Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Archivio per settembre, 2008

Aspettando Giustizia

E da quasi un anno che Gabriele e’ stato ucciso e quando ormai finalmente pare che il processo di giustizia possa partite come al solito accede qualcosa nella burocrazia italiana… E notizia di ieri che sono stati assolti i compagni di trasferta di Gabriele pare infatti che l’accusa mossa contro di loro sia risultata vana…non e’ infatti accaduto nulla tra loro e la macchina di tifosi juventini quell’11 novembre mentre per quello che successe nei minuti successivi l’udienza che era stata fissata con l’accusa verso i l carabiniere spaccarotella e’ stata oggi rinviata…motivo del rinvio???La difesa sostiene che ad uno dei due legali dell’agente non è stato notificato l’avviso di chiusura delle indagini . Adesso bisognerà aspettare quindi che la procura dovrà redigere un nuovo avviso chiusura indagini e notificarlo alle parti interessate. Per la fissazione della nuova udienza ci vorrà un mese e mezzo o due.
Si arriverà quindi un anno dopo alla tragica fine e il processo non sarà ancora iniziato…e l’agente spaccarotella oggi non si è presentato l’agente di polizia, per il timore legato alla presenza degli ultrà . Pare infatti che l’agente si sia intimorito «Luigi Spaccarotella non sarà in aula per i timori dovuti alla presenza di ultras e per le minacce che possono far pensare ad un pericolo concreto» . Lo stesso Spaccarotella che ha tanta paura di aggressioni ricordiamo che lavora presso la polfer di Firenze dove di tifosi in transito ne trova parecchi …nessuno si e’ mai mosso contro di lui anche perchè nessuno lo ha ancora mai visto…nessuna denuncia e’ stata presentata dalla difesa ma per il timore di un attacco da parte dei tifosi il palazzo di giustizia dove si svolgerà il processo sarà lo stesso dove si e’ svolto mesi un processo di camorra e sarà quindi blindato da le reti e altre protezioni che secondo i giornalisti torneranno di certo utilissime per proteggere l’aula. Fuori dal palazzo di Giustizia pare invece che non ci fossero altro che amici di Gabriele che hanno srotolato uno striscione con la scritta: «È ora che sia fatta giustizia per Gabriele» . E mentre Spaccarotella non si fa vedere a noi non resta che unirci ai ragazzi presenti a tutti quelli che hanno acquistato il libro nel quale viene analizzata la vicenda , che pare sia già esaurito , e chiedere GIUSTIZIA PER GABRIELE!!!

Sulla strada per… Istambul: Dormundt

Guida per Dortmund
città della ‘muraglia gialla’

Secondo i tedeschi il Westfaen Stadion (oggi ribattezzato Signal Iduna Park) è lo stadio più “caldo” di tutta la Germania. I tifosi dell’Udinese dovranno urlare forte per farsi sentire. Ma potranno godersi un viaggio in una città sorprendentemente verde

Il Westfalen Stadion di Dortmund

Altro che squadrette. La coppa Uefa dell’Udinese sembra un antipastino di Champions League. Si parte da Dortmund, non da una cittadina sperduta sui Balcani. Si gioca contro il Borussia, che fino all’anno scorso ci metteva solo il blasone, ma quest’anno (purtroppo per l’Udinese) sembra stia tornando ai livelli di quindici anni fa. Si gioca in uno stadio mai banale, ribollente di germanità, ma solo vedendolo a noi italiani ci fa provare un Grosso sussulto.

COME ARRIVARE – Nessun collegamento diretto, ovviamente. Si può benissimo accorciare il tempo e la spesa con un volo Ryanair da Venezia a Düsseldorf, 45 euro, partendo la sera prima alle 21.55 con arrivo poco prima di mezzanotte. Niente panico, perché Düsseldorf è vicino Dortmund e i treni le collegano tutta la notte. Da Düsseldorf a Dortmund sono 45 minuti in treno, prezzo 21,50 €. Robe da tifosi.

DOVE DORMIRE – Non sarà Monaco di Baviera, ma anche a Dortmund si spende. Esiste solo una soluzione sotto i 30 euro. L’International Hostel, vicino al centro in Lindemannstrasse 78, a 17 € a notte.

