Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Archivio per luglio, 2011

Salernitana 1919

E’ ripartita la nuova salernitana calcio tramite Mezzaroma e Lotito si e’ riuscito dopo il fallimento a ripartire con questo progetto…unica pecca che i colori sociali non saranno più gli stessi si passa dal granata a dei colori più simili a quelli del barcellona…ecco il pensiero dei tifosi…

Salerno Calcio, il No degli Ultras. “La Salernitana è un’altra cosa”

Tifosi divisi sulla nuova “Salerno Calcio”. Come sottolinea anche il Corriere del Mezzogiorno, gli ultras salernitani sono sull’orlo di una nuova clamorosa scissione dopo quella del 2005: tanti i gruppi storici che non seguiranno la neonata Salerno Calcio in serie D, in mille abbandoneranno l’Arechi.

Il fallimento e la cancellazione della Salernitana 1919, sono la causa di una profonda ferita in seno alla tifoseria salernitana, che nessuno sembra aver valutato adeguatamente. Ad oggi, con comunicati stampa, forum, pagine di Facebook e manifesti attaccati in strada, i gruppi che hanno già annunciato che non seguiranno la neonata Salerno Calcio di Lotito e Mezzaroma sono il Wild Group, Blocco 88 East Side, gli ex Plaitano e Granata South Force e molti altri ancora. Il motivo è uno solo. La squadra che rappresenterà la città di Salerno nel prossimo torneo di D non si chiama Salernitana, non ha il cavalluccio come simbolo e non ha nemmeno la maglia granata. Insomma è un’altra cosa. “Nessuna squadra può identificarsi con la Salernitana Sport, già Unione Sportiva Salernitana, finché non avrà acquisito la titolarità dei suoi beni immateriali: denominazione sociale, simbolo, colori sociali, diritto all’identità sportiva – così i Wild Group che in un comunicato stampa proprio spiegano perché tanti ultras abbandoneranno lo stadio Arechi – Nella stagione 2011/2012, la Salernitana non disputerà alcun campionato di calcio. Pertanto, in linea con le posizioni assunte sin dal 2005 ed in attesa del ritorno in campo dell’unica Salernitana, non sosterremo nessun’altra squadra di Salerno. Ci auguriamo vivamente che la proprietà del neocostituito sodalizio denominato Salerno Calcio, cui rendiamo il merito di non essersi illegittimamente appropriata dei segni distintivi di altre squadre, consideri prioritario l’obiettivo di riportare in campo la Salernitana e si adoperi con il massimo impegno affinché ciò possa accadere nel più breve tempo possibile». Sulla pagina Facebook di C. R., leader storico dei Gsf, in molti hanno lasciato commenti, ribadendo che la Salerno Calcio non rappresenta i tifosi salernitani; la stessa cosa accade sulla pagina della Granata South Force. Per non parlare dei manifesti — apparsi anche sotto il colonnato di Palazzo di Città— nei quali gruppi di ultras chiedono innanzitutto l’acquisto del nome e del simbolo come condizione unica per tornare allo stadio. «L’acquisto di nome, simbolo e colori sociali— si legge nel manifesto — è la conditio sine qua non per il sostegno della tifoseria verso la nascente società calcistica Salerno Calcio. Fino a quel momento questa nuova società non può dirsi erede della Salernitana a cui tutti noi siamo legati. Certi della vostra comprensione, aspetteremo l’evolversi degli eventi» . Intanto in città è iniziata una vera e propria corsa alle «reliquie granata». Tutti sono a caccia di souvenir come magliette, adesivi, foto, bandiere, gagliardetti e sciarpette ancora in vendita negli storici negozi dedicati alla Salernitana, una vera e propria mania che sta approdando anche su internet dove simili oggetti «amarcord» sono già quotati nelle aste di Ebay.

[Fonte: Uno Tv]

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Io Non Mi Tessero

Tessera del Tifoso: quando i soldi hanno la meglio sulla passione

In passato lo stadio era un luogo di ritrovo, un’agorà nella quale ognuno poteva dare sfogo ai propri sentimenti per la squadra del cuore; un luogo di cultura sportiva in cui portare i figli a vedere la partita, le curve piene di colori, la coreografia prima della partita, etc. Tutto questo nel calcio moderno non esiste più.

