Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Archivio per marzo, 2010

Derby Madrid

Per la serie Pictures Of The Week una coreografia spagnola…l’ultimo derby a Madrid sponda UltrasSur…
e quando sarà che anche in italia si potrà ripetere una cosa simile???
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Repressione In Toscana

In Toscana si e’ sfiorato il ridicolo in questo weekend calcistico…ma putroppo non c’eravamo quindi lasciamo parlare a chi le cose le ha vissute sulla sua pelle…partiamo da una lettera di un tifoso pisano scritta dopo l’incontro tra Pisa e Chioggia…partita del campionato di serie D tra l’altro viietata ai sostenitori ospiti…

«A PISA — afferma Nicola Davini — vi è uno stato di polizia e non si dica a causa degli ultras (troppo spesso violenti). Sono sono arrivato all’Arena con mia moglie e mio figlio di 4 anni e tutto credevo di trovare tranne che un esercito di sprezzanti e pomposi ‘guardiani della rivoluzione’ pronti a tutto pur di garantire l’ordine di una partita vibrante come Roma-Inter… A dire il vero era Pisa-ChioggiAggiungi un appuntamento per oggia ma forse loro non lo sapevano. Ho subìto personale interrogatorio da un graduato dei carabinieri in merito alla mia bandiera di metri 1,5×1,8: «Cosa c’è scritto?». Dopo averla aperta a tentennato di fronte alle ingiuriose parole ‘nati pisani’, il militare è poi passato a mia moglie chiedendo di aprire la felpa per mostrare quel pacco voluminoso che nascondeva sotto: mia moglie è incinta al sesto mese! In mancanza di un ecografo portatile hanno deciso di soprassedere e farci entrare, ma solo dopo aver storto il naso e comunque chiesto parere a un altro graduato in merito al pericolosissimo oggetto di mio figlio (ricordo di 4 anni) ovvero una bevanda in tetrapak. In questo modo il questore ha deciso di scavare un solco tra i tutori dell’ordine e la città, perchè così facendo ha schiaffeggiato la società calcistica e il sindaco (che vi erano andati a colloquio)».

«VERGOGNA. Io tifoso del Pisa trattato come un criminale incallito — si lamenta Roberto — . Perquisito dalla testa ai piedi, preso a male parole perchè chiedo spiegazioni e tutto perchè vado a vedere una partita di pallone. Forze dell’ordine in tenuta antisommossa per una partita di serie D senza tifosi ‘avversari’: poliziotti, carabinieri, camionette e persino un elicottero a presidiare lo stadio tutto questo spiegamento di forze per cosa? Ma l’assurdo è che quando in città subisci un furto e chiedi l’intervento delle forze dell’ordine ti rispondono: “Non abbiamo ‘volanti’ da inviare, venga qui a fare la denuncia”. L’assurdo è che in certe zone della città non si vede un poliziotto, né un’auto della polizia per giorni. Evidentemente per qualcuno i problemi di ordine pubblico a Pisa sono tutti all’Arena e quindi; ma chi se ne frega se in alcune zone della città la droga si vende alla luce del sole; ma chi se ne frega se esci di casa e ti trovi un ubriaco che ti sta urinando al portone; ma chi se ne frega se la sera tua moglie non può uscire da sola per buttare l’immondizia perchè uscire di casa la sera per una donna è pericoloso (chiedete a chi abita vicino alla stazione). Meglio impiegare i soldi dei contribuenti nella ‘battaglia’ contro i tamburi e gli striscioni della tifoseria organizzata del Pisa. Il presidente Battini dice: “Dialogo”, io aggiungo dialogo si, ma soprattutto buonsenso che, a mio giudizio, sabato all’Arena è mancato. Come persona mi sono sentito offeso e come pisano mi piacerebbe che le istituzioni cittadine prendessero posizione su quanto è accaduto perchè credo che sabato sia stata offesa la città».

federico.cortesi@lanazione.net

perquisizioni per tutti compreso il personale del pronto soccorso…

perquisizioni tali da far iniziare la partita con mezzora di ritardo, l’arbitro Diego Roca di Foggia,poco prima dell’orario fissato (14.30) un funzionario di polizia gli ha consegnato un documento in cui veniva chiesto di non far scendere le squadre in campo fino a quando non si fossero risolti i problemi al pre-filtraggio davanti allo stadio.
La risposta del Questore

