Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Archivio per 8 settembre 2011

Inghilterra vs Galles

Ma non era l’inghilterra dove erano stati eliminati gli incidenti???O forse ci vogliono far credere che sia cosi???Quello che i giornalisti non ti raccontano….

Euro2012, il calcio inglese torna violento
Muore d’infarto dopo scontri a Wembley

Il match Inghilterra-Galles, valido per le qualificazioni a Euro 2012, si chiude in tragedia. Un tifoso ospite dello stadio Wembley è vittima di un’aggressione che precede il calcio d’inizio e muore in ospedale a seguito di un infarto. Sei arresti.

L’aggressione è scattata mezz’ora prima del fischio d’inizio all’esterno dello stadio di Wembley, teatro dell’incontro valido per la qualificazione agli europei. Un tifoso, Mike Dye, 44 anni, sostenitore del Cardiff City, club della seconda divisione inglese, è rimasto coinvolto in uno scontro. Trasportato in ospedale, è morto poco dopo per un infarto.

La polizia, nel frattempo, ha tratto in arresto sei persone. Il clima di violenza si è anche manifestato nel corso del match che ha sancito la vittoria dell’Inghilterra sul Galles per 1 a 0: i fischi hanno coperto l’esecuzione dei due inni nazionali.

IL MATCH – Una rasoiata di Ashley Young basta all’Inghilterra per prenotare un posto a Euro 2012: grazie alla vittoria di misura, per 1-0, sul Galles Fabio Capello intravede la qualificazione ai prossimi Europei. Avanti sei punti sul Montenegro (che però deve recuperare una partita), ai Tre Leoni basterà ora un pareggio nella sfida finale di Podgorica per chiudere al primo posto del Gruppo G. Ma a Wembey, per interrompere un digiuno di vittorie che durava da quattro partite, c’è voluto anche il decisivo aiuto della buonasorte, o meglio dell’incredibile goffaggine di Robert Earnshaw, che nei minuti finali ha sprecato in maniera imbarazzante la palla del pareggio. Rispetto alla vittoria in Bulgaria, Capello deve fare a meno di Theo Walcott, fermato da un infortunio muscolare, e di Scott Parker, in panchina perché diffidato. Al loro posto, James Milner, sulla destra con compiti di copertura su Gareth Bale, e Frank Lampard. Nonostante gli appelli al rispetto reciproco, l’esecuzione dei due inni è rovinata dalle bordate di fischi delle due opposte tifoserie: l’inciviltà segna campo anche a Wembley. La prima mezz’ora inglese è scoraggiante, zero accelerazioni, nessuno in grado di saltare l’uomo, dribbling e circolazione di palla ancor meno che scolastici. Così il Galles, volenteroso e ordinato, non solo controlla senza affanni ma cerca (timidamente) di farsi vedere dalle parti di Joe Hart. Fortuna per i Tre Leoni che Steve Morison e Chris Gunter sono maldestri finalizzatori. A sorpresa però arriva il vantaggio dell’Inghilterra. Minuto 35: Stewart Downing salta Joe Ledley e mette al centro dove è pronto Ashley Young per la girata rasoterra. Galvanizzati dal vantaggio gli inglesi crescono nella ripresa: più campo e possesso palla, ma al di là di Young in avanti non si vede nessuno. Wayne Rooney non pervenuto, Downing molto rumore per nulla. Così il punteggio resta in bilico fino al triplice fischio finale, ma quando Earnshaw calcia alto da due passi, appare ovvio a chi la fortuna abbia voluto assegnare i tre punti questa sera.

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Musica Funebre

Ecco cosa si sono inventati alla Andvinyly, un’impresa inglese che offre un servizio piuttosto insolito. La ditta permette infatti di stampare su vinile le ceneri dei defunti cremati. Il dischi possono anche essere ulteriormente personalizzati (come se non bastasse) con della musica a proprio piacimento. Ecco le regole, secondo quanto il  sito della società (da vedere) riporta:

1: Indicaci il luogo dove desideri ricevere questo servizio e verificheremo la fattibilità
2: Indica un membro della tua famiglia o un delegato che ti accompagnerà (le tue ceneri) alla stampa dei tuoi dischi
3: Decidi l’audio e la copertina
4: Supervisiona la preparazione dell’originale del tuo audio
5: Ricevi una copia campione del disco con audio e copertina
6: Muori
7: Fatti cremare
8: In membro della tua famiglia o un delegato sarà presente alla stampa dei tuoi dischi
9: I destinatatari da te scelti riceveranno una copia dei tuoi dischi
10: Vivi per sempre nei solchi dei tuoi dischi

Si accettano anche parti del corpo (cremate).

