Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Archivio per dicembre, 2010

Classifica 2010

E’ fine anno ed è quindi giunto il momento di stilare una sorta di pagellina per questi 365 giorni…la classica da 0 a dieci…

Partiamo dal voto 0 il voto dell’inutilita alla tessera del tifoso sono ancora in molti a chiedersi che ultilita e che sicurezza possano garantire un bancomat con una foto…basti poi vedere l’esempio del derby Lecce Bari che salvo cambiamneti sarà giocato a PORTE CHIUSE!!!

Voto 1 a tutte le tifoserie , troppe a mio avviso , che con scuse che non stanno ne in cielo ne in terra si sono fatte piegare dalle direttive di maroni pur di poter andare in trasferta… a tutti quelli che si sono tesserati con la scusa che tanto loro non hanno nulla da nascondere , la tessera e’ utile anzi mi da un sacco di privilegi…ah si e’ quali???

 

Voto 2 a maroni  alla sua mania di grandezza viene deriso in un programma tv e ottiene la settimana successiva il diritto di replica…lui che con i violenti non parla… lui che continua a difendere la sua idea della tessera del tifoso quella che doveva avere 2 milioni di rischieste che doveva garantire un sacco di privilegi e doveva riempire gli stadi…invece li stadi li ha svuotati gli sconti sono solo per autogrill e trenitalia e le richieste sono ferme a 750mila…a noi quando il diritto di replica???

Voto 3 al casmmms e ai suoi mille deliri…ogni partita è un terno al lotto chi puo andare e chi deve restare a casa lo decide solo lui…e se ci si prova ad opporre si fa i conti finali in questura…e se non ci pensa lui ci pensa il casmmsss a decidere chi puo andare in trasferta e chi no…e poi ci vengono a dire  che sono calati gli incidenti …se se ne stanno tutti a casa…

Voto 4 autogrill e company una verita scomoda da ricordare…la morte di Gabriele Sandri : le tifoserie italiane unite alla gente comune per chiedere l’affissione di una targa in memoria di Gabriele e loro che fanno???prima si poi no poi non lo so poi non e’ colpa mia poi adesso???boh…nel frattempo ci hanno pensato i ragazzi della schikeria…

Voto 4 alla classe politica quella che dovrebbe risolvere i problemi del paese invece pensa solo ad accordi tra di loro pur di rinnovarsi la fiducia e garantirsi il piu a lungo uno stipendio…PUTTANE…


Voto 5 solo perche gli altri erano gia occupati…a quella che dovrebbe essere la giustizia italiana che colpevolizza gli innocenti e i veri colpevoli li lascia liberi…ha condannato in appello spaccarotella a nove anni e quattro mesi per omicidio volontario…giusto ma i suoi legali sono gia pronti al ricorso e lui non si è fatto e mai si fara un giorno di carcere…condanna definitivamente tanzi a 18 anni e dopo 3 anni lo rimandera fuori nella sua villa milionaria pagata con i soldi di chi lui ha mandato in bancarotta…se si chiama giustizia questa…

Voto 6 al polpo paul…eroe italiano ai mondiali in sud africa…la nazionale e’ arrivata ultima nel girone almeno ci ha pensato lui a slavare la patria…se gli scommettitori avessero seguito i suoi consigli avrebbero sbancato…

Voto 7 a chi ha ancora la voglia di manifestare il suo malcontento …che sia un pastore un ultras o uno studente…nonostante qualcuno li osi definire potenziali assassini…forse la voce del popolo da fastidio???

Voto 8 a ivan bogdanov…colui che con in mano una pinza e’ salito sulla balconata dello settore ospiti  e alla faccia di tornelli metal detector e biglietti nominativi con un tronchesino in mano ha divelto le reti per iniziare il suo show e dimostrare anchora una volta che la tessera del tifoso non serve praticamente a NULLA…e non servono tornelli o tessere a renderli piu sicuri come voleano farci credere…

Voto 9 a tutti i tifosi ultras e non che si son visti fallire la propria societa da un’estate all’altra venendo costretti a seguirla in campetti di periferia con l’augurio di ritrovarvi presto nelle serie che vi competono…ultras oltre la categoria…

Voto 10 si ce lo meritiamo…a chi alla tessera del tifoso non ha aderito ma anzi continua a  dimostrare a maroni alle istituzioni e agli altri che invece si sono piegati al suo volere che se uno vuole in trasferta ci va e ci puo andare senza avere un bancomat per le mani…

Happy 2011!!!