«Le legge deve essere rispettata anche da chi non vorrebbe»

«I SERVIZI di sicurezza predisposti sabato all’Arena non erano assolutamente eccessivi rispetto all’evento, perchè in qualità di questore ho il dovere di far rispettare le leggi in vigore in Italia e il ‘decreto Maroni’ è una di queste. Con un comunicato dello scorso 13 marzo, infatti, la Curva Nord Maurizio Alberti aveva invitato tassativamente tutta la tifoseria a intervenire sabato scorso portando allo stadio tutti gli oggetti possibili, anche quelli non consentiti, per sfidare il divieto previsto dalla normativa vigente e dimostrando in tal modo che la stessa normativa può essere superata». Il questore Raffaele Micillo replica così alle accuse sul suo operato.

«VOGLIO anche sottolineare — afferma il dottor Micillo — la totale sintonia e gratitudine verso il sindaco Filippeschi e il presidente del Pisa Battini, per essersi attivati verso la tifoseria nella ricerca di un punto di incontro idoneo ad agevolare un rapporto costruttivo e sereno, nel rispetto della normativa, tale da consentire un tranquillo svolgimento di tutti gli eventi sportivi. Si è invece avuto un rifiuto categorico da parte di una piccola parte della tifoseria a ogni forma di rapporto nonostante gli inviti al dialogo. Questi ultras hanno esposto sistematicamente striscioni contro il “decreto Maroni” e la normativa vigente, a volte con accensioni di fumogeni e spari di mortaletti e cori offensivi verso le Forze di polizia».

«QUESTI tifosi — continua il questore — anche sabato hanno pure tentato di entrare con forza allo stadio sottraendosi a ogni forma di controllo. Tentativi di sfondamento adeguatamente respinti con l’uso minimo e indispensabile della Forza pubblica. Poi, lancio di oggetti contundenti, sputi, fumogeni e mortaletti contro la Forza pubblica in servizio. La conclusione dell’evento, comunque, è stata tutto sommato tranquilla attese le premesse non certo positive.

«È BENE ribadire — conclude il dottor Micillo —

che la legge deve essere rispettata a Pisa come altrove. La Questura non ha mai negato il nulla osta all’autorizzazione di coreografie particolari con l’utilizzo di bandiere striscioni e quant’altro, purché richieste con le formalità previste dalla normativa vigente. Ovvero le bandiere devono essere ‘flessibili’ e gli striscioni – preventivamente fatti visionare – non offensivi né inneggianti alla violenza. Nessuna richiesta è invece mai pervenuta al riguardo».

La curva pisana non e’ entrata allo stadio…ecco il loro comitato ufficiale…

Migliaia di firme raccolte, proteste, iniziative, incontri con Società AC Pisa 1909 e Sindaco: tutto questo per fare entrare bandiere e tamburi allo stadio alla luce del sole e tornare a un’Arena alla vecchia maniera…

La risposta degli organi preposti all'”ordine pubblico” oggi è stata sotto gli occhi di tutta la città: stadio blindato, camionette di celerini in tenuta antisommossa a presidio dell’Arena, elicotteri, perquisizioni a tappeto a chiunque, vecchi e giovani. Un esercito per impedire alla tifoseria pisana di entrare nel suo stadio liberamente con bandiere e tamburi. Da questo ennesimo divieto e sopruso è scaturita la nostra decisione di rimanere fuori dallo stadio con i nostri colori, bandiere e tamburi.

Abbiamo assistito a scene gravissime, assurde e inverosimili: addirittura alla gente che voleva uscire dalla Nord per unirsi alla nostra protesta gli è stato impedito con la forza ed è stata costretta a rimanere rinchiusa nella Curva. Tutto ciò secondo noi sarebbe anche punibile legalmente, essendo, di fatto, sequestro di persona. E’ allucinante essere arrivati al punto di non essere più liberi di uscire da uno stadio quando ci pare.

