Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Archivio per giugno, 2009

Risolto il mistero

Avete presente i cerchi nel grano???In australia si sono diffusi i cerchi nei campi di papaveri e finalmente si e’ giunti a capo di questo mistero…

Risolto il mistero dei cerchi nei campi.

Oltre i cerchi nel grano ci sono anche i meno conosciuti cerchi tra i papaveri. Questo secondo mistero ha trovato spiegazione durante una seduta del parlamento della Tasmania. A minacciare le coltivazioni legali di oppio dello stato australiano, infatti, creando cerchi tra i papaveri, sarebbero i canguri sotto effetto dell’oppiaceo.

I piccoli marsupiali locali (wallaby) sotto l’effetto della droga salterebbero in cerchio prima di stramazzare al suolo. Molti credono che i cerchi tracciati nei campi coltivati in varie regioni del mondo, siano creati da extraterrestri. Almeno nel caso australiano gli autori sarebbero i canguri.

La spiegazione è stata data in parlamento dal ministro della Giustizia dell’isola. A dare la particolare spiegazione è stata oggi il ministro della giustizia Lara Giddings, rispondendo a una domanda sulla sicurezza della produzione legale di oppio per il mercato farmaceutico, di cui la Tasmania è la principale fornitrice. Circa 500 agricoltori coltivano papaveri da oppio e forniscono circa il 50% del mercato mondiale di materiale di base per la morfina e altri oppiacei.

Giddins ha detto che sono i wallaby, una varietà di canguri di media grandezza, che in numeri crescenti si introducono nei campi coltivati per brucare, e creano i misteriosi cerchi di papaveri schiacciati.

A quanto pare i canguri non sono gli unici animali a girare in cerchio sotto l’effetto di droghe. «Ho anche appreso dai responsabili delle coltivazioni che altre specie animali, sia selvatiche che di allevamento, dopo aver mangiato i papaveri si comportano stranamente, e tendono a girare in tondo», ha aggiunto il ministro.

E se volete trovare un’altro esempio classico di cerchi nel grano ecco cosa si puo vedere da googlemaps…sara un messaggio agli alieni???mah chi lo sa…per chi volesse l’ubicazione precisa basta cercare “Strada Dei Campi 34072 Farra D’Isonzo” provincia di gorizia…
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Modelli Da Esportare

I principali quotidiani esteri, nelle loro versioni cartacee e online, anche oggi riportano notizie e commenti sull’inchiesta di Bari. In Gran Bretagna, The Guardian, fa un’analisi socio-politica della vicenda, titolando «Perchè Silvio Berlusconi è uno scandalo-prova in Italia». Secondo il quotidiano, l’aspetto più affascinante dell’indagine e dei suoi strascichi non è il premier, ma gli italiani, per nulla «sorpresi di quanto stia accadendo». «Berlusconi è vicino a capitolare, come suggerisce caldamente la stampa britannica? Assolutamente no», si legge nell’articolo, che, riferendosi all’Italia, «presa da un profondo fatalismo», sottolinea: «Non siamo in Gran Bretagna. Non parliamo di Gordon Brown. L’ Europa ha una moneta unica ma differenti atteggiamenti mentali, che non crescono in maniera simile».

Il Times fa un’ampia analisi, partendo dalle vicende connesse all’inchiesta barese, sullo «strano tipo di femminismo mostrato dall’Italia di Berlusconi», definita come una «società ancora matriarcale», dove le donne «più che vittime impotenti della supremazia sessuale maschile, sono il cuore dei processi decisionali quotidiani».

Con gli spagnoli El Pais e El Mundo, il Times riporta inoltre l’appello lanciato da quattro docenti universitarie italiane alle first lady dei paesi coinvolti nel G8 «perchè disertino l’appuntamento» in segno di protesta contro l’atteggiamento del premier nei confronti delle donne. El Pais cita alcuni passi dell’appello secondo cui il comportamento di Silvio Berlusconi è «grave da un punto vista morale, civico e culturale e mina la dignità della donna».

El Mundo, quotidiano di centrodestra, titola «Docenti italiane chiedono alle first lady di boicottare il G8». Il Times scrive «Docenti combattono contro il sessista Silvio Berlusconi».