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Lecce vs Bari

Il derby tra Lecce e Bari deve giocarsi senza pubblico? Secondo l’Osservatorio del Viminale sì (tanto da disporre le porte chiuse allo stadio Via del Mare), secondo Roberto Maroni (che del Viminale è il vertice più alto) no. I tifosi insorgono, e anche le autorità locali non ci stanno: il sindaco di Lecce Paolo Perrone ha espresso “amarezza” per la direttiva del Casms.
Ma quello di Bari, Michele Emiliano, si è spinto oltre e, dopo aver dato la disponibilità ad accompagnare i supporter biancorossi, ha spostato la partita sul piano politico: il primo cittadino ha accusato senza mezzi termini il sottosegretario Alfredo Mantovano di essere il deus ex machina della situazione. Nel 2008, al termine dell’ultimo derby disputato in Salento (e vinto dal Bari di Antonio Conte per 2-1), Mantovano (che è leccese doc) aveva definito “barbari” i tifosi biancorossi, e aveva detto in maniera sibillina: ”E’ evidente che quello che è successo sabato a Lecce impedirà ai tifosi baresi di compiere trasferte a Lecce per un bel po’ di tempo”. E ora, ha affermato Emiliano ricordando quell’episodio, “Mantovano ha mantenuto la promessa”.
Ma cosa era successo di tanto terribile in quel derby, tanto da suscitare lo sdegno del sottosegretario agli Interni? L’incontro era stato disputato il 17 maggio 2008 quando le due squadre erano in serie B. La partita si concluse con la vittoria del Bari 2-1. Gli ultrà del Bari si scatenarono con devastazioni e una invasione di campo e nove di loro furono denunciati per danneggiamento aggravato dei servizi igienici collocati alla curva sud, per aver invaso il terreno di gioco nel corso della manifestazione sportiva e per accensione di materiale pericoloso.
E l’Osservatorio evidentemente non ha perdonato quell’episodio e ha disposto la chiusura degli spalti per la prima volta in questo campionato di serie A. Una decisione che, evidentemente, non è stata condivisa appieno da Maroni. Il ministro dell’Interno si è detto “perplesso” su questo provvedimento, visto che si tratterebbe di una “sconfessione” della tessera del tifoso: “La tessera”, ha detto Maroni, “è stata introdotta proprio per evitare queste misure drastiche”. Ma evidentemente, secondo gli “esperti” dell’Osservatorio nemmeno la tessera sembra idonea a calmare i “bollenti spiriti” di due tifoserie che da sempre “sentono” in maniera particolare questo appuntamento. E il dubbio sorto a Maroni può sorgere spontaneamente a chiunque: “A che serve la tessera?”.


Protesta dei pastori

Sono due le inchieste avviate dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia in seguito ai disordini scoppiati martedì nella città laziale dopo l’arrivo di alcune centinaia di pastori sardi che intendevano recarsi a Roma. Il primo fascicolo è stato aperto nei confronti di tre pastori denunciati per manifestazione non autorizzata e resistenza a pubblico ufficiale. Il secondo fascicolo, al momento contro ignoti, verte a verificare il comportamento delle forze dell’ordine.
Il fascicolo che riguarda i tre pastori è destinato però ad essere esteso anche alle posizioni di altri pastori tuttora al vaglio delle forze dell’ordine. Il secondo incartamento, quello che riguarda le forze dell’ordine, è stato aperto d’ufficio dal procuratore Gianfranco Amendola ed affidato al sostituto Consolato Labate.
Le forze dell’ordine sono state accusate dai pastori di essere intervenuti energicamente a fronte del loro proposito di raggiungere la capitale per una conferenza stampa e non per una manifestazione.
Nooo…cose che succedono in giro per gli stadi…obbligati a sottostare alle assurde direttive dei cellerini …chi non e’ abituato non lo puo capire…due le inchieste…previsoni in una ci saranno un sacco di colpevoli mentre una si concludera con un nulla di fatto…a quando la tessera pure ai pastori????


