Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Il calcio italiano è senza fine

Tifosi in fuga dagli stadi italiani,
mentre i Rangers riempiono d’amore Ibrox

Cagliari Atalanta Denis

La crisi del calcio italiano è senza fine: secondo quanto riporta Panorama c’è stato un calo sostanziale delle presenze allo stadio. Nelle prime due giornate di campionato le presenze sono state complessivamente 443.908, nel 2011 furono 460.573, nel 2010 480.408 e nel 2009 addirittura 527.370. Dati alla mano ogni anno il calo aumenta in maniera preoccupante.

Questo è imputabile a un fattore fondamentale: la totale inadeguatezza degli stadi del Bel paese. Se a questo si aggiungono le continue polemiche arbitrali e i campi sempre più indecenti le uniche a sorridere sono le pay-tv. Basti pensare che ad oggi solo sette squadre di serie A risultano in attivo rispetto alla passata stagione: Atalanta, Juventus, Pescara, Roma, Sampdoria, Torino e Udinese. Palermo e Lazio sono in calo vertiginoso, ma anche le due milanesi non se le passano bene. L’Inter si attesta sui 30.722 abbonati con un calo di circa il 16% rispetto all’anno passato, peggio fa il Milan fermo a 22.106, performance peggiore dell’era Berlusconi.

Sono due le immagini emblematiche che spiegano meglio il perché degli stadi sempre più vuoti: il campo indecoroso del San Paolo di Napoli dove non era presente un filo d’erba e sembrava si giocasse su un campo da beach soccer; la partita fra Cagliari e Atalanta disputata a Quartu Sant’Elena a porte chiuse, dove sono stati allestiti in fretta e furia dei riflettori per garantire l’illuminazione necessaria al regolare svolgimento della partita.

Queste immagini fanno il giro del mondo e il calcio italiano non merita di essere deriso da tutto il resto del panorama calcistico. Rifletta su questa cosa il presidente della Lega Calcio di Serie A, Maurizio Beretta, dimissionario dal marzo del 2011.

Per fare un parallelismo impietoso, il Glasgow Rangers che dopo il fallimento milita nel campionato di terza divisione scozzese (corrispondente alla Lega Pro seconda divisione italiana) fa registrare 50.000 presenze ogni partita, questo dovuto ad una grande cultura calcistica (che in Italia latita e non poco) ma anche dall’adeguatezza delle strutture e degli impianti che permettono ai tifosi di recarsi in assoluta sicurezza per vedere i propri beniamini.

Questa situazione deve fare riflettere sulla condizione in cui verte il nostro calcio: così facendo l’appeal del campionato italiano colerà a picco e se non si correrà ai ripari al più presto sarà difficile riemergere in tempi brevi.

Marco Gentile @calciomercato.com

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