Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Calcio Italiano

Che il calcio italiano sia ormai schiavo delle pay tv pare che sia sotto gli occhi di tutti Vi avevano illuso che con un bancomat in tasca fossero aperte tutte le porte in ogni stadio italiano invece sono batstati un campionato e mezzo a rovinare tutti gli schemi di Maroni e della sua banda…prima con il Cagliari che pensa bene di andare a finire il suo campionato lontano dalle mura amiche fino a trieste poi con il Genoa che si trova a dover giocare le sue ultime partite casalinghe a porte chiuse e pensa bene di migrare fino a Bergamo…adesso ecco che spuntano le decisioni per il prossimo possibile impegno delle squadre italiane in Europa League…

SERIE A – Licenze Uefa a 12 club: il Catania giocherebbe a Udine

La Commissione di primo grado delle Licenze Uefa, esaminata la documentazione pervenuta per la stagione sportiva 2012/2013, preso atto delle relazioni degli esperti, ha deliberato di rilasciare la licenza Uefa a dodici club italiani. Tre club,AtalantaCatania Lazio, hanno avuto la licenza per giocare rispettivamente a ModenaUdine e Palermo. Questo l’elenco delle societa’ (tra parentesi gli stadi per cui e’ stata rilasciata la licenza):

Atalanta (Stadio A. Braglia di Modena) Catania S.p.A. (Stadio Friuli di Udine) Fiorentina (Stadio A. Franchi di Firenze) Inter (Stadio G. Meazza di Milano) Juventus (Juventus Stadium di Torino) Lazio (Stadio R. Barbera di Palermo) Milan (Stadio G. Meazza di Milano) Napoli (Stadio San Paolo di Napoli) Palermo (Stadio R. Barbera di Palermo) Roma (Stadio Olimpico di Roma) Sampdoria (Stadio L. Ferraris di Genova) Udinese (Stadio Friuli di Udine). Entro e non oltre cinque giorni dalla comunicazione del diniego della Licenza, potra’ essere presentato alla Commissione di secondo grado delle Licenze Uefa ricorso motivato avverso il mancato rilascio. (ANSA)

e dei tifosi poco importa…se gli stadi sono vuoti non importa a nessuno…anche se qualche vocina fuori dal coro si trova…

“La Juventus è certamente un grande club, di prestigio, ma lo Schalke è più attraente, poi il calcio italiano è diverso e soprattutto gli stadi lì sono sempre vuoti”. Così, ai microfoni di Sport Bild, Jefferson Farfan ha gentilmente respinto al mittente tutte le presunte voci di un interessamento della Juventus alle sue prestazioni. Voci che non sono nate ieri, dal momento che l’esterno peruviano piace alla società bianconera da almeno un paio di stagioni: sia Delneri che Conte, entrambi amanti dei giocatori di fascia con gamba e propensione a stare larghi per aprire le difese, avevano chiesto dei sondaggi per Farfan. Conte ha poi cambiato idee e convinzioni circa il suo modulo, quindi il nome del peruviano è un po’ passato di moda; in realtà, nell’ipotesi di un 4-3-3 Farfan tornerevve utile come terzo uomo del tridente, anche se da quella parte (la destra, perchè Vucinic è intoccabile) c’è un certo Simone Pepe che quest’anno ha sempre fatto bene e, finchè è stato mantenuto questo schema, ha sempre iniziato le partite, realizzando sei gol in campionato e risultando spesso e volentieri decisivo. Difficile, quindi, che la Juventus possa tornare alla caccia di Jefferson Farfan; più facile che ci pensi l’Inter, altra squadra italiana che in passato l’ha monitorato. Al di là delle indiscrezioni di mercato, però, le dichiarazioni dell’esterno in forza allo Schalke 04 devono far riflettere tutti i club sulla situazione che al momento attraversiamo in Italia: è vero che gli stadi sono sempre vuoti, non è una cattiveria detta tanto per dire: vuoti magari no, vero, ma semivuoti sì. Le eccezioni sono davvero poche: qualche stadio di provincia, in occasione delle grandi sfide, si riempie, così come San Siro, e lo Juventus Stadium quest’anno è sempre stato traboccante di tifosi, ma bisognerà vedere come funzionerà nelle prossime stagioni, visto che questa stagione c’era anche la suggestione del nuovo impianto che sicuramente ha attratto più tifosi di quanti magari ne chiamerà dopo quattro o cinque anni (resta comunque un bellissimo stadio e un’innovazione importante, su una strada che tutti i club ora vogliono intraprendere). Insomma, un’ennesima conferma del fatto che l’Italia sta sempre più emigrando verso la provincia del calcio europeo.

 @ilsussidiario.net

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