Scappa con la cassa

Torna la rubrica Scappa Con La Cassa…
Da un poco più di un mese le vetrine vuote e spoglie, il piccolo locale buio e abbandonato, stridono fortemente con i lustrini e i colori del Natale. Sotto la loggia dei Trecento, accanto allo storico bar-osteria Biffi, proprio sotto la scalinata che porta nel salone del consiglio comunale, nei locali dove fino a qualche settimana fa c’era una piccola rivendita di abbigliamento di marca per giovani, oggi non c’è più niente. I gestori del negozio se ne sono andati alla chetichella. Sono fuggiti.
Notte tempo hanno svuotato tutto, riempito un furgone e abbandonato Treviso lasciando in sospeso quasi un anno di affitti non pagati. C’è chi dice quattordici mesi di insoluto a circa 3.500 euro al mese. Non proprio briciole. A quanto pare, ma le voci di piazza sono molto puntuali e precise, la famiglia proprietaria dei muri è rimasta di stucco: nonostante la morosità, non si aspettava una fuga e ora si ritrova tra le mani un danno considerevole. I gestori, al momento, sembrano irreperibili.

In poco meno di un anno avrebbe fatto sparire circa 350 mila euro. E quando i carabinieri sono andati a perquisire la sua abitazione, hanno trovato un gruzzolo di tutto rispetto: 170 mila euro in contanti. Nei guai è finita così una trentenne di Tezze sul Brenta, Simona Scapin, commessa in un negozio di abbigliamento all’interno del centro commerciale “Il Grifone” di Bassano. In pratica la donna per circa dieci mesi avrebbe trattenuto per sè parte dei ricavi delle vendite invece di depositarli nella cassa continua, ed è come se avesse trattenuto i ricavi di ottantadue giornate di lavoro. Ora Scapin è agli arresti domiciliari accusata di furto pluriaggravato e continuato che potrebbe costarle una pesante condanna.
La donna era giunta al “Grifone” tredici mesi fa, praticamente all’apertura del centro commerciale. Ma tutto è iniziato ai primi dello scorso novembre quando l’amministratore della società che gestisce una catena di negozi di abbigliamento si è accorto che qualcosa non quadrava nel punto-vendita all’interno del complesso di via Capitelvecchio. In sostanza non c’era corrispondenza tra gli incassi giornalieri, che devono essere registrati in un apposito registro, e i versamenti in banca.
Così il dirigente ha presentato denuncia. E i sospetti sono inevitabilmente caduti su due donne che avevano la delega per il deposito delle some. Gli ammanchi erano andati avanti per diversi mesi, si erano interrotti in novembre, poi erano ripresi nelle giornate dell’8, 10 e 11 dicembre. I carabinieri intanto avevano iniziato le indagini, estendendole a tutti coloro che ruotavano attorno al negozio. E alla fine sono arrivati a Simona Scapin. I militari hanno perquisito la sua abitazione dove hanno scoperto 170mila euro in contanti, un televisore, un computer e alcune fotocamere per un valore complessivo di circa 40mila euro; oggetti probabilmente acquistati con i soldi presi dalla cassa del negozio.
Inoltre nel garage i militari hanno sequestrato una Citroen “Ds”, acquistata nell’agosto scorso, del valore di 20mila euro, e una moto Suzuki del valore di 10 mila euro. La donna si sarebbe giustificata affermando che la famiglia stava attraversando un momento di difficoltà e voleva dare una mano.


