Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Archivio per gennaio, 2009

Welcome to rome


Area Videosorvegliata

Nuova Zelanda, ladro preso su Facebook
Aveva tentato di cassinare la cassaforte di un pub: ma le immagini della telecamera di sicurezza sono finite in Rete

QUEENSTOWN (Nuova Zelanda) – Le autorità della Nuova Zelanda l’hanno definito «il primo arresto via Facebook» ed è probabile che ora la polizia di tutto il mondo userà lo stesso metodo per scovare i criminali. Un giovane ladro neozelandese è stato acciuffato martedì dalla polizia di Queenstown, cittadina di 9mila abitanti, dopo che alcune sue foto e un video sono state postate sul popolare social network: le immagini del ventunenne sono state catturate da una telecamera a circuito chiuso presente nel pub in cui il ragazzo si era introdotto per svuotare la cassaforte. Dopo un’ora di lavoro il ladro ha cominciato a sentire caldo: si è tolto il passamontagna e il suo viso è stato inesorabilmente immortalato dalla telecamera. La polizia ha messo su Facebook le sue foto e in meno di ventiquattr’ore è riuscita a rintracciarlo e arrestarlo.

PIANO FALLITO – Fino a un certo punto il piano del giovane ladro è riuscito alla perfezione: si è arrampicato sul tetto del locale e poi è riuscito ad entrare senza essere visto da nessuno. Tuttavia l’uomo mascherato non doveva essere così esperto, visto che ha passato più di un’ora a cercare inutilmente di scassinare con un flex la cassaforte. Prima di lasciare il pub senza aver racimolato quattrini, il ventunenne si è tolto il passamontagna, commettendo l’errore che gli è poi costato caro. «La stanza in cui è entrato era davvero piccola e faceva molto caldo – ha dichiarato Sean Drader, capo della polizia locale, che circa due mesi fa ha voluto che il suo dipartimento si dotasse di un proprio account su Facebook -. Dopo un’ora si è tolto i guanti e il passamontagna. Prima di andare via, il suo volto è stato fotografato chiaramente dalla telecamera». Il giorno seguente alcun utenti del social network hanno segnalato il nome del ventunenne alla polizia.

ARMA CONTRO IL CRIMINE – Le autorità non hanno voluto rivelare il nome del ragazzo, ma hanno sottolineato che si tratta di un cittadino di Queenstown. Il piccolo borgo neozelandese ha accolto con un sospiro di sollievo l’arresto e, in poche ore, più di duecento cittadini iscritti a Facebook sono diventati “amici” del distretto di polizia. «Abbiamo trovato un nuovo modo per acciuffare i criminali – commenta soddisfatto Drader al Times di Londra -. Certo, Facebook non ci permetterà di scovare tutti i delinquenti, ma già il fatto che ci può aiutare è una cosa positiva. Col passare delle generazioni questi strumenti tecnologici possono migliorare ancora di più, permettendo a tutti di vivere più sicuri». Non è la prima volta che un disonesto è rintracciato grazie a Facebook. A novembre il manager di un famoso ristorante di Melbourne, attraverso il social network, ritrovò cinque giovani clienti che avevano mangiato a sbafo nel suo locale, scappando senza pagare.

@corriere.it


11/11/2007 11/01/2009


Ci pensa l’esercito


Mentre c’e chi invoca l’esercito per una piccola nevicata senza pensare invece a rimboccarsi le maniche e invece di blaterare frasi senza senso mettersi a spalare la neve ecco che oggi sono stati premiati i vincitori del Darwin Award peccato che nessuno di loro possa piu ritirare il premio…
Gli ironici riconoscimenti del web agli incidenti fatali più assurdi del 2008. 
In cima alla classifica il sacerdote che sparì in volo attaccato a mille palloncini
di ALESSIA MANFREDI

ROMA – E’ il “prete volante” a guidare la classifica dei Darwin Awards 2008, gli scorrettissimi, ironici premi assegnati sul web da una nicchia di appassionati alle morti più stupide ed improbabili dell’anno. I fan dello strano ma vero e di incidenti dall’esito tragico ma spietatamente comici hanno scelto il loro nuovo eroe: padre Adelir Antonio De Carli, il sacerdote brasiliano che scomparve nell’oceano lo scorso aprile mentre cercava di battere un record, volando appeso a mille palloncini, per pubblicizzare un’iniziativa benefica. In base al piano, per finanziare un rifugio spirituale per camionisti, avrebbe dovuto rimanere in volo per 19 ore consecutive. Qualcosa è andato storto, probabilmente un errore nel calcolo della direzione del vento, e il sacerdote si è perso in mare aperto.

Un trionfo per i cultori del premio – cui è anche stato dedicato un film – assegnato, come spiega il sito, in omaggio al padre della teoria dell’evoluzione a chi “migliora il patrimonio genetico umano rimuovendosi da esso”, in modo spettacolarmente stupido.

Oltre all’avventura aerea di padre De Carli, la classifica dell’anno è arricchita da altri casi esemplari, che la Rete ha premiato, postumi. Dietro allo sfortunato sacerdote si piazza il bolzanino Ivece Plattner, 68 anni, che, rimasto incastrato con la macchina ad un passaggio a livello, dopo qualche attimo di stordimento è riuscito ad uscire, ma per salvare la sua Porsche si è piazzato davanti al treno in arrivo nel vano tentativo di fermarlo. Risultato: il bolide praticamente intatto, lui morto sul colpo.

Il catalogo è assai vario: dal ragazzo della Pennsylvania che decide di provare un apparecchiatura elettrica dell’ufficio attaccandosela ai piercing del petto e rimane fulminato sotto gli occhi dei colleghi alle due coppie di motociclisti che in California, nel cuore della notte, senza casco, né luci, in pieno sterrato, si scontrano frontalmente con esito fatale. Il brillante studente indonesiano che, con un piede nella piscina, si mette a smanettare con un mucchio di fili elettrici e se ne va così, a 30 anni, fa compagnia al centauro della Florida che cerca di saltare un ponte levatoio: lui non ce la fa, ma la moto arriva perfettamente a destinazione.

Last but not least, la distratta insegnante di chimica che, in Bulgaria, insieme ad alcuni amici, getta in una fognatura le rimanenze di un esperimento amatoriale. Le sostanze chimiche mischiate fanno reazione, il coperchio della fogna esplode in aria e la decapita. Troppo idiota per essere vero? Le segnalazioni che “Darwin” non ha potuto certificare come vere vengono segnalate come tali, e per le leggende metropolitane c’è un’apposita sezione: avventure apocrife, elencate come exempla, con un memento finale: “Siate molto contenti che queste persone non esistono sul serio”.