Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Archivio per agosto, 2011

Oltre la rivalità

Finalmente una buona news in casa triestina…

Triestina, Aletti: toglierò gli “avatar” e domenica sarà una festa

Il nuovo proprietario annuncia l’intenzione di rimuovere i tifosi virtuali Domani la presentazione e il via alla campagna abbonamenti con prezzi popolari.

«Dobbiamo fare mille cose in pochi giorni. Ma tra le priorità c’è quella di rimuovere gli avatar dei tifosi dalla gradinata Colaussi. Domani (oggi ndr) conto di avere l’autorizzazione dalla Questura. Voglio che domenica al Rocco ci sia una festa. Dobbiamo riportare i triestini allo stadio. I prezzi saranno popolari così come gli abbonamenti. Ma i dettagli li comunicheremo martedì». Il ciclone Aletti si è messo in moto e domani (al Savoia) in una conferenza stampa (nel pomeriggio incontro con i tifosi) spiegherà alla città perché ha preso la Triestina calcio e quali sono i suoi progetti. Intanto però è certo che la volontà della nuova proprietà (questa mattina dovrebbe esserci la firma davanti al notaio per l’acquisto dell’ulteriore 50% delle quote dei Fantinel) è quella di togliere i teloni posizionati al posto dei tifosi sulla gradinata Colaussi.

Quando a ottobre dell’anno scorso Fantinel annunciò l’iniziativa la notizia fece il giro del mondo. Il presidente non pensava che una decisione, volta principalmente a ridurre di trecentomila euro il costo di apertura del Rocco (oltre all’introito delle slide pubblicitarie), sarebbe diventata un boomerang per l’immagine della sua Triestina. Far accomodare in uno stadio le fotografie dei tifosi toccò in modo forte la sensibilità del mondo del calcio nonostante la scelta avesse una chiara logica economica. Ma fu una ferita ancora aperta per i supporter dell’Unione e da lì, oltre che per i risultati di una squadra mal strutturata, partì quella contestazione a Fantinel che in fondo ha contribuito non poco alla sua dipartita. D’accordo che il calcio italiano, dopo l’avvento della pay-tv, è sempre più virtuale (e si vedono le conseguenze), ma riempire gli spalti con delle fotografie degli spettatori presenti a una partita di qualche anno prima non era ancora successo. Aletti vuole inaugurare il nuovo corso con un atto altamente simbolico. Non c’è da dubitare che, quando avrà l’ok all’operazione, gli piacerebbe che il manufatto fosse rimosso dai tifosi stessi ricreando una suggestione tipo crollo del muro di Berlino. Ma al di là delle ipotesi più o meno suggestive il segnale che vuole lanciare Aletti è chiaro: i tifosi in carne ed ossa sono il primo patrimonio di una società di illustri tradizioni come la Triestina. Ma per riportare i tifosi allo stadio servono giocatori, buon gioco e soprattutto risultati. Quello annunciato da Aletti è solo un primo passo.

Fonte: Il Piccolo


Steward in addestramento

Per chi va abitualmente in trasferta molto spesso è una prassi …ultimamente anche in casa sono piuttosto fastidiosi…dal prossimo anno potranno farlo quando ne hanno voglia…

GLI STEWARDS POTRANNO METTERVI LE MANI ADDOSSO!

