Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Archivio per agosto, 2010

Il calcio del futuro

Articolo tratto da OAG71…copio e incollo…

54-46 WAS MY NUMBER

Alle Vecchie Gradinate

A causa dell’ingresso di grandi sponsor sulla scena del calcio, sembra che il denaro abbia spostato i pali delle porte. (Enzo Bearzot)

Sid era al pub ormai da un tempo indefinito; no, non era ubriaco: beveva per tenersi lucido, ingollava una pinta dopo l’altra per trovare il coraggio di comunicare ai suoi soci di sempre la scelta che ormai aveva compiuto.

Il calcio negli anni era cambiato, certo era peggiorato, su questo dubbi non ce n’erano; da bambino andavo in rettilineo con suo padre e conosceva a memoria, grazie alle figurine Panini, tutte le formazioni di Serie A e buona parte di quelle di Serie B. Gli stranieri andavano sempre in coppia, quasi si pronuncivano senza la pausa… LuvanorPedrinho BlissetGerets CowansRideout… prima ancora c’erano quelli singoli, i peggiori di tutti: Zahoui Luis Silvio Eloy… Dagli anni ’80 in poi Sid aveva assistito a tutti i cambiamenti del “Beautiful Game”, che poi tanto beautiful non era più. Ma Sid aveva scoperto gli ultras e non è che prestasse più molta attenzione a quello che succedeva sul terreno di gioco; denunce e diffide si erano succedute senza soluzione di continuità senza che gliene importasse molto, almeno fino a quando alla diffida non avevano deciso di associare una bella doppia firma che lo obbligava a passare un bel pomeriggio del weekend (senza contare le infrasettimanali di coppa) al bar di fronte alla questura. La ragazza di allora lo aveva lasciato, quella troia, che cazzo, nemmeno un po’ di solidarietà… No, quella l’aveva sempre e soltanto dei suoi soci, tanto che a furia di essere diffidati il gruppo più tosto era diventato proprio quello al bar, un bel paradosso. Sid aveva scalato tutte le gerarchie non scritte del suo gruppo: non si trattava solo di far casino (anche se per lui questa era la parte migliore), c’era da preparare coreografie, eventuali contestazioni, fare il tifo… Negli anni ’90 tutti i prodromi per il calcio che sarebbe stato si erano manifestati ed il gruppo di Sid era stato in prima linea contro il calcio moderno, le pay tv, il caro biglietti e la repressione, ma con l’arrivo del terzo millennio tutto era cambiato; forse alla fine il Sistema stava vincendo; sempre più vecchie facce mollavano il colpo, vuoi perché avevano messo su famiglia, vuoi per la repressione, vuoi perché non si riconoscevano più nei gruppi, vuoi perché proprio il giocattolo calcio si era rotto… e nel 2010 il colpo di grazia: la cosiddetta tessera del tifoso, in realtà un abile strumento per svuotare gli stadi (non dagli ultras, ma proprio da tutti!). Forse venne istituita proprio per questo motivo, liberare le gradinate da teppisti, ribelli, padri di famiglia con mutuo, casi umani che non se ne facevano un bel niente della carta di credito, insomma tutte quelle persone che vanno a vedere la partita per i più svariati motivi, ma non certo per fare affari o per spendere 200 euro in una giornata (a meno che non si trattasse di spenderli in alcool o droghe!). Ed in pochi anni riuscirono nell’impresa; dopo i primi anni di stadi vuoti, curve e rettilinei si andarono ripopolando del “tifoso nuovo”, una sorta di mostro lobotomizzato da anni di pessima televisione e da totale assenza di cultura; insomma, una bella pagina bianca da trasformare in un maxi spot itinerante. Il problema per chi gestiva il gioco era che questi figuri erano troppo idioti persino per i loro canoni, andavano organizzati, del resto il prodotto calcio senza un minimo di colore e suono si vende molto peggio in tv. Andava richiamato qualcuno dei vecchi capoccia che avesse messo su un po’ di sale in zucca e che volesse diventare un bravo stipendiato al servizio del “Beautiful Game 2.0”. Sid aveva perso interesse nel calcio di alto livello, ma continuava a vedersi con la vecchia cricca: seguivano una squadra locale dove militava uno di loro e riuscivano, di tanto in tanto, a farci scappare anche una bella rissa, oltre a delle sane ghignate. Lavorava in questo ufficio del cazzo di una multinazionale del cazzo, ma che importava? Erano soldi buoni per la famiglia ed il weekend ed i weekend costavano sempre troppo. Il direttore era pure il proprietario della squadra più odiata da Sid, i rivali per antonomasia, quelli per cui Sid si era preso una buona metà delle sue denunce, ma era un’altra vita, ora era solo lo Stronzo che apriva il portafogli… questo fino al giorno in cui il suddetto Stronzo chiamò Sid nel suo ufficio per parlargli di una delicata questione. Lo Stronzo sapeva che Sid aveva avuto un passato <<ehm parecchio turbolento>> e per di più aveva pure un paio di volte danneggiato le strutture dello stadio di cui lui era proprietario, ma in fondo era tutta acqua passata; oggi Sid era un impiegato modello con un ruolo ben inserito nella società, con una moglie ed un figlio in arrivo ed i figli <<oh se costano, io ne ho tre>> fece lo Stronzo strizzando l’occhio a Sid. Insomma a Sid veniva offerto di incanalare le energie positive dei tifosi coglioni, <<coglioni sì, ma pur sempre consumatori e potenziali nostri clienti, carissimo!>>, in un tifo organizzato che fosse assolutamente telegenico e “pulito” (Sid sorrise: evidentemente sul concetto di “tifo pulito” avevano opinioni molto diverse). <<Naturalmente questo non sarà un hobby, ma un vero e proprio lavoro per lei. Su, non mi guardi con quella faccia! Le bandiere non esistono più e da tempo: pensi a quando era bambino. Avrebbe mai immaginato scambi di giocatori tra due società che si odiavano? Ed ora non solo si scambiano i giocatori, ma pure gli allenatori, i tecnici, i dirigenti e qualche volta persino i presidenti! Fra non molto pure i raccattapalle avranno bisogno di un procuratore. Ed allora perché solo voi tifosi dovreste restare fedeli ad una maglia che non solo non vi rappresenta più, ma nemmeno vi vuole più intorno? E, prima che dica qualsiasi cosa, prenda questo foglio con scritto quanto le spetterebbe (e consideri che è solo l’inizio), torni a casa, ne parli con sua moglie e lunedì viene qui con il suo più bel sorriso a darmi una risposta>>.

