Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Archivio per giugno, 2010

Giustizia All’Italiana

Sotto processo da cinque anni
per un tappino da 10 centesimi

L’imprenditore è accusato di furto aggravato ma non è mai stato interrogato. La procura aveva chiesto l’archiviazione

CAGLIARI — Accusato di aver «rubato» un piccolo tappo di pneumatico (valore neanche 10 centesimi), un imprenditore edile è da 5 anni sotto processo. Se dovesse essere condannato — Salvatore Schievenin, 68 anni, è imputato di furto aggravato — rischia da 2 a 8 anni di reclusione. Lui giura: «Non so nulla». E in questi 5 anni non è stato interrogato una sola volta: né dai carabinieri né da magistrati della procura né dal gip.

La «vittima» del furto, invece, fra verbali e testimonianze si è dovuto presentare più volte. Comprensibilmente esasperato: «Non ho fatto alcuna denuncia, non so chi abbia preso quel cappelletto, non mi importa saperlo—si è sfogato lunedì in udienza — ho perso molto tempo, voglio essere lasciato in pace». Tutto è cominciato nel settembre 2005: un battibecco fra due automobilisti per un parcheggio davanti a una banca. Giuseppe Orrù, che riesce a occupare il posto auto, entra nell’istituto di credito. L’altro per dispetto si avvicina a una ruota e porta via il cappelletto coprivalvola. Ma un’impiegata della banca vede tutto. Si precipita fuori, appena in tempo per apostrofare l’automobilista «ladro » e sentirsi rispondere: «Si faccia gli affari suoi e vada a quel paese». L’auto si allontana, l’impiegata annota il numero di targa, va dai carabinieri e denuncia l’aggressione verbale. Così si risale al proprietario: la vettura è intestata a una società dell’imprenditore Salvatore Schievenin, ma è utilizzata anche dai suoi dipendenti. Difficile risalire all’autore del furto.

Le indagini procedono: rapporto dei carabinieri, decreto penale di condanna dell’imprenditore, opposizione del suo legale. La procura col pm Chiara Maria Manganiello chiede l’archiviazione. Ma il gip Daniela Amato non è d’accordo: l’auto e il tappino coprivalvola erano «beni esposti alla fede pubblica», si tratta perciò non di «semplice» furto, ma di furto aggravato; che ci sia o no denuncia del derubato non importa: il reato è perseguibile d’ufficio. È il 2007, il processo inizia e si trascina tre anni, da un giudice monocratico all’altro. Francesco Viola, avvocato di Schievenin, si appella alle leggi e al buon senso: «Il mio assistito è incensurato; può avere le attenuanti generiche e il reato sarebbe furto semplice, procedibile a querela di parte» (che Orrù non ha mai voluto presentare: quindi, il processo sarebbe chiuso).

Come pure chiuso è il processo «parallelo»: l’impiegata che aveva denunciato l’automobilista (ma non ha riconosciuto in lui Schievenin) ha ritirato la querela. Il «giallo» del tappino coprivalvola andrà a sentenza l’8 novembre.

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Buone Vacanze

Tempo di vacanze…almeno per il blog…per almeno quindici giorni non verra fatto nessun aggiornamento…quindi non resta che augurare buone vacanze a chi come me va in giro e buon lavoro a chi invece resta a lavorare….e come per l’anno scorso in concomitanza con la pausa ecco il nuovo template …dopo aver tentato piu o meno una ventina di strade diverse questa pare eessere la versione definitiva…sperando di fare cosa gradita…


11/11/2007 11/06/2010


SudAfrica 2010

Inizia in questi momenti la cerimonia di apertura dei mondiali 2010 targati sudafrica…mondiale che nememno iniziato segna gia le prime problematiche a livello di sicurezza…dopo l’amichevole di domenica scorsa due giorni fa i giornalisti portoghesi e spagnoli sono stati rapinati dei loro averi in un albergo ma la notizia piu curiosa riuguarda un colonnello della polizia locale che e’ stato trovato a guidare ubriaco, contromano e ad alta velocità.  Aveva alzato troppo il gomito, e al volante della sua Toyota Corolla ha ignorato a un posto di blocco.  Si è fermato soltanto dopo che un altro poliziotto ha sparato in aria alcuni colpi di avvertimento.  Ecco che allora ci piace iniziare la cerimonia anche noi a nostro modo con una canzone che stamattina mi ha fatto venir le lacrime mentre la cantavo a scuarciagola e’ vecchia di vent’anni fu scritta per l’ultimo mondiale giocato in italia…cantata dalla coppia Bennato Nannini…


Chi fa da se

Grandi i pensionati…bisogna sempre imparare da loro….