Fonte: Osservatorio Nazionale Manifestazioni Sportive

Per la nuova stagione calcistica gli steward potranno procedere al controllo manuale, anche “a campione”, dell’abbigliamento e degli oggetti portati da chi accede ad un impianto sportivo.
Tali controlli saranno effettuati “mediante la tecnica del pat-down, quando tale modalità di controllo si rende necessaria al fine di evitare l’introduzione all’interno dell’impianto sportivo di oggetti, strumenti e materiali illeciti, proibiti, atti ad offendere o comunque pericolosi per la pubblica incolumità”.
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto del ministro dell’Interno dello scorso luglio vengono infatti affidati agli steward nuovi compiti ausiliari per la stagione calcistica 2011/12. Le disposizioni del decreto firmato dal ministro dell’Interno il 28 luglio scorso e pubblicato il 25 agosto in Gazzetta Ufficiale, entrano in vigore tra 30 giorni.
Gli steward, dunque, potranno svolgere attività di prefiltraggio e filtraggio agli accessi negli impianti, anche “attraverso il concorso nelle procedure di primo intervento che non comporti l’esposizione a profili di rischio, quando tale modalità di intervento si renda necessaria per evitare indebiti accessi nell’impianto sportivo attraverso lo scavalcamento dei varchi d’ingresso, ovvero a prevenire o interrompere condotte o situazioni potenzialmente pericolose per l’incolumità o la salute delle persone, fermo restando l’obbligo di immediata segnalazione alle forze di polizia cui, a richiesta, deve essere prestata la massima collaborazione”.
Questi nuovi compiti potranno essere affidati solo agli steward che hanno superato un apposito aggiornamento professionale organizzato dalle società sportive, d’intesa con la questura, con le modalità e i tempi definiti dall’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive.
Sinceramente già mi dava fastidio la perquisizione da parte della Polizia, ma vabbè… Ora però non mi sta per niente bene che un buffo personaggio dalla pettorina gialla, molto spesso uno studente che arrotonda la sua misera paghetta la domenica, mi venga a mettere le mani addosso!
Mi sono rotto il cazzo, e credo che dovremmo rompercelo tutti ad un bel momento!
Non accetto che un “signor nessuno” qualunque mi metta le mani nelle tasche, sul culo o in mezzo ai coglioni!
Non me ne frega un cazzo della “loro” sicurezza! Vadano a dare la caccia ai papponi o agli spacciatori! La dignità di noi tifosi è stata anche troppe volte calpestata!
In questo paese di sottosviluppati, qualunque beota con la quinta elementare presa a stento si sente “speciale” nel momento in cui indossa una divisa. Non importa quale divisa. Perfino gli ausiliari del traffico si credono di essere qualcuno solo perchè portano la loro merdosissima divisa e si occupano di compiti (elevare multe per divieto di sosta, penso che se spiegassi al mio gatto come si fa imparerebbe e probabilmente in tempi più rapidi) che la Polizia Locale non ha voglia di fare (poi ci stupiamo degli sprechi?). Perfino i controllori dell’autobus credono di essere chissà chi solo perchè addosso hanno una divisa. Ora anche gli stewards allo stadio cominceranno sempre più a fare gli arroganti.
Mi chiedo: è legale questa cosa?
Mi chiedo anche: e se invece di subire continuamente cominciassimo seriamente ad incazzarci? Cosa farebbero gli stewards?


Incontri balneari

Ci togliete dagli stadi ci vedrete nelle strade recitava un vecchio striscione mai piu attuale firmato bisl…come andar a cercarsele…

Tifoso dell’Ascoli rischia il linciaggio in spiaggia

Indossava pantaloncini bianconeri ed è stato salvato dai carabinieri che hanno bloccato una spedizione punitiva degli ultras.

Un trentenne ascolano rischia il linciaggio ad opera di ultras sambenedettesi, ma viene salvato dell’intervento di alcuni bagnanti che lo sottraggono alla furia di cieca dei cinque coetanei. Motivo del contendere? I bermuda indossati dal giovane: pantaloncini ufficiali della divisa dell’Ascoli, con tanto di numero 37. E’ bastato questo a scatenare un pomeriggio di ordinaria follia nella spiaggia libera a cavallo fra il Lido del Carabiniere, concessione 58, e Il Timone, concessione 57. Cinque giovani tifosi della Samb avrebbero avvistato da lontano la mise del ragazzo che, arrivato in spiaggia, aveva deciso di non mettersi in costume, ma conservava indosso i bermuda bianconeri. Da lì è scattata la spedizione punitiva. Il gruppetto della Riviera delle Palme ha preso letteralmente ad inseguire, come raccontato da alcuni testimoni, il giovane che se l’è data a gambe levate. Qualcuno, però, resosi conto di quanto stava accadendo è intervenuto a sostegno del giovane ascolano che è stato salvato da una sicura aggressione. La situazione si è quindi ribaltata perché sono stati i cinque a rischiare il linciaggio. Alcuni bagnanti, molti dei quali sambenedettesi, hanno reagito male di fronte all’intolleranza del gruppo di ultras e la bagarre si è amplificata: alle 16 la spiaggia libera era sommersa da una marea di persone. In un attimo sono accorsi tre bagnini e tanti curiosi. Unica fortuna? Tutto è accaduto al “Lido del Carabinieri” nel quale si stavano godendo una domenica di relax decine di militari. Alla fine i carabinieri in tenuta da spiaggia hanno ricostruito le mosse di quanto accaduto e sono arrivati anche i genitori del giovane, un trentenne molto conosciuto ad Ascoli anche perché militante in una squadra di pallamano e modello per qualche agenzia della Capitale.