Tutta la conversazione riecheggiava nella mente di Sid insieme a tutti i ricordi di stadio, fin dalla sua prima partita da bambino… Ora stava bevendo forte, whisky doppi, una cosa che gli faceva davvero schifo, ma aveva bisogno di sentirsi uno schifo… Entrarono i suoi soci; aveva ben chiaro cosa avrebbe detto loro… o forse no?


Giocatori Puttane

In un calcio in cui ormai pochi giocatori guardano la maglia che indossano facendo prevalere interessi economici ecco il caso di Quagliarella uno che se ne era andato via da udine per giocare nella sua citta la sua napoli…che invece dopo un anno ha pensato bene di abbandonare andare a torino…

I bambini portano indietro le cartelle di Quagliarella

La cessione di Quagliarella alla Juventus ha creato danni economici a molte cartolibrerie napoletane e soprattutto a tante famiglie partenopee. E’ quanto emerge dalle dichiarazioni rese a “Napoli Magazine.” dal presidente dell’Associazione Librai Napoletani Gianfranco Lieto. Ecco quanto spiega Lieto: “Da fine luglio tante cartolerie e librerie si sono rifornite di decine di migliaia di prodotti griffati ‘Fabio Quagliarella 27’.

Si tratta di zainetti, astucci, portapastelli, colle, quaderni e altro ancora disribuiti dalla ‘Nemesi 2000’, società licenziataria del Napoli. Non potete immaginare i danni provocati ai titolari dei nostri esercizi commerciali. Per fortuna la ‘Nemesi” si sta comportando con estrema correttezza, venendo incontro, con i resi, ai nostri problemi. Ma la cessione di Quagliarella piovuta a fine agosto ci sta spiazzando sotto il profilo organizzativo: in tanti avevamo puntato moltissimo proprio su questi prodotti ed ora ci vediamo costretti a richiederne altri in tutta fretta”.

Gianfranco Lieto, titolare di una nota cartolibreria di viale Augusto a Fuorigrotta, ci rivela anche i disagi di molti clienti: “In tanti hanno acquistato nelle scorse settimane i prodotti griffati Quagliarella. Molti genitori, con figli al seguito, stanno tornando indietro in tante cartolibrerire perchè i bambini ora non vogliono andare più a scuola con zainetti e quaderni di un giocatore inviso all’intera tifoseria napoletana.

