Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Archivio per febbraio, 2012

Chi Risarcisce i Tifosi???

I tifosi amaranto scrivono al presidente Figc Abete:
“Nessun illecito nel 2006: adesso chi risarcisce l’Arezzo?”

I tifosi dell’Arezzo scrivono alla Federazione. Un lettera firmata dal comitato “Orgoglio Amaranto” per sottolineare il duro trattamento della società del Cavallino dopo la bufera Calciopoli, la penalizzazione e la seguente retrocessione. Nel 2006 l’Arezzo aveva raggiunto l’apice calcistico degli ultimi anni, una risalita tenace dopo le burrasche degli anni ’90. Da allora, con la retrocessione in Lega Pro, l’Arezzo non è più riuscito a sollevarsi, trovandosi oggi in serie D. L’illecito presunto, dicono i tifosi, “è stato clamorosamente sconfessato nel corso del processo penale di Napoli”. E ora i tifosi chiedono giustizia.

Di seguito il testo integrale della missiva indirizzata al presidente Giancarlo Abete.

Spett.le Presidente Giancarlo Abete,
con questa lettera e con la raccolta firme che le alleghiamo vogliamo esprimere il disappunto e lo sdegno di un’intera città per il trattamento ricevuto dalla nostra società di calcio nell’estate del 2006. L’Associazione Calcio Arezzo, all’epoca in serie B, fu condannata dalla giustizia sportiva a una penalizzazione severa di 6 punti senza che nessun suo tesserato o dirigente fosse coinvolto in intercettazioni telefoniche né sottoposto ai processi dei tribunali competenti. “Illecito presunto”: questo il capo d’accusa che costò all’Arezzo la decurtazione in classifica e, anche a causa di ciò, la retrocessione in Lega Pro1.
La sanzione, qualche anno più tardi, è stata clamorosamente sconfessata nel corso del processo penale di Napoli, al punto che, come ben saprà, la stessa Federazione Italiana Giuoco Calcio da lei presieduta ha rinunciato alla richiesta di risarcimento danni nei confronti dell’Arezzo. Il legale Tito Lucrezio Milella ha infatti ammesso in Aula che “dal dibattimento non sono emersi elementi tali da configurare l’irregolarità della partita contro la Salernitana”, quella che originò il procedimento disciplinare contro il club amaranto.
Considerando l’evoluzione dei fatti, ci domandiamo: e ora chi risarcirà la città e i tifosi? Da quella disgraziata vicenda è cominciato il declino del calcio aretino, fino alle estreme conseguenze dell’estate 2010, con la messa in liquidazione della società e la ripartenza dai Dilettanti.
Non è più il tempo di tacere. Troppi torti abbiamo subìto dalla Federazione: dalla radiazione a campionato in corso nel 1993 (unico club a cui non vennero concessi il diritto e la possibilità di concludere la stagione) fino al grottesco coinvolgimento in Calciopoli, con una tifoseria appassionata costretta suo malgrado a recitare il ruolo del capro espiatorio. Il tutto mentre altre società, nemmeno sfiorate da indagini e sanzioni nonostante comportamenti censurabili e censurati dalla Procura Federale, oggi si trincerano dietro la prescrizione.
Nel corso degli anni e dopo gli ultimi scioccanti eventi legati al calcio scommesse, la nostra rabbia e la nostra indignazione sono cresciute ulteriormente. Il calcio nella nostra città è stato oggettivamente azzerato e non intendiamo assistere in silenzio a questo scempio.
Abbiamo quindi deciso di alzare la voce e di fare sentire forte il nostro malcontento, che vogliamo comunque mantenere all’interno dei binari della civiltà. E’ questo il motivo della raccolta firme che abbiamo promosso e che rappresenta uno degli ultimi sistemi di protesta democratica in questo Paese.

