Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Archivio per maggio, 2012

Il vizietto di Gigi

Le scommesse milionarie di Buffon
Assegni per 1,5 milioni a una ricevitoria

Quattordici assegni staccati da gennaio a settembre del 2010 Indagini della Finanza sulle puntate del portiere

CREMONA – Quattordici assegni per un importo complessivo di 1 milione e 580 mila euro; quattordici assegni che portano la firma del portiere della nazionale Gianluigi Buffon e che arrivano a una tabaccheria di Parma che funziona anche come ricevitoria per scommesse sportive: il clamoroso episodio è agli atti dell’inchiesta sul calcio scommesse di Cremona ma questa volta non si tratta di una millanteria. Lo sostiene invece un rapporto del nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza di Torino.

SCOMMESSE SU PARTITE? – La procura del capoluogo piemontese, sulla base di questo rapporto chiede a Cremona la trasmissione di una serie di atti giudiziari. I magistrati torinesi hanno infatti in corso accertamenti su alcuni ingenti movimenti di denaro effettuati dal capitano della Nazionale e della Juventus che potrebbero essere serviti a puntate su competizioni sportive, attività espressamente proibiti per ogni tesserato della Federcalcio.

GENNAIO E SETTEMBRE 2010 – In particolare la Finanza di Torino avrebbe verificato l’emissione da parte del calciatore di assegni per importi tra i 50mila e i 200mila euro tutti destinati al titolare di una tabaccheria di Parma (città in cui l’ex campione del mondo ha giocato prima di approdare a Torino) di cui è titolare Massimo Alfieri. La somma complessiva movimentata è appunto 1 milione e 580mila euro e gli assegni vengono tutti staccati tra il gennaio e il settembre del 2010. Il rapporto delle Fiamme Gialle sottolinea che il giocatore “era già stato oggetto di segnalazioni sospette” analoghe a quelle attuali e intestati ad amici di Buffon. Dai movimenti dei conti della tabaccheria emergerebbe inoltre che, a fronte dei soldi trasferiti dal portiere bianconero.

ACQUISTO DI IMMOBILI – Partono quasi in contemporanea addebiti a favore della Lottomatica. Sempre la stessa informativa specifica che i legali di Buffon hanno giustificato questi spostamenti valutari come «trasferimenti di denaro volti a tutelare il patrimonio personale di Buffon» e ha accennato all’esistenza di una società fiduciaria e all’acquisto di immobili a Parma «senza tuttavia specificare l’esistenza di scritture private o atti di compravendita».

INTERCETTAZIONE AMBIENTALE – Conclusione? «Non è impossibile escludere a priori – ecco un altro passo del documento – che il soggetto abbia posto in essere un’intensa attività finanziaria finalizzata al mondo delle scommesse sportive». La richiesta avanzata dai pm di Torino ai colleghi di Cremona prende spunto da una intercettazione ambientale risalente all’anno passato. In essa si sente Nicola Santoni, ex calciatore e indagato a Cremona, raccontare a un amico che Buffon, Cannavaro e Gattuso sono notoriamente dediti a scommesse sportive. Interrogato a tal proposito Santoni aveva detto che quelle parole erano semplici millanteria. Ma ora i magistrati vogliono andare più a fondo.

«AMAREGGIATO PER L’IMBOSCATA» – L’avvocato di Buffon, Marco Valerio Corini, in un’intervista a Radio Manà Manà Sport ha escluso ogni rilevanza penale per la vicenda: «Gigi è amareggiato per l’imboscata dopo la conferenza stampa Coverciano. Una cosa molto chiara da sottolineare è che l’informativa della Gdf sottolinea come sia un istituto di credito ad ipotizzare che alcune liquidità possano essere oggetto di scommesse vietate. Stiamo parlando di un’ipotesi che è stata coltivata da una banca ma che non è stata raccolta da nessun accertamento dalla Gdf nel 2010».

ALBERTINI: «SIAMO STUFI» – La Nazionale parte per Zurigo e Demetrio Albertini, dirigente federale, commenta all’agenzia Ansa: «Vorremmo che della Nazionale si parlasse per quello che fa sul campo. Ancora oggi ho dovuto chiarire che la posizione di Bonucci è diversa da quella di Criscito. Per Buffon ha parlato il suo avvocato: si tratta di accertamenti, di ipotesi, di sospetti. Le stesse notizie che abbiamo letto in questi minuti precisano che il nostro portiere non è indagato. Siamo stufi. Semmai – ha concluso Albertini – per qualsiasi giocatore ci saranno cose concrete, come Figc vedremo. Ma ripeto, ora si parla di accertamenti».

