Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Archivio per ottobre, 2011

Calcio Moderno

Shopping e calcio: con Area 12 il tifo non finisce al 90°

“Il sogno di creare un polo di aggregazione e divertimento quotidiano è realta”. Per aggregarsi e divertirsi dunque, basta avere un portafogli adatto e pagare. Bella idea di aggregazione, non c’è che dire. Aspettiamo si sdogani la Statale dove battono le prostitute come polo dell’amore vero e romantico.

Manca il cinema, per il resto la visione onirica di sei anni fa dell’ex ad juventino Antonio Giraudo oggi si materializza. Sono cambiati radicalmente i protagonisti societari bianconeri, ma il progetto di fare diventare lo stadio e i suoi immediati dintorni un polo di aggregazione e divertimento quotidiano, a prescindere dagli eventi sportivi, è una realtà. Inaugura stasera con una festa di luci e suoni «Area12», il primo mega centro commerciale italiano (design di Giugiaro) integrato architettonicamente e urbanisticamente con uno stadio, lo Juventus Stadium.

L’intero progetto è costato 90 milioni di euro e in due anni ha richiesto 400 mila ore di lavoro, 120 persone (di media) al giorno a lavorarci, 70 imprese, di cui il 50% piemontesi. Tutti dati forniti dalla società costruente nonché unica proprietaria, la San Sisto, nata dall’accordo fra Nordiconad di Modena, Cmb di Carpi e Unieco di Reggio Emilia. L’area complessiva è di 35 mila metri quadri, la superficie commerciale ne copre 30 mila e crea 800 posti di lavoro.

Una volta approdati in strada Altessano 141 – sul fronte della Tribuna Est del nuovo impianto bianconero – l’utente si troverà di fronte a uno shopping centre che contiene al suo interno il primo ipermercato E. Leclerc-Conad, megastore specializzati (Obi, Euronics, H&M e Game7), 56 negozi, 2 bar e 3 ristoranti (di cui 1 ancora da definire). Ovviamente parcheggi: 2000 posti auto di cui 800 coperti. Controlleranno sui parking 10 telecamere esterne e tre ore prima delle partite sarà vietato vendere alcolici e prodotti in vetro.

In una zona della città ben coperta da altri iperstore la concorrenza non mancherà. «Questo investimento è l’affermazione della volontà di svilupparci in Torino – sottolinea più volte Mauro Lusetti, ad di Nordiconad -. Siamo convinti che avrà effetti benefici una competitività di tale tenore. Conad lancia con questo ipermercato un segnale preciso a tutti gli operatori commerciali del territorio che vogliano svilupparsi mantenendo la loro autonomia imprenditoriale».
Il centro commerciale sarà aperto sette giorni su sette fino alle ore 21,30 il sabato, alle 21 la domenica; le previsioni sono di toccare punte da 25 mila presenze nei giorni delle gare interne della Juve.

Il taglio del nastro stasera (ore 20) e la susseguente apertura sino alle 23,30 con la presenza di autorità cittadine, dirigenti bianconeri e il centrocampista Claudio Marchisio, sarà preceduto da una 12 ore di calcetto (ore 8-20) in piazza Vittorio Veneto, libera a tutti.

lastampa.it


Dimissioni

Le forze dell’ordine chiedono le dimissioni del governo: mai successo nella storia