In questo senso, la tessera del tifoso si pone come l’ultima delle tante mazzate alla passione sportiva che ha sempre contraddistinto il tifo calcistico. Essa nasce da un’idea del Ministero Degli Interni, al fine di ridurre la violenza negli stadi.

L’introduzione della tessera inizia l’estate scorsa, attraverso l’obbligatorietà di sottoscrizione per chi si volesse abbonare. Il popolo del tifo si spacca subito in 2 parti, quelli a favore e quelli contro la tessera. Questa distinzione genera spaccature in molte curve d’Italia, tra cui quella del Palermo, sfociata in un periodo in cui, al Renzo Barbera, si sentivano in contemporanea 3 o più cori.

Al programma tessera del tifoso, si sono adeguate tutte le società di Serie A, alle quali era stato consigliato di adeguarsi al progetto del Viminale. Dal momento della sua introduzione, la tessera è stata bersagliata di critiche dai gruppi organizzati di ogni curva d’Italia, da gruppi di cittadini e dalle istituzioni internazionali del mondo del pallone, come ad esempio la Uefa.

La tessera è stata oggetto di analisi anche da parte di Cristiano Militello, di “Striscia La Notizia”, il quale ha dedicato parecchio tempo al problema “tessera del tifoso”, sottolineando parecchi aspetti negativi della stessa, tra cui quello commerciale.

Quello che Militello ha sottolineato di più nei suoi servizi è il fatto che gli scontri intra-stadio non sono affatto diminuiti, bensì quest’anno sono accaduti episodi paradossali, con tifoserie avversarie, che sono finite per trovarsi accanto nei settori distinti.

Due rapidi esempi di questa follia organizzativa nella stagione 2010/2011 sono Brindisi – Avellino e Salernitana – Paganese. Ciò si è verificato per un “difetto” del programma tessera del tifoso: infatti chi non fosse provvisto di tessera del tifoso non poteva comprare i biglietti del settore ospiti, ma era costretto a mettersi nei distinti, insieme alla tifoseria avversaria!

I dati inoltre parlano chiaro: alcune società come Napoli, Roma e Lazio, nella stagione 2010/2011, hanno subito un crollo verticale degli abbonamenti; i tifosi infatti hanno preferito l’uso dei biglietti singoli, per i quali la tessera non è obbligatoria, piuttosto che abbonarsi sottoscrivendo la tessera. Esistono diversi gruppi sui più importanti social network che invitano a non tesserarsi, ma non solo; infatti forum, siti di gruppi organizzati di tifosi,etc., sono diffusi in tutta la rete, per combattere la tessera del tifoso.

Per limitare gli incidenti, il Viminale ha previsto, come forma di prevenzione, quella di imporre la tessera anche per andare in trasferta. Questo porterà altri danni economici alle società; infatti non potendo andare in trasferta nemmeno senza tessera, i tifosi non potranno comprare i biglietti del settore ospiti, ergo ci sarà un calo delle vendite.

Questa benedetta tessera è nata male e sta continuando peggio. La domanda è: Perché viene continuamente difesa da Maroni? Perché non vengono ammessi gli errori commessi nel regolamento? La risposta appare abbastanza semplice.

Se la tessera finisse con il fallire, sarebbe sia una sconfitta politica per la Lega e per Maroni, sia la prova di anni di sbagli. Perciò si preferisce difenderla, con i suoi pregi e i suoi difetti, cosa che è successa in occasione della richiesta della A.S. Roma all’Osservatorio, di potere sottoscrivere abbonamenti anche senza tessera del tifoso; a questa proposta l’Osservatorio, come tutti sappiamo, ha risposto picche.

In tutte le curve d’Italia il tifo si è spaccato; curve in cui vari gruppetti cantano contemporaneamente cori diversi; gruppi storici che vengono a sciogliersi causa dissidi interni; etc. Quando nel calcio manca il tifo, lo stadio diventa un teatro, un luogo in cui la gente si siede, guarda lo spettacolo, applaude se gli piace, mormora se non gli piace.

