Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Archivio per settembre, 2012

Tolmezzo vs Triestina

La Triestina (disonesta) esce battuta dal campo di Tolmezzo.
Polizia e Carabinieri in tenuta antisommossa per placare gli ultras alabardati

Ci sono voluti decine di agenti di polizia e carabinieri in tenuta antisommossa per creare un cordone di sicurezza attorno ai circa 450 di tifosi della Triestina arrivati allo stadio di Tolmezzo per la prima trasferta dell’Unione nel campionato di Eccellenza di calcio, dove la società è stata degradata dopo il fallimento tra i professionisti.

Una prima “carica” di alleggerimento prima del fischio d’inizio quando alcuni ultras più malintenzionati puntavano verso gli spettatori di casa e poi un intervento nel secondo tempo, quando i tifosi della Curva Furlan si erano issati sulla rete dietro la porta dell’estremo difensore tolmezzino prima del rigore che avrebbe parato. Sono stati questi i due momenti di tensione della giornata, che ha visto i triestini occupare tutta le tribuna coperta, con canti e sostegno per tutti i 90 minuti, compresi sfottò all’Udinese. Qualche ultras ha poi provato a provocare i supporter locale intonando il ritrito “friulani, terremotati, con il sapone non vi siete mai lavati”.

La migliore risposta è arrivata dal campo, dove i ragazzi di Mister Maisano hanno compiuto l’impresa, andando in vantaggio con Corradazzi nel primo tempo, lesto a ribattere in rete la palla calciata sulla traversa da un compagno su punizione e poi resistito nella ripresa, quando gli avversari hanno toccato vertici di disonestà elevati. Con un giocatore della Triestina a terra il portiere del Tolmezzo ha calciato la palla lateralmente per buttarla fuori o cederla agli ospiti, ma un avversario l’ha intercettata e in pieno dolo ha puntato verso la porta sguarnita. Il tolmezzino Rella è rinvenuto su di lui atterrandolo: rigore, poi parato.

Prestazione magistrale del Tolmezzo. L’organizzazione data alla squadra da Maisano ha consentito di reggere gli attacchi ospiti senza che i difensori cranici palesassero mai tensione o dessero impressione di nervosismo. Ottima per tempismo e senso della posizione la prova di Giulio Scarsini in difesa, come quella di Cescutti, incisivo a centrocampo e abile a contrastare le ripartenze alabardate. Importante anche Plozner, terminale offensivo capace di importanti giochi di sponda aerea e non.

L’articolo del Piccolo

L’articolo del Messaggero / 1

L’articolo del Messaggero / 2

Alcune immagini della partita e del contorno:

La Curva Furlan sistemata in tribuna a Tolmezzo

Gregorutti, del Tolmezzo, sul pallone prima di un calcio piazzato

Un cordone di polizia, che ha diviso le opposte tifoserie

Ancora forze dell’ordine

Una fase di gioco

Cescutti a terra

Una fase concitata nell’area tolmezzina

Il capitano del Tolmezzo, Giulio Scarsini, a “colloquio” con l’assistente di gara in occasione del rigore


Cameriere Eroe Aggredito

Il barman-eroe di Madrid.
Aggredito e colpito da un malore

Ricorderete forse Alberto Casillas, il barman divenuto famoso durante protesta del 25 Settembre a Madrid per aver impedito alla polizia di stanare i manifestanti che si erano rifugiati all’interno del suo bar.

Tra ieri ed oggi è stata diffusa sui social network una foto che ritrae il signor Casillas steso a terra con un gruppo di persone intorno. Il fatto è accaduto nei pressi del bar madrileno di proprietà di Casillas, dove la polizia stava obbligando alcuni clienti a identificarsi. I clienti erano intenti a scattare delle foto insieme al barman-eroe.

L’atteggiamento della polizia ha suscitato la protesta del signor Casillas e la conseguente reazione di uno dei poliziotti che lo ha aggredito, provocandogli poi un malore. Lo riferisce il quotidiano spagnolo Público.

