ricetta ch’à Ciccirinella
compagno di cella
ci ha dato mammà
Qui non c’è più decoro le carceri d’oro
ma chi l’ha mi viste chissà
chiste so’ fatiscienti pe’ chisto i fetienti
se tengono l’immunità
don Raffaè voi politicamente
io ve lo giuro sarebbe ‘no santo
ma ‘ca dinto voi state a pagà
e fora chiss’atre se stanno a spassà
A proposito tengo ‘no frate
che da quindici anni sta disoccupato
chill’ha fatto quaranta concorsi
novanta domande e duecento ricorsi
voi che date conforto e lavoro
Eminenza vi bacio v’imploro
chillo duorme co’ mamma e co’ me
che crema d’Arabia ch’è chisto cafè


Ladro Sexy Shop

Australia, ruba bambole gonfiabili
caccia grossa al ladro dei sex shop

SYDNEY – Irrompe nei sexy shop, ruba bambole gonfiabili – con una preferenza per quelle che assomigliano a Jane, la compagna di Tarzan – e le abbandona dopo aver goduto del bottino “usa e getta”. Un ladro tutt’altro che scaltro quello che la polizia di Cairns, nel nord-est dell’Australia, sta ricercando. E pare vicino a catturare.

Dalla statura alta e dalla corporatura esile, come appare in alcune immagini riprese delle telecamere di sicurezza, l’uomo agisce da vero maniaco. Appena rubate le bambole, ne gonfia una e la usa per le sue pratiche sessuali contro un muro o sotto il tetto in una stretta apertura, in cui riesce ad infilarsi. Poi abbandona gli oggetti erotici in un vicolo buio.

Il ladro, che ha lasciato impronte digitali ed evidenze del suo Dna – già prelevate da agenti della scientifica – è responsabile di almeno tre furti con scasso nel Laneway Adult Shop in centro città, e di due furti dal registratore di cassa di un locale notturno. Nel primo furto l’uomo ha rubato cinque bambole e ha fatto sesso con una di esse.

“Lo scassinatore faceva un buco vicino alla sommità del tetto e si calava giù per 15 metri”, ha riferito al quotidiano Cairns Post David Sharman, il proprietario del sexy shop Sapphire Bar. “E’ davvero strano e preoccupante che un tizio del genere stia girando per le strade”, ha detto Vogue, il proprietario di un altro sexy shop svaligiato. “Porta via le bambole, ne gonfia una, la usa e la lascia nel vicolo”, ha spiegato il commerciante.

L’insolito ladro sembra avere anche il tempo di scegliere le sue prede. Dalla frequenza e dal tipo dei suoi furti infatti si capiscono anche le sue preferenze: il modello che più lo attrae è senza dubbio ‘Jungle Jane’, che ha rubato ogni volta.