Caro Babbo Natale

(Lastampa.it) – Per il momento, gli unici dati disponibili sul primo campionato italiano della storia con tessera del tifoso incorporata continuano a essere quelli elencati dal ministro degli Interni Roberto Maroni due mesi fa: allora, sulle prime otto partite, il Viminale aveva rilevato un calo del 50% degli incontri con incidenti e una diminuzione del 90% del numero dei feriti a fronte, diceva il ministro, di un aumento degli spettatori. Ora che siamo quasi a metà stagione e che l’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, a fine gennaio, si appresta a pubblicare le statistiche più aggiornate, a occhio gli stadi rivelano vuoti desolanti anche nelle partite di cartello.
Quanto alla violenza, aggressioni e tafferugli sono sicuramente in discesa, anche se c’è chi obietta che molto più della tessera hanno potuto i sempre più frequenti divieti di trasferta disposti dall’Osservatorio per le partite a rischio. Che spesso sono la maggior parte, come dimostrano le limitazioni previste anche per il prossimo turno di serie A, in programma il 6 gennaio: saranno ben sei gli incontri per cui è stata vietata la vendita dei biglietti ai residenti nella regione di provenienza della squadra ospite, cioè Inter-Napoli (Campania), Lecce-Bari (qui il divieto vale per la provincia barese), Roma-Catania (Sicilia), Napoli-Juventus (Piemonte), Fiorentina Brescia (Lombardia) e Lazio-Lecce (Puglia).
«E’ naturale che gli incidenti allo stadio siano diminuiti – commenta Lorenzo Contucci, legale che si è specializzato nella difesa di tifosi ultrà -: se si vietano le trasferte si limitano anche le occasioni di contatto. Voglio ricordare a questo proposito che, citando solo l’esempio dei tifosi della Roma, a Cagliari c’erano 23 romanisti e a Napoli (partita classificata ad altissimo rischio, ndr) 13». Riguardo all’efficacia anti-scontri della tessera, qualche problema invece si è verificato quando gli ultrà non tesserati sono riusciti ad aggirare l’ostacolo in trasferta: non potendo essere ammessi nel settore ospiti in quanto appunto sprovvisti di tessera, hanno acquistato biglietti in zone dello stadio riservate abitualmente ai tifosi di casa.
Il risultato paradossale è che si sono ritrovati gomito a gomito proprio con i sostenitori della squadra avversaria, com’è successo allo stadio Dall’Ara per Bologna-Juventus lo scorso ottobre: in curva San Luca, normalmente occupata da gente di fede rossoblu, si sono presentati gruppi legati alla galassia ultrà juventina e alcuni tifosi bolognesi sono stati malmenati, mentre gli steward abbandonavano il campo. Il Bologna Calcio in quell’occasione ha protestato contro «le conseguenze negative della tessera del tifoso: la stiamo sperimentando e per ora ci sono solo dei contro e non dei pro». In particolare, si faceva presente la difficoltà di gestire la sicurezza nei casi di squadre con molti tifosi al seguito.
Fatta la legge trovato l’inganno, ma il Viminale è corso ai ripari con una direttiva di recente emanazione, spiega Contucci: «A Roma è già stata applicata facendo sistemare i tifosi ospiti con tessera in tribuna Monte Mario, e quelli senza nella curva ospiti». Sembrerebbe un ritorno al passato, mentre su internet la protesta continua a farsi sentire: su Facebook la pagina “No alla tessera del tifoso” ha raccolto quasi 27mila adesioni, e nei forum la card viene bollata come strumento di schedatura e come responsabile maggiore dello svuotamento degli stadi.


Daspo???

