Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Archivio per dicembre, 2011

Nevica schiuma bianca

Inghilterra: Nevica schiuma bianca su una cittadina

Cleveleys è una cittadina che si affaccia sul mare vicino a Blackpool in Gran Bretagna, interessata in questi giorni da un fenomeno davvero strano. Il piccolo centro anglosassone infatti, è completamente imbiancato, ma non si tratta di neve! Dal mare il vento porta tanta schiuma bianca. Le strade, le case, le auto, tutto è stato investito dalla densa e vischiosa sostanza bianca. Le telecamere riprendono le automobili che, scivolando, cercano di transitare, “investite” dalla schiuma. Il Daily Mail riporta l’intervista a un cittadino che spiega: «La situazione con la schiuma è orrenda, di solito capita una volta ogni pochi anni, ma è già accaduto
tre volte quest’anno». Effettivamente,  anche se la cittadina imbiancata dalla schiuma può regalare  uno spettacolo suggestivo, si tratta di un fenomeno tutt’altro che piacevole per gli abitanti, costretti a fare i conti con una sostanza misteriosa, che sta “inquinando” questi giorni di festa, solitamente illuminati dalla neve. La schiuma è oleosa e macchia tutto ciò su cui si posa; c’è allarmismo tra la gente che teme che tutto ciò sia dovuto ai detersivi riversati in mare dalle industrie. In realtà non è chiaro da dove provenga la misteriosa sostanza bianca e, per questo, il ministero dell’Ambiente ha aperto un‘inchiesta. Secondo gli esperti però, potrebbe  trattarsi di alghe in decomposizione che, giunte sulla superficie del mare, vengono spinte dal vento forte verso la cittadina.

Giovanna Fraccalvieri @newnotizie.it

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30/12/2011

Alle Samoa conviene tagliare il 30 dicembre

Una decisione presa in chiave economica

L’arcipelago nel mezzo dell’Oceano Pacifico si trova a 21 ore dalla Nuova Zelanda e a 23 dall’Australia, suoi principali partners economici. Tagliando la linea del meridiano 180, non si dovrà cambiare data ogni volta per raggiungere i partners commerciali: avanti di un giorno verso Ovest, indietro di un giorno verso Est

Apia, 28 dicembre 2011 – Il Governo delle Isole Samoa, arcipelago nel mezzo dell’Oceano Pacifico, ha deciso di saltare venerdì 30 dicembre.

Via dal calendario la data e si aprono le borse dell’economia: infatti il Paese scorrerà a Ovest della linea, creata per convenzione, del meridiano numero 180 (l’ultimo, partendo da Greenwich).

Ma perché prendere questa decisione? Le Isole Samoa si trovano a 21 ore dalla Nuova Zelanda e a 23 dall’Australia, suoi principali partners economici.

Tagliando la linea del cambiamento di data non si deve quindi spostare l’orologio, ma il calendario: avanti di un giorno se verso Ovest, indietro di un giorno se ci si sposta verso Est.

Quindi il ‘taglio’, per evitare le complicazioni che il cambio di data portava ogni volta. I solo scambi tra un giorno festivo e uno feriale creavano non pochi problemi. Alla fine i samoani hanno finalmente deciso di superare l’impasse, facendo finta venerdì 30 dicembre semplicemente non esista.

quotidiano.net


Calcio scommesse

Calcio scommesse: l’urlo del Trap
«E poi all’estero ci chiamano mafiosi…»

Emigrante di lusso, a Giovanni Trapattoni lo scndalo scommesse non va giù. E ancor meno le cattiverie che si porta dietro per chi lavora come lui al’estero. «Una mazzata per il calcio italiano. All’estero noi allenatori italiani siamo additati come truffaldini: la parola che spesso usano è mafia». Così il ct italiano dell’Irlanda, racconta la sua amarezza per gli ultimi sviluppi del Calcioscommesse al Tg1. «Doni lo reputavo un ragazzo intelligente – ha aggiunto Trapattoni, che fece esordire in Nazionale il giocatore dell’Atalanta – Mi devo ricredere. Già in passato era incappato in storie strane». In tutto il mondo, la sua conclusione, «esiste una rete di scommesse, ma altrove i calciatori non scommettono, e non si truccano le partite».

