Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Archivio per settembre, 2011

No Alla Tessera

Fulvio BIanchi (Spycalcio) su Repubblica:

La tessera del tifoso e il problema trasferte

Tessera del tifoso, trasferte, norme contestate e problemi. Ci viene segnalato che per Inter-Roma, circa 100 erano i tifosi “tesserati” arrivati a San Siro da Roma e provincia, gli altri trecento erano tifosi giallorossi “non tesserati” delle altre Regioni d’Italia (Toscana, Lombardia, Liguria…). Come è possibile? In altre partite, tesserati e non sono stati messi insieme (e l’Osservatorio sta indagando su alcune situazioni non a norma). All’inizio della stagione era stato detto che da quest’anno potevano andare in trasferta solo quelli che avevano la tessera del tifoso ma dal Viminale ci è stato spiegato che vale esclusivamente per i tifosi che non arrivano da altre Regioni. Esempio: i romanisti di Roma o del Lazio devono essere tesserati per andare, ad esempio, a Milano. Ai romanisti di Firenze, di Torino o di Padova invece basta un biglietto nominativo. Ma allora, la domanda è questa: non era sufficiente il biglietto nominativo per tutti, senza andare a mettere in piedi un apparato mostruoso come la tessera del tifoso? Sinceramente, c’è da rimanere perplessi, anche se, come ho scritto, non credo che la tessera del tifoso abbia svuotato gli stadi (altri sono i motivi: caro prezzi, concorrenza tv, stadi poco confortevoli, eccetera) ma certo contribuisce a scoraggiare molti tifosi, soprattutto ad andare in trasferta. Perché complicare la vita alla gente perbene? Per emarginare qualche centinaia di teppisti (c’erano, eccome) non si poteva studiare un altro sistema? Anche perché, diciamo la verità, la collaborazione fra Viminale, Leghe Calcio e club è ancora troppo debole: le società dovrebbero interessarsi di più ai loro tifosi, cosa che raramente fanno. Ed ecco così che la tessera del tifoso, almeno il primo anno, è diventata, in troppi casi, una tessera-business, che ha suscitato gli interessi delle banche. E poi, sbagliando, è diventata anche uno strumento di cui si è fatto carico solo il Viminale. E questo non è giusto. Doveva essere invece un’altra cosa nello spirito originario.
L’Osservatorio del Viminale, nella sua riunione settimanale, inoltre ha fatto notare “come la strategia del rigore stia pagando anche in queste prime giornate di campionato, caratterizzate da “incidenti zero”, come la scorsa stagione”. Inoltre, tra i punti all’ordine del giorno, è stata analizzata “la  problematica della modifica degli artt. 8 e 9 della legge 41 del 2007. Tali norme, infatti – è spiegato nel comunicato – , prevedono i motivi ostativi al rilascio della tessera del tifoso e sul tema, l’Osservatorio, con la determinazione nr. 33 del 23 settembre 2009, si era già espresso, prospettandone la modifica e, nel contempo, fornendo un’interpretazione che limita l’esclusione dal programma tessera del tifoso solo per “le persone attualmente sottoposte a DASPO o a misura di prevenzione nonché, i condannati, anche in primo grado, per reati c. d. da stadio negli ultimi 5 anni (determinazione nr. 33/2009 del 23 settembre 2009)”. E’ una norma questa contestata da molti tifosi e anche da avvocati che si occupano da anni del fenomeno stadi, per passione e per professione (come Lorenzo Contucci a Roma). Ma l’Osservatorio adesso “ha auspicato che la propria interpretazione sia al più presto presa in considerazione dagli organi competenti per un aggiornamento del testo di legge, come richiesto dalle rappresentanze dei tifosi, con le quali, la presidenza dell’Osservatorio ha già avviato una proficua collaborazione anche su altri temi”. Speriamo in bene.
In realtà l’interpretazione dell’art. 9 fornita dall’Osservatorio ancora non va del tutto bene.
E’ infatti corretto che non possa avere la tessera (così come altri titoli di accesso) chi ha un daspo in corso ma, con riferimento a chi ha subito condanne per reati da stadio negli ultimi 5 anni, andrebbe aggiunto l’inciso “purché per lo stesso fatto non si sia già scontato il daspo”.
Altrimenti può accadere questo:
a) prendo un daspo di tre anni per avere acceso a scopo folkloristico un fumogeno;
b) lo sconto interamente;
c) poi però per lo stesso fatto vengo anche processato, perché l’accensione di un fumogeno, oltre che motivo d daspo, è anche reato penale;
d) a quel punto dalla condanna per altri 5 anni non posso andare allo stadio.
L’esempio è facile facile: 3+5 = 8.
Perché per otto anni in totale non posso andare allo stadio se il daspo l’ho scontato?
Il daspo viene dato dal questore in base alla pericolosità di una persona: se il daspo è finito, vuol dire che la persona non è più pericolosa. Quindi per quale motivo prolungare – implicitamente – la diffida?