Niente più cori, niente più fumogeni, niente più tamburi che scandiscono il tempo dei cori, niente più striscioni, niente più bandiere con aste chilometriche, sostituite da piccole aste in plastica componibili, niente più coreografie, niente più colori, a volte niente più gente.

Quando vengono a mancare tutti questi elementi, vi è la morte del calcio, un calcio gravato dal peso della sua modernità, con pay-tv che decidono gli orari delle partite, le interviste, gli acquisti che una squadra può o non può fare, in diretta conseguenza ai diritti Tv elargiti a quella squadra.

Da un po’ di anni la passione per il calcio sta morendo; una passione che è stata la fiamma del calcio per oltre un secolo e che ora rischia di spegnersi.

Teniamo accesa la fiammella!

[Fonte: Blog Sicilia]


Pubblicita aliene

SI POSSONO VEDERE DA GOOGLE EARTH

Spazio, da 50 anni facciamo
pubblicità anche per gli alieni

Il primo spot visibile dai satelliti risale al 1965. Ma ci sono anche Coca Cola, Firefox e Eva Longoria in bikini

La copertina di Maxim visibile anche dallo spazio MILANO – In principio fu «Readymix», la prima pubblicità al mondo visibile anche dallo spazio. La scritta impressa nel deserto australiano nel lontano 1965 si estende per circa 3,2 chilometri ed è alta 1,6 chilometri. Sebbene nel corso degli anni il vento e le condizioni meteo abbiano spazzato via gran parte del logo, ancora oggi è riconoscibile «zoomando» sulle mappe di Google Earth. A cercare di rivendicare questo primato era arrivato nel 2006 il colosso americano Kentucky Fried Chicken (KFC), la nota catena specializzata nei menu a base di pollo fritto, che aveva fatto realizzare (in sei giorni di lavori) l’immagine del Colonello Sanders, fondatore e icona della compagnia, in mezzo al deserto del Nevada.
Pubblicità per umani o per alieni?

SPOT PER GLI ALIENI – Il logo di KFC, 100 metri lungo e 50 metri largo, si trova nei pressi della famosa Area 51. «Se ci sono extraterrestri là fuori, KFC vuole diventare la loro prima scelta culinaria», era stato l’arguto commento del presidente della società durante la presentazione della insolita campagna pubblicitaria. Google Maps non è aggiornato in tempo reale, per cui alcuni vecchi loghi possono non esistere più. Ciò nonostante, spulciando nel web le mappe dallo spazio i blogger di Google Sightseeing hanno scovato altre curiose pubblicità, soprattutto grazie all’aiuto degli internauti. Come quella della Coca Cola. Nel 1986, per celebrare i 100 anni della compagnia, a nord del Cile è stata creata la famosa scritta «Coca Cola» (50 metri d’altezza, 120 metri di larghezza), composta da circa 70.000 bottiglie vuote della bevanda. (Qui le coordinate) E poi ancora: per il lancio della versione 2 di Firefox, il Linux Users Group dell’università dell’Oregon ha ricreato nel 2006 in un campo di grano il simbolo del browser di Mozilla. Come spiega l’emittente americana Npr sul suo sito, «la volpe» misura circa 70 metri di diametro. Nella foresta nei pressi di Austin, invece, troviamo la gigantesca scritta a caratteri cubitali «Luecke», che non è altro che il nome di una fattoria del Texas.