Dà la caccia allo scarafaggio con l’alcol e incendia la casa

E’ accaduto nel Piacentino. Protagonista un pensionato romagnolo di 61 anni

Ha dato la ‘caccia’ a un grosso scarafaggio in casa e ha tentato di dargli fuoco utilizzando, come combustibile, dell’alcol, ma ha incendiato l’appartamento: panico fra i vicini, due squadre dei vigili del fuoco al lavoro oltre ai carabinieri, appartamento distrutto e giudicato inagibile dai pompieri, padrone di casa all’ospedale in osservazione. E’ accaduto a Lugagnano in Val d’Arda, nel Piacentino. Protagonista della vicenda un pensionato romagnolo di 61 anni, che vive nel centro del comune valdardese. L’uomo si era svegliato poco prima delle 4 del mattino, infastidito dalla presenza del grosso insetto. Ha preso una bottiglia di alcool e ha inseguito lo scarafaggio vicino a una parete, spruzzandogli il liquido infiammabile. Subito dopo il pensionato ha dato fuoco all’alcool, con il risultato che le fiamme hanno immediatamente avvolto parete in legno, frigorifero e altri mobili. L’uomo ha subito gridato aiuto, svegliando i vicini; le fiamme sono poi state domate dai vigili del fuoco, giunti da Fiorenzuola.


Sulla strada per…South Africa

I mondiali non sono ancora iniziati e gia c’e qualche falla nella macchina organizzativa sud africana…le famigerate vuvuzelas potrebbero essere bandite dagli stadi ree di disturbare le telecronache delle varie tv coprendo le urla della tifoseria , Blatter addirittura ha ipotizzato motivi di sicurezza, provando afd ipotizzare che venissero usate come manganelli . Le prove generali nel weekend non hanno fornito delle ottime garanzie e’ infatti di 18 spettatori e 2 poliziotti, il bilancio ufficiale, degli incidenti scoppiati per una ressa scatenata pomeriggio durante l’amichevole tra Nigeria e Corea del Nord . Quando i tifosi nigeriani arrivati allo stadio , un piccolo impianto da 10 mila persone hanno capito che non c’erano abbastanza posti per tutti, hanno iniziato a protestare . Nel giro di pochi minuti la protesta è diventata rabbia, e gli spettatori rimasti fuori hanno tentato di forzare i cancelli. La polizia ha cercato di fermarli, ma per due volte il blocco è saltato.

E se in Sudafrica si puo ancora fare invasione nel weekend al mugello dove si correva il gp d’italia non e’ toccata la stessa sorte e’ di diciotto il numero di arresti per clonazione di bancomat e spaccio di droga, 54 denunce per reati vari, 33 Daspo di cui 25 divieti di frequentare i circuiti automobilistici per i prossimi tre anni a carico di altrettanti responsabili di scavalcamento di recinzione e 8 divieti di frequentare per i prossimi cinque anni circuiti automobilistici ed impianti calcistici nei confronti di altrettanti bagarini; e ancora, 7 fogli di via con divieto di far ritorno nei 44 comuni della Provincia di Firenze, 124 segnalazioni per uso di sostanze stupefacenti, sequestri di droga e di merce contraffatta; 376 gli interventi di primo soccorso assicurato dai volontari della Misericordia di Firenze. Questi i numeri dei controlli di sicurezza condotti da Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, in occasione del Motomondiale che si è svolto al circuito del Mugello, a Scarperia (Firenze). È di circa un chilo e mezzo la quantità complessiva di droghe di vario tipo sequestrate dalle forze dell’ordine. Tra le persone segnalate come assuntori c’è anche un avvocato che al casello autostradale di Barberino è stato sorpreso con cocaina . E chi e’ l’artefice di tutto cio??? Tagliente il questore di Firenze colui che e’ a patti con la curva fiorentina ha colpito ancora…LEGGI SPECIALI OGGI PER GLI ULTRA’ DOMANI IN TUTTA LA CITTA…mai striscione fu piu azzeccato…chissa se potranno fare la tessera del tifoso…


