Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Archivio per marzo, 2009

Sulla strada per… Istambul: San Pietroburgo

La Citta
San Pietroburgo (in russo Санкт-Петербург, Sankt Peterburg, /ˈsankt ˌpʲɪtʲɪrˈburk/) con oltre 4,5 milioni di abitanti (2006), è attualmente la seconda città della Russia per dimensioni e popolazione nonché il porto più importante. Fondata dallo Zar Pietro il Grande presso il Mar Baltico, fu capitale della nazione e oggi è uno dei principali centri artistici e culturali d’Europa. La città sorge alla foce del fiume Neva, sul Mar Baltico e include nella sua ampia area urbana anche alcune isole. È situata ai confini con la Finlandia e l’Estonia, circa a metà strada fra le capitali Helsinki e Tallinn. È capoluogo del Distretto Federale Nordoccidentale e dell’Oblast’ di Leningrado, pur non facendone parte.

I Divertimenti
I club promoters della città sono ricchi di inventiva. Senz’altro!! Gli abitanti amano la vita notturna e sanno gestirla. Le offerte non mancano perché la richiesta è grande. Nella città ci sono centinaia clubs per tutti i gusti e possibilità.

Le Donne
La prostituzione anche di comuni studentesse in larga parte tollerarata. La città abbonda di night club, ma per ricevere “sexy massage” non è necessario nemmeno muoversi dalla propria stanza d’hotel…vero Gabriele???

La Squadra

Fondato nel 1925 con il nome di Krasnaja Zarja Leningrado, si è chiamato Stalinec Leningrado, Zenit Leningrado e, dal 1991, è denominato Zenit San Pietroburgo. Nel 2008 lo Zenit San Pietroburgo di Advocaat è stato artefice di grandi imprese in Coppa UEFA. Dopo aver eliminato Villarreal nei sedicesimi di finale, Olympique Marsiglia negli ottavi, Bayer Leverkusen nei quarti di finale, ha estromesso dalla competizione anche il più quotato Bayern Monaco in semifinale. In finale, il 14 maggio al City of Manchester Stadium, hanno affrontato i Rangers imponendosi per 2-0, dopo aver dominato per tutta la gara. Per la squadra russa è il primo trofeo vinto a livello europeo. Il 29 agosto 2008 allo Stade Louis II di Monaco lo Zenit si è aggiudicato la Supercoppa europea, battendo i detentori della Champions League, gli inglesi del Manchester United .

I Tifosi

La tifoseria della prima squadra di San Pietroburgo si è resa artefice di alcuni atti a sfondo razzista. Nel Novembre 2007, il giocatore di origini tanzaniane, Maira Mkama, è stato oggetto di un’aggressione con accoltellamento e perdita del rene. L’anno successivo, durante una gara di Coppa UEFA disputatasi i tifosi dello Zenit hanno impiccato una scimmia peluche, gettato banane in campo ed intonato cori razzisti. Nel 2009, la tifoseria dello Zenit è salita alla ribalta per aver chiesto alla propria società di proibire l’accesso allo stadio alle donne, giacché la loro presenza farebbe da deterrente al tifoso intento ad insultare l’avversario.  Il weekend scorso è incominciato il campionato russo e i 3000 agenti in servizio sono intervenuti dopo che i fan dello Zenit hanno cominciato a lanciare seggiolini dagli spalti contro quelli dello Spartak 531 hooligans dello Zenit si sono fatti arrestare .