DOVE MANGIARE – O meglio, dove bere. C’è una lunga storia, degna di una sceneggiatura da film americano sulla lotta di potere, dietro l’ascesa e la caduta di Dortmund come regina nella produzione della birra in Germania, con tanto di maniera peculiare di produzione (Dortmunder Export). Rimane pochissimo oggi di quell’impero, ma rimane nei pub la cultura per il luppolo, ancora di più che negli altri luoghi di Germania, dove pure non scherzano. Tra i tanti vi consigliamo in centro, Balkenstrasse 10, il Kronen am Rathaus, praticamente il pub ‘outlet’ della birra Kronen.

COME MUOVERSI – Si rimane sorpresi dalla quantità di verde, dai canali, dalla natura di Dortmund. Tutti la conosciamo come la capitale della Ruhr, la regione delle miniere, ci si aspetterebbe uno scenario da città dickensiana durante la Rivoluzione Industriale. Invece i tedeschi hanno fatto le cose per bene, guarda caso, e si sono messi d’impegno per bilanciare il ‘grigiore’ fisiologico a cui una città industriale è costretta (riciclando peraltro la città nell’alta tecnologia, per far fronte alle crisi economiche delle miniere). Andando in giro, potrebbe apparire una città minore, non trovandovi nulla di differente dalla classica città tedesca ricca quasi esclusivamente di chiese medievali romaniche (qui, su tutte Reinoldikirche e Petrikirche). Eppure Dortmund è stata una delle residenze di Federico Barbarossa, piena di cultura e tradizione. Rimaste sepolte purtroppo sotto le bombe della seconda guerra mondiale, che ha quasi raso al suolo la città intera. Si è dovuta reinventare due volte, materialmente dopo la guerra, moralmente dopo la perdita d’importanza delle estrazioni minerarie. E allora, si può capire bene perché lo stadio di qui, non è solo uno stadio.

I BIGLIETTI – Ufficialmente ora si chiama Signal Iduna Park, perché ne hanno affittato il nome. Ma rimane sempre il Westfalen Stadion, il Tempio della Muraglia Gialla. Più che uno stadio, un simbolo. Difficilmente un’intera nazione concorda su quale sia lo stadio più caldo. Qui, è universalmente riconosciuto dai tedeschi il cuore germanico del tifo. Per questo il gol di Grosso in semifinale ha un’importanza, e un peso sul cuore alemanno, di una portata tale che forse noi non possiamo comprendere, non a caso la Germania non ci aveva mai perso. Insomma, Marino deve spazzolare ben bene lo stomaco dei suoi giocatori per far sì che l’Udinese non si faccia travolgere dalle gole urlanti della Muraglia Gialla, 65.718 ad essere precisi. C’è entusiasmo anche tra i tifosi friulani, e attesa per la trasferta. Purtroppo delusa fino ad ora dalla mancata comunicazione sui biglietti riservati alla tifoseria, frutto della settimana a dir poco intensa per l’Udinese, tra la Nazionale al Friuli e la trasferta contro la Juve. Si può comunque acquistare il biglietto attraverso il Borussia, direttamente su Internet. A disposizione ci sono ancora circa 4500 posti in vari settori ,la grafica permette di scegliere perfino il seggiolino. Prezzo minimo 24 euro, con ritiro allo stadio. Conoscere il tedesco facilita l’acquisto, la traduzione inglese per i tedeschi è una bestemmia.


Roma vs Napoli

Che la partita in programma Roma Napoli fosse stata a rischio lo sapevano in tanti…una partita che fino all’anno scorso sarebbe stata di certo vietata invece quest’anno era misteriosamente concessa al pubblico ospite che decide di organizzare la trasferta in treno…annunciandolo tramite striscioni allo stadio e tramite volantini…ma come tutti sanno la domenica mattina scoppia il fattaccio…ecco cosa accade…delle versioni italiane bastava accendere un tg e tutti sapevano cosa era successo ma ad un paio di giorni dai fatti ecco come la verita viene a galla…sempre tramite media stranieri che raccontano i fatti…

Disagi e incidenti provocati intenzionalmente?

Il caporedattore del “Ballesterer FM Radio” Reinhard Krennhuber era in viaggio con gli ultras del Napoli verso Roma e concede allo standard.at un’intervista raccontando di scene assurde. Un’altra versione dei fatti.I media raccontano di come atti di violenza all’inizio del campionato di serie A abbiano di nuovo danneggiato l’immagine del calcio italiano.
Da fonti di agenzia di stampa si apprende di come 1500 Ultras Napoletani abbiano assaltato un treno alla stazione di Napoli costringendo a scendere 300 passeggeri.
Inoltre avrebbero ferito quattro controllori di Trenitalia e danneggiato e saccheggiato le carrozze.
All’arrivo a Roma Termini avrebbero acceso bombe carta e usato gas lacrimogeni mentre erano scortati dalle forze dell’ordine ai bus verso lo stadio.
Trenitalia parla di danni attorno ai 500.000 Euro.

