Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Archivio per settembre, 2010

Roma vs Inter

Roma-Inter seguita in “curva obelisco”:
protesta ultrà contro la tessera del tifoso

Una passione forte come il bagliore delle torce luminose che sabato sera ha squarciato la notte del Foro Italico. Una determinazione più dura della cancellata di ferro che li ha tenuti distanti dalla loro seconda casa, la Curva Sud dello stadio Olimpico. Così alle 20.45, trecento tifosi romanisti si sono radunati intorno all’obelisco, hanno levato le sciarpe al cielo e intonato “Roma Roma” di Antonello Venditti, dando inizio “all’altra” Roma-Inter. La partita di chi dall’inizio del campionato sceglie di non entrare allo stadio, ma di radunarsi nelle vicinanze per viverla insieme agli altri tifosi, con una radiolina, una birra e gli amici di sempre. E non per vezzo, ma per principio. In primis per protestare in maniera pacifica contro la tessera del tifoso, ma anche per dire no al caro-biglietti e al sistema calcio in generale.
Fuori dallo stadio contro la tessera. Gli Ultras Roma, promotori dell’adunata insieme ad un altro gruppo della Sud, lo avevano annunciato in estate : «A partire dalla prossima stagione – recita un comunicato del 16 giugno – gli Ultras Roma, anche se fossero disponibili i biglietti di Curva Sud, in campionato non entreranno a prescindere. E questo nel rispetto di tutti coloro che non appartengono ai gruppi, ma che comunque hanno sposato la nostra causa, ovvero quella di non aderire alla tessera del tifoso e quindi di rinunciare al rinnovo del proprio abbonamento». Una decisione presa in controtendenza rispetto agli altri gruppi della curva, che nel frattempo avevano indetto una raccolta dei vecchi abbonamenti per convincere la Roma a riservare ai tifosi senza tessera il diritto di prelazione per l’acquisto dei tagliandi delle partite di campionato. Diritto che alla fine la società ha deciso di accordare.
La “curva obelisco”. E, come era già accaduto per i precedenti incontri di campionato e come probabilmente accadrà fino alla fine della stagione, anche sabato sera l’area circostante l’obelisco del Foro Italico si è animata come non mai. Sotto lo sguardo vigile delle forze dell’ordine, distanti poche decine di metri, gli stendardi sono stati appesi al marmo bianco del monumento, seicento mani hanno accompagnano ritmicamente i «Roma/Roma» scanditi a più riprese. E Lorenzo, 25 anni, «abbonato in curva da una vita» urla ancora più arrabbiato quando viene il tempo di gridare «teeee-ssee-rato/ io tifo più di te/ io tifo più di te» sulle note di “Yellow Submarine” dei Beatles. Le radioline gracchiano frammenti di partita a intermittenza, la cronaca viene spesso interrotta per dare spazio all’incontro di volley Italia-Giappone. Lorenzo sbuffa, ma il disappunto dura poco, giusto il tempo di unirsi al prossimo coro. «È la prima volta che vengo qui all’obelisco – dice mentre si accende una sigaretta – Ma credo di tornarci. Perché ero abbonato alla Roma da più di 10 anni e non mi sta bene che il prezzo dei biglietti sia così alto (sabato la curva costava 22 euro, Ndr). E poi la tessera… – continua – Io sono un laureando in ingegneria, incensurato. Non avrei avuto alcun problema ad ottenerla; ma vi sembra normale che debba essere schedato solo perché tifo Roma? A me no. Per questo sono qui: voglio colpirli anche sul lato economico».
«Se calano gli incassi fallisce la tessera». Quasi la stessa ragione che ha spinto gli Ultras Roma ad organizzare questa protesta quindicinale: «Il nostro obbiettivo, con l’aiuto di tutti, è creare un danno economico alla società, tale da costringerla a ribellarsi al sistema. Allora si che il prossimo anno potremo continuare ad andare allo stadio senza tessera del tifoso – precisa un nuovo comunicato diffuso prima di Roma-Bologna – Ma come si fa a non capire che comprando ogni singolo biglietto si fa solo un favore alle società!». Lorenzo è d’accordo, anche se non fa parte dei gruppi organizzati. All’obelisco è arrivato in motorino dalla Cassia, in compagnia della fidanzata. «Per me che l’anno scorso non ero abbonata – confida Federica, 25 anni, neolaureata in legge – l’introduzione della tessera del tifoso potrebbe equivalere a un manna dal cielo: i biglietti quest’anno si trovano sempre. Ogni settimana mi informo al Roma Store sotto casa, ci penso e alla fine puntualmente scelgo di non entrare allo stadio. Perché la tessera è contro ogni principio di libertà. Spero che la gente si svegli e lo capisca una volta per tutte».
Apoteosi finale. Nel frattempo è iniziata la seconda frazione di gara. Dentro lo stadio la Curva sud ha interrotto lo sciopero del tifo, ora ruggisce orgogliosa. Gli Ultras Roma non sono da meno. All’obelisco ci si abbraccia, e “Maledetta primavera” di Loretta Goggi diventa «Voglia si stringersi un po’/ Curva Sud Roma vecchie maniere». Al 39° del secondo tempo il cielo annuncia, con un boato che sembra una bomba, la pioggia che cadrà di lì a poco. Ma non è sufficiente un po’ d’acqua per scoraggiare chi ha scelto per principio di rinunciare alla Roma. Poi segna Vucinic: curva sud e “curva obelisco” si uniscono in un unico, intenso, lunghissimo urlo liberatorio. Sciolta la tensione, non resta che la festa. «Ha vinto la Roma, ma abbiamo vinto anche noi» conclude soddisfatto Lorenzo, prima dirigersi verso il motorino canticchiando quel coro che non gli si toglie più dalla testa. «Io non mi tessero/ io non mi tessero!».