@gazzettino.it


Catturato uno Yeti

IN UNA CLIP DELLA TV INGUSCIA SI VEDE UN ESSERE IDENTIFICATO CON L’«UOMO DELLE NEVI»

Inguscezia, il ministro del Lavoro:
«Abbiamo catturato uno Yeti»

Il misterioso animale sarebbe stato portato in uno zoo locale. Ma non ci sono ancora prove definitive

 Stati Uniti. Poi gli avvistamenti, a decine, tra cui alcuni celebri (ve lo ricordate quello dell’alpinista Reinhold Messner sull’Himalaya?). Poi ancora le foto e i filmati a dire il vero non molto chiari e spesso poco credibili. Adesso c’è chi però dice di avere la prova risolutiva. Il ministro del lavoro dell’Inguscezia, repubblica autonoma della Federazione russa, avrebbe rivelato all’agenzia Interfax, che nel suo Paese sarebbe stato catturato uno yeti che ora si troverebbe in uno zoo locale.

TESTIMONIANZE – Non ci sarebbero testimonianze filmate del misterioso animale dietro le sbarre, un essere la cui intelligenza lo vedrebbe, secondo alcuni, come una sorta di anello di congiunzione vivente tra la scimmia e l’uomo. In compenso la tv inguscia aveva pubblicato martedì un filmato in cui si vede un cacciatore allontanare un sedicente Yeti che era stato sorpreso a divorare una pecora. Diciamolo: il filmato non è molto convincente soprattutto quando vediamo lo Yeti allontanarsi con un passo che è un po’ una via di mezzo tra Alberto Sordi che fa lo sbruffone sulla spiaggia e il Peter Sellers, che nei panni dell’ispettore Clouseau replica agli agguati del servitore Kato. Ma, chissà, il filmato potrebbe essere anche di un vero Yeti e non di un uomo in costume. Del resto, che ne sappiamo noi come cammina uno Yeti?

Marco Letizia @corriere.it


Varese vs Hellas Verona

Avevano garantito che con una tessera del tifoso si sarebbe potuto andare ovunque…anche nelle trasferte vietate…cosi devono aver pensato i tifosi veronesi a Varese…un centinaio di loro si è recato lo stesso nella citta natale dell’ex ministro nonostante il settore fosse ormai privo di biglietti a disposizione..ed ecco che sotto natale la questura lombarda ha fatto loro un regalino..a leggere bene il primo articolo non si parla di nessun problema solo tensione fuori dallo stadio…ma evidentemente per la questura cosi non è…

Varese-Hellas Verona,
tensioni fuori dallo stadio

Sfiorati i momenti di tensione fuori dallo stadio del Varese mentre era in corso il match contro la seconda in classifica, Hellas Verona. Problemi con parte della tifoseria in trasferta, accorsa in massa a sostenere i giallo blu.

Da una parte una cinquantina di tifosi a bordo del bus-navetta rimasti bloccati sulla salita di via Macchi per guasto, dall’altra il divieto di accesso allo stadio per i circa 100 tifosi giunti a Varese senza biglietto. Le immagini esclusive mostrano l’intervento di un cordone della polizia in tenuta antisommossa, mentre gli animi dei “mastini scaligeri” si scaldavano.
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L’arrivo di oltre 1100 tifosi “regolari” aveva già messo in allarme la questura, che aveva optato per una misura preventiva che comportava la chiusura delle strade cittadine tra le 10 e 30 e le 15 del pomeriggio, quindi due ore prima del match, fino a conclusione. Una misura che si è resa necessaria dopo la comparsa di alcune scritte minacciose – altre offensive – sui muri della città. Nessuna prova che esse possano essere riconducibili ai tifosi dell’Hellas, ma onde evitare disordini il questore ha preferito “prevenire e non curare”. E così, oltre alla chiusura di alcuni corsi cittadini e la deviazione di alcuni mezzi di trasporto pubblico, anche il divieto di acquisto dei biglietti per ordini di posto diversi da quelli del settore ospiti in curva sud per ai veronesi dell’ultima ora, indipendentemente dal possesso o meno della tessera del tifoso. L’intervento di mediazione della polizia e il buonsenso dei tifosi ha vinto sull’istinto, e fuori dallo stadio non si sono verificati particolari problemi.

