Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Stampa Manipolata

Intanto c”e da dire che per questo post ho voluto documentarmi un attimo e ho scoperto che allo schifo non c’e mai fine quindi ecco il primo articolo…

La residenza sarda equiparata a Palazzo Chigi
Villa Certosa, una storia di decreti e segreti
Le carte negate ai magistrati. Il governo: esigenze di sicurezza. Anfiteatro e piscine, prima i lavori e poi i permessi?
PORTO ROTONDO (SASSARI) – «Guardare e non toccare». I decreti che mettono il timbro «top-secret» su tutta la tenuta della «Certosa» di Silvio Berlusconi in Sardegna, dal «pontile 007» per gli statisti ospiti al finto nuraghe, dall’anfiteatro alle piscine della talassoterapia, sono un segreto di Stato così segreto che gli avvocati del Cavaliere, evidentemente gli unici autorizzati a conoscere ogni dettaglio, si sono rifiutati perfino di darli ai magistrati che indagano sugli eventuali abusi e volevano una fotocopia: «Solo vedere, prego».
Stop all’inchiesta sul campo. E fine delle domande dei cronisti impiccioni al comune di Olbia: possiamo vedere le carte? «No, segreto».
Il caniere nel tratto costiero di Punta Lada (Ansa)
AUTORIZZAZIONI TOP SECRET – Le autorizzazioni concesse? «No, segreto». Controllare l’ok dell’Ufficio Tutela Ambientale? «No, segreto». Anche i documenti sul campo di calcetto o la trasformazione d’una pozza in un laghetto? «Segreto». E come facciamo a sapere se è tutto in ordine? Primo: l’ha detto alla Camera Carlo Giovanardi: «Tutti i lavori effettuati sono stati sempre regolarmente autorizzati. Tutti, compresi quelli in questione cui fanno riferimento i giornali e relativi all’anfiteatro». Secondo: un po’ di carte no-secret («eccole: nessuno me le aveva chieste prima») vengono messe a disposizione del Corriere da Niccolò Ghedini, uno dei legali del premier. Il quale ha mandato un telegramma agli uffici comunali competenti: cosa si può mostrare e cosa no lo sa lui. Ai magistrati, del resto, non era andata meglio che ai cronisti fatti sgomberare sabato scorso dalle motovedette durante il fallito attracco coi gommoni guidato dal diessino Gianni Nieddu. I vigili inviati alla Certosa dopo l’esplodere del caso del «pontile 007», così chiamato perché si favoleggiava di una grotta sotterranea accessibile a barche e sommergibili come nei film di James Bond (parola di Giovanardi: «Una balla, ci potranno entrare un paio di barchette») erano stati infatti convinti a desistere dall’ispezione perché, secondo gli addetti alla sicurezza, i lavori erano segretissimi. Tesi ribadita nei decreti varati da Pietro Lunardi e Beppe Pisanu ai primi di maggio per mettere un tappo alla fuga di notizie. Tappo esteso a tutte le altre opere giacché dopo tante visite di statisti e nipoti di statisti la Certosa, pare dicano i decreti, va ormai «equiparata a una residenza alternativa» di Palazzo Chigi. Definizione davanti alla quale i magistrati avrebbero mostrato un certo stupore. Placato dagli avvocati con l’assicurazione che il Cavaliere vorrebbe in un imprecisato futuro regalare la tenuta, come abbozzato anche in una intervista, alla Presidenza del Consiglio. Grazie.
L’anfiteatro di Villa Certosa (Sanna)
POLEMICHE – Riuscirà la promessa a disinnescare le polemiche? Difficile. Certi lavori risultano fatti, in una zona come quella che secondo gli ambientalisti è coperta da vincoli rigidissimi, grazie a semplici autorizzazioni per «pertinenze urbanistiche». Cioè? Opere di «modeste dimensioni tali da non incidere in modo significativo sull’assetto del territorio». Una sentenza del Tar sardo conferma: non basta l’autorizzazione ma è obbligatoria la concessione edilizia per «ogni trasformazione del territorio attraverso l’esecuzione di opere comunque incidenti su aspetti urbanistici ed edilizi, che abbiano perdurante rilievo ambientale ed estetico o anche solo funzionale pur quando si tratti di una stratificazione sul suolo di materiali attinti altrove, senza interventi in muratura». Per capirci: anche un parcheggio spianato richiede la licenza. Basta il fatto che