Ma Fabio non poteva andare al Rubin Kazan? Una cosa è la squadra russa, un’altra la Juventus, ossia il club forse più detestato da chi ama la maglia azzurra”. Indubbiamente sotto il profilo del marketing la cessione di Quagliarella non è stata positiva.


Fenerbahce vs Paok

Ecco i video dello spareggio per la champions league credo…ritorno a costantinopoli con invasione greca…


Maroni il violento

Dopo le ” vivaci” proteste organizzate ieri sera dai tifosi atalantini contro la tessera del tifoso oggi mi sono imbattuto in questo articolo….scritto da Mario Staderini

Quest’anno, per la prima volta dal 1983, non sarò un abbonato alle partite della mia squadra di calcio, l’AS Roma. Dopo 28 anni ininterrotti, è accaduto che un ministro della Repubblica, al fuori da ogni legge, mi vieti di fare l’abbonamento se non aderisco al “programma tessera del tifoso”.
Un “programma”, appunto, che sa di rieducazione e che serve solo a nascondere anni di truffe ed errori oltre l’incapacità di gestire l’ordine pubblico, se non anche il tentativo di garantire nuovi affari ad alcuni padroni del vapore a suon di ordinanze prefettizie.
Si badi bene, la “tessera del tifoso” non è prevista da nessuna legge dello Stato ma, secondo le parole del Presidente del Palermo Zamparini “è un ricatto, un’intimidazione vera e propria”. In pratica, i club sarebbero stati costretti a adottarla pena il rischio che i Prefetti vietassero la vendita dei biglietti in centinaia di partite. È lo stile Maroni, un Ministro dell’Interno che pratica la ritorsione come metodo di governo (come quando ritirò alcuni poliziotti inviati a seguito della Nazionale ai Mondiali in Sudafrica a causa delle dichiarazioni a lui non gradite di un calciatore).

Ma cos’è la tessera del tifoso? Un documento rilasciato ai cittadini da un ente finanziario previa autorizzazione caso per caso da parte della Questura.
Chi non ha questa “patente” non può abbonarsi alle partite di casa della propria squadra, peraltro rinunciando alle condizioni economiche favorevoli per chi compra tutti insieme i biglietti per la stagione. Non può nemmeno comprare i biglietti di ingresso alle partite in trasferta, e se la Prefettura da il via libera  su indicazione dell’Aisi (l’ex Sisde!), è costretto a sedersi nei settori della squadra di casa perché il settore dei tifosi ospiti è a lui interdetto.
Insomma, il se, il dove e il come io possa vedere una partita di calcio lo decide il Ministero dell’interno.
“Stupido è chi lo stupido fa”, diceva la mamma di Forrest Gump.
Capiamo meglio.