Giovanni Bianconi Claudio Del Frate @corriere.it


Ladro Alcolizzato

Rapina una ferramenta: un bottino da
30 euro, la metà spesa subito in birra

Entra nel negozio di Zero Branco e chiede di comprare un
taglierino, poi lo punta contro il commesso: 23enne in manette

TREVISO – Entra in ferramenta, dice di voler acquistare un taglierino ma, non appena il commesso glielo porge, lui glielo punta contro. L’episodio è accaduto questa mattina a Zero Branco, nel Trevigiano: il ladro è scappato con il magro bottino di 30 euro ed è stato arrestato poco dopo.

Protagonista 23enne che ha agito a volto scoperto ed è stato bloccato in un bar di Mogliano. Addosso il giovane aveva ancora il taglierino e 15 euro del bottino, gli altri li aveva spesi in birre che aveva già consumato. Il ragazzo è stato arrestato per rapina e, dopo una notte in cella di sicurezza nella caserma dei carabinieri di Treviso, è stato portato in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria.

@gazzettino.it


Non difendo 50 sfigati

Prandelli è una furia: “Non difendo 50 sfigati”

L’allenatore azzurro si sfoga sulla vicenda calcioscommesse. Ma parla anche di calcio giocato.

In questi giorni roventi per il calcio, causa scandali che tutti conosciamo, stanno parlando diversi esponenti del mondo del pallone. A tal proposito non poteva mancare l’intervento di Cesare Prandelli, apparso parecchio arrabbiato in conferenza stampa.

Il ct della Nazionale azzurra parte dalle dichiarazioni di Buffon.

Mi piacerebbe una società dove ci sono la massima tolleranza e il massimo rispetto delle idee delle persone, forse è sbagliato tornare sull’argomento, ognuno di noi ha la propria coscienza, ma se entriamo solo per un attimo sull’argomento per quanto mi riguarda mi sento un po’ in imbarazzo a difendere 50 sfigatelli. Quando giocavo, tanti anni fa, avevo il rispetto totale della gente e quando si perdeva, stavo in casa due giorni perché mi vergognavo a farmi vedere fuori. Il mondo è cambiato o forse è lo stesso ma lo viviamo con sentimenti diversi.

A chi gli fa notare che lo scandalo scommesse era già presente ngli anni 80, Prandelli risponde: “Ma è diverso. O forse sono io diverso. Non sono cresciuto, sono sempre rimasto lo stesso, uno che non ha mai scommesso.” Fra gli sfigatelli c’è anche Mauri che Prandelli ha utilizzato spesso in passato. “Io scelgo i giocatori che reputo idonei a un modulo tattico e Mauri lo era.” L’ex tecnico della Fiorentina analizza anche la provocaione di Mario Monti, che aveva annunciato di voler fermare il calcio per un paio di anni. “Ho massimo rispetto e tolleranza, Abete ha risposto nella maniera corretta, inutile entrare su questo argomento, vorrei affronterlo con più serenità”.

Parlando di calcio giocato, Prandelli ha le idee chiare sullo schema tattico e sugli interpreti giusti per l’imminente Europeo.

La difesa a 3? Può essere una soluzione a partita in corso, ma solo con i 3 della Juve, e io finora ne ho avuti due e mezzo (per l’infortunio a Chiellini, ndr). I nostri esterni sono educati a capire che come mettersi se dovessimo giocare con la difesa a tre. Attacco leggero? L’idea di gioco l’abbiamo, anche se non vuol dire palleggio. Se troviamo grandi difficoltà la squadra deve buttare palla, ma sapendo dove buttarla.

Alessandro Mannocchi @calcio.attualissimo


Mezzaroma scommetteva…

Calcioscommesse, Filippo Carobbio
inguaia il presidente del Siena Mezzaroma

Nuovi sviluppi sullo scandalo che sta facendo crollare il sistema calcio in Italia: nei guai il numero uno della squadra toscana. Sulla questione intervenuto anche il presidente del Consiglio Mario Monti: “Gioverebbe fermare il calcio per due o tre anni”

mezzaroma interna nuova

Dopo Antonio Conte, ora tocca a Massimo Mezzaroma essere chiamato in causa nello scandalo calcio-scommesse dalle dichiarazioni del ‘pentito’ Filippo Carobbio. Secondo quanto riferito agli inquirenti dall’ex giocatore del Siena, il presidente dei toscani avrebbe chiesto ai suoi giocatori di perdere una partita perché voleva puntare sulla sconfitta della sua squadra. Il particolare è contenuto in un’informativa della polizia agli atti dell’inchiesta di Cremona. Oltre a Carobbio, ad accusare Mezzaroma (il cui fratello Marco – marito dell’ex ministro Mara Carfagna – ha ‘rifondato’ la Salernitana insieme al presidente della Lazio Claudio Lotito) anche il portiere del Torino (ed ex Siena) Ferdinando Coppola.