Anche la partita è iniziata con trenta minuti di ritardo a causa di tutto ciò. Pisa – ChioggiAggiungi un appuntamento per oggia doveva essere una festa, la partita dove la Curva Nord Maurizio Alberti si sarebbe ripresentata con i suoi vessilli e colorata alla vecchia maniera, ma ancora una volta la risposta è stata solo repressione. Pensiamo anche a quanto è costato allo Stato italiano (e quindi a noi che paghiamo le tasse) questa ridicola “caccia al tamburo”. Reparti celere antisommossa, camionette, elicotteri non sono certo venuti gratis, e tutto questo per una partita di serie d dove neanche erano presenti i tifosi ospiti, per un altro assurdo divieto. Siamo alla follia.Quello che è accaduto non ci piegherà, ma anzi ci dà ancora più forza per continuare a lottare contro questo decreto e contro la tolleranza zero all’Arena Garibaldi

Curva Nord “Maurizio Alberti”

Innanzitutto esprimiamo piena solidarieta’ alla curva pisana…che nonostante da anni si batte sia soggetta ad assurde e nonostante il fallimento si continua a battere contro queste leggi repressive …ma bastera’ essere in possesso della fantomatica tessera del tifoso per saltare tutte queste cose???a chi la fara e ai posteri l’ardua risposta…


No Alla Tessera Del Tifoso

Tessera del tifoso, meglio essere chiari e spiegare ai tifosi che dalla prossima stagione la famosa “card” sarà obbligatoria per chi vuole fare l’abbonamento (anzi lo sostituirà) e sarà egualmente indispensabile per chi vorrà andare in trasferta al seguito della sua squadra del cuore e seguire la partita nel settore ospite (si può acquistare però un biglietto per un altro settore, sempre che sia disponibile). Questo non è stato detto dopo la riunione della scorsa settimana al Viminale, sinora c’è stata poca comunicazione, molta confusione che ha scatenato anche proteste di piazza: dalla prossima stagione calcistica, i club saranno obbligati a sostituire l’abbonamento con la tessera del tifoso (che in più ha la fotografia, tanto chi fa l’abbonamento è già costretto a dare i suoi dati anagrafici e quindi cade l’ipotesi di un’ ulteriore schedatura). I tifosi che non accettano, non potranno avere l’abbonamento. Viminale e Lega Calcio dovrebbero fare chiarezza. Non è una cosa facoltativa, interessa decine di migliaia di persone. Inoltre, merita ricordare come non potranno avere la tessera le persone con Daspo o misura di prevenzione in vigore, nonchè i condannati per i reati da stadio negli ultimi 5 anni (in questo caso il periodo di Daspo scontato è decurtato dai 5 anni). Prima si spiega, meglio è. I club si stanno attrezzando: Milan, Inter e Siena già lo hanno fatto, Fiorentina e Juventus sono a buon punto. Gli altri, non hanno alcuna alternativa (e speriamo solo che nessuno ci speculi).Ci è stato assicurato, da fonti del Viminale, che stavolta non ci saranno più deroghe. Il ministro Roberto Maroni non farà alcun passo indietro. Dopo il summit dell’altro giorno, ora sono previsti tavoli tecnici, e un’altra riunione (l’ultima?) più avanti. Bisogna trovare soprattutto un sistema, anche informatico, che sia compatibile in tutti gli stadi: ogni impianto infatti avrà dei varchi dedicati ai possessori della tessera del tifoso. E che succederà con le trasferte proibite? Dovrebbero essere pochissime, in tutto circa una decina all’anno, mentre ancora in questa travagliata stagione ci sono stati numerosi stop che hanno colpito soprattutto i tifosi di Atalanta, Roma, Napoli e Genoa. Così come in futuro non ci dovrebbero più essere quelle restrizioni, sovente assurde, nella vendita dei biglietti (solo residenti in Regione, o provincia, un tagliando a testa, niente stranieri, eccetera) che hanno scatenato sovente le proteste di tifosi. O, almeno, diciamo che le restrizioni dovrebbero diminuire di molto. Tutto dovrebbe essere più facile con la tessera del tifoso. Che sarà gratis, o a basso costo. Anche perchè, non dimentichiamolo, interesserà i sostenitori più fedeli. Un esempio, per capire meglio: il Casms ha chiuso la trasferta a Bologna ai tifosi della Roma dopo gli incidenti di Livorno. Cosa sarebbe successo se la tessera del tifoso fosse già stata in vigore? La trasferta sarebbe stata aperta. Ma la tessera dovrà essere revocata a chi viene scoperto a commettere incidenti, o devastazioni sui treni, o saccheggi negli autogrill. Chiaro? Lo speriamo. Così come speriamo che, come promesso, prima o poi vogliono ascoltare anche la voce dei tifosi. Coraggio dunque. E preparate le foto tessera per fare l’abbonamento…