LONGORIA IN BIKINI – Nel 2006 il deserto del Nevada ha poi offerto dal cielo una gigantesca copertina grande più di 700 metri quadrati del magazine Maxim (che festeggiava la numero 100 della sua storia), con Eva Longoria in bikini. La star di Desperate Housewives campeggiava accanto alla scritta: «L’unica rivista abbastanza grande da essere vista dallo spazio e solo a Las Vegas». Ando, autodidatta, ha disegnato nello sterminato Mundi Mundi, località semisperduta dell’Australia, 4 chilometri di volto del Mundi Man, metafora del colono della prateria. Infine: nella sabbia del deserto Atacama, in Cile, compare la scritta «ni pena ni miedo», (né vergogna, né paura). Il poema (oltre 3 km di lunghezza e 250 metri di altezza, scritto nel 1993), è un’opera di Raúl Zurita, poeta cileno perseguitato durante il regime di Augusto Pinochet. Davanti al fermento dell’odio e della repressione Zurita disse: «Immagino di realizzare opere sempre più vaste, fino a renderle enormi in tutto e per tutto e andare a scrivere i miei versi, in lettere giganti, sulla sabbia del deserto».

Elmar Burchia

La versione friulana si trova in provincia di gorizia su google maps.. scrivete…

Strada dei Campi, 34072 Gorizia, Friuli-Venezia Giulia, Italia


Ladro in fuga

In fuga dalla polizia. Trovato 27 anni dopo il cadavere in un camino

ABBEVILLE (LOUISIANA) – Ventisette anni dopo è riapparso da morto dopo che se ne erano perse le tracce durante una fuga dalla polizia: Joseph Schexnider era ormai ridotto a cadavere nascosto dentro un camino in Louisiana.
Probabilmente si era infilato lì per scappare agli agenti che lo stavano cercando per una macchina rubata. Allora aveva appena 22 anni, e da militare avrebbe dovuto andare in tribunale accusato di furto di un veicolo rubato, ma non è mai apparso.
Stando alla ricostruzione della polizia Schexnider è morto di disidratazione dopo essere rimasto intrappolato nel camino. Probabilmente la madre non ne aveva denunciato la scomparsa perché sapeva che il figlio era ricercato.


Oscar Trevigiani

Oscar trevigiani, bar del centro premia
chi beve più birre e più superalcolici

Il titolare del “Mai Tardi”: «Non è una provocazione ma soltanto
un gesto goliardico, vorremmo che venisse anche Gentilini»

TREVISO – Miglior bevitore di birre, miglior bevitore di alcolici superalcolici e quant’altro ma titoli anche per il latin lover del locale, la miglior compagnia, il veterano, il miglior cliente ed il più simpatico oltre all’immancabile miss della serata. Sono solo alcune delle “onorificenze” con cui il bar “Mai tardi” di borgo Mazzini a Treviso ha deciso di festeggiare i quattro anni di vita, sabato prossimo, avendo avviato l’attività il 2 agosto 2007.

A ideare questa davvero particolare “notte degli Oscar” è stato il titolare, Davide Calenda, trevigiano di 25 anni, ed il suo staff. «È una serata dedicata ai clienti, che rappresentano il cuore di questo bar – spiega il giovane esercente – e vogliamo fare questo per loro, anche per dimenticare tutti i disguidi che sono capitati in questi anni». In effetti, per il locale non è stato facile lasciarsi alle spalle la chiusura imposta dalla questura due anni or sono, provocata anche dalla presenza di alcuni clienti “scomodi”. Da qui la voglia di far festa per il riscatto ottenuto dopo quella spiacevole parentesi.

L’iniziativa, vista con occhio maligno, rischia anche di far discutere, almeno per quanto riguarda quei “titoli” dedicati ai consumatori di alcolici. Una polemica che sembra essere lì, dietro l’angolo, ma è fortemente respinta dagli aficionados del “Mai tardi”. «No, non vuole essere una provocazione, ma un gesto simbolico e goliardico – ribadisce Calenda – e mi auguro sia un’iniziativa accolta alla grande dai clienti, per farli sentire davvero importanti». Ed un pensiero va, da giovanissimo imprenditore, anche al centro storico che si sta via via svuotando. Anche la “movida” che anima le serate dei giovani trevigiani, soprattutto nella zona di porta San Tomaso, ne sta in qualche modo risentendo.