Negli ultimi 10 anni i Governi Berlusconi, con la complicità del Governo Prodi nel 2007, hanno introdotto, sempre con decreto legge,  una legislazione d’emergenza per le manifestazioni sportive contraria alla Costituzione e che ha fatto del calcio un laboratorio per nuove forme di controllo sociale.
Tra le altre cose, nel 2007 è stato fatto divieto alle società di calcio di vendere i biglietti a due categorie di persone: 1)chi è stato condannato, anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive; 2) chi ha ricevuto il DASPO, ovvero un provvedimento del Questore che, sulla base di denunce o mere informative, vieta per alcuni anni l’accesso agli stadi.
Diamo per buona questa norma (senza considerare che quasi il 42% di chi riceve il Daspo viene poi assolto nel procedimento penale e che comunque ha l’obbligo di firma in Commissariato durante le partite).
Quante sono le persone sottoposte a Daspo? 4.000 (quattromila).
Ma serviva la tessera del tifoso per tenere fuori dagli stadi i presunti violenti?
N0.
La legge, infatti, già prevede che chi vende i biglietti sia collegato con un software alle questure ai fini del rilascio del nulla osta alla vendita. Per cui chi è nella black list non può prendere i biglietti.
Allora perché imporre questa tessera da Stato di Polizia?
Maroni da oltre un anno non risponde alle quattro interrogazioni che il senatore radicale Marco Perduca gli ha posto sul punto.
Proviamo a fare qualche ipotesi sulla base dei primi effetti.
Su 340 mila abbonati nello scorso anno, in questa stagione ne mancano all’appello 70 mila per manifesta contrarietà al “programma”obbligatorio voluto da Maroni.
Visto che “ultras” viene utilizzato come sinonimo di criminale violento al limite dell’eversione, significa forse che in Italia ci sono 70 mila quasi terroristi?
Certo è che da quando sono state introdotte le norme di emergenza, gli spettatori dal vivo sono diminuiti, mentre quelli televisivi si sono moltiplicati, per la gioia delle pay-tv, ivi compresa quella del Capo del governo di cui fa parte Maroni.
Ma andiamo più a fondo. La tessera del tifoso, oltre che inutile, è irragionevole e autoritaria. Richiede più poliziotti nei controlli e quindi più militarizzazione; impone che tifosi di squadre opposte si mischino negli stessi settori; mette fuori legge i tifosi organizzati; mina l’autorevolezza delle istituzioni di governo; da origini a discriminazioni e ingiustizie.
Premesso che violenti e teste calde non saranno eliminati dalla tessera del tifoso, sembra una provocazione bella e buona, che di fatto aumenta il rischio che gia dalle prime partite si verifichino tensioni e scontri. Un paradosso. O forse no.
Sono così tanti gli uomini della intelligence del Viminale (prefetti, questori, digos, servizi) a occuparsi di stadio che tutto questo appare molto strano.
A quelli tra loro che leggeranno questo mio post (pensate!) un suggerimento: le scelte ragionevoli rendono autorevoli, quelle imposte rendono autoritari.
Ai tifosi di tutta Italia auguro un buon campionato, con la speranza che insistano a credere nel diritto come metodo migliore per far valere le loro ragioni.
PS: ai Parlamentari che affollano le tribune d’onore dei nostri stadi, la tessera del tifoso non servirà: gli basta quella omaggio che ricevono dal Parlamento.
PS bis: alcuni club richiedono persino la fedina pulita da qualsiasi precedente, non solo reati da stadio. In quel caso, Maroni non potrebbe entrare: è stato condannato per resistenza a pubblico ufficiale (le cronache raccontano l’incredibile notizia che abbia tentato di mordere il polpaccio di un poliziotto!).


Tessera dell’autista

Si sdraia sull’asfalto dopo lite:
investito e schiacciato da un tir

VIPITENO. Omicidio questa notte sulla A22 alla barriera di Vipiteno. Un camionista romeno, Benjamin Bogdan, 30 anni, appartenente alla ditta di trasporti Sm Transinternational Express, ha litigato con una coppia abruzzese e ha investito lui con il camion. L’uomo si era sdraiato dopo un litigio, probabilmente come gesto di sfida. Il camionista gli è passato sopra con il tir, uccidendolo.
La vittima è Moreno Mariani, 49 anni, originario di Castellafiume in provincia dell’Aquila ma residente a Roma. La moglie, quarantacinquenne, è sotto choc. Sul posto si è recato il pm Giancarlo Bramante che nel pomeriggio, dopo aver effettuato un sopralluogo, ha tramutato il fermo del camionista in arresto, accusandolo di omicidio volontario.
Secondo la prima ricostruzione, la tragedia è stata innescata da un banale incidente avvenuto nell’area di servizio Trens, sulla corsia nord dell’Autobrennero poco prima l’uscita di Vipiteno, in Alta Valle d’Isarco. Qui il tir guidato dal romeno avrebbe urtato in manovra il furgone della coppia abruzzese, danneggiando uno degli specchietti retrovisori, ma rimettendosi poi sull’autostrada senza fermarsi. Mariani, a quel punto, si sarebbe lanciato all’inseguimento del mezzo pesante, superandolo e fermandosi qualche chilometro più a nord, davanti alla barriera autostradale di Vipiteno e aspettando lì il camionista per vedersi risarcito il danno.
Nel piazzale si è scatenato il dramma. Dopo un furioso diverbio con il camionista – con il quale viaggiava un altro autista – Mariani si sarebbe sdraiato a terra davanti al tir. E qui, secondo l’accusa, Bogdan avrebbe innestato la marcia, travolgendolo. In questo senso, la ricostruzione effettuata dalla polizia stradale sul posto. Fermato e interrogato, il camionista ha sostenuto che il piazzale era buio, e di non essersi accorto della presenza dell’uomo a destra. In questo senso pare converga anche la deposizione dell’altro autista, mentre non è chiaro cosa abbia visto la moglie di Mariani, pare rimasta a bordo del furgone qualche metro più in là. Non risulterebbero altri testimoni oculari. Il tir è stato posto sotto sequestro, così come il furgone.