e cosi si parte ecco i primi…

La Sampdoria presenta “Samp Card” tessera del tifoso blucerchiata


Anche la Sampdoria si adegua alle richieste del Ministero degli Interni e crea la Samp Card, la tessera del tifoso blucerchiata: consentirà l’acquisto dei biglietti in occasione di eventi soggetti a limitazioni imposte dall’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive. La nuova tessera sarà quindi, dalla stagione 2010/2011, l’unico strumento per potersi abbonare alle gare interne e seguire le trasferte. Costo 12 euro. Gli abbonati potranno sottoscriverla gratuitamente entro il 22 maggio e avrà validità di cinque anni. Modulo di richiesta disponibile da domani, 23 marzo, preso lo stand Sampdoria della Fiera Primavera, presso il Sampdoria Point oppure online attraverso il sito ufficiale della società e quello della listicket.


Voghera vs Pordenone

La nostra trasferta di coppa inizia in un centro commerciale pordenonese, punto di ritrovo dove rifornirci delle provviste necessarie per sopravvivere al lungo viaggio: pizze al trancio straunte, sacchetti di patatine, panini e le  casse di birra. Riposti i carrelli prendiamo posto sul nostro Ducato a noleggio e ci dirigiamo verso la prima tappa: Portogruaro. Lì carichiamo un ragazzo a cui era stata negata la mattinata di ferie.

SOPRAVVISSUTTI – Il vero viaggio inizia solo ora, sono già le 13: 15 e la strada è molto lunga. Siamo costretti a bandire le soste in autogrill. Un paio di settimane fa ci immaginevamo una trasferta con ben altri numeri; il disastro dei ramarri nella gara d’andata ha lasciato solo otto sopravvissuti, così ciecamente innamorati del neroverde da prendersi ferie per sobbarcarsi 800 km con ben poche speranze di vedere la finale. Non se ne parla di rinunciare ad esporre i nostri colori in Lombardia, e questa convinzione ci fa partire comunque carichi.

LO SPRITZ DI VOGHERA – Superati i colli veneti, il panorama si fa piatto e ripetitivo, per vincere il tedio lanciamo in canti goliardici, anche perchè il nostro furgone a buon mercato manca di autoradio. Raggiungiamo la provincia di Pavia verso le 16:15, giusto in tempo per concederci un rapido giro del centro di Voghera (inneggiando al Pordenone). La scelta del locale che accoglierà la nostra ultima sosta si rivela un errore fatale: si tratta di una sorta di lounge bar con velleità artistiche, la cui unica cliente è una bella ragazza intenta a studiare latino sorteggiando un cocktail dai colori sgargianti. Stranamente nessuno di noi decide di importunare la giovane autoctona, preferendo la compagnia del bancone, dove una coppia di barman molto fashon ci assicura di avere il migliore spritz di Voghera. Quelli che gli han creduto rimpiangono ancora i sei euro donati per un bibitone stracolmo di ghiaccio.

PEGGIO DEL “BOTTECCHIA” – E’ ora di raggiungere lo stadio “Parisi”, dedicato al grande pugile scomparso in un incidente stradale. Alla partita manca ormai una ventina di minuti e, sorpresa, ci troviamo il settore ospiti chiuso. Quando ormai stiamo per perdere la speranza di vedere il calcio d’inizio, un dirigente locale ci apre il portone,dopo un’intollerabile attesa a guardarlo maneggiare con un migliaio di chiavi. Eccoci finalmente dentro, accompagnati da alcuni carabinieri piuttosto gentili. Lo stadio è curiosamente vuoto, quasi peggio del “Bottecchia” all’andata. Salva l’atmosfera la curva di casa, dove un centinaio di ultras non manca di farsi sentire. Ci proviamo anche noi, confidando in qualche fortunato gioco di echi che risalti le nostre urla disperate.