La Spezia vs Como

Comaschi nei distinti ,
si sfiora il corpo a corpo .

I limiti di una norma

La Spezia. Il film della partita inizia prima del fischio d’inizio quando i tifosi del Como, quelli senza Tessera del Tifoso, prendono posto nei distinti, in uno spicchio loro riservato.
C’è una curva vuota, anzi no, ci sono nove persone di numero, quelle sì munite di tessera.
Volano insulti e cori fra opposte tifoserie, divise da due cordoni, uno della Polizia e l’altro degli steward.
La tensione è palpabile per buona parte del primo tempo poi la situazione si placa e si normalizza: “E’ andata bene oggi – racconta un tifoso mentre sta lasciando lo stadio – ma in futuro che cosa potrà accadere?”
Altra riflessione: a Cesena un mare di napoletani si sistema in curva, tutti muniti di Tessera del Tifoso. O a Napoli hanno dimenticato la loro fama e si sono “piegati” alle nuove norme o c’è qualcosa che non funziona.
E qualcuno si chiede: se queste sono le regole, non sarebbe stato logico vietare la trasferta ai non possessori della tessera del tifoso?(FONTE:CDS)

David Jonathan Winkelman

Crede a un suggerimento del Dj
e si fa tatuare il nome della radio sulla fronte

Quando gli agenti della polizia di Davenport, nell’Iowa, hanno arrestato David Jonathan Winkelman giovedì scorso per non essersi presentato in aula per rispondere all’accusa di aver guidato un veicolo senza il consenso del proprietario, hanno capito subito che il soggetto in questione un po’ strano lo era. Come, infatti, giudichereste voi uno che si fa volontariamente tatuare sulla fronte il logo di una stazione radio, in risposta ad una richiesta semiseria fatta via etere da un dj dell’emittente? D’accordo, gli aggettivi si sprecherebbero. E se non ci credete, ecco qui la foto segnaletica scattata dalla polizia una settimana fa e diffusa in maniera virale sul web, dove il 48enne è ormai diventato una celebrità. Di certo, la storia di Winkelman ha dell’incredibile.