Reinhard Krennhuber, caporedattore della rivista calcistica “Ballesterer fm”, accompagnato dal collega Jakob Rosenberg, ha viaggiato insieme agli Ultras Napoletani in trasferta verso Roma e prende posizione in un’intervista al derStandard.at sui fatti accaduti.
“Ballesterer fm” ne parlerà in un articolo che uscirà il 7 ottobre sulla crisi nel calcio italiano, raccontando in particolare i fatti della partita Roma-Napoli.

derStandard.at:
Lei e stato un testimone oculare dei fatti successi alla stazione di Napoli, ci racconta cosa in realtà è successo?

Krennhuber:
Innanzitutto non si può assolutamente parlare di Ultras Napoletani che abbiano minacciato e fatto scendere dal treno 300 passeggeri, poi degli attacchi ai controllori di Trenitalia non ne abbiamo preso atto.
Il treno sarebbe dovuto partire alle 09:24. Poco dopo le 11 i dipendenti di Trenitalia sono passati sui treni per consigliare ai passeggeri non tifosi del napoli e senza intenzione di andare a Roma di lasciare il treno e di prenderne un altro, cosa che hanno fatto tutti.
Alla fine si parte alle 12:30 in un treno strapieno e sovraffollato.
All’arrivo a Roma la partita era già iniziata; siamo entrati all’ Olimpico al 52° minuto di gioco, una vergogna pensando che la maggior parte degli ultras aveva pagato sia il biglietto del treno che il biglietto di entrata all’Olimpico per 28 Euro.
Abbiamo assistito alla demolizione dei bagni ma non si arriverebbe comunque mai alla cifra che Trenitalia ha comunicato ufficialmente, e poi qualcuno mi dica cosa ci sarebbe da saccheggiare in un treno…il tutto si sottrae alla mia immaginazione, come la notizia che gli ultras avrebbero usato gas lacrimogeni alla stazione Termini.

derStandard.at:
C’è statao qualche momento in cui avete avuto paura che potesse succedere qualcosa?

Krennhuber:
Non abbiamo avute paure create dagli ultras napoletani, non hanno attaccato le forze dell’ordine nè alla stazione nè allo stadio, anche perchè sapevano cosa ci fosse in gioco.
L’unico momento di tensione è stato quando dopo la partita sono entrate le forze dell’ordine nei bus per picchiare a caso chiunque si trovasse sulla loro via, il tutto con la scusa che queste persone avrebbero ostacolato la partenza dei bus.
La cosa più assurda e che questi bus sono partiti poi dopo un’ora e mezza!
Ci hanno trattenuto dentro lo stadio per 4 ore senza la possibilità di acquistare acqua o cibo. La promessa di ricevere acqua non è mai stata mantenuta!

derStandard.at:
Il Ministero degli Interni italiano vorrebbe emettere un divieto di trasferta ai tifosi napoletani e vorrebbe far giocare a porte chiuse il Napoli sanzionando anche la società con una multa.
Lei pensa che questi provvedimenti servano a qualcosa?

Krennhuber:
No, trovo il divieto alle trasferte e le porte chiuse un provvedimento molto esagerato.
La maggior parte dei tifosi napoletani non ha commesso nessun reato durante la trasferta.
Le accuse che gli incidenti siano stati pianificati e orchestrati dai fans o addirittura dalla camorra mi sembrano totalmente assurde, un’invenzione.
Al contrario non riesco a smettere di pensare che il tutto, cioè il ritardo e diversi maltrattamenti, siano stati studiati di proposito come per avere una reazione da parte dei tifosi per provocare una reazione ed emanare poi i provvedimenti che adesso vogliono far passare.

derStandard.at:
Il capo della polizia Antonio Manganelli parla di risultati positivi ottenuti dallo Stato contro la violenza negli stadi. Afferma che dopo la morte del ispettore Raciti a Catania nel 2007 ci sono meno incidenti e scontri.
Racconta poi di come la sicurezza negli stadi sia stata migliorata e come questo abbia di nuovo attirato le famiglie con i bambini a frequentare di nuovo lo stadio.
Sono fatti reali o solo belle parole?

