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Pergocrema

I tifosi rivogliono il Pergocrema
Ma i marchi li ha tutti Macalli

L’idea di un azionariato popolare per la società lombarda, recentemente fallita, si spegne in quanto i titoli per la rifondazione sono stati  acquisiti dal presidente della Lega Pro, che è stato dirigente del club per 24 anni. Situazioni che fanno sorgere dubbi sulle modalità del fallimento del club

I tifosi rivogliono il Pergocrema Ma i marchi li ha tutti Macalli

La curva dei tifosi del Pergocrema

I tifosi del Pergocrema, club ottuagenario fallito improvvisamente la scorsa stagione, avrebbero voluto rilevare la loro società, la seconda società di Crema, percorrendo la strada stretta e difficile dell’azionariato popolare. Al Tribunale fallimentare di Crema, però, hanno trovato il marchio già acquisito. Meglio, tutti e quattro i marchi che rimandavano alla società erano stati registrati. Da chi? Da Mario Macalli, 75 anni, sempiterno presidente della Lega Pro italiana.

Possibile? Possibile. È sufficiente andare sul sito internet del ministero dello Sviluppo economico per scoprire che il 31 gennaio 2011 Mario Macalli, che del Pergocrema è stato vicepresidente per 24 anni, fino al 1986, prima di iniziare una carriera da dirigente sportivo italiano (da quindici stagioni è dirigente della Lega C, poi diventata Lega Pro), ha presentato domanda di registrazione del marchio Us Pergocrema 1932. La domanda era stata inizialmente sospesa per essere accettata in un secondo momento. Sono state invece accolte in prima battuta le richieste di registrazione di Macalli, casa a Ripalta Cremasca, studio a Crema città, sugli altri tre marchi riconducibili alla stessa società: Us Pergocrema, Us Pergolettese e Us Pergolettese 1932 (l’ex Pizzighettone) che oggi partecipa al campionato di serie D. Per ciascuna società, ora, c’è il numero di registrazione a fianco. Mario Macalli, presidente della Lega Pro, è diventato quindi il padrone monopolista del marchio (e dei marchi fratelli) di una società fallita e pure del marchio di un’altra società di famiglia che attualmente gioca in serie D.

Non ci sarà alcuna asta, no. Il Popolo cannibale, gli ultras desiderosi di far rivivere la società lombarda, hanno dovuto ammainare la bandiera gialla e blu. E ora chiedono alla città: “Per quale motivo nel gennaio 2011 Macalli ha sentito l’esigenza di registrare ben quattro marchi riconducibili al Pergocrema? Durante quel periodo la proprietà della società era di Manolo Bucci e nulla lasciava prevedere una fine drammatica”. Si avanzano, ecco, dubbi sulle modalità del fallimento del club. Ancora, “perché registrare tutti e quattro i marchi, in modo da precludere ogni forma di rifondazione da parte di terzi?”. La domanda fondamentale arriva in fondo: “Come si può conciliare il ruolo di presidente della Lega Pro con quello di proprietario dei marchi riconducibili a un club iscritto a tale Lega?”.

Mario Macalli, che non ha mai nascosto la sua volontà di ricandidarsi alla presidenza della Lega Pro nonostante i quindici anni in groppa, non ritiene che sulla vicenda ci sia un conflitto d’interesse. Meglio, non gradisce esprimersi. “Non mi interessa, non me ne occupo”, ha già detto. Ma negli uffici della Procura federale c’è un fascicolo inviato da dirigenti sportivi della Lega Pro: Stefano Palazzi dovrà indagare anche sul marchio Pergocrema e l’ingordigia del presidente di Lega.

Corrado Zunino @repubblica.it

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