Evoluzione???

“Se non puoi combatterli unisciti a loro”…sembra paradossale ma uno degli intenti di questa famigerata tessera del tifoso pare essere proprio questo…da quando sul sito del casssssmssss sono uscite le nuove ‘agevolazioni’  intraprese da maroni e company si va verso questo pensiero…se prima eramno vietati i treni speciali quelli carichi di tifosi in trasferta e le soste negli autogrill erano consentite solo previo consenso della polizia di scorta ora non sara piu cosi anzi autogrill e ferrovie dello stato sono pronti ad acogliere i loro nuovi clienti con proproste personalizzate…se prima eravamo brutti , sporchi e cattivi adesso siamo i migliori clienti…

“Ferrovie dello Stato praticherà uno sconto del 15% sul titolo di viaggio acquistato dai possessori della Tessera del Tifoso. Il biglietto scontato sarà nominativo ed acquistabile soltanto dietro esibizione della tessera e del biglietto di ingresso allo stadio. Il titolo di viaggio scontato sarà emesso per il trasporto da una qualsiasi località sino a quella della partita…e come ai vecchi tempi chissa se ci sara ancora il comitato di accoglienza dei tifosi locali alla stazione???e se prima quando si entrava negli autogrill c’era la corsa ai banchi dei frighi per tirare giu le tendine o i solerti commessi ti seguivano con il timore che potessi afferrare qualcosa dal bancone per poi uscirtene senza averla pagata ora ai clienti che esibiranno la loro bellissima tessera nel giorno della partita

AUTOGRILL Spa effettuerà uno sconto del 10% presso i ristoranti Ciao ubicati sulla rete autostradale, presso le stazioni ferroviarie e gli aeroporti. Nei punti vendita Bar-Snack aderenti alliniziativa, anche nelle stazioni ferroviarie e negli aeroporti, invece, sar offerto un menu dedicato a prezzo agevolato. Questi benefici saranno riconosciuti esclusivamente nelle giornate di campionato disputate il sabato e la domenica, nel corso della stagione calcistica 2010/2011. E se si gioca al venerdi o al lunedi????e nei turni infrasettimanali???niente sconti???e se io preferisco i panini tarocchi della “Fini” o quelli belli farciti della “Sarni”???anche li niente sconti????Sarà per questo che domenica circa 300 tifosi romanisti diretti a milano per la supercoppa italiana sono stati fermati ed identificati all’area successiva… la stampa dice che una trentina di loro avrebbero saccheggiato un’autogrill ma noi alla stampa non crediamo…la vera motivazione??? Autogrill Spa non avva accreditato loro gli sconti e maroni non ci stava cosi ha organizzato la messa in scena dell’identificazione affinche coloro  quali dei fermati fossero in possesso della tessera potessero agevolare degli sconti previsti….grazie roberto…se qualcuno aveva dubbi sul fatto che l’unico scopo di questa stronzata chiamata tessera fosse quello economico adesso ci siamo tolti anche quelli  “Da pericolosi delinquenti ai nuovi clienti…”