“Gravi elementi di responsabilità”: gli inquirenti non usano mezzi termini per definire le accuse di Filippo Carobbio nei confronti di Massimo Mezzaroma, che ha raccontato ai pm di Cremona quanto gli riferì un altro ex giocatore della squadra toscana, il portiere Coppola. “Qualche giorno prima della partita Siena-Varese – si legge nel verbale di Carobbio, desecretato nei giorni scorsi – Ferdinando Coppola entrò negli spogliatoi sbiancato in volto rappresentandoci che poco prima, all’esterno degli spogliatoi, era stato avvicinato da una persona vicina al presidente che gli aveva chiesto se c’era la possibilità di perdere la partita”. Questa persona, ” di cui Coppola mi fece anche il nome ma che in questo momento non ricordo – ha proseguito Carobbio – gli aveva detto che il presidente intendeva scommettere o aveva scommesso sulla nostra sconfitta. Intendo riferirmi al presidente Mezzaroma. La squadra oppose un netto rifiuto suggerendo al Coppola di rappresentare a chi lo aveva contattato di non aver voluto riferire la proposta ai giocatori in quanto lui stesso non era d’accordo. Ribadisco che il Coppola era quasi sconvolto”. Nell’interrogatorio, inoltre, Carobbio dice inoltre che della richiesta del presidente era al corrente anche lo staff tecnico. “In seguito ho appreso da Stellini (all’epoca e tuttora vice di Antonio Conte) – è scritto nel verbale – che la proposta era stata fatta da Mezzaroma anche allo staff tecnico e anche loro si erano rifiutati. Era la prima volta che ci proveniva una richiesta del genere dal presidente”.

Le ‘indicazioni’ di Mezzaroma, tuttavia, non sarebbero un elemento circoscritto alla gara contro il Varese. I sospetti degli inquirenti, infatti, si concentrano in particolare su 8 partite, alcune nuove e altre già emerse nelle prime due fasi dell’inchiesta cremonese. Si tratta di Novara-Siena 2-2 (1/5/11); Siena-Torino 2-2 (7/5/11); Siena-Varese 5-0 (21/5/11); Albinoleffe-Siena 0-1 (29/5/11); Siena-Ascoli 3-0 (11/12/10); Siena-Piacenza 2-3 (19/2/11); Modena-Siena 0-1 (26/2/11) e Siena-Sassuolo 4-0 (29/3/11). A chiamare in causa la società non è stato il solo Carobbio, ma ancheCarlo Gervasoni, l’altro giocatore finito in carcere che ha ammesso diverse combine e ha consentito agli investigatori di riscontrare molti elementi che hanno incastrato altri giocatori. Secondo chi indaga, in almento 4 delle otto partite (Novara-Siena, Siena-Torino; Siena-Varese e Albinoleffe-Siena) “il risultato finale sarebbe stato condizionato da precedenti accordi intrapresi tra rappresentanti (dirigenti e tecnici) delle società contrapposte, per conseguire reciproci vantaggi di classifica, sostenuti dalla convenienza di alcuni calciatori”.

Carobbio, inoltre, anche davanti ai pm di Cremona ha confermato quanto detto al procuratore federale Stefano Palazzi. ”In sostanza Conte si limitò a dire che avremmo pareggiato la partita e che era stato raggiunto un accordo per il pareggio”.

