Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Morto dopo l’arresto

Giovane morto dopo l’arresto, la famiglia:
«Sequestrate i beni dei tre poliziotti»

Riccardo Rasman fu schiacciato a terra dagli agenti, poi
condannati a 6 mesi. Chiesto un risarcimento di 8 milioni

TRIESTE – «Sequestrate i beni di quei poliziotti». I legali della famiglia di Riccardo Rasman – il giovane triestino morto durante l’arresto il 26 ottobre di sei anni fa – hanno depositato oggi un’istanza di sequestro degli immobili dei tre agenti di polizia riconosciuti colpevoli della morte del ragazzo e di un conto corrente del ministero degli Interni.

«L’obiettivo – ha fatto sapere l’avvocato Claudio De Filippi – è quello di giungere al risarcimento della famiglia che abbiamo quantificato in 8 milioni di euro. «Naturalmente – ha aggiunto De Filippi – come è avvenuto in altri casi, puntiamo che si giunga in tempi rapidi a una soluzione di questa vicenda, cioè alla chiusura transattiva della vertenza».

L’udienza è stata fissata per il 23 maggio. I tre poliziotti – Mauro Miraz, Maurizio Mis e Giuseppe De Biasi – sono stati condannati dalla 4. sezione penale della Cassazione a sei mesi di reclusioneciascuno (pena sospesa), per omicidio colposo.

La polizia venne chiamata da alcuni vicini di Rasman perché il ragazzo – in cura presso un Centro di salute mentale – stava lanciando petardi contro i passanti. Rasman, schiacciato a terra dagli agenti per alcuni minuti durante le fasi dell’arresto, venne colpito da carenza respiratoria e morì sull’uscio di casa.

@gazzettino.it

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