Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Verità per Stefano Cucchi

Stefano Cucchi, l’ira della famiglia:
«Il giudice non ascolta i nostri consulenti»

Il pm Vincenzo Barba si è opposto all’audizione in quanto non ancora completato l’esame dei testimoni
ROMA – «La famiglia Cucchi ha sopportato e sta sopportando un onere e un impegno economico al di sopra delle loro possibilità: credo che quanto sta accadendo possa essere difficilmente compreso e accettato». E’ lo sfogo del difensore di parte civile, Fabio Anselmo, legale della famiglia di Stefano Cucchi, tra i corridoi di piazzale Clodio dove oggi l’udienza è durata poco meno di mezz’ora. A scatenare le polemiche la mancata audizione dei consulenti della famiglia Cucchi sulla morte di Stefano, il 31enne fermato il 15 ottobre 2009 per droga e per la cui morte una settimana dopo all’ospedale Sandro Pertinì di Roma sono sotto processo, davanti alla III assise, dodici persone (sei medici, tre infermieri e nonchè tre agenti penitenziari).

Il pm Vincenzo Barba è opposto all’audizione dei consulenti della parte civile in quanto non ancora completato l’esame dei testimoni inseriti nella lista della pubblica accusa (manca l’audizione del tossicologo Iacoppini e del direttore dell’Ufficio detenuti e trattamento del Prap, Claudio Marchiandi, già condannato a due anni dopo il rito abbreviato per la stessa vicenda). Unici due testimoni sentiti: il giornalista Pietro Suber (sul contenuto di alcuni servizi televisivi fatti all’epoca) e un agente della polizia che accompagnò alle celle del tribunale romano un detenuto gambiano, ritenuto testimone oculare della vicenda.

La famiglia: dallo Stato nessuna sensibilità. «Oggi doveva essere il nostro giorno, o meglio il giorno dei nostri cosulenti. I professori Fineschi, Guglielmi, Pomara, Serviddio, Vendemiale sono venuti da lontano per esporre le loro tesi scientifiche. Il pm Barba non ha voluto che parlassero oggi. Possibile che non ci sia un minimo di sensibilità dello Stato nei nostri confronti?» ha detto Giovanni Cucchi, padre di Stefano.
«È inaccettabile quanto successo – ha detto il difensore di parte civile, Fabio Anselmo – Era già noto da dicembre che noi avremmo portato oggi i nostri consulenti. Il pm non ha citato i testi che residuavano della sua lista venendo a dire di aver avuto poco tempo a disposizione per farlo, e ha addirittura negato il consenso a che potessero essere sentiti i nostri medici sollevando i difensori degli imputati dal farlo»

@ilmessaggero

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