La curva sud del Parlamento

di Bruno Tinti
Io non lo sapevo che il divieto di accedere allo stadio si chiamava DASPO (Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive) e, per la verità, non ero nemmeno troppo interessato alla cosa: di calcio io ho sempre saputo solo che le squadre praticano su scala professionale il falso in bilancio, la frode fiscale e la truffa; reati per i quali ho fatto alcuni processi nei miei ultimi anni di procuratore, alcuni finiti bene e altri male (si capisce, dal mio punto di vista: ci sono state alcune assoluzioni). Lo chiamavo doping finanziario, per darmi delle arie quando chiacchieravo con il collega Guariniello che si occupava di doping farmacologico. Quando ero di turno, mi arrivavano ogni tanto le denunce a carico di quelli che allo stadio c’erano andati lo stesso, DASPO o non DASPO, e che poi erano stati pizzicati: da 1 a 3 anni e da 10.000 a 40.000 euro; e magari si trattava di gente che se ne era stata seduta al suo posto a vedere la partita. Mi ero baloccato anche con l’idea di sollevare una questione di illegittimità costituzionale; ma qualche collega mi aveva preceduto e la Corte si era già pronunciata (nel 2002) dicendo che andava tutto benissimo: si trattava di una misura di prevenzione e poi tanto doveva essere convalidata dal giudice. E così il DASPO ha continuato ad essere applicato nell’indifferenza generale.
ADESSO CHE la piazza gli soffia sul collo, B&C hanno avuto una bella pensata (chissà chi gliel’ha suggerita): facciamo un altro DASPO, solo che lo chiamiamo DAMA (Divieto di Accedere alle Manifestazioni, il nome di battesimo glielo regalo io). Il questore identifica i facinorosi, gli ficca il DAMA, se li pizzicano di nuovo in piazza, unbelprocessoepenaminima di 1 anno; sempreché la legge istitutiva del DAMA, attesi i suoiprimariscopiatuteladella democrazia, non preveda pene più severe di quelle previste per il DASPO. E così facciamo un altro passo avanti verso la fascistizzazione della Repubblica. Partiamo dal DASPO. Era una legge che non avrebbe mai dovuto essere emanata: le misure di prevenzione sono sempre state al confine dell’incostituzionalità poiché limitano i diritti di una persona che, ancora, non ha fatto nulla. Forse ha fatto qualche cosa in passato; e per questo è stata processata e condannata; il che è sicuro perché, altrimenti, non si saprebbe che ha fatto qualcosa. Ma condannare qualcuno (impedirgli di andare allo stadio è una condanna) perché si presume che, se ci va, commetterà altri reati significa adottare la stessa logica che servì per limitare i diritti civili di comunisti, ebrei e gay: non hanno (ancora) fatto niente ma sono pericolosi per la sicurezza dello Stato. A ragionare in questo modo potremmo impedire ai pluripregiudicati per furto (ce n’è una quantità impressionante) di uscire di casa perché c’è la rilevante probabilità che rubino di nuovo; gli potremmo dare gli arresti domiciliari a vita.
E tuttavia il futuro DAMA sarebbe anche peggiore sotto il profilo politico (sotto quello costituzionale si tratta dello stesso scempio). Perché la tutela dell’ordine pubblico negli stadi è problema che non ha colore politico: impedire a Tizio o a Caio di andare alla partita sarà fatto con gli stessi criteri da un governo di destra, di centro o di sinistra. Ma il DAMA sarà riservato agli oppositori politici. Proviamo a immaginare. Il Popolo Viola, o i Girotondi (a proposito, ma quando tornano?) o i Grillini, o l’Idv o il Fli (avete notato che non mi preoccupo per Udc e Pd?) mettono in piedi una bella manifestazione; Maroni spedisce un centinaio di infiltrati, provoca un po’ di disordini e identifica tutti quelli che può, possibilmente e in particolare gli organizzatori; dopo qualche giorno arriva il DAMA.
ATTENZIONE, non c’èbisogno che le persone in questione abbiano commesso reati; il DASPO già prevede che il divieto possa essere irrogato anche a carico di persone che si ritiene abbiano “preso parte attiva ad episodi di violenza su persone o cose in occasione o a causa di manifestazioni sportive”; insomma anche gente che non è stata denunciata né condannata. E naturalmente questa illuminata disposizione sarebbe riprodotta nel DAMA. Il gioco poi può continuare; ad ogni manifestazione, nuove identificazioni e nuovi DAMA. Qualcuno disobbedirà, probabilmente molti, e così legittima galera… Ovviamente per lemanifestazioni del partito dell’amore non cisaranno né infiltrati né DAMA. E comunque, se anche succedesse qualcosa (se ci va La Russa …) nessuno ha visto né sentito: il DAMA a chi lo notifichiamo?
La morale di questa riflessione è la stessa di una poesia degli anni Trenta che tutti attribuisconoa Brecht ma che è invece di Niemoller. È molto famosa e un po’ lunga; quindi non la trascrivo. Ma il concetto è: non ho protestato quando sono venuti a prendere zingari, ebrei, omosessuali e comunisti; così, quando sono venuti a prendere me non c’era più nessuno che potesse protestare. Pensiamoci quando roba come il DASPO passa tra l’approvazione generale.


Bon Nadal