LA VICENDA – Un giorno di fine anno 2000, infatti, l’uomo ascoltò un disc jockey di radio KORB dire fra il serio e il faceto che avrebbe dato una ricompensa a sei cifre a chiunque si fosse fatto tatuare sulla fronte il nome e il logo della stazione. Detto fatto, Winkelman e il figliastro, Richard Goddard, si fiondarono dal tatuatore locale, per emergerne ore dopo con la fronte incisa dalla scritta «93 Rock» e «Quad City Rocker». Peccato, però, che quando si presentarono alla radio per richiedere il compenso, si sentirono rispondere che era tutto uno scherzo e che si era trattata di una trovata radiofonica e nulla di più. A quel punto, i due decisero di citare l’emittente, sostenendo «che aveva spinto gli ascoltatori a tatuarsi in maniera permanente, così che questi potessero venire riconosciuti e ridicolizzati pubblicamente per la loro avidità e la loro mancanza di buon senso». Resosi forse conto dell’inconsistenza della sua azione legale, pochi mesi dopo Winkelman ritirò la querela contro il dj e la Cumulus Broadcasting, proprietaria della radio, mentre la denuncia di Goddard venne respinta da un giudice, stante la mancata comparizione dell’uomo in aula. Ironia della sorte, oggi la stazione radio ha pure cambiato logo e nome e adesso si chiama «KQCS, Star 93.5». Ma Winkelman resterà legato a vita alla vecchia gestione. In tutti i sensi


Cesena vs Catania


La foto che vedete qui sopra è stata scattata mercoledì sera a Catania nelle tribune di casa dove 11 di noi sono riusciti ad entrare dopo lunghe peripezie. Ma andiamo per ordine.