FINE DEL SOGNO – In campo i ragazzi ce la mettono tutta, ma il Voghera sembra disposto meglio dell’andata, e solo un tiro da fuori di Sessolo impensierisce il portiere locale. I padroni di casa trovano  verso la fine del tempo il quarto eurogol in due partite, con un tiro da fuori imparabile. Ogni speranza è soffocata, e la curva rossonera esplode iniziando anche numerosi cori contro i rivali pavesi. Da parte nostra non dimentichiamo uno sfottò agli amici di Sacile, invitandoli a guardarci in tv. La gara scorre via e i neroverdi cercano almeno il gol del pareggio, mettendoci un impegno che non possiamo che apprezzare. Senza sosta continuiamo a sgolarci fino al rigore in nostro favore verso fine gara. Tira Sessolo, il portiere respinge ma, per fortuna, il nostro attaccante ribadisce in rete. Ci mancava solo la beffa del rigore parato. In pieno recupero avremmo anche potuto vincere, ma alla fine sono i padroni di casa ad esultare.

SOTTO LA CURVA – I nostri giocatori dimostrano di aver apprezzato i nostri sforzi per seguirli ed incitarli nonostante il rovescio dell’andata, e vengono tutti ad applaudirci sotto il settore. Sorprendente e gradito anche l’applauso convinto rivolto verso di noi dagli ultras vogheresi, che intonano poi un “ultras liberi” a cui repplichiamo applaudendo a nostra volta. E’ ora di rimetterci in marcia. L’appuntamento con la storia e rimandato ancora, chissà a quando. Ci lasciamo Voghera alle spalle e torniamo a pensare al lavoro, ai problemi di tutti i giorni ma, soprattutto, alla prossima domenica!

Gli otto tifosi neroverdi in trasferta a Voghera


Treni Low Coast

Non mi ricordo se ne avevo gia parlato…
servono pure la birra..speriamo a buon mercato…

La sfida a Trenitalia arriva da nord, a bordo di un treno tedesco che – con la prenotazione anticipata – consente viaggi low-cost anche in Italia. Turisti e pendolari del binario ringraziano la nuova concorrenza, ma quello che ogni giorno collega Monaco di Baviera, Bolzano, Trento, Verona e Bologna (con una corsa anche verso Milano) è ancora un treno fantasma: non chiedete informazioni alla biglietteria della stazione (dove fingeranno di non saperne nulla), non cercatelo sui tabelloni dell’orario ufficiale (dove non risulta), inutile anche chiamare l’ufficio informazioni delle ferrovie italiane. Per viaggiare a basso costo bisogna invece collegarsi al sito Internet di Deutsche Bahn, la società tedesca, oppure a quello dei colleghi austriaci di Öbb che insieme ai lombardi delle Ferrovie Nord hanno inaugurato la guerra dei prezzi sulla linea del Brennero. Attenzione: chi sale a bordo al volo e decide di acquistare il biglietto dal controllore (in mancanza di meglio, si può fare anche così) paga un conto più salato, ma con un po’ di attenzione si risparmia.E a tre mesi dalla partenza del primo treno ecco arrivare le offerte di Pasqua annunciate con una campagna pubblicitaria sui giornali per dire basta all’epoca del passaparola: viaggiano gratis sulle tratte internazionali i bambini con meno di 15 anni, biglietti a 9 euro sulle tratte nazionali, da Bolzano a Milano, oppure Bologna, poco importa, purché il viaggio venga prenotato con almeno tre giorni d’anticipo su Internet oppure presso una delle agenzie convenzionate. Specchietto per le allodole? Può darsi, ma la prova del call center è superata: “Sì – dice la voce – i biglietti a 9 euro sono disponibili”.

Tutto questo ricorda un po’ la rivoluzione dei voli aerei low-cost, secondo il principio prima paghi e meno paghi? Risposta esatta. Mentre le ferrovie italiane si concentrano sull’alta velocità, c’è chi comincia a viaggiare in treno come in aereo: scegliendo la compagnia in base al prezzo. Ora si può, almeno al nord. E il paragone con i viaggi aerei calza anche per le ferrovie italiane, che alle proteste per le mancate informazioni sulla concorrenza – era dicembre – replicarono così: “Non siamo tenuti a dare chiarimenti sui servizi di altre aziende”.

Il Monaco-Bologna passa ogni giorno da tre mesi alla stazione di Trento dove ferma, puntuale, alle 14 e 04. Sulle carrozze sono evidenti i colori stranieri del convoglio ma sul marciapiede c’è sempre qualcuno che si chiede: “Ma che treno è?”. Viaggiatori pochi. Attendono tutti il passaggio dei treni italiani, con il biglietto da obliterare o l’abbonamento in tasca. Eppure basterebbe salire per viaggiare come in Europa, acquistando il biglietto a bordo: personale trilingue, carrozze pulite e soprattutto puntuali. Nei giorni in cui l’Italia si fermò per il maltempo – sempre a dicembre – il treno tedesco saltò solo una corsa, sostituita con i pullman, mentre la concorrenza invitava i passeggeri a viaggiare muniti di panini, bibite e coperte.