«Il centro sta morendo – conferma Davide – e io volevo far capire alla gente, anche con questa festa, che basta poco a dare un po’ di vita a questa città. Capisco le limitazioni per la musica dal vivo, ma chissà come mai quando l’Ascom organizza qualcosa nessuno si lamenta, mentre se lo facciamo noi puntualmente qualcuno è pronto a chiamare la polizia». Ed episodi di questo tipo, con interventi della polizia locale, non sono di certo mancati nel recente passato al “Mai tardi”.

Non ultimo, il bar per questo compleanno così particolare ha pensato anche ad uno “special guest”. «Alla festa vorremmo ci fosse anche Gentilini – chiude il titolare – che abbiamo già invitato, lo aspettiamo per un brindisi».


Pranzo al senato

Dieci euro e al Senato mangi da re (dall’antipasto al dolce)

ROMA – Per un pranzo da senatore, che si sente re, dall’antipasto al dolce ci vogliono solo dieci o forse quindici euro. Non è un privilegio da tutti, ma per i frequentatori di Palazzo Madama è un’opportunità da cogliere visto che si mangia da ristorante di lusso o quasi e si spende quanto in un’osteria.
Il menu, stando a quanto racconta Roberto Bonizzi sul Giornale, è presto stilato: primi succulenti, secondi di carne e pesce, verdure di ogni tipo come possibili contorni. Infine un ricco carrello di dolci.
«Il ristorante del Senato? Non è certo Chez Maxim , ma una cosa da mensa. Il pesce non è mai fresco e i cibi spesso sono pre­cotti », si lamenta Riccardo Villari, ex pd ora passato a Coesione nazionale.
Se di conto si vuol parlare il senatore ai microfoni del programma radio La Zanzara è proprio ben disposto: «Un pran­zo alla fine sono 10-12 euro cioè le vecchie 20-25mila lire, non proprio zero, non una cosa da uno o due eu­ro ».
Non pago delle sue rivelazioni continua: «Alla Camera si man­gia certamente meglio. E non pen­sate di trovare il pesce fresco: spes­so tutti i senatori hanno una sola ora per pranzare e quindi vanno in massa ai tavoli. Si deduce facilmen­t­e che i cibi non possono essere cuci­nati al momento, è tutta roba già pronta. Diciamo che il prezzo corri­sponde a quello che mangi».
Sul sito dell’Espresso Carlo Monai, deputa­t­o dell’Italia dei Valori, ha un’altra versione : «Il bar della buvette è in linea con i prezzi di mercato. Il ri­storante, invece, no. Ci costa in me­dia 15 euro, ma la tavola è apparec­chiata come un tre stelle Michelin , i camerieri sono in livrea, lo chef è bravo e prepara piatti di grande qua­lità ». Poi però puntualizza anche lui: «Ottimi vini, ma nes­suna bottiglia friulana».


Card Taranto Siamo Noi.Tutti noi

NASCE LA ‘CARD TARANTO SIAMO NOI. TUTTI NOI’. COME SEGUIRE IL MAGICO SENZA LA TESSERA DEL TIFOSO 

Dopo la bocciatura dell’iniziativa dell’AS Roma da parte dell’Osservatorio, l’AS Taranto ha partorito un ibrido.

Questa tessera non è collegata ad alcun circuito bancario, non ha un chip RFID, non è un abbonamento vero e proprio ma permette di acquistare i singoli biglietti a prezzi bassissimi (2,50 € per la Curva Nord) previa la sottoscrizione della stessa tessera a 85 €, che porterebbe a 125 € il costo totale dell’abbonamento/non abbonamento.
Cosa cambia da questa tessera rispetto all’abbonamento scisso dalla tessera del tifoso che è stato bocciato all’AS Roma? Niente, solo che il Taranto è stato più furbo ed ha dato al proprio abbonamento il nome di “Card Taranto” e può dunque spacciare la propria “non tessera del tifoso” per una “tessera del tifoso”. Di fatto, tanto con questa, quanto con i biglietti nominali, quanto ancora con l’abbonamento che si proponeva di adottare la Roma, c’era comunque un controllo di nominalità e quella della privacy resta una battaglia persa (vuoi anche perché dai tempi dell’introduzione del biglietto nominale nessuno ha detto nemmeno un bah) ma, se l’ONMS non si mettesse di nuovo di traverso, sarebbe comunque un passo avanti contro la commercializzazione e la svendita del calcio alle banche. Un altro veto anche in questo caso, e avremmo la prova provata che all’ONMS e al Ministero dell’Interno non interessa la sicurezza ma foraggiare i loro amichetti delle banche.