Livia Iacolare @pubblicogiornale.it


Cameriere Eroe

Madrid: cameriere salva manifestanti
dalla carica della polizia ospitandoli nel locale

Nella giornata di follia che ha visto scorrere sangue di comuni cittadini nelle strade di Madrid, un comune cittadino, cameriere della Cafetería Prado di Madrid, ha mantenuto la lucidità dando ospitalità a circa un migliaio di persone, salvandole dal pestaggio della polizia.

Alberto Casillas Ansejo, oramai cameriere più famoso di Spagna, non ha esitato a far entrare nel locale in cui lavorava circa 1300 manifestanti, impedendo alle forze del dis-ordine di compiere una vera e propria strage.

«Ho visto che stavano per entrare. Ho detto loro di non entrare, perché c’erano molte persone e perché siamo tutti esseri umani. E ho detto… beh, ho detto qualche parolaccia. Ho detto che non sarebbero entrati. Io non voglio andare contro la legge, ma se fossero entrati sarebbe stato un massacro. C’erano bambini e non solo» ha dichiarato Alberto all’Huffington Post spagnolo. Il cameriere è un elettore del governo Rajoy ma critica la scelta di appoggiare la repressione, definendo le cariche della polizia “violente ed eccessive”.

Il suo gesto sta facendo il giro del mondo, lui che, invece di chiudere il locale come avrebbero fatto in molti, ha dato ospitalità a tanti sconosciuti proteggendoli sia dalla follia dei manifestanti sia da chi doveva proteggerli.

@agoravox.it


Vietato Fumare

Tutti scandalizzati per la proposta del Viminale…ma nessuno si ricorda che questo provvedimento era gia stato proposto per le partite casalinghe dell’Inter

«Vietato fumare negli stadi di calcio»

Proposta dell’Osservatorio al Viminale
Sperimentazione da stagione 2013-14
L’Osservatorio ha approvato un ordine del giorno in cui si introduce il provvedimento. Cagliari, Is Arenas verso la riapertura

ROMA – Dopo la tessera del Tifoso obbligatoria per seguire la squadra in trasferta, l’Albo degli striscioni autorizzati, il divieto di introdurre fumogeni, il Viminale studia un’altra misura restrittiva per le migliaia di tifosi che vanno allo stadio: dal prossimo anno, infatti, potrebbe essere introdotto il divieto di fumo in tutti gli impianti italiani dove si giocano incontri professionistici.

La proposta è stata approvata oggi dall’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive – l’organismo del ministero dell’Interno cui spetta proporre provvedimenti e misure per migliorare la sicurezza negli stadi – assieme ad un’altra serie di ordini del giorno. In sostanza, questa almeno è l’intenzione del Viminale, a partire dal campionato 2013-14 dovrebbe essere vietato fumare in tutti gli impianti a norma dove si giocano campionati professionistici, come già accade, ad esempio, negli Stati Uniti ed in Inghilterra ma anche nella casa del Barcellona, il Camp Nou.

La sperimentazione. Al momento, comunque, non c’è nulla di operativo, si affrettano a precisare dal Viminale. Anche perché per introdurre un simile divieto servirebbe una norma di legge, altrimenti sarebbe impossibile applicare le eventuali sanzioni previste in caso di violazioni o stabilire a chi attribuire la facoltà di effettuare i controlli negli impianti.

Marino. Lo sottolinea anche il senatore del Pd Ignazio Marino, che si dice comunque favorevole «ad ogni misura che porti a diminuire il consumo di tabacco». Per rendere operativo il provvedimento, dice dunque Marino, si potrebbe «inserire un emendamento di questo tipo nell’iter del ‘decretonè sanitario». Dove tra l’altro, «non a caso »sono stati già presentati emendamenti che mirano a proibire il fumo in spazi aperti». Prima di partire, in ogni caso, si discuterà con tutti i soggetti interessati e dunque non solo quelli appartenenti al mondo del calcio.