Nota: sebbene il sito riporti un linguaggio scherzoso, tutti i nostri servizi sono condotti con estremo rispetto e cura.

Servizio standard con 30 vinili inclusi: 3.000 sterline.

Dopo questa, le abbiamo sentite proprio tutte.


Giro Padania

Ma quando teseriamo pure gli spettatori delle gare ciclistiche????

Caos e tafferugli al Giro della Padania
Blitz di Rifondazione, un agente ferito

di Mario Ajello
ROMA – La Padania non esiste. Ma il Giro della Padania c’è. Sfrecciano le biciclette, dal Piemonte fino al Veneto, o da Cota a Zaia (i cognomi dei due governatori leghisti), ma appena è partita la gara è stata rincorsa dalle pernacchie. E così sarà per tutte le prossime tappe. Ieri, spernacchiando e inveendo, i militanti di Rifondazione comunista si sono stesi sull’asfalto a Mondovì, e hanno bloccato la corsa. Altro blitz ad Alassio. Tafferugli.

Un poliziotto ferito da una delle macchine delle squadre corse. Striscioni di protesta («Rallenta, la Lega porta male»), che non hanno impedito però al trevigiano Sacha Modolo di aggiudicarsi in volata la prima tappa e vestire la maglia verde (non rosa).
Il ciclismo unì l’Italia nel ’48, quando la vittoria di Bartali al Tour de France contribuì a pacificare l’Italia sull’orlo della guerra civile dopo l’attentato a Togliatti, e adesso la sta dividendo. La Cgil, oltre ai rifondaroli e a parte del Pd, si sta mobilitando per fermare il giro (considerandolo fra l’altro una manovra economica, visti i grandi sponsor che il partito di Bossi è riuscito a trovare per la gara). Il sindaco di Savona, Federico Berruti, oggi che i ciclo-leghisti faranno tappa nella sua città, ha promesso di far piazzare le bandiere tricolori in mezzo alla strada. E attacca: «I ministri del partito di Bossi, invece di organizzare questo giro da pagliacci, si facciano un giro negli ospedali e negli asili nido delle loro città, per vedere come la manovra economica sta rovinando la vita e il portafoglio dei cittadini». Poi, fra pochi giorni, i 198 corridori – fra cui big come Ivan Basso e Stefano Garzelli – faranno tappa a Parma, e già le opposte tifoserie sono pronte ad attenderli. Il popolo viola, armato di pernacchie. I pidiellini e leghisti pronti ad incitare i gareggianti perchè «la politica non c’entra». Così ha detto anche Ivan Basso, ieri, dopo che gli indignados di Ferrero hanno fatto la sorpresa.

«La Lega vi prende in giro» potrebbe essere il titolo di questa manifestazione politico-sportiva. Il padrino dell’iniziativa è il Trota. La madrina è Gianna Gancia, che non soltanto è la presidente della Provincia di Cuneo, ma è soprattutto la fidanzata di Roberto Calderoli. Pronti, via. Ma appena partiti, subito le prime proteste: «Andate a lavorare!», è stato il grido contro gli aspiranti alla maglia verde. Oppure: «Lega ladrona».
La prima tappa s’è conclusa a Laigueglia, sulla riviera ligure. Il Trota non c’era ad attendere i suoi campioni, perchè intento – pare – ad organizzare tifosi del giro, truppe cammellate del Carroccio che mettano a tacere lungo le strade liguri, emiliane e lombarde tutti gli avversari del giro, che è stato approvato anche dalla federazione nazionale di ciclismo. Oppure, come forma di autodifesa, le bici di Basso e compagnia pedalante verranno dotate sul manubrio di una trombetta, che gracchia fino a sommergere i rumori dei nemici, che promettono altre contestazioni?

Si spera che non ci siano violenze, neppure lievi come quelle appena avvenute, nei blitz che seguiranno. E si spera anche che il Trota non venga malmenato dal papà, che già lo considera un po’ così, visto il soprannome che gli ha dato, perchè era facile prevedere, di questi tempi, che l’ennesima trovata pittoresca del Carroccio finisse oggetto di burla e di sghignazzi. Proprio in quella Padania inesistente che il Giro della Padania contribuisce a ridicolizzare ancora di più.

