Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Sulla strada per… South Africa 2010

Devono ancora iniziare…


«Venite ai Mondiali, non è peggio di Napoli»
la polizia sudafricana “rassicura” i turisti

JOHANNESBURG (22 ottobre) – «Dite agli italiani che possono venire tranquillamente in Sudafrica. Qui ci sono posti dove è meglio non andare di notte da soli, ma accade anche da voi. Ditemi due città…Napoli e Catania? Ok, qui non è peggio di certe zone di queste vostre località».

Il portavoce della polizia sudafricana Vishnu Naidou, che coordina le attività legate al Mondiale di calcio, smentisce che nel suo Paese ci sia un allarme sicurezza, nonostante l’alto tasso di criminalità indicato dalle statistiche. E tiene a sottolineare che, in ogni caso le forze dell’ordine si faranno trovare pronte, reagendo, se necessario, con durezza. «A chi verrà con l’intenzione di creare problemi suggerisco di non provocarci perchè ai criminali noi rispondiamo per le rime», avvisa il portavoce che non si tira indietro nemmeno di fronte all’osservazione che il Sudafrica nel 2009 è stato il paese con il più alto numero di persone (più di 500) uccise dalla polizia.

«Perchè non fate notare anche – sottolinea Naidou – che in 12 mesi ci sono stati anche 109 agenti assassinati in servizio? Da noi i criminali sono estremamente violenti, prima ti sparano e poi ti parlano, quindi dobbiamo tenere conto delle circostanze, anche se non incoraggiamo i nostri poliziotti ad avere il grilletto facile».

In vista del Mondiale il Sudafrica ha fatto molti investimenti in materia di sicurezza: saranno quindi al lavoro 1118 commissariati permanenti ed altri 300 creati per l’occasione. In tutto il paese, secondo Naidou, ci sono 183mila poliziotti, 30mila dei quali si dedicheranno esclusivamente al Mondiale, appoggiati da undicimila operatori di compagnie private. Il tutto, tra l’altro, per tenere sotto controllo un fenomeno sconosciuto da queste latitudini.

«Gli hooligans qui da noi non esistono – dice il portavoce della polizia – ma ci siamo preparati al riguardo coordinandoci con l’Interpol e le polizie di tutto il mondo. Stiamo facendo una campagna d’informazione per sapere che qui in Sudafrica non si può bere in pubblico. Dovranno adeguarsi anche i tifosi inglesi, a meno che i politici non deliberino una deroga in questo senso: se ne sta discutendo, così come per la prostituzione, che qui è illegale».

In tutte queste operazioni di Sudafrica 2010 è stata coinvolta anche la polizia italiana? «No, perchè in tanti anni non siete stati capaci di risolvere il problema della violenza negli stadi. Quindi abbiamo preferito rivolgerci a chi, come i francesi, ha un migliore know how».

@gazzettino.it
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