Domenica scorsa con il Lecce apprendiamo che l’agenzia viaggi Manuzzi di Cesena, mette in vendita a chiunque un pacchetto viaggio che comprende trasferimento e ingresso allo stadio di Catania, senza tessera del tifoso, come accredito. All’inizio rimaniamo sorpresi…poi ci viene un’idea. Ci informiamo e decidiamo, il lunedì pomeriggio, di provare a “violare il divieto”, infiltrandoci nel charter, che trasporta la squadra, riuscire ad entrare e mostrare i nostri simboli (WSB e Sconvolts) alla faccia di chi vuole eliminarci. L’obiettivo della nostra azione era in primis, riuscire a battere il divieto, violando l’assurdità del provvedimento che permetteva ai soli tesserati di scendere a Catania. Obiettivo secondario quello di mettere in “crisi” il loro sistema, che permette ai tanti tifosi da tribuna, amici e “vip” di entrare senza tessera allo stadio. Infiltrandoci volevamo mettere in crisi il loro sistema di privilegiati. Quando agenzia, questore di Catania e società capiscono che sull’aereo saliremo anche noi… la questione diventa un caso. La nostra iniziativa manda in tilt il sistema. Il questore, fa di tutto per impedirci di partire… in quanto ultras, e alcuni addirittura ex daspati. La situazione è surreale… tutti gli altri non tesserati sull’aereo possono andare senza problemi e NOI NO? Mobilitiamo i nostri avvocati perché nonostante la repressione in atto, siamo ancora cittadini come gli altri e non possono impedirci di prendere un aereo. Grande è l’imbarazzo del sistema organizzativo, e grandi sono le pressioni per farci desistere dal nostro intento. Chiediamo che il divieto di prendere l’aereo ci venga comunicato attraverso un documento ufficiale, che ci venga scritto e firmato dal Questore di Catania o chi per lui. Ma sapevamo che non poteva farlo se non violando leggi e costituzione quindi… Noi, tramite i nostri avvocati, rivendichiamo i nostri diritti di cittadini, non molliamo e alla fine partiamo. Non ci piace certo viaggiare con squadra e società, e per questo stiamo sulle nostre, ma vogliamo raggiungere il risultato di entrare e violare, di fatto, il divieto. Viviamo cosi la nostra giornata da OSPITI INDESIDERATI, scomodi al sistema sempre, contenti di esserci infilati nelle falle del sistema repressivo per un giorno e ripagati dei tanti sacrifici per essere presenti comunque. AVANTI BRIGATE
WSB CESENA
IN TRASFERTA (ANZI IN GITA) AI TEMPI DELLA TESSERA
Paradossi della tessera del tifoso nel resoconto della trasferta bianconera a Catania. Tutti insieme, tesserati e non, in un settore dello stadio Massimino diverso da quello riservato ai tifosi ospiti. L’iniziativa di un’agenzia viaggi confonde le idee alla Questura.
La tessera del tifoso, già in questa fase iniziale del campionato, ha cominciato a generare le situazioni previste. Da più parti si vedono i settori degli stadi riservati agli ospiti con la tessera pressoché deserti. Al contempo, numerosi tifosi in trasferta, ma privi di tessera, prendono posto nei settori destinati alla tifoseria di casa. Spesso queste situazioni sono minimizzate o taciute; altre volte le pagine dei giornali ne parlano con toni allarmati. A Cesena domenica scorsa la curva ospiti era desolatamente vuota, mentre un gruppo di almeno cento tifosi leccesi non tesserati (ultras, ma anche tifosi comuni e famiglie) era posizionato in un settore dei distinti inferiori, impegnando in servizio una scorta extra di steward e polizia. Senza l’introduzione della tessera, i tifosi del Lecce, a Cesena, sarebbero stati molti di più. E tutti in curva ospiti.
Quanto ai pochi tifosi del Cesena in trasferta infrasettimanale a Catania, il settore ospiti dello stadio catanese questi lo hanno visto solo da lontano. Nessuno di loro, anche quelli muniti di regolare tessera, lo ha varcato. A Catania sono andati anche alcuni tifosi bianconeri senza tessera. Vediamo come sono andate le cose.
Il Prefetto di Catania, disponendo provvedimenti restrittivi nella vendita dei biglietti ai non possessori di tessera (possibile solo ai residenti in Sicilia) e il divieto di cessione ad altri (vedi http://www.osservatoriosport.interno.it/al…rio_37_1509.pdf) rendeva la trasferta, già di per sé disagevole per distanza e turno infrasettimanale, praticamente impossibile ai non tesserati che nel frattempo si stavano organizzando per affrontarla a modo loro.
Ad agevolare il compito, arriva inaspettata la possibilità di sfruttare un’opportunità, quella offerta dall’agenzia Viaggi Manuzzi (vedi www.viaggimanuzzi.it/viaggi/encode/pagineMail/17-09-2010.htm), che promuoveva un “pacchetto trasferta” comprendente viaggio di andata e ritorno in Boeing 737 Forlì-Catania, trasferimenti con bus privato, pernottamento e colazione in albergo a quattro stelle a Catania centro, assistenza accompagnatore, assicurazione e “biglietto per la partita offerto dal Catania Calcio settore tribuna B”. In calce a tutto una nota riportava: “La tessera del tifoso non è richiesta per l’ingresso allo stadio”. Costo: 350 euro a persona.
Una decina di ultras decidono dunque di aggirare il divieto istituzionale sfruttando l’occasione della gita turistica iscrivendosi presso l’agenzia, che dal canto suo conferma costi, modalità del viaggio, disponibilità dei biglietti per la partita e accesso allo stadio senza necessità della tessera del tifoso.
A meno di 24 ore alla partenza arriva una telefonata alla Viaggi Manuzzi. E’ la Questura di Forlì. Chiede l’elenco dei nomi dei partecipanti al viaggio. Nulla da eccepire. Più o meno normale attività di controllo. Se non fosse che, ricevuta la lista, la Questura richiama nuovamente l’agenzia per informarla che sull’aereo in partenza per la Sicilia almeno dieci persone non possono salire, pena il blocco del volo. Tutti gli altri, anche quelli sprovvisti della tessera del tifoso, possono invece partire senza alcun problema. All’agenzia viaggi restano perplessi, ma basta menzionare che la disposizione proviene dal Questore di Catania affinché ogni perplessità venga superata. Al responsabile dell’organizzazione del viaggio non resta che informare le persone interessate e scusarsi per doverle escludere.
Per capire cosa sta succedendo realmente viene interpellato un legale, che subito contatta l’agenzia turistica e si fa spiegare i particolari delle telefonate con la Questura di Forlì. La chiacchierata, informale, basta a sbloccare la situazione. Per motivi di riservatezza e per non incorrere in possibili imprecisioni, ci limitiamo a supporre che non esisteva alcuna disposizione del Questore di Catania circa il divieto di imbarco sul volo Forlì-Catania – o, quantomeno, questa disposizione nessuno era in grado di provarla.
Sta di fatto che l’aereo decolla regolarmente con a bordo lo sgradito, ma fino a prova contraria legittimato a usufruire di un pacchetto turistico, gruppo di persone. Arrivati a Catania, nessuno oppone ad alcun passeggero qualsiasi limitazione di circolazione. Allo stadio Massimino sono entrati tutti regolarmente. Inclusa quella decina di tifosi che – forse si, forse no – il Questore di Catania, secondo quanto ha raccontato la Questura di Forlì alla Viaggi Manuzzi, avrebbe intimato di lasciare appiedata al Ridolfi di Forlì