Happy Saint Patrick Day

 Un pò di storia.
Il giorno di San Patrizio viene festeggiato il 17 Marzo. San Patrizio nacque in Scozia nel IV secolo. Durante una scorreria irlandese nelle città romane della Britannia, egli fu rapito e portato in Irlanda come schiavo. In Irlanda Patrizio lavorò come pastore per più o meno 6 anni, fino a quando scappò e ritornò in Inghilterra. Patrizio divenne un vescovo e fu rimandato in Irlanda per insegnare il Cristianesimo alla gente. Una delle storie più note di San Patrizio riguarda i serpenti. Non ce ne sono in Irlanda, si dice che fu San Patrizio che li cacciò via! Il Santo morì nel 493, alcuni dicono che sia sepolto a Downpatrick, Country Down, altri che morì e fu sepolto in Inghilterra. A lui dedicata la St. Patrick’s Cathedral, che in seguito a una disputa con autorità della Christ Church, nel 1213 l’arcivescovo Henri i Londres elevò la vicina chiesa di St. Patrick al rango cattedrale, funzione che esercita ancora oggi nell’ambito della Church of Ireland. Sorta già a partire dal 1190, la chiesa fu rimaneggiata in stile gotico inglese tra il 1225 e il 1254. Con i suoi 100 m di lunghezza, era la chiesa più lunga dell’Irlanda medievale. Nel XIX secolo il degrado delle strutture se necessario un profondo restauro (1866-1869), finanziato da sir Benjamin Guinness, la cui statua si erge davanti al portale sud. La cattedrale custodisce la tomba del suo più illustre dean (decano), Jonathan Swift (1667-1745).
Festeggiamenti
 Grandi festeggiamenti il 17 marzo, la tradizione vuole che tutti, indossino il trifoglio d’Irlanda in questo giorno! Essere in Irlanda il giorno di San Patrizio è qualcosa di spettacolare, potrai condividere con gli Irlandesi la festa più grande dell’anno. E’ una giornata piena di parate colorate e festose, di danze e tanto divertimento! Logicamente non manca dell’ottima birra che da colore e sorriso all’intera festa. Più ancora della festa nazionale dell’Irlanda, il giorno del santo è la festa degli irlandesi in tutto il mondo, compresi gli Stati Uniti. A New York le parate si susseguono per tutta la giornata in un atmosfera di festa indescrivibile. Una tradizione molto radicata, vuole che il 17 marzo il Taoiseach (primo ministro irlandese) si rechi a Washington per offrire una coppa di cristallo di Waterford colma di shamrocks al presidente degli Stati Uniti, il quale in questa occasione non manca mai di ricordare che nelle sue vene scorre anche sangue irlandese. A Dublino, dove raduna più di 350.000 persone, la festa di San Patrizio è un pretesto per incontri allegri e colorati tra gli irlandesi rimasti in patria e quelli emigrati, che vengono a marciare in file serrate, fanfare in testa, tornando così almeno per un giorno alle origini e riaffermando un’identità che è lungi dall’essere in ribasso come pretendono alcuni.


Libero Cittadino???

NO ULTRAS!!!


Save Your Logo

MILANO – Non è la prima volta che Lacoste si impegna per la tutela del proprio marchio. Solo che l’obiettivo, ora, non è difendere il coccodrillino di stoffa più modaiolo e imitato del mondo dai falsari di griffe cinesi, ma proteggere l’animale, quello vero, dalla minaccia dell’estinzione. Una trovata un po’ furbetta oppure un generoso modo per «sdebitarsi» del fortunatissimo sfruttamento dei diritti di immagine? Forse entrambe le cose, e comunque per i coccodrilli è senz’altro preferibile finire in un manifesto pubblicitario che dentro una vetrina in formato borsetta o cintura.

LA CAMPAGNA – Lacoste è il primo marchio internazionale ad aderire alla campagna «Save your Logo» lanciata nell’ottobre scorso dalla Global Enviroment Facility. La proposta suona più o meno così: care multinazionali, è arrivato il vostro turno di aiutare l’animale che avete scelto come icona dei vostri prodotti. Basta far mente locale un istante per capire che l’accordo tra il gruppo francese e alligatori, caimani o gaviali può essere soltanto l’inizio di una lunga serie: attesi al varco ci sono altri colossi dai loghi animalisti come Jaguar, Puma o Peugeot (il leone). Chi accetta di aderire all’operazione, appoggiata dalla World Bank e dall’International Union for Conservation of Nature, si impegna a versare in tre anni il contributo di un milione e mezzo di euro. Ne vale la pena, assicurano i promotori, perché la perdita della biodiversità sta raggiungendo livelli davvero allarmanti, e nella «lista rossa» degli animali a rischio ci sono almeno un volatile su otto, un mammifero su quattro e un anfibio ogni tre: «Si stima che, in assenza di sostanziosi investimenti per la tutela dell’ambiente, tra il 15 e il 37 per cento delle specie oggi esistenti entro il 2050 potrebbero scomparire».

