Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Giustizia All’italiana

Una madre che chiede giustizia per l’assurda morte del figlio non può avere pace perchè il pm dell’inchiesta si sente offesa dalle dichiarazioni della madre del ragazzo…

La madre di Federico Aldrovandi
a processo per diffamazione

Patrizia Moretti sarà chiamata in Tribunale a Mantova per rispondere del reato confronti della pm Mariaemanuela Guerra, prima titolare delle indagini sulla morte del 18enne dopo un intervento di polizia. Alla sbarra anche tre giornalisti della Nuova Ferrara

Patrizia Moretti, la madre di Federico Aldrovandi, sarà chiamata al tribunale di Mantova per rispondere del reato di diffamazione nei confronti di Mariaemanuela Guerra, il primo pm che si occupò delle indagini sulla morte del 18enne ferrarese, deceduto in seguito a un intervento della polizia. Imputati con lei anche i giornalisti della Nuova Ferrara che riportarono le sue critiche alle indagini: il direttore Paolo Boldrini, Daniele Predieri e Marco Zavagli. Quest’ultimo, tra l’altro, estraneo perchè non è l’autore di uno degli articoli contestati, scritto in realtà dalla giornalista Alessandra Mura. Il nome di Zavagli compare però nei capi di imputazione (tre contestati) per quello che la difesa considera un errore giudiziario già fatto notare (inutilmente) in sede di udienza preliminare. Il processo inizierà il 1° marzo.

La morte di Federico. 
Quando il 25 settembre 2005 Federico Aldrovandi perse la vita aveva 18 anni; stava rientrando da una serata con gli amici. Gli agenti raccontarono di essere stati aggrediti, mentre secondo l’accusa il cuore del giovane cedette per uno dei colpi inferti dalla polizia. Nel 2009 e nel giugno 2011 le sentenze di primo e secondo grado, che hanno visto la condanna degli agenti a tre anni e sei mesi.

L’inizio delle indagini. La pm Mariaemanuela Guerra lasciò l’inchiesta

per motivi ‘personali e familiari’; prese il suo posto il pubblico ministero Nicola Proto che ha condotto l’indagine portando a processo i quattro agenti.

“Diffamazione nei confronti del pm”. Moretti e i cronisti della Nuova Ferrara sono chiamati al tribunale di Mantova perché è nella città lombarda che si stampa il quotidiano. Gli imputati, secondo i capi d’accusa, avrebbero offeso la reputazione professionale e personale della pm Guerra e per questi motivi si è costituita parte civile, solo nei confronti del quotidiano La Nuova Ferrara chiedendo almeno 300mila euro di danni. Somma che si aggiunge alla richiesta di un altro milione e mezzo di danni nel processo civile in calendario il 21 marzo davanti al Tribunale di Ancona.

La tesi della difesa.
 L’eccezione che solleverà la difesa del quotidiano ferrarese, sta nel fatto che parole, critiche e commenti di Patrizia Moretti sulla carenza delle indagini e sull’operato della pm Guerra nei primi mesi dell’inchiesta, si possono leggere nelle motivazioni delle sentenze dei giudici di primo e secondo grado di Ferrara e Bologna, e di altri giudici che hanno processato e condannato altri poliziotti per depistaggi e omissioni.

Moretti: “Triste, delusa”.
 Patrizia Moretti scrive sul blog dedicato al figlio Federico lo sconforto di queste ore. “Quasi non riesco neanche più ad essere arrabbiata, sono soprattutto triste, delusa, affranta da tutto questo – scrive – Ma questo è niente rispetto all’assenza di Federico. Ma che cosa si vuole dimostrare con questa querela? Ormai tutti sanno come sono andate le cose. E’ scritto su almeno 3 sentenze e in 6 anni di cronaca. Basta”.

@repubblica.it

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