le opere realizzate alla Certosa siano pregevoli, che l’agrumeto sia un gioiello e il parco dei cactus straordinario e che gli scempi sulla costa sarda siano molto più vistosi e sgangherati da altre parti, come ha sottolineato ieri Gianfranco Fini, per legittimare la totale libertà di modellare l’esistente? Sì, diranno molti: meglio un parco curato che un bosco incolto. No, diranno altri. Meglio Versailles o la foresta che c’era prima? E’ un tema. Che tocca il buongusto e i princìpi, l’arte e le regole. E qui, dicono i critici, sta il punto: passi per l’attracco coperto se è davvero preteso dai servizi e se sarà invisibile: ma il campo da calcio e le piscine e il resto?
Né i documenti spazzano via tutti i dubbi emersi. Anzi, aggiungono qualche curiosità. L’ordinanza della capitaneria che proibisce di avvicinarsi a meno di 500 metri dalla costa, per dire, non solo risulta emessa il 19 aprile scorso in seguito a una istanza presentata il 7 agosto 2004 (fulgido esempio di come alcuni riescano ad anticipare i desideri dell’autorità prima ancora che arrivi la domanda) ma questa istanza non era affatto dei «servizi» come era stato fatto trapelare ma della “P.aul.Immobiliare”, una società che fa lavori marittimi e non vuole gente tra i piedi.
LAVORI – Quanto ai lavori, tra i quali spiccano l’allargamento della maleodorante pozza di un depuratore trasformata in un lago ameno, la costruzione di «un portico con wc e frigo per lo stazionamento all’ombra del personale di controllo» e il perfezionamento di due condoni (avviati dal proprietario precedente venti anni fa) che hanno sbloccato la riconversione di due baracche in eleganti villini, van segnalati almeno alcuni piccoli prodigi. Uno è la costruzione dello stupendo percorso di talassoterapia, un sistema di cinque piscine curative degradanti verso il mare: ottenuta l’autorizzazione («piccola opera»?) dal comune di Olbia il 17 dicembre 2003, l’estate prima venivano già descritte da Renato Farina in un memorabile reportage su Libero : «Persino la passeggiata il Presidente la fa con le cesoie in mano. Il telefono nella sinistra e la forbiciona nella destra. Un passo pota qua, un altro telefona là. Controlla il ghiaietto, le pale del ventilatore sotto un gazebo, le cinque piscine per la talassoterapia». Un miracolo italiano. Doppio: un mese prima d’avere l’ok alla costruzione, le piscine erano già in bella mostra (pag. 193) in un libro del progettista Gianni Gamondi con scritto «copyright novembre 2003».
Anche l’anfiteatro, tuttavia, non fa mancare le sorprese. La prima è che la Regione, per bocca dell’Ufficio per la tutela del paesaggio, diede parere favorevole all’opera (strutture portanti in cemento, gradoni di granito, 400 posti a sedere: come il Teatro Olimpico di Vicenza) il 1 dicembre 2003, cioè 56 giorni prima che fosse presentata il 26 gennaio 2004 la domanda, presumibilmente col progetto.
CONCESSIONE – La seconda è che la concessione è stata data il 4 maggio 2004, cioè due giorni prima che la il pontile e i lavori in corso a Villa Certosa fossero sparati dalla «Nuova Sardegna». La terza è che l’anfiteatro, se sono state rispettate le date dei permessi, è cresciuto a una velocità così prodigiosa da far pensare a marmi transgenici. Per non dire della vicina torretta simil-nuraghe. Era una cabina elettrica e stando alla difesa del premier dovrebbe essere stata ingentilita «nel quadro della sistemazione dell’area dell’anfiteatro». Fosse così, altro miracolo.
Era descritta infatti da Renato Farina l’estate scorsa: un’alcova coi muri coperti da «affreschi sul modello dei senesi del Trecento ma qui invece che essere piatte le donne dipinte mostrano forme mica male». La tenuta, stando al reportage su Libero , era allora tutta un cantiere: «Ferve il lavoro. In tutto il parco lavorano in cinquanta, tra tecnici e muratori…». Lui, il Presidente, era un vulcano di idee. E mostrava i menhir comprati e i carrubi di 500 anni trapiantati e spiegava: «Ora le mostro dove farò la chiesa dove la domenica dir messa». Ah, già: non c’è ancora la chiesa?