A 150 anni dall’Unità d’Italia passando dal Regno alla Repubblica e con una serie di guerre mondiali all’interno della storia italiana,non era mai capitato che i rappresentanti sindacali delle forze dell’ordine protestassero e chiedessero apertamente le dimissioni di questo governo.
E quella presa in giro continua che infastidisce,e in quel ridurre tutto a un gioco,e in quel raccontare ipocrita e pieno di retorica,in quel fare false promesse e agire esattamente al contrario, in quell’usare le persone per miserabili fini personali, in quel portare continuamente divisioni e lavorare per lo sfascio del paese, in quell’alimentare odio per creare distrazioni di massa usando le forze dell’ordine, la manifestazione del 15, per come è stata organizzata, voleva consegnare , mentre il Ministro leghista non si è nemmeno degnato di essere presente in città per seguire l’andamento, e non parliamo di un torneo di bocce.
Molti poliziotti hanno denunciato la malafede degli organizzatori politici, che hanno pensato alla loro zona rossa e a quelle 40 vittime sacrificali tra le forze dell’ordine che dovevano essere ostaggi di eventuali provocatori.
A Reggio Calabria le segreterie provinciali dei maggiori sindacati di Polizia hanno manifestato in Piazza Italia.
Per Piero Gabriele Segretario UGL Polizia di Stato:
“ La nostra mobilitazione si rende necessaria perché il governo negli ultimi tre anni non ha tenuto fede ai vari impegni presi, riducendo i comparti sicurezza e soccorso pubblico sul lastrico; appena tre giorni fa l’esecutivo ha tagliato altri 60 milioni di euro, nell’ambito del ddl stabilità, alle voci di bilancio destinate all’ordine pubblico e alle missioni”.
Michele Granatiero Segretario Regionale del Sap invece denuncia le responsabilità del Governo:
“In un periodo di grave crisi economica come quello che stiamo vivendo, non avremmo voluto chiedere un contributo economico ai cittadini, ma siamo davvero arrivati a non avere il necessario per poter lavorare ed offrire sicurezza, in momenti di crisi economica e sociale, come quello attuale, i comparti sicurezza e difesa vengono, in genere, maggiormente sostenuti, anche dal punto di vista finanziario, il governo in carica invece ha fallito anche in questo elementare compito istituzionale”.
Il segretario regionale del Coisp Calabria  dopo gli scontri di Roma  punta l’indice sull’inefficienza del Governo e in un comunicato afferma:
“Le uniche forme di solidarietà che possiamo accettare sono le dimissioni dell’esecutivo Berlusconi e dei parlamentari che lo sostengono. Il resto sono solo sterili affermazioni di chi continua a pugnalare alle spalle i poliziotti, con scelte di governo irresponsabili. Il sindacato indipendente e autonomo di polizia della Calabria, esprime sostegno ai colleghi che ieri hanno dovuto operare a Roma in una condizione di assoluta difficoltà, per colpa di un Governo irresponsabile anche sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica, considerato, tra l’altro, che solo pochi giorni fa ha tagliato 60 milioni di euro a questo comparto, mentre domani gli agenti di polizia dovranno operare per un’ altra manifestazione nazionale di protesta in programma a Roma – senza nemmeno le attrezzature danneggiate sabato e non sostituite”.
E dopo la Polizia un duro attacco alla casta al Governo e al Premier viene fatto dall’organo di rappresentanza delle forze armate, il Cocer.
In un documento fatto dalla rappresentanza sindacale dell’esercito si legge:
“ I militari, non hanno più fiducia nel governo” e definiscono “fallimentare la gestione del sistema Difesa del Paese da parte del gabinetto del ministro La Russa e, di riflesso, del governo Berlusconi auspicandone la caduta:
“Solo in tal modo – sostengono i militari – si potrà evitare il consolidarsi di ulteriori provvedimenti punitivi che, aggiunti a quelli già approvati e già giudicati irresponsabili dal personale militare, determinerebbero nei fatti la morte della peculiarità e della specificità della condizione militare, nonchè dei diritti rappresentativi conquistati con sacrificio negli ultimi anni”.
Come dicevo prima nei 150 anni di storia d’Italia non era mai successo che tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine insieme protestassero così vibratamente e il Cocer Carabinieri rincara la dose e il primo a raccogliere l’invito a dimettersi è La Russa, anche se non viene mai nominato :
“Il governo taglia sulla sicurezza, ma non si dimentica di finanziare la festa delle Forze Armate del prossimo 4 novembre. È questo – continua – un governo impegnato a salvaguardare l’apparenza più che la sostanza: si sa, le foto ricordo durante queste manifestazioni possono valere più di cento parole, facendo percepire agli ignari cittadini una vicinanza al comparto sicurezza e difesa, di fatto inesistente! Con i tagli alle spese dell’ordine e sicurezza pubblica, il governo ha infatti dimostrato tutti i limiti della sua azione. Alla nostra classe politica non interessa che durante questi servizi il Carabiniere il più delle volte non mangi, oppure lavori dodici ore continuative senza percepire straordinario e in condizioni a dir poco aberranti come ampiamente hanno dimostrato le immagini dei violenti scontri di piazza. A loro interessa solo tagliare le spese per questi servizi. Siamo nel pieno ciclone alimentato da una classe politica che pensa più che a salvaguardare, ad aumentare i propri privilegi. Ci chiediamo quali spese verranno tolte dal bilancio statale, visto che siamo già altamente maltrattati”.
E dopo, senza tanti giri di parole, la rappresentanza sindacale attacca il Governo:

”I Carabinieri sono stanchi di sottacere e di subire le imposizioni di un governo che continua imperterrito a penalizzarli economicamente per giustificare i propri sprechi (auto blu con scorta, autisti/maggiordomi, segretari, vigilanze) e che continua a chieder loro sacrifici economici. Oggi abbiamo un dato di fatto oggettivo: la sicurezza per l’italiano è gravemente compromessa. Garantire sicurezza, per i Carabinieri vuol dire lavorare gratis, per i nostri amabili parlamentari vuol dire aumento di servizi di esclusiva utilità gratuiti perché pagati con i sacrifici dei cittadini tutti e con i tagli ai servitori dello Stato garanti dell’ordine e della sicurezza pubblica”