Alleghiamo alla presente solo una parte delle migliaia di firme di adesione, fra le quali ci piace segnalare quelle del Sindaco della città, Giuseppe Fanfani, di tutti gli assessori della Giunta Comunale e di tutti i membri del Consiglio Comunale.
Arezzo vuole riprendersi la dignità sportiva che è stata cancellata con le sentenze dell’estate del 2006. Noi abbiamo pagato per colpe non nostre, per millanterie di guardalinee frustrati e per spacconate di dirigenti incapaci. E’ forse giustizia questa? E’ giustizia quella che condanna senza un colpevole e senza una prova ma solo sulla base di una presunzione di colpevolezza, peraltro fondata anche su trascrizioni telefoniche errate?
Caro Presidente Abete, Arezzo merita una risposta, merita delle scuse ma soprattutto meritava giustizia, una giustizia che noi ora rivendichiamo con forza.
Attendiamo un suo riscontro concreto, riservandoci la facoltà di percorrere tutte le strade possibili affinché venga fatta luce su una vicenda caratterizzata da troppe e inquietanti zone d’ombra.

Cordiali Saluti

IL COMITATO ORGOGLIO AMARANTO

@arezzonotizie.it


Alcoltest non è a norma

“Alcoltest non è a norma”: donna
vince il ricorso, la Prefettura paga

ROMA – “Alcoltest non a norma”. Questa la motivazione del giudice di Pace che ha invalidato la multa per stato di ebrezza di un’ automobilista. La donna multato ha presentato ricorso ed ha vinto in mancanza del perfetto funzionamento dell’apparecchiatura. La Prefettura inoltre è stata condannata al pagamento delle spese legali. La multa risale al 23 settembre del 2007. Alla donna fu sospesa la patente per 12 mesi e l’obbligo di sottoporsi a visita medica.

Daniele Stoppello, avvocato della donna, richiese la revisione dell’alcoltest e spiega: “Chiedemmo alla Prefettura ha spiegato l’avvocato di poter acquisire la certificazione che attestasse la regolare taratura dell’apparecchiatura alcol test 7110 Mk della polizia stradale. Gli etilometri, secondo quanto previsto da un decreto ministeriale, devono essere sottoposti periodicamente a verifiche e prove secondo le procedure stabilite dal ministero dei Trasporti”.

La sentenza del Giudice di pace afferma: “La prefettura non ha mai dato seguito alla nostra richiesta di visionare la certificazione di quell’alcoltest. L’opposizione è fondata e va accolta. La prefettura di Roma non ha ottemperato alla produzione della certificazione attestante la taratura dell’Alcoltest impiegato dalla polizia Stradale, omettendo di provare la regolarità del procedimento sanzionatorio”. Dunque in mancanza della prova del perfetto funzionamento dell’alcoltest, al giudice non è rimasto altro da fare che annullare l’ordinanza contro la donna.

@blitzquotidiano.it


Sulla strada per… Euro 2012

Buongiorno , mi chiamo R.C.  abito e sono nato a Roma  l’ ……. cell. xxxxx, sono un volontario con una Onlus in difesa degli animali e dell’Ambiente,ma come semplice cittadino e tifoso sono andato ad assistere il giorno 01/02/2012,all’incontro di calcio di serie A Lazio – Milan con inizio alle 20.45,ovviamente allo Stadio Olimpico di Roma. Premetto che sono 30 anni che vado allo stadio  e ,  a parte la mia voce od una sciarpa e forse una bandiera, non ho mai fatto  altro all’interno di uno Stadio. Con me ho portato uno striscione ( un lenzuolo di casa ), con su scritto in rosso: “STOP AL MASSACRO PER GLI EUROPEI 2012” ,  in rosso per rappresentare il sangue degli animali di affezione che stanno massacrando in Ucraina , crimine perpetrato per eliminare la piaga dei randagi, che darebbero fastidio ai tifosi che arriveranno per i suddetti Europei. Noi ( cioè anche VOI ) che abbiamo  e amiamo comunque gli animali lo chiamiamo semplicemente : SPECISMO. Lo striscione era in tasca ripiegato e quando sono entrato in tribuna d’onore,non sono stato filtrato,anzi sono stato intervistato all’ingresso della stessa da una TV riguardo il calciomercato della LAZIO; poi a pochi minuti dall’inizio dell’incontro ho esposto per pochi secondi lo stiscione in oggetto, perchè sono stato subito bloccato da alcuni STEWARD,i quali molto gentilmente mi hanno chiesto di levarlo,io molto gentilmente ho chiesto il perchè, loro di contro mi hanno detto che non dovevano darmi spiegazioni e se le avessi volute,dovevo andare al posto di POLIZIA DI STATO, ho accettato e molto tranquillamente sono stato accompagnato al posto di Polizia dello Stadio.
Lì sono stato accolto sempre con molto garbo da  i preposti di turno,i cui nomi sono citati sul verbale allegato,mi sono state chieste le motivazioni  di tale gesto ed ho spiegato che in maniera assolutamente apolitica  e spontanea,avevo arbitrariamente aderito ad una semplice richiesta (TELEVISIVA!!) di alcuni attivisti che si trovano in UCRAINA,di sensibilizzare l’opinione pubblica con degli striscioni negli stadi durante le partite.
Le Autorità, mi hanno fatto presente  le seguenti normativa che regolano l’Attività negli stadi:
1) Non è possibile introdurre striscione non autorizzati.
2) Gli stessi dovrebbero essere scritti in verde o azzurro , ma non rossi o neri poichè colori politici (ahhahahahahahahahhh!!!!).
3) Che le stesse Autorità dipendono dalle Società di calcio che ospita l’evento.