@repubblica.it


Stadi vuoti…soluzione all’italiana

In queste settimane di pausa dal calcio giocato l’attenzione dei media si e’ spostata verso temi legati al mondo degli stadi e delle pay tv argomenti che sembrano cosi distanti tra di loro ma cosi legati come ribadito piu e piu volta su queste pagine…che gli stadi italiani italiani appaiano sempre piu vuoti e’ un dato di fatto e finalmente pare che anche qualche giornalista se ne sia accorto…subito dopo l’episodio della morte di Raciti l’attenzione dei giornalisti si era focalizzata verso il mondo inglese dove secondo l’opinione pubblica erano stati eliminati gli hooligans violenti….
Era il 1985 quando il mondo del calcio, e l’Inghilterra più di tutti, finì sotto choc per i drammatici fatti dell’Heysel, con le 96 vittime della finale dell’allora Coppa dei Campioni tra Liverpool e Juventus. Nei momenti di panico che stroncarono la vita di tanti italiani, sia i tifosi che i gruppi di tifo organizzato vennero iscritti nella lista nera della cronaca sportiva, ma anche e soprattutto messo nel mirino della giustizia. L’allora “lady di ferro”, premier del paese, Margaret Thatcher, prese una decisione che, forse, sarebbe giusto prendere anche in Italia quest’anno: ritirò tutte le squadre inglesi dalle competizioni internazionali, prima che l’UEFA le squalificasse per un anno (il Liverpool fu bandito per 5 anni). Nonostante il dramma, però, gli inglesi non fermarono il calcio in casa propria: la lotta contro i violenti hooligans fu molto aspra e decisa. Da allora il pubblico è tornato sugli spalti.
Ma “il modello inglese” non si è creato da un giorno all’altro: vediamo insieme, per gradi, come e dove si sia concentrata nel tempo l’azione delle autorità inglesi per arginare il “fenomeno hooligans”.
La ricetta inglese per riportare la gente negli stadi è passata attraverso :
1) la completa ristrutturazione degli impianti con la eliminazione delle barriere tra il campo di gioco e la tribuna, seggiolini in tutti i settori, capienza di almeno 20mila posti e possibilmente dotati di box privati, uso di telecamere a circuito chiuso;
2) presa di coscienza dei tifosi dopo il bando europeo;
3) responsabilizzazione delle società a cui è stata affidata la sorveglianza all’interno degli impianti attraverso la presenza di stewards privati (pagati dai club) in collegamento via radio con la polizia presente solo all’esterno degli impianti;
4) divieto per le società di intrattenere rapporti con i propri tifosi, fatta eccezione per la collaborazione finalizzata a prevenire possibili incidenti;
5) creazione di una squadra speciale di sorveglianza nazionale anti-hooligans: la National Football Intelligence Unit costituita da Scotland Yard nel 1989. Un agente è affidato a ognuna delle 92 società professionistiche e si occupa – viaggiando sempre al seguito della tifoseria – della schedatura dei tifosi violenti e di azioni di infiltrazione. Con questo sistema è stato possibile schedare, in un’apposita banca dati, circa settemila tifosi;
6) sistema “Crimistoppers” (in dieci anni ha permesso la cattura di oltre 15mila ultras) ideato da un gruppo di privati: esiste un numero verde a cui si può telefonare (media di circa 200 al giorno) per segnalare episodi, persone sospette e/o situazioni pericolose. Le denunce sono rigorosamente anonime così come la ricompensa ai cittadini che permettono la cattura degli eventuali teppisti.
Dal lato normativo:
a) lo Sporting Event Act (1985) vieta l’introduzione degli alcoolici negli stadi;
b) il Pubblic Order Act (1986) indica come reato il comportarsi alle partite in modo “allarmante”, anche se non violento, concedendo ai magistrati il potere di impedire l’accesso negli stadi a singoli tifosi “violenti” che devono presentarsi ai rispettivi comandi di polizia in occasione delle partite;
c) ll Football Offences Act (1991) permette alla polizia di arrestare e far processare per direttissima i tifosi anche solo per violenza verbale (linguaggio osceno e cori razzisti).
Misure queste tutte in vigore in Gran Bretagna e che il governo Blair, nell’impossibilità di un’applicazione in occasione delle trasferte all’estero dei tifosi, ha ben supportato con l’approvazione del Football Disorder Act. Questa legge conferisce poteri enormi a Scotland Yard che può sequestrare il passaporto di un sospetto appena cinque giorni prima di una gara che si disputi all’estero.

L’italia dal canto suo non ha fatto altro che creare un miscugli di leggi ispirate a questo modello…si e’ partiti dagli impianti giudicati vecchi e non a norma e si sono installati prima delle inferriate all’esterno poi i famosi tornelli all’interno cosa che in Inghilterra devono ancora vedere si sono conquistati gli spalti con le trafile per i biglietti nominativi e si sono piazzate telecamere in ogni loco non si sa ancora con quale scopo visto che gli incidenti come avviene in Inghilterra osa si sono spostati all’esterno degli impianti…si e’ creata la figura dello steward ma non si sa con quale scopo visto che appaiono per lo piu come dei manichini rvolti verso gli spalti a contemplare il tifo…e si e’ creata la figura dell’osservatorio del viminale figura mitica formata di massimi esponenti con lo scopo di giudicare se una partita debba ritenersi piu o meno pericolosa senza seguire una scala precisa ma in ogni occasione con una modalita diversa…e non si e’ fatto altro che ottenere questo…