Sport People.

TarantoDa un’idea del gruppo di lavoro della A.S. Taranto Calcio è nata la “Card Taranto Siamo Noi. Tutti noi”

La “Card Taranto Siamo Noi. Tutti noi” è uno strumento unico che il Club offre ai suoi Tifosi.

La “Card Taranto Siamo Noi. Tutti noi” non è un abbonamento stagionale, non ha un supporto magnetico, non è una carta bancaria prepagata.
La “Card Taranto Siamo Noi. Tutti noi” è qualcosa di più perché valorizza e premia in modo esclusivo la fedeltà di ogni Tifoso al nostro Club.

Il grande vantaggio della “Card Taranto Siamo Noi. Tutti noi” sarà quello di acquistare a prezzi bloccati e ridottissimi (dal lunedì al giovedì) i tagliandi di Curva Nord, Gradinata e Tribuna Laterale per assistere alle partite casalinghe di Campionato del Club.

Il Club, in base all’andamento del Campionato, si riserva a propria insindacabile discrezione di indire una “Giornata pro-Taranto”.

In questo caso la validità della “Card Taranto Siamo Noi. Tutti noi” varrà solo per 16 partite.

La “Card Taranto Siamo Noi. Tutti noi” conferirà al titolare anche la possibilità di ottenere sconti e/o agevolazioni sull’acquisto di beni e/o servizi presso i negozi convenzionati con il nostro Club.

Il sito www.astaranto.it sarà costantemente aggiornato sulle promozioni in vigore.

Per essere titolare della “Card Taranto Siamo Noi. Tutti noi” occorrerà versare un contributo minimo di Euro 85,00 (iva compresa).

Nel caso di nuclei familiari superiori a due componenti-sottoscrittori della “Card Taranto Siamo Noi. Tutti noi” sarà possibile ammortizzare il contributo in 6 rate mensili.

Ai titolari della “Card Taranto Siamo Noi. Tutti noi” sarà concesso per ogni partita casalinga di Campionato accedere ai settori dello Stadio ai seguenti prezzi da intendersi esclusa prevendita:

• Curva Nord: intero Euro 2,50 iva inclusa – ridotto Euro 0,50 iva inclusa

• Gradinata: intero Euro 4,50 iva inclusa – ridotto1 Euro 1,50 iva inclusa

• Tribuna Laterale: intero Euro 10,00 iva inclusa – ridotto Euro 7,00 iva inclusa.

Non saranno sottoscrivibili “Card Taranto Siamo Noi. Tutti noi” per i settori Tribuna Centrale e Tribuna Centralissima.

L’attivazione della “Card Taranto Siamo Noi. Tutti noi” sarà immediata è semplicissima; non prevede la fototessera, ma solo la consegna della copia del documento di riconoscimento e del codice fiscale.

La “Card Taranto Siamo Noi. Tutti noi” potrà essere sottoscritta anche dal minore purché accompagnato da un genitore.

La “Card Taranto Siamo Noi. Tutti noi” avrà validità per il Campionato di calcio 2011-2012.

La sottoscrizione della “Card Taranto Siamo Noi. Tutti noi” avverrà in Viale Unità d’Italia 165 presso i locale adiacente al punto vendita daddario.it S.a.s. dal 28 luglio al 12 agosto 2011, dalle ore 9,00 alle ore 20,00 da lunedì al venerdì e sabato dalle ore 9,00 alle ore 13,30.

Perché il sogno si traduca in realtà abbiamo bisogno anche del Vostro sostegno; di un segno tangibile del vostro Amore per tutto quanto stiamo facendo per rendere grande il nostro Club.

Cavalchiamolo insieme il nostro Sogno perché solo uniti lo realizzeremo.
Taranto Siamo Noi. Tutti noi.