L’obiettivo, spiega il vicepresidente dell’Osservatorio, Roberto Massucci, è quello di arrivare all’inizio della prossima stagione con le idee più chiare e, eventualmente, partire con una sperimentazione in due, tre impianti simbolo. «L’agenda approvata oggi – dice – contiene una serie di punti da approfondire, nel corso delle prossime riunioni, tra cui appunto il divieto di fumo». Al momento, prosegue, «è stata avviata un’indagine a livello internazionale e saranno approfonditi studi di settore, sentendo chiaramente addetti ai lavori e rappresentanze dei tifosi». Nulla cambierà, dunque, almeno fino all’inizio del prossimo campionato.

Lo stadio di Is Arenas. Invece, fin dal prossimo incontro in casa, i tifosi del Cagliari potrebbero tornare ad assistere agli incontri dei rossoblù. Dopo il sopralluogo effettuato questa mattina nello stadio Is Arenas di Quartu Sant’Elena, l’Osservatorio ha definito «possibile» l’apertura dell’impianto ai tifosi fidelizzati. In quanto «è stata accertata la realizzazione delle misure di sicurezza minime per garantire l’apertura dello stadio». Il sopralluogo, sottolineano inoltre dal Viminale dopo il braccio di ferro tra il presidente Cellino e il prefetto di Cagliari, si è svolto «in un clima di collaborazione tra istituzioni governative e rappresentanti sportivi». A breve la Commissione provinciale di vigilanza dovrà mettere a punto gli ultimi dettagli per il definitivo via libera.

@gazzettino.it


Cagliari vs Roma

Era iniziata cosi…

Dove si giocherà Cagliari-Roma? A sette giorni dal fischio d’inizio ancora non è chiaro. Secondo la società isolana l’incontro si disputerà allo stadio  Is Arenas di Quartu, ma da più parti fioccano i commenti negativi che mettono in discussione la validità della sede. Dopo il parere negativo della Prefettura di Cagliari (leggi), arriva anche la bocciatura da parte del SIAP, sindacato autonomo polizia, che per voce del suo segretario, Massimo Martelli, ammonisce: “Esprimiamo fortissime perplessita’ e preoccupazioni per la situazione dello stadio ubicato in pieno centro urbano a Quartu e che non ha, a tutt’oggi, le piu’ elementari norme di sicurezza previste dalle normative in materia e che espone le forze dell’ordine e i cittadini a rischi elevati”. Intanto l’Unione Sarda (leggi) annuncia che “…la commissione provinciale di vigilanza ha dato un parere di “non conformità” allo stadio Is Arenas. Cagliari-Roma non si potrà disputare davanti ai tifosi rossoblù. Resta da capire se potrà essere giocata a porte chiuse o se la sfida verrà dirottata allo stadio di Trieste”. Così ad una settimana dall’incontro ancora non è chiaro dove si giocherà la partita, e se si giocherà davanti a dei tifosi che in queste ore stanno già acquistando i tagliandi. Dopo l’albo degli striscioni non sarà arrivato il momento di varare quello degli impianti sportivi?

Calcio, il prefetto rinvia Cagliari-Roma,
dopo la “chiamata” di Cellino ai tifosi

Il presidente della società aveva invitato i tifosi a presentarsi ugualmente allo stadio (giudicato non agibile) nonostante la decisione di far disputare la partita a porte chiuse. Ora la Figc ha aperto una inchiesta. La società rischia il 3-0 a tavolino. O peggio una penalizzazione in classifica

