Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

We are Anonymous

Anonymous attacca il sito di Paniz
Che si difende: «Tradita la memoria del Vajont»

Il deputato Pdl: «Diffamato in maniera sistematica»
Dopo una sua denuncia, oscurato un sito sul disastro

Il termine tecnico è «defacing». Il volto mascherato simbolo di Anonymous è apparso nel pomeriggio di sabato sulla schermata del sito del deputato Pdl Maurizio Paniz: «Salve Maurizio Paniz, piacere di conoscerla. We are Anonymous». Si legge nel messaggio che per qualche ora ha campeggiato sull’home page, rimasta comunque inattiva per il resto della giornata. L’incursione informatica è la reazione degli hacker italiani all’oscuramento del sito Vajont.info, disposto dal gip di Belluno Aldo Giancotti su richiesta proprio di Paniz. Il sito conteneva una definizione pesantemente sarcastica del deputato Pdl e del suo collega Domenico Scilipoti. Per giunta l’autore, Tiziano Dal Farra, è già stato querelato almeno altre sei volte da Paniz. Circostanza che per il magistrato «rende più consistente il periculum in mora».
IL TRADIMENTO DEL VAJONT – Per Paniz Vajont.info non ha nulla a che vedere con il disastro del 1963 in cui persero la vita 1918 persone. «Conteneva solo alcuni dati gettati alla rinfusa – spiega l’onorevole – per il resto era un paravento per poter continuare ad insultarmi. Dal Farra non può essere assolutamente considerato come uno storico del Vajont, basta chiedere a chiunque a Longarone». Lo studio di Paniz è stato inondato di lettere di proteste. Al punto da sentirsi due volte penalizzato da questa vicenda: «La persona in questione – continua – è stato condannato e querelato più volte per diffamazione, eppure si fa beffe delle sentenze e dei provvedimenti giudiziari. E continua nella sua azione diffamatoria aprendo siti anche all’estero. Quest’ultimo sito oscurato è stato ad esempio aperto in Arizona. E a quanto ha già dichiarato continuerà ad aprirne ovunque nel mondo. Altri suoi siti sono stati chiusi, ma continuava ad aprirne di nuovi. La chiusura del provider è la conseguenza di questa inconcepibile ostinazione».

LA REPLICA DEL BLOGGER – Il sito Vajont.info, ancora visibile per chi ad esempio si collega dall’estero, è introdotto da una copertina con una serie di dati sulle vicende giudiziarie di Dal Farra. In qualche caso l’autore commenta in modo colorito. E poi c’è il titoletto offensivo, quello per cui è stato disposto l’oscuramento. Ma quasi tutte le altre pagine, per 3,5 giga di materiali archiviati tra foto, documenti, e ricostruzioni storiche, sono dedicate alla tragedia del Vajont. «Io denuncio con fatti circostanziati e provati – spiega Dal Forra – quello che dal mio punto di vista è successo negli ultimi anni a Longarone. Per le mie affermazioni in due casi sono stato processato e condannato, ma per la pena minima. E ormai ho deciso di andare fino in fondo. Non ho paura delle denunce dell’onorevole Paniz e non è vero che non ho obbedito ai provvedimenti dei giudici. I processi che ne scaturiranno serviranno a dimostrare la verità di quanto sostengo».

IL COMUNICATO – Anonymous Italia ha subito preso le parti del blogger, e con un comunicato ha spiegato il senso della propria azione di protesta: «Siamo alle prove generali per l’affermazione di un pensiero unico in Italia. Il diritto degli “scilipoti e paniz” viene tenuto in considerazione sopra al diritto di migliaia di utenti».

@corriere.it

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