Finalmente Nelle sale

Finalmente nelle sale…

Film a basso costo. E alta provocazione. Sotto accusa i cinquantenni. La colpa: Han dato i mezzi e tolto gli scopi

Un gruppo di criminali armati di pistola con il viso coperto da un passamontagna. Potrebbe essere l’immagine-simbolo di un qualsiasi poliziesco anni Settanta, invece è la locandina di «La banda del Brasiliano», primo lungometraggio del collettivo pratese John Snellinberg, in vendita in dvd dall’8 giugno per la CG Home Video. Un omaggio a pellicole come «La banda del gobbo» e «La banda del trucido», che molti ricorderanno per il personaggio di Er Monnezza. Ma al tempo stesso un’opera su uno dei temi d’attualità più discussi degli ultimi tempi: il precariato. Protagonisti, quattro amici sulla trentina, tutti senza posto fisso né certezze professionali e con in testa una missione: rapire i cinquantenni, individuati come i principali responsabili della diffusione del precariato nella società.

IL GARANTITO RAPITO – «Una provocazione con un fondo di verità», la definisce il regista Patrizio Gioffredi, 31 anni. «La nostra non è una parodia, ma una rilettura in chiave contemporanea del cinema di genere anni Settanta. Nel nostro collettivo siamo più o meno tutti precari. Di chi è la colpa? Della generazione dei nostri padri, che ha contribuito a lasciarci in eredità un’Italia dove i diritti dei lavoratori si sono affievoliti, il bagaglio culturale è disperso e il potere è concentrato nelle mani di pochi». Un’impietosa lettura della realtà, data in pasto allo spettatore con i toni della farsa, con un’ironia che punta al sorriso e alla riflessione. Così il povero cinquantenne rapito dai quattro (goffi) delinquenti, il Biondo, il Mutolo, il Randagio e il Brasiliano, diventa il capro espiatorio dei problemi di una generazione in crisi d’identità, destinatario di accuse che fatica a comprendere, tra cui la più grave: «Ci avete dato i mezzi e ci avete tolto gli scopi».

GENERAZIONE INCAZZATA – «Fulcro della sceneggiatura è lo scontro tra padri e figli che non riescono a capirsi», spiega Gioffredi. «Niente a che vedere con i film sul precariato usciti negli ultimi anni, come «Tutta la vita davanti» di Virzì, un racconto leggero che finisce per mitizzare la figura del precario. I nostri precari, invece, sono incazzati e deboli, vittime di un sistema ma anche incapaci di reagire». Girato tra Prato, Livorno e Napoli con un budget di appena 2000 euro, «La banda del brasiliano» è un piccolo miracolo produttivo. Unico attore professionista, Carlo Monni, già visto in «Berlinguer ti voglio bene» e «Non ci resta che piangere», per citare due titoli. Le altre sono «facce da cinema», come le chiama Gioffredi, pescate nella zona del paesino toscano di Vaiano. «Quando mancano i soldi ci si ingegna. Per le riprese abbiamo usato un carrello costruito da uno degli attori, che è fabbro. La location principale, il vecchio capanno nel bosco trasformato nel covo dei rapitori, è di mio nonno. La colonna sonora è un regalo di alcuni amici, tra cui Sam Paglia, i Calibro 35 e gli Appaloosa». Negli extra del dvd, un cortometraggio e le interviste agli autori del saggio «Non è un paese per giovani». Oltre alle scene tagliate e al backstage, interessante ritratto del cinema low cost. «Nel progetto sono state coinvolte più di un centinaio di persone, gente che ci ha prestato di tutto, macchine per gli inseguimenti comprese. Il più lungo dura trenta secondi, non potevamo permetterci di più. Diciamo che il film è un poliziottesco sottratto, realizzato nel giro di due anni nei weekend e nei ritagli di tempo. È così che funziona il precariato».

Raffaella Oliva