E a questo punto anche Berlusconi non viene risparmiato dalle critiche:
”Qualcuno spieghi al presidente del Consiglio il significato dei sacrifici che il Carabiniere fa per garantire la giustizia sociale ed i diritti del cittadino. I Carabinieri rimandano al governo le belle parole ed i ringraziamenti ipocriti.”
Nessuno e dico nessuno poteva immaginare una cosa del genere ,che oltre alla polizia carabinieri e forze armate  tutti e dico tutti protestassero così vibratamente nei confronti di un Governo.
Poi tutte queste notizie sono state oscurate dall’informazione di Regime; la Rai Mediaset e tutti i giornali del Premier ,non parlano di questo, va contro l’etica del pensiero positivo, e per chiudere in bellezza allego il comunicato stampa del Cocer delle forze armate che fa capire in maniera molto chiara quello che pensano i militari dei nostri governanti.
Consiglio centrale di rappresentanza
comparto difesa
comunicato stampa
Cocer: i militari delle forze armate non hanno più fiducia nel governo
Roma, 20 ott. 2011 – I cocer delle forze armate, esercito marina e aeronautica, ritenuta necessaria una sintesi sulla attuale situazione politica giudicano fallimentare la gestione del sistema di difesa del paese da parte del gabinetto dell’on. La Russa e di riflesso del governo Berlusconi auspicandone la caduta.
Infatti, solo in tal modo, si potrà evitare il consolidarsi di ulteriori provvedimenti punitivi che aggiunti a quelli già approvati e già giudicati irresponsabili dal personale militare determinerebbero nei fatti la morte della peculiarità e della specificità della condizione militare, nonché dei diritti rappresentativi conquistati con sacrificio negli ultimi anni e peggio il deterioramento del quadro giuridico ed economico che si ricorda ha costituito in passato non uno status di casta ma la giusta moneta ricompensante gli atti svolti in modo diuturno dai soldati, dai marinai e dagli avieri e che ricomprendono, per memoria della establishment politica e politica militare, gli estremi sacrifici.
La rappresentanza militare, facendosi portavoce di tutte le donne e gli uomini in servizio stanchi di sottacere e di subire imposizioni draconiane, non attenderà fermo ed inerte e non esiterà, sempre nel rispetto della legalità, ad operare le dovute scelte per tutelare compiutamente e in primis la dignità morale, giuridica ed economica dei portatori d’interesse che nonostante tutto indossano la divisa e cantano orgogliosamente l’inno di Mameli.
Riteniamo sia necessario una conferenza stampa che, attraverso un confronto in pubblico anche utilizzando i media televisivi al governo piu’ consoni, i cittadini italiani siano informati delle implicazioni che i prefigurati tagli produrranno in termini di sicurezza interna ed esterna del paese sia sugli operatori che su i cittadini stessi ove cio’ non avvenga in tempi brevi si provvederà in proprio.

nocensura.com


92 anni…

A 92 anni non le vendono il whisky
senza la carta d’identità

ESSEX – Una commessa troppo diligente si è rifiutata di vendere alcol a una donna di 92 anni perché non era in grado di provare la sua maggiore età. Diane Taylor, di Essex, voleva acquistare una bottiglia di whisky per suo figlio ma le è stato chiesto di mostrare la sua carta d’identità.
“Sembrava così sciocco che credevo che la cassiera volesse farmi un complimento” ha detto l’anziana signora. Ma poi ha realizzato che non c’era nulla di cui scherzare: ha rivoltato il portafogli tirando fuori l’abbonamento dell’autobus, la carta donatori di sangue, la carta fedeltà, ma non c’è stato verso. La comessa ha insistito, voleva una prova dell’età.
Una portavoce del supermercato si è scusata ma ha ribadito che lo staff non è autorizzato a vendere alcol senza previa visione di un documento che attesti l’età del consumatore.

blitzquotidiano.it


Paul Moran

Vuole trasformare in oro le sue feci,
ma provoca incendio, arrestato

ENNISKILLEN – IRLANDA DEL NORD – E’ ormai un pò di tempo che l’alchimia non viene praticata in misteriosi, medioevali laboratori sotterranei perchè la gente ci ha sovente creduto poco, ma non è questo il caso di Paul Moran, 30 anni, dell’Iranda del Nord, che ha avuto un’idea: se non è mai stato possibile trasformare il piombo in oro, e non è che non siano stati in molti ad averci provato, forse era possibile ottenere il metallo giallo dalle sue proprie feci. Avete capito bene.