Si attengono invece alla cronaca l’inglese Financial Times, che titola «Gli alleati di Berlusconi negano che lo scandalo porti alla sua caduta» e il francese Libération, secondo cui «Patrizia mette Berlusconi in cattive acque».

In Germania il tabloid Bild pubblica nella sua edizione online una fotografia, già riportata dalla stampa italiana, delle due giovani in un bagno di Palazzo Grazioli e annuncia: «Qui le ragazze si fanno belle per Berlusconi». La Frankfurter Rundschau titola «Berlusconi è sempre più solo». Anche se il premier, rileva il giornale, «continua a ripetere che non si dimetterà, questa resistenza denota tutt’altro, ovvero che si prende in considerazione la possibilità di una caduta».

La Welt sceglie il titolo: «I vescovi cattolici si preoccupano della morale di Berlusconi» e scrive che la Chiesa, chiede un «chiarimento» dopo le dichiarazioni della terza ragazza. Il giornale sottolinea quindi che il caso di Berlusconi «non è paragonabile a quello Clinton-Lewinsky», poichè «qui non si tratta di stagiste, ma di squillo professioniste».

Ma siamo in Italia…dove solo ai cittadini non e’ permesso fare nulla…in giappone i ministri si dimettono perche sono ubriachi alle interviste in gran bretagna si dimettono i ministri per uno scandalo di imborsi spese gonfiati…e in Italia???in Italia adesso si pensa al problema della droga tra i giovani..e chi viene chamato come testimonial…i politici???no no meglio di no loro…chi non si ricorda della puntata delle Iene mai andata in onda???si chiamano i campioni di Inter, Milan e Juventus che dicono ”no” alla droga: ”In questo modo speriamo che ai giovani arrivi il messaggio che nella vita si puo’ vincere senza fare uso di sostanze”…i calciatori???Si proprio loro…gli esempi di questo paese pulito…i calciatori…ma forse nessuno si ricorda dei loro predecessori…Primo fra tutti Diego Armando Maradona a causa della droga, nel 1992, si beccò una squalifica di 1 anno e 3 mesi . Claudio Caniggia, che nel 1993 fu a sua volta squalificato per 13 mesi, sempre per cocaina.Mark Iuliano, famoso soprattutto per il memorabile fallo su Ronaldo  in Juventus – Inter 1-0 . Positivo alla cocaina con in Ravenna nella passata stagione, 2 anni di stop, e carriera finita . All’estero poi, come non citare i casi di Bosnich e Mutu? Entrambi giocavano nel Chelsea, entrambi vennero trovati positivi, entrambi vennero licenziati dal club e squalificati (9 e 7 mesi).Ricordiamo anche il portiere Angelo Pagotto nel 1999 fu squalificato per 2 anni e nel 2007 risultò nuovamente positivo alla coca beccandosi una squalifica per 8 anni . Anche Fabio Macellari ha provato a riprendersi dopo essersi disintossicato dalla cocaina e ora gioca nel campionato di Eccellenza della Sardegna nell’ASD Villasimius . Come non ricordare poi Jonathan Bachini, squalificato a vita in quanto recidivo nella positività alla cocaina: la prima volta nel Brescia nel 2004 e la seconda nel Siena a dicembre 2005 . Francesco Flachi, squalificato per 2 anni nel giungo 2007, non ha mollato, ha continuato ad allenarsi con il Pietrasanta Marina, squadra di Eccellenza, ed è ora stato tesserato dall’Empoli in Serie B . Ultimissimo in lista Mauro Carrozzieri trovato positivo alla cocaina nell’aprile di quest’anno adesso almeno due anni fermo…

Nella vita si puo’ vincere senza fare uso di sostanze…
si ma ditelo anche a loro!!!

