Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Stadi vuoti, che tristezza

Stadi vuoti, che tristezza
Galliani appello per il derby

Stadi vuoti, che tristezza Galliani appello per il derby

Stadi desolatamente vuoti, e siamo ancora nella bella stagione (figuratevi a febbraio…): ma cosa fanno i presidenti? Dove sono le iniziative a favore dei tifosi? Niente, o quasi. Solo Aurelio De Laurentiis, dopo il flop di Napoli-Lazio, si è reso conto che i prezzi dei biglietti al San Paolo erano troppo cari e li ha abbassati. Il Napoli, pur essendo in testa al campionato, ha meno abbonati dello scorso anno. Anche San Siro per ora è mezzo deserto: il Milan paga l’addio di Ibra e c. e ha fatto solo 23.765 abbonati, primato negativo dell’era Berlusconi. D’accordo, non si potrà più tornare ai 70.000 del ’92: altri tempi, altro calcio meno “cannibalizzato” dalle tv, anche di Berlusconi. Va a rilento anche la vendita dei biglietti del derby di domenica prossima: “Sarà la recessione, la crisi o il calo dei risultati di Inter e Milan ma per la prima volta da 26 anni non c’è la corsa al biglietto. Va tutto a rilento: ai tifosi dico, venite allo stadio…”, ha detto Adriano Galliani. Meglio del Milan va l’Inter come abbonati, è vero, ma gli spettatori complessivi con la Fiorentina domenica erano solo 41.082. Vale a dire, San Siro mezzo vuoto. La Juventus, con lo stadio di proprietà, tiene bene invece: 27.378 abbonati e impianto quasi sempre esaurito. Bene anche la Roma: la curva Sud strapiena non si vedeva da anni. Battuta la Lazio nella classifica degli abbonati. Si parla tanto di stadi di proprietà ma l’Olimpico tiene 72.000 spettatori e ce sono mediamente 30-40.000 mila. Solo in qualche gara della Roma si arriva a 50.000. Non si ha più l’esaurito nemmeno nel derby, anche per il problema della tribuna Tevere. Non sarebbe il caso, mentre si aspetta lo stadio nuovo (bene che vada ci vorrebbero 4-5 anni per costruirlo…), abbassare il prezzo dei biglietti? Studiare iniziative per venire incontro ai tifosi? Lo sanno i presidenti che c’è una crisi? Andare allo stadio, per tante famiglie, è diventato troppo costoso. E, in qualche caso, anche scomodo. Meglio, molto meglio, la tv. Sono stati fatti passi avanti notevoli per quanto riguarda la sicurezza: ricordiamoci cosa era anni fa gli stadi e dintorni, lacrimogeni, scontri, feriti, stazioni e autogrill devastati. Sono state fatte convenzioni con la Ferrovie dello Stato e con gli Autogrill ma in trasferta non ci va quasi più nessuno. Cinquanta tifosi del Palermo all’Olimpico per la gara con la Roma, poche centinaia del Siena ieri per quella con la Lazio (e Roma non è lontanissima dalla città toscana). Fuori casa ormai sono pochissimi i tifosi che seguono la squadra del cuore. Come mai? La Lega di serie A pare non sia interessata ai tifosi, quello che preme di più ai presidenti sono i soldi dei diritti tv. Ma vedere stadi vuoti e Is Arenas un mezzo cantiere non fa certo bene all’immagine del calcio italiano, che ha perso già i campioni e rischia di perdere appeal all’estero. Questione non solo di immagine, ma anche di soldi. Per quanto riguarda la famosa legge sugli stadi (vedi Spy Calcio del 27 settembre) 1, il senatore Alessio Butti (Pdl) ha spiegato che domani inizia la discussione al Senato sugli emendamenti. Ci sono state resistenze, ma secondo Butti “Legambiente e Wwf hanno fatto osservazioni stupide”. Non c’è una spesa di denaro pubblico, “come successo purtroppo nel 1990”, spiega il senatore e tutte le norme, “comprese quelle che riguardano l’ambiente”, saranno rispettate. Ma anche fra i suoi colleghi c’è ancora qualche resistenza. Si vedrà con gli emendamenti.

Lega di A, resta Beretta. Un rivale per Macalli?
Tempo di elezioni nel calcio: si apre con le Leghe, si chiude il 14 gennaio con la Federcalcio. Il vero nodo da sciogliere è quello della Lega di serie A: come eredi di Maurizio Beretta, “dimissionario” (si fa per dire) da un anno e mezzo, sono circolati i nomi di Franco Carraro, Camiglieri, Paolillo, Abodi, Galliani, Simonelli, Albanese, Cardinaletti. Ci vogliono 14 voti per essere eletti: a forza di veti incrociati, è possibile (se accetta e l’UniCredit dice sì) che possa restare in sella Beretta. Manager preparato, d’accordo: ma come la mettiamo con il suo incarico ad una superbanca che ha il 40 per cento della Roma? Nessun problema: basta far finta di nulla e il conflitto d’interessi scompare. Lega di B: Abodi è stato contattato da diversi presidenti di A ma, come detto, è quasi impossibile che trovino un accordo fra grandi, medie e piccole società. Quindi, Abodi, che pure ha lavorato benissimo, resterà (per ora) in B: ma la prima cosa che deve fare è ridurre i club da 22 a 20. Lega Pro: Mario Macalli, 75 anni, si ricandida. Possibile che abbia un rivale, Salvatore Lombardo, ex presidente Aia. Lega Dilettanti: unico candidato, Carlo Tavecchio. Infine, la Figc: Giancarlo Abete ha appena rinnovato gli organi di giustizia sportiva per altri quattro anni e questo viene visto come un segnale di voler restare alla Federcalcio. Non ha ancora sciolto la riserva: ha tempo e prima vuole vedere cosa combinano a Milano.

Albo degli striscioni: “Censura preventiva, aboliamolo”
Albo degli striscioni: l’idea dell’Osservatorio non ha raccolto un grande successo da parte dei tifosi, almeno per ora. E anche a livello politico ci sono posizioni discordanti. Secondo la deputata (Pdl) Paola Frasinelli, “inibisce la creatività dei tifosi, è una censura preventiva e contribuisce a vuotare gli stadi”. Chiesto al ministro Cancellieri di tornare sui suoi passi. D’accordo con la Frasinelli, Ignazio La Russa (“mi sembra che peggiori la situazione, bisogna creare un clima più disteso per i tifosi allo stadio”). Maurizio Paniz, anche lui Pdl, invece è a favore dell’iniziativa. Ottima l’idea dell’Osservatorio di studiare se è possibile vietare il fumo negli stadi. Molti Paesi (Usa, Inghilterra, Bulgaria, eccetera) già lo fanno. Altri no. In Italia ci vorrebbe una norma che ancora non c’è, si vedrà la prossima stagione.

Fulvio Bianchi @repubblica.it

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