Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Salame Contaminato

Stanco dei furti, agricoltore mette veleno
nei salami: è allarme in tutto il Polesine

Nel quintale di insaccati rubati all’uomo di Canaro ce ne sono
tre pericolosamente adulterati con una sostanza tossica

ROVIGO – Stanco di subire il furto dei salami che custodiva gelosamente e che in questo periodo dell’anno sono autentiche e tradizionali prelibatezze, ne ha avvelenati tre per “farla pagare”. Ma l’altro giorno i ladri sono entrati nuovamente in azione e ora in giro ci sono questi insaccati pericolosamente adulterati da una sostanza tossica che i carabinieri definiscono «per volpi tipo “Curatel”», in quantità che al momento non è possibile sapere.

Protagonista dell’insolita vicenda è un anziano che vive a Canaro, paesino del Medio Polesine lungo il Po. Verso le 12.30 di domenica ai carabinieri della locale stazione arriva da parte dell’uomo la segnalazione-denuncia del furto.

Sembra uno dei colpi che spesso avvengono in questa stagione nelle case di campagna del Polesine dove, all’arrivo dell’inverno viene ucciso il maiale allevato durante l’anno e in apposite stanze sono gelosamente posti a stagionare salami da taglio, cotechini, bondole e salsicce che poi finiscono su tavole ben imbandite.

Invece l’anziano svela un pericoloso retroscena. Tre salami li aveva adulterati perchè stanco di subire furti ogni anno, l’ultimo addirittura un paio di settimane prima. Così in giro, nel quintale di insaccati rubati all’uomo di Canaro, ci sono anche i tre pezzi avvelenati.

Immediatamente i carabinieri della stazione di Canaro avvertono il magistrato di turno, Stefano Longhi. L’anziano appare attendibile, perchè la sua intenzione sarebbe stata solo quella di dare una lezione ai ladri. Così scatta l’allarme. In accordo con il magistrato sono allertati gli ospedali di Rovigo e Trecenta, ma anche quelli della vicina provincia di Ferrara e del Padovano.

«La situazione viene costantemente seguita e monitorata e i carabinieri sono pronti a diramare ulteriori informazioni nel caso si verifichino casi di avvelenamenti di persone o se l’allarme dovesse rientrare – dice il sostituto Longhi -. Non creiamo allarmismi, per il momento il consiglio è di non mangiare alcun insaccato di provenienza incerta».

Paolo Ponzetti @gazzettino.it

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