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Ancora Calcioscommesse

Ancora calcioscommesse, 17 arrestati

«Sospetti su tre incontri di A 2010/11»
In carcere Doni, che ha tentato la fuga, e Sartor.

I pm: «Le manipolazioni erano ancora in atto»

MILANO – Una nuova ondata di arresti, sospetti su tre gare di A della scorsa stagione e, nel mirino degli inquirenti, una organizzazione criminale planetaria con base a Singapore e “galoppini” in mezzo mondo, un giro illegale di affari di cinrca 90 miliardi di dollari solo in Asia. È questo il quadro della nuova tranche dell’inchiesta sul calcioscommesse della procura di Cremona. Diciassette le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip Guido Salvini ed eseguite dagli uomini delle squadre mobili di Cremona, Brescia e Bologna e del Servizio centrale operativo della Polizia. In manette, tra gli altri, anche cinque calciatori tra cui l’ex capitano dell’Atalanta Cristiano Doni (che al momento dell’arresto avrebbe tentato la fuga) e Luigi Sartor, il difensore dal passato nobile con le maglie di Juve, Inter, Roma e anche con quella della Nazionale. Gli arresti, ha spiegato la procura di Cremona, si sono resi necessari «anche perché la manipolazione delle partite» era ancora in atto. Le gare di A della stagione 2010-2011 alterate sarebbero Brescia-Bari, Brescia-Lecce e Napoli-Sampdoria. Nessuno dei tre match figurava nella lista delle 38 partite segnalate lo scorso giugno dai Monopoli di Stato alla Procura di Cremona e su cui si erano registrati flussi anomali di scommesse.
Il procuratore: «Un sistema collaudato»
«MANIPOLAZIONE IN ATTO» – Il procuratore della Repubblica di Cremona Roberto Di Martino, nel corso di una conferenza stampa sulla seconda trance dell’inchiesta sul calcioscommesse, ha spiegato che a denunciare il tentativo di corruzione prima alla giustizia sportiva e poi a quella ordinaria, è stato un calciatore del Gubbio che avrebbe riferito di essere stato avvicinato dall’ex calciatore Alessandro Zamperini che gli avrebbe offerto 200mila euro da distribuire tra quattro giocatori. La combine non ci fu e Zamperini è ora finito in manette. «Questa indagine non è un punto di arrivo ma è un punto di partenza, la base per sviluppare ancora di più le investigazioni in chiave internazionale, nella speranza di aver bloccato un’organizzazione e contribuito alla pulizia del gioco del calcio per evitare il sospetto che si sia qualcosa dietro anche quando questo non c’è» ha proseguito il procuratore, che ha concluso affermando: «Speriamo di arginare ulteriormente il fenomeno».

INQUINAMENTO DELLE PROVE – Doni è stato arrestato per il pericolo di inquinamento delle prove. Il giocatore avrebbe tentato la fuga all’alba quando i poliziotti sono andati ad arrestarlo. Doni dopo aver aperto la porta agli agenti avrebbe tentato di raggiungere il garage ma è stato bloccato. Secondo l’accusa sarebbe coinvolto nella combine di almeno tre incontri dell’Atalanta del campionato di serie B dell’anno scorso. Il calciatore è già stato sospeso per tre anni dalla giustizia sportiva dopo che la prima fase dell’indagine della procura di Cremona, a giugno scorso, aveva portato alla luce un suo coinvolgimento. Secondo l’accusa Doni deve andare in carcere perché, assieme ad Antonio Benfenati (gestore di uno stabilimento di Cervia) e all’ex preparatore atletico del Ravenna, Nicola Santoni, sarebbe coinvolto nella combine di alcune partite del campionato scorso dell’Atalanta. Doni, inoltre, da quanto si è saputo, avrebbe anche pagato parte della parcella dell’avvocato di Santoni, per il timore che questi parlasse agli inquirenti. Insieme con Santoni Doni avrebbe anche ipotizzato di alterare i dati dell’iPhone dello stesso avvocato, sequestrato nell’estate scorsa nell’ambito dell’inchiesta, cambiando la password con un computer.

REFERENTI – Oltre a Doni, sono finiti in carcere perché coinvolti nella combine delle partite gli ex giocatori Luigi Sartor (Parma, Vicenza, Inter e Roma) e Alessandro Zamperini (serie B, Lega Pro). In manette anche altri due calciatori ancora in attività: Carlo Gervasoni del Piacenza (attualmente sospeso) e Filippo Carobbio dello Spezia. I giocatori e gli ex, sostiene la procura di Cremona, sarebbero i referenti nel nostro paese dell’organizzazione, con il vertice a Singapore, dedita ad alterare i risultati delle partite. I quattro sarebbero stati corrotti per falsare i risultati degli incontri su cui l’organizzazione aveva scommesso forti somme di denaro.

SECONDA TRANCHE – L’operazione della polizia costituisce la seconda tranche dell’inchiesta della procura di Cremona «Last bet» che a giugno scorso ha portato in carcere 16 persone tra cui l’ex giocatore della nazionale, Beppe Signori e altri calciatori come Paoloni, Sommese e Micolucci. I 17 indagati, secondo l’accusa appartenenti a un’organizzazione criminale che truccava gli incontri, devono rispondere a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e frode sportiva: sarebbero «diverse» le partite alterate dei campionati 2009-2010 e 2010-2011 di serie B, secondo quanto accertato dalla polizia nell’ambito dell’indagine sul calcioscommesse. All’inchiesta hanno partecipato anche le squadre mobili di Venezia, Bari e Lecce.

A EST – Il vertice dell’organizzazione sarebbe a Singapore e le basi operative nell’Europa dell’Est. Secondo la procura di Cremona, al vertice c’era un certo Eng Tan Seet, detto «Dan», che attraverso una rete di collaboratori a Singapore e nell’Europa dell’est lavorava per alterare incontri nei campionati italiani e in altri Paesi. Le puntate relative alle scommesse sulle partite combinate, hanno inoltre accertato gli investigatori, venivano effettuate su siti internet collocati prevalentemente in Asia e ritenuti più sicuri per evitare eventuali controlli sulle giocate.

Redazione Online @corriere.it

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