Cagliari-Roma, in programma oggi pomeriggio alle ore 15 alla Is Arenas di Quartu S.Elena non si disputerà: la partita è stata rinviata a data da destinarsi. Lo ha comunicato il prefetto cagliaritano Balsamo dopo una riunione di emergenza convocata nella notte. Una decisione scaturita a seguito dell’ennesimo colpo di testa del presidente del Cagliari Cellino, che da Miami ha scritto una lettera di ‘chiamata alle armi’ ai tifosi, invitandoli a sfidare i divieti e a presentarsi in massa allo stadio, anche se la stessa prefettura aveva disposto che il match dovesse disputarsi a porte chiuse. Ora la Figc aprirà un’inchiesta, le cui conseguenze potrebbero essere molto pesanti per il Cagliari. Si parte dalla possibile vittoria a tavolino assegnata alla Roma, se saranno accertate le responsabilità del club sardo nel rinvio, e si potrebbe arrivare fino alla penalizzazione in classifica, se sarà ravvista una qualche forma di istigazione alla violenza.
L’assurda vicenda è solo l’ultima tappa della guerra aperta tra Cellino e le istituzioni. Prima la decisione dello scorso anno di Cellino di portare la squadra a Trieste per le ultima quattro partite casalinghe di campionato. Poi, a luglio, la decisione di Zedda di sfrattare definitivamente il Cagliari dallo Stadio Sant’Elia per le gravi inadempienze contrattuali della società. Nel mezzo lo scontro di Cellino con parte della propria tifoseria, quella non allineata. E infine la decisione di Cellino di far giocare quest’anno il Cagliari alla Is Arenas di Quartu. Uno stadio cantiere inagibile per la Serie A, dove oltre alle tribune mancano anche le più elementari norme di sicurezza.

Per questo già la prima partita di campionato tra Cagliari e Atalanta si è giocata a porte chiuse. Poi due trasferte e, nel frattempo, il 13 settembre la decisione di Cellino di mettere comunque in vendita i biglietti per Cagliari-Roma di oggi. Ma la Commissione di Vigilanza dopo l’ispezione ha ovviamente valutato lo stadio inagibile. Decisione confermata martedì dalla Prefettura, e poi di nuovo venerdì e sabato in concitate riunioni. Pochi minuti, ed ecco sabato sera il comunicato di Cellino, pubblicato sul sito della società rossoblù. “La Società Cagliari Calcio, rappresentata dal presidente Massimo Cellino (…) visto il perdurare della situazione che porta a non vedere più un futuro per via delle difficoltà burocratiche e il disinteresse collettivo delle istituzioni, invita e chiede a tutti i suoi tifosi, titolari di biglietto e abbonamento, di recarsi allo stadio per assistere alla partita Cagliari-Roma nel rispetto dell’ordine e della civiltà. La Società Cagliari Calcio e i suoi ingegneri reputano infatti la struttura agibile e sicura. Questo atto, assolutamente pacifico, spinto dal dolore e dalla frustrazione, per difendere il diritto di esistere. Viceversa è giusto prenderne atto”.

Una vera e propria chiamata alle armi, in cui s’invitano i tifosi amici a prendere d’assalto lo stadio nonostante i divieti. Da qui la decisone di prefetto e questore di sospendere la partita per motivi di ordine pubblico. Questo il comunicato: “Il prefetto di Cagliari, a conclusione della riunione di coordinamento delle forze di Polizia, ha disposto che la gara Cagliari-Roma, programmata presso lo stadio Is Arenas a porte chiuse, sia differita ad altra data. Tale decisione si è resa necessaria per l’urgente e grave necessità di prevenire ogni forma di turbativa dell’ordine e della sicurezza pubblica conseguente alle reazioni emotive, irrazionali e inconsulte ingenerate dall’invito formulato dal presidente della Cagliari Calcio”. L’unica risposta possibile all’ultimo scriteriato attacco di questo strano Don Chisciotte al contrario, che da Miami ha deciso di combattere la sua personale battaglia contro i mulini a vento del buon senso e della giustizia.