Tutti a Ponte Milvio per Gabriele

Questa sera appuntamento a Ponte Milvio per chiedere giustizia per Gabriele Sandri. Da giorni il tam-tam di radio e tv romane segue blog e social network di internet. E poi migliaia di manifesti affissi per la città. Arriveranno in tanti e con ogni mezzo: in aereo o in treno da Piemonte, Calabria, Lombardia e Puglia ma anche in macchina dalla provincia romana. E Roma si sta mobilitando. Il punto d’incontro è alle 21 in piazzale Ponte Milvio. Per la serata sono previste numerose presenze, tra cui gli organizzatori delle 20 tappe itineranti di presentazione del libro 11 Novembre 2007, l’uccisione di Gabriele Sandri una giornata buia della Repubblica effettuate in soli otto mesi a Milano, Lecce, Biella, Fiumicino, Formello, Monterotondo, Palombara Sabina, Tivoli, Anzio, Marino e Reggio Calabria, oltre che in diversi appuntamenti nella Capitale (librerie, associazioni culturali, università e fiera del libro). “Miei cari ragazzi, venite tutti a Ponte Milvio e fate un grande passaparola con tutto il cuore. Daniela, mamma di Lele”. Con queste parole la madre di ‘Gabbo’ ha lanciato il suo accorato appello attraverso il sito web dedicato al figlio. In piazza ci sarà la famiglia Sandri: Daniela, Giorgio e Cristiano. Da loro è partita l’iniziativa della manifestazione. La gente ha raccolto, rispondendo prontamente.

A sostegno anche il mondo della politica, quello dello sport, dello spettacolo e un organismo internazionale. Mario Baccini, presidente dei Cristiano-popolari – Popolo delle libertà ha affermato: “In occasione della manifestazione che questa sera coinvolgerà tutti gli amici del giovane Gabriele Sandri, voglio esprimere la mia solidarietà e la vicinanza alla famiglia e a tutti i suoi cari. L’auspicio – aggiunge Baccini – è che si arrivi presto a far giustizia e che la vicenda che si trascina ormai da due anni trovi un epilogo. Dal canto mio continuerò a sollecitare le istituzioni e le massime cariche dello Stato, come ho fatto con il presidente della Repubblica, affinché si interessino per arrivare presto a una soluzione del caso. In particolare chiederò un intervento diretto del ministro degli Interni, Roberto Maroni”. Al centro della piazza sarà allestito un palco dove, oltre la famiglia Sandri, parleranno rappresentanti istituzionali: attesi i deputati Claudio Barbaro e Walter Verini, il delegato allo Sport del comune di Roma Alessandro Cochi e i consiglieri capitolini Ugo Cassone, Federico Guidi, Marco Visconti e Giulio Pelonzi. È stato invitato anche il Presidente della Polisportiva Lazio Antonio Buccioni, il massimo esponente del club che Gabriele portava nel cuore. Tutti indosseranno una maglietta con scritto ‘Giustrizia per Gabriele’. Per l’intera giornata i ragazzi della curva nord laziale, rappresentati da Gianlcuca Tirone, esporranno dalla torretta di Ponte Milvio una gigantografia raffigurante il volto di Gabbo, illuminata a giorno durante l’evento. In una lettera aperta pubblicata dai quotidiani, Giorgio Sandri ha invitato pubblicamente anche Gianni Alemanno: “Sono certo che la presenza del primo cittadino della città eterna sarà da stimolo anche per il mondo politico. Le istituzioni hanno il diritto e il dovere di trovare il coraggio di esprimersi senza reticenza su una delle giornate più buie della recente storia della Repubblica italiana. Caro Sindaco, ho ancora voglia di sentire l’orgoglio di essere cittadino romano e italiano, nonostante tutto…”.

Sempre il padre di Gabriele, dopo un intervento a una trasmissione radiofonica dedicata ai tifosi della Roma, è stato contattato direttamente da Antonello Venditti: “Caro Giorgio – gli ha detto l’autore dell’inno della A.S. Roma – quella sera sarò in tournée… ma mi troverai idealmente al vostro fianco a Ponte Milvio. Voglio unirmi al vostro dolore per chiedere giustizia per tuo figlio, come tutte le persone oneste e civili di questa città. A Ponte Milvio non ci saranno divisioni di sorta, né Lazio né Roma ma solo tanta solidarietà e umanità verso una tragedia che non dovrà mai più ripetersi”. Alla manifestazione ha aderito anche Tony Malco, cantautore dell’inno della Lazio. Recentemente anche l’organizzazione mondiale non governativa Amnesty International, nell’ultimo rapporto annuale, ha puntato l’indice sugli esiti del processo che vede imputato l’agente della Polizia di Stato Luigi Spaccarotella, auspicando che l’11 luglio prossimo il giudice si pronunci “con la massima trasparenza e nel pieno della garanzia del diritto”. Parteciperà all’evento il portavoce Riccardo Noury: “Non potevamo mancare a Ponte Milvio, siamo al fianco dei Sandri”, ha detto a pochi giorni dalla lettura della sentenza della Corte d’Assise al tribunale d’Arezzo.