Da Varese «Daspo» a 94 ultrà
Tosi: «Nessun episodio di violenza»

Il Questore di Varese ha emesso 94 decreti di divieto di accesso alle manifestazioni Sportive (i cosiddetti “Daspo”), di durata variabile da uno a tre anni, a carico di altrettanti tifosi scaligeri per disordini accaduti il 18 dicembre scorso in occasione del posticipo di Serie B Varese-Verona

Varese. Il Questore di Varese ha emesso 94 decreti di divieto di accesso alle manifestazioni Sportive (i cosiddetti “Daspo”), di durata variabile da uno a tre anni, a carico di altrettanti tifosi scaligeri per disordini accaduti il 18 dicembre scorso in occasione del posticipo di Serie B Varese-Verona, terminato 0-0. Allora erano giunti a Varese oltre 1.300 tifosi del Verona, la maggioranza dei quali tesserati e con regolare tagliando di ingresso allo stadio. Tra questi vi era un gruppo 100 tifosi ultrà giunto a Varese senza tagliando di ingresso e nella consapevolezza di non poterlo acquistare in loco. «Dopo essere giunti organizzati nei pressi dell’impianto sportivo – si legge in una nota della Questura – si sono assiepati davanti l’ingresso della curva sud dello stadio con l’unico scopo di tentare di accedere abusivamente all’interno, pressando e spintonando gli stewards e costringendo le forze dell’ordine ad intervenire. Tra l’altro, poco prima dell’arrivo a Varese, alcuni di questi tifosi, in autostrada, ad Agrate Brianza (MB), avevano danneggiato un’auto che esponeva una sciarpa della Juve».

“Leggendo le motivazioni alla base dei 94 Daspo e sapendo che le responsabilità, come ovviamente ben sa anche il Questore di Varese, sono individuali, c’è da chiedersi il motivo di questo numero da Guinness dei primati di provvedimenti quando non ci sono stati né scontri con le Forze dell’Ordine né con la tifoseria avversaria: se qualche tifoso dell’Hellas ha danneggiato colpevolmente una vettura di tifosi di altra squadra ne deve rispondere alla magistratura, ma ciò non giustifica un provvedimento simile a quelle che, in passato, venivano definite decimazioni contro 94 persone “colpevoli” solo di non avere il biglietto”.

Questo il commento del sindaco Flavio Tosi. “Tutti questi Daspo inoltre – ha aggiunto – sono legati a fatti accaduti all’esterno dello stadio di Varese dove, leggendo le cronache del dopo partita, non risulta siano avvenuti episodi di violenza tali da giustificare un così alto numero di provvedimenti di allontanamento dalle manifestazioni sportive. Viste le segnalazioni che sono arrivate anche ai nostri uffici stiamo verificando la congruità dei provvedimenti emessi dal Questore di Varese: il Daspo è una misura che serve soprattutto a prevenire eventuali altri episodi di turbativa dell’ordine pubblico da parte di chi abbia violato le norme vigenti, mentre provvedimenti come questo, che rischiano di sembrare indiscriminatamente punitivi, possono invece generare l’effetto contrario”.

“La sola presenza fuori dallo stadio di persone, peraltro in possesso di tessera del tifoso e quindi di una sorte di patente di buona condotta – aggiunge l’assessore allo sport Federico Sboarina – non può rappresentare un comportamento sanzionabile con il Daspo. Considerato che non risulta si sia registrato alcun tipo di disordine, pare senza dubbio eccessivo e senza motivo che sia stato emesso un provvedimento così forte e stringente per un così alto numero di persone solo per il semplice fatto di essersi recati a Varese. Un trattamento che pare altresì sproporzionato nei confronti della tifoseria dell’Hellas Verona che, tra le pochissime in Italia, ha aderito in massa alle prescrizioni normative (tessera del tifoso) che permettono di assistere alle partite di campionato”.

Luca Castellini, candidato sindaco alle prossime elezioni comunali, esprime totale solidarietà ai tifosi gialloblu:”anche io ero presente fuori e dentro lo stadio Ossola e, come tutti hanno potuto vedere, nessun incidente e’ accaduto e nessuna tensione e’ sfociata in fermi, arresti o tantomento denunce. Come mai allora la Questura di Varese, evidentemente a seguito di qualche spinta dall’alte sfere poliziesche romane, ha letteralmente inventato 94 diffide?? E’ in atto una vera e propria volonta’ di colpire e decimare I tifosi dell’hellas? Se realmente motivazioni del tipo “recarsi a Varese contravvenendo alle disposizioni dell’Osservatorio” oppure “esercitare pressioni psicologiche sugli steward per entrare allo stadio” sono state determinanti per l’emissione dei Daspo, siamo davanti ad una gran dose di ignoranza oltre che di mala fede”.