Naturisti

Balla seminuda in autostrada all’alba,
fermata dalla polizia e “consegnata” al 118

FROSINONE (25 settembre) – A notarla sono stati gli automobilisti che alle 6 di questa mattina erano in transito sull’Autostrada Roma Napoli in direzione nord, tra Cassino e Pontecorvo. Una donna che, seminuda ballava con l’autoradio a tutto volume, nell’auto parcheggiata nella piazzola di sosta, proprio non poteva passare inosservata.
La segnalazione è arrivata alla polizia stradale della Sottosezione di Cassino che ha fatto intervenire una pattuglia. Sul posto la donna, una 42enne di Cosenza, completamente fuori di se, è stata immobilizzata per evitare che potesse scendere sulle corsie dell’A1 ed è stata affidata alle cure degli operatori del 118 di Cassino che l’hanno accompagnata in ospedale a Pontecorvo dove è stata ricoverata nel reparto di neuropsichiatria.

Treviso. Si denuda davanti ad una donna e fugge in bici: investito da un’automobile .

L’esibizionista 50enne di Asolo è finito in ospedale con ferite leggere. È stato denunciato per atti osceni in luogo pubblico .
TREVISO (23 settembre) – Ferito da un’auto mentre fugge e denunciato dai carabinieri per atti osceni in luogo pubblico. È quanto accaduto ad un cinquantenne di Asolo che, dopo aver avvicinato una donna ed essersi rapidamente denudato in strada, si è dato alla fuga con la sua bicicletta. La fretta di dileguarsi, però, non gli ha evidentemente consentito di prestare la dovuta attenzione al traffico e un’automobile lo ha investito. Ora è ricoverato all’ospedale di Castelfranco (Treviso) con ferite non gravi.


Inter vs Bari

Tessera del tifoso: il flop di Inter-Bari

I tornelli non leggono le card:
abbonati costretti a un lungo rigiro prima di entrare allo stadio

La tessera del tifoso è, o meglio dovrebbe essere, un mezzo di “fidelizzazione” tra le società calcistiche e i loro sostenitori, che possono usufruire di promozioni e opportunità esclusive. In realtà, lo scopo “secondario” è quello di svolgere un controllo su coloro che entrano negli stadi, in quanto, prima che la tessera possa essere rilasciata, la Questura deve svolgere opportune verifiche per identificare i tifosi richiedenti.

La tessera ha, però, comportato, almeno per ora, ad una decrescita degli abbonamenti, in quanto obbligatoria per gli abbonati, e sono tanti coloro che hanno deciso di non sottoscriverla per “protesta”. Sono proprio questi tifosi che, in quanto non tesserati, comprano i biglietti alle casse, rischiando di finire in tribuna assieme ai rivali, cosa che potrebbe diventare molto pericolosa durante incontri ad alta tensione, quando i punti in gioco iniziano a “pesare” molto.

Per fortuna, Inter-Bari, che si è svolta ieri a San Siro, non ha comportato nessun genere di “problemi” tra le tifoserie opposte, nonostante i sostenitori delle 2 squadre avversarie, in possesso dei “normali” biglietti, siano, incredibilmente, entrati dagli stessi ingressi.

Il problema, piuttosto, si è verificato per coloro che avevano sottoscritto le tessere del tifoso, che in buona parte dei casi non venivano “lette” dai sistemi dei tornelli, e che, pertanto, hanno dovuto sottoporsi a vari ri-giri prima di poter accedere allo stadio, come successo a chi scrive.

Così gli steward, spazientiti per l’ingorgo che si era creato all’ingresso e per l’impazienza di coloro che volevano entrare, hanno spedito tutti alla biglietteria Sud a ritirare un “biglietto sostitutivo” per accedere, finalmente, al Meazza.

Alla biglietteria Sud, però, non sapevano che “pesci pigliare” e, dopo una lunga attesa hanno spiegato ai tifosi che i database non erano aggiornati, pertanto bisognava aspettare l’autorizzazione da parte di un fantomatico “ufficio centrale” (di cosa?) prima di farli entrare.

Mentre da quest’ufficio pare non rispondesse nessuno, intanto, incominciava la partita, con i tifosi che scalpitavano, tanto che qualcuno, nonostante l’abbonamento, ha comprato i biglietti dai bagarini pur di non perdersi il match.