asromaultras.org

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Albinoleffe vs Sampdoria

Bergamo, sabato 24 settembre 2011. L’obiettivo era lasciare il segno, prendere posizione, riappropriarci di quei diritti che ci vengono sistematicamente negati. “TUTTI A BERGAMO” quindi, nonostante l’assurdo divieto, nonostante sapessimo bene sin dall’inizio che ci avrebbero negato l’accesso all’interno dello stadio (come, in effetti, è stato). Ma quest’ultimo non era il nostro obbiettivo primario. Ciò a cui miravamo era riappropriarci del diritto di movimento e di scendere in strada per manifestare il nostro libero pensiero, reagire alle imposizioni con una risposta a livello di presenza e partecipazione. Ma, sopra ad ogni altra cosa, volevamo riaffermare il nostro diritto di continuare ad esistere. Lo abbiamo fatto come meglio non si poteva, tornando a sventolare i nostri bandieroni, esponendo i nostri striscioni, cantando i cori di sempre, rimarcando la nostra contrarietà alla Tessera del Tifoso e a tutti quei provvedimenti che mirano ad eliminare la componente del tifo libero all’interno degli stadi. Su quel piazzale la parola divieto ha perso ogni significato. Boati, entusiasmo, battimani, aggregazione, ragazzi che si abbracciano dopo un gol. Non fosse stato per il fatto che non eravamo sui gradoni, bensì su di un piazzale per l’appunto, potremmo tranquillamente affermare che l’atmosfera era veramente quella di una volta, la stessa che ci ha accompagnato per decenni, sempre ovunque e comunque. Sabato la nostra vittoria è stata dimostrare ancora una volta, a noi stessi ma sopratutto a chi crede di poterci comandare reprimendo, che siamo forti e pronti per andare avanti nella battaglia, orgogliosi di difendere la nostra identità. Cogliamo infine l’occasione anche per smentire la notizia, apparsa su alcuni giornali e siti internet, che ci sia stata offerta la possibilità di entrare allo stadio da parte della questura di Bergamo.

BASTA REPRESSIONE! SI AL TIFO LIBERO!

ultrastito.com

Ultras Tito Cucchiaroni 1969


Spala la neve a palermo

Spalare la neve a Palermo: pagati gli straordinari di agosto

PALERMO – Spalare neve nelle calde giornate di agosto è un lavoro difficile. Un impiegato della protezione civile di Palermo ha impiegato ben 200 ore di straordinario per riuscire a svolgere il duro compito. L’instancabile spalatore di neve è Salvatore Di Grazia, dipendente della provincia siciliana, che dall’inizio dell’anno ad oggi ha spalato neve accumulando ben 5165 euro in più dagli straordinari nella sua busta paga.
L’ingiustizia però arriva sempre per un bravo ed instancabile lavoratore: un funzionario pignolo, che altrettanto duramente lavorano alla Provincia della Regione Sicilia, ha bloccato il pagamento degli straordinari lavori di spalamento della neve a Di Grazia. Forse ricordando che ad agosto le spiagge palermitane di neve ne vedono ben poca. Delusione immane per Di Grazia, che ormai aveva spalato neve per ben 415 ore di straordinario e che non vedrà neanche un soldo. A Di Grazia non resta altro che fare ricorso al Tar per recuperare quanto gli spetta. Chissà se intanto continuerà a fare il suo dovere e spalare la gelida neve estiva che copre le spiagge siciliane tutto l’anno.

 


Sulla strada per… Bucarest: Glasgow


La città
Trasferta bonus per gli udinese: dovevano andare nella squallida Sion ed invece, causa squalifica degli svizzeri, si trovano catapultati a Glasgow. Intendiamoci: non che la città scozzese sia una meraviglia, ma per quanto riguarda fascino e divertimento è senza ombra di dubbio una gran meta. Siamo poi ad un’ora di treno da Edimburgo che, al contrario, è davverop bella, quindi se avete del tempo fateci tappa.
I divertimenti
Pubs e locali come se piovesse.
Le donne
Glasgow ha il poco invidiabile primato di città con il più alto tasso di infartuate al mondo. Della serie, vi divertirete.