LACRIME DI COCCODRILLO – Le lacrime dei coccodrilli sono insomma da prendere molto sul serio. Perché anche se da tempo sono animali protetti, la loro pelle resta uno status symbol intramontabile. Da un esemplare di 20-30 anni se ne ricavano non più di 120 centimetri, e una borsetta di cocco può costare tra i 15 e i 30 mila euro (ne servono fino a 100 mila per il modello Kelly di Hermès, chiusura di diamanti compresa). Vero, gli esemplari «donatori» vengono soprattutto dagli allevamenti, ma in ogni caso non è il modo migliore per preservare la specie. Molto più apprezzabile, dunque, quello finanziato dall’azienda francese. Il cui matrimonio commerciale con il coccodrillo era scritto nel destino del fondatore, il campione del tennis anni Trenta René Lacoste (membro della mitica squadra dei «Quattro Moschettieri» e vincitore, in solitaria, di ben sette titoli Grand Slam). Un giorno, in trasferta a Boston per la Coppa Davis, René passò di fronte a un negozio in cui faceva bella mostra un’elegantissima borsa in pelle di coccodrillo, perfetta per le sue racchette. I compagni gli proposero un patto: «Se vinci i tuoi due incontri, te la regaliamo noi». Quel giorno Lacoste si guadagnò la borsa, un soprannome e l’idea del simbolo con cui avrebbe continuato i suoi successi anche al di fuori dei campi da gioco. Così, nel 1933, Monsieur «Crocodile» fondò insieme a André Gillier la casa d’abbigliamento che, incrociando magliette e camicie, inventò la polo. Settantasei anni dopo il coccodrillino di stoffa è ancora lì, sempre appiccicato all’altezza del cuore, adesso anche come testimonial dei suoi simili in carne ossa.

Fabio Cutri @corriere.it

SAVE THE DRAGON….


11/11/2007 11/03/2009


Giustizia Della Pena

“Presidente, la certezza della pena
vale solo per i tifosi o anche per lei?”.

Lo so ogni tanto sparisco ma non sono a farmi seghe mentali come magari qualcuno puo pensare e’ che ho sempre problemi con il pc…adesso sto pure tentando di eliminare quella merda di vista che mi hanno installato per tornare verso linux con scarsi risultati…ma vabbe parliamo d’altro…e di cose da dire in questi giorni di assenza ce ne sarebebro anche state parecchie vediamo di parlare un po degli ultimi fatti accauti con un piu o meno ordine logico…il titolo di questo post non e’ a caso…E di pochi giorni fa che il presidente della Lazio, Claudio Lotito, è stato condannato a DUE ANNI DI RECLUSIONE e l’imprenditore Roberto Mezzaroma a un anno e 8 mesi.I giudici della seconda sezione penale del tribunale hanno inoltre condannato Lotito e Mezzaroma a una multa rispettivamente di 65 mila e 55 mila euro e tutti e due all’interdizione dai pubblici uffici per un anno. Secondo la ricostruzione del pm tra Lotito e Mezzaroma c’era stato un accordo “interpositorio” che il 30 giugno 2005 aveva portato l’imprenditore ad acquistare il 14,61% di azioni della Lazio per conto di Lotito in modo tale che quest’ultimo non apparisse titolare del pacchetto in base al quale doveva lanciare l’Opa in quanto “sforato” il 30%. In questo modo avrebbero ingannato il mercato portando così ad una alterazione del prezzo del titolo.Bene uno dice ma adesso cosa e’ cambiato per loro???da adesso uno immagina non potranno piu essere ai vertici della societa???faranno mai un singolo minuto in carcere???la risposta e’ ovvia…No…No No No e No…E perche tocca sempre e solo ai tifosi dover subire le pene anchese poi risultano innocenti ancora prima magari che si arrivi al processo e alla condanna definitiva???perche all’opinone pubblica va bene cosi…se sei tifoso devi pagare…la tua unica colpa e’ quella di avere una sciarpa al collo…Ricordate i fatti di catania???non si e’ ancora trovato il colpevole…nonostante tutti credano che sia stato ucciso da un tifoso…Risulta adesso un’intercettazione ambientale nella quale si parla di un testimone che avrebbe visto una jeep con lo sportello aperto fare manovra e colpire un  poliziotto la sera del 2 febbraio del 2007 durante il derby Catania-Palermo.Beh uno dice bene …NO invece perche il TRIBUNALE per i minorenni etneo davanti al quale si celebra il processo ha deciso che l’intercettazione ambientale debba essere esclusa dal processo…ma come una prova viene esclusa dal TRIBUNALE????Ventuno poliziotti del reparto mobile di Roma dovranno invece comparire in Tribunale il 23 giugno perché accusati di avere fatto irruzione il 20 gennaio 2003 in un bar-pizzeria vicino allo stadio di Pescara, colpendo o tentando di colpire alcuni avventori estranei agli scontri fra le tifoserie del Pescara e della Sambenedettese, scoppiati al termine della partita di campionato.Gli agenti di polizia sono stati rinviati a giudizio per lesioni volontarie aggravate, violenza privata, abuso e danneggiamento gal gup del tribunale di Pescara, Maria Michela Di Fine. I poliziotti, secondo l’accusa, avrebbero anche danneggiato arredi e suppellettili del bar.Beh dopo soli 5 anni la giustizia inizia a muoversi…non so se sia un bene o un male…dipende dai punti di vista…ma mi sa che a chi aspetta ancora GIUSTIZIA c’e poco da essere fiduciosi…