@ilfattoquotidiano.it

Cagliari-Roma, il verdetto del giudice:
vittoria 0-3 a tavolino

Il club sardo attacca duramente il direttore
generale giallorosso Franco Baldini: «Avvoltoi»

Vittoria per 0-3 a tavolino in favore della Roma. È il verdetto del giudice sportivo sulla partita Cagliari-Roma, non disputata a causa del rinvio deciso sabato notte dalla prefettura. La società giallorossa aveva presentato ricorso per ottenere la vittoria d’ufficio e l’ha ottenuta. La decisione difficilmente fermerà le polemiche. Il club sardo aveva infatti attaccato duramente il direttore generale giallorosso Franco Baldini con una nota apparsa sul sito internet ufficiale della società. «La Cagliari Calcio comprende i principi del Sig. Baldini pur non condividendoli – il comunicato – perché chi spera di avvantaggiarsi delle disgrazie altrui non può essere contraddistinto come tale. Se così fosse, a quel tipo di uomo di principi, il suo più appropriato stemma sarebbe quello dell’avvoltoio».

LA REPLICA – La Roma, dal canto suo, non aveva replicato. Nel mirino c’era appunto il direttore della Roma, Franco Baldini, che proprio domenica mattina aveva ufficializzato la decisione della società giallorossa di chiedere la vittoria a tavolino per la gara. «Nonostante questa presa di posizione di Baldini – aveva spiegato ancora il club sardo nel suo comunicato – sappiamo che non rappresenta lo spirito dei romanisti, ai quali rimarremo sempre amici, in considerazione dei bei trascorsi e della lealtà che nel passato la nostra squadra ha avuto modo di apprezzare». Il giudice ha ora dato ragione ai giallorossi e ha definito «provocatoria» l’iniziativa assunta dal Cagliari, che dopo la decisione di disputare il match a porte chiuse, aveva invitato i tifosi a recarsi lo stesso allo stadio. Un invito che aveva poi spinto il prefetto a sospendere la partita per questioni di sicurezza. Si tratta, ha specificato il giudice, di «una palese violazione di cui all’art. 12, n. 2 CGS, che impone alle Società la rigorosa osservanza delle disposizioni emanate dalle pubbliche autorità in materia di pubblica sicurezza», una iniziativa che «ha costituito la causa diretta ed esclusiva dell’impedimento alla regolare effettuazione della gara».

Redazione Online@corriere.it


Pergocrema

I tifosi rivogliono il Pergocrema
Ma i marchi li ha tutti Macalli

L’idea di un azionariato popolare per la società lombarda, recentemente fallita, si spegne in quanto i titoli per la rifondazione sono stati  acquisiti dal presidente della Lega Pro, che è stato dirigente del club per 24 anni. Situazioni che fanno sorgere dubbi sulle modalità del fallimento del club

I tifosi rivogliono il Pergocrema Ma i marchi li ha tutti Macalli

La curva dei tifosi del Pergocrema

I tifosi del Pergocrema, club ottuagenario fallito improvvisamente la scorsa stagione, avrebbero voluto rilevare la loro società, la seconda società di Crema, percorrendo la strada stretta e difficile dell’azionariato popolare. Al Tribunale fallimentare di Crema, però, hanno trovato il marchio già acquisito. Meglio, tutti e quattro i marchi che rimandavano alla società erano stati registrati. Da chi? Da Mario Macalli, 75 anni, sempiterno presidente della Lega Pro italiana.

Possibile? Possibile. È sufficiente andare sul sito internet del ministero dello Sviluppo economico per scoprire che il 31 gennaio 2011 Mario Macalli, che del Pergocrema è stato vicepresidente per 24 anni, fino al 1986, prima di iniziare una carriera da dirigente sportivo italiano (da quindici stagioni è dirigente della Lega C, poi diventata Lega Pro), ha presentato domanda di registrazione del marchio Us Pergocrema 1932. La domanda era stata inizialmente sospesa per essere accettata in un secondo momento. Sono state invece accolte in prima battuta le richieste di registrazione di Macalli, casa a Ripalta Cremasca, studio a Crema città, sugli altri tre marchi riconducibili alla stessa società: Us Pergocrema, Us Pergolettese e Us Pergolettese 1932 (l’ex Pizzighettone) che oggi partecipa al campionato di serie D. Per ciascuna società, ora, c’è il numero di registrazione a fianco. Mario Macalli, presidente della Lega Pro, è diventato quindi il padrone monopolista del marchio (e dei marchi fratelli) di una società fallita e pure del marchio di un’altra società di famiglia che attualmente gioca in serie D.

