Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Cagliari vs Catania

Il Comune spende 200mila euro e Cellino lo beffa:
Cagliari-Catania a Trieste

Ora è ufficiale: anche la prossima gara interna del Cagliari, contro il Catania, si giocherà a Trieste e e non al Sant’Elia. Lo ha deciso pochi minuti fa la Lega calcio dopo avere ricevuto la richiesta del Cagliari. Spostata anche la data della partita, che inizialmente doveva giocarsi al Sant’Elia domenica 15 aprile alle 15. E che invece verrà disputata allo stadio Nereo Rocco di Trieste lunedì 16 alle 20,45. Inutile sottolineare che questa notizia rende ancora più tesi i rapporti tra il Cagliari e il Comune. Polemica già fortissima con Giovanni Dore dell’Idv che attacca su Facebook: “Voilà, nonostante i 200mila euro spesi dal Comune per sistemare lo stadio privo di manutenzione da 10 anni da parte della Cagliari calcio, i tifosi si dovranno accomodare pure…a Trieste!”.

@castedduonline

e di riempire gli stadi ormai non parla piu nessuno…20 mila spettatori per un Cagliari Inter…scommettiamo che per Cagliari Catania di lunedi sera nemmeno si arriverà a duemila???

TRIESTE Stadio praticamente esaurito. Oltre ventimila spettatori sulle tribune del «Nereo Rocco». E la solita frangia di tifosi sensibile al presidente Cellino, che non ha perso occasione per insultare il sindaco Zedda. Ieri non sono mancate le polemiche sul braccio di ferro che il patron del Cagliari ha ingaggiato col primo cittadino, anche se la giornata sportiva le ha lasciate sullo sfondo per alcune ore. L’accoglienza della città alla squadra e ai suoi tifosi è stata delle più simpatiche. Le bandiere dei quattro mori campeggiavano in più parti dell’impianto. In Piazza Unità d’Italia un grande striscione beneaugurante: «Benvenuti agli amici sardi». Sciarpe e magliette rossoblù non si contavano. Tifosi sardi sono arrivati addirittura tra Firenze per vedere la squadra, come la signora Luisa. «Sono nata a Quartucciu, vivo in Toscana da oltre vent’anni e non ho voluto perdere questa occasione. Sto incontrando tanti sardi, che emozione». Intorno all’impianto si respirava un clima di festa, complice anche la giornata primaverile. I cori e gli insulti lo hanno guastato quasi subito. Proprio mentre Cellino sperava nel colpaccio calcistico, la polemica sullo stadio riprendeva vigore, e proprio per “merito” del presidente del Cagliari, che nei giorni scorsi aveva inviato una diffida al Comune di Elmas, intimando il sindaco Walter Piscedda a dare corso «in modo sollecito e coordinato» all’accordo di programma per la realizzazione dello stadio a Santa Caterina. Insomma, il patto di ferro tra Elmas e Cellino si è rotto. Un «mistero buffo», lo definiscono i consiglieri comunali di opposizione. «Probabilmente l’intervento della Procura della Repubblica – ricorda in una nota la consigliera comunale Giulia Suella – ha scatenato un clima da “si salvi chi può” che ha separato di fatto i diversi interessi dei partecipanti al progetto». La vicenda dello stadio a Elmas infatti vede indagato per abuso d’ufficio (in concorso col sindaco) e tentata estorsione lo stesso presidente del Cagliari, interrogato a metà febbraio per cinque ore dal pm Emanuele Secci. Per Elmas sembrava tutto pronto, con Regione e Provincia perfettamente allineate con Cellino, il Comune grande sponsor e solo l’Enac (lo stadio sarebbe a pochi metri dalla recinzione dell’aeroporto) a far il bastian contrario. Ora l’armonia si è spezzata, proprio quando con Zedda si apriva la disfida sul Sant’Elia. Sul futuro stadio a San Paolo è intervenuto anche il consigliere comunale e regionale Pdl Edoardo Tocco. «San Paolo è una scelta senza logica. I contendenti facciano un passo indietro e pensino a rimettere in sesto il Sant’Elia». Insomma, sul futuro dello stadio grande è la confusione sopra il terreno di gioco. Per adesso si sa che la partita di lunedì 16 aprile, contro il Catania, formalmente in casa, si giocherà al 99 per cento ancora al «Nereo Rocco». Il resto è nebuloso (r.m.).

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