Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Archivio per ottobre, 2010

Tessera d’artista

Leggi speciali oggi per gli ultra domani i tutta la citta…..trieste merda….

Trieste, “tessera d’artista”
per i musicisti di strada

Suoni in strada? Ti piace esibirti negli angoli della città o nelle piazze? Nessun problema, ma per farlo dovrai munirti di una apposita “tessera d’artista”. E’ questa la decisione presa dal comune di Trieste per evitare che questi moderni “trovatori” possano venir danneggiati da quanti sono invece dediti alla questua o più semplicemente al disturbo della quiete pubblica. Giorni fa una ordinanza dell’assessore alla sicurezza, Enrico Sbriglia, aveva vietato tutto il centro storico triestino ai suonatori di strada sollevando non poche polemiche e critiche.
Ora, il suo collega Paolo Rovis, assessore al turismo, ha invece istituito la “tessera d’artista” per permettere a questi musicisti di potersi esibire regolarmente anche in centro città: ”Si tratta semplicemente di una misura a favore e non contro questi artisti di strada sulla falsariga di quanto avviene da anni a Monaco di Baviera, a Londra e a Parigi. In altre parole intendiamo tutelarli”.
Non è stato ancora deciso come questi artisti possano venire in possesso della tessera: ”Sarà comunque un sistema molto semplice. Pensiamo anche a un documento prestampato via Internet, insomma solo da compilare con alcuni dati personali e via”.
Se l’ordinanza di Sbriglia aveva irritato e contrariato molti cittadini, la decisione del collega Rovis è destinata a mitigare l’arena cittadina. ”Il sindaco è d’accordo – ha detto ancora Rovis – e penso che lunedì avremo la decisione definitiva. Poi si potrà richiedere questa ‘tessera’ e tutto sarà risolto. Eviteremo il caso di alcuni giorni fa quando un musicista di strada, che io conosco molto bene perché da anni viene ad esibirsi a Trieste, è stato minacciato da un presunto collega che pretendeva una sorta di esclusiva territoriale in un bel posto del centro storico di Trieste”.

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Real Madris vs Milan

Striscione degli Ultras Sur

L’invasione del falco…pure a Madrid


Scaramucce…


Austria Salzburg

Oggi a salisburgo erano di scena i gobbi …ma con la seconda squadra…quella comprata dal paron della redbull e che adesso vuole comprare il torino…ecco che sulla stampa di oggi si trovava invece l’articolo sull’Austria Salzburg…

L’altra metà di Salisburgo

Quelli che dissero no alla Red Bull

La scissione per salvare i colori del club. Ripartiti dai dilettanti, oggi vantano già 4 promozioni.

Biancorosso era il colore dei soldi, viola e bianco quello della passione, dal 1933. E non andavano d’accordo. «Dovendo scegliere, abbiamo fondato un nuovo club, ripartendo dai dilettanti, e ci siamo tenuti i nostri colori: ci sono cose che non puoi comprare». Per Alex Salvatore, 29 anni, austriaco di origini italiane, la Sportverein Austria Salzburg è una fede da quando era piccolo: «Prima a guardare con mio papà, poi nel cuore della curva, a cantare». E così per altre duemila persone che lo seguirono, cinque anni fa. Così la Red Bull che stasera sfida la Juve, dentro la Red Bull Arena, perché il marchio s’è appiccicato ovunque, non può essere la squadra del cuore.

Nell’estate del 2005, con il club in pessime acque, succede che il miliardario austriaco Dietrich Mateschitz decida di comprarlo. Solo che quando Mister Red Bull prende una cosa, vuole tutto, che sia squadra di calcio, di hockey su ghiaccio (a Salisburgo) o team di Formula Uno: fino a rubarti la storia e dipingerti l’anima. Bianco e rosso è la vernice della casa, dunque quella avrete. «Per lui – continua Salvatore – non esistevano 72 anni di tradizione, i tifosi. Niente. Neppure i nostri colori, viola e bianco». Che è poi il vessillo della tribù, se in tutto il paese Violet-Weisse è il nomignolo. Tutto azzerato, tanto che sul sito della Red Bull da subito fu scritto: anno di fondazione 2005. «All’inizio fece delle promesse – racconta Salvatore – ma tutti i colloqui furono una presa in giro. A una delle prime partite, allo stadio furono distribuiti centinaia di occhialini con le lenti viola, tipo quelli dei cinema: “Così vedrete i vostri colori”. Per noi era finita lì». Salvatore e altri duemila tifosi, «ultrà ma non solo», andarono a registrare l’antico nome e stemma: l’ellisse viola con la scritta 1933 e il disegno del castello di Hohensalzburg, la fortezza simbolo della città. «Era il 7 ottobre 2005. All’inizio fu complicato, non avevamo neppure un pallone: ma mettemmo soldi nostri e ripartimmo».

Mentre Dietrich Mateschitz si comprava e ripitturava anche il Wals-Siezenheim stadion da 30 mila posti, perché pure ai piedi di queste Alpi i comuni hanno bisogno di quattrini, la nuova «vecchia» Austria Salzburg ricominciava nel piccolo Sportanlage West, 1500 posti nel quartiere periferico di Maxglan. «Però sempre pieno, mentre nella Red Bull Arena, dal silenzio che c’è, solo lo speaker ricorda che giochi in casa». Tra i vicoli di un borgo splendidamente appeso tra manieri medioevali e guglie barocche, c’è ancora spazio per leggende: dopo il fallimento del primo anno – «provammo la fusione con il Psv Schwarz» – l’Austria Salzburg ha vinto quattro campionati filati, partendo dalla settima serie. «Ora siamo in Regionalliga West, la vostra serie C. Non giochiamo in Coppa, ma siamo più felici».


Ancora lui…

Nonostante dopo la sua ultima invasione a firenze si sia beccato il carcere e pendano su di lui numerosi daspo ieri sera e’ riuscito pure nell’ennesima invasione di campo al Santiago Bernabeu…

Pare sia stato soprannominato il falco…ABBATTETELO…


Montagne russe

Avviso…da vedere rigorosamente dopo aver mangiato…tenete d’occhio la bionda…


Protesta dei pastori

E’ grave il bilancio degli scontri avvenuti a Cagliari, iniziati dopo una violenta carica delle forze di polizia.

Diversi i feriti:un manifestante ha perso un occhio, a quanto parte per dei lacrimogeni sparati ad altezza d’uomo.

Infuriano le polemiche per una carica che i presenti definiscono molto violenta. E si temono altre proteste molto dure. Da subito si erano susseguite voci di spari di lacrimogeni ad altezza d’uomo, invece che in aria. Inizialmente la voce era stata smentita da fonti ufficiali. Ma era è confermata dalle notizie riportate dai giornalisti locali. Il manifestante è in una clinica oculistica, dove i medici stanno tentando disperatamente di salvargli il bulbo oculare.

Ma non è stato l’unico episodio. I candelotti probabilmente sparati ad altezza d’uomo hanno ferito anche un reporter che è dovuto ricorrere alle cure mediche ed è stato portato in ospedale.

Il video degli incidenti


Licenziato…

HELSINKI (14 ottobre) – Licenziato per una birra bevuta in diretta televisiva. Questa la storia di Kimmo Wilska, conduttore del TG finlandese della tv di stato YLE, che ha perso il lavoro dopo che le telecamere lo hanno immortalato mentre beveva una bottiglia di birra.

La beffa: poco prima il giornalista aveva lanciato un servizio relativo ai controlli della polizia in alcuni locali che vendono alcol violando la legge