Krennhuber:
Gli standard di sicurezza sono stati sicuramente migliorati ma si tratta solamente di qualche cancello e qualche tornello in più all’entrata.
Gli stadi italiani sono ancora nelle stesse desolanti condizioni di prima, non è cambiato niente all’interno.
A parte questo lo Stato italiano usa solamente la via della repressione, non hanno alcuna intenzione di spendere soldi o lavorare insieme ai tifosi per un programma con essi.
Poi trovo la deposizione di Manganelli molto cinica, pensando che nel novembre 2007 veniva ucciso Gabriele Sandri da un colpo di pistola esploso da un agente della polizia.
Inoltre non riesco a vedere l’incremento delle visite allo stadio da parte di famiglie.
A Roma nel settore ospiti ho notato tra le 3600 persone due che erano sopra i 50 anni e cinque o sei donne, cosa che non mi stupisce affatto visto il trattamento a volte disumano che subiscono i tifosi.

derStandard.at:
Lei a che conclusioni arriva dopo il weekend passato?

Krennhuber:
In futuro crederò ancora meno di prima alle notizie di scontri provenienti dall’Italia.
C’è una discrepanza enorme tra quello che abbiamo vissuto quel giorno e cosa hanno riportato i media il giorno seguente.
Per tutta la giornata non abbiamo incontrato un collega giornalista.
I media non hanno fatto alcuna ricerca sul posto, si fanno dare i servizi già pronti dall’ufficio stampa delle autorità.
E in quei servizi la versione dei tifosi non viene presa in considerazione o solo minimamente.
Raiuno è l’unica emittente che ha fatto parlare anche tifosi e gente comune, e non solo politici e vari esponenti delle autorità su fatti.
E quella gente comune e i tifosi raccontano analoghe storie come la nostra vissuta lo scorso weekend.”

(Thomas Hirner, derStandard.at, 5. September 2008)

ecco quindi un paio di video che raccontano gli eventi…

L’arrivo dei napoletani a Roma davvero un gran del video…da notare l’assenza di incidenti…
L’episodio della bomba carta in stazione…con conseguente carica della polizia…quelli che si possono definire gli unici scontri della giornata…

e la stampa italiana …e tra l’altro che giornale se non “FAMIGLIA CRISTIANA”…si e’ subito scagliata contro i tifosi con una proposta che ai piu e’ pero sfuggita…

«I nuovi razzismi» emergenti in Europa evidenziati dal Papa e dalla Chiesa
Famiglia Cristiana: «Si prendano le impronte agli ultrà, non ai rom»
«Governo arrogante con i deboli, rom e immigrati, e pavido di fronte a camorra e mafia»
ROMA – È agli ultrà del calcio che il ministro dell’Interno deve predere le impronte, non ai rom. Famiglia Cristiana torna polemicamente sulla decisione di prendere gli impronte ai minorenni nomadi, con un accostamento ai recenti episodi di violenza nel mondo del calcio nell’editoriale del direttore Beppe Del Colle e nel commento non firmato «Di questo calcio possiamo benissimo farne a meno».
IMPRONTE AI ROM – Del Colle cita gli interventi della Chiesa e del Papa sui «nuovi razzismi», emergenti in Europa a causa degli immigrati «in buona parte clandestini a cui non si sa fare fronte se non in termini di accentuata difesa della sicurezza dei suoi cittadini». Il direttore accusa tutti gli organi d’informazione nazionali, eccetto Avvenire e Osservatore Romano, di non aver nemmeno citato il recente congresso mondiale promosso in Germania dal Pontificio consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti con tema La realtà religiosa della gioventù zingara e le relative sfide per la Chiesa. In un contesto, come quello attuale di «contraddizione fra la morale universale e la morale personale», come scritto da Ferdinando Camon sulla Stampa, conclude Del Colle, «la critica ai progetti dei governi è un’arma efficace per cercare le soluzioni più giuste e più umane. Magari nello spirito di quella “nuova generazione di politici cattolici” auspicata da Benedetto XVI».