Quindi mi hanno hanno sequestrato lo striscione,fatto degli accertamenti   (sono ovviamente pulito!) ed elevato il verbale  di 172 euro che dovrò pagare entro 60 giorni,poichè questo recitano le nuove disposizioni anti violenza nelle manifestazioni pubbliche, e che avrei dovuto abbandonare lo stadio poichè “..il rapporto con la S.S Lazio era decatuto,in quanto  avevo sfruttato un loro spazio per fini personali o pubblicitari..”  Cornuto e mazziato…

Fortunatamente il buon senso ha prevalso,la partita me l’hanno fatta vedere poichè tutte le persone presenti in quella stanza in fodo erano moralmente solidali con me…, mi hanno raccomandato che avessi esposto un altro striscione,mi sari beccato il DASPO immediatamente e che “sarebbe stato meglio” esporre lo striscione in curva e non in Tribuna Autorità,la multa è rimasta perchè elevata dallo stesso Questore,ma questo lo posso capire perchè se poi la S.S.LAZIO chiedesse spiegazioni,loro si sono cautelati.

Vi espongo questa situazione ,perchè personalmente ritengo che , al di là delle varie leggi,regolamenti etc., credo che il cittadino vada istruito  e non punito dove ci sia la buona fede e la volontà di non offendere ma di difendere, inoltre vorrei che attraverso un vostro servizio magari di Stoppa o di Militello, vengano  allertati  tutti coloro che ingenuamente proveranno come me , a sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo un massacro,crudele ed immotivato. Con stima e simpatia, R.C.”.


Legnano vs Cusago

Far west al termine della partita,
ultras picchiano giornalisti e calciatori

Al termine della partita di Prima Categoria tra Legnano e Cusago, persa dai padroni di casa, un gruppetto di ultras ha aggredito due reporter e l’attaccante ospite Pianta. La società lilla condanna l’episodio

Scene da far west a Legnano al termine della partita del campionato di Prima Categoria girone N, guidato proprio dai legnanesi. I lilla sono stati sconfitti dal Cusago per 2-0 e gli ultras di casa, abituati a ben altre platee (la squadra del capitano Vincenzo Maiolo è fallita al termine dell’estate 2010 e dopo anni di professionismo è ripartita dalla terz’ultima serie dilettantesca) hanno inscenato una protesta vivace e violenta. A farne le spese l’attaccante ospite Pianta, autore del secondo gol e “colpevole di un’esultanza giudicata troppo sopra le righe da un gruppetto di ultras locali: atteso al termine del match nel tunnel che conduce agli spogliatoi, è stato spintonato e colpito al volto con un pugno in faccia. I facinorosi tifosi lilla hanno anche colpito il giornalista Alessandro Luè, reporter di “SetteGiorni”, ricoverato al Pronto Soccorso per curare una ferita al sopracciglio e dolori alla testa. Spintonato anche un altro giornalista, Gea Somazzi. È stata sporta denuncia in commissariato contro ignoti, quattro o cinque in tutto, ultras del Legnano che le forze dell’ordine potranno riconoscere grazie alle immagini di fotografi e telecamere. L’arbitro Regali di Brescia ha assistito alla scena e ha messo tutto a referto, quindi sono attese conseguenze anche per la società. I calciatori del Legnano hanno provato a placare la rabbia dei “tifosi”, senza per altro riuscirci. La società lilla condanna l’accaduto: «L’Asd Legnano Calcio 1913 condanna con fermezza l’inqualificabile episodio verificatosi al termine dell’incontro odierno che ha fatto registrare una vile aggressione ai giornalisti Alessandro Luè e Gea Somazzi da parte di un isolato gruppetto di “tifosi” – si legge nella nota diffusa dal presidente del Legnano Nicolò Zanda -. Nell’esprimere la solidarietà ai giornalisti aggrediti esprime la propria amarezza per gesti che nulla hanno a che vedere con il calcio e procurano soltanto danni sia materiali che d’immagine alla società.L’immagine della società ne esce pesantemente danneggiata e tali atteggiamenti porteranno nelle prossime ore ad attente riflessioni da parte dello staff dirigenziale sulle iniziative da porre in atto».

