Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Stadi vuoti: who cares???

Mentre a Roma Di Benedetto ha inaugurato il “Cuore Sole Village” ossia  il villaggio d’intrattenimento pensato per le famiglie, i bambini, le scuole, i tifosi che si dirigono allo stadio. Tutto questo in via Canevaro 

ecco cosa succede pochi metri piu in la ad un padre che forse spinto proprio da questa idea di riportare le famiglie allo stadio decide di portare il proprio figlio di appena 5 anni allo stadio..

Olimpico negato al bimbo di 5 anni
L’Osservatorio: interpretazione rigida

Il bimbo non aveva un documento di identità:
un Roma Store della capitale nega il tagliando al papà
ROMA – L’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive scende in campo sulla vicenda del biglietto negato, per la partita Roma-Bologna di domani, ad un bimbo di cinque anni perchè sprovvisto di documento di identità. È stato il padre del bimbo – secondo quanto racconta il giornale Il Romanista – ad avere il diniego in un Roma Store della Capitale, che si è attenuto alla lettera alle disposizioni della legge Pisanu per il rilascio dei tagliandi di accesso allo stadio. L’Osservatorio esprime il proprio «rammarico» per l’accaduto, «evidentemente determinato da un’interpretazione eccessivamente rigida della normativa di settore». Nell’auspicare che l’AS Roma, «da sempre estremamente sensibile alle politiche di inclusione delle famiglie, possa risolvere il problema» consentendo al bimbo di assistere alla gara, l’Osservatorio annuncia che presto «fornirà ulteriori chiarimenti e direttive sulla vendita dei tagliandi ai minori».

@ilmessaggero

erano presenti invece alcuni tifosi della Roma con uno striscione molto eloquente..

“Trasferte Libere”: il messaggio che  la tifoseria giallorossa hanno voluto esprimere nel corso dell’inaugurazione dell’area “Cuore sole Village”. La manifestazione, silenziosa e assolutamente composta, è durata circa cinque minuti e ha visto gli ultras romanisti posizionarsi difronte al palco dove, da li a poco, il Presidente Mr DiBenedetto avrebbe preso la parola. Al termine lo striscione è stato piegato e i tifosi hanno abbandonato l’area per posizionarsi difronte lo stadio in attesa dell’apertura dei cancelli.

Due anni di digiuno (forzato) dalle trasferte cominciano a farsi sentire, non a caso striscioni dal contenuto simile sono  cominciati a comparire in diverse zone della città di Roma.

@laroma.net

Calcio, quando i tifosi erano il centro del mondo

Chi non lo ha mai tenuto in mano non riuscirà forse a capirla, questa riflessione.
La musica, al tempo dell’iPod, è diventata qualcosa di totalmente diverso. Grande marchingegno, l’iPod, ma non riuscirà mai a trasmettere le sensazioni che emanavano da un disco in vinile.

Giorgio Moroder, compositore altoatesino autore di colonne sonore e vincitore di un Oscar, è una eminenza grigia nel suo campo. Ha detto: “Niente è paragonabile a tenere in mano un disco in vinile, farlo scivolare fuori dalla custodia, soffiare via la polvere, posizionarlo sottola puntina. Nienteequivale a quel frammento di secondo prima che inizi la musica” .

Anche il calcio, a quei tempi, non era il mediocre prodotto in cui si è trasformato nell’era dell’iPod. Una specie di reliquia da custodire con somma cura, non e l’usa e getta in cui è stato clonato. Prepararsi ad assistere a una partita significava farlo con lo stesso atteggiamento sacrale con il quale ci si accingeva all’ascolto di un disco in vinile. Esattamente nel modo in cui lo descrive Moroder, con suadente sintesi.

Il calcio sapeva offrire spettacoli dal sapore magico, come il disco in vinile era in grado di diffondere la sua musica altrettanto fatata.

Due sensazioni da assaporare e godere fino in fondo. Mettersi in movimento verso lo stadio era un po’ come prepararsi ad ascoltare un vinile. Lo scorrere pacato della settimana finiva per essere propedeutico al rito domenicale. Si trascorrevano le giornate con la stessa inusitata leggerezza con la quale ci si apprestava a scartare un microsolco appena comprato.

Tutto è cambiato. Nel modo di ascoltare la musica, di accostarsi al calcio e di vivere la propria stessa vita. Certe riflessioni, se analizzate con gli occhi cinici del terzo millennio dove tutto corre a rotta di collo, hanno qualcosa di patetico. Non è così per chi ha avuto la fortuna di viverli, quei tempi.

Chi ha condiviso il periodo d’oro del vinile e quello altrettanto prezioso di un calcio finito nel dimenticatoio, si trova in grande difficoltà quando deve spiegare ciò che si provava allora e non si riesce più a provare oggi.

Analogie criptiche per chi non ha mai posseduto un giradischi. Eppure dovete crederci. La musica girava intorno e le note scivolavano lievi tra i solchi impolverati del vinile così come una partita di calcio girava tutta intorno alla passione dei tifosi, ormai confinati alla periferia del sistema.

Niente potrà mai equivalere oggi, quando capita di andare a vedere una partita, a “quel frammento di secondo prima” che la nostra squadra del cuore cominci a tirare calci a una palla su un campo da gioco.

@calciopress

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