Dal palco saranno pubblicamente devoluti alla fondazione Sandri i ricavati delle vendite del libro sulla vicenda scritto da Maurizio Martucci, libro che è risultato tra i più letti in assoluto nelle classifiche del 2008. Martucci donerà interamente i diritti d’autore all’associazione che ha come scopo la preservazione della memoria di Gabbo e la difesa di chi, come lui, può restare vittima di ingiustizie. Per questo ci saranno anche i genitori di Alessandro Bini, il giovane calciatore tifoso della Roma morto su un campo di calcio per la mancanza di sicurezza nell’impianto sportivo in cui stava giocando. Al termine dell’evento è prevista una fiaccolata sotto la torretta e lungo il ponte. Il tutto tra le note di ‘Meravigliosa creatura’, la canzone di Gianna Nannini diventata ormai un vero e proprio inno nel nome di Gabbo dj. Il signor Sandri a tal proposito ha detto: “Sono certo che sarà l’ennesima prova di civiltà della città di Roma, della gente romana e di tanti altri cittadini italiani che verranno appositamente a Ponte Milvio per mandare all’opinione pubblica nazionale un messaggio forte e chiaro: non si può dimenticare”.

“La macchina organizzativa ha visto una grande partecipazione – conclude lo scrittore Maurizio Martucci – ognuno si è sentito di dare spontaneamente il proprio contributo. Le casse acustiche sul palco verranno dai dj romani coi quali Gabbo suonava nelle discoteche. Le fiaccole messe a disposizione dagli speaker radiofonici. I ragazzi del sito internet realizzeranno le t-shirt, quelli delle curve romane striscioni nel nome della verità per un delitto assurdo. Tutto in modo naturale. Significa che ancora oggi ognuno si sente Gabriele Sandri, tutti potevamo essere dentro quella macchina l’11 novembre 2007!” Cristiano Sandri, il fratello di Gabbo, conclude: “Non smetterò mai di ringraziare tutte quelle persone che giorno dopo giorno continuano ad essere vicini alla mia famiglia, sentendo la nostra vicenda come una tragedia di tutti, una causa di civiltà. In Italia, per fortuna, c’è tanta gente che non getta il cervello all’ammasso e ha capito realmente cosa ha ucciso mio fratello a soli 26 anni. Ora attendiamo che sia fatta giustizia, giustizia giusta. È dovuta a Gabriele e a tutti quanti noi”.


Re vs 6 Cuori

Arizona: niente ballottaggio, diviene
consigliere chi sceglie la carta più alta

Due candidati alla pari alle elezioni per il consiglio comunale di Cave Creek. Il re vince sul 6 di cuori

MILANO – Il giudice George Preston, in toga nera nel pieno delle sue funzioni, sceglie uno dei mazzi di carte deposti in un cappello da cowboy. Toglie i jolly e mescola il mazzo sei volte. Poi invita due giocatori a scegliere una carta. Thomas McGuire pesca il 6 di cuori, ma Adam Trenk alza il re di cuori e diventa consigliere comunale di Cave Creek.

RICONTEGGIO – La scena non si è svolta in un casinò di Las Vegas e nemmeno in un fumoso saloon del West, ma nel municipio di Cave Creek, cittadina di circa 5 mila abitanti alle porte di Phoenix, capitale dello Stato dell’Arizona. La sfida alla carta più alta si è resa necessaria in quanto McGuire, 64enne insegnante di scienze in pensione e già due volte membro del consiglio comunale, e Trenk, 25enne studente di legge, erano arrivati esattamente alla pari (660 voti ciascuno) alle elezioni supplettive per un seggio nel locale consiglio comunale composto da sette membri, come spiega il New York Times. Anche dopo il riconteggio delle schede, la parità non si era modificata. Quindi, secondo le leggi dell’Arizona, era necessario un sorteggio.