Ora per gli organizzatori il rischio vero – al netto di quelli fisici, inaccettabili da parte di tutti e anche di chi leghista non sarà mai – è che sulle strade della corsa ciclistica appaiano cartelli recanti quelle barzellette che in tutto il Nord e in tutto il web circolano nei confronti del Trota. Cose così: «Il Trota ha detto che ha provato a vendere accendini ai semafori, ma non ha trovato nessun semaforo che fumasse». Oppure: «Il Trota all’orale di italiano. ”Mi dica l’infinito di Leopardi”. E Renzo: ”Leopardare, signora professoressa”». O ancora: «Il Trota ha detto che il nome di Darwin è Ciao». Ciao ciao, Padania. Il giro te lo potevi risparmiare.


Italia vs Slovenia

CALCIO/NAZIONALE: QUESTURA, 2 DASPO EMESSI IN OCCASIONE ITALIA-SLOVENIA

Una delle due diffide per “aver esposto un piccolo striscione con la scritta ‘No alla tessera del tifoso'”. Wow, questa sì che è sicurezza: da adesso dormiremo tutti sonni più tranquilli.
Due ‘Daspo’ sono stati emessi in occasione della partita di ieri sera tra Italia e Slovenia allo stadio ‘Franchi’ di Firenze.

Alla gara hanno assistito 17.564 spettatori di cui 877 tifosi ospiti che hanno raggiunto il capoluogo toscano a bordo di 10 pullman e auto private.

L’evento, afferma la Questura di Firenze, si e’ svolto regolarmente senza alcun disordine. In due sole occasioni la polizia e’ intervenuta accertando specifiche violazioni.

Prima dell’inizio del match, un supporter sloveno di 51 anni e’ stato sorpreso con un coltello a serramanico occultato nella tasca posteriore dei pantaloni. L’uomo e’ stato denunciato per porto ingiustificato di arma durante manifestazione sportiva e per lui sono scattati 2 anni di Daspo.

Successivamente, durante il primo tempo della partita, un gruppetto di 12 tifosi italiani provenienti da varie province e appartenenti al sodalizio ‘Ultras Italia’ aveva esposto in curva ‘Ferrovia’ un piccolo striscione con la scritta ‘No alla tessera del tifoso’.

Tra questi, la Digos ha trovato con un fumogeno un 31 enne originario di Reggio Emilia. Denunciato per il reato di possesso di artifizi pirotecnici in occasione di manifestazioni sportive, anche per lui il Questore di Firenze ha stabilito 2 anni di divieto di accesso ai luoghi ove si svolgono manifestazioni sportive.

Fonte: ASCA


Crisi Prrrr

Per i club la crisi non esiste, prezzi biglietti alle stelle

Il calcio italiano si sta “pericolosamente”avvicinando a quello inglese. Non per la qualità del gioco, non per gli stadi, non per l’organizzazione ai vertici e dei club ma per i costi dei biglietti.
Seconda giornata di campionato: Cesena – Napoli curva ospiti tessera € 27, curva ospiti no tessera € 30,00. Palermo-Inter Curve € 40,00 !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Juventus-Parma € 25,00.
Il Cesena (ma non solo) prosegue nella “cattiva abitudine” di praticare prezzi differenti per la Curva Mare e il settore Ospiti, violando una normativa UEFA: Secondo le Normative UEFA sulla Sicurezza (articolo 19, paragrafo 3), “il prezzo dei biglietti applicato ai tifosi ospiti non può essere superiore rispetto al prezzo dei biglietti della stessa categoria applicato ai tifosi di casa”, a meno che i club non abbiano preso specifici accordi al riguardo. fanseurope.org
Sembra chiaro l’intento di scoraggiare molti a vedere le partite allo stadio mentre se si pensa di riuscire come in Inghilterra attraverso il caro biglietti a “sostituire” il pubblico con nuovi tifosi “più facoltosi”, gli stadi resteranno desolatamente vuoti. Forse i club non hanno idea dello stato in cui versano i nostri stadi, i più vecchi d’Europa tanto per non dimenticarcelo.