Non ci sarà alcuna asta, no. Il Popolo cannibale, gli ultras desiderosi di far rivivere la società lombarda, hanno dovuto ammainare la bandiera gialla e blu. E ora chiedono alla città: “Per quale motivo nel gennaio 2011 Macalli ha sentito l’esigenza di registrare ben quattro marchi riconducibili al Pergocrema? Durante quel periodo la proprietà della società era di Manolo Bucci e nulla lasciava prevedere una fine drammatica”. Si avanzano, ecco, dubbi sulle modalità del fallimento del club. Ancora, “perché registrare tutti e quattro i marchi, in modo da precludere ogni forma di rifondazione da parte di terzi?”. La domanda fondamentale arriva in fondo: “Come si può conciliare il ruolo di presidente della Lega Pro con quello di proprietario dei marchi riconducibili a un club iscritto a tale Lega?”.

Mario Macalli, che non ha mai nascosto la sua volontà di ricandidarsi alla presidenza della Lega Pro nonostante i quindici anni in groppa, non ritiene che sulla vicenda ci sia un conflitto d’interesse. Meglio, non gradisce esprimersi. “Non mi interessa, non me ne occupo”, ha già detto. Ma negli uffici della Procura federale c’è un fascicolo inviato da dirigenti sportivi della Lega Pro: Stefano Palazzi dovrà indagare anche sul marchio Pergocrema e l’ingordigia del presidente di Lega.

Corrado Zunino @repubblica.it


Napoli vs AIK Solna

Sono svedesi e supporter del Napoli,
aggrediti da ultrà partenopei: tre feriti

Colpiti mercoledì sera con mazze da baseball e coltelli all’esterno di una pizzeria. Il questore: un gruppo isolato di pseudo tifosi che danneggiano l’immagine della città

NAPOLI – Un gruppo di tifosi è stato aggredito a Napoli, a poche ore dal match della Europa League, che si terrà stasera allo stadio San Paolo, tra il Napoli e la squadra svedese Aik Solna. Si tratta di tredici svedesi, ma tifosi del Napoli, che avevano organizzato una trasferta nel capoluogo partenopeo, sono stati aggrediti con mazze da baseball e coltelli all’esterno di una pizzeria, in via Depretis, da una banda composta, secondo quanto riferito alla polizia dalle vittime, da ultrà napoletani.

IN TRASFERTA – La trasferta dei turisti svedesi era stata organizzata dal Napoli Club Stoccolma. Durante la serata, due dei tredici scandinavi si sono allontanati dirigendosi verso il Maschio Angioino. Poco dopo sono tornati urlando «ultrà». Tempo pochi minuti, all’esterno della pizzeria, dove sotto un gazebo c’erano gli svedesi, è arrivata una banda di persone con il volto coperto da foulard e armati di mazze e coltelli. Durante l’aggressione, sono rimasti feriti il titolare della pizzeria che è intervenuto in difesa degli svedesi, un 41enne che aveva organizzato la trasferta e che è a capo del club, ed un altro svedese di 23 anni. I tre feriti sono stati colpiti con coltelli e in maniera non grave, al gluteo e alle gambe.