Stadi, la grande fuga
Gli spettatori diminuiscono, club in rosso Impianti scomodi, tristi e senza colori
MILANO — Vuoti, o quasi. Tristi. O senza troppa allegria. Gli stadi del calcio italiano, oggi, sono così. Dopo un buon numero di abbonamenti staccati in estate e un incoraggiante avvio di stagione, la fuga dagli stadi è ricominciata inesorabile. Perché se la statistica segna ancora un gol, non c’è da esultare troppo. E non è per via del famoso «pollo» di Trilussa. È vero: ci sono 2.786 spettatori in più (dato aggiornato al 16 dicembre 2007) rispetto alla media delle prime 16 giornate dello scorso anno, che diventano 3.459 sulla media dell’intero ultimo campionato. Il torneo di serie A 2006-2007 è stato, però, quello con la media più bassa degli ultimi quarantacinque anni. Con il ritorno di Juve, Genoa e Napoli (le ultime due assenti anche nel 2005-06) a fronte delle retrocessioni di Ascoli, Chievo e Messina, con i quattro derby come non capitava dal 1994-1995, con il via senza penalizzazione di tutte le big si attendeva, o meglio si sperava, in una massiccia rentrée degli spettatori negli stadi. In modo da far riavvicinare l’Italia non tanto alla Bundesliga tedesca o alla Premier League inglese (rispettivamente 40.572 e 34.141 spettatori in media lo scorso anno), ma magari alla Liga spagnola, che vanta una media di quasi 30 mila presenti. Si resta, invece, lontani.
Molto lontani. E sono, soprattutto, le immagini a stridere. In Inghilterra, anche ieri, stadi pieni. Nella nazione campione del mondo, impianti semivuoti e malinconici. Le zoomate, all’Olimpico di Roma come al Sant’Elia di Cagliari, sono spesso impietose: coppiette isolate tra decine di seggiolini vuoti. Se le foto in bianco nero degli anni Settanta con gli «spalti gremiti ai limiti della capienza», come era solito descriverli in radio Sandro Ciotti, sono un tuffo al cuore, anche i 30.704 spettatori di media della stagione 1998-99, quando la tv satellitare era ormai entrata nella casa degli italiani, restano una chimera. Per Lazio-Juve, partita un tempo da «sold out», il 15 dicembre scorso c’erano solo 25.098 spettatori, esempio perfetto di una giornata, la 16ª d’andata, che ha fatto registrare la media più bassa della stagione: 14.151. La settimana prima per Empoli-Cagliari solo in 786 avevano fatto la fila per acquistare un biglietto. I bagarini, che nemmeno i tagliandi nominali avevano resi disoccupati, sono sull’orlo di una crisi di nervi. «Quello che mi infastidisce maggiormente e mi rattrista del calcio italiano sono gli stadi vuoti», ha confessato recentemente Demetrio Albertini, ex colonna del Milan, oggi vicepresidente della Federazione e rappresentante del sindacato calciatori. «Mi dispiace soprattutto vedere all’estero i giocatori a contatto con il pubblico. Da noi, invece, troppe barriere alzate».
La lotta ai violenti ha reso necessarie alcune misure drastiche. Ma, spesso, anziché allontanare i teppisti e far diminuire la paura hanno di fatto finito per tenere a casa il tifoso normale. Spesso comprare un biglietto equivale, infatti, a un’odissea per il tifoso normale. A Roma è stato stimato che un biglietto su quattro veniva comprato al botteghino dello stadio poco prima dell’inizio. Oggi non è più possibile. Andare allo stadio deve essere ormai pianificato con un certo anticipo, come avviene con la «settimana bianca». Risultato? Molti decidono di non andare. Colpa sicuramente di alcune frange organizzate di teppisti, che hanno occupato militarmente il territorio e generato sentimenti di paura nel tifoso medio. Di contro, però, c’è anche chi punta l’indice su uno stadio ormai senza colore e senza più poesia. Da Il Foglio a «Striscia lo striscione» (rubrica di «Striscia la notizia») è cresciuta una corrente di pensiero che vuole il ritorno del sapore da stadio.
Tutti d’accordo sul giro di vite per lasciare fuori i delinquenti incalliti ma la sensazione è che si è passati da un eccesso a un altro. Per lustri nelle curve sono state tollerate svastiche e esaltazioni delle foibe, adesso per portare il canonico «ciao mamma» bisogna sottoporsi ad una lunga trafila burocratica. Insomma «Giulietta è ‘na zoccola», storico e ironico striscione dei tifosi napoletani verso i rivali veronesi, oggi resta fuori. Così come lo spirito goliardico che contraddiceva le stracittadine. «Dobbiamo dialogare con gli ultrà non violenti», ha dichiarato il presidente Giancarlo Abete, preoccupato dell’erosione di pubblico. Ma c’è chi ha già pronta la panacea per arginare la fuga: gli stadi nuovi. Accoglienti, aperti alle famiglie, con centri commerciali all’interno. Lo reclama da tempo il presidente della Lazio, Claudio Lotito. Al momento è stato respinto dal Comune di Roma e dal Coni. In diverse città ci stanno pensando.