ULTRÀ – Nel successivo articolo si prende spunto dagli incidenti causati dagli ultrà del Napoli nella prima domenica di campionato per constatare che «passano i ministri, cambiano i governi ma gli ultrà godono della stessa impunità. I tifosi sono tanti, e votano (non sono rom o extracomunitari!)». Quindi «il calcio non si tocca! È meglio blandirlo, coccolarlo, perdonarlo e… magari comprarlo», con un riferimento abbastanza chiaro al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, proprietario del Milan. Si chiede Famiglia Cristiana: «Può una società civile offrire al “dio calcio” morti, feriti, treni devastati e città messe a soqquadro? A maggior ragione con un governo che ha vinto le elezioni sulla sicurezza e fa della “tolleranza zero” la sua missione. Davvero strano che si sia fatto sorprendere dai gravi fatti di Napoli! Sarà perché troppo impegnato a censire e schedare rom o a respingere gli immigrati, additati come “il pericolo numero 1” del Paese?». Non «si può essere forti e arroganti con i deboli (rom e immigrati), e pavidi e impotenti con chi tiene in scacco lo Stato e detta le sue leggi in vaste zone del Sud (vedi camorra, ’ndrangheta e mafia)». Poi un invito al ministro dell’Interno Maroni: «Sarebbe meglio se censisse questi violenti e incivili ultrà, e prendesse loro le impronte digitali e arrivasse a sciogliere le tifoserie organizzate, anche se ciò può dispiacere ai padroni del “circo calcistico”, tra i quali si nascondono complici, favoreggiatori e pavidi», invece che «far apprire più sicure le nostre città con il censimento dei rom e i 3 mila soldati sparpagliati su tutto il territorio nazionale». Oltretutto, conclude Famiglia Cristiana, «costi e stipendi dei calciatori (anche mediocri) sono ormai “immorali”: un vero schiaffo alla povertà del Paese».

Ma il governo dopo i vari tornelli biglietti nominali e le varie cagate ha pronte le contromisure…trasferte vietate ai napoletani e primi 3 incontri casalinghi con curve chiuse…per non parlare poi dell’iniziativa di introdurre celle all’interno degli stadi…ma in extremis ecco un’altra notizia fresca fresca a tema…naturalmente passata sottotono dai media…

Il giallo dell’Intercity sparito
indagini sui danni a Trenitalia

I buchi neri dell´inchiesta. La squalifica provocata da un chirurgo, 007 per hobby. Lepore smentisce un piano dei clan “Non c´è legame tra la vicenda e i camorristi tifosi”

di Antonio Corbo

Viaggia con 500 mila euro di danni a bordo. Ma dov´è? Introvabile il treno che gli ultras del Napoli avrebbero distrutto. Dal 31 agosto, giorno di Roma-Napoli, i vagoni dell´Intercity Plus “Modigliani” sono inafferrabili. Come la verità di quella domenica. È l´ultimo mistero di una già nebulosa ricostruzione: per ora, pagano il Napoli e i suoi tifosi, penalizzati dalla chiusura delle curve per tre gare interne. Ma la vicenda promette un finale diverso: indaga la Procura di Napoli. L´inchiesta può dimostrare che i disordini furono enfatizzati, magari per coprire errori e responsabilità. Sarà troppo tardi, Napoli-Fiorentina esclude domani i tifosi delle curve, 11 mila abbonati hanno pagato per non vederla.

Il dirigente della Digos Antonio Sbordone ha consegnato una informativa al pm Antonello Ardituro. Una relazione accurata, con foto e riscontri. Il magistrato, specialista di camorra e ordine pubblico, ha subito derubricato l´ipotesi di reato: da “devastazioni” al più lieve “danneggiamenti”. Rintracciato dalla polizia il ferroviere «aggredito e ferito». Neanche un graffio. La Scientifica, diretta da Fabiola Mangoni, doveva esaminare il treno danneggiato. Impossibile. Solo quattro vagoni sarebbero a Napoli, gli altri in viaggio. Sono più veloci gli inventari che i treni. Il 31 agosto, i tg del pomeriggio riferivano già la stima dei danni: 500 mila euro. Gli Ultras, in un reportage di “Repubblica” nel covo di via Venezia, promettono di risarcire con una colletta l´azienda. Neanche loro hanno più visto il treno. «Girano solo tre foto, sempre le stesse». Possibile che sia tornato a viaggiare un treno devastato per 500 mila euro? Se lo chiede anche la Procura. Il conto di solito va allo Stato. Pagano i contribuenti.
«Si indaga ad ampio raggio», osserva il procuratore capo, Giovandomenico Lepore. Sembra sorpreso, però. «Il treno è partito a mezzogiorno, con ampio ritardo. I tifosi aspettavano dalle 7.