IL QUESTORE – «Si è trattato di un’aggressione da parte di pseudo tifosi i quali avranno notato questa comitiva composta da turisti e tifosi svedesi e si sono organizzati per aggredirli. L’agguato è stato smorzato dalla generosa reazione del proprietario della pizzeria, rimasto ferito anch’egli. Le ferite però non sono gravi ma fa male sapere queste cose dopo 2 anni di digiuno, dagli episodi verificatesi contro i tifosi del Liverpool», ha commentato il questore di Napoli Luigi Merolla ai microfoni di Radio Crc. «Abbiamo già messo in moto la nostra macchina investigativa – ha aggiunto il questore – ma siamo certi che si tratti di un gruppo isolato. Il desiderio di tutti è quello di accompagnare il Napoli, la nostra squadra, in un percorso che la porti quanto più in alto possibile. Sappiamo benissimo che tifosi violenti hanno solo lo scopo di danneggiare l’immagine intera della città e della squadra oltre a tenere lontano turisti che hanno come unico intento quello di visitare la nostra bellissima città. Questi sciagurati non fanno altro che contrastare una città già piena di guai, così martoriata per la criminalità organizzata. Noi, in qualità di forze di polizia, ma ogni cittadino, dovremmo attrezzarci per isolare questi atti violenti». «Queste situazioni – ha sottolineato Merolla – non sono gravi ma gravissime, frutto di atti folli, violenti ed estremamente gratuiti».

@corriere.it

Ancora tifosi svedesi accoltellati
Assalto ultras nella pizzeria di piazza Bovio

Altri tre supporter sono stati vittime di aggressione
Avevano appena cenato al «Pomodorino». La testimonianza

NAPOLI – È successo ancora. Il Napoli ha appena battuto l’Aik Solna, 4 a zero. Roba da mandare a casa tutti arcicontenti. Sembra quasi dimenticata l’aggressione con mazze da baseball e coltelli di mercoledì sera ai danni di un gruppo di svedesi in trasferta, davanti ad una pizzeria di via Depretis. Eppure il copione si ripete, uguale, ore dopo la partita e a distanza di poche centinaia di metri. Piazza Bovio, che nel pomeriggio aveva ospitato, alla Camera di Commercio, il presidente della Repubblica Ceca, dopo le 23 è ancora affollata e tranquilla.

PIAZZA BOVIO – Alla pizzeria Il Pomodorino, all’angolo col Corso Umberto, napoletani e turisti si godono la piacevole serata. I tifosi di ritorno dallo stadio sono rientrati, persino il traffico è sereno. Ai tavoli, c’è anche un gruppo di sette ragazzi di vent’anni, a vederli ispirano simpatia all’istante: sono svedesi, turisti, giovani in vacanza e la squadra per cui sono venuti a Napoli ha perso di brutto eppure sono allegri, era una partita in fondo, penseranno, e la pizza è molto gradita e accompagnata da buona birra e bevande. Perché guastarsi il viaggio. Ecco perché. D’improvviso, dai vicoli alle spalle che danno al Porto, spunta un gruppo di quindici energumeni col volto coperto, come una furia: armati, si avventano sui ventenni svedesi, il loro tavolo è centrale, in mezzo agli altri, e questi li raggiungono rovesciando tutto. Li aggrediscono con lame. Un ragazzo svedese viene accoltellato ad una gamba.

NAPOLETANI MORTIFICATI – Ad un altro viene spaccata una bottiglia in testa. Un altro cade su un bicchiere con una spinta e si ferisce anche lui. Vengono soccorsi al Loreto Mare, per il trauma cranico provocato della bottigliata, e gli altri al Pellegrini per le suture. La mortificazione è di tutti: dei napoletani che stavano mangiando la pizza accanto a quei ragazzini, dei camerieri, del titolare del locale che almeno per il momento, non bada ai danni. Si legge persino sulla faccia dei poliziotti, e sulla mia, che noi napoletani abbiamo fatto una pessima figura. Aveva appena detto il questore Merolla, poche ore prima, commentando l’identica aggressione di mercoledì sera in via Depretis sempre davanti ad una pizzeria: “Sappiamo benissimo che questi tifosi violenti hanno il solo scopo di danneggiare l’immagine della squadra e della città, tenendo lontano turisti che hanno come unico intento quello di visitare la nostra città”.

Luca Marconi @corriere.it