Roberto Stracca
Ed anche in inghilterra pare si siano accorti che gli spalti siano un po freddi…basta vedere le dichiarazioni del tecnico del Manchester Utd…
Ferguson:”Old Trafford da funerale” Tecnico del ManUtd contro i suoi tifosi  Alex Ferguson è in vena di reprimende. Dopo quella recapitata a Calderon e al Real Madrid, reo di condurre trattative sotto traccia e di disturbare gli altri club, è arrivata quella indirizzata al pubblico dell’Old Trafford di Manchester. “A volte la squadra ha bisogno dell’apporto dei tifosi – sostiene ‘Sir’ Alex -, ma con il Birmingham sembrava di essere a un funerale, non in uno stadio”. Un inizio di 2008 un po’ nervoso…   Una vittoria striminzita, al termine di una gara giocata sotto ritmo e nella quale il manchester ha rischiato persino di non fare bottino pieno. Il tutto al cospetto del modesto Birmingham e di 74.459 tifosi dei Red Devils tutt’altro che entusiasti e partecipi. Il primo a notare questa lontanza è stato il ‘baronetto’ Ferguson. Il 2008 si è aperto con il veleno sparso dal manager sul Real di Calderon ed è proseguito con una ‘catilinaria’ nei confronti della platea dell’Old Trafford, rea di un mutismo sconveniente. “Il pubblico era morto – sentenzia ‘Sir’ Alex nel giorno in cui le gare di Premier sono iniziate con un minuto di silenzio per commemorare lo scomparso O’Donnell -. Non ho mai sentito tanto silenzio qui”.   Un atto di accusa che colpisce una delle tifoserie tradizionalmente più calde della Premier. Ferguson non vuole sentire ragioni e non accetta nessun tipo di scusante, né il sorpasso dell’Arsenal né la prova incolore di Ronaldo e soci. “Avevamo bisogno del tifo. Avevamo bisogno di un’atmosfera calda – aggiunge -. E’ giusto dire che la squadra deve trascinare i tifosi, ma in certe situazioni abbiamo bisogno del sostegno del pubblico: deve essere un rapporto reciproco. Non penso che ci abbiano aiutato, avrebbero dovuto spingerci e motivarci”. Evviva la schiettezza, nonostante il momento inopportuno. Ma il tifo dei ‘Diavoli Rossi’ non ha accettato il rimprovero e, per bocca del portavoce di una delle frange della curva, ha risposto altrettanto piccato all’accusatore di turno. “Non è possibile tifare – spiega Colin Henrie -. Se ti alzi in piedi e fai casino ci sono gli steward a riprenderti e rischi di perdere persino l’abbonamento. L’unica atmosfera possibile, caro Ferguson, è quella di gente che ha il terrore di perdere 1.500 euro di tessera”. Punti di vista.    Ma in ITALIA si gìhanno gia pronte le prime soluzioni pe non portare nemmeno loro alo stadio…l’idea del genoa pare aperta a tutte le tasche…
Stadi vuoti, atmosfera triste? Il Genoa si muove e studia qualcosa di nuovo, almeno in Italia. “Vivi l’emozione del pre-partita: entra negli spogliatoi poche ore prima del match, percorri il tunnel e calca il prato del Ferraris poco prima del fischio di inizio. Vivi i tuoi sogni. Questa è Genoa Experience”. E’ lo slogan che accompagna la nuova iniziativa del Genoa che a partire da sabato 19 gennaio, in occasione dell’anticipo contro l’Atalanta, dà il via a un “pacchetto tutto completo”: pranzo, tour dello stadio e gadget. Il “pacchetto” dà diritto ad un posto in tribuna centrale allo stadio Ferraris, a un pranzo (o cena, secondo l’orario d’inizio della partita) in un’area ristorante appositamente allestita sotto la tribuna d’onore, a un tour guidato due ore prima dell’inizio della gara nell’area storica (un piccolo museo sistemato nei pressi della tribuna, che custodisce fotografie, Coppe e documenti risalenti agli inizi del secolo scorso), nella sala Vip, sul campo di gioco, negli spogliatoi, nell’area antidoping e nella sala stampa e infine il dono di alcuni gadget. Il tutto accompagnati da hostess. Il prezzo di lancio dell’iniziativa (contro l’Atalanta e nella successiva gara contro il Catania) è di 150 euro a persona. Nelle altre partite il costo salirà a 180 euro a persona. Per gli incontri contro Inter, Juve e Sampdoria è stata fissata la cifra di 250 euro. All’estero funziona, vediamo da noi.    come se non bastasse la ricetta di Galliai pare addirittura migliore…

