Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Gli Aldrovandi contro Cancellieri

Gli Aldrovandi contro Cancellieri
“Perché mette in dubbio la sentenza?”

La Cassazione ha confermato la condanna dei quattro poliziotti che intervenirono la notte in cui Federico, 18 anni, perse la vita. Il ministro dell’Interno: “Se ci sono stati abusi, come sembrerebbe, giusto colpirli”. I genitori del ragazzo: “Perché usa il condizionale?”

Ieri la Corte di Cassazione ha messo la parola fine sul caso di Federico Aldrovandi, il 18enne che morì all’alba del 2005 a Ferrara dopo un intervento della polizia. Per la sua morte quattro agenti sono stati condannati a tre anni e sei mesi (in gran parte coperti dall’indulto). Oggi, commentando la sentenza, il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri ha detto: “Se ci sono stati, come sembrerebbe, degli abusi gravi è giusto che vengano colpiti. Naturalmente è il magistrato che decide”. Una dichiarazione che i genitori di Federico, Patrizia Moretti e Lino Aldrovandi, condannano con durezza: “Perché usa quel condizionale” dopo che “è stata messa la parola fine ad ogni discussione sulla verità di quanto accaduto a nostro figlio?”.
E’ il dolore che si rinnova di due genitori che per sette anni hanno combattuto una battaglia legale per vedere riconosciute le responsabilità degli agenti che intervenirono e fermarono Federico. Il giovane morì, hanno stabilito tre gradi di giudizio, a causa di un colpo inferto da uno degli uomini in divisa.

LA MADRE “Voglio vederli entrare in carcere”

“In questi casi ho un grandissimo rispetto per quello che decide l’autorità preposta, perché guai a mancare di rispetto e di fiducia alla magistratura”, sono state le parole, oggi, della titolare del Viminale a poche ore dalla pronuncia della Cassazione. “Mi piace anche pensare – ha voluto sottolineare – che oltre ai poliziotti di Aldrovandi ce ne sono tantissimi che tutti i giorni rischiano la propria vita e si sacrificano per il Paese e lo fanno con grande dedizione”. Per Cancellieri dunque è necessario “non dare giudizi sommari perché la polizia questo non lo merita”.

Quel condizionale usato da Anna Maria Cancellieri – “sembrerebbe che vi siano stati abusi gravi” – è una nuova ferita per i genitori di Federico. “Oggi dopo sette anni di processi, tre gradi di giudizio, il ministro Cancellieri usa il condizionale o la formula dubitativa per interpretare il caso Aldrovandi. Perché mette le mani avanti dichiarando rispetto per la magistratura mettendone poi in dubbio l’operato? Quel condizionale, Ministro, è fuori luogo, inopportuno e poco rispettoso delle Istituzioni”, ribadiscono Patrizia e Lino Aldrovandi. “Non può il Ministro dell’Interno mettere in discussione una sentenza passata in giudicato su una questione singola e specifica. Sono stati commessi abusi tanto gravi da provocare la morte di un ragazzo appena maggiorenne incensurato e di buona famiglia. Padre poliziotto e nonno carabiniere. Quel padre poliziotto e quel nonno carabiniere che appartengono alle forze dell’ordine di cui Lei giustamente parla, hanno pazientemente aspettato sette anni di processo e tre sentenze per veder riconosciuta quella verità terribile che sempre hanno saputo. Auspicheremmo uguale rispetto da parte Sua”.

@repubblica.it

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