Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Anonymous vs Beppe Grillo

Anonymous: Beppe Grillo, non abbiamo niente contro di te

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“Non possiamo accettare che qualcuno decida contro il parere della maggioranza” così gli hacker di Anonymous, il collettivo di individui senza nome che agisce sul web, ha illustrato oggi in un comunicato la decisione di espellere i responsabili dell’attacco informatico che, l’8 giugno scorso, ha bloccato per oltre 10 ore – dalle 16 in poi – il blog di Beppe Grillo.

I responsabili del sabotaggio informatico, tre “cani sciolti” appartenenti ad AnonOps, una costola di Anonymous, avevano scelto proprio un server che ospita il blog del comico genovese per testare una nuova bonet (una una rete di computer infettati da software dannosi, che a loro volta infettano altri computer presenti nella rete). E, per una strana ironia, Grillo si era rivolto proprio a loro, per scoprire gli autori del sabotaggio “L’attacco contro http://www.beppegrillo.it non é opera di Anonymous. – scriveva sul web poche ore dopo – Chiedo aiuto alla Rete e ovviamente anche ad Anonymous, per identificare il gruppo che ha bloccato il sito”. Immediata la risposta “Caro Beppe Grillo – scrivevano i tre sul sito – Anonymous oggi ha deciso di regalarti un po’ della sua attenzione. Il semplice fatto che l’accesso alle tue liste sia proibito agli stranieri, che tu sia un populista che cerca di raccogliere consensi senza arte né parte e che per più volte ha magistralmente eseguito il saluto romano al tuo seguito e ai media, sostenendo la politica di repressione fascista, basterebbe per giustificare il perché di tanto accanimento.”

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Tra gli altri motivi dell’attacco, proseguiva il comunicato, il suo sostegno alla medicina alternativa (il riferimento, in particolare, è alle iniezioni di bicarbonato di sodio in perfusione endovenosa per liberare il corpo dai “funghi che provocano il cancro”), la devastazione della barriera corallina causata dalla sua barca (e gli inutili tentativi del comico di riparare al danno proponendone la ricostruzione) e la scomparsa del microscopio elettronico, acquistato tramite una raccolta fondi ai suoi comizi, per donarlo ai ricercatori che avrebbero dovuto dimostrare che il plasma utilizzato negli inceneritori di ultima generazione è peggiore ai metodi precedenti. Da lì l’invito a “dare le chiavi del tuo movimento a chi porta avanti la causa, cioè al cittadino stesso, evitando di speculare e lucrare ancora sui tuoi spettacoli che di candido non hanno nulla ma sono sordidi di ipocrisia e menzogne.” Parole dure, che però non tutta la community si sentiva di condividere: già nella notte, infatti, il post di rivendicazione veniva cancellato e sostituito con uno che annunciava una votazione in corso sulla legittimista dell’attacco.

Oggi la decisione: i tre sono stati cacciati “con ignominia”, mentre in un comunicato un veterano di Anonymous spiegava che il gruppo non ha nulla contro Grillo “che porta avanti le sue attività senza percepire soldi pubblici, quindi fuori dalla nostra area di interesse. Purtroppo – prosegue – questa storia ha minato alla base la residua credibilità che potevamo avere e me ne dispiace infinitamente”. L’eccesso di democrazia, che è la linfa vitale del rivoluzionario movimento, è alla base del incidente: una comunità fluida, priva di gerarchia, con un forte senso di partecipazione attiva e una comunicazione che avviene sempre per canali irrintracciabili (grazie a cui si decidono anche anonimamente gli attacchi) è perennemente a rischio, tanto che le stesse persone responsabili potrebbero “tornare sotto altre identità, visto che non è richiesto un passaporto per partecipare”.

Valentina Sanseverino @you-ng.it

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