Vatti a fidar degli amici…

Un albino fatto a pezzi e
bollito vale 220 mila euro

Ha tentato di vendere per 220 mila euro l’amico albino agli stregoni che l’avrebbero ammazzato, smembrato, fatto a pezzi come un pollo, bollito e trasformato in una pozione cotta per garantire, a chi l’avesse bevuta, ricchezze e buona salute. Così un keniota, arrestato in Tanzania, è stato condannato per direttissima a 17 anni di galera.
La storia allucinante comincia a Kitale, in Kenya, dove Nathan Mutei, 28 anni, convince l’amico albino, Robinson Mkwama, 20 anni, a seguirlo in Tanzania. Gli promette un lavoro da autista di autobus. Le superstizioni da quelle parti sono dure a morire. Gli albini, che in Africa sono parecchi, molti di pù che in Europa, sono considerati portatori di sventure e catastrofi. Così Robinson appena dopo la nascita viene abbandonato dal padre e dalla madre, che non vogliono problemi causati da quel bambino così bianco e diverso dagli altri fratelli e sorelle. Lui cresce in un orfanotrofio di Nairobi, la capitale del Kenya, finché, l?anno scorso, viene adottato da una donna di Kitale, nella Rift Valley, che lo fa lavorare come guardiano nel suo albergo, il Motherland Hotel.
Lì Robinson incontra Nathan e i due diventano amici. Ma Nathan già pensa al suo nuovo compagno come a una montagna di soldi e prende contatto con alcuni stregoni che abitano in Tanzania e si occupano di magia nera. Lui sa che gli albini valgono parecchio e che ne sono stati ammazzati tanti, anche ultimamente. Cosi convince l’amico “muzungu” (cioè bianco in swahili, termine che è normalmente usato per gli europei ma che è stato affibbiato come nomignolo a Robinson) a seguirlo.
Immagine di anteprima per Omicidi rituali.gifInventa di sana pianta di essere stato convocato a Mwanza, in Tanzania, perché c’è per entrambi un buon lavoro ben pagato: conducente di autobus. Robinson, che dalla nascita viene trattato come un paria e un reietto, crede alle promesse dell’amico, forse l?unico amico (almeno così crede) che ? a parte la madre adottiva – ha avuto nella sua vita. E entusiasta decide di seguirlo.
Quando arrivano a Mwanza, i membri di un’associazione di buoni samaritani le notano: “Che ci fa lì quel keniota con l’amico albino?”, si chiedono e avvisano la polizia. Gli agenti, li tengono d?occhio e si accorgono che Nathan prende contatto con alcuni stregoni. Si fingono così loro stessi acquirenti e si sentono chiedere l’equivalente di 220 mila euro in cambio di Robinson. Vivo. Avrebbero dovuto pensarci loro ad ammazzarlo, farlo a pezzi e ad utilizzare come avessero voluto le parti del suo corpo. Anzi, se avessero preferito, avrebbero potuto smembrarlo da vivo. Il rito macabro di magia nera avrebbe avuto più effetto. I poliziotti salvano l?albino da una fine orrenda e arrestano Nathan che viene processato per direttissima e condannato a 17 anni di prigione con due capi di imputazione: traffico di esseri umani e sequestro di persona al fine di omicidio. Ora Robinson vive protetto dalla polizia tanzaniana in un luogo segreto. Le autorità temono che possa subire vendette e ritorsioni.
Da secoli parti del corpo umano vengono utilizzate in Africa nelle pratiche di magia nera. Per procurarsi la materia prima i mercanti di morte ammazzano gli albini li tagliano in pezzi che rivendono agli stregoni. Una pratica normale (quasi tollerata) prima dell’indipendenza. Oggi che l’omicidio viene punito severamente, l’unico modo per procurarsi braccia gambe, occhi, testicoli e seni degli albini (attenzione: non si butta nulla dal corpo) è sul mercato nero: dagli assassini trafficanti di organi.
La scomparsa da casa degli albini in alcuni Paesi dell’Africa nera è quasi una routine. Si calcola che dal 2007 siano stati ammazzati 53 albini in Tanzania e 11 in Burundi.
Secondo il South African Police Service Research Centre, il centro di ricerca della polizia sudafricana, è radicata la convinzione che le parti del corpo prelevate da vittime vive abbiano un?azione più potente, grazie alle loro urla. Dunque prima di ammazzare un albino è bene farlo soffrire, meglio con tanto dolore. Omicidi rituali sono stati segnalati in Mozambico la cui polizia comunque indaga su traffici di organi anche per trapianti. Al mercato della superstizione secondo la polizia keniota è molto ricercata la pelle umana. Casi di persone scuoiate sono  state segnalati casi a Mbeya regione della Tanzania e Mwiki periferia di Nairobi. La pelle umana viene utilizzata però soprattutto in Malawi, Zambia, Mozambico e Sud Africa. Quella di un individuo adulto si può comprare per un prezzo che varia da 2 mila a 9 mila euro a seconda dell?età del corpo.
Nel tentativo di sensibilizzare l’opinione pubblica, il governo della Tanzania durante una fiera internazionale a Dar Es Salaam ha organizzto una mostra in cui sono stati esibiti al pubblico pelle e altre parti del corpo umano.
Il record degli massacri rituali tocca alla Nigeria, le storie di sacrifici rituali vengono, tra l’altro, narrate nei film girati dalla fiorente industria cinematografica dell’ex colonia britannica. Gli omicidi sono perpetrati da persone conosciute come “cacciatori di teste” che agiscono su ordine di stregoni conclamati.