Calcio e ultras nella stagione della crisi

Dopo la fine dell’estate arriva sempre il tempo dei bilanci. L’Italia si avvia verso la stagione autunnale stretta tra l’ultima manovra economica e nuove promesse di povertà. Tra le mille voci della protesta, per qualcuno sembra uno scherzo di cattivo gusto, appaiono per la prima volta anche i calciatori. Non solo quelli delle categorie più basse, ma anche i cosiddetti milionari.
Il calcio non si ferma. Non c’è nessuno sciopero: la serie B e quelle minori hanno iniziato a giocare regolarmente, la Nazionale pure, e la settimana prossima arriverà il turno della serie A. La bagarre mediatica-politica che si è venuta a creare, è nata da un semplice rinvio della prima giornata del campionato. La firma è stata solo una sfumatura dietro l’angolo di una scrivania presidenziale.
Più che scontro di classe, abbiamo assistito ad uno scontro di caste. I proclami di sciopero dei sindacalisti del pallone, Tommasi e Buffon e dall’altra le pronte risposte dei vari sciacalli-dirigenti, che hanno i volti tristi dei Galliani e Zamparini.
La fine del calcio pre-moderno era stata segnata dalla guerra dei diritti televisivi, dalle estenuanti moviole, dal totoscommesse legalizzato e dei calciatori-mercenari. Finita così l’epoche delle maglie sudate senza sponsor, degli eroi impressi sulle figurine Panini, dalle vite complesse e fuori-schema ma nello stesso tempo vite popolari come Gigi Meroni o Diego Maradona
L’unico “boatos indignato” è arrivato dalla Spagna, degli eroi-moderni donchisciottiani, dove Javi Poves, giocatore dello Sportin Gjon, ha dato il suo “contributo di solidarietà” denunciando la corruzione nel mondo-calcio e scagliandosi contro le banche, tenendo così una posizione ben più dignitosa rispetto a quella dei suoi colleghi italiani.

Crisi e conflitti nel sistema-calcio

Il posticipo del campionato ci permette il tempo di tracciare un analisi sull’universo calcistico.
La messa in opera del decreto Maroni ha segnato una svolta del mondo-calcio. Ha cambiato, con un vero e proprio golpe, le regole più importanti del gioco, quelle economiche. L’entrata massiccia di nuovi gruppi privati (Banca Intesa, Lottomatica, Poste Italiane, Erg, Autogrill) e l’introduzione della carta di credito del tifoso, hanno mutato finanche il vocabolario sportivo inserendo termini prettamente economici come come fidelizzazione. Gli effetti del decreto sono stati immediati: crollo degli abbonamenti e malcontento diffuso dentro tutti settori degli stadi, partendo dalle curve e salendo nelle scala piramidale calcistica fino ad arrivare ai palazzi presidenziali di molte società di serie A.
L’altra parte del restauro maroniano ha toccato la facciata più sporca: gli ultras. Etichettati da giornalisti e sociologi con il termine barbari. Toccava dare ragione ai vari professionisti dei salotti. Il termine barbaro designava chi nell’antichità non parlava il latino o il greco. Così gli ultras non parlano la lingua del calcio moderno, quella del profitto. I nuovi barbari in aperto scontro con le società-stato e le logiche di business (che spesso avevano pervaso l’interno di molte curve) sono stati reclusi nelle periferie dell’Impero-calcio, come succede a tutte le “dangerous class” sono stati i primi a subire i meccanismi repressivi sulle propria pelle.
Poggiandosi sulle solide basi del precedente decreto Amato, il decreto è riuscito a realizzare quello che apparati statali, mediatici ed economici prospettavano da anni: eliminare ogni forma di passione legata al tifo, mettendo in atto la canonica divisione tra “buoni e cattivi”, tra no-tessera e pro-tessera. In linea con questo progetto in un settore dello stadio di Trieste gli ultras sono stati sostituiti da un grande riquadro raffigurante tifosi, striscioni e bandiere. E’ forse il caso più emblematico di questa nuova fase del calcio moderno: dalle passioni vive verso passioni tristi (o addirittura finte).
Lo stadio, come il caso di Trieste conferma, diventa così laboratorio pubblico-politico del controllo. Sulla pelle degli ultras, come succede a tutte le “dangerous class” sono state sono sperimentate le peggiori torture moderne e nuovi meccanismi repressivi, per poi successivamente applicarle ad altri pezzi di società.
infoaut.org