@varesenews


Striscione Straordinario

FOTO, Napoli, straordinario striscione:
“Il Marsiglia vi ha lavato e ora a “Pocho” a “Pocho” vi stendiamo!”

NAPOLI – Dopo la strepitosa vittoria del Napoli sull’Inter, arriva a “Napoli Magazine”, grazie alla segnalazione di Vincenzo Iaquinangelo, il fantastico striscione realizzato dal suo amico Emanuele Siano: “Il Marsiglia vi ha lavato e ora a “Pocho” a “Pocho” vi stendiamo!”. Fantastico!

@napolimagazine

chissa che ha di straordinario sto striscione???boh…


Panolada Cagliaritana

Uno stadio non agibile e nessuno fa niente per renderlo tale se mai fosse possibile…cosi i tifosi rossoblu dopo la chiusura di parte dell’impianto hanno realizzato una loro particolare protesta…e c’e ancora chi pensa di riempirli questi stadi…

S. Elia, ‘panolada’ di fazzoletti neri
I tifosi: “Vogliamo un nuovo stadio”

‘Panolada’ con fazzoletti neri sugli spalti del Sant’Elia prima dell’inizio di Cagliari-Lecce: è la protesta dei tifosi rossoblù che si lamentano delle condizioni dello stadio e chiedono la realizzazione di un nuovo impianto.

Anche oggi, per problemi di agibilità, sono off limits agli spettatori i settori dei Distinti e della Curva sud: un problema che si trascina ormai dalla gara interna con la Fiorentina dello scorso 22 gennaio.

La mobilitazione è nata nelle settimane scorse su Facebook. Esposto nel settore deserto dei Distinti anche un maxistriscione con la scritta Stadio nuovo subito. In settimana, sempre per questioni legate al progetto del nuovo stadio a Elmas, il presidente Massimo Cellino aveva rassegnato le dimissioni, poi respinte dal Consiglio di amministrazione. “Un atto dovuto”, aveva spiegato il massimo dirigente rossoblù, in seguito alle indagini della Procura avviate a proposito della costruzione, avversata dall’Enac, del nuovo stadio a poca distanza dalle piste dell’aeroporto di Elmas.

@unionesarda


No Tav

Ecco il video delle cariche
contro i No Tav alla stazione di Torino

Qualcuno ricorderà i fatti della scuola Diaz, il sanguinoso epilogo del G8 di Genova 2001 che culminò nel massacro di decine di attivisti da parte di alcuni settori delle forze dell’ordine. Bene a ordinare quell’azione punitiva fu tale Spartaco Mortola che, successivamente, per quei fatti subì due condanne.

Oggi Spartaco Mortola (già, sempre lui) è il capo della polizia ferroviaria di Torino protagonista, ieri, di cariche brutali all’interno della stazione di Torino contro i manifestanti No Tav che tornavano a Milano dopo aver partecipato nel pomeriggio al grande e pacifico corteo di 75.000 persone contro quella che ritengono un’opera inutile, dannosa e costosa. Una carica premeditata, sostengono i No Tav : Arrivati alla stazione di Porta Nuova, infatti, ad attenderli c’erano le forze dell’ordine schierate in tenuta anti sommossa.

Ecco il video delle cariche

@violapost