Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Prove tecniche di repressione

Multe ai tifosi seduti in un
posto diverso da quello del biglietto

PISA. E’ di nuovo polemica. E rischia di trascinarsi dietro nuove denunce, nuove arrabbiature, nuovi allontanamenti dallo stadio.
A Pisa, diversi tifosi della curva Nord sono stati multati (la notifica è stata fatta dalla polizia) perché nell’ultima gara casalinga – che fra l’altro era stata contraddistinta dall’esposizione di uno striscione contro il decreto Amato e la polizia (che hanno portato a tre Daspo e 5mila euro di multa anche al Pisa Calcio) – sono stati inquadrati dalla telecamere in posti diversi da quelli che erano stati loro assegnati. Gli stessi ultrà hanno reso pubblica la cosa, allegando in un volantino la copia di una delle multe. La partita incriminata, per la cronaca, è quella tra il Pisa e il Mantova.
«Nel corso della consultazione dei filmati video effettuati durante l’incontro Pisa-Mantova – si legge – dai quali sono state successivamente estrapolate le immagini fotografiche dal personale del locale Gabinetto di Polizia Scientifica, accertavano che il nominato in oggetto, che doveva occupare il posto a lui assegnato nel settore… fila… poltrona nr.. in realtà veniva ripreso al lato del boccaporto sottostante posto tra i settore R e Z, violando l’art.1 septies comma 2 della Legge 88/2003», eccetera. La norma violata prevede la sanzione da 100 a 500 euro: è ammesso il pagamento in misura ridotta di € 167,00. Ma «il pagamento non esclude l’applicazione del divieto e delle prescrizioni di cui all’art. 6 L. 401/1989 (Daspo)».
La Questura pisana spiega: «Si parla tanto dei successi ottenuti negli stadi inglesi nell’azione di contrasto alla violenza dei tifosi, e allora se si vuole anche qui ottenere risultati apprezzabili bisogna adottare questi provvedimenti che peraltro ci risulta essere già stati adottati in altre città». La legge è oggettivamente chiara: multa, allontanamento dallo stadio ed eventualmente denuncia e Daspo (ovvero espulsione da tutti gli stadi per un periodo da 1 a 5 anni) sono le conseguenze previste per la violazione delle norme sulla sicurezza degli stadi. Fra queste violazioni, non ci sono solo gli atti di volenza. Ma anche l’esposizione di bandiere o striscioni politici o comunque non autorizzati, o anche l’abbandono del posto assegnato. Che non è un bizantinismo: chi va allo stadio viene fotografato e identificato tramite il posto nominativo, per cui se da un determinato posto viene ad esempio lanciata una bottiglia, la polizia deve sapere chi c’era lì.
Ma per i tifosi le cose non stanno esattamente in questi termini: «Un conto è punire chi commette atti di violenza – spiegano gli ultrà pisani – un altro è accanirsi davanti a comportamenti che non c’entrano niente con la violenza. In gradinata tantissime famiglie si spostano fra il primo e il secondo tempo per vedere più da vicino dove attacca il Pisa, in curva ci sono i posti dove stanno di solito i gruppi e gli altri dove va gente alla quale non piace cantare. In tutto lo stadio, su 10-12mila persone, saranno un decimo quelli che occupano davvero il posto scritto sul biglietto».
Per gli ultrà pisani, insomma, «siamo all’assurdo. Dopo la libertà di espressione adesso ci vogliono togliere anche il diritto di stare e spostarci dove più ci piace. Dieci mesi fa le diffide per la carta igienica, poi quelle di Verona per lo stendardo che chiedeva giustizia per Gabriele, ora siamo addirittura arrivati a multe e minacce di Daspo per non essere al proprio posto assegnato». Per loro «stanno svuotando il calcio del suo colore, della sua passione. Via striscioni, bandiere e tamburi, multe e minacce: ma tutta questa tolleranza zero serve davvero a rendere gli stadi più sicuri?»

@iltirreno.it

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