Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Suore di clausura vs Discoteca

Discoteca accanto al monastero: le suore comprano il terreno per evitare il rischio

Sull’appezzamento, pagato circa 400 mila euro,
sono stati piantati un centinaio di olivi

LIVORNO – Passi il progetto del nuovo ospedale, che (business e sprechi a parte) è sempre un luogo caritatevole, cristiano e di aiuto per il prossimo. E passi pure il traffico della vicina Aurelia sempre più caotico. Ma la discoteca accanto al monastero di clausura «no», quella non s’ha da fare. E dunque, per preservare il silenzio della preghiera che dura ininterrottamente da 74 anni, le suore carmelitane scalze del convento Santa Teresa di Antignano, quartiere residenziale a sud di Livorno, hanno deciso di acquistare il terreno sul quale un progetto prevedeva la nascita di un locale notturno. O almeno questo era il rischio o, se preferite, la tentazione di qualcuno. Così, dopo riunioni, preghiere e meditazioni, l’ordine generale di Firenze ha deciso che l’investimento su quel terreno confinante «era cosa buona e giusta» ed ha trovato il denaro per acquistarlo.

ULIVETO – E immediatamente su quella terra diventata da aliena finalmente amica, sono stati piantati un centinaio di olivi. Il prezzo? Poco più di 400 mila euro, si dice, anche se non ci sono conferme e chi parla di almeno il doppio. La storia, che ha avuto un lungo iter procedurale e per molto tempo è rimasta riservata, è stata rivelata dal Tirreno dopo che le suore hanno deciso di recintare il terreno acquisito. Il monastero livornese, di stretta clausura, è nato nel 1938 su una collina non lontana dal santuario della Madonna di Montenero patrona della città e della Toscana. Luogo, almeno anni fa, d’incantevole pace, con vista sulle colline e sul mare, che racconta storie di preghiera e ascesi.

IL BLOG – Su un blog dedicato alla vocazione religiosa si descrive la giornata delle suore livornesi: sveglia alle 5.30, preghiera prolungata per tutto la giornata insieme al lavoro (orto, cucito, pittura, ricamo, uncinetto, produzione di strumenti di penitenza, eccetera). «Attualmente nel monastero vivono 15 religiose – si legge nel blog -, tra le quali alcune giovani suore che hanno fatto i voti temporanei e sono in attesa di fare i voti perpetui. Recandosi nel parlatorio negli orari stabiliti è possibile parlare con qualche suora presente dietro le severe grate della clausura. Le ragazze in discernimento vocazionale possono chiedere un incontro in parlatorio con la priora, Madre Teresa Margherita del Sacro Cuore, una suora molto spirituale e dedita alla vita di perfezione cristiana». Il nuovo terreno, coltivato a olivi, servirà anche alle suore per avere qualche risorsa in più. Gli olivi stanno crescendo e forse tra uno o due anni offriranno un olio prelibato magari da vendere agli estimatori dei cibi sublimi.

Marco Gasperetti @corriere.it

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