Qualcuno avrà perso la pazienza, comprensibile. E i benpensanti, vista la bolgia, sono scesi. Finora però non risulta un disegno criminoso della camorra. Molti camorristi sono tifosi. Difficile però cogliere nell´insofferenza di quella domenica un piano preordinato. Comunque, indaghiamo su tutto». Chiusura prudente, ma svanisce nelle equilibrate parole di Lepore l´ombra dei clan. Roberto Maroni ha invece rimarcato la presenza di 27 affiliati e 800 pregiudicati tra i tremila tifosi. Si sa c´erano tanti tifosi con precedenti penali. Ma nessuno sa che cosa abbiano davvero combinato. A Napoli niente, così sembra. Le spranghe viste in tv a Roma Termini erano asticelle delle bandiere. Di plastica.

I primi resoconti dei tg hanno creato un clima di forte suggestione. Si riflette nei rapporti al giudice sportivo Tosel su quanto sarebbe accaduto allo stadio. Gli inviati federali all´Olimpico erano Carmine Rossi, funzionario civile dello Stato, e uno 007 per hobby. Un chirurgo. L´omonimia ha fatto pensare che fosse un ufficiale della Finanza, Francesco Mattana. È invece Claudio Mattana, 53 anni, nato a Vittorio Veneto, parente di Antonio Gava. Lavora al “Gemelli” di Roma, reparto Decimo L. con brillante curriculum: specializzato a Napoli alla scuola di Zannini, 2500 interventi a retto e colon negli ultimi 23 anni. Ma di camorra e ordine pubblico sente parlare solo in tv. Mattana e Rossi hanno ispirato prima Tosel, poi la Corte federale. Descrivono steward e carabinieri “leggermente feriti”, petardi esplosi senza chiarire le traiettorie. È qui che il Napoli poteva attenuare la sentenza sportiva. Una “indagine difensiva” di bravi penalisti poteva dimostrare l´eventuale labilità dei rapporti. Ingigantire i dubbi. Il bolognese Mattia Grassani, avvocato dello sport, si è aggrappato ad un presunto «errore nella sentenza». Ma ha tentato di ridimensionare le accuse? Ha puntato sul diritto e non sul merito. Il Napoli paga un´atmosfera, non «gravi atti di violenza». Ma ora è troppo tardi, peccato.

eh gia il treno e’ gia ripartito…nonostante 500mila euro di danni???Nessuno lo ha mai visto …dopo le barche fantasma ecco i treni fantasma…ci vorra Dylan Dog??


Scusate…

Sabato 8 dicembre durante la partita Triestina-Rimini venne esposta in Curva Furlan la pezza con il volto di Gabriele Sandri e quella di un gruppo ultras laziale. Il 28 gennaio gli Ultras Triestini che esposero quei stendardi furono diffidati perché reggevano in mano stendardi che “incitavano alla violenza”.
L’assurdità del provvedimento fu subito evidente e si è dovuto aspettare oggi 02 settembre 2008 per avere giustizia.
Infatti, i nostri ragazzi ritornano in curva da subito con le scuse dello Stato che gli ha riconosciuto pure un risarcimento. Lo Stato ha sbagliato e riconosce pure questo risarcendo per l’ errore commesso. Risulta chiaro che le diffide sono date troppo spesso senza reali pene commesse e risultano ancora troppo lunghi i tempi di attesa per vedere riconosciuti i propri diritti.

