Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Is Arenas Cagliari

CORSPORT (V. Sardu) – >Avete presente uno stadio inglese? Senza scomodare le cattedrali come l’Old Trafford o lo Stamford Bridge, ma parlando del Villa Park o il Craven Cottage, il Carrow Road o Loftus Road (QPR), o il Madejski, il Britannia, ma soprattutto il Liberty e Loftus Road, rispettivamente dove giocano lo Swansea e il Queens Park Rangers, da poco più di 18mila posti. Ecco, chi vuol avere una idea di cosa sarà lo stadio di Is Arenas a Quartu, dove giocherà il Cagliari, può spulciare le immagini di questi impianti. Con la doverosa premessa: quelli sono definiti in ogni dettaglio (per esempio per le coperture su tutte le tribune) cosa normale per uno stadio definitivo e non per uno temporaneo, qual è quello di Quartu. Per ora, perché mai dire mai, fosse per caso, miracolo e bravura che il Cagliari dovesse vincere nel suo nuovo stadio, poi chi va da Massimo Cellino a dirgli beh ora si fa lo stadio vero altrove?

UN MIRACOLO

– Quello che stanno realizzando un pugno di eroi (tecnici progettisti, capi settore, operai, maestranze delle ditte appaltatrici, dipendenti del Cagliari e tecnici del comune quartese) è un miracolo. Tirare su uno stadio dal nulla, in meno di cinque mesi perché, come racconta Marcello Vasapollo che dirige tutta la operazione per conto del Cagliari «Se dovessimo arrivare a finire a metà ottobre sarebbe un fallimento. Sia chiaro, siamo assolutamente consapevoli che ci può essere qualsiasi inghippo a rallentare la marcia: penso a una fornitura che non arriva in tempo, per esempio, cose che succedono in ogni appalto. Questo è un complesso di lavori che viene aggiornato e perfezionato di giorno in giorno, affiniamo la nostra organizzazione o per sviluppare parti non previste inizialmente oppure semplicemente per migliorare quanto già pensato e previsto.. Come tanto per dire, i “formaggini” (due spicchi di tribune fra le curve e i distinti, ndr) pensati e voluti qualche giorno fa. Tutto deve filare liscio, altrimenti chi lo sente il presidente?». 

L’INVINCIBILE ARMATA

– Settanta uomini, arriveranno a oltre duecento persone che grazie alla pazza (ma indispensabile) intrapresa del Cagliari, trovano una busta paga che, per quanto temporanea essendo collegata alla realizzazione di un manufatto, comunque va sottolineata in una regione presa a pugni dalla crisi e dall’incapacità inaudita di chi non sa e non riesce a tirarla fuori dalla crisi. Braccia e menti che si dividono secondo vari settori: dal ferro alle luci, dai computer alle vie di sfogo, dalle torri di illuminazione al manto erboso. «Ci sono dodici tecnici -spiega ancora Vasapollo- che seguono precise parti del progetto, una decina le ditte che hanno ricevuto i vari appalti. Un lavoro frenetico che riguarda tutti, partendo da Cellino al quale va il merito principale: lui ci mette i soldi ma soprattutto perché il sogno è partito da lui, e da lui è arrivato l’ordine di lavorare su questo impianto».

VIVA L’INGHILTERRA

– Stadio all’inglese, nel senso preciso del termine: «Personalmente, ho girato tutti gli stadi della Premier League, il nostro sarà fatto così». Pinilla e Conti potranno dare la mano ai tifosi per festeggiare un gol, il parapetto che partendo dal campo arriverà alla misura prevista di 2,2 metri, per gli spettatori sarà alto non più di un metro e dieci centimetri visto che la prima fila delle gradinate sarà a poco più di un metro di altezza. «Il campo di calcio inteso come tale, può essere soltanto pensato secondo quel modello. Gli inglesi ci insegnano come va fatto, e noi lo stiamo facendo proprio così, con piccole differenze dovute esclusivamente alle regole italiane e Uefa».

(…)
TEMPI, TEMPI

– «Finire a metà ottobre, sarebbe una sconfitta» . Il mantra di Vasapollo è di quelli che fanno sognare i tifosi, ma nonostante tutte le astuzie del mestiere di cronista, cavargli di bocca una data non è stato possibile. «Se finora vi siete meravigliati di quanti passi in avanti abbiamo fatto, dalla prossima settimana ci prenderete per marziani perché il ritmo salirà vertiginosamente. Lavoreremo a tappe forzate, anche a Ferragosto: vi pare che proprio noi siamo gli unici a non sognare di non giocare neanche una partita in campo neutro?».
Oltre il pur incoraggiante auspicio, però, Vasapollo non va. «Stiamo realizzando un miracolo, se vogliamo descriverlo con la testa di chi è abituato a tempi biblici come in Italia. E’ semmai un’opera che nel suo piccolo possiamo definire gigantesca, che soltanto un presidente come Cellino poteva volere. Sarà la sua vittoria più grande, la condividerà con i tifosi e sono sicuro che quello stadio, una volta che sarà finito dimostrerà un solo limite: vorranno entrarci in tanti e tutti non sarà possibile accoglierli». Già, sembra di essere su un altro pianeta. Invece, è una bella realtà.