Accuse gravissime, quindi, che se confermate significherebbero una batosta disciplinare per la squadra toscana, salvatasi quest’anno in Serie A grazie alla cavalcata vincente con Sannino in panchina: il rischio, ora, è che il mezzo miracolo dei senesi potrebbe essere cancellato dalla giustizia sportiva. E sull’impatto mediatico della nuova ondata di arresti, oltre che sugli sviluppi delle indagini, è intervenuto anche il presidente del Consiglio Mario Monti. “E’ particolarmente triste quando un mondo che deve essere espressione di valori alti, come lo sport, si dimostra un concentrato di aspetti tra i più riprovevoli come la slealtà, l’illegalità e il falso”. Poi l’idea del premier, provocatoria solo fino a un certo punto: “Non è una proposta mia o del governo – ha detto Monti – ma da persona che era appassionato di calcio tanti anni fa, quando il calcio era calcio, mi domando se per due o tre anni non gioverebbe una totale sospensione di questo gioco”. Le parole del premier vengono commentate anche dal vicepresidente del Csm Michele Vietti: ”Non sono assolutamente tifoso, pause del campionato non mi turberebbero”. Nel merito dell’indagine Vietti ha detto di non poter parlare: “Quando i magistrati lavorano, il vicepresidente del Csm tace”. Sul caso interviene anche Gianfranco Fini:  “Credo che quella del presidente Mario Monti sia stata una espressione volutamente enfatica per sottolineare il suo sdegno, la sua preoccupazione per quello che sta emergendo, dando voce alla totalita’ dei tifosi e degli amanti dello sport nazionale per eccellenza. Ma e’ un’espressione che non va presa alla lettera”.

Giancarlo Abete, presidente della Federcalcio, replica secco al premier Mario Monti: “Sono perfettamente d’accordo: nessuno sconto per chi ha barato, ma fermare i campionati significherebbe mortificare tutto il calcio, penalizzare chi opera onestamente, la gran parte del nostro sistema, e perdere migliaia di posti di lavoro. Non è la soluzione”. Poi Abete aggiunge: “Capisco e condivido l’amarezza del presidente Monti del quale rispetto il ruolo in un momento delicato del Paese e la riconosciuta statura personale. E’ l’amarezza di fronte alla perdita di valori. Dallo stesso Monti e a livelli istituzionali più autorevoli è stato però sottolineato a proposito della politica la necessità di ritrovare la fiducia dei cittadini e di evitare demonizzazioni”. Il numero uno della Federcalcio sottolinea: “Il calcio è nella società civile, e non è peggio della società. Non è meglio, ma non è neanche peggio”. Poi continua: “Il calcio italiano è fatto di un milione e 400 mila tesserati, di oltre 700 mila partite l’anno, di migliaia di professionisti onesti: per rispetto a loro, va evitato il rischio di generalizzare”. Infine Abete parla di finanziamenti pubblici al calcio:  “Il calcio professionistico non riceve un euro di fondi pubblici. E’ finanziato da risorse provate e introiti commerciali. Bisogna stare attenti a non ingenerare equivoci”. E il presidente aggiunge: “Al di là dell’indotto del settore, il nostro report economico 2011 dice che il solo settore professionistico versa alle casse dell’Erario un miliardo e cento milioni di euro in un anno. Ci sono poi 64 milioni di contributi corrisposti dal Coni alla Federcalcio: come certificano i nostri bilanci, sono impiegati esclusivamente per l’attività del calcio dilettantistico, per quella del settore giovanile e scolastico, per le nazionali giovanili, per il funzionamento della giustizia sportiva, per il mondo arbitrale che ogni anno in tutti i campionati garantisce la disputa di 700mila partite”.

La proposta del capo del governo, però, non è andata giù al presidente del Palermo Maurizio Zamparini, che non le ha mandate a dire: “L’unica cosa indegna in questo Paese è che uno comeMonti osi dire quello che ha detto. L’unica persona indegna è Monti che ci sta massacrando, sta distruggendo l’Italia”. Per quanto riguarda le proposte per venir fuori dall’impasse, invece, Zamparini ne propone una tutta sua: “La Lega di Milano praticamente non esiste, la nostra tragedia è stata formare la Lega di A, perché quella di B sta lavorando bene e sta collaborando con la federazione. Non si è riusciti ad esprimere un presidente – ha continuato Zamparini – è qualcosa di anomalo. Io mi augurerei che la situazione portasse a un commissariamento, in 25 anni non ho mai visto una cosa del genere”. Zamparini ha ribadito anche il suo no alla responsabilità oggettiva: “E’ sbagliata ed è una cosa che va modificata dall’ordinamento sportivo perché ci sono delle società che escono già danneggiate se un proprio tesserato scommette”.