Adriano Galliani non ha smesso di esercitare un’influenza determinante sulle vicende della Lega anche dopo averne lasciato la presidenza. Ai club piace l’idea dello spezzatino.   Calcio a pranzo, a cena e, se ci sarà odore di business, anche a colazione. Il mondo del pallone deve mungere nuove risorse e ancora una volta cerca di spremere il più possibile i colossi televisivi. I tempi però sono cambiati e chi ha studiato il progetto che prevede la sparizione di gol e colpi di tacco dalla tv in chiaro fino alle 22,30 è riuscito a convincere i presidenti che questa è la soluzione più vantaggiosa e meno dolorosa. Il teorema piace a tutti: guadagni sicuri senza nessun investimento supplementare, come dovrebbe avvenire ad esempio se si decidesse di rimodernare gli stadi. In Inghilterra e Germania ci hanno pensato da tempo. L’Italia del pallone, invece, non ha la forza d’investire in progetti a lunga scadenza per reperire altre fonti di denaro e dichiara di aver bisogno di aiuti dal governo.   La mente che continua a muovere il carrozzone è Adriano Galliani che all’interno della Lega resta l’unico in grado di gestire la difficile questione della vendita dei diritti tv. Tutto continua a girare intorno a lui al punto che qualcuno si diverte ancora a chiamarlo presidente. L’ad rossonero del resto ha qualche amico importante nel settore e un buon supporto legale. Galliani, per ovvie ragioni, è stato tra i primi a sapere che il calcio non rientra più nelle strategie di Mediaset e infatti il 30 giugno quel contratto scadrà e non c’è la minima intenzione di rinnovarlo. Per capire i movimenti della Rai, invece, non è stato necessario agitarsi, visto che la tv pubblica, dopo aver acquistato l’Europeo, ha chiuso i rubinetti alla serie B e alla Coppa Italia.   Il disinteresse delle televisioni in chiaro è servito per mettere in piedi un nuovo format che farà felice Sky e la stessa Mediaset Premium qualora decida di continuare a trasmettere le partite. Galliani, infatti, cercherà di alzare il prezzo della vendita dei diritti collettivi ma in cambio garantirà alle pay tv un’esclusiva d’immagini che fino ad oggi non hanno avuto. Mediaset, la Rai e le altre televisioni generaliste avranno l’embargo sui gol fino alle 22,30, mentre Sky potrà disporre di un pacchetto completo di gare che verranno spalmate in orari diversi sia al sabato che alla domenica, sul modello della Premier League. In pratica si potranno fissare alcune partite alle 13, alle 15, e anche alle 17,30 e trasmetterle in diretta a pagamento. In Inghilterra le notturne sono rare ma Galliani sa che i posticipi rendono e piacciono parecchio, quindi non se ne farà a meno.  ma si chi se ne frega degli spettatori in chiaro….maglio la pay tv che pagano…e si finira che questa trasmissionesara solo un ricordo….


