Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Senza Stadio

Dopo il caso del Cagliari in esilio a Trieste anche la Lazio potrebbe fare la stessa sorte nel prossimo campionato…

Lazio senza Olimpico

E’ di nuovo rottura tra il Coni e Lotito
A rischio le partite dei biancocelesti per il mancato rinnovo del contratto di gestione. Lotito «Impossibile andare d’accordo»
ROMA – C’è la seria possibilità che il prossimo anno la Lazio debba giocare le partite interne delle coppe europee in una sede diversa dallo stadio Olimpico. E’ un rischio concreto, quello che corre la società biancoceleste, dopo l’ennesima rottura tra il presidente del Coni (che ha in gestione l’Olimpico) Gianni Petrucci e quello della Lazio, Claudio Lotito. «Più passa il tempo – le dichiarazioni rilasciate all’Ansa dal numero uno dello sport italiano – e più mi rendo conto che con certa gente è impossibile andare d’accordo».
ZONE MERCHANDISING – Oggetto del contendere, il contratto di affitto in scadenza per la gestione dello stadio Olimpico, che non è stato ancora rinnovato. Dopo mesi di trattative (e qualche lite di troppo), la società biancoceleste ha rigettato l’ultima proposta del Coni e siccome entro la mezzanotte di lunedì deve essere presentata la documentazione alla Uefa per la licenza che serve per partecipare alle coppe del prossimo anno (per il campionato di Serie A c’è tempo fino al 30 giugno per trovare una soluzione) il rischio che la Lazio sia costretta ad emigrare è concreto. In realtà sembra che l’accordo sia saltato non sull’affitto che la società biancoceleste deve pagare al Coni quanto sulla gestione di alcune zone, esterne ed interne allo stadio, che la Lazio avrebbe voluto utilizzare per delle iniziative che consentissero ricavi attraverso uno sfruttamento maggiore del merchandising. Un accordo simile, insomma, a quello che poco tempo fa ha sottoscritto la nuova Roma americana.

TRASLOCO A SALERNO? – Se entro mezzanotte non si troverà una soluzione c’è addirittura il rischio che la Lazio possa non partecipare alle coppe europee il prossimo anno. Ipotesi, questa, che i dirigenti biancocelesti non vogliono nemmeno prendere in considerazione. A Formello sono convinti di riuscire in extremis a ricucire lo strappo, anche se dal Coni fanno sapere che considerano ormai tramontata qualsiasi ipotesi di accordo. Il «piano B» prevede il trasloco, ma anche in questo caso ci sono delle difficoltà da superare. La normativa Uefa prevede infatti che la squadra si possa appoggiare ad uno stadio non più lontano di 280 km dalla sede legale. Scartati il San Paolo di Napoli e il Franchi di Firenze per i non buoni rapporti tra Lotito e le società che gestiscono gli impianti. La Lazio vorrebbe giocare a Salerno, dove il presidente laziale è di casa, ma lo stadio – come quello di Rieti, altra sede vagliata e poi scartata – non ha tutti i requisiti per ospitare partite internazionali.

Gianluca Piacentini @corriere.it

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