I manager di Db e Öbb per il momento contano 2 mila passeggeri al giorno e annunciano entro l’anno un collegamento con Venezia – già programmato ma reso difficile da problemi tecnici – e più giù verso Firenze, cioè la destinazione più meridionale della sfida tedesca in Italia. I pendolari del treno non avranno risolto così i loro problemi, ma è solo l’inizio. Arriverà anche la proposta di Ntv (Nuovo trasporto viaggiatori, avventura imprenditoriale privata italiana che vede la partecipazione di Montezemolo e Della Valle), attesa per il 2011 con 25 nuovi treni, che però punterà soprattutto sull’alta velocità e sulla fascia alta dei viaggiatori.

 Riproduzione riservata @repubblica.it


Moti Rivoluzionari

Erano inziato tutto con i moti rivoluzionari nel 1800…i moti siciliani…ieri a Licata…

Un gruppo di indigenti, una ventina di persone circa, stamattina, al momento della riapertura degli uffici comunali di piazza Progresso a Licata, ha fatto irruzione nelle stanze di sindaco e assessori, distruggendo mobili e suppellettili, gettandoli anche dalla finestra. Nel municipio sono accorsi i carabinieri, la polizia ed i vigili urbani che hanno riportato la calma. Due licatesi sono stati bloccati e portati in caserma per essere interrogati. Gli indigenti da tempo chiedono contributi economici per mantenere le proprie famiglie. Il sindaco di Licata, Angelo Graci, dal novembre scorso, non può recarsi al Comune, perché raggiunto da un provvedimento di divieto di dimora dopo che è rimasto coinvolto in un’inchiesta di corruzione. Graci vive e lavora dalla sua casa al mare di San Leone, ad Agrigento. Ogni giorno, dal Comune di Licata fino a San Leone fanno la spola i messi e gli impiegati comunali che gli portano gli atti da firmare e gli sottopongono i vari problemi ed emergenze della città.

la cosa piu divertente e’ che il sindaco che e’ indagato per corruzione nonostante tutto continua a lavorare!!! Solo in questo paese possono accadere cose simili…la gente che e’ esasperata perche non ha soldi viene condannata e chi invece e’ condannato continua come se nulla fosse successo…


Giustizia Italiana

L’ennesima prova di giustizia all’italiana…volevano un capro espiatorio…uno da mandare in pasto all’opinione pubblica…e chi ci guadagna nella vicenda???una vedova che stava per lasciare il marito e il ministero degli interni…

Morte Raciti, undici anni a Micale

CATANIA – Undici anni di reclusione per «omicidio preterintenzionale»: è la condanna inflitta dalla prima Corte d’assise di Catania a Daniele Natale Micale, 23 anni, a conclusione del processo per la morte dell’ispettore Filippo Raciti. I giudici hanno accolto integralmente la richiesta del pm Andrea Bonomo disponendo anche il pagamento di una provvisionale di 75 mila euro cadauno per i due figli di Raciti e per la vedova Marisa Grasso, oltre a 50 mila euro per il ministero degli Interni. La Corte ha stabilito anche un risarcimento per danni non patrimoniali di 25 mila euro per la Presidenza del Consiglio dei ministri e per il ministero degli Interni.

IN SILENZIO – L’imputato era presenta alla lettura della sentenza ed è rimasto in silenzio. Nessun commento con i giornalisti. Si è invece lasciata andare a uno sfogo sua madre, Rosaria Palermo: «Mi aspettavo una sentenza giusta e invece hanno condannato mio figlio che non c’entra nulla con l’omicidio dell’ispettore Raciti», ha detto la donna.

LA VICENDA – Raciti era deceduto per le ferite riportate durante gli scontri dentro e fuori lo Stadio ‘Angelo Massimino’ il 2 febbraio del 2007 durante il derby di calcio con il Palermo. L’altro indagato per la morte di Raciti, Antonino Speziale, minorenne all’epoca dei fatti, è stato processato separatamente e condannato a 14 anni.