Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Archivio per aprile, 2009

Tifosi Gonfiabili

Stadio vuoto?
Ecco i tifosi gonfiabili

A Nottingham, nella seconda divisione inglese, mille pupazzi per la partita con l’Exeter. E qualcuno se n’è accorto solo perché alla pausa nessuno si è alzato per la birra…

Per anni il rugby italiano si è chiesto come riempire gli stadi del Super 10. Ora dall’Inghilterra arriva la soluzione. Mille bambolotti gonfiabili, con tanto di vestiti, maschere e parrucche, hanno “assistito” a Nottingham-Exeter di National One, occupando una tribuna che di solito rimane vuota.
POLMONI – L’idea è venuta a Lee Harris, direttore della Airheads, una ditta cittadina che produce scenografie per i film e la televisione. Così, un po’ per creare curiosità attorno al club, un po’ per strizzare l’occhio alle tv, che di certo non amano inquadrare gli spalti vuoti, fatto sta che decine di persone hanno passato il sabato pomeriggio a gonfiare bambolotti e a mettergli addosso un vestito. “Vogliamo incoraggiare la gente a sostenere la nostra squadra — ha tentato di spiegare Harris —, giocare in uno stadio che sembra pieno è meglio che giocare davanti a tribune vuote”.
NIENTE BIRRA – E così, il giorno dopo 1305 spettatori veri si sono trovati di fronte a una tribuna insolitamente piena. I più hanno strabuzzato gli occhi e si sono fatti una risata, ma sembra che il colpo d’occhio da metà campo fosse tutto sommato realistico. Anzi, pare che qualcuno si sia accorto che quelle in fondo non fossero persone in carne e ossa solo all’intervallo, quando un vero tifoso di rugby si alza e va a prendersi una pinta di birra… Di certo, dopo il 14-15 finale, i tifosi dell’Exeter hanno potuto cantare You’re not singing anymore, che più o meno corrisponde al nostro “E Nottingham non canta più…”. Per forza, quando mai l’hanno fatto?
Simone Battaggia @gazzetta.it


Sulla strada per… Istambul: Brema

Quarti di finale, unica italiana rimasta in Europa, il punto più alto mai raggiunto dall’Udinese nelle Coppe, l’orgoglio di una filosofia, di un gruppo, di una tifoseria, di una gente, e infine di una nazione e di un movimento calcistico. È abbastanza per andare dritti in trasferta a Brema?

COME ARRIVARE
Quasi sempre, il nostro consiglio è di viaggiare in aereo. Qualche volta, in treno. È la prima volta però che la maniera migliore per andare in trasferta è, incontrovertibilmente, in pullman-macchina. L’unico volo per Brema ancora abbordabile è il Ryanair a 225 euro da Milano mercoledi 8 aprile, vigilia della partita. Decisamente troppo di questi tempi. In macchina, con amici, si abbattono i costi, considerato che in Germania non si paga l’autostrada. Oppure, ci si può aggregare al migliaio di tifosi friulani dei vari Udinese club che hanno organizzato la trasferta. Sul sito http://udineseclub.net , nella sezione Trasferte, cliccando su Brema, si può scegliere il pacchetto più adatto alle proprie esigenze tra quelli offerti dai vari club, con il dettaglio di prezzi e servizi.Grandi a Brema in tanti ma a a Reggio in quanti???
DOVE MANGIARE
Birrerie alla tedesca. Due dal mazzo, quella per chi ha sete e quella per chi ha fame. Nel primo caso, c’è la Schuttinger, in Hunter dem Schutting 21, birre della casa servite da locandiere ubertose stile giornaletti anni Settanta. Nel secondo caso, Störtebeker (Knochenhauerstrasse 13), menù ricco. Ma non per questo meno attenzione al luppolo, tanto che si può uscire con il souvenir del cartone da sei, con i sei gusti di birra risultato anche qui dell’arte del proprio mastro birraio.
LA CITTA
A Brema ci si può divertire. Sempre, a prescindere dall’Uefa. La gente di qui se la gode, diversa dal tedesco medio. Perché diversa è la città: innanzitutto è una città portuale, seconda solo ad Amburgo (e dove sostano i marinai, potersi divertire è un obbligo…). E poi, perché è una città libera. Non filosoficamente, proprio legalmente: Frei Hanseastadt in tedesco, città stato dai tempi del Congresso di Vienna, ovvero appartiene solo a se stessa e a nessun Lander. Libertà garantita da Carlo Magno, ‘custodita’ dalla statua dell’Orlando con la Durlindana nella piazza principale, Marktplatz; riflessa dagli specchi del palazzo del parlamento; e inquadrata dal gotico perfetto della cattedrale di San Pietro. Il bello di una città completa ma che non ti fa sentire perso. Nella stessa Marktplatz l’asino, il maiale, il cane e il gallo: uno sull’altro, i simboli della favola “I musicanti di Brema” dei fratelli Grimm, icona cittadina e del Werder stesso. Marktplatz si trova nell’Alstadt, affascinante città vecchia disegnata a sud dal fiume Weser e a nord dalle mura medievali, le Wallgraben. Scendendo da Marktplatz verso il fiume si incrocia la Bochterstrasse, il simbolo della xenofobia nell’era nazista, presa di mira per la sperimentazione artistica che commistionava gotico e art nouveau. Dicevamo, città che deve essere ristoro e intrattenimento anche per i marinai: con Schnoor, quartiere della vita notturna scoppiettante, nella città vecchia; e Schlachte, il porto medievale sul fiume, che ha seguito la moda europea diventando quartiere trendy, dove ogni portone apre a un bar o a un discopub.

I TIFOSI
Tifoseria che buon vantare un grosso seguito, per la maggior parte assai colorato e pacifico. I tifosi del Werder sono legati da anni da una forte amicizia con quelli del Rot-Weiss Essen; la principale rivalità è con l’Amburgo, seguita da quelle con Schalke 04 e Bayern Monaco.Senza dubbio va menzionata la nostra amicizia con i ragazzi della RacailleVerte amicizia che dura da un paio di anni con visite piuttosto frequenti da una parte e dall’altra..


Fieste de Patrie

3 AVRIL 1077

3 AVRIL 2009
Fieste de Patrie dal Friûl