@calciosport24.it

Il Cagliari sfrattato dallo stadio Sant’Elia:
non ha pagato l’affitto per sette anni

Il sindaco Massimo Zedda ha avviato l’iter per la risoluzione della convenzione che lega la squadra al Comune. Messa nero su bianco una serie di inadempienze della società che avrebbe dovuto versare solo 50mila euro all’anno
Sette anni senza pagare l’affitto e senza lavori di manutenzione. E ora arriva lo sfratto. Una vicenda del genere normalmente passerebbe inosservata. Ma qui l’inquilino sfrattato è la Cagliari calcio, l’immobile è lo stadio Sant’Elia e il proprietario creditore il Comune di Cagliari. Governato oggi da Massimo Zedda, un sindaco giovane di Sel che ha perso la pazienza. E dopo “l’oltraggio” costituito dall’abbandono della città da parte della squadra di calcio (il Cagliari ha concluso la stagione appena terminata disputando le gare interne al Rocco di Trieste) ha presentato al presidente Cellino il conto delle inadempienze, dei mancati pagamenti e delle violazioni del contratto. Avviando la procedura di risoluzione della convenzione che disciplina la gestione dello stadio. E dando così il via allo sfratto alla squadra della città. Un caso unico a livello nazionale.

La società Cagliari calcio utilizza lo stadio Sant’Elia, proprietà comunale, per le partite del campionato di calcio, grazie a una concessione regolata da una convenzione stipulata tra il Comune e la società rossoblù il 31 dicembre 2002. La concessione è a titolo oneroso, ma con un canone d’affitto tra i più bassi in serie A (50 mila euro, salito a 56 mila dal 2012). Del resto sono storicamente buoni i rapporti tra Cellino (candidato in Forza Italia alle elezioni regionali del 2004, “lusingato dalla proposta di Berlusconi”) e il centrodestra. Ma al Comune di Cagliari l’aria è cambiata e il rapporto tra società e amministrazione si è incrinato negli ultimi mesi. Cellino, dopo aver lamentato le cattive condizioni dello stadio (e i conseguenti danni economici) ha chiuso il campionato a Trieste e ha già chiuso l’accordo col Comune di Quartu Sant’Elena per la sistemazione di un nuovo impianto a Is Arenas dove saranno disputate le gare della prossima stagione calcistica. E Zedda ha pignorato ai rossoblù 1, 7 milioni di euro, presso il Tribunale di Milano che girerà al Comune di Cagliari i soldi di Sky e della Lega calcio.

In questo clima di tensione è maturata la decisione dell’ufficio Sport dell’amministrazione cagliaritana che il 9 luglio scorso ha messo nero su bianco l’avvio dell’iter per la rottura della convenzione e l’elenco degli obblighi contrattuali violati. Nel documento si legge che non risultano versati i canoni annuali di concessione per le sette stagioni sportive che vanno dal 2002 al 2009. C’è poi il mancato adempimento dell’obbligo di provvedere alla manutenzione ordinaria dell’intero impianto, a quella ordinaria e straordinaria del manto erboso, delle vie di esodo e del tabellone luminoso. E il mancato obbligo di riservare l’utilizzo dello stadio Sant’Elia, in modo occasionale, per altri eventi o manifestazioni organizzate e gestite da terzi soggetti autorizzati dal Comune (come ad esempio la mancata disponibilità dello stadio per la partita di calcio della Nazionale Italiana Attori).

Il documento precisa che la Cagliari Calcio “illegittimamente ed infondatamente”, il 2 aprile scorso, comunicava la propria decisione di disputare le partite Cagliari-Inter e Cagliari-Juventus presso lo stadio comunale di Trieste “Nereo Rocco”. La rottura definitiva sarà formalizzata con un altro provvedimento amministrativo. In consiglio comunale l’assessore allo Sport Enrica Puggioni ha annunciato che lo stadio Sant’Elia “sarà messo a disposizione anche della società sportive minori della città”.

Ennio Neri @ilfattoquotidiano.it

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