Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Giustizia per Federico

Mentre i veri colpevoli autori dell’uccisione di Federico aspettano l’ennesimo processo all’italiana ecco che ci si accanisce con chi filma gli imputati e si colpevolizza chi sfoga la sua rabbia dietro una tastiera e chiede giustizia per Federico…

A processo per aver ripreso
gli imputati dell’omicidio Aldrovandi

Alla sbarra sei videoperatori. Altri hanno già estinto il reato pagando l’oblazione

Ancora un altro processo satellite nella infinita vicenda giudiziaria Aldrovandi. Ieri in tribunale a Ferrara si sono presentati davanti al giudice Diego Matellini sei videoperatori, imputati di inosservanza dei provvedimenti dell’autorità. Il provvedimento era quello emesso dal giudice Francesco Caruso di non riprendere al processo principale (quello di omicidio colposo), allora ancora al primo grado di giudizio, chi aveva negato il permesso di farsi riprendere in volto a fotografi e cameramen.

Quel permesso l’aveva negato, così come gli altri poliziotti condannati e anche diversi testimoni, anche Paolo Forlani, che invece si è visto in televisione nelle successive messe in onda nei tg e nei rotocalchi televisivi della vicenda processuale.
Imputati sono operatori e montatori che lavoravano per Mediaset e Rai. Si tratta di Andrea Pavani e Pier Paolo Lo Conte, Riccardo Filippini, Enrico Cappellari, Alessandro Francesco Gulli e Gianluca Cestari.
In fase di udienza preliminare erano indagati anche altri vide operatori, che hanno preferito estinguere il reato tramite oblazione. per quanto riguarda invece il dibattimento, la prossima udienza si terrà il 18 maggio.

@estense.com

Commentano blog Adrovandi.
Otto denunce, processo anche a Lucera

IL PROCESSO per diffamazione apertosi dopo i messaggi pubblicati da alcuni internauti sul blog dedicato aFederico Aldrovandi, studente ucciso il 25 settembre 2005 e sul cui corpo furono trovate 54 lesioni diverse, non si terrà per intero a Ferrara. Nella città emiliana, la stessa d’origine del ragazzo ucciso 6 anni fa, sarà giudicato solo uno dei nove imputato. Lo ha deciso, ieri, il giudice Diego Mattelini, che ha decretato la propria incompetenza territoriale per quel che attiene la maggioranza degli indagati.

I nove indagati sono, si diceva, accusati di diffamazione. Secondo l’accusa, avrebbero scritto frasi e parole ritenute offensive nei confronti dei quattro poliziotti coinvolti nella morte del ragazzo (Monica Segatto, Enzo POntani, Luca Pollastri, Paolo Forlani – e condannati nei due primi gradi di giudizio, è pendente la Cassazione fissata a giugno. Sono stati loro a sporgere querela dopo aver scrupolosamente scandagliato i commenti) e di un quinto ispettore, dirigente di polizia giudiziaria. Tra gli otto, c’è anche una Lucerina, Diletta Di Giovine. Il fascicolo su di lei, dunque, passerà ora alla Procura diretta da Domenico Seccia.

Il giudice non ha accolto la tesi della Procura secondo cui – come avviene per la diffamazione a mezzo stampa – la diffamazione si sarebbe consumata a Ferrara, bensì nei luoghi di residenza dei bloggers.

Il blog su Aldovrandi. Il blog dedicato al giovane, avente kataweb come dominio, nasce a seguito della sua dubbia morte. Ad aprirlo, la madre di Federico che, in poco tempo, attraverso post, ricordi personali, sentenze, ed aiutata da Lino, padre dello studente ferrarese, riesce a diffondere il caso in tutta Italia. Caso che, quattro anni dopo la morte di Carlo Giuliani (2001, durante il G8 di Genova fu raggiunto in testa da un proiettile sparato dal carabiniere Mario Placanica), tornò a porre al centro della discussione la liceità dei mezzi di difesa delle forze dell’ordine. In meno di un anno, il portale web raccolse adesioni e registrazioni. Nacque una vera e propria battaglia mediatica che portò all’apertura del fascicolo per appurare le dinamiche della morte di Federico (sono alla sbarra quattro poliziotti, 3 uomini e una donna).

Le reazioni. Lino Aldrovandi, padre del ragazzo, non pare aver accettato con positività la notizia. Lui che, in fondo, ha sempre trovato di per sé sbagliata l’accensione stesa del processo a carico degli otto. “Mi domando: ‘Quando finirà questa storia assurda e incomprensibile ai miei occhi, delle querele, di persone che oltre ad aver fatto del male, il male peggiore che possa esistere, togliere per sempre l’aria, il respiro ad un figlio, continuano a farne?’”, scrive sulla pagina del blog. Lino prova dolore, dunque, per lo spostamento d’asse di una vicenda che mette alla gogna persone sempre diverse. “Vorrei – scrive – pregare finalmente in pace, con gli occhi e con il cuore sulla tomba di mio figlio, senza dovermi preoccupare di dover ripercorrere, sempre e continuamente, senza sosta, questi terribili 6 anni, che da quella maledetta mattina assassina non si allentano mai, di patimento e sofferenza. Patimento e sofferenza condivise nelle parole dal Giudice che condannò la polizia di indagine di quei tempi di buio per la giustizia”. Il padre del ragazzo manda “un abbraccio ai querelati e uno sguardo alle coscienze di chi vi ha querelato, con questa foto di mio figlio, nell’attesa di quello che verrà”

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...