Osservatorio: Prossima stagione non cambia niente

Un questionario per tracciare l‘identikit del tifoso. L’iniziativa, promossa dall’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive con la Link Campus University, punta ad indagare l’evoluzione dei comportamenti tipici dei gruppi ultras, in conseguenza dell’attività di prevenzione e contrasto condotta in questi anni. I tifosi italiani potranno partecipare consultando i siti http://www.figc.ithttp://www.unilink.it,http://www.legaseriea.ithttp://www.legaserieb.ithttp://www.lega-pro.com. Il questionario affronta diverse tematiche: dalla conoscenza delle offerte commerciali televisive, alle abitudini di ingresso allo stadio in casa e in trasferta, alle sensazioni che si provano assistendo alla partita in uno stadio, con particolare attenzione al fenomeno degli stadi vuoti. (adnkronos) Dal contrasto della violenza negli stadi alla misure per la sicurezza degli spettatori. È questo lo spirito con il quale l’Osservatorio ha varato le linee guida per la prossima stagione calcistica. La drastica riduzione degli incidenti, confermata anche quest’anno, ha infatti indotto l’organismo collegiale ad indirizzare le strategie nella prospettiva di una maggiore partecipazione agli eventi sportivi e di una migliore accessibilità agli impianti. «Non v’è dubbio, infatti, che tra i vulnus evidenziati dall’ultimo campionato vi sia una ‘percezione d’insicurezza alimentata anche dalle ‘fotografiè degli stadi italiani, spesso semivuoti ed in stato di abbandono. Critico anche, in alcuni casi, il rapporto tra i club e gli stessi calciatori con le tifoserie, come dimostrato dai recenti fatti di Genova», si legge in una nota dell’Osservatorio. Gli abbonamenti e le trasferte solo per i tifosi fidelizzatiè perciò uno dei punti cardine delle determinazioni dell’Osservatorio insieme alla conferma del sistema dei voucher elettronici e alla valorizzazione dei meccanismi di vendita ticketless, adottati con ottimi risultati per la finale di coppa Italia, e ai percorsi formativi per i Supporter liaison officer, da quest’anno obbligatori in tutti i club.

@dodicesimouomo.net


Bye Bye Zdeneck

Zeman, svaligiata la casa di Pescara
Furto prima di trasferirsi a Roma

I ladri mentre lui era al campo di allenamento hanno portato via gioielli, carte di credito e i regali ricevuti per la promozione

PESCARA – Non c’è pace per il boemo: i ladri hanno svaligiato questa mattina – mentre era al campo d’allenamento – la casa pescarese di Zdeneck Zeman, asportando orologi, regali ricevuti per la promozione, carte di credito e altri preziosi. Curiosa coincidenza questo furto, che potrebbe quasi sancire l’addio affettivo alla città, dopo il più che probabile addio del boemo dalla panchina abruzzese verso la Roma deciso in questi giorni. Zeman oggi è ancora a Pescara e sarà nella Capitale probabilmente domani.

@gazzettino.it


I Vigili del Fuoco: “Mandateci dai terremotati, non alla parata!

I Vigili del Fuoco aderenti all’Unione Sindacale di Base hanno emesso due comunicati: in uno denunciano i tagli alle loro strutture e agli organici, e chiedono di non essere dirottati alla inutile e costosa parata di Roma.

In un altro denunciano la strage di operai nel terremoto che ha colpito l’Emilia.

L’USB P.I. Vigili del Fuoco chiede la sospensione della parata del 2 giugno e chiede che i lavoratori del Corpo nazionale non vengano mandati ad esibirsi in una sfilata, ma a prestare la loro opera di soccorso tecnico urgente alla popolazione delle zone terremotate.
Per l’USB VV.F., i Vigili del Fuoco sono un ente sociale, che non ha mai avuto alcun motivo di partecipare a parate militari o carnevalesche. Ancora più incomprensibile ed inaccettabile in questo momento la scelta di impegnare un folto gruppo di lavoratori  per la sfilata del 2 giugno, lasciando al contempo alcune zone terremotate prive di operatori.
Non basta dichiarare il lutto nazionale per mettere a tacere la coscienza sulla tragedia che sta colpendo l’Emilia. Non serve “mostrare i muscoli” con una parata, quando il nostro Paese viene messo in ginocchio dai debiti ed il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco subisce continui tagli lineari. Oggi, infatti, il soccorso tecnico urgente alla popolazione è assicurato solo ed esclusivamente con il raddoppio dei turni del personale  VV.F. e con la certezza che i lavoratori non saranno retribuiti, perché il Dipartimento non ha fondi e si appresta a nuovi tagli lineari.
Tagli che oggi si dimostrano drammaticamente irresponsabili, in quanto hanno anche contribuito a rendere sempre più precaria la sicurezza nei luoghi di lavoro, come risulta dalla lugubre conta dei lavoratori morti in Emilia. In questo momento i Vigili del Fuoco sono il primo ente preposto alla incolumità privata e pubblica a ricercare la catena di responsabilità  di chi ha autorizzato la lavorazione in capannoni con travi poggiate sui pilastri senza essere ancorate. Come lavoratori si interrogano, ed interrogano quella politica che fino a ieri considerava la  sicurezza come un onere per le imprese e ha fatto in modo di ridurre, se non eliminare, i controlli per garantirla.
L’USB P.I. Vigili del Fuoco chiede dunque al Presidente della Repubblica ed al Governo di porre fine alle  parate  e di considerare i lavoratori del Corpo Nazionale per la loro professionalità.

