Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Siete su “Scherzi a Taranto”

Scherzi a parte, Taranto in B
la città festeggia una falsa promozione

Giravano voci su un fatidico dispositivo del Tar
che accoglieva il ricorso dei tifosi contro le penalizzazioni
La sentenza vera lo dichiara invece inammissibile

TARANTO – I tifosi del Taranto vittime di uno scherzo. Proprio così. Come uno scherzo di quelli della famosa trasmissione televisiva «Scherzi a parte». Dalle 14 di giovedì voci e notizie si sono rincorse su un fatidico dispositivo del Tar del Lazio che accoglieva il ricorso dell’avvocato Nicola Russo, dell’associazione Taranto Futura, e di Taranto Vola, annullando i sei punti di penalizzazione inflitti dalla Figc e promuoveva la squadra rossoblù in B. E proprio l’avvocato Russo intervistato al telefono confermava: «Sono felicissimo. Ci siamo rifatti alle disposizioni della Corte di giustizia europea, che pretende penalità sportive proporzionate alla situazione economica generale e particolare. Non si può, come nel caso del Taranto, impedire a una società di andare in B per dei ritardi nei pagamenti. Il ricorso rappresenta anche una novità giurisprudenziale, perché, come accadde per il caso Catania, ad agire sono stati i tifosi».

La notizia sul dispositivo è stata data prima da una emittente locale, poi da vari siti internet, compreso il nostro, che hanno appunto raccolto le dichiarazioni del legale che emozionato aveva annunciato una conferenza stampa. Persino il presidente della Lega pro, Mario Macalli rispondeva sulla sentenza.

Ma il dispositivo vero oggi c’è davvero. Solo che la decisione del Tar, quella autentica, dice una cosa diversa dalle notizie insistenti circolate nel pomeriggio. Scrivono i giudici del tribunale amministrativo regionale per il Lazio: «Il ricorso è inammissibile per difetto assoluto di giurisdizione quanto all’azione annullatoria».

A Taranto intanto nel pomeriggio era partita la festaper il ritorno in serie B, dopo 19 anni. Centinaia di tifosi si erano riversati per le strade della città, tra caroselli, bandiere e bagni nelle fontane. Poi, le voci hanno ripreso a rincorrersi parlando di un falso. Proprio l’emittente locale che aveva dato per prima la notizia informa che il dispositivo del tribunale amministrativo del Lazio è un falso. Uno scherzo. Un brutto scherzo.

Gino Martina @corriere.it

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