Ricominciamo???


E’ il momento di ricominciare pensava qualcuno…di sicuro le feste faranno bene diceva qualcun’altro…ma forse non a tutti le feste sono servite a qualcosa…a dire la verita per gli skyavi dello sport moderno non si e’ mai smesso di giocare…in italia il giorno di natale tra un piatto di tortellini in brodo e una fetta di capone si giocava infatti il derby bolognese di basket e mentre il calcio italiano era fermo in inghilterra hanno pensato bene di giocare anche a santo stefano…solo il campionato tedesco rimane fermo piu di noi ma almano la fa piu freddo…e  i nostri beniamini???quelli piu sfortunati si sono dovuti accontentare del freddo italiano…quelli invece piu fortunati si a riposavano al caldo…e se il milan voleva fare bella figura ha pensato bene di andare a rifugiarsi dagli sceicchi del Dubai…ma su di loro si sono scatenate subito le invidie di alcuni personaggi complice il nuovo acquisto rossonero che secondo il direttore generale del Bayern Monaco ha trasformato il ritiro in un set cinematografico…forse gli bruciava il culo che Beckham non l’avesse invitato al party di capodanno…ma in realta anche i giocatori tedeschi pare fossero in gita scolastica in quel di Dubai…pare infatti che in uno degli spostamenti della squadra tedesca il francese Ribery si sia sostituito all’autista guidando il pullman tedesco ma al secondo giro intorno all’albergo ha travolto due cartelli di segnalazione danneggiando la fiancata. Klinsmann lo ha perdonato, gli sceicchi no: dovra paghare i danni arrecati e spetterà adesso al manager del Bayern regolare i danni…poca roba in confronto a cio che ha pensato bene di combinare il neo pallone d’oro Cristiano Ronaldo. L’attaccante portoghese è finito fuori strada con la sua auto nei pressi dell’aeroporto di Manchester riducendo la macchina piu o meno in questi stati…


non hanno potuto dormire tranquillamente i giocatori del chelsea..la notte prima di sfidare C.Ronaldo e company il loro sonno e’ stato infatti disturbato dall’allarme antincendio e secondo un pompiere presente sulla scena sembra che a far scattare l’allarme sarebbe stato il ct dell’Argentina Maradona che a Londra nello stesso hotel dei blues in compagnia del suo entourage avrebbe acceso un sigaro Havana nella sua stanza d’albergo…i giocatori del Chelsea, alcuni dei quali’ in accappatoio, hanno dovuto trascorrere piu’ di mezz’ora all’esterno dell’albergo, con temperature vicine allo zero, prima di poter fare rientro nelle proprie stanze. Il Chelsea e’ stato poi sconfitto per 3-0 dal Manchester United…un bel risveglio…e finalmente anche il campionato italiano e’ ricominciato non prima di subire un deciso scossone.. si e’ concluso il primo processo su calciopoli…ricordate lo scandalo che ha coinvolto il calcio italiano ha finalmente il suo primo epilogo…il classico epilogo all’italiana…

L’ex direttore generale della Juventus, Luciano Moggi, è stato condannato a un anno e 6 mesi di reclusione per violenza privata a conclusione del processo alla Gea World. Il figlio, Alessandro Moggi, è stato condannato a un anno e due mesi. Tutti assolti gli altri quattro imputati: Franco Zavaglia, Davide Lippi, Pasquale Gallo e Francesco Ceravolo. Per i Moggi, comunque, non ci sarà alcuna conseguenza: i reati sono coperti dall’indulto.