L’attesa aumentava e cresceva proporzionalmente alla furia dei possessori di quel flop chiamato “tessera del tifoso”, che invece di agevolare crea confusione e disagi. Dopo mezz’ora e a partita ormai cominciata, i tifosi, esasperati dall’attesa, si sono sentiti dire che l’unico modo per provare ad entrare era parlare con il capo degli steward all’ingresso 7 per ottenere l’autorizzazione. Allora, tutti di corsa per raggiungere questo “plenipotenziario” e una volta trovato, ecco sentirlo dire: “Non c’è problema, entrate”. Ma non potevano dirlo prima?

In sostanza, tra la disorganizzazione generale degli addetti alla sicurezza, i tornelli che non leggono correttamente le carte, i disagi causati ai tifosi fidelizzati, l’esame della tessera del tifoso è stato, per il momento, un vergognoso flop. Aspettiamo notizie dalla Prefettura, dalla Questura e dall’Inter, per chiarire questi fatti, che, speriamo, non si possano più ripetere.


Triestina vs Padova

Trieste è stata l’apoteosi dell’assurdità per quanto riguarda la tessera del tifoso. Uno dovrebbe rendersene conto, e per rendersene conto dovrebbe magari venire in trasferta. O trovarsi in mezzo a qualcuno dei numerosi disagi che la sua adozione ha comportato. Cambierebbe idea all’istante, statene pur certi…

Per la trasferta in terra giuliana, da sempre partita sentitissima da entrambe le tifoserie, era stato allestito addirittura un “settore ospiti-bis”, ovvero la Tribuna Trevisan al prezzo “popolare” di 18,50 € ai quali vanno aggiunti i “diritti di prevendita” per arrivare a 20 €… Queste sono le trovate di quei presidenti che poi mettono i tifosi di cartone sulle gradinate per far sembrare lo stadio meno vuoto di ciò che è, e di quei dirigenti che danno la colpa agli ultras se le famiglie non frequentano più gli stadi… Ovviamente il grosso della tifoseria “non tesserata” (che sarebbe anche la quasi totalità di chi segue i biancoscudati in trasferta) opta per prendere il biglietto al Rocco il giorno della partita: d’altra parte, è la legge che lo consente…

Ci si ritrova intorno alle 11 fra tutti quelli che hanno scelto la macchina come mezzo di spostamento, col cielo che non promette nulla di buono. Il programma sarebbe di ritrovarsi coi ragazzi in pullman ad un’autogrill per strada, se non fosse che la scorta li obbliga ad effettuare soste diverse da quelle previste, e così arriveremo scaglionati. Come se non bastasse, prima ancora di entrare in Friuli siamo già nel diluvio universale… In macchina con altri quattro soci riusciamo a perderci nonostante le indicazioni e ci ritroviamo in una zona in aperta campagna, nei pressi di un depuratore locale… Incrociamo il pullman dei ragazzi, scortatissimo da tre volanti più una camionetta dei carabinieri (domanda: in tempo di crisi che utilità hanno tutti questi soldi spesi per scortare un pullman di tifosi ospiti? A parte la consueta propaganda da regime a cui ci stanno abituando i buoni a nulla che voi avete votato, si intende…)… Ritroviamo la strada dello stadio, passiamo pure sotto al bar loro per accorgersi che saranno stati massimo in cinque-sei a due ore dalla partita, ed infine ci riuniamo agli altri giunti in auto nel parcheggio del Famila adiacente al Rocco. Nonostante la giornata da lupi, buttiamo sulla griglia quattro ossetti quando è l’ora di pranzo, coi dipendenti del Famila che escono uno alla volta sul retro per vedersi l’assurda scena. Dopodichè decidiamo di muoverci per prendere i biglietti: i ragazzi giunti in pullman ci hanno dato la sgradita notizia che i biglietti per il settore di Tribuna Trevisan sono in vendita ma al prezzo di 22 € (!!!) contro i 18 chiesti in prevendita. Optiamo quindi per altri settori, e ci dirigiamo verso la locale Tribuna Pasinati, dove ci uniamo ad altri tifosi biancoscudati giunti in auto e dove troviamo un’altra sgradita sorpresa: le biglietterie vengono fatte chiudere, per ordine della Polizia! Qualcuno vorrebbe andarsi a prendere il biglietto sotto la loro curva, ma ci sembra fin troppo evidente l’intenzione da parte di chi gestisce l’ordine pubblico di provocare un bel pò di tensione, così non essendo proprio nati ieri ritorniamo sotto il settore ospiti. Qui ci riuniremo ai ragazzi giunti in pullman che sono stati tenuti più di un’ora sotto la pioggia (!!!). Rimaniamo un’altra mezzora sotto l’acqua, senza sapere cosa fare. Poi ci rompiamo definitivamente e decidiamo di tornarcene a casa! Veniamo bloccati dalle forze dell’ordine che non vorrebbero lasciarci uscire in strada, ancora un pò di discussione ed alla fine ci lasciano passare. Mentre il Padova gioca, noi siamo in strada a cantare i nostri cori. Tentiamo ancora una volta di fare il giro dello stadio ma veniamo bloccati e circondati da poliziotti e carabinieri in assetto antisommossa. C’è un bel pò di tensione e di rabbia per la situazione, ma tutti (tifosi, ma anche forze dell’ordine) riusciamo a mantenere i nervi saldi. Dopo altri dieci minuti di tira-e-molla, ecco la soluzione: tutti dentro gratis! Aprite le porte che passano gli ultrà! Morale della favola: da quando è stata istituita la Tessera del Tifoso, ho pagato una media di 6 € a trasferta! 12 a Modena (contro i 15 pagati dai tesserati), 0 a Trieste… Probabilmente fra un pò arriveranno al punto di pagarci purchè entriamo allo stadio, vista l’emorragia di pubblico! Insomma, è proprio vero: la Tessera del Tifoso è un vantaggio… per chi non ce l’ha.

