Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

E io pago…

Piloti costretti a decollare e foresteria usata come una villa

Vacanze d’oro, Speciale sotto accusa

I pm: il generale si è appropriato di aerei ed elicotteri per i suoi ospiti

ROMA — Per far contenti i suoi ospiti non badava a spese. Anche perché a pagare pensava la Guardia di Finanza. E così li portava in montagna con tre elicotteri e quando i posti erano finiti non aveva problemi ad «appropriarsi» di un Atr 42. Scrivono proprio così, i magistrati della procura militare che accusano il generale Roberto Speciale — l’ex comandante generale delle Fiamme Gialle e ora parlamentare del Pdl — di peculato aggravato e abuso: «Si appropriavano del velivolo e delle relative energie lavorative umane e dei piloti specialisti componenti l’equipaggio di volo». Speciale — dicono i pubblici ministeri guidati da Antonino Intelisano — trattava come fossero suoi dipendenti privati anche gli autisti dei Land Rover Discovery che dovevano farlo scorrazzare per le strade del Trentino insieme agli amici. Ora l’inchiesta è chiusa. Tra venti giorni arriverà la richiesta di rinvio a giudizio per lo stesso Speciale e per il comandante del centro Aviazione di Pratica di Mare, il generale Ugo Baielli, che avrebbe dato seguito alle richieste del suo superiore.

Entrambi — sostiene la Corte dei Conti — devono restituire più di 30.000 euro, oltre ai danni di immagine che saranno quantificati nel corso del processo. «Ho sempre agito secondo le regole e lo dimostrerò », ha più volte sostenuto Speciale anche nel corso della sua campagna elettorale che poi si è conclusa con l’elezione alla Camera. Non badava a spese il generale, almeno a leggere i verbali raccolti dai magistrati. E rivendicava il potere di avere sempre velivoli a sua disposizione. Come sarebbe accaduto nell’inverno 2005, in occasione delle gare di sci della Guardia di Finanza organizzate a Passo Rolle. «Il 17 e il 21 febbraio, Roberto Speciale — è scritto nel capo di imputazione — dava disposizione all’equipaggio di un Atr 42 di recarsi a Bolzano e rientrare a Pratica di Mare per trasportare lo stesso comandante e i suoi ospiti privati i quali non avrebbero potuto trovare posto sui pur disponibili tre elicotteri decollati da Pratica di Mare per la stessa esigenza istituzionale e per la stessa località».

Viaggi, feste, trasporti di merci: tra le contestazioni ci sono anche le famose casse di spigole che il generale avrebbe preteso nell’agosto del 2005. Il comandante dell’Atr non voleva saperne di decollare dall’aeroporto di Pratica di Mare con destinazione Passo Rolle. Eppure era stato tutto predisposto, compresi gli ordini di servizio «con cui si richiedeva l’accesso riservato e senza formalità di una autovettura privata Mercedes». Il nome indicato sul foglio era quello del dottor Paolo di Maio e di sua moglie. In realtà si trattava «di due dipendenti della ditta di catering Holiday Soledad riconducibile allo stesso Di Maio, amico personale del generale Speciale» che dovevano spedire «alcuni contenitori termici con pesce fresco abusivamente imbarcati sull’Atr e successivamente trasportati presso la scuola alpina di Predazzo dove il generale stava trascorrendo un periodo di vacanza con ospiti privati». Alla fine il pilota fu costretto a partire. Proprio come l’appuntato scelto A.C., inviato in «missione speciale». Il periodo era lo stesso e al sottufficiale fu consegnato un ordine di servizio che lo obbligava a recarsi a Predazzo dal 19 al 27 agosto «per esigenze di trasporto del comandante». In realtà la trasferta aveva come scopo «il trasporto dei bagagli e degli ospiti privati in occasione di passeggiate, escursioni nelle città vicine e cene nei pressi di Predazzo». Dormivano tutti nella foresteria della Scuola Alpina, con buona pace dei bilanci delle Fiamme Gialle. Perché oltre al vitto e alloggio nell’elenco delle spese devono essere conteggiati anche i costi dei voli, quelli degli spostamenti delle potenti Land Rover e la diaria dei dipendenti.

@corriere.it

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