SORTEGGIO – Anche il sindaco, Vincent Francia, era d’accordo a non far svolgere un nuovo voto: troppo caro, e poi così c’è più divertimento. In effetti la legge dell’Arizona ammette due altri sistemi per il sorteggio di candidati alla pari: il primo è il lancio di una monetina. Il secondo è un duello alla pistola. Come si usava da quelle parti ai vecchi tempi.

Paolo Virtuani @corriere.it


Grande Maffy

se non ci fossi tu con le tue storielle che viaggio sarebbe???


Non ci avrete mai…

Come volete voi…

Stampa Manipolata

Intanto c”e da dire che per questo post ho voluto documentarmi un attimo e ho scoperto che allo schifo non c’e mai fine quindi ecco il primo articolo…

La residenza sarda equiparata a Palazzo Chigi
Villa Certosa, una storia di decreti e segreti
Le carte negate ai magistrati. Il governo: esigenze di sicurezza. Anfiteatro e piscine, prima i lavori e poi i permessi?
PORTO ROTONDO (SASSARI) – «Guardare e non toccare». I decreti che mettono il timbro «top-secret» su tutta la tenuta della «Certosa» di Silvio Berlusconi in Sardegna, dal «pontile 007» per gli statisti ospiti al finto nuraghe, dall’anfiteatro alle piscine della talassoterapia, sono un segreto di Stato così segreto che gli avvocati del Cavaliere, evidentemente gli unici autorizzati a conoscere ogni dettaglio, si sono rifiutati perfino di darli ai magistrati che indagano sugli eventuali abusi e volevano una fotocopia: «Solo vedere, prego».
Stop all’inchiesta sul campo. E fine delle domande dei cronisti impiccioni al comune di Olbia: possiamo vedere le carte? «No, segreto».
Il caniere nel tratto costiero di Punta Lada (Ansa)
AUTORIZZAZIONI TOP SECRET – Le autorizzazioni concesse? «No, segreto». Controllare l’ok dell’Ufficio Tutela Ambientale? «No, segreto». Anche i documenti sul campo di calcetto o la trasformazione d’una pozza in un laghetto? «Segreto». E come facciamo a sapere se è tutto in ordine? Primo: l’ha detto alla Camera Carlo Giovanardi: «Tutti i lavori effettuati sono stati sempre regolarmente autorizzati. Tutti, compresi quelli in questione cui fanno riferimento i giornali e relativi all’anfiteatro». Secondo: un po’ di carte no-secret («eccole: nessuno me le aveva chieste prima») vengono messe a disposizione del Corriere da Niccolò Ghedini, uno dei legali del premier. Il quale ha mandato un telegramma agli uffici comunali competenti: cosa si può mostrare e cosa no lo sa lui. Ai magistrati, del resto, non era andata meglio che ai cronisti fatti sgomberare sabato scorso dalle motovedette durante il fallito attracco coi gommoni guidato dal diessino Gianni Nieddu. I vigili inviati alla Certosa dopo l’esplodere del caso del «pontile 007», così chiamato perché si favoleggiava di una grotta sotterranea accessibile a barche e sommergibili come nei film di James Bond (parola di Giovanardi: «Una balla, ci potranno entrare un paio di barchette») erano stati infatti convinti a desistere dall’ispezione perché, secondo gli addetti alla sicurezza, i lavori erano segretissimi. Tesi ribadita nei decreti varati da Pietro Lunardi e Beppe Pisanu ai primi di maggio per mettere un tappo alla fuga di notizie. Tappo esteso a tutte le altre opere giacché dopo tante visite di statisti e nipoti di statisti la Certosa, pare dicano i decreti, va ormai «equiparata a una residenza alternativa» di Palazzo Chigi. Definizione davanti alla quale i magistrati avrebbero mostrato un certo stupore. Placato dagli avvocati con l’assicurazione che il Cavaliere vorrebbe in un imprecisato futuro regalare la tenuta, come abbozzato anche in una intervista, alla Presidenza del Consiglio. Grazie.
L’anfiteatro di Villa Certosa (Sanna)
POLEMICHE – Riuscirà la promessa a disinnescare le polemiche? Difficile. Certi lavori risultano fatti, in una zona come quella che secondo gli ambientalisti è coperta da vincoli rigidissimi, grazie a semplici autorizzazioni per «pertinenze urbanistiche». Cioè? Opere di «modeste dimensioni tali da non incidere in modo significativo sull’assetto del territorio». Una sentenza del Tar sardo conferma: non basta l’autorizzazione ma è obbligatoria la concessione edilizia per «ogni trasformazione del territorio attraverso l’esecuzione di opere comunque incidenti su aspetti urbanistici ed edilizi, che abbiano perdurante rilievo ambientale ed