Fonte: Il Corriere Adriatico


Stadi Moderni

Fanno sesso alla finestra e tutto lo stadio si gira a guardarli…

 Hanno amoreggiato davanti alla finestra della loro camera d’albergo di Bruxelles guardando la partita nel campo da calcio sotto l’albergo convinti che il vetro fosse di quelli che permettono di guardare fuori senza essere visti.

Invece la modella Alicia Tenderness, 26 anni, e l’uomo che era con lei sono finiti sulle labbra di tutti, le loro immagini negli occhi degli spettatori della partita.

I due, scrive il Sun, non si sono accorti di nulla fino al giorno dopo, quando, scesi alla reception, hanno notato freddezza tra i dipendenti dell’hotel. Hanno iniziato a pensare che qualcosa non andasse. Finché non hanno letto i giornali: le loro immagini erano finite sulla stampa.

Il capitano della squadra in cui gioca il protagonista della vicenda ha strigliato il suo calciatore.  Il direttore dell’albergo ha subito ordinato ai camerieri di avvertire i clienti che le finestre sono trasparenti.


Siamo alla frutta

Un buon articolo che parla della crisi verso cui pare indirizzato il calcio italiano …e la colpa non ricade piu sugli ultras…miracolo…ma di quando loro se ne andavano in giro con striscioni contro il calcio moderno non ne parla nessuno…anzi tutti ad elogiarlo…per poi fare questa fine…

Il Fair Play Finanziario, la mazzata finale alla Serie A

In serie A si avvia (mestamente) alla chiusura un calciomercato tra i più mediocri degli ultimi anni. Top player in entrata? Chi li ha visti. Solo “big” in uscita. In compenso si segnala l’arrivo, dai campionati esteri, di frotte di semi-bidoni che andranno a ingolfare rose già pletoriche. Alla faccia del pretestuoso articolo del contratto collettivo su cui è saltatala trattativa Aic-Lega (con conseguente sciopero dei calciatori e slittamento della prima giornata di campionato).

Il (già mediocre) tasso tecnico del massimo campionato italiano calerà vertiginosamente. Lo esprimono con chiarezza la caduta verticale nel Ranking Uefa, la perdita del terzo posto a vantaggio della virtuosa Bundesliga e la riduzione a tre dei club italiani ammessi alla Champions League (uno partirà dai preliminari). In un calcio sempre più globalizzato (in Italia le giovani leve fanno il tifo per i club di Premier, Bundesliga e Liga piuttosto che per quelli di A), ne deriva una perdita di appeal rovinosa.

La ragione del declino del sistema pallonaro italiano sta in primis nella vetustà del modello organizzativo, sempre più lontano da modelli europei molto più allineati a canoni moderni.

L’obsolescenza degli stadi italiani, di gran lunga i più brutti e malandati del Vecchio Continente, fa il resto. Un dato che, grazie all’intrusione delle pay tv, ha portato alla progressiva diserzione dei tifosi e allo svuotamento delle tribune. A nessun giocatore piace giocare davanti a spalti desolatamente vuoti. Anche ai tempi del business, il calcio resta pur sempre un gioco. Sui campi della serie A italiana (non parliamo poi della B e della Lega Pro) predominano tristezza e grigiore. Incremento di ticketing, marketing e merchandising? Neppure a parlarne, sulla base di queste premesse.

L’introduzione del Fair Play Finanziario, il sistema di controllo dei bilanci voluto dalla Uefa di monsieur Platini, sarà la goccia che farà traboccare il vaso. I club italiani (e i loro disastrati bilanci), sono arrivati totalmente impreparati a un appuntamento epocale. Il calciomercato al ribasso è solo il primo allarme rosso.

Il fatto è che, in ossequio al financial fair play (ffp), un club può spendere solo quanto incassa (“un euro speso per un euro incassato”). Le società inglesi e quelle spagnole hanno ricavi-monstre (il Real fattura 560 milioni di euro, il Barcellona 450, il Chelsea ha un giro d’affari vertiginoso legato allo stadio). Quelle tedesche hanno bilanci assolutamente in ordine e un ticketing di primo livello, con impianti sempre piani. Sistemi calcistici lungimiranti, che possono fare spallucce alle regole dettate dal Panel Uefa in virtù di entrate crescenti.