La squadra
Il Celtic è stato fondato nel 1888 ed ha conquistato 42 Campionati e 35 Coppe di Scozia; in campo europeo ha conquistato la Coppa dei Campioni nel 1967. Disputa le gare interne al Celtic Park.
I tifosi
Una delle tifoserie più numerose e rumorose al mondo, con seguito ovunque nel mondo ci siano irlandesi. Odio mortale nei confronti dei Rangers e di gran parte delle tifoserie inglesi. Bevitori diabolici sono violenti solitamente solo se provocati. Esiste anche un esiguo numero di casuals: i Celtic Soccer Casuals.

Rapporti con le tifoserie italiane
L’ala più politicamente schierata a sinistra ha stretto buoni rapporti con gli ultras del Livorno e della Virtus Verona; in ogni caso mai si sono avuti problemi con nessuna tifoseria italiana.


DASPO 2.0

Era solo questione di tempo. Il reato da stadio, male indiscusso di questa Società, espande i propri confini uscendo dalle curve e spostandosi prima fuori dallo stadio, poi nelle strade e nelle piazze, quindi nelle autostrade e negli autogrill, per giungere finalmente ad un nuovo e finora ambizioso livello: il web.

Si alza così il livello di attenzione nel tifoso medio: prima ha dovuto imparare a stare attento a dove sedersi, con chi parlare, a non accendere neanche una sigaretta, a leggere con attenzione le scritte sulle sciarpe, a non portare le stampelle (se disabile o temporaneamente inabile), poi a stare attento a con chi parlare in strada o nei bar, o a conoscere personalmente l’identità di tutti i passeggeri di un pullman da trasferta (per evitare che a causa di uno si potesse essere puniti tutti quanti), adesso dovrà stare attento anche a cosa scrivere e come scherzare sulla rete, domani potrebbe essere un pericolo perfino pensare, non si sa mai qualcuno inventi il modo di leggere nella testa delle persone!
Ecco dunque che quando uno arriva a pensare di aver visto tutto e di aver toccato il fondo dopo quello che è accaduto a Siena al temibile tifoso del Lecce reo di aver danneggiato nientemeno che un seggiolino dello stadio senese, offrendosi perfino di ripagarlo, e ricevendo in cambio un accerchiamento degno del peggior serial killer e naturalmente l’altissimo probabilità di essere daspato, immediatamente si viene smentiti e sorpresi da notizie sempre più sconcertanti.
L’ultima novità in questo senso, degna di coniare la definizione di DASPO 2.0, è senza dubbio la diffida via web. È sufficiente che un utente di un social forum (magari anche un ragazzetto) crei una pagina in cui si insulta o si minaccia un giocatore o un tifoso avversario ed ecco che scatta subito l’indagine (e ci può anche stare se insulti o minacce sono esagerate o se si profila la possibilità che non si tratti di un semplice sfogo esagerato di un tifoso deluso) e soprattutto la diffida “virtuale”, che però di virtuale ha ben poco.
Sembra paradossale ma sta avvenendo anche questo, così mentre a Napoli un quartiere intero, in pieno giorno e senza l’intervento di nessuna forza dell’ordine, festeggia calorosamente e clamorosamente i boss della camorra locale, ecco che l’ineffabile Stato italiano non trova di meglio da fare che accanirsi contro il danneggiatore di seggiolini a Siena oppure, il ragazzino tifoso della Fiorentina che, deluso dalla “bandiera” della sua squadra, decide di creare una pagina facebook per sfogare la sua delusione e la sua rabbia.
Sarà cattivo gusto, sarà perfino pericoloso, ma quest’ennesimo controsenso italiano inizia ad essere troppo stridente rispetto alla realtà ed è obbligo per tutti i cittadini, soprattutto per quelli che gli stadi non li frequentano e che finora hanno passivamente fatto spallucce sui provvedimenti come daspo e tessera del tifoso, rendersi conto di quanto marginale e futile sia questo accanimento guerrigliero (che impiega tempo, teste e tanto danaro pubblico) contro i tifosi rispetto a quello che dovrebbe invece riguardare (e richiedere, quello si, tempo, teste e tanto denaro pubblico) i veri problemi del Paese, dalla politica corrotta, dalla prostituzione istituzionalizzata e dalle mafie, che forse neanche nei tempi passati di massimo splendore si sarebbero mai permesse simili ostentazioni pubbliche nella più totale impunità…
Facciamo molta attenzione, la società contemporanea sta svuotando prima le fabbriche e gli uffici (la disoccupazione o l’occupazione precaria ormai sono la regola), poi le scuole (la dispersione scolastica è un fenomeno in crescita), poi i luoghi di aggregazione di massa (in Italia gli stadi di calcio) e a chi protesta la risposta dello Stato è sempre più orientata verso la repressione prima fisica e poi legale, e quando lo Stato sottrae spazi di libertà e la speranza nel futuro ai propri cittadini e ne reprime con violenza le manifestazioni di libero dissenso, ecco che si lascia il campo all’illegalità e alle mafie, ed ecco che feste di piazza come quelle di Napoli rischiano di diventare la regola e non più l’eccezione.