estetico o anche solo funzionale pur quando si tratti di una stratificazione sul suolo di materiali attinti altrove, senza interventi in muratura». Per capirci: anche un parcheggio spianato richiede la licenza. Basta il fatto che le opere realizzate alla Certosa siano pregevoli, che l’agrumeto sia un gioiello e il parco dei cactus straordinario e che gli scempi sulla costa sarda siano molto più vistosi e sgangherati da altre parti, come ha sottolineato ieri Gianfranco Fini, per legittimare la totale libertà di modellare l’esistente? Sì, diranno molti: meglio un parco curato che un bosco incolto. No, diranno altri. Meglio Versailles o la foresta che c’era prima? E’ un tema. Che tocca il buongusto e i princìpi, l’arte e le regole. E qui, dicono i critici, sta il punto: passi per l’attracco coperto se è davvero preteso dai servizi e se sarà invisibile: ma il campo da calcio e le piscine e il resto?
Né i documenti spazzano via tutti i dubbi emersi. Anzi, aggiungono qualche curiosità. L’ordinanza della capitaneria che proibisce di avvicinarsi a meno di 500 metri dalla costa, per dire, non solo risulta emessa il 19 aprile scorso in seguito a una istanza presentata il 7 agosto 2004 (fulgido esempio di come alcuni riescano ad anticipare i desideri dell’autorità prima ancora che arrivi la domanda) ma questa istanza non era affatto dei «servizi» come era stato fatto trapelare ma della “P.aul.Immobiliare”, una società che fa lavori marittimi e non vuole gente tra i piedi.
LAVORI – Quanto ai lavori, tra i quali spiccano l’allargamento della maleodorante pozza di un depuratore trasformata in un lago ameno, la costruzione di «un portico con wc e frigo per lo stazionamento all’ombra del personale di controllo» e il perfezionamento di due condoni (avviati dal proprietario precedente venti anni fa) che hanno sbloccato la riconversione di due baracche in eleganti villini, van segnalati almeno alcuni piccoli prodigi. Uno è la costruzione dello stupendo percorso di talassoterapia, un sistema di cinque piscine curative degradanti verso il mare: ottenuta l’autorizzazione («piccola opera»?) dal comune di Olbia il 17 dicembre 2003, l’estate prima venivano già descritte da Renato Farina in un memorabile reportage su Libero : «Persino la passeggiata il Presidente la fa con le cesoie in mano. Il telefono nella sinistra e la forbiciona nella destra. Un passo pota qua, un altro telefona là. Controlla il ghiaietto, le pale del ventilatore sotto un gazebo, le cinque piscine per la talassoterapia». Un miracolo italiano. Doppio: un mese prima d’avere l’ok alla costruzione, le piscine erano già in bella mostra (pag. 193) in un libro del progettista Gianni Gamondi con scritto «copyright novembre 2003».
Anche l’anfiteatro, tuttavia, non fa mancare le sorprese. La prima è che la Regione, per bocca dell’Ufficio per la tutela del paesaggio, diede parere favorevole all’opera (strutture portanti in cemento, gradoni di granito, 400 posti a sedere: come il Teatro Olimpico di Vicenza) il 1 dicembre 2003, cioè 56 giorni prima che fosse presentata il 26 gennaio 2004 la domanda, presumibilmente col progetto.
CONCESSIONE – La seconda è che la concessione è stata data il 4 maggio 2004, cioè due giorni prima che la il pontile e i lavori in corso a Villa Certosa fossero sparati dalla «Nuova Sardegna». La terza è che l’anfiteatro, se sono state rispettate le date dei permessi, è cresciuto a una velocità così prodigiosa da far pensare a marmi transgenici. Per non dire della vicina torretta simil-nuraghe. Era una cabina elettrica e stando alla difesa del premier dovrebbe essere stata ingentilita «nel quadro della sistemazione dell’area dell’anfiteatro». Fosse così, altro miracolo.
Era descritta infatti da Renato Farina l’estate scorsa: un’alcova coi muri coperti da «affreschi sul modello dei senesi del Trecento ma qui invece che essere piatte le donne dipinte mostrano forme mica male». La tenuta, stando al reportage su Libero , era allora tutta un cantiere: «Ferve il lavoro. In tutto il parco lavorano in cinquanta, tra tecnici e muratori…». Lui, il Presidente, era un vulcano di idee. E mostrava i menhir comprati e i carrubi di 500 anni trapiantati e spiegava: «Ora le mostro dove farò la chiesa dove la domenica dir messa». Ah, già: non c’è ancora la chiesa?