 

La USB Vigili del Fuoco denuncia la mancata applicazione del principio di precauzione da parte delle autorità politiche e tecniche in Emilia. La decisione di far riprendere le attività produttive nelle zone colpite dal recente sisma è stata una grave imprudenza. Il principio di precauzione a differenza della prevenzione, che limita i rischi oggettivi provati, interviene sui rischi ipotetici basandosi su precisi indizi o fenomeni. L’assenza di certezza scientifica non può costituire un pretesto per la mancata o la tardiva adozione delle misure adeguate al contenimento del rischio. Nessuno può prevedere un terremoto, ma una volta avvenuto l’evento si devono mettere in atto tutte le azioni possibili per evitare altre perdite umane. Questo non è avvenuto in Emilia, le vittime di ieri ne sono la dimostrazione. Non è accettabile che un Paese civile anteponga le ciniche logiche dell’economia alla vita dei suoi cittadini.
Chiediamo come sindacato che vengano da subito bloccate tutte le attività produttive nelle zone colpite, che venga da subito istituita una cassa integrazione speciale, per garantire un reddito a chi non lavora e che vengano istituiti fondi ad hoc per intervenire nei luoghi di lavoro per la messa in sicurezza degli stessi.
Il lavoro nelle aziende delle zone terremotate non potrà essere ripreso prima che siano garantite le condizioni di assoluta sicurezza. Evidente la carenza strutturale di molti di questi edifici, che si sono accartocciati su se stessi come castelli di carta. Sarà compito della magistratura accertare le responsabilità, sarà compito anche di questo sindacato richiedere un indagine interna, per chiarire se i Vigili del Fuoco in questo frangente hanno fatto tutto quello che dovevano, per scongiurare quanto accaduto. Non possiamo infatti sottrarci a domande importanti, se è vero quanto affermato da alcuni giornali. Se alcune delle strutture che sono crollate avevano avuto il via libera alla ripresa lavori da parte dei nostri tecnici, dovremo domandarci se oggi esistono gli strumenti idonei per dare risposte certe. Risposte che se sbagliate, costano la vita delle persone. Vogliamo essere certi, che non siano state impartite direttive per indurre a valutazioni frettolose, così da permettere la rapida ripresa della macchina economica.  Fondamentale l’applicazione del  principio di precauzione, dunque prioritario ridurre al minimo il rischio e conseguentemente la perdita di vite umane. Non vogliamo apparire, quelli dell’oracolo del giorno dopo, ma come sindacato abbiamo l’obbligo di intervenire su una tragedia che tocca soprattutto il mondo del lavoro e la sicurezza ad esso connessa. Siamo o non siamo il Paese delle catastrofi annunciate? Abbiamo pianto troppo spesso per aver ignorato indizi e segnali chiari che l’ambiente ci aveva così chiaramente indicato.
Concludiamo con una riflessione sulla Protezione Civile, che oggi vive un momento di trasformazione. Allo stato attuale si rischia di perdere ancora una volta l’occasione per dotare questo Paese di un sistema efficiente di salvaguardia, si rischia ancora una volta di non prestare attenzione alla grave situazione in cui si trova il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, depotenziato e con sempre meno risorse. La USB VVF sta preparando e presenterà presto una proposta di legge che mira ad ottimizzare e migliorare il sistema di Protezione Civile, ponendo i Vigili del Fuoco al centro di questa organizzazione. Speriamo di essere ascoltati per il bene di tutti.
La USB Vigili del Fuoco è vicina a tutta la popolazione colpita dell’Emilia ed è vicina alle famiglie di tutte le vittime.