Moran, a quanto pare completamente ubriaco, residente in un condominio a Enniskillen, le ha raccolte per bene ed assieme ad un fertilizzante agricolo le ha lasciate a cuocere su un fornello elettrico, addormentandosi poco dopo. Il procedimento non ha trasformato le feci in oro, ma essendo il fornello caduto su un divano, ha provocato un incendio che ha semistrutto l’appartamento di Moran, il quale ha fatto appena in tempo a fuggire prima di essere divorato dalle fiamme.

Arrestato, Moran ha ammesso davanti al giudice di rendersi conto di aver messo a repentaglio la vita degli altri condomini, e di aver causato 5 mila dollari di danni, giustificandosi col fatto di aver quella sera alzato un pò il gomito nel pub locale. Il giudice preposto al caso ha, tra il serio e il faceto, definito ”interessante” l’esperimento di Moran, rilevando d’altra parte che era probabilmente destinato a fallire e condannando l’apprendista alchimista a tre mesi di prigione.

L’avvocato di Moran ha cercato di difendere il suo cliente definendolo un uomo di ”considerevolie capacità intellettuali”, ma ha anche dovuto dire al giudice che è semi-alcolizzato e tossicomane. Può anche darsi che Moran abbia considerevoli capacità intellettuali, osserva The Huffington Post, ma sembra evidente che non conosca le leggi economiche della domanda e dell’offerta. Se il suo esperimento fosse, diciamo così, riuscito, l’enorme quantità di oro trasformato dalle feci, inesauribili, avrebbe fatto crollare il suo prezzo rendendo così la sua idea alchimistica non solo inutile, ma controproducente.

blitzquotidiano.it


Pezzo di Luna

Ha 74 anni, tenta di vendere un “pezzo di luna” alla Nasa

CALIFORNIA – Una signora californiana di 74 anni ha tentato di vendere alla Nasa un granello di Luna, regalato da Nail Armstrong al marito, ex ingegnere aerospaziale. La donna, che dice di aver tentato di vendere il pezzo di luna per racimolare dei soldi per il figlio malato, è ora implicata in un’inchiesta della Nasa.
Joanna Davis, protagonista della vicenda, racconta che la pietra lunare in suo possesso è più piccola di un granello di riso e fu donata a suo marito dall’astronauta Neil Armstrong nel 1970. La donna ha cercato di vendere il cimelio prima contattando un imprenditore legato alla Nasa con una mail: “Ho cercato un compratore su Internet per mesi. Se ha qualche suggerimento su come potrei procedere per la vendita di questi due articoli, per favore mi chiami”.
Quindi la Davis ha cercato di contattare un agente della Nasa per contrattare i termini di “un grosso affare in nero”, raggiungendo un accordo per la vendita della pietra a 1.7 milioni di dollari. Al momento dello scambio, però, è stata trattenuta dall’agente che l’ha interrogata per ore. La Devis sostiene che gli agenti federali l’abbiano afferrata e strattonata malamente: “Avevo lividi davvero molto profondi sul lato sinistro”.

blitzquotidiano.it


Alcolaser

Dalla Russia l’alcolaser che fiuta
da 25 metri gli automobilisti ubriachi

MOSCA, 25 OTT – Entreranno in funzione entro fine anno su due autostrade ”critiche” i primi alcolaser, gli apparecchi che, grazie ad una nuova tecnologia russa, consentono di captare a 25 metri di distanza i vapori dell’alcol all’interno di un’auto che non superi i 120 km/h. Lo riferisce il quotidiano Izvestia.
”L’alcolaser si basa sulla reazione della luce laser ai vapori dell’alcol”, spiega Aleksnadr Romanov, uno dei progettisti.
La rivoluzionaria novita’ era gia’ stata presentata lo scorso anno in una fiera internazionale, ma ora diventa operativa in una realta’ dove vige la tolleranza alcolica zero per gli automobilisti.
L’alcolaser e’ stato messo a punto in due versioni dalla Laser Systems di San Pietroburgo per la polizia stradale russa: una portatile da 10 mila euro circa, e una fissa che costa il doppio.
Il laser, garantiscono i fabbricanti, non e’ pericoloso ne’ per chi lo utilizza ne’ per chi guida. Rimangono pero’ due interrogativi: al nuovo sistema sfuggiranno tutte le auto che sfrecciano ad oltre 120 km/h in autostrada, ossia la maggioranza, mentre potra’ capitare piu’ di qualche volta che i vapori dell’alcol siano da attribuire al o ai passeggeri anziche’ al conducente.
blitzquotidiano.it


No Alla Tessera