Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Stadi Desolatamente Vuoti

Stadi vuoti? Per Beretta
la serie A va al massimo

Nel corso di un intervenuto su Gr Parlamento a “La Politica nel pallone“ il presidente della Lega Serie A, Maurizio Beretta, ha chiesto l’apertura di un tavolo che riscriva le regole del calcio (QUI i particolari).

In merito all’appeal del campionato di serie A Tim e all’affluenza degli spettatori negli stadi, Beretta ha espresso le sue idee (più o meno condivisibili, ndr*): “Nel 2012 si continuerà a confermare il grande interesse che il calcio italiano di serie A è in grado di suscitare e lo vediamo in questa finestra dell’ultima fase del 2011. Ormai stabilmente abbiamo 23-24mila spettatori allo stadio e per ogni giornata, che si articola in anticipi e posticipi, siamo largamente al di sopra dei 9 milioni di spettatori medi per turno di campionato di coloro che guardano il calcio dal vivo e in tv. Un fenomeno di qualità che ha interesse di massa trasversale con pochissime eguali.

@calciopress

se poi andiamo ad analizzare il sabato calcistico italiano scopriamo che a dire la verita i dati di Beretta sono come al solita taroccati

Calcio a pezzi,
un malinconico sabato italiano

(Calciopress – Sergio Mutolo) Si tiene oggi a Roma un interessante convegno organizzato da SportEquality (QUI i particolari).  Un meeting a tutto tondo sui problemi con i quali si deve confrontare il calcio italiano del terzo millennio.

La discussione affronterà molti temi caldi. Si parlerà di diritti tv, costruzione dei nuovi stadi, leggi sulla tutela dei marchi, format dei campionati (QUI una riflessione di Calciopress), rilancio dei vivai e quant’altro. Il parterre è ricco di nomi altisonanti. Ci saranno Abete, Abodi e Macalli. Non ci sarà la serie A di Beretta, chiusa nel suo splendido (?) isolamento.

Si cercherà di trovare il bandolo di una matassa che si sta facendo sempre più ingarbugliata. Si proverà a tracciare un percorso di riforme in grado di rendere migliore (meno peggiore?) un sistema che sembra avvitarsi su se stesso.

Sarebbe utile capire le ragioni per le quali le pay tv vietano la domenica di fare calcio ad alto livello in Italia e si ingegnano a spalmare il maggior numero possibile di partite in anticipi e posticipi nei giorni e negli orari più strampalati.

Sarebbe interessante spiegare perché gli stadi della serie A siano sempre vuoti o mezzi vuoti e come mai nessuno fa nulla per provare a riempirli. Come se i tifosi non fossero più il pilastro su cui si regge tutto il sistema.

Paradigmatici in questo senso gli anticipi giocati sabato 10 dicembre per la 15a giornata del campionato di serie A Tim. Analizziamo i numeri degli spettatori paganti. Roba da mettersi le mani nei capelli: Inter-Fiorentina (39.917), Siena-Genoa (9.190), Lecce-Lazio (6.846) e Palermo-Cesena (18.474).

La media della giornata è stata di 18.606 presenze per gara. Di gran lunga inferiore a quella, già mediocre (23.000), registrata finora da quello che un tempo era il campionato più bello del mondo. Cui prodest?

Non sarà forse che il sabato italiano è del tutto diverso da quello inglesche le televisioni a pagamento, con la connivenza dei club e in spregio agli interessi di tifosi (e abbonati), continuano pervicacemente a scimmiottare?

@calciopress

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