di Diego Frigino pianetalecce.it


Tazza Esplosiva

Usa, Washington. Esplode toilette su cui era seduta impiegata federale

Ci sono giornate in cui le cose proprio non vanno nel verso giusto. E’ quello che deve aver pensato l’impiegata di un ufficio federale a Washington che è finita in ospedale con gravi ferite dopo che la toilette su cui era seduta è esplosa, a quanto riferisce The Huffington Post.
L’incidente è avvenuto, causa un malfunzionamento dell’impianto idraulico, nel palazzo della General Serices Administration. Talmente inusuale da aver provocato l’interessamento del portavoce del dipartimento dei vigili del fuoco, Pete Piringer.
Dopo l’esplosione della toilette, i responsabili della gestione del palazzo hanno diffuso un comunicato interno, che è stato fatto arrivare ai media, nel quale si afferma: ”Nei bagni non usate lo sciacquone o l’acqua dei rubinetti. A causa di un guasto meccanico, è aumentata la pressione nel sistema idrico del palazzo che ha danneggiato il funzionamento delle toilette. I tecnici stanno lavorando per riportare il sistema alla normalità. Ci sono stati danni quando nelle toilette è stato usato lo sciaccuone. Vi informeremo quando il problema sarà risolto”.
Che cosa è successo? Alcuni hanno momentaneamente pensato che si sia trattato di uno scherzo di pessimo gusto. Ma non è così. L’acqua che scorre nel sistema di tubature della capitale viaggia ad alta pressione perchè in certi casi deve percorrere lunghe distanze. La pressione deve essere ridotta quando l’acqua giunge a destinazione, e se il meccanismo per ridurre la pressione si guasta possono succedere guai seri, come quelli capitati alla sfortunata signora nell’ufficio federale.

blitzquotidiano.it


Mr Doritos

Il creatore delle «Doritos» sarà sepolto insieme alle sue patatine triangolari
Archibald West, deceduto a 97 anni ha deciso che la sua urna sia deposta e poi avvolta dalle celebri chips

Ha dedicato alle patatine tutta la sua vita e non si separerà da esse nemmeno dopo la morte. Archibald West, inventore delle Doritos, le mitiche patatine triangolari tra le più popolari negli Usa, è morto a 97 anni lo scorso 20 settembre. La famiglia ha annunciato che West sarà sepolto il prossimo 1 ottobre assieme alle famose chips e la sua urna sarà completamente cosparsa di briciole di Doritos.
SEPOLTURA – La scelta, alquanto bizzarra, è stata confermata da Jane Hacker, figlia dell’ex dirigente della Frito-Lay, al Dallas Morning News: «Sono certa che l’idea sarebbe piaciuta molto a papà – ha dichiarato la donna – Il cimitero non si è opposto perché le patatine sono biodegradabili». Maria Estes, direttrice del cimitero di Dallas, ha confermato che sarà rispettata la scelta dei familiari: «Il corpo di West potrà essere cosparso di briciole di Doritos prima di essere sepolto».

L’IDEA DELLE PATATINE – L’ex dirigente ideò le patatine triangolari nel 1961 durante una vacanza a San Diego dopo aver assaggiato una gustosa tortilla fritta. Il sapore della tortilla lo rapì completamente e pensò che patatine con questo gusto sarebbero state molto apprezzate dagli americani. Ci aveva visto giusto, ma in un primo momento i dirigenti della Frito-Lay bocciarono la sua idea. Tuttavia West continuò a insistere fino a quando le patatine fritte non furono commercializzate. Le Doritos furono lanciate negli Usa nel 1964 e furono subito un successo. Oggi sono vendute in oltre 20 paesi ed esistono ben 23 gusti differenti. Nel 2010 la Frito-Lay grazie alle sole Doritos, ha prodotto un fatturato di circa 5 miliardi di dollari.

corriere.it