Luciano Moggi, condannato a 1 anno e 6 mesi dalla X sezione Penale del tribunale di Roma, è stato ritenuto colpevole del solo reato di violenza privata per quanto riguarda i casi dei calciatori Emanuele Blasi e Nicola Amoruso. Anche il figlio Alessandro, condannato a 1 anno e due mesi di reclusione è stato ritenuto responsabile solamente di violenza privata in danno di alcuni calciatori. Per tutti i sei imputati è caduta l’accusa di associazione a delinquere…

che dire e poi ci stupiamo se gente come spaccarotella e’ ancoras libero di lavorare indisturbato…siamo in italia…e che dire di quegli 11 indegni???nulla e’ meglio ormai non ci sono piu parole…e allora lasciamo parlare chi ne capisce piu di loro…nonostante la categoria ecco cosa ne pensa il capitano del padova in seguito all’incursione dei propri sostenitori dopo la sconfitta….

«Le contestazioni fanno parte del calcio. Dirò di più: se ci succedessero un po’ più spesso, forse ci aiuterebbero a reagire e a superare alcune situazioni». A parlare così è il capitano Paolo Cotroneo, il quale però non precisa quali siano quelle «situazioni» cui fa riferimento, spiegando che «si tratta di cose della squadra», che, come tali, «è giusto restino nostre».

Il difensore palermitano è visibilmente amareggiato per l’attacco subìto dal gruppo di ultras che è riuscito a irrompere all’interno dello spogliatoio, ma preferisce vedere l’accaduto come uno «sprone» per aiutare se stesso e tutto il resto della squadra a scuotersi e uscire dal difficile momento. «E’ nel diritto dei tifosi pretendere che si faccia di più e meglio da parte nostra – prosegue – Chiediamo loro ogni domenica di starci vicino, è giusto che esprimano il proprio pensiero quando non riusciamo a giocare bene e a portare a casa il risultato. Loro non ci hanno mai abbandonato: magari dagli spalti non riescono a venire a contatto con noi e, questa volta, hanno preferito venire a parlarci a quattr’ occhi. Vediamola così e guardiamo avanti».


11/11/2007 11/01/2008

Un altro mese è passato e siamo al secondo. Da 2 mesi non si sa né come né perché un ragazzo che viaggiava in autostrada è stato ucciso. Oddio, il come ed il perché lo sanno tutti solo che fa comodo non dirlo e coprirlo con roboanti parole quali “terrorismo, delinquenti, ecc.ecc.”. Da 2 mesi 2 ragazzi di Taranto sono in galera, privati della libertà per un cancello rotto. Da 2 mesi 1 ragazzo di Bergamo è privato della sua libertà (fra carcere ed obbligo di dimora) perché si presume che abbia partecipato alla rottura di un vetro. Da 2 mesi il Tex Willer di casa nostra è ancora a casa, fra i suoi cari, passando feste natalizie e di capodanno. La cosa della quale non mi capacito è che non c’è certo bisogno di essere ultras o tifosi per vedere la disparità di trattamento e la sproporzione della pena rispetto a quello che si è fatto. Dovrebbe essere sotto gli occhi di tutti! Un cancello rotto = 2 mesi di carcere, un vetro rotto = 2 mesi agli arresti, un ragazzo ucciso = niente. Non è normale!! E non bisogna certo essere ultras per capirlo. Ed allora perché i mass-media non parlano più dei fatti di Arezzo? Perché la cosiddetta società civile non si straccia più le vesti come fece dopo l’11 novembre?
Domenica agli abbonati della curva nord di Bergamo verrà data la possibilità di rientrare allo stadio in altri settori. Giusto che chi voglia rientrare lo faccia pure e senza contestazioni di sorta. Ma fra tutto il bailame di cifre fra chi ha cambiato l’abbonamento con quello di sud o di gradinata o di tribuna o di distinti, è giusto rendere noto che c’è chi ha scelto di non scegliere, ovvero chi non entrerà allo stadio. Perché casa nostra è la curva nord e la curva nord riapre il 6 aprile. Perché altri ragazzi con la sciarpa al collo, lontani da noi per concezioni, visioni e kilometri, han messo da parte tutto e son rimasti fuori per portarci solidarietà. Perché una giustizia giusta non è ancora stata fatta. E soprattutto perché un ragazzo, un Amico, un fratello, uno zio per molti, tanti di noi è ancora obbligato a fare una vita da recluso, dopo esser stato gettato in pasto ai mass-media.
Per questo e per tanti altri motivi c’è chi ha scelto di non scegliere!
BBF