In Italia ciò non potrà accadere. A fronte di ricavi stagnanti la mannaia delffp si abbatterà inesorabile sul sistema, affossandolo. Il gap sarà sempre più difficile da colmare per la serie A. I venti club sono attaccati ai soli proventi delle televisioni a pagamento. Senza i diritti televisivi, generosamente elargiti da Sky e Mediaset, il sistema verrebbe (verrà) giù come un castello di carte.

Gli stadi di proprietà restano una chimera, se si esclude quello che sta inaugurando la Juventus di Andrea Agnelli. La legge per la costruzione di nuovi impianti è impantanata da mesi in Parlamento. Chi riuscirà a costruirne uno (e chissà quanto tempo ci vorrà) dovrà impiegare almeno quattro anni per generare profitti.

Il tempo dei mecenati e dei presidenti “ricchi scemi” è finito da un pezzo. Ci saranno regole da rispettare, eludibili solo incrementando in modo consistente i ricavi (che sono altra cosa dai debiti strutturati). Il calcio italiano -afflitto da una litigiosità deleteria che induce ciascuno a coltivare il suo ristretto orticello – non ha idee, non ha coraggio e tanto meno fantasia.

Un calciò così mediocre e malmesso è destinato ad auto-confinarsi alla periferia dell’Europa che conta. E’ solo questione di (poco) tempo.

Sergio Mutolo  www.calciopress.net


Internet Point

Un Internet point cinese usato come dormitorio è stato controllato due volte in meno di 24 ore, a Milano, e in entrambe le occasioni è stato trovato pieno di orientali che dormivano. Alcuni, addirittura, erano gli stessi controllati e portati in questura alcune ore prima. Gli agenti delle volanti hanno effettuato il primo intervento alle 10.30 in via Aleardo Aleardi: una strada conosciuta nella Chinatown milanese per la presenza bische e dormitori. All’interno dell’Internet point (già noto alle forze dell’ordine per fatti analoghi) sono stati trovati una ventina di cinesi. Dieci di loro, senza documenti, sono stati fotosegnalati in questura. Il titolare dell’ esercizio, un cinese di 32 anni, è stato denunciato per favoreggiamento della permanenza di clandestini. Alle 3.30, poi, gli agenti, in un nuovo controllo, hanno sorpreso una decina di cinesi a dormire nel locale, fra cui due o tre di quelli già controllati al mattino. Un altro cinese, di 34 anni, è stato denunciato per lo stesso reato. I cinesi dormivano nelle postazioni pc, dotate di ampie poltrone, per circa 10 euro a notte. Il locale è stato sottoposto a sequestro


Prima giornata

La prima giornata del campionato di serie a come tutti ben sanno è saltata o è stata fatta saltare la palla rimbalza tra le accuse dei giocatori ai presidenti e viceversa…ma le società in tutto ciò si erano mosse in anticipo per tutelare i propri tifosi contro le probabili invasioni di ospiti non graditi i cosi detti “tifosi non tesserarti”…quelli che non sono i veri tifosi come disse a suo tempo qualcuno…oltre al casmsss anche le società adesso creano le limitazioni

L’Atalanta, il Bologna e l’Udinese avevano vietato di loro spontanea volontà la vendita di tutti i tagliandi ai residenti nella Regione della squadra ospitata non tesserati.

Il Cagliari, l’Inter, il Napoli e il Parma non andavano oltre il semplice obbligo di tessera del tifoso per il settore ospiti, quindi sarebbe stato possibile – sulla carta – acquistare i settori dei sostenitori locali.

La Lazio aveva giustamente specificato che non vi era stata alcuna limitazione del Prefetto di Roma, quindi i tifosi del Chievo (se non fossero tutti tesserati) avrebbero potuto acquistare gli altri tagliandi dell’Olimpico ad eccezione del settore ospiti.

Il Novara – nota positiva – ha creato un settore sempre aperto (salvo limitazioni del Prefetto) per gli ospiti non tesserati.

Il Siena – caso strano – aveva parlato di un inesistente decisione del CASMS di divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella Provincia di Firenze non tesserati.