E poi venne il COMPLOTTO…si mie cari lettori non c’e altro modo per definire quello che sta accadendo sulla stampa italiana…prima le polemiche alla vigilia della campagna elettorale poi sono state pubblicate dalla stampa spagnola le foto di quello che successe nella villa nonostante in Italia le foto fossero state sequestrate…e allora tutti sl sito spagnolo per vedere lo schifo che non ha fine ma e’ un complotto…un complotto…

Tutte le facce sono oscurate,
tranne quella del Cavaliere.

Richiamo del Garante
Le foto di Villa Certosa online su El Pais
Il quotidiano spagnolo pubblica cinque scatti di Antonello Zappadu, denunciato dal premier. Risalgono al 2008
MILANO – Dopo tanto discutere, ecco le foto. Quegli scatti realizzati da Antonello Zappadu a Villa Certosa nel maggio 2008, quando tra gli altri era ospite del premier l’ex primo ministro ceco Mirek Topolanek, finiscono sul web. E in particolare sul sito del quotidiano spagnolo El Pais, che pubblica cinque scatti in cui si vedono belle ragazze in abiti più o meno succinti, il presidente del Consiglio e altri ospiti non identificati. Tutte le facce sono oscurate, tranne quella del Cavaliere. Le immagini sono state sequestrate dopo che Berlusconi ha denunciato Zappadu per violazione della privacy e tentativo di truffa.

«A RISCHIO L’ITALIA» – «Le foto censurate da Berlusconi» è il titolo dell’articolo, corredato dall’editoriale «Berlusconi messo a nudo». «Le immagini – spiega l’editoriale – non svelano la privacy del primo ministro ma la sua deriva autoritaria. Se fino ad ora le sue uscite erano state prese come uno scherzo, oggi esistono nuovi e gravi motivi per avvertire che ciò che il premier sta mettendo a rischio è il futuro dell’Italia come Stato di diritto», prosegue l’editoriale, sottolineando come «un’Italia che scivoli lungo la china verso la quale la sta trascinando Berlusconi non è un motivo di preoccupazione solo per gli italiani, ma per tutti gli europei». Le fotografie ritraggono gli ambienti della residenza sarda del premier, indagato per l’uso di voli di Stato a scopo privato, in particolare per il trasferimento dei suoi invitati alle feste a Villa Certosa. Il quotidiano riporta le dichiarazioni del fotografo secondo il quale «ogni weekend» voli di Stato sotto la guida della Aeronautica Italiana sono arrivati in Sardegna con artisti, veline e altri amici di Berlusconi. «Nell’agosto 2008 – scrive El Pais – il premier italiano ha cambiato la legge per consentire ai suoi invitati privati di utilizzare i voli di Stato. Le fotografie dimostrano che quattro mesi prima di questo modifica normativa, Berlusconi aveva già viaggiato con il suo amico Mario Apicella e una ballerina di flamenco».

Ed eccoci quindi alla vigilia di una nuova tornata elettorale e mentre l’italiano medio non sa ancora per chi e per che cosa votare anche io faccio unpo di propaganda..