Dalla Curva Sud, intanto, si fa sapere che si offre supporto logistico a tutti i tifosi colpiti dal Daspo per poter inoltrare i ricorsi del caso tramite un unico ufficio legale attraverso il numero 389-1852497.

@larena.it


Notte A Sbafo

Con tutti i soldi che si sta facendo moratti a nostre spese forse qualcuno si è voluto prendere una rivincita personale…

Una notte sullo yacht di Moratti.
A sbafo

Ignoti hanno trascorso una notte consumando prodotti alimentari che erano a bordo dello yacht del presidente dell’Inter

VIAREGGIO – Festino sullo yacht di Massimo Moratti, ma senza il proprietario della barca. Ignoti hanno trascorso una notte consumando prodotti alimentari che erano a bordo dello yacht del presidente dell’Inter, attraccato nel porto di Viareggio. È accaduto nella notte tra lunedì e martedì sull’imbarcazione di 22 metri «Ghilo».

LA SCOPERTA – Solo martedì mattina, la persona incaricata di controllare lo yacht si è resa conto che qualcuno era salito a bordo e facendo un inventario ha visto che era scomparsa parte dei prodotti alimentari ed era sparita una cassetta con gli attrezzi. Sull’episodio indagano i carabinieri di Viareggio che hanno trovato delle impronte digitali, inviate subito al Racis.

@corriere.it


E’ tornato il casmssssnsnsnssnhsjhsjssss

La violenza arriva nell’hockey
Milano, trasferte vietate ai tifosi

Non c’è solo il calcio: il Casms (il Comitato del ministero dell’Interno) proibisce ai tifosi rossoblù di andare a vedere tre partite in Alto Adige del campionato di A2. Lo scorso 18 dicembre, una trentina di ultrà aveva fatto irruzione nello spogliatoio dell’Egna picchiando giocatori e allenatore

MILANO – Dopo le botte di Natale, un Capodanno senza trasferte per i tifosi del Milano Rossoblu, squadra di A2 di hockey ghiaccio. Stavolta il Casms, il famoso – o famigerato – Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive del Ministero dell’Interno, ha preso delle decisioni su gare extra-calcistiche. E ha vietato alla tifoseria ospite, quella di Milano, prima la partita sul campo del Caldaro, poi quelle a Bolzano ed Egna. Era soprattutto questo il match più a rischio, visto che all’andata, lo scorso 18, una trentina di sedicenti ultrà rossoblù aveva fatto irruzione nello spogliatoio degli avversari, che stavano festeggiando una vittoria ai rigori, e avevano menato botte da orbi. Risultato: due dita rotte dell’allenatore Rob Wilson e varie contusioni dell’accompagnatore Thomas Lazzari, che oggi hanno anche sporto denuncia per lesioni contro ignoti, che hanno cercato di identificare grazie a una serie di fotografie messegli sotto il naso in Questura. “Mentre noi – dice il presidente della società altoatesina, Ivo Visintin – abbiamo presentato denuncia per furto: gli ultrà gli hanno rubato 29 stecche da hockey, per un totale di 8700 euro, con le quali hanno rotto i vetri e le porte per aggredire i nostri uomini”.

Un episodio inaudito anche in uno sport, l’hockey, dove certo le botte non vengono risparmiate. Ma normalmente tutto rimane in pista e a match finito amici come prima. Normalmente non vuol dire sempre, in effetti: negli ultimi anni un paio di ex sono stati salutati dai tifosi di Milano con uno schiaffo e con un colpo di stampella quando sono tornati al palazzetto dell’Agorà da avversari. Ma un conto sono episodi così, comunque gravi, un altro è fare irruzione nello spogliatoio dell’altra squadra e menare botte da orbi (motivo scatenante, si dice, un dito medio esibito dal portiere avversario a fine match). E questo rischia di costare caro ai tifosi dell’hockey, ora impossibilitati alle prossime trasferte, ma anche alla società Milano Rossoblu: il procuratore della Federghiaccio Walter Andriolo sta proseguendo le indagini, rese più difficile dal fatto che gli arbitri del match non hanno scritto una sola riga sull’episodio, visto che erano già all’interno del proprio spogliatoio. A lavoro completato passerà tutto al giudice sportivo. Le richieste dell’Egna sono chiare e durissime: “Il minimo è che sia chiuso il campo di Milano da qui a fine stagione – dice Visintin – ma chiediamo anche l’esclusione della squadra dal campionato. Mi spiace che per pochi idioti debbano pagare tutti, ma non vedo alternative”.

LUIGI BOLOGNINI @repubblica.it