Entriamo e ci posizioniamo dietro le nostre pezze nel freddo e nello squallore del Rocco, mai visto così vuoto. I primi cori sono ovviamente contro Maroni e per ribadire il nostro no alla tessera. Ma non mancano le prese in giro all’Unione Sportiva Triestina ed ai tifosi di cartone posizionati nella Tribuna Collaussi, alla nostra sinistra. Gino Collaussi, ci tengo a precisare, è un giocatore della Triestina degli anni ’30, che si laureò campione del mondo nel 1938 e che chiuse la carriera proprio nel Padova; prima di dedicarsi a fare l’allenatore e di stabilirsi definitivamente a Trieste dove morì nell’estate del 1991. Probabilmente adesso si sta rivoltando nella tomba, grazie alla “rivoluzionaria” idea del presidente Fantinel (ed il fatto che qualcuno nel mondo del calcio l’abbia definita “geniale” spiega bene da che razza di teste sia composto questo mondo ed il perchè della profonda crisi in cui versa…). Nella ripresa, sosteniamo con maggior continuità i biancoscudati, che sfoderano una prestazione maiuscola in un campo che è molto più simile alla Risiera di San Sabba, a pochi chilometri da qui. Sosteniamo nel deserto totale, va detto: gli ultras alabardati infatti ad inizio stagione hanno deciso di disertare ad oltranza per protestare contro la tessera del tifoso, e nella Curva Furlan di fronte a noi giusto qualche decina di tifosi che ci risponde a gesti e fa partire qualche sporadico coro che muore nel nulla. Così decidiamo di prendercela con i “tifosi di cartone” ed a fine partita iniziamo una vera e propria battaglia verbale nei loro confronti, ribadendo loro ciò che pensiamo con un bel “Triestino pezzo di carta!”. Se era questo il calcio che volevano, complimenti Maroni: gli stadi vuoti ti porteranno meno problemi di ordine pubblico e magari fra qualche anno potrai togliere le barriere perchè non ci andrà più nessuno allo stadio, ma gli Europei te li potrai scordare. L’unico risultato che stanno ottenendo è distruggere il calcio…

Per il resto, non parlo nemmeno per me visto che la Tessera del Tifoso si sta rivelando molto più vantaggiosa per chi non l’ha fatta: rimane solo l’amarezza per essere considerati dei cittadini “di serie B”, senza nessun diritto e con moltissimi doveri, come si è visto nel prepartita.

Vi lascio in omaggio una foto dei tifosi biancoscudati a Trieste… Divisi come da disposizione ministeriale in “tifosi buoni” e “tifosi cattivi”… Lascio a voi il compito di stabilire quali siano i buoni ed i cattivi nella foto!

tratto dal blog LaPadovaBene