E poi venne il COMPLOTTO…si mie cari lettori non c’e altro modo per definire quello che sta accadendo sulla stampa italiana…prima le polemiche alla vigilia della campagna elettorale poi sono state pubblicate dalla stampa spagnola le foto di quello che successe nella villa nonostante in Italia le foto fossero state sequestrate…e allora tutti sl sito spagnolo per vedere lo schifo che non ha fine ma e’ un complotto…un complotto…

Tutte le facce sono oscurate,
tranne quella del Cavaliere.

Richiamo del Garante
Le foto di Villa Certosa online su El Pais
Il quotidiano spagnolo pubblica cinque scatti di Antonello Zappadu, denunciato dal premier. Risalgono al 2008
MILANO – Dopo tanto discutere, ecco le foto. Quegli scatti realizzati da Antonello Zappadu a Villa Certosa nel maggio 2008, quando tra gli altri era ospite del premier l’ex primo ministro ceco Mirek Topolanek, finiscono sul web. E in particolare sul sito del quotidiano spagnolo El Pais, che pubblica cinque scatti in cui si vedono belle ragazze in abiti più o meno succinti, il presidente del Consiglio e altri ospiti non identificati. Tutte le facce sono oscurate, tranne quella del Cavaliere. Le immagini sono state sequestrate dopo che Berlusconi ha denunciato Zappadu per violazione della privacy e tentativo di truffa.

«A RISCHIO L’ITALIA» – «Le foto censurate da Berlusconi» è il titolo dell’articolo, corredato dall’editoriale «Berlusconi messo a nudo». «Le immagini – spiega l’editoriale – non svelano la privacy del primo ministro ma la sua deriva autoritaria. Se fino ad ora le sue uscite erano state prese come uno scherzo, oggi esistono nuovi e gravi motivi per avvertire che ciò che il premier sta mettendo a rischio è il futuro dell’Italia come Stato di diritto», prosegue l’editoriale, sottolineando come «un’Italia che scivoli lungo la china verso la quale la sta trascinando Berlusconi non è un motivo di preoccupazione solo per gli italiani, ma per tutti gli europei». Le fotografie ritraggono gli ambienti della residenza sarda del premier, indagato per l’uso di voli di Stato a scopo privato, in particolare per il trasferimento dei suoi invitati alle feste a Villa Certosa. Il quotidiano riporta le dichiarazioni del fotografo secondo il quale «ogni weekend» voli di Stato sotto la guida della Aeronautica Italiana sono arrivati in Sardegna con artisti, veline e altri amici di Berlusconi. «Nell’agosto 2008 – scrive El Pais – il premier italiano ha cambiato la legge per consentire ai suoi invitati privati di utilizzare i voli di Stato. Le fotografie dimostrano che quattro mesi prima di questo modifica normativa, Berlusconi aveva già viaggiato con il suo amico Mario Apicella e una ballerina di flamenco».

Ed eccoci quindi alla vigilia di una nuova tornata elettorale e mentre l’italiano medio non sa ancora per chi e per che cosa votare anche io faccio unpo di propaganda..

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