Il liberalismo ha i giorni contati…

È difficile resistere al Mercato, amore mio. Di conseguenza andiamo in cerca di rivoluzioni e vena artistica. Per questo le avanguardie erano ok, almeno fino al ’66. Ma ormai la fine va da sé. È  inevitabile. Anna pensa di soccombere al Mercato. Non lo sa perché si è laureata. Anni fa credeva nella lotta, adesso sta paralizzata in strada. Finge di essere morta. Scrive con lo spray sui muri che la catastrofe è inevitabile.Vede la Fine. In metropolitana. Nella puttana che le si siede a fianco. Nel tizio stanco. Nella sua borsa di Dior. Legge la Fine. Nei saccchi dei cinesi. Nei giorni spesi al centro commerciale. Nel sesso orale. Nel suo non eccitarla più. Vede la Fine in me che vendo dischi in questo modo orrendo. Vede i titoli di coda nella Casa e nella Libertà. È difficile resistere al Mercato, Anna lo sa. Un tempo aveva un sogno stupido: un nucleo armato terroristico. Adesso è un corpo fragile che sa d’essere morto e sogna l’Africa. Strafatta, compone poesie sulla Catastrofe.Vede la Fine. In metropolitana. Nella puttana che le si siede a fianco. Nel tizio stanco. Nella sua borsa di Dior. Muore il Mercato. Per autoconsunzione. Non è peccato. E non è Marx & Engels. È l’estinzione. È un ragazzino in agonia. Vede la Fine in me che spendo soldi e tempo in un Nintendo dentro il bar della stazione e da anni non la chiamo più.
Recita piu o meno cosi il testo dei Baustelle …tra l’altro candidati ai prossimi Trl Awards…sempre se ci saranno…si perche alcuni versi di questa canzone sembrano piu che mai attuali in questa notte che separa il 9 dal 10 settembre…e chi l’avrebbe mai detto che finalmente la fine del mondo pare sia arrivata e non ce ne rendiamo nemmeno conto…domani meroledi 10 acccadra l’irreparabile e i buoni giornalisti non fanno altro che marciarci sopra con i loro bei pezzi…ormai lo sappiamo tutti domani a Ginevra in Svizzera una scienzata italiana tentera presso il nuovo acceleratore LHC del Cern di Ginevra di riprodurre le condizioni dell’universo quando aveva appena 10 microsecondi dallo scoppio del Big Bang da cui tutto ha avuto origine. Sarà un plasma formato da quark e gluoni con una potenza in gioco di 14 teraelettronvolt (14 mila miliardi di elettronvolt), la più alta mai ottenuta…così dice la scienziata ma non tutti sono daccordo…pare infatti che questo famoso supergeneratore stando a quanto dicono 2 americani che possa creare dei buchi neri capaci di inghiottire la terra…notizia prontamante smentita dai padroni del Cern …e loro verrebbero a dirci che l’esperimanto potrebbe causare dei danni tali???ma la pazzia degli scienziati la sappiamo tutta…il loro desiderio di andare oltre la conoscenza potrebbe portari alla fine del mondo tutto per scoprire cosa???Com’e nata la terra…e la chiesa allora che ci sta a fare???Non e’ Dio che ha creato la terra???mah e chi glielodice a tutti quei bravi cristiani praticanti…qurlli che vanno in chiesa la domanica che e’ tutto falso…che in realta basta una scienziata italiana sotto Ginevra a fare altrettanto???e la catastrofe potrebbe arrivare anche a Salerno dove e’ stato rinvenuto un ordigno bellico…

 

SALERNO – Allarme bomba e pericolo per il centro di Salerno fino a domenica. Per i prossimi giorni cinquemila abitanti dovranno vivere fuori dalle loro abitazioni a causa di un ordigno dell’ultima guerra mondiale rinvenuto in un cantiere di via Rafastia e classificato dagli artificieri come “pericoloso”.

Il congegno, cinquecento libbre a innesco ritardato, una volta rimosso potrebbe esplodere nelle 144 ore successive. Così, per evitare pericoli, è stata decisa l’evacuazione degli abitanti di tutti gli stabili nel raggio di 250 metri dal luogo di ritrovamento della bomba. Circa cinquemila persone saranno costrette a trovare, per i prossimi sei giorni, un alloggio alternativo.

Secondo la Prefettura di Salerno, al momento circa l’80% dei residenti interessati ha lasciato la propria abitazione. Nelle prossime ore le forze dell’ordine provvederanno a sgomberare le restanti abitazioni che rientrano nella zona al confine con il luogo del ritrovamento.

Intanto gli sfollati si organizzano come possono. La maggior parte ha trovato sistemazione presso parenti e amici ma alcuni, soprattutto anziani e famiglie con difficoltà economiche, hanno trascorso parte della notte nelle strutture di emergenza allestite dal Comune .

 

LA CATASTROFE E’ INEVITABILE…

11/11/2007 11/09/2008

Un altro mese e’ passato senza nessuna notizia sul processo contro Spaccarotella l’agente che ha sparato e ucciso Gabriele Sandri…un altro mese per chiedere Giustizia per un ragazzo la cui unica colpa e non mi stanchero mai di dirlo e’ quella di aver voluto seguire la sua squadra del cuore…