Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Ipse dixit : Antonio Conte

Si era difeso cosi nemmeno quindici giorni fa…

Conte: “Ho chiarito tutto,
sono un uomo credibile”

Come negli allenamenti della sua Juve, la prima domanda per Antonio Conte è senza pallone. L’inchiesta sul Calcioscommesse, e l’interrogatorio di venerdì scorso.

«Anche nei momenti più bui e dolorosi di questa vicenda – attacca l’allenatore juventino – ho sempre avuto grandissima fiducia e stima in chi sta facendo le indagini in questa vicenda, che sicuramente è bruttissima. E l’altro giorno in Procura ho potuto esporre e chiarire punto per punto qualsiasi situazione: ho raccontanto una verità, penso assolutamente credibile. Penso che la credibilità, un uomo, la conquisti durante l’arco di una vita, passo dopo passo. E penso anche che nei miei 42 anni, la mia vita si stata molto, molto credibile». Conte è certo che lo sarà anche stavolta: «La società, il presidente, 14 milioni di tifosi sanno chi è il loro allenatore, e penso che dopo questo chiarimento anche altri faranno le loro valutazioni». E’ ottimista: «Già gli esiti di Cremona sono stati positivi, quindi sono molto sereno». E se ancora non bastasse: «Sono assolutamente sereno, ma parliamo di calcio che è la cosa più bella. Nei prossimi giorni, se sarà il caso, torneremo nell’argomento. Se sarà il caso».

@lastampa.it

e invece…

Conte patteggia 3 mesi
Ci pensa anche Bonucci

Il tecnico della Juve eviterà il processo per omessa denuncia. Multa per la società. Il difensore punta a 14 mesi invece dei 3 anni

Ci sono oramai tutte le condizioni per definire cosa fatta il patteggiamento di Antonio Conte. Certo, manca l’ufficialità: dovrebbe arrivare solo mercoledì, quando gli avvocati del tecnico si ritroveranno faccia a faccia con il procuratore Stefano Palazzi e metteranno le firme sul documento che sancisce la squalifica. Le parti si sono sentite più volte in questi giorni, dopo il deferimento per doppia omessa denuncia (Novara-Siena e AlbinoLeffe-Siena) arrivato in sede lo scorso giovedì. La strategia era nell’aria e si è concretizzata nel momento in cui lo staff dei legali si è confrontato con un dubbioso Conte spiegandogli che il compromesso non voleva dire un’ammissione di colpa (le regole del processo sportivo sono diverse dalla giustizia ordinaria). In più avrebbe garantito uno stop molto inferiore rispetto a quello, probabile, di un dibattimento.

@gazzetta.it

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